Cresce la Raccolta differenziata nell’Aro Ba/4

 

Nel 2019 la percentuale di raccolta è pari al 70,27%; il 2018 si attestava al 44,31%, il 2017 al 22,92%.

Il servizio di igiene urbana nell’Aro Ba/4, affidato alla Teknoservice e alla Raccolio, ha toccato percentuali di raccolta differenziata significative, passando nell’arco di un triennio dal 2017 al 2019 dal 23% al 70,27%. Il servizio comprende nei sette Comuni di Gravina In Puglia , Altamura, Grumo Appula, Cassano Delle Murge, Poggiorsini, Santeramo In Colle e Toritto per un totale di oltre 177.000 abitanti.

La crescita della percentuale di raccolta differenziata è un evidente segnale della crescente sensibilità ambientale dei cittadini, in particolare sui temi legati ai rifiuti, alla loro raccolta ed infine al riciclo. E’ estremamente interessante ed indicativo seguire la crescita delle performances ambientali durante gli anni.
Se nel 2017 la media dell’intero ARO si attestava sul 22,92% di raccolta differenziata (partendo dal 18,85% di gennaio) con una produzione di rifiuti totale di 66.000 tonn di Rifiuti Solidi Urbani (RSU), nel 2018 si è toccata quota 44,31% (stabilmente sopra il 65% a partire dal mese di agosto) con una produzione totale di 64.060 tonn di RSU. Infine il 2019 rappresenta l’anno del superamento degli obiettivi di legge: in attesa dei dati ufficiali sull’intero anno, la proiezione sulla base dell’andamento dei primi tre mesi di raccolta è pari al 70,27% con una produzione di 56.867 tonn di RSU, mentre l’Osservatorio Rifiuti della Regione Puglia segnala un 71,7%. Comunque ampiamente sopra il 65% richiesto dalle norme di legge.

Oltre alla crescita costante della percentuale di raccolta differenziata sono evidenti il calo sensibile della produzione dei rifiuti in generale (- 9.133 tonn di RSU pari ad una diminuzione del 13,84%) e quello ancor più sensibile della frazione indifferenziata mandata a smaltimento che passa da 51.015 tonn/anno a 16.905 tonn/anno, pari ad una diminuzione del 66,9% in un triennio.

La nuova progettazione per i servizi di Igiene Urbana, il contratto derivatone e la Direzione di Esecuzione Contratto sono stati il motore di un cambiamento fortemente voluto dall’Amministrazione dell’ARO Bari4 che ha portato al raggiungimento di tutti gli obiettivi, sia quelli imposti dalle normative nazionali ed europee che quelli messi a contratto.

La produzione dei rifiuti, è diminuita rispetto al 2013, del 13%, centrando sia l’obiettivo previsto dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti della Regione Puglia (-10% rispetto all’anno 2013) che quello previsto dal Programma Nazionale di Riduzione dei Rifiuti, che fissava un obiettivo di riduzione del 5%, misurato in relazione ai valori del 2010, da conseguire entro il 2020.

Inoltre l’Aro Bari 4, nel giro di pochi mesi, è diventato uno dei cinque Ambiti di Raccolta Ottimali con percentuali superiori di raccolta differenziata al 70%, e dunque superiori agli obiettivi di legge fissati dalla normativa nazionale pari al 65%.

Inoltre la rimozione dalle strade dei vecchi cassonetti, spesso rotti e fonte di odori sgradevoli, ha sensibilmente aumentato il decoro urbano dei

“Nessuno si aspettava di ottenere risultati così buoni in tempi così rapidi – dichiara Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava obiettivi più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati a punte che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è toccata quota 83%. Non possiamo che essere più che felici di come sta procedendo il progetto

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata in amministrazione e azienda gestore” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendosi a disposizione dell’Amministrazione con la propria esperienza pluriennale nell’affiancamento di Pubbliche Amministrazioni che cercassero una via sostenibile nella gestione dei rifiuti, individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie”.

I numeri parlano da soli –  conclude Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia e presidente Unicam – Quando nel 2013 intraprendemmo questo percorso qualcuno ci diede dei folli. I risultati raggiunti dimostrano invece la lungimiranza della nostra azione: non solo abbiamo posto termine ad una situazione che di proroga in proroga si protraeva da un quarto di secolo, penalizzando la nostra città e l’intero territorio murgiano sotto il profilo dei servizi, del decoro urbano e della tutela ambientale, ma abbiamo dato via ad un modello che può considerarsi esempio di best pratice, che ci ha permesso di recuperare antichi ritardi e di guardare con fiducia all’avvenire, come attestano anche i recenti riconoscimenti di Legambiente, che ha premiato molti enti tra i quali Gravina come Comuni ricicloni. Un traguardo insperato, se si pensa che nel Maggio 2018 la differenziata era ferma sotto la soglia del 10%”.

