Coronavirus: Conai,a rischio raccolta rifiuti da imballaggio

L’emergenza coronavirus potrebbe mettere a rischio la raccolta dei rifiuti da imballaggio. E’ l’allarme del Consorzio nazionale imballaggi (Conai), che parla di “problemi indifferibili per l’intera filiera della gestione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio”. Per questo il Consorzio, alla luce del suo ruolo nel supporto dei Comuni italiani e cittadini nelle operazioni di raccolta, riciclo e recupero di questi rifiuti, ha già inviato una lettera al premier, al Capo della Protezione Civile, ai ministri competenti e al Presidente dell’Anci. Obiettivo: un immediato confronto con Governo e Regioni per scongiurare il pericolo della saturazione delle filiere.

Il blocco delle attività produttive non strategiche, denuncia il Conai, sta determinando la cancellazione di molti ordini d’acquisto di materia prima seconda, ossia la materia ottenuta da riciclo. Un problema che potrebbe, in tempi brevi, costringere i riciclatori a bloccare – almeno in parte – i ritiri dei rifiuti selezionati utilizzati per produrre materia riciclata: stanno aumentando gli stoccaggi in tutte le piattaforme di conferimento e selezione dei rifiuti, i cui limiti autorizzati determineranno a breve la sospensione delle attività di raccolta. “La compromissione delle attività presidiate da Conai può mettere a repentaglio la raccolta differenziata, inficiando i positivi risultati ottenuti negli anni e determinando conseguenze gravissime sul sistema di gestione dei rifiuti urbani, già congestionato”, afferma Giorgio Quagliuolo, presidente Conai. «Auspichiamo l’urgente adozione di interventi specifici e utili a preservare il comparto ma soprattutto l’ambiente”. (ANSA).

SAVE THE DATE – Plasmare, diamo nuova vita alla plastica

mercoledì 26 febbraio 2020 – h 9.00

CNR – Sala Marconi
Piazzale Aldo Moro 7

 

Il convegno, che si terrà a Roma il 26 febbraio 2020 a partire dalle ore 9.00 presso la sede centrale del CNR sita in piazzale Aldo Moro 7 (sala Marconi), è organizzato da CNR-IIA, CNR- ISMN ed ESPER è l’evento conclusivo del progetto PLASMARE.

Il progetto PLASMARE – PLAStiche per nuovi MAteriali mediante un Riciclo Ecosostenibile – finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (RINDEC 2017/00132) e sviluppato in partnership da CNR-IIA, CNR- ISMN ed ESPER, punta ad individuare un processo sostenibile per la gestione dei rifiuti domestici costituiti da plastiche dure non da imballaggio, attualmente smaltiti in discarica, riducendone l’impatto sull’ambiente e promuovendo l’ecodesign di nuovi prodotti.

Programma:

H 09.00 – Benvenuto e registrazione

 

H 09.30 – Inizio Lavori

Francesco Petracchini CNR-IIA

Gabriella Di Carlo CNR-ISMN

Attilio Tornavacca, ESPER

 

H 09.45 – Sessione “Il Progetto Plasmare”

09.45 Proiezione video Progetto PLASMARE

10.00 Salvatore Genova, ESPER

10.10 Chiara Giuliani, CNR-ISMN

10.20 Valerio Paolini, CNR-IIA

 

H 10:30 – Sessione Ricerca e Sviluppo

10.30 Roberto Petrucci, Dip. di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Perugia

10.40 Antonello Ciotti*, Presidente Corepla

10.50 Livio Giannotti, Presidente Revet

11.00 Simone Scarpellini, Responsabile servizi Sabar

 

H 11.10 – coffee break

 

H 11:30 – Buone Pratiche

11.30 Antonio Foresti, Presidente Area Politiche Regionali e Territori di Confindustria Cisambiente

11:40 Federica Barbera,  Il progetto Clean Sea Life, Legambiente

11:50 Ilaria Bientinesi Il progetto Rinasce, Azzeroco2

12:00 FISE Assoambiente

 

