RASSEGNA STAMPA – Vertice sulle strategie per aumentare la raccolta differenziata

Un incontro per definire quali strategie adottare per lo smaltimento dei rifiuti, in modo da potenziare ulteriormente la raccolta differenziata e avvicinarsi sempre più all’obiettivo “rifiuti zero”.

Con questi scopi il 20 novembre 2012 in municipio si è tenuta una riunione, a cui hanno preso parte il sindaco Federico Vantini, Gianni Moratello e Loriano Tomelleri (rispettivamente, amministratore delegato e direttore generale della partecipata Sgl Multiservizi), Ezio Orzes, assessore all’ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi e due rappresentanti di Esper (Ente di studio per la pianificazione ecosostenibile dei rifiuti), ovvero l’amministratore delegato Attilio Tornavacca e il consulente Sergio Capelli.

L’amministrazione comunale, recentemente, ha preso contatti con Esper, autorevole ente di ricerca nato nel 2005 e specializzato nella programmazione eco-efficiente della gestione delle risorse, in particolare dei rifiuti e dell’energia. I professionisti di Esper lavorano da anni nel campo della progettazione dei servizi della raccolta differenziata integrata e delle iniziative di prevenzione dei rifiuti.

«Come promesso in uno degli ultimi consigli comunali, ci stiamo attivando per iniziare una progettazione concreta, per aumentare il livello di raccolta differenziata sul territorio – riferisce il sindaco Federico Vantini –. In particolare, intendiamo verificare la possibilità di introdurre nel sistema di tassazione dei rifiuti la tariffa puntuale: questa permetterebbe ad ogni singolo utente di pagare per l’effettiva quantità di rifiuti prodotta e non, come ora, in base alla superficie dei locali (una delle voci su cui è calcolata la Tarsu). Nei prossimi giorni incaricheremo ufficialmente Esper perché sia fatto uno studio completo sul potenziamento dello smaltimento dei rifiuti nel nostro Comune: questo ci consentirà di proseguire nella direzione dei “rifiuti zero”, valutando i sistemi più efficaci per raggiungere l’obiettivo – conclude il primo cittadino –. Contiamo di avere i risultati dello studio per la metà del 2013».

Nella foto, da sinistra: Loriano Tomelleri, Gianni Moratello, Federico Vantini, Ezio Orzes, Sergio Capelli e Attilio Tornavacca.

Fonte: 37057

RASSEGNA STAMPA – Raccolta rifiuti a Petrosino: mezzi, modalità e costi del nuovo Piano.

Il sindaco Giacalone: “Entro la prima metà del 2015 l’avvio”