Sogni Comuni

Per gran parte dei suoi quindici anni di attività Esper ha avuto il piacere e l’onore di essere partner tecnico della coetanea Associazione Comuni Virtuosi.

Negli anni passati abbiamo collaborato alla realizzazione e alla pubblicazione di volumi monotematici in free download.
Quest’anno abbiamo avuto il piacere di cambiare supporto, pur mantenendo lo stesso obiettivo. Sogni Comuni è il docu-film che racconta 10 storie di ordinaria virtuosità (una paio di Comuni con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare).

Vi invitiamo alla visione, nella speranza che possa interessare, e, perché no, essere anche di ispirazione!

#esper15

https://youtu.be/RXrrT8NHrO4 

ESPER: da 15 anni dalla parte dei Comuni

2005 – 2020 – 15 anni di ESPER

15 anni di passione, competenza, coinvolgimento, lavoro duro, sostenibilità, ricerca, divulgazione, progettazione di un futuro migliore, recupero e valorizzazione risorse .
15 anni di esperienze ed esperienza.
15 anni dalla parte dei Comuni e delle amministrazioni pubbliche virtuose o che alla virtuosità hanno deciso di tendere.

Tre lustri non sono pochi, ma sono volati sulle ali dell’entusiasmo e dell’amore che proviamo per il nostro lavoro.

A tutti coloro che hanno percorso un tratto di strada con noi, un grazie. Un semplice, ma estremamente sincero grazie!

Il team ESPER

Lanuvio, riciclone

Nel corso della sua quasi ventennale attività, ESPER ha avuto modo di collaborare con decine di Comuni sparsi su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del 2018 moltissimi di questi hanno raggiunto performances ambientali di assoluta eccellenza, a partire dalle percentuali di raccolta differenziata, fino ad arrivare alla gestione dei materiali post-consumo.

Il Comune di Lanuvio è sicuramente uno di questi. Con il supporto tecnico di ESPER, Lanuvio ha imboccato nel 2016 la via della raccolta porta a porta, arrivando già alla fine dell’anno a superare abbondantemente quota 50% (novembre 2016 69,4%). Oggi la percentuale di raccolta differenziata è stabilmente fra il 70 ed il 75%, a fronte di una media provinciale di 42,34% e una regionale del 42,37% . E se da una parte crescono le percentuali di raccolta differenziata, dall’altra è sensibile il calo di produzione generale dei rifiuti: se nel 2015 ci si assestava sui 432 kg/abitante all’anno, i dati del 2018 proiettati su base annua sono calati fino a raggiungere i 336 kg/abitante all’anno.

La diffusione del compostaggio domestico è elevatissima: al di fuori del centro urbano tutte le utenze sono tenute al compostaggio domestico a fronte di una riduzione del 10% della parte variabile della TARI. Il risultato di tale politica è eccellente: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno.
L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata :12 mesi fa  il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”.
Oggi un nuovo riconoscimento: nell’ambito dell’EcoForum organizzato da Legambiente Lazio, Lanuvio è stato premiato come “Comune Riciclone” (i Comuni con una RD superiore al 65%)e come “Comune Plastic Free” (i Comuni dove si producono meno di 10 kg/abitante all’anno di rifiuti in plastica).

Fiumicino è Comune Riciclone

È stato presentato lo scorso 17 dicembre, durante il Terzo Ecoforum di Legambiente Lazio che si è tenuto a Roma nelle sale dell’Hotel Quirinale e con il contributo della Regione Lazio, l’annuale dossier “Comuni Ricicloni e Ciclo dei Rifiuti nel Lazio”. Dossier che l’associazione ambientalista pubblica per analizzare lo stato di avanzamento delle buone pratiche dell’economia circolare, la quantità di Comuni Ricicloni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata, il numero di Comuni Plastic Free dove si producono meno di 10 kg/abitante all’anno di rifiuti in plastic, i Comuni Rifiuti Free quelli cioè dove vengono prodotti meno di 75 kg/abitante all’anno di indifferenziato.

Il Comune di Fiumicino, per il secondo anno consecutivo viene premiato come Riciclone, con una percentuale del 74,97%. Ma la vera novità è che per la prima volta viene premiato come il COmune che più di ogni altro ha raccolto in maniera differenziata: oltre 25.100 tonnellate di materiali raccolti differenziatamente.

Un risultato assolutamente esaltante se si tiene conto che solo nel 2017 il Comune di Fiumicino non aveva ancora raggiunto il 40% di RD.