H 12.20 – Tavola rotonda “Il futuro delle Plastiche” coordina Marco Segreto (CNR-IIA)

Antonio Ragonesi*, Responsabile area ambiente ANCI

Serena Carpentieri, Vicedirettrice Legambiente

Luca Mariotto, Direttore settore ambiente Utilitalia

Marco Ravazzolo, Responsabile Ambiente Area Politiche Industriali Confindustria

Michele Sartori Amministratore unico Gruppo Sartori Ambiente

Lucia Leonessi Direttore Generale di Confindustria Cisambiente

Andrea Fluttero Presidente UNICIRCULAR

 

H 13.30 – Fine lavori

 

* invitato

Fiori e piante dai mozziconi delle sigarette: l’esperimento di Capannori, in Lucchesia

Potrebbero diventare minuscole “aiuole” capaci di far crescere i semi di piante ornamentali, oppure lastre da usare per le montature degli occhiali. Dalla Toscana al Lazio, la ricerca si cimenta nella sfida di dare una seconda vita ai mozziconi delle sigarette, quelli che infestano l’ambiente malgrado i divieti e le multe fino a 300 euro per chi li butta sui marciapiedi, ai bordi delle strade, all’uscita dei cinema, dei ristoranti. Insomma ovunque. Così piccole e così ingombranti, le “cicche” sono una emergenza. Nell’ultima indagine sulla condizione dei parchi urbani, Legambiente mette i mozziconi al primo posto tra i rifiuti che infestano il verde: rappresentano il 37%. Situazione simile nelle spiagge, dove figurano al quarto posto dopo i pezzi di plastica, il polistirolo e le bottiglie. I filtri hanno oltretutto una vita lunga, calcolata fra i 5 e i 12 anni e spesso diventano esche tossiche per gli uccelli. In Toscana è partito da qualche settimana un progetto per trasformare i mozziconi in “incubatori” di semi, una specie di “terreno” per coltivazioni idroponiche (cioè senza terra) di girasoli nani o altre piante non alimentari.

Due i laboratori coinvolti: uno è il Centro Avanzi dell’università di Pisa in collaborazione con il Cnr, l’altro è quel laboratorio a cielo aperto che è il Comune di Capannori, in provincia di Lucca. Da anni in questo pezzo di Toscana che ospita grandi insediamenti dell’industria della carta (è il più importante polo europeo) si portano avanti politiche ambientali sul riciclo dei rifiuti. L’ultima è questa: rigenerare gli avanzi delle sigarette, trasformarli da problema in risorsa, da rifiuto a materiale adatto alla coltivazione floreale e in biocarburante. Il progetto si chiama Focus (Filter of cigarettes reUse Safely) e avrà la durata triennale. Si regge su un finanziamento di appena 140mila euro provenienti per metà dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il resto dall’ateneo pisano e dallo stesso Comune di Capannori. “Metteremo dei cestini fuori da una decina di ristoranti o da altri locali – spiega il sindaco Luca Menesini – ci occuperemo della raccolta dei mozziconi che verranno poi trattati dai ricercatori e applicheremo multe a chi butta questi rifiuti per terra”. Il progetto di ricerca è nel segno dell’economia circolare: i fiori e gli arbusti che nasceranno dai mozziconi (saranno di specie autoctone), verranno trapiantati proprio a Capannori e dintorni.

“Trasformiamo i filtri usati delle sigarette in substrato inerte per l’agricoltura idroponica, cioè in coltivazioni fuori dal suolo – spiega il professor Lorenzo Guglielminetti coordinatore di questa ricerca – e per farlo dobbiamo prima separare i mozziconi nelle loro componenti biodegradabili (carta e tabacco) e poi sottoporre i filtri a un lavaggio”. Nessun trattamento chimico, una semplice bollitura e poi una pettinatura del filtro decomposto per poterlo usare “al posto della lana di roccia nella germinazione dei semi”. Al progetto partecipano una decina di scienziati: sono fisiologi vegetali, ingegneri e agronomi. “Ci stiamo concentrando anche sulla tipologia di semi che possono crescere dai filtri usati – riprende Guglielminetti – abbiamo provato con successo i girasoli nani, mentre altre specie muoiono per asfissia radicale. Inoltre tramite l’uso delle alghe decontamineremo le acque di lavaggio dei filtri producendo una biomassa utilizzabile come biocarburante”.

