Il Portogallo adotta il deposito cauzionale mentre l’Italia aspetta

Dal 10 aprile 2026 il Portogallo ha introdotto il sistema di deposito cauzionale per bottiglie e lattine per bevande. Si chiama VOLTA, gestito dall’organizzazione non profit SDR Portugal, e funziona in modo semplice: chiunque acquisti una bevanda paga 10 centesimi in più per l’imballaggio e li recupera restituendo il contenitore intatto a uno dei più di 2.500 punti di raccolta automatizzati o ai circa 8.000 punti di raccolta manuali sparsi su tutto il territorio nazionale, comprese le isole di Madeira e delle Azzorre.

Non è una sperimentazione locale. È un vero e proprio sistema infrastrutturale costruito con un investimento di oltre 100 milioni di euro finanziato interamente dalle aziende del settore, senza alcun costo per lo Stato. L’obiettivo è intercettare almeno il 70% degli imballaggi per bevande entro la fine del 2026 e il 90% entro il 2029, in linea con la direttiva europea SUP e il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi PPWR, che entrerà in vigore automaticamente nell’agosto 2026.

Oggi in Portogallo viene raccolto solo il 40% delle bottiglie in PET. Il margine di miglioramento è enorme, ma altrettanto lo sono i benefici attesi: verranno creati circa 1.500 posti di lavoro e i comuni potranno generare risparmi annuali tra i 20 e i 40 milioni di euro sui costi di pulizia urbana e smaltimento.

Con questa mossa il Portogallo si unisce agli altri 18 paesi europei che hanno già adottato sistemi analoghi. La logica di fondo è quella del vuoto a rendere, un meccanismo antico che in molti paesi del nord Europa esiste da decenni e che i dati continuano a confermare come uno degli strumenti più efficaci per ridurre il littering e migliorare la qualità della raccolta: le bottiglie restituite in un sistema cauzionale sono pulite, integre, separate dagli altri rifiuti, e possono diventare nuove bottiglie adatte al contatto alimentare, riducendo drasticamente il consumo di materia prima vergine.

In questo contesto l’Italia rimane stagnante. Il deposito cauzionale è atteso, discusso, invocato da anni da associazioni ambientaliste e operatori del settore, ma non è ancora stato introdotto. Nel frattempo, ogni anno una quantità enorme di bottiglie e lattine finisce nell’ambiente, nelle raccolte sbagliate o in discarica, con costi che ricadono sui Comuni e quindi sui cittadini.

Condividi questo articolo

Articoli recenti