Siamo orgogliosi di questo nuovo premio” dichiara l’assessore all’Ambiente Roberto Cini che oggi ha ritirato il premio. “Siamo partiti con 40 mila tonnellate di indifferenziata, sei anni fa – ha spiegato Cini -, siamo arrivati all’80% di differenziata e oggi conferiamo un quarto di secco residuo. Nel nuovo bando della abbiamo previsto che maggiore sarà la percentuale di differenziata, maggiore sarà l’utile dell’azienda che vincerà la gara e, soprattutto, partirà la tariffa puntuale che renderà visibili i risultati a tutti i cittadini. Più riusciremo ad abbassare i costi di conferimento, più sarà possibile abbassare la tassa”.

Dal 2014 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata, siamo riusciti a ridurre drasticamente il volume del Rifiuto Secco Residuo, di una quota pari all’80% circa. In questo modo abbiamo ridimensionato le quantità di rifiuti che finiscono in discarica, con un enorme beneficio ambientale. In base a ciò, si è resa necessaria una razionalizzazione del calendario di raccolta: la quantità di rifiuti raccolti non giustificava un passaggio bisettimanale. Abbiamo valutato un passaggio a settimana per il secco residuo più che sufficiente, ed i risultati ci stanno dando ragione: dopo i primi mugugni la cittadinanza si è facilmente adeguata ai nuovi calendari di raccolta. Non dobbiamo comunque dimenticare che i cittadini (le sole utenze domestiche ndr) hanno a disposizione due centri comunali di raccolta, uno a Fiumicino e uno a Fregene dove possono conferire alcune tipologie di rifiuti. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo anche predisposto delle Postazioni Ecologiche Mobili: contenitori scarrabili che, posizionati periodicamente in varie zone del Comune di Fiumicino, permettono ai cittadini di smaltire gratuitamente alcune tipologie di rifiuti

 

 

Fiumicino ha un tessuto urbanistico complesso: si va dalle abitazioni monofamiliari a condomini di dimensioni titaniche. Come gestite queste differenze?

La gestione delle case monofamiliari o dei palazzi con poche unità abitative, come potete immaginare, non crea particolari difficoltà. Dobbiamo però far fronte anche a condomini di grandissime dimensioni, in particolare in Parco Leonardo. La scelta di non utilizzare contenitori condominiali, in questo caso ha reso ancor più ardua la sfida. Il rischio era quello di trovarsi, nei giorni di conferimento, di fronte ad enormi mucchi di mastelli, con conseguenti difficoltà in fase di ritiro da parte dei cittadini ed un’altissima probabilità di scambio dei mastelli stessi fra condomini. Abbiamo optato, su consiglio di ESPER, per l’installazione di rastrelliere con posti pre-assegnati così da consentire da una parte ad ogni cittadino di ritrovare con facilità il proprio mastello, dall’altra di preservare il decoro urbano nei giorni di conferimento.

 

Arera: via alla “TARI 2”

Il 31 ottobre 2019 ARERA Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha approvato la deliberazione 443/2019/R/RIF “definizione dei criteri di riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento del servizio integrato dei rifiuti, per il periodo 2018-2021”.

Facendo riferimento alle norme di settore Europee, in particolare alla Direttiva sull’Economia Circolare (2018/851/UE) alla legge madre (2008/98/CE) insistendo sui concetti quali “responsabilità estesa del produttore, “chi inquina paga” e con un’attenzione particolare ai sistemi di tariffazione puntuale basati sul concetto di “Pay as you throw” ARERA modifica alcune norme sull’allocazione delle fonti di costo nei documenti economico-finanziari 2020-2021.

L’obiettivo è quello di garantire agli operatori e a tutte le parti interessate un quadro di regole certe e chiare di garantire che le tariffe praticate agli utenti siano coerenti con i principi fondamentali dell’ordinamento tariffario, quali quelli dell’efficienza dei costi.

In prima battuta ARERA stabilisce il perimetro dell’ambito di applicazione. Potranno essere inseriti nel conteggio TARI i costi relativi a: spazzamento e lavaggio delle strade; raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; gestione tariffe e rapporti con gli utenti; trattamento e recupero dei rifiuti urbani; trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani. Esclusi dunque alcuni servizi accessori quali lo spazzamento neve, spesso fino ad oggi conteggiati. Relativamente a tali servizi sono dunque identificate le seguenti componenti tariffarie: costi operativi, costi d’uso del capitale (ammortamenti, immobilizzazioni, etc.)