Se Capannori pensa di far nascere i fiori dalle cicche delle sigarette, a Roma un altro gruppo di ricercatori ha appena concluso un lavoro di ricerca per trasformare una parte dei filtri in montature di occhiali, il prototipo sarà pronto nelle prossime settimane: “Abbiamo trovato un sistema innovativo per la purificazione dei mozziconi – spiega Ilaria Bientinesi, chimica di AzeroCo2, società nata da Legambiente – per poterli poi riciclare. Ripulito, l’acetato di cellulosa dei filtri può essere trasformato anche in diversi altri oggetti, per esempio contenitori rigidi, scatole”. Il progetto romano è stato finanziato con 321mila euro provenienti dalla Regione Lazio attraverso fondi europei. Esistono nel mondo vari brevetti per riciclare i mozziconi, in Canada per esempio il Royal Melbourne Institute of Technology ha sviluppato un sistema per ricavare dei mattoni sostenibili, un’azienda di Toronto invece, estrae dalle cicche l’acetato di cellulosa per creare dei pellets di plastica che possono essere utilizzati negli imballaggi. “I mozziconi delle sigarette sono una piaga – interviene il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – il 99 per cento dei fumatori continua a buttarli nell’ambiente e la legge che prevede sanzioni viene pochissimo applicata. Sarebbe bene che i Comuni cominciassero a fare le multe e anche a pubblicizzarle come deterrente a un malcostume che è diventato una emergenza ambientale”.

Fonte: Repubblica

Rifiuti, cresce la raccolta differenziata nell’Aro Ba/4

Il servizio di igiene urbana nell’Aro Ba/4, affidato alla Teknoservice e alla Raccolio, ha raggiunto percentuali di raccolta differenziata significative, passando nell’arco di un triennio dal 2017 al 2019 dal 23% al 70,27%. Il servizio è reso nei Comuni di Gravina in PugliaAltamuraGrumo AppulaCassano delle MurgePoggiorsiniSanteramo in Colle e Toritto per un totale di oltre 177.000 abitanti.

La crescita della percentuale di raccolta differenziata è un evidente segnale della crescente sensibilità ambientale dei cittadini, in particolare sui temi legati ai rifiuti, alla loro raccolta ed infine al riciclo. E’ estremamente interessante ed indicativo seguire la crescita delle performances ambientali durante gli anni e puntare ad un miglioramento continuo del decoro urbano e alla qualità della vita dei nostri territori, oggi finalmente liberi dai vecchi cassonetti, ingombranti e spesso rotti e fonte di odori sgradevoli. Non solo. La nuova progettazione per i servizi di Igiene Urbana, il contratto di appalto e la Direzione di Esecuzione Contratto sono stati il motore di un cambiamento fortemente voluto dall’Amministrazione dell’Aro Bari/4 che ha portato al raggiungimento di tutti gli obiettivi, sia quelli imposti dalle normative nazionali ed europee che quelli messi a contratto.

La produzione dei rifiuti è diminuita rispetto al 2013, del 13%, (- 9.133 tonn di RSU) centrando sia l’obiettivo previsto dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti della Regione Puglia (-10% rispetto all’anno 2013) che quello previsto dal Programma Nazionale di Riduzione dei Rifiuti, che fissava un obiettivo di riduzione del 5%, misurato in relazione ai valori del 2010, da conseguire entro il 2020. Ma ancora più netto è il calo della frazione indifferenziata mandata a smaltimento che passa da 51.015 tonn/anno a 16.905 tonn/anno, pari ad una diminuzione del 66,9% in un triennio. Inoltre, l’Aro Bari/4, nel giro di pochi mesi, è diventato uno dei cinque Ambiti di Raccolta Ottimali con percentuali superiori di raccolta differenziata al 70%, e dunque superiori agli obiettivi di legge fissati dalla normativa nazionale pari al 65%.

