Comuni rifiuti-free crescono

Proprio nel momento in cui si torna a parlare con insistenza della crisi rifiuti per Roma Capitale, Legambiente premia i comuni laziali virtuosi, che crescono di numero e di dimensione.
Durante Ecoforum Nazionale 2019 l’associazione ambientalista, dopo aver premiato nello scorso dicembre i cento “Comuni Ricicloni” che hanno superato quota 65% di raccolta differenziata, ha premiato tutti i Comuni Rifiuti Free, quelli cioè che hanno registrano un secco residuo nel 2018 inferiore a 75kg per abitante. Dieci i Comuni del Lazio: miglior piccolo comune sotto i 5.000 abitanti è Colle San Magno (FR) e migliore nella categoria tra 5.000 e 15.000 abitanti è Aquino (FR). Per la prima volta premiato nel Lazio anche un grande comune sopra i 15.000 abitanti, quello di Fonte Nuova (RM).

“Nella nostra Regione, sulla gestione dei rifiuti, al disastro totale di Roma si contrappongono realtà virtuose che stanno raggiungendo picchi di eccellenza – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, questi comuni dimostrano che una gestione virtuosa è possibile per tutti, con porta a porta, isole ecologiche e cittadinanze virtuose: congratulazioni a tutti i premiati, comuni grandi al confine con la capitale come Fonte Nuova (RM), località turistiche della costa come Itri (LT), piccoli comuni del territorio e comuni come Castelnuovo di Porto (RM) che da oltre dieci anni viene premiato come virtuoso e rischia di ritrovarsi la discarica della capitale alle sue porte, contra la quale combattiamo. I comuni rifiuti free sono eccellenze che riescono a ridurre al minimo l’indifferenziato e quindi il conferimento in discarica o termovalizzazione, dimostrando contemporaneamente l’inutilità di progetti per nuovi inceneritori o discariche come quello di Pian dell’Olmo. Queste buone amministrazioni devono essere anche un forte segnale per il Campidoglio, in giorni di crisi totale con immondizia su tutte le strade, rischio sanitario e immagini che stanno girando il mondo facendo crollare ulteriormente l’immagine della bellezza di Roma”. Legambiente ricorda che il dato del secco residuo annuo di Roma è superiore ai 330 kg per abitante, 5 volte di più rispetto ai comuni rifiuti free, con un  complessivo di 960.000 tonnellate di indifferenziata che ogni anni dalla capitale va in discarica e incenerimento.

ESPER collabora con Fonte Nuova ormai da tre anni. Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti con grandissimo merito dall’Amministrazione!

 

RASSEGNA STAMPA – Il Tar dà ragione a Camaiore: ok all’affidamento a Ersu

CAMAIORE – Il Tar Toscana ha respinto il ricorso di Sea Ambiente contro l’affidamento diretto del Comune di Camaiore del servizio di igiene ambietale ad Ersu. La sentenza, attesa con impazienza da mesi, è arrivata nella serata di martedì scuotendo tutto il sistema dei rifiuti, versiliese e toscano.

I giudici amministrativi di Firenze hanno dato ragione su tutta la linea all’amministrazione Del Dotto, che in vari passaggi dal Consiglio comunale, dalla giunta e dagli uffici, aveva scaricato il gestore Sea per passare alla vicina Ersu, entrambe società della capogruppo RetiAmbiente. Non era necessaria un bando di gara, come contestava sostanzialmente Sea, in quanto trattasi non di concessione ma di appalto di servizio, affidato in via urgente e transitoria. Determinante la consulenza della società Esper che aveva valutato le prestazioni delle due società. Esulta il sindaco Alessandro Del Dotto.

Resta un solo aspetto da chiarire: ovvero se sia legittima la decisione di Camaiore di recedere unilateralmente dal contratto con Sea. Sarà il giudice ordinario a stabilirlo e valutare eventuali indennizzi per Sea Ambiente. Ma ciò non cambierà le sorti del servizio di raccolta rifiuti, che passerà comunque ad Ersu.

Per Del Dotto questa sentenza avrà conseguenze sul sistema rifiuti toscano. Altri Comuni potrebbero come Camaiore cambiare gestore rimanendo nel perimetro di Reti Ambiente.

