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RASSEGNA STAMPA – Adottato il Piano Regionale Gestione Rifiuti Lazio

Adottato il nuovo PRGR della Regione Lazio. Le novità.

Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del Lazio. Obiettivi: riduzione a 469 kg/anno per abitante; 70% di raccolta differenziata come livello minimo al 2025 con l’obiettivo dell’80 % di RD come scenario avanzato, incremento del riciclo effettivo e nuova impiantistica con sostegno di quella pubblica

 

Roma, 02/08/2019 – È stato adottato oggi dalla Giunta Regionale il nuovo PRGR – Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR), lo strumento principale di programmazione attraverso il quale Regione Lazio definisce in maniera integrata le politiche in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare, realizzato con il supporto tecnico di Ambiente Italia, Scuola Agraria del Parco di Monza ed ESPER – Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti.
Si tratta di un piano completamente pensato nell’ottica di uno sviluppo ed incentivo dell’ “Economia Circolare”, sostanziata in norme ed azioni che realmente avvicineranno all’obiettivo ultimo.
Le linee direttrici del nuovo PRGR sono chiare. Nel rispetto delle normative comunitarie e della gerarchia nella gestione rifiuti (Direttiva 2008/98/CE) si prevedono: nuovi strumenti di riduzione e riuso che portino ad una produzione massima di 469 kg/abitante*anno; una raccolta differenziata minima del 70% entro il 2025 sia a livello complessivo regionale che a livello di singolo Comune; una nuova impiantistica finalizzata al recupero di materia (riciclo) e, solo residualmente, allo smaltimento del rifiuto residuo.

Nello specifico:

  • Strategia generale: il sistema di obiettivi del Piano inoltre sposa l’obiettivo generale della Strategia rifiuti zero (DGR 614/2018 e DGR n. 49/2019) dell’incenerimento come opzione residuale. Il residuo del rifiuti infatti dovrà essere inviato solo a trattamento di recupero, riservando lo smaltimento residuale solo per la frazione biostabilizzata.
  • Riduzione e prevenzione: L’obiettivo relativamente al contenimento della produzione dei rifiuti urbani totali rispetto al valore del 2017 (505 kg/ab*anno) è stato stabilito, riducendolo in riferimento al quantitativo stimato secondo un aumento tendenziale previsto inizialmente (484 kg/ab*anno), al valore massimo di 479 kg/ab*anno con lo scenario uno (minimale) ed a 469 kg/ab*anno con lo scenario tre (avanzato) anche grazie al sostegno regionale all’implementazione della tariffazione puntuale che, in altre Regioni, ha determinato effetti molto positivi sia per quanto riguarda il contenimento della produzione di RU che per l’aumento della quota di conferiti come RD.
  • Raccolta differenziata: si è scelto di non limitarsi al semplice rispetto degli standard di raccolta differenziata alla normativa nazionale (65%), ma di assumere un obiettivo minimo pari al 70% al 2025, con la definizione di due scenari più spinti (scenario intermedio 75% e scenario avanzato 80%) per quantificare una forbice regionale sui flussi di rifiuti e stimare il conseguente fabbisogno impiantistico in base a scelte più o meno ambiziose o, viceversa, cautelative.

Tali scenari, pur non vincolanti, sono comunque plausibilmente raggiungibili in fase di attuazione del Piano a seconda del grado di realizzazione delle azioni previste.

  • La qualità della raccolta differenziata, in linea con le strategie comunitarie, è stata individuata come elemento discriminante per un processo di recupero di materia di qualità. Per massimizzarla si è individuato un modello uniforme per la raccolta differenziata, indicando come sempre preferibile l’attivazione di modalità di raccolta domiciliare, rispetto ad altre possibili modalità (raccolta di prossimità, centri urbani di raccolta, etc.).
  • Recupero Frazione Organica: in considerazione del fatto che il flusso dei rifiuti organici da RD è determinante per il conseguimento degli obiettivi di Piano ed è quello per cui viene previsto il maggiore incremento in termini assoluti rispetto alla situazione attuale, è evidente come la priorità strategica assoluta sia dare risposta alle necessità di trattamento delle frazioni organiche da RD. Promozione del compostaggio domestico, una rete di attività di compostaggio di comunità, sistemi di compostaggio professionale di piccola scala, rete degli impianti di bacino sono individuati come strumenti utili in un approccio multi-livello ottimale.
  • Impiantistica: recupero e smaltimento. Il Piano sposa l’obiettivo generale della Strategia rifiuti zero (come definito dall’ art. 47 della LR n. 4/2015 e DGR n. 506/2015), che assegna all’incenerimento un ruolo residuale e progressivamente marginale. I rifiuti residui infatti dovranno essere inviati a impianti di trattamento a freddo con priorità al recupero di materia, riservando lo smaltimento alla sola frazione biostabilizzata e marginalizzando il ruolo degli inceneritori esistenti. Per tal ragione si evidenzia la necessità di conversione alle strategie di Piano (intese a realizzare recuperi di materia anche dal RUR) degli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) attraverso la sostituzione delle attrezzature dedicate alla produzione di con attrezzature finalizzate ai recuperi di materia.