Un servizio più efficiente e la conseguente riduzione dei costi. E’ quanto ambito dall’amministrazione comunale di Petrosino per mezzo del nuovo Piano d’Intervento del Servizio di Igiene Urbana che, già precedentemente approvato dalla Regione Sicilia, lo scorso 16 ottobre ha avuto esito positivo anche dal Consiglio comunale, che ha detto sì allo stanziamento della relativa spesa in bilancio.
“Per noi, si tratta di una rivoluzione straordinaria”- ha dichiarato il Sindaco Gaspare Giacalone. “Il Comune di Petrosino è il primo dei comuni dell’ex Belice Ambiente- aggiunge l’Assessore Luca Badalucco- ad aver approvato un piano d’intervento di gestione raccolta rifiuti. Questo ci pone in una posizione privilegiata rispetto alle scelte che la nuova Srr farà in merito alla gestione delle operazioni di conferimento dei rifiuti raccolti nei comuni dell’ex Ato Tp2”.
Petrosino, effettivamente, è stato il primo tra i comuni del trapanese, a recepire la nuova legge regionale sulla gestione integrata dei rifiuti- la n°3 del 9 gennaio 2013, che modifica la n°9 dell’8 aprile 2010- che, abolendo gli Ambiti Territoriali Ottimali (Ato) e istituendo gli Ambiti di Raccolta Ottimale (Aro, costituiti dai comuni, in forma singola o associata), abilita i Comuni a gestire la raccolta rifiuti autonomamente. Mentre alle nuove Srr (Società per la regolamentazione del servizio rifiuti) sono affidati il coordinamento dell’azione degli Aro che ne fanno parte e le decisioni riguardanti i centri di conferimento dei rifiuti.
Il piano d’intervento del comune, affidato all’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti (ESPER)- con, in prima linea, il famoso esperto Ezio Orzes, assessore del comune di Ponte delle Alpi, riconosciuto più volte il 1° comune d’Italia tra i Ricicloni- prevede, tra le altre cose, nuovi mezzi di raccolta, cassonetti e sacchetti con chip elettronico, per identificare tipologia rifiuto e relativo peso depositato, ed una campagna di comunicazione ad hoc per informare i cittadini sulle nuove modalità di gestione della raccolta rifiuti. “Condividiamo a pieno l’approccio formativo e collaborativo, e non repressivo- spiega il sindaco Giacalone- previsto nel progetto: non andremo a punire chi non fa la raccolta differenziata, ma piuttosto a premiare chi la fa. Ci saranno premi settimanali per chi differenzia di più”.
“L’obiettivo- aggiunge l’assessore Badalucco- è raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il secondo anno dall’avvio del nuovo sistema”. Attualmente, la percentuale di raccolta differenziata a Petrosino si attesta al di sotto del 20%.
Il piano ha una durata di 7 anni. “Si tratta di un investimento- puntualizza il sindaco di Petrosino- che prevediamo di ammortizzare entro questi tempi”.
Ad occuparsi del nuovo servizio di raccolta sarà il soggetto che si aggiudicherà la relativa gara d’appalto, il cui importo a base d’asta sarà di 1.378.267 € oltre Iva al 10%. “Contiamo di inserire il nuovo bando in calendario entro i prossimi dieci giorni- dichiara Giacalone-, e di espletare la gara entro i prossimi quattro mesi. L’obiettivo è che il nuovo servizio venga avviato entro la prima metà del 2015”. Sia il sindaco che Badalucco ci tengono inoltre a precisare che gli attuali 16 operatori ecologici che lavorano nel territorio resteranno in servizio. “Se poi la nuova ditta reputerà di aver bisogno di altro personale- dice l’assessore Badalucco- valuterà l’assunzione di nuovi dipendenti, fermo restando il posto di quelli attuali”.
Nel piano d’intervento redatto da Orzes, è poi previsto un Ecocentro. “Che non è un’isola ecologica- dice il sindaco Giacalone- ma molto di più. In questo spazio ecologico, infatti, ci sarà uno spazio apposito per qualsiasi tipo di materiale e rifiuto, dai vestiti a quelli ingombranti, come mobili e televisori”. Si prospetta dunque un’area abbastanza grande che l’amministrazione comunale di Petrosino ha già individuato nella zona dello Stadio. La spesa per la realizzazione di questa area attrezzata non è però prevista all’interno dell’importo della gara su citata. “L’obiettivo è quello di accedere ai finanziamenti regionali- afferma Giacalone-, se non dovessimo riuscirci, troveremo una soluzione per ammortizzare anche questa spesa”.
Intanto, mentre il comune di Petrosino sembrerebbe già proiettato verso il nuovo sistema regionale di gestione rifiuti, tanti sono i dubbi e le perplessità che ruotano attorno alla costituzione di Srr e Aro al posto degli ex Ato, per molti solo un cambio di denominazioni. Di diverso avviso il sindaco Giacalone: “Sebbene la nuova Srr Tp2 sia costituita da quasi tutte le istituzioni che facevano parte dell’ex Ato Belice Ambiente, tranne la provincia ovviamente, in realtà Ato e Srr sono due soggetti che non hanno nulla a che vedere. Mentre l’Ato Belice Ambiente aveva infatti in suo potere non solo la gestione della raccolta rifiuti e del conferimento in discarica, ma persino quella degli appalti e della bollettazione (che, solo dopo la scoperta della truffa sulla bollettazione falsa, venne affidata ai comuni), la nuova Srr ha il compito esclusivo di coordinamento degli Aro nelle operazioni di conferimento dei rifiuti”.

Fonte: Marsala Oggi

RASSEGNA STAMPA – Presentato il bando Aro per gestire la raccolta rifiuti nei prossimi nove anni

Ieri mattina nel Comune capofila di Modugno. Depalma: «La vera sfida spetta ai cittadini. La tassa si abbatterà facendo bene la differenziata»

Si è svolta ieri mattina la conferenza stampa di presentazione del bando dell’Aro, l’Ambito di raccolta ottimale, ente nato nel 2012 per gestire la questione dei rifiuti nei sette paesi costituenti, ovvero Modugno, Bitetto, Palo, Binetto, Bitritto, Sannicandro e Giovinazzo. Erano presenti all’incontro, nella sala del comando di Polizia Municipale del Comune capofila di Modugno, i commissari prefettizi e i Sindaci coinvolti, oltre ai tecnici dottor Tornavacca e avvocato Ingravalle della ditta Espert e la responsabile del procedimento dottoressa Magrone.

