Abbandoni rifiuti illegalmente? Rischi la confisca dei beni

Dal 31 ottobre 2026 entrano in vigore nuove norme che hanno l’obiettivo di contrastare maggiormente i reati ambientali, estendendo l’applicazione della confisca dei beni anche ai reati di abbandono e gestione illecita di rifiuti. Le norme sono state introdotte dal DL n. 186 del 25 settembre 2026, che attua la direttiva UE 2024/1260 sul recupero e la confisca dei beni. Questo decreto modifica il Codice penale e il Testo unico ambientale, D.Lgs. 152/2006, rafforzando le misure patrimoniali per alcuni reati. Per le fattispecie previste dagli articoli 255-bis e 255-ter, relative all’abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari e all’abbandono di rifiuti pericolosi, è prevista la confisca dei beni utilizzati o destinati a commettere il reato, in caso di condanna o applicazione della pena su richiesta delle parti. Nei casi previsti dalla legge, la misura può riguardare anche i veicoli utilizzati per il trasporto e lo scarico illecito dei rifiuti.

Un’altra novità è l’introduzione degli articoli 240-ter e 240-quater nel Codice penale, che prevedono ulteriori strumenti per impedire ai responsabili di sottrarsi alle conseguenze economiche degli illeciti. Per determinati reati, se non è possibile confiscare direttamente i beni, il giudice può disporre la confisca di altri beni di valore equivalente. Sono previste inoltre, a specifiche condizioni, disposizioni per contrastare i tentativi di eludere la confisca attraverso il trasferimento dei beni a terzi.

Queste disposizioni si affiancano alle misure introdotte dal Decreto-legge n. 116/2025, noto come decreto Terra dei Fuochi, che ha inasprito le sanzioni per l’abbandono e la gestione illecita dei rifiuti. Le nuove norme mirano a contrastare queste pratiche anche attraverso la privazione dei beni utilizzati e dei vantaggi economici derivanti dalle attività illegali. Per i Comuni rappresentano un ulteriore strumento per affrontare un fenomeno che comporta gravi conseguenze ambientali ed economiche per i territori, tra cui i costi degli interventi straordinari di rimozione, bonifica e ripristino, che spesso ricadono sulla collettività quando non è possibile individuare i responsabili o recuperare le spese sostenute.

L’efficacia delle nuove disposizioni dipenderà tuttavia dalla capacità di individuare i responsabili e garantire controlli adeguati sul territorio. Il rafforzamento delle misure patrimoniali può contribuire a contrastare gli illeciti, ma deve essere accompagnato da interventi di prevenzione, vigilanza e monitoraggio, indispensabili per promuovere una corretta gestione dei rifiuti.

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