Elemento importante dell’impianto è quello relativo ai costi inesigibili, ovvero quelli che difficilmente verranno riscossi. Rimane confermato in caso di applicazione della TARI corrispettiva il principio per cui questi possono essere inseriti come costo solo al termine di tutte le procedure per la riscossione previste dalla legge. In caso di TARI tributo, fa fede la normativa vigente.

Il Piano Economico Finanziario dovrà essere presentato dal gestore, ma non potrà essere solo un elenco di costi: sarà infatti obbligatoria una relazione illustrativa ed una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentare del gestore che attesti la veridicità dei dati trasmessi. Il gestore dovrà trasmettere il Pef all’«ente territorialmente competente» (ente di governo dell’Ambito, se istituito ed operativo, oppure la Regione o il Comune). L’ente una volta verificato il Pef lo trasmette ad Arera che «verifica la coerenza regolatoria degli atti, dei dati e della documentazione trasmessa» e in caso di esito positivo approva.

Infine ARERA accoglie le osservazioni dei Comuni per quel che riguarda l’Iva prendendo atto del fatto che, essendo l’Iva indetraibile in caso di applicazione della Tari tributo, va considerata un costo e in quanto tale da inserire nel Piano economico e finanziario. (SC)

Ecomondo 2019. L’ambiente in fiera a Rimini

Appuntamento dal 5 all’8 novembre con Ecomondo 2019. La ventitreesima fiera dedicata alla Green Economy e a una gestione ottimale delle risorse naturali è ospitata come ormai di consueto dai padiglioni di RiminiFiera ed è organizzata dall’Italian Exibithion Group. Diversi gli eventi e gli incontri previsti, per un programma fitto e ricco di interesse per i visitatori e gli stakeholder.

In concomitanza con Ecomondo 2019 lo svolgimento, da martedì 5 e mercoledì 6, degli Stati Generali della Green Economy, dove istituzioni, aziende e associazioni di settore faranno il punto sullo stato dell’economia circolare in Italia e sull’andamento del “Green” nei vari comparti (inclusi quelli della mobilità sostenibile, dell’innovazione tecnologica e dell’energia rinnovabile).

Altro evento di richiamo previsto per Ecomondo 2019 è la tappa riminese della mostra multisensoriale itinerante “RiAmare – Essere Plastic Free”, realizzata da Assonautica Italiana, che vede la collaborazione di GreenStyle.it in qualità di Media Partner.

Aree tematiche e ingresso

Sono quattro le aree tematiche principali in cui si articola Ecomondo 2019: Acqua; Bioeconomia Circolare; Bonifica e rischio idrogeologico; Rifiuti e risorse. A queste sono affiancati un pari numero di progetti speciali: Circular Economy Stories; Piattaforma Bio-metano; SAL.VE; Startup green.

Due le tipologie di tagliandi, validi per l’ingresso a Ecomondo 2019, disponibili per i visitatori: si tratta del biglietto giornaliero, valido per una sola giornata e un unico ingresso (non sarà possibile allontanarsi dal quartiere fieristico e farvi ritorno), e di un mini abbonamento per due giornate (ciascuna delle quali regolata secondo quanto stabilito per l’accesso giornaliero).

L’orario di apertura e chiusura della fiera sarà comune per tutte le giornate, dal 5 all’8 novembre 2019, con ingressi a partire dalle 9 del mattino e con stop alle attività previsto per le ore 18.

Ecomondo 2019: il programma giorno per giorno

Molti gli eventi e gli appuntamenti che compongono il programma di Ecomondo 2019. Di seguito alcuni tra gli incontri principali, a cominciare da quelli organizzati nell’ambito degli Stati Generali della Green Economy. Da non dimenticare anche i vari incontri allestiti da espositori e associazioni di settori, consultabili sul sito ufficiale ecomondo.com.

Martedì 5 novembre

Tra gli appuntamenti di maggior richiamo previsti per la giornata inaugurale vi è senz’altro la “Sessione plenaria di apertura: Green New Deal e sfida climatica: obiettivi e percorso al 2030” relativa agli Stati Generali della Green Economy. Il via è previsto per le 10:30, con i lavori che dovrebbero concludersi intorno alle 13:30. L’incontro si svolgerà presso la Sala Neri – Hall Sud.

Durante la stessa giornata si svolgeranno, dalle 15 alle 18, anche alcuni eventi tematici dedicati agli Stati Generali della Green Economy, intitolati: “Il Green New Deal per le città: un programma nazionale di rigenerazione urbana” (Agorà Energy 2 – Pad. D7); “Il Green New Deal per la circular economy: Indirizzi per il recepimento delle Direttive e le necessarie infrastrutture” (Sala Neri – Hall Sud); “Il Green New Deal per il territorio: il ruolo delle imprese per valorizzare l’agricoltura e il capitale naturale” (Sala Diotallevi – Hall Sud).