Se nel 2017 la media dell’intero Aro Bari/4 si attestava sul 22,92% di raccolta differenziata (partendo dal 18,85% di gennaio) con una produzione di rifiuti totale di 66.000 ton di Rifiuti Solidi Urbani (RSU), nel 2018 si è toccata quota 44,31% (stabilmente sopra il 65% a partire dal mese di agosto) con una produzione totale di 64.060 ton di RSU. Infine, il 2019 rappresenta l’anno del superamento degli obiettivi di legge: in attesa dei dati ufficiali sull’intero anno, la proiezione sulla base dell’andamento dei primi tre mesi di raccolta è pari al 70,27% con una produzione di 56.867 ton di RSU. L’Osservatorio Rifiuti della Regione Puglia riporta un dato pari al 71,7%, ampiamente sopra il 65% richiesto dalle norme di legge. “Nessuno si aspettava di ottenere risultati significativi in tempi così rapidi – spiega Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava percentuali più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati ad obbiettivi che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è giunti all’83%”.

 

È utile ed importante sottolineare come a cambiare non è il costo della raccolta ma quello dei servizi accessori, scelti a misura dalle singole amministrazioni. Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata nelle amministrazioni e nelle aziende che gestiscono il servizio” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendo a disposizione la propria esperienza pluriennale, proponendo buone pratiche e soluzioni alle problematiche individuate”. “I numeri parlano da soli”, conclude Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia e presidente Unicam. “Quando nel 2013 intraprendemmo questo percorso”, sottolinea il primo cittadino gravinese, “alcuni ci diedero dei folli. I risultati raggiunti dimostrano invece la lungimiranza della nostra azione: non solo abbiamo posto termine ad una situazione che di proroga in proroga si protraeva da un quarto di secolo, penalizzando la nostra città e l’intero territorio murgiano sotto il profilo dei servizi, del decoro urbano e della tutela ambientale, ma abbiamo dato via ad un modello che può considerarsi esempio di best pratice, che ci ha permesso di recuperare antichi ritardi e di guardare con fiducia all’avvenire, come attestano anche i recenti riconoscimenti di Legambiente, che ha premiato molti enti tra i quali Gravina come Comuni ricicloni. Un traguardo insperato, se si pensa che nel Maggio 2018 la differenziata era ferma sotto la soglia del 10%”.

 

Fonte: Stato Quotidiano

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, cresce la raccolta differenziata nell’Aro Ba/4

Nel 2019 la percentuale di raccolta è pari al 70,27%; il 2018 si attestava al 44,31%, il 2017 al 22,92%

Il servizio di igiene urbana nell’Aro Ba/4, affidato alla Teknoservice e alla Raccolio, ha raggiunto percentuali di raccolta differenziata significative, passando nell’arco di un triennio dal 2017 al 2019 dal 23% al 70,27%. Il servizio è reso nei Comuni di Gravina in PugliaAltamuraGrumo AppulaCassano delle MurgePoggiorsiniSanteramo in Colle e Toritto per un totale di oltre 177.000 abitanti.

Stamattina una conferenza stampa ha fatto il bilancio dell’attività nei sette comuni della Murgia Barese.

«La crescita della percentuale di raccolta differenziata – si legge in una nota del gestore – è un evidente segnale della crescente sensibilità ambientale dei cittadini, in particolare sui temi legati ai rifiuti, alla loro raccolta ed infine al riciclo. E’ estremamente interessante ed indicativo seguire la crescita delle performances ambientali durante gli anni e puntare ad un miglioramento continuo del decoro urbano e alla qualità della vita dei nostri territori, oggi finalmente liberi dai vecchi cassonetti, ingombranti e spesso rotti e fonte di odori sgradevoli.