Ragusa: stop alla plastica monouso non compostabile

Continua la corsa verso la virtuosità del Comune di Ragusa.
Dopo aver superato quota 75% di raccolta differenziata nel breve volgere di un semestre, (Ragusa: in meno di un anno raggiunta quota 74%), l’amministrazione inizia la battaglia contro la plastica, nel tentativo di fare del capoluogo siciliano una Comune Plastic Free.

Peppe Cassì, sindaco della città siciliana, ha comunicato ad alcuni giovani studenti al termine di una manifestazione di aver firmato un’ordinanza sindacale in tal senso. “Ho firmato un provvedimento che regolamenta l’uso della plastica, uno degli elementi più inquinanti di questi anni, e che va nella direzione delle richieste di alcuni giovani Ragusani, di cui ho molto apprezzato lo spirito propositivo. I nostri giovani hanno un’attenzione per all’ambiente che molti adulti dovrebbero apprendere” ha dichiarato il Sindaco.

L’ordinanza vieta l’utilizzo e la vendita di stoviglie, bicchieri, cannucce e altri manufatti usa e getta in plastica tradizionale a bar, ristoranti, negozi di generi alimentari, supermercati. Unica ammessa la plastica biodegradabile e compostabile, anche in occasione di feste pubbliche e sagre. Nessun divieto per le bottiglie.
Il provvedimento entra in vigore il 1° giugno 2019. Ecco i punti principali:

1. Gli esercenti sul territorio comunale, le attività commerciali, artigianali e di somministrazione/alimenti/bevande, a decorrere dal 1° giugno 2019 non potranno distribuire ai clienti sacchetti da asporto mono uso in materiale non biodegradabile.

2. I titolari che esercitano sul territorio comunale le attività della ristorazione, quali bar, ristoranti, pizzerie, paninerie, takeaway, rosticcerie, friggitorie e attività similari aventi quale finalità la somministrazione di alimenti e bevande (inclusi gli stabilimenti balneari e i chioschi), a decorrere dal 1° giugno 2019 potranno distribuire agli acquirenti esclusivamente posate, piatti, bicchieri (di qualsiasi dimensione), cannucce, mescolatori di bevande monouso in materiale biodegradabile e compostabile.

3. Agli esercizi per i generi alimentari, quali supermercati, botteghe di vicinato, salumerie ecc. ed ogni altro esercizio e centro vendita abilitato alla vendita di stoviglie per alimentari e cotton fioc, a decorrere dal 1° giugno 2019 è fatto esplicito divieto di vendita di qualsiasi materiale monouso in plastica ed altro materiale non biodegradabile quali piatti, bicchieri (di qualsiasi dimensione), cannucce, posate, cotton fioc non biodegradabili, mescolatori di bevande. A decorrere da tale data sarà consentita la vendita nei propri banchi alla clientela esclusivamente di stoviglie e materiale biodegradabile.

4. E consentito dal 1° giugno 2019 e per i successivi 90 giorni, l’utilizzo delle eventuali scorte di materiale non biodegradabile giacenti nei propri magazzini alla data dell’entrata in vigore della presente ordinanza.

5. I commercianti, i privati, le associazioni, gli enti in occasione di feste pubbliche e sagre potranno distribuire al pubblico, visitatori e turisti, esclusivamente posate, piatti, bicchieri e sacchetti monouso in materiale biodegradabile e compostabile.

6. I cittadini residenti di questo Comune, a decorrere dalla data di efficacia della presente ordinanza, si dovranno dotare ed utilizzare sacchetti monouso per la spesa in carta o altro materiale biodegradabile e compostabile, ovvero borse riutilizzabili a rete in stoffa o tessuto.

7. Coloro che, alla data di efficacia della presente, acquisteranno in esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione, alimenti e bevande ubicati sul territorio di questo Comune, hanno l’obbligo di utilizzare per l’asporto a casa dei prodotti acquistati esclusivamente sacchetti monouso in carta o altro materiale biodegradabile e compostabile, ovvero borse riutilizzabili a rete in stoffa o tessuto.

8. A tutti i visitatori di questo Comune è fatto obbligo di utilizzare esclusivamente posate, piatti, bicchieri sacchetti riutilizzabili o, se monouso in materiale biodegradabile e compostabile.