Nella mattina della giornata inaugurale è previsto anche l’evento “Il Cluster Agrifood: una partnership pubblico – privato a supporto della strategia della bioeconomia per un settore agroalimentare sostenibile. Priorità e casi industriali di successo”. Si svolgerà dalle 10 alle 13:30 presso la Sala Biobased Industry – Pad. D3.

Sempre martedì 5 novembre sono previsti alcuni degli eventi “Beacon”, gli incontri “faro” che guardano direttamente al futuro della Green Economy. Nella prima giornata il focus principale sarà l’acqua. Tra questi l’evento Ecomondo intitolato “Water reuse in agriculture, sustainable irrigation and nature managed water cycle in the new european framework”, previsto presso la Sala Global Water Expo (Pad. D3) dalle 14 alle 18.

Pomeriggio che vedrà lo svolgersi anche di un altro evento Ecomondo, intitolato “Economia Circolare e Made in Italy: come cambia il modello di business della filiera chimica”. L’appuntamento è dalle 16:30 alle 18 presso la Sala Noce – Pad. A6.

Mercoledì 6 novembre

Seconda giornata ancora all’insegna degli Stati Generali della Green Economy, con la Sessione plenaria internazionale: “Clima e Green New Deal: un patto tra imprese e governi” in programma presso la Sala Neri 1 (Hall Sud) dalle 9:30 alle 13. Secondo appuntamento previsto per le 15 (termine alle 18), dal titolo “Il Green New Deal per la mobilità: less, electric, green, shared-muoversi con leggerezza” (Agorà Energy 1 – Pad. B7).

Dalle 10 alle alle 13 presso la Sala Ravezzi 1 – Hall Sud si svolgerà uno degli eventi “Beacon” di questa seconda giornata: “La strategia italiana per la plastica“. Aprirà i lavori il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Come riportato dallo stesso ministero:

Nella prima parte, il convegno vuole affrontare le modalità normative con le quali l’Italia si sta preparando a recepire la direttiva europea sulla plastica. Nella seconda, la parola passa alle imprese innovative italiane che hanno detto no alla plastica. Non mancherà l’attenzione al mondo della ricerca e ad altri protagonisti del cambiamento nel nostro Paese.

Decarbonizzazione dell’economia e rigenerazione dei suoli al centro del convegno “La rigenerazione del suolo, bioeconomia per l’incremento della sostanza organica e per ridurre le emissioni di anidride carbonica”. Evento Ecomondo in programma dalle 14 alle 18 presso la Sala Noce (Pad. A6).

Ottimizzare la gestione e l’utilizzazione dei rifiuti al centro dell’evento Beacon intitolato “Industria 4.0 per ottimizzare la gestione e l’utilizzazione dei rifiuti”, previsto per mercoledì 6 novembre dalle 14:30 alle 17:30 (Sala Diotallevi 1 – Hall Sud). Tra i temi trattati anche l’analisi dei cicli di vita dei prodotti. Partecipano all’incontro anche rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e della Commissione Europea.

Economia circolare e scenari futuri relativamente ai prossimi 20 anni. Se ne discuterà durante l’incontro “Circular Economy: the 21st-century economy paradigm to redefine growth and development”: avvio dei lavori alle ore 14 presso la Sala Ravezzi 2 – Hall Sud. Al centro della discussione modelli finanziari, strumenti e processi per agevolare la riprogettazione dell’ecosistema industriale.

Giovedì 7 novembre

È dedicato alla sostenibilità degli imballaggi uno dei “Beacon Event” di giovedì 7, intitolato “Il futuro della progettazione di imballaggi sostenibili. Verso un osservatorio permanente dell’innovazione del packaging”. L’appuntamento è dalle 9:30 alle 13 presso la Sala Ravezzi 2 – Hall Sud.

Le buone pratiche dell’Economia Circolare al centro dell’incontro intitolato “Circular economy good practices. Panel of the Italian Circular Economy Stakeholders Platform (ICESP)”, realizzato in collaborazione con ENEA e in programma presso la Sala Diotallevi 2 (Hall Sud) dalle 10 alle 13.

Blue Deal e sfida per un Mediterraneo sostenibile al centro del convegno “Circular Economy for the definition of a sustainable and integrated Blue Growth Strategy”, tra gli eventi Beacon di giovedì 7 novembre. Parteciperà all’incontro, in programma dalle 10 alle 17:30 presso la Sala Biobased Industry (Pad. D3) anche il Ministro plenipotenziario Enrico Granara.