Non solo. La nuova progettazione per i servizi di Igiene Urbana, il contratto di appalto e la Direzione di Esecuzione Contratto sono stati il motore di un cambiamento fortemente voluto dall’Amministrazione dell’Aro Bari/4 che ha portato al raggiungimento di tutti gli obiettivi, sia quelli imposti dalle normative nazionali ed europee che quelli messi a contratto.

La produzione dei rifiuti è diminuita rispetto al 2013, del 13%, (- 9.133 tonn di RSU) centrando sia l’obiettivo previsto dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti della Regione Puglia (-10% rispetto all’anno 2013) che quello previsto dal Programma Nazionale di Riduzione dei Rifiuti, che fissava un obiettivo di riduzione del 5%, misurato in relazione ai valori del 2010, da conseguire entro il 2020.

Ma ancora più netto è il calo della frazione indifferenziata mandata a smaltimento che passa da 51.015 tonn/anno a 16.905 tonn/anno, pari ad una diminuzione del 66,9% in un triennio.

Inoltre, l’Aro Bari/4, nel giro di pochi mesi, è diventato uno dei cinque Ambiti di Raccolta Ottimali con percentuali superiori di raccolta differenziata al 70%, e dunque superiori agli obiettivi di legge fissati dalla normativa nazionale pari al 65%.

Se nel 2017 la media dell’intero Aro Bari/4 si attestava sul 22,92% di raccolta differenziata (partendo dal 18,85% di gennaio) con una produzione di rifiuti totale di 66.000 ton di Rifiuti Solidi Urbani (RSU), nel 2018 si è toccata quota 44,31% (stabilmente sopra il 65% a partire dal mese di agosto) con una produzione totale di 64.060 ton di RSU. Infine, il 2019 rappresenta l’anno del superamento degli obiettivi di legge: in attesa dei dati ufficiali sull’intero anno, la proiezione sulla base dell’andamento dei primi tre mesi di raccolta è pari al 70,27% con una produzione di 56.867 ton di RSU. L’Osservatorio Rifiuti della Regione Puglia riporta un dato pari al 71,7%, ampiamente sopra il 65% richiesto dalle norme di legge».

“Nessuno si aspettava di ottenere risultati significativi in tempi così rapidi – spiega Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava percentuali più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati ad obbiettivi che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è giunti all’83%”.

È utile ed importante sottolineare come a cambiare non è il costo della raccolta ma quello dei servizi accessori, scelti a misura dalle singole amministrazioni.

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata nelle amministrazioni e nelle aziende che gestiscono il servizio” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendo a disposizione la propria esperienza pluriennale, proponendo buone pratiche e soluzioni alle problematiche individuate”.

“I numeri parlano da soli”, conclude Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia e presidente Unicam. “Quando nel 2013 intraprendemmo questo percorso”, sottolinea il primo cittadino gravinese, “alcuni ci diedero dei folli. I risultati raggiunti dimostrano invece la lungimiranza della nostra azione: non solo abbiamo posto termine ad una situazione che di proroga in proroga si protraeva da un quarto di secolo, penalizzando la nostra città e l’intero territorio murgiano sotto il profilo dei servizi, del decoro urbano e della tutela ambientale, ma abbiamo dato via ad un modello che può considerarsi esempio di best pratice, che ci ha permesso di recuperare antichi ritardi e di guardare con fiducia all’avvenire, come attestano anche i recenti riconoscimenti di Legambiente, che ha premiato molti enti tra i quali Gravina come Comuni ricicloni. Un traguardo insperato, se si pensa che nel Maggio 2018 la differenziata era ferma sotto la soglia del 10%”».

Cresce la Raccolta differenziata nell’Aro Ba/4

 

Nel 2019 la percentuale di raccolta è pari al 70,27%; il 2018 si attestava al 44,31%, il 2017 al 22,92%.