UE contro lo Sblocca Italia: per gli inceneritori è necessaria la VAS

Era il 2014 quando il Governo Renzi approvò il cosiddetto “Sblocca Italia” (decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014) che all’articolo 35 individuava nella costruzione di nuovi impianti di incenerimento rifiuti la soluzione strategica per la gestione dei rifiuti. Una serie di nuovi impianti che  avrebbero dovuto “rappresentare infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuare un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantire la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, consentire di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica”. Semplificando Lo sblocca Italia prevedeva 12 nuovi impianti in 10 regioni, sottraendoli a ogni regola di comune cautela e, in particolare, ad una valutazione ambientale (Vas) degli effetti, da attuarsi prima della loro costruzione (o dell’ampliamento di quelli esistenti).

I malumori non mancarono, anche presso amministrazioni regionali della stessa parte politica del Governo centrale, che dichiararono apertamente che contrariamente a quanto prescritto, non avrebbero costruito nuovi impianti.
Un gruppo di Associazioni, capitanato da “Verdi Ambiente e Società” e “Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare”, fece ricorso, in particolare sul fatto che si individuasse l’incenerimento e la costruzione di nuovi impianti come “strategici” e che si sottraessero questi lavori alla Valutazione Ambientale Strategica.

Oggi l’UE si è espressa, stabilendo che:

  • Una normativa nazionale può prevedere come strategico l’incenerimento, in quanto misura prevista dall’art. 2008/98/CE fra le possibili azioni di gestione dei rifiuti. “Purché tale normativa sia compatibile con le altre disposizioni di detta direttiva che prevedono obblighi più specifici” ovvero le priorità delle azioni nella gestione dei rifiuti, che vede l’incenerimento al fondo delle possibili opzioni, appena prima della discarica.
  • La Vas è obbligatoria ogni volta che un piano o un programma può avere effetti significativi sull’ambiente negli Stati membri “in quanto garantisce che gli effetti dell’attuazione dei piani e dei programmi in questione siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro adozione”. Anzi, in questi casi, occorre effettuarla il più presto possibile, affinché i suoi risultati possano ancora incidere su eventuali decisioni.
    Peraltro – dice la Corte – non è solo questione di tutela della salute e dell’ambiente. Ma anche di democrazia e trasparenza. Infatti, la Vas è necessaria anche “allo scopo di contribuire ad una maggiore trasparenza dell’iter decisionale nonché allo scopo di garantire la completezza e l’affidabilità delle informazioni su cui poggia la valutazione”. E pertanto, in questi casi “occorre stabilire che le autorità responsabili per l’ambiente ed il pubblico siano consultate durante la valutazione dei piani e dei programmi e che vengano fissate scadenze adeguate per consentire un lasso di tempo sufficiente per le consultazioni, compresa la formulazione di pareri”.

 

 

 

 

RASSEGNA STAMPA – “E ora che facciamo con Ata?”: lettera dei Verdi Savonesi

In questi giorni è apparsa l’ennesima notizia,che già temevamo: il progetto di raccolta differenziata spinta per Savona è stato affondato ed il consiglio di amministrazione ha annunciato le sue imminenti dimissioni. E ora?

Noi Verdi vogliamo in primo luogo manifestare la nostra vicinanza politica e solidarietà a lavoratrici e lavoratori,colpite e colpiti in questi giorni dalla grave morte di un giovane collega di Stella,perche’ riteniamo che dinanzi all’assenza di scelte politiche vengano messi pesantemente a rischio gli stipendi e i posti di lavoro.

In secondo luogo chiediamo l’avvio di un piano straordinario,che preveda una raccolta differenziata spinta e porta a porta ma soprattutto la riduzione dei rifiuti e il loro riuso in modo di giungere alla creazione di una filiera di green economy sempre piu’ possibile e urgente.

Nel contempo riteniamo necessario che venga ripreso ed aggiornato il piano esistente ed elaborato dalla società ESPER,che consentiva di monitorare tutti i passaggi e la possibilità a costi ridotti di giungere ad una raccolta di ottimo livello e di qualità.
Poi vogliamo sapere che intenzioni si hanno su Cima Montà dati ritardi accumulati e la possibilità che emergano responsabilità personali e contabili sulla mancata attuazione del piano post discarica.

Infine chiediamo le dimissioni dell’assessore al bilancio e di tutta la Giunta,che in questi anni hanno evitato di compiere scelte sulla gestione dei rifiuti condannando Savona al rischio di affogare nella spazzatura senza prospettiva alcuna di riscatto.

