Il modo in cui la plastica viene gestita in Italia sta per cambiare, e questa volta il target non è solo il rifiuto da imballaggi. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha avviato una consultazione pubblica sul nuovo decreto che potrebbe introdurre un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR) anche per tutti quei prodotti in plastica che oggi non fanno parte delle normali filiere di raccolta e riciclo.
Per spiegare cosa significa davvero EPR in modo semplice, si può parlare di un principio che sposta la responsabilità dei rifiuti su chi quei prodotti li immette sul mercato. Non si tratta più solo di vendere un oggetto, ma di prendersene cura anche quando diventa un rifiuto. Questo significa per le aziende anche contribuire alla raccolta, al recupero e al riciclo dei prodotti che producono, sostenendone preventivamente anche i costi. L’idea è quella di responsabilizzare maggiormente tutta la filiera, spingendo le imprese a progettare oggetti più sostenibili già dalla fase iniziale che permettano l’uso prolungato del bene o che ne facilitino lo smaltimento.
Fino ad ora questa tipologia di sistema ha riguardato praticamente solo gli imballaggi, ma esiste un’enorme quantità di oggetti in plastica, soprattutto le cosiddette “plastiche dure”, che non rientrano in questa categoria: fanno esempio i piccoli elementi d’arredo, articoli per la casa, giocattoli o attrezzature di vario genere. Tutti oggetti utilizzati ogni giorno che, una volta diventati rifiuti, non hanno una destinazione chiara. Spesso finiscono nel rifiuto indifferenziato, perdendo completamente la possibilità di essere recuperati.
Questo nuovo decreto nasce proprio da questa consapevolezza, poiché non basta portare a recupero solo gli imballaggi se poi una parte così vasta di plastica continua a rimanere fuori dal sistema. La finalità è quindi estendere le regole già presenti anche a questi prodotti, creando un ciclo virtuoso più ampio, completo e coerente.
Dietro questa scelta c’è anche una visione di base, che arriva dall’Europa e che punta a cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo. Riciclare di più non basta se di base continuano ad essere prodotti oggetti monouso o che finiscono in discarica. Ripensare gli oggetti fin dall’inizio, immaginandoli già in un’ottica di riutilizzo e recupero, è ciò che permetterebbe un cambio di visione su tutta la linea. In questo senso, l’EPR non è solo uno strumento tecnico, ma una leva di responsabilità ambientale.
La consultazione pubblica, aperta nelle prossime settimane, permetterà a imprese e operatori del settore di contribuire alla definizione delle regole. È un passaggio importante, perché da qui nascerà un sistema che potrebbe incidere concretamente su come gestiamo la plastica nel nostro quotidiano.
Per ulteriori informazioni lo schema di decreto è consultabile sul sito del MASE a questo link