Assegnato in questa terza giornata anche il Premio Sviluppo sostenibile 2019, il riconoscimento assegnato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. L’evento di premiazione e consegna delle targhe si svolgerà dalle 11 alle 13 presso il Palco Ecomondo Tv – Hall Sud, con saluti di benvenuto di Lorenzo Cagnoni (presidente Italian Exhibition Group Spa) e Edo Ronchi (presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile) e interventi dei membri della commissione: Edo Ronchi, Alessandra Astolfi, Stefano Leoni, Andrea Barbabella, Fabrizio Tucci.

Venerdì 8 novembre

Tra gli eventi Beacon dedicati all’economia circolare figura anche quello in programma venerdì 8 novembre e intitolato “Promuovere la coesistenza fra Aree Protette e Usi del Mare: raccomandazioni dal progetto Interreg MED-PHAROS4MPAs”, presso la Sala Global Water Expo (Pad. D3) dalle 9:30 alle 13.

Si discuterà di comunicazione ambientale e di approccio mediatico durante l’incontro “Comunicare il valore della sostenibilità ambientale, sociale ed economica all’epoca delle fake news”. L’appuntamento con questo evento Ecomondo “Beacon” è presso la Sala Ravezzi 1 – Hall Sud, dalle 10 alle 13.

Sempre alle 10 prenderà il via l’incontro “Marine litter e Blue Economy, impatti e soluzioni dal mondo della pesca e dell’acquacultura”, con termine alle 13:45. Si svolgerà presso la Sala Diotallevi 1, situata nella Hall Sud.

Dalle 10 alle 18 presso la Sala Neri 2 (Hall Sud) si svolgerà l’incontro “European research and innovation for the implementation of circular economy and bioeconomy”, organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo in collaborazione con OCSE e Commissione Europea.

Fonte: greenstyle

Aro Bari 4: il 75% di raccolta differenziata è realtà

Spesso abbiamo raccontato gli exploit in termini di raccolta differenziata di alcuni Comuni del territorio Italiano. Questa volta a stupire non sono i numeri di un singolo Comune, ma quelli di un Ambito di Raccolta Ottimale, nella fattispecie dell’ARO Bari 4. Quasi 180.000 abitanti suddivisi in 7 Comuni (Gravina in Puglia, Grumo Appula, Toritto, Poggiorsini, Santeramo in Colle, Altamura e Cassano delle Murge) che a metà del 2018 sono passati ad una raccolta porta a porta spinta, che per alcuni di essi rappresentava una novità assoluta.

Solo nel maggio 2018, infatti la percentuale media di Raccolta differenziata sul territorio dell’ARO era inferiore al 25%. Gravina di Puglia era al 10%; Altamura al 21,5%; Toritto al 25%; Santeramo al 15%. Spiccavano le prestazioni di Grumo Appula (71%) e Cassano (68%).
Nel gennaio del 2018 si sottoscrisse il nuovo contratto per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nelle città dell’ARO 4 Bari, che ha come Ente capofila l’Unione dei Comuni dell’Alta Murgia – UNICAM.  Un appalto con base d’asta di oltre 143 milioni di euro, che fino al 2025 garantirà l’igiene urbana. Un progetto ambizioso, realizzato con il supporto tecnico di ESPER nel ruolo di Direzione Esecuzione Contratto, che prevedeva il raggiungimento del 50% di RD medio al nono mese dalla data di avvio del servizio e il 65% di RD medio nel secondo anno e successivi di esecuzione del nuovo servizio.

Percentuali che sembravano di difficile raggiungimento, e che invece sono state raggiunte e superate in tempi più brevi di quanto ci si aspettasse. La percentuale media di raccolta differenziata su tutto l’ARO registrata nel mese di Agosto 2019 è del 75,13%, ben oltre gli obiettivi fissati e nel pieno rispetto della normativa vigente. Gravina è schizzata al 68,5, Altamura al 66,6%, Toritto al 75%, Santeramo al 71%. Anche i Comuni già virtuosi hanno incrementato i propri risultati: Grumo al 76%, Cassano al 70%.

Nessuno si aspettava di ottenere risultati così buoni in tempi così rapidi – dichiara Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava obiettivi più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati a punte che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è toccata quota 83%. Non possiamo che essere più che felici di come sta procedendo il progetto”.