Il servizio di igiene urbana nell’Aro Ba/4, affidato alla Teknoservice e alla Raccolio, ha toccato percentuali di raccolta differenziata significative, passando nell’arco di un triennio dal 2017 al 2019 dal 23% al 70,27%. Il servizio comprende nei sette Comuni di Gravina In Puglia , Altamura, Grumo Appula, Cassano Delle Murge, Poggiorsini, Santeramo In Colle e Toritto per un totale di oltre 177.000 abitanti.

La crescita della percentuale di raccolta differenziata è un evidente segnale della crescente sensibilità ambientale dei cittadini, in particolare sui temi legati ai rifiuti, alla loro raccolta ed infine al riciclo. E’ estremamente interessante ed indicativo seguire la crescita delle performances ambientali durante gli anni.
Se nel 2017 la media dell’intero ARO si attestava sul 22,92% di raccolta differenziata (partendo dal 18,85% di gennaio) con una produzione di rifiuti totale di 66.000 tonn di Rifiuti Solidi Urbani (RSU), nel 2018 si è toccata quota 44,31% (stabilmente sopra il 65% a partire dal mese di agosto) con una produzione totale di 64.060 tonn di RSU. Infine il 2019 rappresenta l’anno del superamento degli obiettivi di legge: in attesa dei dati ufficiali sull’intero anno, la proiezione sulla base dell’andamento dei primi tre mesi di raccolta è pari al 70,27% con una produzione di 56.867 tonn di RSU, mentre l’Osservatorio Rifiuti della Regione Puglia segnala un 71,7%. Comunque ampiamente sopra il 65% richiesto dalle norme di legge.

Oltre alla crescita costante della percentuale di raccolta differenziata sono evidenti il calo sensibile della produzione dei rifiuti in generale (- 9.133 tonn di RSU pari ad una diminuzione del 13,84%) e quello ancor più sensibile della frazione indifferenziata mandata a smaltimento che passa da 51.015 tonn/anno a 16.905 tonn/anno, pari ad una diminuzione del 66,9% in un triennio.

La nuova progettazione per i servizi di Igiene Urbana, il contratto derivatone e la Direzione di Esecuzione Contratto sono stati il motore di un cambiamento fortemente voluto dall’Amministrazione dell’ARO Bari4 che ha portato al raggiungimento di tutti gli obiettivi, sia quelli imposti dalle normative nazionali ed europee che quelli messi a contratto.

La produzione dei rifiuti, è diminuita rispetto al 2013, del 13%, centrando sia l’obiettivo previsto dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti della Regione Puglia (-10% rispetto all’anno 2013) che quello previsto dal Programma Nazionale di Riduzione dei Rifiuti, che fissava un obiettivo di riduzione del 5%, misurato in relazione ai valori del 2010, da conseguire entro il 2020.

Inoltre l’Aro Bari 4, nel giro di pochi mesi, è diventato uno dei cinque Ambiti di Raccolta Ottimali con percentuali superiori di raccolta differenziata al 70%, e dunque superiori agli obiettivi di legge fissati dalla normativa nazionale pari al 65%.

Inoltre la rimozione dalle strade dei vecchi cassonetti, spesso rotti e fonte di odori sgradevoli, ha sensibilmente aumentato il decoro urbano dei

“Nessuno si aspettava di ottenere risultati così buoni in tempi così rapidi – dichiara Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava obiettivi più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati a punte che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è toccata quota 83%. Non possiamo che essere più che felici di come sta procedendo il progetto

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata in amministrazione e azienda gestore” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendosi a disposizione dell’Amministrazione con la propria esperienza pluriennale nell’affiancamento di Pubbliche Amministrazioni che cercassero una via sostenibile nella gestione dei rifiuti, individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie”.

