ARERA punta sulla qualità tecnica nella gestione dei rifiuti

Con la delibera 235/2025/R/Rif, pubblicata a giugno, ARERA ha ufficializzato una serie di nuove linee guida che promettono di rivoluzionare la valutazione della qualità tecnica nella gestione dei rifiuti urbani. L’obiettivo è chiaro: assicurare che, in ogni angolo d’Italia, i servizi siano più affidabili, regolari e in linea con le reali necessità dei cittadini, superando quelle disparità territoriali che ancora oggi penalizzano molti comuni.

Rispetto al passato, il cambiamento è palpabile. Se prima il sistema si basava principalmente su adempimenti formali, ora l’attenzione si sposta verso obiettivi misurabili e verificabili, in grado di riflettere realmente lo stato del servizio. Questo significa che non ci si limiterà più a inviare dati all’Autorità: i gestori dovranno dimostrare, con numeri concreti, come stanno operando, dove necessitano di miglioramenti e quali strumenti intendono utilizzare per farlo.

Al centro delle nuove regole ci sono tre aspetti chiave: la continuità e regolarità della raccolta, il buon funzionamento degli impianti e la capacità di gestire tempestivamente eventuali disservizi. Per ciascuno di questi, ARERA introdurrà indicatori tecnici obbligatori, come ad esempio la frequenza delle raccolte, i tempi di risoluzione dei problemi e l’efficienza della logistica. Sulla base di questi dati, ogni gestore dovrà anche elaborare un piano di miglioramento.

Tutto questo avrà importanti ripercussioni pratiche anche per comuni e ATO. Le gare d’appalto e i contratti di servizio, d’ora in avanti, dovranno includere riferimenti espliciti agli standard stabiliti da ARERA. Questo significa che gli enti locali dovranno assumere un ruolo più attivo nel monitoraggio delle performance, ma anche rafforzare le competenze interne per interpretare correttamente i dati e intervenire quando necessario.

L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è fissata per il 1° gennaio 2026, ma ARERA ha previsto una fase preparatoria per consentire agli operatori di adattarsi gradualmente. Le richieste saranno infatti calibrate in base alla dimensione del gestore e al contesto territoriale, in modo da non penalizzare chi si trova in situazioni più complesse.

Questa delibera segna un percorso che va oltre la semplice conformità alle normative: si tratta di mettere al centro la qualità reale del servizio, con vantaggi tangibili per chi lo utilizza ogni giorno. Per gli amministratori locali, è un’opportunità per ripensare l’organizzazione del sistema rifiuti, basandosi su parametri oggettivi e confrontabili; per i cittadini, rappresenta una garanzia in più che il servizio sarà più equo, trasparente e, soprattutto, misurabile.

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