Il Piano prevede inoltre la realizzazione di un nuovo impianto di Trattamento e Valorizzazione della Risorsa Rifiuto da localizzarsi probabilmente nel comune di Colleferro. Tale impianto ha l’obiettivo di massimizzare il recupero di materia adottando le migliori tecnologie disponibili (B.A.T.).

 

RASSEGNA STAMPA – Piano Regionale Rifiuti 2019 – 2025: da un’economia lineare a un’economia circolare

Oggi è stato approvato dalla Giunta il Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025. Ora scatteranno i 60 giorni per le osservazioni e altri 30 giorni per le controdeduzioni. Questi gli obiettivi principali con cui viene definito il sistema dei rifiuti del Lazio nei prossimi 6 anni:         sviluppo dell’economia circolare, riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico, introduzione del sub-ambito di Roma Capitale, innovativo presidio industriale di Colleferro e raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025, legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti

02/08/2019 – Oggi è stato approvato dalla Giunta il Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025. Ora scatteranno i 60 giorni per le osservazioni e altri 30 giorni per le controdeduzioni, per poi approdare all’esame definitivo della Commissione e del Consiglio regionale.

Ecco cosa prevede il Piano, questi gli obiettivi principali con cui viene definito il sistema dei rifiuti del Lazio nei prossimi 6 anni:     

  • sviluppo dell’economia circolare;
  • riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni Ato provinciale;
  • introduzione del sub-ambito di Roma Capitale;
  • innovativo presidio industriale di Colleferro e raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025;
  • legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.

Sono previsti cinque ambiti territoriali ottimali, uno per ogni provincia. Per contribuire a colmare il gap impiantistico la Regione nel 2019 stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Politiche attive e nuovi investimenti permetteranno di favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell’economia circolare: accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi, contrasto del consumo della plastica monouso, introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio “che meno si inquina e meno si paga”, contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio (che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione).

Sarà incentivata la promozione dei centri per il riuso alla realizzazione dell’innovativo compound industriale di Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime secondarie, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

L’approvazione in Giunta del Piano rifiuti del Lazio rappresenta un fondamentale passo in avanti su una grande sfida di civiltà e sviluppo che stiamo conducendo assieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l’Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.

Una grande alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sull’uso consapevole delle risorse.

“Non ci saranno più discariche come quella di Malagrotta perché il piano lo esclude e non ci saranno più luoghi dove verranno interrati i rifiuti. Si tratta, casomai, di individuare dei siti per conferire materiali trattati e non sono quelli che abbiamo conosciuto ai tempi di Malagrotta – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: la novità del piano è che possiamo dire con certezza che in questa regione non ci saranno mai più discarica di rifiuti tal quale. Quello di cui c’è bisogno sono siti di conferimento di materiali trattati e quindi inerti. Materiali trattati in impianti come quello di Colleferro”.

“O gli impianti necessari vengono realizzati dai soggetti pubblici oppure nelle aree compatibili individuate dalle Province, le cosiddette aree bianche, essi potranno essere realizzati dai privati – così Massimiliano Valeriani, assessore al ciclo dei rifiuti, che ha aggiunto: per garantire però un concreto e doveroso equilibrio impiantistico è necessario definire un sub-ambito di Roma Capitale, nel quale prevedere l’autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento”.

L’aggiornamento del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio affidato ad ESPER, Ambiente Italia e Scuola Agraria del Parco di Monza

Con Determinazione del Direttore della Direzione Regionale n° G13683 del 29/10/2018, la Regione Lazio al termine di una procedura di gara ad evidenza pubblica ha assegnato ad E.S.P.E.R. quale mandataria in Raggruppamento Temporaneo con AMBIENTE ITALIA (mandante) il compito di aggiornare il Piano di Gestione dei Rifiuti regionale. L’A.T.I. ha poi ritenuto di coinvolgere nel gruppo di lavoro, quale ulteriore eccellenza nazionale per quanto riguarda la programmazione strategica in attinenza alle Direttive UE ed all’agenda sulla Economia Circolare, la Scuola Agraria Parco di Monza.

A seguito della redazione e dell’approvazione delle linee strategiche da parte della Regione Lazio con Deliberazione di Giunta Regionale n. 49 del 31 gennaio, presentate dal Presidente e dall’Assessore Politiche Abitative, Urbanistica, Ciclo dei Rifiuti e Impianti di Trattamento, Smaltimento e Recupero, e che costituiranno la base di partenza per lo sviluppo e la rimodulazione delle varie previsioni, si passa quindi alla fase di aggiornamento dell’attuale Piano regionale in regime di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che si dovrà concludere quanto prima coerentemente con l’opportuna ed obbligatoria procedura di consultazione dei portatori di interesse.