Fonte: IVG

End of Waste: la Provincia di Milano forza il blocco

Il tema del End of Waste è un tema caldo, bollente.
Da mesi si è in attesa di una norma che permetta l’avvio di decine di iniziative di riciclo, alcune delle quali assolutamente innovative ed avanzate. Basta pensare all’impianto di riciclo pannolini progettato e realizzato da FaterSMART in provincia di Treviso, soluzione tecnologica che ha risvegliato l’interesse di molti soggetti europei. “Abbiamo ricevuto manifestazioni d’interesse per replicare l’impianto in Olanda, Inghilterra, Francia, e anche da nazioni al di fuori della Comunità Europea” ha dichiarato il General Manager FaterSMART, dott. Teodorani Fabbri, in un volume dedicato alla Economia Circolare realizzato da Associazione Comuni Virtuosi ed ESPER. Ma quello dell’assenza di una normativa sull’End of Waste è un blocco importante: “Di fatto adesso l’impianto, pur essendo in grado di operare a livello industriale, è fermo. O meglio, può operare ma solo a livello sperimentale e comunque la materia prima seconda che esce dall’impianto non è rivendibile perché ancora considerato rifiuto. Fra l’altro la situazione non è solo un blocco per l’attività dell’impianto e per la vendita delle materie prime seconde. Abbiamo tante domande e tanti operatori interessati a replicare l’esperimento in altre regioni italiane, ma chiaramente stanno tutti aspettando che il decreto venga approvato, perché senza la possibilità di rivendere le materie prime seconde l’investimento non sarebbe giustificato. È un blocco anche per la crescita industriale: l’impianto ha una capacità teorica di trattamento compresa fra le 20 e le 30 tonnellate di rifiuto al giorno. Attualmente non possiamo trattare più di 5 tonnellate al giorno. Meno del 20% della capacità…”

Ovviamente la situazione di FaterSMART non è un unicum in Italia, ed in questo panorama di stagnazione è la Città Metropolitana di Milano a smuovere le acque con una mossa a sorpresa che potrebbe avere un effetto domino importante: in una lettera indirizzata al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo Economico, annuncia che, dopo un anno di silenzio e di risposte vaghe sarà lei, la Provincia, ad autorizzare gli impianti di produzione di metano dagli scarti. Il motivo dell’autorizzazione è semplice. In un mondo normale sarebbe un motivo addirittura ovvio. Il metano è già regolato da decenni di norme dettagliatissime, e quello estratto dalla fermentazione dei rifiuti non è diverso dal metano estratto dalla fermentazione avvenuta nelle profondità dei giacimenti. Il metano è un prodotto, non un rifiuto, e quindi la Città metropolitana ne autorizza gli impianti. Il concetto è estendibile a molti altri prodotti derivanti dal riciclo, quindi ci chiediamo cosa succederà ora.
Arriverà prima una norma sull’End of Waste che possa dare il via libera alle decine di esperienze in stand-by ad operatività limitata (quando non completamente ferme) o il prevedibile effetto domino di Enti Locali che autorizzeranno comunque nuovi impianti?

Puglia: è ARO Bari 2 il riciclone

La Regione Puglia ha pubblicato sul proprio sito i dati di raccolta relativi al 2018. (http://www.sit.puglia.it/portal/portale_orp/Osservatorio+Rifiuti/Osservatorio+Rifiuti+Cittadino/RSU+in+Puglia/OrpCittadinoWindow?entity=rsupuglia&action=2)
La media si attesta poco sopra il 47% a livello regionale, con una punta oltre il 50% (51,87%) nel mese di novembre 2018.

Dai dati risulta evidente quanto la produzione rifiuti abbia un andamento stagionale e sia fortemente correlata alla stagione turistica: durante la stagione estiva, i rifiuti prodotti a livello regionale crescono dalle 127mila tonnellate prodotte a febbraio alle 173mila prodotte ad agosto con un aumento del 36,2%.
I dati a livello regionale sono ancora distanti dagli obiettivi di legge, e resta ancora molto da fare, ma ci sono territori particolarmente virtuosi, che fanno fronte a situazioni particolarmente difficili.

Se l’ARO Foggia2 si distingue in negativo con una raccolta differenziata pressoché inesistente (3,62%) e poco meglio fanno ARO Taranto1 (17,79%) e ARO Lecce6 (20,68%), in Provincia di Bari si rilevano delle eccellenze.  È il caso dell’ARO Bari2 e dell’ARO Bari5, che per distacco risultano gli Ambiti di Raccolta Ottimale più ricicloni di Puglia, rispettivamente con il 75,05% di raccolta differenziata e il 74, 85%. Fa piacere sottolineare il vistosissimo passo in avanti fatto dall’ARO Bari5, che nel 2017 segnava un 59,29% di differenziata.