UN progetto che ha avuto bisogno di qualche piccola correzione in corso d’opera, ma che non si discosta da quello originario. “Nella realtà, tranne qualche piccola modifica non c’è stata una variazione significativa rispetto a quello che era previsto nel progetto originario – Continua D’Amore –  Abbiamo modificato in alcuni casi le modalità di raccolta nei condomini più grandi dotandoli di mastelli in alcuni Comuni, ma fondamentalmente abbiamo seguito quello che era il progetto iniziale. Andrebbe apportata ancora qualche modifica, ma serve la collaborazione dei Comuni, che ogni tanto non è facile formalizzare in atti: gli iter decisionali dei Comuni sono abbastanza complicati. Ma ciò significa che abbiamo ancora potenziale per migliorare gli ottimi risultati ottenuti fino ad oggi, ed è sicuramente incoraggiante e stimolante”. (SC)

RASSEGNA STAMPA – Cerveteri, il comune multa la società di recupero rifiuti per inadempienze

Qualcosa non torna nei servizi svolti dall’azienda ed il comune decide di decurtare 1.500 € dalla mensilità di luglio.

E’ quanto stabilito dall’ente a seguito della presentazione della fattura per la raccolta dei rifiuti. La società non si è avvalsa dei tre giorni per controdedurre le osservazioni mosse.

La contestazione è arrivata dall’Ing. Salvatore Genova, direttore tecnico di ESPER, che ha il compito di stabilire se le prestazioni svolte sono conformi al capitolato.

Non è la prima volta che il comune di Cerveteri applica delle penali sull’appalto. In passato si è verificata nuovamente questa situazione con la decurtazione di cifre anche consistenti.

Un atteggiamento quello del comune che sembra voler mettere pressione all’ATI Camassa – Azienda Servizi Vari, non sempre ritenuta dai cittadini impeccabile nello svolgimento dei servizi.

Fonte: Terzo Binario

Il Pacchetto UE sull’Economia Circolare e il paradosso dei termovalorizzatori

di 

Il quadro nazionale relativo al governo dei rifiuti urbani deve affrontare a breve un profondo rinnovamento a seguito della pubblicazione nel luglio 2018 nella sua versione definitiva del “Pacchetto sull’Economia Circolare”, significativamente sottotitolato “un programma Rifiuti Zero per l’Europa” a testimoniare il solido legame reciproco tra visione circolare di una economia efficientata a livello UE e l’implementazione delle strategie Rifiuti Zero, che ne possono essere lo strumento attuativo nei programmi locali.

Il percorso istituzionale di tale pacchetto era iniziato nel 2014 ed include obiettivi e previsioni qualificanti circa il riuso e riciclo dei rifiuti urbani (65% entro il 2035 senza considerare il compostaggio) e dei rifiuti da imballaggio (70% al 2035), la minimizzazione del ricorso alla discarica (massimo 10% al 2035). A questi si aggiungono l’obbligo di raccolta differenziata dell’organico in tutta Europa a partire dal 2024 nonché un’armonizzazione dei criteri di calcolo per il conseguimento di tali obiettivi.

Inoltre, sempre a livello comunitario è attualmente in atto la revisione della Direttiva sulle Fonti Energetiche Rinnovabili, che prevede condizioni più restrittive per la concessione di sussidi al trattamento termico dei rifiuti (che dovrebbero rispettare la gerarchia UE con la priorità alle opzioni superiori) e la revisione dei criteri di erogazione dei Fondi Regionali UE per escludere dai finanziamenti qualunque tecnologia di trattamento del rifiuto residuo, proprio per renderla meno economicamente vantaggiosa rispetto agli interventi di riduzione e recupero. Il tramonto delle politiche di sussidio e finanziamento determinerà quindi un significativo peggioramento del quadro economico per i business plan di nuovi impianti di incenerimento.

Le principali determinanti della nuova “Waste Policy” comunitaria, cui dovranno essere conformate le strategie e politiche nazionali nei prossimi decenni, possono dunque essere sintetizzate come di seguito:

1.  Si va nella direzione di un forte incremento dei livelli di ambizione a livello UE, in particolare per l’innalzamento degli obiettivi complessivi di riuso e riciclaggio, minimizzando i cosiddetti “leakage (decadimenti) di materiali dai modelli circolari, come sarebbe nel caso di incenerimento e discarica;

2.  La raccolta differenziata obbligatoria dell’organico conferma strategie già ampiamente diffuse sul territorio nazionale, ne consolida ruolo ed effetto, e – per quanto riguarda le implicazioni operative sulla gestione del RUR – determinerà un sempre maggiore drenaggio di matrici putrescibili dal rifiuto residuo, determinandone una maggiore inclinazione alla lavorabilità nell’ottica del recupero dei materiali valorizzabili ancora ivi inclusi (es. plastiche non da imballaggio, che non sono incluse nei circuiti di raccolta differenziata e tendono dunque a concentrarsi nel RUR);

3.  L’effetto combinato di quanto sopra sarà una minimizzazione progressiva del rifiuto urbano residuo (RUR), il che comporta condizioni di rischio per gli investimenti in tecnologie che richiedono flussi costanti di RUR (tipicamente, l’incenerimento), e determina la necessità di tecnologie flessibili, ossia in grado di adattarsi a scenari con diminuzione progressiva del RUR e parallelo aumento delle frazioni da RD, sia quelle compostabili che quelle riciclabili.