Il bando consentirà di affidare il servizio di raccolta all’azienda vincitrice per i prossimi nove anni. La scadenza per la consegna delle offerte è il 16 dicembre e l’apertura delle buste avverrà immediatamente dopo, il 18. Un bando definito “verde”, perché seguirà strategie e pratiche ecosostenibili: «Si punta al rifiuto zero», ha affermato Tornavacca, dicendo anche che si prevedono «premialità e penalità molto rigide». Le prime «anche nei confronti degli operatori ecologici, che se faranno un ottimo lavoro e quindi aiuteranno l’azienda a raggiungere gli obiettivi, si vedranno accreditati direttamente sul loro stipendio la premialità. L’appalto inoltre segue l’approccio inclusivo, perché permette alle cooperative sociali di far parte del progetto, a supporto quindi delle politiche di inclusione sociale. Per Giovinazzo, ha collaborato al progetto anche l’ingegner Carrieri.

Certo non è tutto rose e fiori. La stima emersa prevede che per il primo anno i costi per i cittadini siano maggiori rispetto ai precedenti, ma si spera in un’offerta al ribasso che possa compensarli; si tratta però di un’ipotesi tutta da verificare al momento dell’apertura delle buste.

Nel suo intervento il sindaco Depalma sprona tutti a fare del proprio meglio: «Giovinazzo è l’unico Comune con la costa e la sfida è stata quella di trovare accordi con paesi aventi peculiarità differenti. Ma la vera sfida spetta ai cittadini, in base a come raccoglieranno: la tassa sui rifiuti non si abbatterà gettando rifiuti altrove, ma facendo bene quello che a loro viene chiesto (la raccolta differenziata, ndr). Ad oggi ci ritroviamo costi esagerati per servizi inefficienti. Con questo bando non solo miglioreremo il servizio, ma ci proietteremo al futuro. Per raggiungere gli obiettivi, però, è necessario fare squadra. Chiediamo quindi collaborazione da parte dei cittadini. Obiettivo, infatti, è quello di avere un servizio migliore ad un costo minore». Il Primo Cittadino si è rivolto anche noi della stampa affinché si attivi una vera e propria campagna mediatica di sensibilizzazione e di informazione sull’importanza della raccolta differenziata, che comunque, nelle nuove modalità, «non partirà prima della metà del prossimo anno.

In merito alla nostra discarica – ha poi aggiunto -, devo dire che è in fase di esaurimento e abbiamo poche volumetrie ancora perché Giovinazzo è l’unica discarica del territorio», mentre riguardo i Centri Comunali di Raccolta, i cosiddetti CCR, ha detto che «per funzionare devono essere collocati all’interno del paese. Noi ci stiamo attrezzando, ma i cittadini non li vogliono». Ma, ha concluso, «meglio avere un CCR sotto casa che rifiuti sparsi ovunque».

Fonte: GiovinazzoLive

RASSEGNA STAMPA – Piano Aro Ba/2, “la sfida delle sfide”

Si punta a rifiuti zero. Presentato il bando per la raccolta rifiuti. Consegna delle offerte entro il 16 dicembre, ma il servizio non partirà prima di metà 2015

«E’ la sfida delle sfide, la svolta culturale, il cambio epocale». Così è stato presentato il nuovo bando Aro Bari 2, alla conferenza stampa che si è tenuta ieri nella sala del comando di Polizia municipale di Modugno, alla quale hanno preso parola i commissari prefettizi di Modugno e Bitetto, i sindaci di Palo, Binetto, Bitritto, Sannicandro e Giovinazzo, il dottor Tornavacca, che si è occupato dell’aspetto tecnico del piano, e l’avvocato Ingravalle, che ha curato l’aspetto giuridico legale (tecnici della ditta partner Esper) e la responsabile del procedimento, la dottoressa Magrone, che ha curato la parte istruttoria.

L’Ambito di raccolta ottimale, costituitosi nel 2012, vede Modugno comune capofila tra i 7 comuni aderenti. Il servizio di raccolta rifiuti sarà affidato ad un’azienda che lo gestirà per 9 anni. Il termine ultimo per la consegna delle offerte è il 16 dicembre e l’apertura delle buste è prevista per il 18. Ma il servizio non partirà prima della seconda metà del prossimo anno.