I numeri parlano da soli –  conclude Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia e presidente Unicam – Quando nel 2013 intraprendemmo questo percorso qualcuno ci diede dei folli. I risultati raggiunti dimostrano invece la lungimiranza della nostra azione: non solo abbiamo posto termine ad una situazione che di proroga in proroga si protraeva da un quarto di secolo, penalizzando la nostra città e l’intero territorio murgiano sotto il profilo dei servizi, del decoro urbano e della tutela ambientale, ma abbiamo dato via ad un modello che può considerarsi esempio di best pratice, che ci ha permesso di recuperare antichi ritardi e di guardare con fiducia all’avvenire, come attestano anche i recenti riconoscimenti di Legambiente, che ha premiato molti enti tra i quali Gravina come Comuni ricicloni. Un traguardo insperato, se si pensa che nel Maggio 2018 la differenziata era ferma sotto la soglia del 10%”.

Sogni Comuni

Per gran parte dei suoi quindici anni di attività Esper ha avuto il piacere e l’onore di essere partner tecnico della coetanea Associazione Comuni Virtuosi.

Negli anni passati abbiamo collaborato alla realizzazione e alla pubblicazione di volumi monotematici in free download.
Quest’anno abbiamo avuto il piacere di cambiare supporto, pur mantenendo lo stesso obiettivo. Sogni Comuni è il docu-film che racconta 10 storie di ordinaria virtuosità (una paio di Comuni con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare).

Vi invitiamo alla visione, nella speranza che possa interessare, e, perché no, essere anche di ispirazione!

#esper15

https://youtu.be/RXrrT8NHrO4 

ESPER: da 15 anni dalla parte dei Comuni

2005 – 2020 – 15 anni di ESPER

15 anni di passione, competenza, coinvolgimento, lavoro duro, sostenibilità, ricerca, divulgazione, progettazione di un futuro migliore, recupero e valorizzazione risorse .
15 anni di esperienze ed esperienza.
15 anni dalla parte dei Comuni e delle amministrazioni pubbliche virtuose o che alla virtuosità hanno deciso di tendere.

Tre lustri non sono pochi, ma sono volati sulle ali dell’entusiasmo e dell’amore che proviamo per il nostro lavoro.

A tutti coloro che hanno percorso un tratto di strada con noi, un grazie. Un semplice, ma estremamente sincero grazie!

Il team ESPER

Lanuvio, riciclone

Nel corso della sua quasi ventennale attività, ESPER ha avuto modo di collaborare con decine di Comuni sparsi su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del 2018 moltissimi di questi hanno raggiunto performances ambientali di assoluta eccellenza, a partire dalle percentuali di raccolta differenziata, fino ad arrivare alla gestione dei materiali post-consumo.

Il Comune di Lanuvio è sicuramente uno di questi. Con il supporto tecnico di ESPER, Lanuvio ha imboccato nel 2016 la via della raccolta porta a porta, arrivando già alla fine dell’anno a superare abbondantemente quota 50% (novembre 2016 69,4%). Oggi la percentuale di raccolta differenziata è stabilmente fra il 70 ed il 75%, a fronte di una media provinciale di 42,34% e una regionale del 42,37% . E se da una parte crescono le percentuali di raccolta differenziata, dall’altra è sensibile il calo di produzione generale dei rifiuti: se nel 2015 ci si assestava sui 432 kg/abitante all’anno, i dati del 2018 proiettati su base annua sono calati fino a raggiungere i 336 kg/abitante all’anno.

La diffusione del compostaggio domestico è elevatissima: al di fuori del centro urbano tutte le utenze sono tenute al compostaggio domestico a fronte di una riduzione del 10% della parte variabile della TARI. Il risultato di tale politica è eccellente: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno.
L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata :12 mesi fa  il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”.
Oggi un nuovo riconoscimento: nell’ambito dell’EcoForum organizzato da Legambiente Lazio, Lanuvio è stato premiato come “Comune Riciclone” (i Comuni con una RD superiore al 65%)e come “Comune Plastic Free” (i Comuni dove si producono meno di 10 kg/abitante all’anno di rifiuti in plastica).