In entrambi i casi si tratta di risultati derivanti da un viaggio lungo un lustro: nel 2013 avevano iniziato il loro percorso verso la sostenibilità redigendo, con il supporto tecnico di ESPER, un nuovo Piano Industriale dei servizi di raccolta e igiene urbana finalizzato all’implementazione della raccolta domiciliare e della tariffa puntuale. Il rapporto con ESPER è poi proseguito con l’assegnazione del servizio di Direzione di Esecuzione del Contratto, dando vita ad un sodalizio tecnico che ha portato, grazie anche e soprattutto all’adesione da parte della cittadinanza alle nuove modalità di raccolta, agli eccellenti risultati sopra citati.

Una risposta seria, efficace ed incontrovertibile a chi sostiene che “nel sud Italia non si può applicare il modello di raccolta domiciliare”.

Castel Gandolfo: la crescita della differenziata taglia le frequenze di ritiro del residuo

Castel Gandolfo è un caso di studio da valorizzare.
Nel 2015 la raccolta differenziata era al 2%. Sembrerebbe un modo di dire, ma sono i dati reali che Ispra accreditava al Comune laziale: 2,74%, 6.863 tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti e mandati a smaltimento, 762 kg di rifiuti prodotti annualmente da ogni abitante.
Il 14 marzo 2016 veniva assegnato il nuovo servizio di raccolta Porta a Porta (progettato dagli uffici comunali) alla ditta appaltatrice Tekneko. Contestualmente la Direzione Esecuzione del Contratto, quindi il compito di controllare che il contratto venisse eseguito correttamente, veniva affidata ad ESPER.
I risultati non si sono fati attendere: i dati di ottobre 2018 segnano quota 79%. Un risultato che porta Castel Gandolfo fra i Ricicloni d’Italia, nell’eccellenza assoluta della Regione Lazio.

Raggiunti i livelli di eccellenza di cui sopra, l’Amministrazione, Tekneko ed ESPER si sono trovati a far fronte a flussi di rifiuti che sono oggi molto differenti da quelli esistenti nei giorni in cui si è partiti col nuovo servizio.  È sufficiente pensare che i rifiuti indifferenziati prodotti sono passato a 1.100 tonnellate/anno e che la produzione procapite è passata a 480 kg/anno di cui solo 122,5 di indifferenziato.
Sulla base di questi dati e di quanto già previsto dal progetto iniziale, a partire dal 18 marzo 2019, dopo tre anni esatti dall’avvio del nuovo servizio, la frequenza di ritiro della frazione indifferenziata è stata modificata, passando da bisettimanale a settimanale.

“Il 18 marzo ha dato un ulteriore segnale di cultura e modernità del nostro Comune in tema di rifiuti – afferma il Sindaco Milvia Monachesi – Il risultato ottenuto fino ad oggi grazie alla collaborazione della cittadinanza a cui va la mia gratitudine ed il mio plauso, ci consente di guardare ad ulteriori progetti in tema di rispetto dell’Ambiente e di diminuzione della produzione di rifiuti”.

“Ad oggi – continua  l’Assessore Alberto De Angelis – sono stati ampiamente rispettati i parametri previsti nel Capitolato Speciale di Appalto relativi al raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata (conseguimento del 55% nel primo anno e del 65% nel secondo). L’Amministrazione Comunale, la Tekneko e la ESPER, titolare della Direzione dell’Esecuzione del Contratto (DEC) di comune accordo hanno valutato positivamente l’opportunità di ridurre di un passaggio la raccolta del secco residuo per le utenze domestiche per incrementare ulteriormente la raccolta differenziata. Differenziare meglio permetterà di consolidare il nostro status di essere la città modello e sarà l’inizio di ulteriori sfide da vincere. Dalla nostra abbiamo dei concittadini unici, legati profondamente alla loro città, che saranno motore instancabile in questo cammino verso il miglioramento. Questa è la conferma che l’amministrazione Monachesi sta lavorando al fianco della propria cittadinanza e nel cuore delle esigenze e dei desideri comunitari”.

