A Ceccano il primo impianto europeo su scala industriale per recuperare terre rare dai RAEE

In Italia sta per essere costruito il primo impianto europeo su scala industriale destinato al recupero delle terre rare da magneti permanenti a fine vita. Il nome del progetto è LIFE INSPIREE ed è coordinato dalla Itelyum di Ceccano e coinvolge l’Università degli Studi dell’Aquila, Erion, Glob Eco ed EIT RawMaterials.

La necessità di un impianto simile nasce dalla continua domanda di terre rare da parte dell’industria europea e dall’essere al momento completamente dipendenti dalle importazioni extra UE. Questi 17 elementi chimici denominati terre rare, come ad esempio il neodimio o lo scandio, sono ormai fondamentali in una moltitudine di impieghi e sono al centro della transizione ecologica o alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale perché sono usati per schermi, batterie e motori di auto elettriche, turbine eoliche e tantissimi altri oggetti di uso comune. La Cina al momento controlla quasi completamente la catena di approvvigionamento, avendo a sua disposizione non solo i siti di estrazione, ma anche la maggior parte degli impianti di raffinazione di terre rare.

Qui entrano in gioco il progetto LIFE INSPIREE ed il nuovo impianto di Ceccano, che puntano a dare una nuova vita ai magneti permanenti contenuti in tantissimi rifiuti RAEE che noi tutti abbiamo comunemente a casa quali hard disk, apparecchiature elettroniche e vecchi smartphone, tutti oggetti che al momento vengono recuperati in quantità molto limitiate e spesso i materiali al loro interno non vengono correttamente ed efficientemente separati. La volontà è proprio quella di intervenire su questa criticità, trasformando i magneti permanenti a fine vita in una fonte di materie prime seconde. Questi ultimi verranno separati dalle apparecchiature, smagnetizzati, frantumati e successivamente sottoposti a un processo idrometallurgico, con il quale sarà possibile recuperare ossidi e ossalati contenenti soprattutto neodimio e altre terre rare.

L’impianto pilota della Itelyum, al momento, sta già operando in quel senso ma con la nuova autorizzazione rilasciata dal MASE si potrà portare il processo su scala industriale, potendo così trattare fino a duemila tonnellate di magneti permanenti all’anno, permettendo all’industria italiana ed europea di ridurre, almeno in parte, l’assoluta dipendenza dalle importazioni.

Questo progetto non basterà da solo ad arrivare a risolvere il problema, è necessario anche un cambio di paradigma per tutti noi. Spesso ci ritroviamo a custodire a casa ogni tipologia di rifiuto RAEE, magari perché pensiamo che possa ancora servire o magari perché, come nel caso degli smartphone o dei computer, avevano un costo d’acquisto elevato e facciamo fatica a lasciarli andare come rifiuti. La scelta migliore, se questi dispositivi sono ancora funzionanti o riparabili, è prolungarne la vita attraverso la riparazione, la vendita o la donazione. Quando invece sono definitivamente arrivati a fine vita, è importante conferirli correttamente nei centri di raccolta o consegnarli ai rivenditori attraverso i sistemi di ritiro previsti dalla normativa. Solo in questo modo riusciremo finalmente a permettere ai materiali di valore contenuti al loro interno di entrare nella filiera del riciclo ed essere recuperati per la produzione di nuovi beni.

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