«Non è facile unire attorno ad uno stesso tavolo, 7 comuni di forze politiche differenti – ha commentato il sindaco Domenico Conte – ma ciò rappresenta un cambio epocale perché è il secondo bando “verde” in Italia». “Verde”, perché sarà a passo con la tecnologia ecoambientale. Diversamente da quanto è emerso nell’ultimo consiglio comunale di Palo, nel corso del quale è stata criticata la scarsa aderenza del bando alle esigenze del territorio, per costi e mancate migliorie, il sindaco Conte dichiara che «il bando tiene conto delle nostre peculiarità e calza a pennello. Grazie alla tariffa puntuale, ogni cittadino pagherà in base a quello che produce e quanto riesce a differenziare».

Dalle stime, però, una cosa emerge chiaramente: per il primo anno, i cittadini registreranno un aumento dei costi rispetto al 2013, dovuto proprio al passaggio alla raccolta porta a porta. Secondo la previsione elaborata da Tornavacca, però, l’incremento dei prezzi potrebbe essere ammortizzato dal ribasso d’asta nell’affidamento dell’appalto. Inoltre, «Il bando prevede premialità e penalità». A parte anche i costi del servizio di deratizzazione, disinfestazione e disinfezione.

Parere favorevole anche del sindaco di Giovinazzo (unico Comune dell’Aro avente la costa), Tommaso De Palma: «La tassa sui rifiuti non si abbatterà gettando rifiuti altrove, ma facendo bene la raccolta differenziata. Ad oggi ci ritroviamo costi esagerati per servizi inefficienti. Con questo bando non solo miglioreremo il servizio, ma ci proietteremo al futuro. Obiettivo, infatti, è quello di avere un servizio migliore ad un costo minore». Il primo cittadino ha poi spiegato che la discarica di Giovinazzo è in esaurimento, per cui i Comuni saranno costretti a conferire altrove i rifiuti. «Con un aggravio dei costi di trasporto», ha aggiunto Conte.

Problema che sarà presto risolto, secondo Tornavacca, perché si mira alla strategia dei rifiuti zero, e presto saranno attrezzati i Centri Comunali di Raccolta e i Centri di Riuso. Vera innovazione del bando, perché molti materiali che prima venivano gettati, con i centri di riuso potranno avere nuova vita.

Al via anche campagne di informazione e sensibilizzazione per educare il cittadino alla corretta pratica della differenziata. Il messaggio sarà chiaro: il rifiuto è risorsa.

fonte: PaloLive

RASSEGNA STAMPA – In Puglia sette Comuni puntano a “rifiuti zero”

«È una svolta epocale. È il secondo bando di gara “verde” in Italia. Spariranno i cassonetti e verranno distribuite pattumelle con codice a barre»

