Cresce l’attenzione all’impatto ambientale del packaging sui consumatori

Lo dicono i dati di Nomisma 2020. Se ne parlerà a “Packaging speaks green”, forum internazionale dedicato alla sostenibilità nella produzione industriale a Bologna

L’impatto ambientale del packaging influenza il 43% dei consumatori nella scelta dei prodotti alimentari, mentre il 48% ha smesso di acquistare prodotti con eccesso di imballaggi e il 41% non è disposto a pagare in più per l’eco-pack, perché considera un compito dell’industria e dei retailer produrre packaging a minor impatto ambientale. A partire da queste rilevazioni di Nomisma 2020, il 20 e 21 febbraio a Bologna si tiene “Packaging speaks green”, forum internazionale dedicato alla sostenibilità nella produzione industriale.

Ucima e Fondazione Fico hanno riunito per l’occasione molti brand leader a livello globale, da Amazon a Coop, Coca-Cola, Fater (Jv P&G e Angelini), Massimo Zanetti Beverages, Tim Letts, Deputy Director climate and energy di Wwf a intervenire sul nuovo progetto mondiale per sviluppare modelli sostenibili di business e la Fao con un intervento legato alla sostenibilità in rapporto agli sprechi.

Le caratteristiche che per il consumatore rendono sostenibile un prodotto sono l’essere biologico (42% dei responsabili acquisto), avere una confezione di materiali riciclati o a basso impatto ambientale (37%), derivare da un processo produttivo che usa fonti rinnovabili (31%) o con basso consumo di energia-acqua (18%), che garantisce il giusto reddito a chi lo produce (24%). Mentre per immaginare un pack sostenibile i consumatori pensano a una confezione di materiali degradabili (56%) o riutilizzabili (39%). La sostenibilità entra dunque nelle priorità degli italiani ed è plebiscitaria la consapevolezza che piccole azioni quotidiane da parte di tutti siano necessarie per salvaguardare l’ambiente: lo dichiara il 98% degli italiani. Tra le azioni praticate più spesso dagli italiani svetta la raccolta differenziata, praticata dall’83%, segue la riduzione dei consumi energetici (78%) e idrici (77%), limitare l’acquisto o l’utilizzo di bottiglie di plastica (41%), preferire trasporti sostenibili (38%). Social (34%) e programmi in tv (32%) sono un punto di riferimento per acquisire più informazioni e altrettanto importanti sono le campagne di sensibilizzazione (32%). Contano anche i testimonial internazionali, da Greta Thunberg a Leonardo Di Caprio (29%). L’ambiente è in cima alle preoccupazioni degli italiani per il 37% degli intervistati: 1 su 3 dichiara che è su questa priorità che dovrebbe concentrarsi l’azione del governo nazionale e delle istituzioni internazionali, mentre per il 67% l’ambiente diventerà preoccupazione dominante nel 2050.