Come correttamente stabilito dalla Regione il faro guida che ispirerà il gruppo di lavoro altamente qualificato che è stato costituito è senza dubbio quello dell’Economia Circolare, tematica sulla quale peraltro da poco ESPER ha pubblicato un volume scaricabile gratuitamente dal nostro sito – afferma Attilio Tornavacca, Direttore Generale di ESPER – Il compito che ci attende è arduo: nel rispetto della gerarchia di priorità di azioni fissata dall’Unione Europea, ci è stato dato il compito di far decollare le politiche virtuose di gestione dei rifiuti che consentano una significativa riduzione della produzione in primis e, in seconda battuta, una crescita significativa della raccolta differenziata e del  recupero e riciclo di materia. Con questi presupposti sarà conseguente la riduzione al minimo del ricorso a soluzioni di smaltimento come l’Incenerimento e le discariche, in osservanza della gerarchia dettata dalla Unione Europea sopracitata”.

Ci attende un lavoro che rispecchierà la complessità del territorio coinvolto – dichiara Mario Zambrini, amministratore unico di Ambiente Italia – Se da un lato sono note al grande pubblico alcune situazioni poco virtuose e costantemente sull’orlo dell’emergenza, dall’altro si ignorano esperienze che fanno della virtuosità il proprio aspetto distintivo e raggiungono performances ambientali ai vertici nazionali. La grande sfida sarà trovare gli strumenti adatti per ottenere un livellamento verso l’alto, senza zavorrare chi già sta correndo veloce”.

L’aggiornamento del Piano arriva in un momento di forte innovazione, dettato dalla recente approvazione del Pacchetto UE sulla Economia Circolare, e da politiche accessorie come la Strategia UE sulle Plastiche. La strategia regionale – sottolinea Enzo Favoino, Tecnico della Scuola Agraria Parco di Monza – potrà quindi essere declinata secondo le previsioni di massimizzazione del riuso e riciclo, e la promozione delle azioni di riduzione. Una particolare attenzione verrà posta alla valorizzazione della frazione organica, decisiva non solo quantitativamente, ma anche dal punto di vista operativo, per gli effetti indotti sulla rimodulazione delle raccolte del rifiuto residuo, e conseguentemente sull’aumento dei tassi di intercettazione degli altri materiali valorizzabili. Una sfida nella sfida, che ci stimolerà a fornire il nostro massimo impegno per far diventa la Regione Lazio tra le più virtuosi in Italia

Regione Lazio: presentate le linee guida per il nuovo Piano Regionale

L’economia Circolare diventa il perno attorno al quale si redigerà il nuovo Piano Regionale. E’ quanto si evince dalla nota diffusa dalla Regione Lazio:

Piano regionale rifiuti 2019 – 2025: da un’economia lineare a un’economia circolare. Un atto importante che darà un forte impulso alla svolta sostenibile del Lazio, e si inserisce in un’iniziativa organica che il Lazio ha intrapreso con tante diverse azioni concrete: come quella della lotta all’inquinamento dell’aria, della guerra ai rifiuti plastici, al sostegno alle imprese green. L’approvazione in Consiglio avverrà entro luglio 2019.

Un lavoro che va avanti insieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l’Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.      

Un’alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sull’uso consapevole delle risorse. Un impegno etico, ma anche una grande occasione di crescita duratura.

Dalla Regione Lazio un grande passo in avanti in questa direzione: il nuovo piano rifiuti è stato approvato nei tempi previsti.

Cinque grandi azioni, con l’obiettivo di far entrare il Lazio in una dinamica virtuosa di economia circolare: 

  1. 70% di differenziata entro il 2025: sosterremo con 57 milioni nei prossimi tre anni isole ecologiche e impianti di compostaggio e con il passaggio alla Tarip (Tariffa puntuale) entro il 2020 per tutti i Comuni. “Chi produce meno rifiuti, meno paga”.
  2. Riduzione dei rifiuti Riduzione del 50% del fabbisogno di conferimento in discarica e inceneritori.
  3. Riconversione di Colleferro abbiamo previsto la riconversione dell’impianto di termovalorizzazione di Colleferro, una delle aree a maggior tasso d’inquinamento del Lazio, puntando sulla realizzazione di un presidio industriale altamente tecnologico e senza impatto ambientale.
  4. Stop all’export dei rifiuti Ogni territorio – come avviene in tutta Italia e in tutta Europa e come prevedono la legge e le normative europee – deve chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio.
  5. Lotta senza quartiere ai reati ambientali legati ai rifiuti. Un fatto che, purtroppo, riguarda anche la nostra regione.

 

Proprio il punto 4 di quelli previsti aprirà un confronto con Roma Capitale: “Di fronte al trend e ai ritmi attuali, al fatto poi che ogni 20 giorni devo cercare un presidente di regione che prenda i rifiuti di Roma – ha detto Zingaretti – abbiamo il dovere morale di indicare le soluzioni più congrue e cioè che una città di tre milioni di abitanti deve avere un sito dove far conferire materiale trattato”.