Civili contro incivili: quando il rispetto diventa una partita da vincere ogni giorno

C’è una partita che si gioca lontano dagli stadi, senza spalti né cori organizzati, ma che coinvolge tutti, ogni giorno. È una sfida silenziosa tra chi sceglie il rispetto e chi continua a ignorare le regole della convivenza civile. Una partita che non ha un calendario ufficiale, ma che si ripete puntualmente nelle strade di Bitonto, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi.

Dalle idee di Roberto Toscano e Salvatore Mastrorillo, nasce la nuova campagna di comunicazione della SANB (Servizio Ambientale Nord Barese), che utilizza un linguaggio familiare e immediato: quello del calcio. Il risultato è un racconto che trasforma la quotidianità urbana in una metafora sportiva, dove i gesti più semplici, come differenziare correttamente un rifiuto, non abbandonare sacchetti per strada o rispettare gli spazi comuni, diventano vere e proprie azioni di gioco. Le ulteriori iniziative dell’azienda in house SANB vengono illustrate nel nostro recente volume sulle azioni sinergiche di contrasto al fenomeno dell’abbandono di rifiuti disponibile a questo link.

La scelta di affidare la telecronaca a Michele Salomone non è affatto casuale. Per i cittadini del Barese, la sua è la voce storica delle emozioni del Bari, che ha raccontato per decenni le domeniche di tifo. Il tono dello spot è quello delle grandi radiocronache: incalzante, partecipe e capace di trasformare una scena ordinaria, come il semplice conferimento di un sacchetto, in un momento carico di significato. Così, ciò che normalmente passa inosservato assume improvvisamente peso e responsabilità ed ogni cittadino diventa un giocatore, ogni scelta un passaggio decisivo.

Il cuore del messaggio lanciato dalla SANB è chiaro: il decoro urbano non è una questione astratta né un problema che riguarda solo chi pulisce o controlla. È un gioco di squadra e, come in ogni squadra, basta che qualcuno smetta di collaborare perché l’equilibrio si rompa. Gli incivili non sono un’entità lontana, ma rappresentano comportamenti concreti che hanno un impatto diretto sulla qualità della vita di tutti noi.

Il racconto non punta il dito in modo aggressivo, ma usa l’ironia e la riconoscibilità dei classici profili da stadio. Mostra due atteggiamenti contrapposti, lasciando allo spettatore il compito di scegliere da che parte stare. Proprio in questo risiede la sua forza: non impone ma coinvolge, non moralizza ma invita a riflettere.

In un’epoca in cui i messaggi pubblici rischiano spesso di essere ignorati, questa campagna sceglie una strada diversa: parlare al territorio con la lingua del cuore, sfruttando l’emozione collettiva per trasmettere un valore condiviso. Il rispetto non è visto come un obbligo burocratico, bensì come una vittoria comune.

Alla fine, la vera domanda non è chi vinca la partita, ma se siamo disposti a giocarla davvero. Perché la città, proprio come una squadra, funziona solo quando ognuno fa la propria parte. E in questa sfida quotidiana nel cuore del Nord Barese, il risultato dipende, ancora una volta, solo da noi.

Fonti: Corriere della sera, daBitonto

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