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ARO Bari 2: i Comuni contro il progetto di un nuovo inceneritore

L’ARO BA 2 è l’organizzazione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporti dei rifiuti da parte delle aggregazioni dei comuni di Modugno (capofila), Sannicandro di Bari, Bitetto, Binetto, Bitritto, Giovinazzo e Palo del Colle.
Nei comuni coinvolti nell’AroBa2 è previsto un servizio di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta con l’applicazione della “tariffazione puntuale”, sviluppato con il supporto tecnico di ESPER prima per la redazione di un nuovo Piano Industriale dei servizi di raccolta e igiene urbana finalizzato all’implementazione della raccolta domiciliare e della tariffa puntuale e poi in qualità di DEC . I risultati non si sono fatti attendere: nel 2018 l’ARO Bari 2 superava la percentuale del 75% di RD.

Oggi, torna d’attualità lo spauracchio di un nuovo impianto di incenerimento alla periferia di Bari. Uno smacco per chi nell’ultimo decennio si è speso ed ha lottato per la crescita della raccolta differenziata e il conseguente abbattimento della frazione indifferenziata destinata a smaltimento.
I Sindaci dei Comuni dell’ARO hanno firmato una lettera congiunta di ferma presa di posizione contro l’ipotesi del nuovo inceneritore.

Lunedì, 26 aprile 2021


I Sindaci Aro Bari 2 “Ribadiamo il nostro no all’impianto Newo”

Accogliamo con grande soddisfazione le dichiarazioni del Sindaco di Bari, Antonio Decaro, in merito alla vicenda “Impianto Newo Spa” con le quali esprime la ferma contrarietà all’insediamento nel proprio territorio comunale di un inceneritore. Sin dall’inizio, abbiamo espresso con determinazione il nostro NO a quel progetto, dando voce alle migliaia di cittadini delle nostre Comunità.

 
L’Aro Bari 2 è stato il primo Ambito a partire con la raccolta differenziata ed è tutt’ora uno dei più virtuosi dell’intera Puglia, con percentuali complessive superiori al 75% di raccolta differenziata. Abbiamo proposto ricorso al TAR, come Comune di Modugno e come Comuni tutti dell’Aro Bari 2 contro i provvedimenti autorizzativi regionali e contro la realizzazione di un impianto dal significativo impatto ambientale, che non rispetta nè i principi dell’economia circolare, nè le direttive europee.

Siamo pronti a combattere fino alla fine, accanto al Comune di Bari, in tutte le sedi, affinchè i nostri territori non siano ulteriormente minacciati dall’attivazione di impianti non desiderati che, come in questo caso, rischiano di generare effetti gravosi per la salute dei nostri concittadini.

Pertanto chiediamo con forza al Governo regionale di esprimersi sulla questione e di mantenere la decisione concordata con i Sindaci durante l’incontro di qualche anno fa, nel novembre 2018, quando si convenne che l’impianto Newo sarebbe stato stralciato dal nuovo Piano Regionale dei Rifiuti e che le comunità sarebbero state ascoltate.

I sindaci Aro Bari 2

Sindaco di Modugno Nicola Bonasia,

Sindaco di Binetto Vito Bozzi,
Sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio,
Sindaco di Bitritto Giuseppe Giulitto,
Sindaco di Giovinazzo Tommaso de Palma,
Sindaco di Palo del Colle Tommaso Amendolara,
Sindaco di Sannicandro di Bari Giuseppe Giannone

“Basta fondi Ue a inceneritori e discariche”. L’Europa dà priorità all’economia circolare

Arriva lo stop dall’Europa all’utilizzo dei fondi strutturali per finanziare nuovi inceneritori e nuove discariche, ovvero la parte finale del ciclo indifferenziato dei rifiuti. La notizia era nell’aria da tempo ma ora c’è l’ufficialità: dopo un ampio confronto sono stati approvati i testi finali sui criteri di impiego del Just Transition Fund (Jtf) e dei nuovi criteri per i fondi regionali del Cohesion Fund. Un risultato epocale, che sarà applicato al periodo 2021-2027 e riguarderà tutti gli Stati membri, con particolare attenzione alle comunità meno sviluppate.

D’ora in poi si finanziano le vere priorità

“A ciò si è giunti dopo la cosiddetta trilaterazione – commenta Enzo Favoinoreferente scientifico di Zero Waste Europe – vale a dire il confronto tra le istituzioni comunitarie: Consiglio, Commissione e Parlamento. Si tratta di una decisione fondamentale perché in questo modo le istituzioni comunitarie colmano il disallineamento tra gli impegni contenuti nell’Agenda sulla Economia Circolare e sulla lotta al cambiamento climatico, da un lato, e i meccanismi di erogazione dei fondi, dall’altro, dato che questi ultimi invece continuavano a dare priorità a combustibili fossili e gestione lineare dei rifiuti. Vale la pena poi far notare che siamo di fronte a un notevole impegno di spesa. Fino a qualche anno fa i Fondi regionali, impiegati per le aree più arretrate e spesso anche per le regioni del Sud Italia, andavano soprattutto ai gradini più bassi della gerarchia dei rifiuti, ovvero discariche e inceneritori, rendendoli irragionevolmente convenienti. Ora invece sul capitolo rifiuti i fondi andranno ai livelli superiori della gerarchia, inclusi non solo riciclo e  compostaggio, ma anche azioni intese a riduzione e riuso”.

Per l’Italia 937 milioni 

Va ancora meglio col più noto Just Transition Fund, il Fondo nato nell’ambito del Meccanismo per la transizione equa per aiutare le regioni più povere dell’UE a muoversi verso un’economia a emissioni zero, attraverso una progressiva riduzione del consumo di combustibili fossili e il passaggio a tecnologie meno inquinanti in tutti i settori. Per il periodo 2021-2027 l’Italia potrebbe contare su 937 milioni di euro dal Just Transition Fund. Questo fondo stanzia 7,5 miliardi di euro e per ogni euro destinato a uno Stato ci si aspetta che sia integrato con una cifra tra gli 1,3 e i 3 euro derivanti dai fondi regionali per la coesione.

“Tutte le attività sostenute dovrebbero essere portate avanti nel pieno rispetto delle priorità climatiche e ambientali dell’Unione – si legge nel testo relativo al Jtf – L’elenco degli investimenti dovrebbe includere quelli che supportano le economie locali e sono sostenibili a lungo termine, tenendo conto di tutti gli obiettivi del Green Deal. I progetti finanziati dovrebbero contribuire a una transizione verso un’economia climaticamente neutra e circolare, comprese misure volte ad aumentare l’efficienza delle risorse. Tuttavia, le attività incluse nella gerarchia inferiore dell’economia circolare, come l’incenerimento dei rifiuti, non devono essere incluse”.

Sostegno alla transizione

“Per i settori in declino – si legge ancora nel documento – come la produzione di energia basata su carbone, lignite, torba e scisti bituminosi o attività di estrazione di questi combustibili fossili solidi, il sostegno dovrebbe essere collegato alla graduale eliminazione dell’attività e alla corrispondente riduzione del livello di occupazione. Per quanto riguarda i settori in trasformazione con elevati livelli di emissioni di gas a effetto serra, il sostegno dovrebbe promuovere nuove attività attraverso la diffusione di nuove tecnologie, nuovi processi o prodotti, portando a una significativa riduzione delle emissioni, in linea con gli obiettivi climatici dell’UE per il 2030 e la neutralità climatica dell’UE entro il 2050″.

Fonte: Economia Circolare