Dopo la notizia circa l’Aro Bari 2 che ha pubblicato la gara per il servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari, stamattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della suddetta gara presso il Comando di Polizia Municipale di Modugno. Sono intervenuti il Commissario Straordinario del Comune di Modugno Mario Ruffo, in qualità di Presidente dell’Aro Bari/2, e i Sindaci dei sette Comuni aderenti. Sindaci delle città di Modugno, Bitetto, Binetto, Palo del Colle, Giovinazzo, Sannicandro e Bitritto. Il Responsabile Unico del Procedimento Maria Magrone ed i tecnici incaricati della progettazione Attilio Tornavacca e Massimo Ingravalle hanno illustrato tecnicamente tutto l’apparato.
Maria Magrone ha presentato tutto l’iter partendo «dal 2012 con l’assessore Di Ciaula (amministrazione Gatti) che fece una lettera d’intenti. Con quell’atto si costituirono i sette comuni. L’atto vero e proprio di costituzione fu fatto, però, l’8 marzo del 2013. Successivamente l’amministrazione Magrone portò avanti il tutto. Ringrazio davvero tutti gli attori protagonisti. Il termine ultimo per l’apertura delle buste è il 18 dicembre prossimo».
Per Conte, sindaco di Palo del colle, «è una svolta epocale. È il secondo bando di gara “verde” in Italia. Spariranno i cassonetti e verranno distribuite pattumelle con codice a barre».
Sulla stesa lunghezza d’onda De Palma, sindaco di Giovinazzo, per il quale «la sfida è ragionare come comunità. Tutti dobbiamo collaborare, specialmente i cittadini».
Per Novielli, sindaco di Sannicandro «non è stato per nulla facile il tutto. Quello che abbiamo iniziato è un percorso importante».
Giulitto, sindaco di Bitritto, pensa che «i veri ringraziamenti vadano fatti al mio predecessore, io sono arrivato solo alla fine. Spero ci sia un miglioramento per tutta la cittadinanza».
Grande attenzione è stata riservata a Tornavacca che ha spiegato più nei dettagli l’intera vicenda. «Esper, la nostra società, è improntata su un grande codice etico. Tutte le gare predisposte da Esper non hanno mai ricevuto contraccolpi. È una gara con principi di premialità e penalità molto severi. Tutte le amministrazioni hanno anche aderito alla strategia “Rifiuti Zero”. A livello nazionale sono 313 le società che potranno partecipare al bando, 30 in Puglia. L’obiettivo sarà quello del 60% di raccolta differenziata il primo anno e del 70% il secondo e così via».
L’avvocato Ingravalle avrà invece un compito «arduo. Lavorerò io, adesso. Ci potrebbero essere molti ricorsi anche se il nostro è un bando “coraggioso”».
Alla fine spazio alle domande dei giornalisti presenti. A cui ha risposto Tornavalle specificando che «sì, ci saranno dei piccoli aumenti per i cittadini ma il primo anno sarà di transizione. Indispensabili saranno i centri di raccolta come quelli di Binetto, Modugno e Bitritto. Gli altri si doteranno di altri bandi messi a disposizione della Regione. I centri di riuso, poi, andranno ad aggiungersi a quelli di raccolta. Entro metà anno 2015 dovrebbe essere avviato il tutto».
A chi gli chiedeva se la discarica di Giovinazzo, ormai stracolma, possa far avviare progetti di inceneritori Tornavacca è stato lapidario: «spero di no. Gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) si occupano dell’impiantistica, non noi. L’Ato è un ente sovra ordinario a noi. Se riusciremo ad arrivare all’obiettivo del 65% di differenziata credo proprio che di inceneritori non si potrà mai parlare. Saranno decisivi i cittadini». E De Palma, ironizzando sulla sindrome Nimbi, ha dichiarato: «se tra un inceneritore sotto casa e una discarica mi dicessero cosa scegliere direi sicuramente il primo. Paradossalmente i fumi posso controllarli. In discarica, nel sottosuolo, non si sa mai cosa ci entra».

Fonte: Villaggio Globale

M5S: accolta dal Governo la proposta per la tariffazione puntuale

“Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto una piccola vittoria al Senato che se seguito dai fatti si trasformerà in una piccola rivoluzione ambientale ed economica”.

Così esprimono la soddisfazione per l’accoglimento dell’emendamento proposto i senatori del Movimento.
Nella discussione del decreto IMU, al Senato era stato presentato un emendamento che prevedeva che la commisurazione della tariffa rifiuti fosse calcolata esclusivamente sulla base delle quantità e qualità dei materiali post consumo prodotti.

Nella discussione del decreto IMU, al Senato era stato presentato un emendamento che prevedeva che la commisurazione della tariffa rifiuti fosse calcolata esclusivamente sulla base delle quantità e qualità dei materiali post consumo prodotti.

“Ora – affermano i senatori Cinque Stelle – la palla passa in mano al governo!

Di seguito il comunicato ufficiale, consultabile a questo indirizzo

Se son rose fioriranno. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto una piccola vittoria al Senato. Nella discussione del decreto IMU, al Senato era stato presentato un emendamento che prevedeva che la commisurazione della tariffa rifiuti fosse calcolata esclusivamente sulla base delle quantità e qualità dei materiali post consumo prodotti. Il tutto in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti. Più ricicli meno paghi. Il percorso verso la tariffa puntuale già attuata in tantissimi Comuni italiani dove è in vigore la raccolta differenziata porta a porta.

Il Governo si è detto favorevole all’emendamento e lo ha fatto proprio, “impegnandosi a rivedere l’imposta sui rifiuti al fine di riportarla ad una tariffa sulla effettiva produzione”.

Ora la palla passa al Governo. Il Movimento 5 Stelle vigilerà che quanto promesso ed accolto in Aula da parte dell’esecutivo diventi realtà. Non bastano gli impegni e le promesse. Serve andare verso la tariffa puntuale dei rifiuti. Con i fatti.

Legambiente: chi produce meno rifiuti deve pagare meno!