“La rarefazione delle frequenze della raccolta del rifiuto indifferenziato – conferma Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER – è parte di un percorso “naturale” verso l’eccellenza. Naturale, ma non scontata: solo quando si lavora bene, in comunione d’intenti fra tutte le parti coinvolte si verificano le condizioni perché ciò possa avvenire senza traumi e forzature. A Castel Gandolfo è successo proprio questo: Amministrazione, cittadinanza, azienda appaltatrice e noi come DEC siamo sulla stessa lunghezza d’onda e lavoriamo per i medesimi obiettivi! Abbiamo proposto che risorse liberate dalla raccolta del secco residuo siano utilizzate non solo per ottimizzare i costi del servizio, ma anche per implementare nuovi servizi di spazzamento e pulizia strade, proposta prontamente accolta da amministrazione ed azienda”.

L’aggiornamento del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio affidato ad ESPER, Ambiente Italia e Scuola Agraria del Parco di Monza

Con Determinazione del Direttore della Direzione Regionale n° G13683 del 29/10/2018, la Regione Lazio al termine di una procedura di gara ad evidenza pubblica ha assegnato ad E.S.P.E.R. quale mandataria in Raggruppamento Temporaneo con AMBIENTE ITALIA (mandante) il compito di aggiornare il Piano di Gestione dei Rifiuti regionale. L’A.T.I. ha poi ritenuto di coinvolgere nel gruppo di lavoro, quale ulteriore eccellenza nazionale per quanto riguarda la programmazione strategica in attinenza alle Direttive UE ed all’agenda sulla Economia Circolare, la Scuola Agraria Parco di Monza.

A seguito della redazione e dell’approvazione delle linee strategiche da parte della Regione Lazio con Deliberazione di Giunta Regionale n. 49 del 31 gennaio, presentate dal Presidente e dall’Assessore Politiche Abitative, Urbanistica, Ciclo dei Rifiuti e Impianti di Trattamento, Smaltimento e Recupero, e che costituiranno la base di partenza per lo sviluppo e la rimodulazione delle varie previsioni, si passa quindi alla fase di aggiornamento dell’attuale Piano regionale in regime di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che si dovrà concludere quanto prima coerentemente con l’opportuna ed obbligatoria procedura di consultazione dei portatori di interesse.

Come correttamente stabilito dalla Regione il faro guida che ispirerà il gruppo di lavoro altamente qualificato che è stato costituito è senza dubbio quello dell’Economia Circolare, tematica sulla quale peraltro da poco ESPER ha pubblicato un volume scaricabile gratuitamente dal nostro sito – afferma Attilio Tornavacca, Direttore Generale di ESPER – Il compito che ci attende è arduo: nel rispetto della gerarchia di priorità di azioni fissata dall’Unione Europea, ci è stato dato il compito di far decollare le politiche virtuose di gestione dei rifiuti che consentano una significativa riduzione della produzione in primis e, in seconda battuta, una crescita significativa della raccolta differenziata e del  recupero e riciclo di materia. Con questi presupposti sarà conseguente la riduzione al minimo del ricorso a soluzioni di smaltimento come l’Incenerimento e le discariche, in osservanza della gerarchia dettata dalla Unione Europea sopracitata”.

Ci attende un lavoro che rispecchierà la complessità del territorio coinvolto – dichiara Mario Zambrini, amministratore unico di Ambiente Italia – Se da un lato sono note al grande pubblico alcune situazioni poco virtuose e costantemente sull’orlo dell’emergenza, dall’altro si ignorano esperienze che fanno della virtuosità il proprio aspetto distintivo e raggiungono performances ambientali ai vertici nazionali. La grande sfida sarà trovare gli strumenti adatti per ottenere un livellamento verso l’alto, senza zavorrare chi già sta correndo veloce”.

L’aggiornamento del Piano arriva in un momento di forte innovazione, dettato dalla recente approvazione del Pacchetto UE sulla Economia Circolare, e da politiche accessorie come la Strategia UE sulle Plastiche. La strategia regionale – sottolinea Enzo Favoino, Tecnico della Scuola Agraria Parco di Monza – potrà quindi essere declinata secondo le previsioni di massimizzazione del riuso e riciclo, e la promozione delle azioni di riduzione. Una particolare attenzione verrà posta alla valorizzazione della frazione organica, decisiva non solo quantitativamente, ma anche dal punto di vista operativo, per gli effetti indotti sulla rimodulazione delle raccolte del rifiuto residuo, e conseguentemente sull’aumento dei tassi di intercettazione degli altri materiali valorizzabili. Una sfida nella sfida, che ci stimolerà a fornire il nostro massimo impegno per far diventa la Regione Lazio tra le più virtuosi in Italia

