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Proroga termini TARI e PEF al 31 maggio in arrivo con il “dl aiuti”

Con il prossimo “dl aiuti” in approvazione nei prossimi giorni, verrà introdotta una norma che collega il termine dell’approvazione degli atti legati al prelievo sui rifiuti (PEF, tariffe e regolamenti) – fissato dal “dl milleproroghe” al 30 aprile di ciascun anno – a quello del bilancio di previsione degli enti locali, quando quest’ultimo risulti prorogato ad una data successiva al 30 aprile.

Lo afferma il viceministro all’Economia Laura Castelli interpellata dall’Ansa a Montecitorio, in risposta alle molteplici richieste dei Comuni e dell’Anci che chiedevano da tempo un allineamento tra i termini di approvazione dei provvedimenti relativi al prelievo sui rifiuti (PEF, tariffe e regolamenti) a quelli del bilancio, che quest’anno sono stati prorogati al 31 maggio, anche per ottemperare alle nuove prescrizioni dell’ARERA che in materia di qualità del servizio rifiuti, aggiungono nuovi elementi di complessità ad un quadro regolatorio già di per sé molto complesso.

Il termine per le deliberazioni Tari sarà quindi posposto al 31 maggio 2022.

La norma in questione disporrà inoltre che i Comuni che abbiano già approvato i propri bilanci di previsione possano effettuare una semplice variazione di bilancio per recepire gli eventuali effetti della successiva deliberazione dei provvedimenti relativi alla TARI, anziché dover procedere ad una riapprovazione dello stesso.

Fonte: Fondazione IFEL

Tari 2021, c’è la proroga: cosa cambia per il pagamento della tassa sui rifiuti

Laura Castelli, viceministra dell’Economia e delle Finanze, ha annunciato che dovrebbe arrivare presto una proroga per la Tari, la tassa comunale sui rifiuti. La misura sarà presa per dare più tempo ai Comuni per l’approvazione dei regolamenti sul tributo e delle tariffe.

La vice del Mef ha sottolineato che tutti i partiti del Governo sarebbero a favore della proroga della Tari, già richiesta dall’Anci, parlando di “grande sensibilità” sul tema e “ampia convergenza“.

Chi deve pagare la Tari e come si calcola in base al comune di residenza

Deve pagare la Tari chiunque detenga o possieda a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, che possono produrre rifiuti urbani.

Per il calcolo della tassa sui rifiuti si considerano le superifici calpestabili dichiarate o accertate, moltiplicando i metri quadrati per il numero di abitanti della casa. In caso di seconde case, il numero di occupanti viene invece definito in base alla metratura. Questi dati servono per produrre la quota fissa.

A essa deve essere aggiunta la quota variabile, che si calcola con un valore assoluto sul numero di residenti. È sempre bene controllare il regolamento del comune di appartenenza per verificare di non pagare più del dovuto.

Quando si paga la Tari e quali sono le scadenze da rispettare

Le rate per il pagamento della Tari variano secondo quanto deliberato in autonomia dai singoli Comuni, che sono tenuti a dividere la tassa sui rifiuti in almeno due rate, di cui una successiva al 30 novembre.

In genere il pagamento viene dilazionato in tre o addirittura quattro date, con uno, due o tre acconti, e il saldo della quota dovuta al Comune a partire dall’ultimo mese dell’anno.

Tari, proroga per i Comuni al 31 luglio: cosa cambia per i contribuenti

La viceministra Laura Castelli ha dichiarato che entro il 30 giugno verrà adottata un nuova norma, che potrebbe essere contenuta nel nuovo decreto che sarà discusso in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.

La proroga per il perfezionamento delle tariffe comunali della Tari dovrebbe posticipare la data di un mese, al 31 luglio, per dare tempo ai Comuni di approvare i regolamenti. È facile prevedere che anche i pagamenti per i cittadini potranno subire un differimento.