Fiumicino è Comune Riciclone

È stato presentato lo scorso 17 dicembre, durante il Terzo Ecoforum di Legambiente Lazio che si è tenuto a Roma nelle sale dell’Hotel Quirinale e con il contributo della Regione Lazio, l’annuale dossier “Comuni Ricicloni e Ciclo dei Rifiuti nel Lazio”. Dossier che l’associazione ambientalista pubblica per analizzare lo stato di avanzamento delle buone pratiche dell’economia circolare, la quantità di Comuni Ricicloni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata, il numero di Comuni Plastic Free dove si producono meno di 10 kg/abitante all’anno di rifiuti in plastic, i Comuni Rifiuti Free quelli cioè dove vengono prodotti meno di 75 kg/abitante all’anno di indifferenziato.

Il Comune di Fiumicino, per il secondo anno consecutivo viene premiato come Riciclone, con una percentuale del 74,97%. Ma la vera novità è che per la prima volta viene premiato come il COmune che più di ogni altro ha raccolto in maniera differenziata: oltre 25.100 tonnellate di materiali raccolti differenziatamente.

Un risultato assolutamente esaltante se si tiene conto che solo nel 2017 il Comune di Fiumicino non aveva ancora raggiunto il 40% di RD.

Siamo orgogliosi di questo nuovo premio” dichiara l’assessore all’Ambiente Roberto Cini che oggi ha ritirato il premio. “Siamo partiti con 40 mila tonnellate di indifferenziata, sei anni fa – ha spiegato Cini -, siamo arrivati all’80% di differenziata e oggi conferiamo un quarto di secco residuo. Nel nuovo bando della abbiamo previsto che maggiore sarà la percentuale di differenziata, maggiore sarà l’utile dell’azienda che vincerà la gara e, soprattutto, partirà la tariffa puntuale che renderà visibili i risultati a tutti i cittadini. Più riusciremo ad abbassare i costi di conferimento, più sarà possibile abbassare la tassa”.

Dal 2014 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata, siamo riusciti a ridurre drasticamente il volume del Rifiuto Secco Residuo, di una quota pari all’80% circa. In questo modo abbiamo ridimensionato le quantità di rifiuti che finiscono in discarica, con un enorme beneficio ambientale. In base a ciò, si è resa necessaria una razionalizzazione del calendario di raccolta: la quantità di rifiuti raccolti non giustificava un passaggio bisettimanale. Abbiamo valutato un passaggio a settimana per il secco residuo più che sufficiente, ed i risultati ci stanno dando ragione: dopo i primi mugugni la cittadinanza si è facilmente adeguata ai nuovi calendari di raccolta. Non dobbiamo comunque dimenticare che i cittadini (le sole utenze domestiche ndr) hanno a disposizione due centri comunali di raccolta, uno a Fiumicino e uno a Fregene dove possono conferire alcune tipologie di rifiuti. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo anche predisposto delle Postazioni Ecologiche Mobili: contenitori scarrabili che, posizionati periodicamente in varie zone del Comune di Fiumicino, permettono ai cittadini di smaltire gratuitamente alcune tipologie di rifiuti

 

 

Fiumicino ha un tessuto urbanistico complesso: si va dalle abitazioni monofamiliari a condomini di dimensioni titaniche. Come gestite queste differenze?

La gestione delle case monofamiliari o dei palazzi con poche unità abitative, come potete immaginare, non crea particolari difficoltà. Dobbiamo però far fronte anche a condomini di grandissime dimensioni, in particolare in Parco Leonardo. La scelta di non utilizzare contenitori condominiali, in questo caso ha reso ancor più ardua la sfida. Il rischio era quello di trovarsi, nei giorni di conferimento, di fronte ad enormi mucchi di mastelli, con conseguenti difficoltà in fase di ritiro da parte dei cittadini ed un’altissima probabilità di scambio dei mastelli stessi fra condomini. Abbiamo optato, su consiglio di ESPER, per l’installazione di rastrelliere con posti pre-assegnati così da consentire da una parte ad ogni cittadino di ritrovare con facilità il proprio mastello, dall’altra di preservare il decoro urbano nei giorni di conferimento.