Presentato a Roma “Verso una economia realmente Circolare”

Un volume “per ribadire la necessità e l’urgenza che il nostro Paese proceda a passo spedito verso il percorso intrapreso di un nuovo modello di sviluppo”. E’ la definizione che il Ministro Sergio Costa dà del Volume “Verso un’Economia Realmente Circolare – Norme, Voci, Storie”, realizzato da Associazione Comuni Virtuosi ed ESPER nello scorso dicembre.

L’obiettivo, decisamente centrato, è quello di scongiurare il rischio che “Economia Circolare”, locuzione ormai di uso comune diventata un “mantra” politico-ambientalista, rischi di diventare uno slogan vuoto, dando ad essa sostanza e reali contenuti effettivamente realizzabili in tempi brevi.

Partendo dalle Norme, raccontando cosa è l’Economia Circolare e come è cambiata la legislazione di settore nel breve volgere degli ultimi mesi, con il “Pacchetto Circular Economy” approvato dalla Unione Europea lo scorso luglio: quali norme sono state modificate, quali i nuovi obiettivi di riciclo e recupero.

Passando dalle Voci, interventi di esperti del settore che hanno fissato i confini del campo da gioco, parlando di Riprogettazione, Riuso, Riciclo, Ricerca, evidenziando quanto sia stato fatto e quali siano ad oggi le azioni indispensabili per raggiungere una vera circolarità del tessuto economico.

Arrivando infine alle Storie, il racconto di esperienze fattive e buone pratiche nazionali ed internazionali. Ovvero i protagonisti di esperienze circolari raccontano sé stessi e le proprie azioni, le difficoltà incontrate, i successi ottenuti, i risultati raggiunti. Cosa sia l’Economia Circolare ce lo racconta chi ha messo le mani “in pasta”. Perché se resta sulla carta, l’Economia Circolare resta una splendida, inutile, utopia.

“Verso una Economia realmente Circolare – Norme, Voci, Storie” può vantare le introduzioni di tre personalità di spicco del mondo dell’ambientalismo Italiano: il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che fin dal suo discorso di insediamento si è dimostrato estremamente attento al tema specifico tanto da formare  una task-force ministeriale ad esso dedicata; Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Europe, del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e premio Goldman Environmental (il Nobel per l’ambiente); Marco Boschini, portavoce e coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi.

Il volume è stato presentato lo scroso 21 febbraio a Roma presso la sede Nazionale di ANCI.
Hanno partecipato alla presentazione Ivan Stomeo (delegato Energia&Rifiuti Anci), Federico Pizzarotti (Presidente Commissione Ambiente di ANCI), Emanuele Rallo, (Sindaco del Comune di Oriolo Romano e Coordinatore regionale dell’Associazione Comune Virtuosi) e Attilio Tornavacca (Direttore generale ESPER)

Attraverso le voci degli esperti e il racconto delle buone pratiche nazionali e internazionali si punta ad affrontare questo tema cercando di scongiurare il rischio che diventi uno slogan vuoto, anzi dando sostanza e contenuti realizzabili in tempi brevi.

“Viene presentata una filosofia di pensiero e una linea che i Comuni stanno portando avanti – spiega il presidente della Commissione ambiente di Anci e sindaco di Parma Federico Pizzarotti – I Comuni sono i primi a sentire l’esigenza di cambiare le cose, promuoverle anche per i livelli governativi più elevati, come le Regioni, perché c’è ancora tanto da fare in termini di leggi sui rifiuti, e i livelli nazionali perché c’è ancora tanto da fare in termini di leggi che aiutino l’economia circolare”. Tra le criticità che emergono dal volume, ha spiegato nel corso della presentazione Sergio Capelli, responsabile della comunicazione di Esper, c’è “la mancanza di una legislazione che stabilisca il momento in cui un oggetto smette di essere tale e diventa rifiuto”. Un passaggio fondamentale da portare a termine per sostenere concretamente le tante imprese che hanno deciso di ‘convertirsi’ a questo nuovo e sostenibile modello produttivo.

Il Volume è in download gratiuto facendone richiesta all’indirizzo volume@esper.pro