In relazione all’ultimo punto, ha recentemente determinato ampia risonanza l’analisi critica della situazione nei Paesi del Nord Europa commissionata dai Ministeri dell’Ambiente di tali Paesi che ha dimostrato che in tale area il largo ricorso alla termovalorizzazione con recupero energetico (termine che nel resto d’Europa viene tradotto semplicemente con “incenerimento”) ha sostanzialmente “ingessato” il sistema frenando lo sviluppo dei tassi di riciclo e delle politiche di riduzione.

Il paradosso degli Stati membri del Nord Europa che hanno praticamente eliminato le discariche è infatti che la rigidità del sistema impiantistico a servizio dell’incenerimento e dei suoi contratti ventennali o trentennali, vincola le comunità e i territori serviti a conferire determinati quantitativi di rifiuti ogni anno. A causa di questi vincoli contrattuali gli interessi dei soggetti pubblici o privati detentori e gestori degli impianti di incenerimento risultano inevitabilmente in contrasto con le politiche di riduzione e prevenzione che tendono a limitare ulteriormente i quantitativi prodotti ed a aumentare oltre certi livelli i tassi di riciclo.

Lo scenario tendenziale nazionale deve dunque mostrare una forte propensione evolutiva, con innalzamento dei tassi di raccolta differenziatariciclo e di recupero materia ben oltre i livelli medi attuali, ed allineati con le buone pratiche operative che abbondano in Italia e fanno spesso da modello a livello mondiale. Per applicare correttamente le suddette strategie europee anche dal punto di vista impiantistico, risulta quindi necessario: realizzare rapidamente l’impiantistica necessaria ad accompagnare l’aumento dei livelli di riciclo e recupero (ad es. gli impianti di compostaggio); garantire la capacità di pretrattamento del RUR, come previsto dalla Direttiva 1999/31 sulle discariche, e dai suoi recepimenti in ambito nazionale; questo va fatto privilegiando le tipologie impiantistiche connotate da intrinseca flessibilità operativa, per garantirne la compatibilità e l’adattamento, diretto o con modifiche organizzative ed operative di entità marginale, a scenari con riduzione progressiva del rifiuto urbano residuo (RUR) ed aumento delle frazioni derivanti da una raccolta differenziata sempre più incisiva ed efficiente.

Tali principi sono stati recepiti anche nel programma del Governo Conte Bis appena insediato che si è impegnato “a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione”. Prima di questo importante impegno strategico in Italia si era invece cercato di imporre alle Regioni la realizzazione di 12 nuovi inceneritori con recupero energetico. L’art. 35 del Dl 133/14, noto come “Sblocca Italia” aveva individuato infatti l’incenerimento come unico sistema possibile per il pretrattamento dei rifiuti anche se, come da più parti rilevato, tale scelta risultava in contraddizione con il testo della stessa Direttiva 1999/31, che all’articolo 2 include il trattamento termico (incenerimento, trattamenti termici non convenzionali, co-incenerimento) tra i trattamenti possibili, ma non lo individua come unica opzione. In sede di Conferenza Stato-Regioni è stata inoltre evidenziata la mancanza di una procedura di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che risultava invece necessaria a corredo del suddetto Decreto in quanto lo stesso si configurava come un vero e proprio atto programmatorio integrativo.

Non a caso, dopo le prese di posizione di diverse Regioni che hanno resa esplicita (con dichiarazioni di Governatori ed Assessori, o con l’adozione di disposizioni o Piani regionali) l’intenzione di non seguire le indicazioni dello “Sblocca-Italia”, è arrivato il rinvio, da parte della Giustizia Amministrativa, del Decreto alla Corte di Giustizia Europea, su iniziative di alcune ONG e proprio in relazione alla debole argomentazione sulle scelte operate e alla mancanza di valutazioni a supporto (oltre che alla potenziale contraddizione con gerarchie UE e previsioni del Pacchetto Economia Circolare). La Corte di Giustizia Europea ha in seguito sostanzialmente confermato la debolezza dell’impianto dello Sblocca-Italia, per l’assenza di una VAS con relativa analisi delle alternative.

Fonte: RiEnergia