Continua la campagna di Legambiente a favore della tariffazione puntuale. Alla raccolta firme ormai in atto da alcune settimane, fanno eco le prese di posizione pubbliche

Questo l’ultimo comunicato stampa dell’Associazione Ambientalista, che potete trovare seguendo questo link

Tarsu, Tares, Trise, Tari: cambiano le parole ma non la sostanza. Legambiente: “Basta con i giochi di parole. Chi produce meno rifiuti deve pagare meno”

“Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare”. Questo è l’unico principio su cui deve basarsi la tariffazione sui rifiuti. Che si chiami Tares o Trise oppure Tari, non è possibile che questa vada ad aggravare il peso fiscale sugli italiani in maniera illogica e ingiusta”.

Così Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, ha commentato la notizia, diffusa oggi dalle agenzie, di possibili ulteriori aumenti delle tasse sulla casa attraverso la legge di stabilità.

Chi produce meno rifiuti dovrebbe essere premiato, mentre la nuova tassa sui rifiuti Tari, forse più della precedente Tares, rischia, al contrario, di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani in maniera ingiusta. Per questo, sul sito di Legambiente, continua la raccolta firme della petizione popolare Italia rifiuti free, indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta e ai ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando e dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, per chiedere al governo di rivedere questo tributo in maniera tale da rispettare il principio europeo del “chi inquina paga”, calcolandolo solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati e consentendo così alle utenze più virtuose di pagare di meno, come richiesto recentemente anche dalle associazioni di categoria Federambiente e Fise – Assoambiente.

Oggi infatti, è possibile affrontare in concreto la sfida della riduzione, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando una equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi. Solo in questo modo si contribuirà davvero a liberare l’Italia dal problema rifiuti, facendo entrare il nostro Paese a pieno titolo in quella “società europea del riciclaggio” alla base nella nuova direttiva europea.

La gestione dei rifiuti in Italia sta vivendo una fase di grande evoluzione. Sono oltre 1300 i Comuni che in tutto il Paese superano l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata, si stanno diffondendo le buone pratiche locali per la riduzione degli imballaggi inutili, sono sempre più numerosi gli impianti di riciclaggio che costituiscono l’ossatura portante della green economy dei rifiuti. Ma ci sono ancora tanti problemi irrisolti: continuiamo a produrre troppi rifiuti e a smaltirne quasi la metà nelle inquinanti discariche. In più di settemila Comuni italiani l’ammontare della tassa non è determinato secondo la quantità di rifiuti prodotti, mentre solo alcune centinaia di enti locali fanno pagare in base alle quantità effettivamente prodotte grazie alla tariffazione puntuale.

E’ ancora possibile firmare la petizione al link www.legambiente.it/italiarifiutifree/petizione.

Trento e l’applicazione della tariffa puntuale

Esper collabora da anni con l’amministrazione trentina. Inizialmente per progettare e introdurre la raccolta domiciliare e alcune pratiche volte alla riduzione; in tempi più recenti per supportare l’amministrazione nella fase di individuazione delle modalità organizzative più corrette per l’adozione della tariffazione puntuale su tutto il territorio comunale.

L’Assessore Michelangelo Marchesi illustra i risultati ottenuti e le difficoltà affrontate

Dal primo gennaio 2013 il Comune, con il supporto tecnico della ESPER, è passato a tariffazione puntuale. Come è cambiato il servizio per l’introduzione della tariffazione puntuale?
Fondamentalmente il servizio non ha registrato cambiamenti significativi. O meglio, il cambiamento è stato antecedente al passaggio a Tariffazione puntuale: a partire dal mese di novembre 2012 anche nella zona a traffico limitato del Centro storico la raccolta dei rifiuti si effettua col sistema porta a porta con qualche adattamento richiesto dalle caratteristiche di questa zona (vie strette, pochi spazi interni agli edifici, notevole transito, pregio architettonico, presenza di molte attività e di turisti…). Sono stati pertanto eliminati dalla pubblica via tutti i cassonetti finora presenti. Le utenze domestiche sono dotate di contenitori personali per raccogliere: organico, vetro, imballaggi leggeri, carta e residuo.
Per le utenze domestiche i rifiuti differenziati in casa devono essere conferiti nei contenitori condominiali (presenti dove esiste sufficiente spazio interno) o portati nelle isole ecologiche (in parte interrate) appositamente realizzate. In questo caso si verrà dotati di apposita tessera di riconoscimento. Nel resto della città sono previste solo dotazioni individuali o condominiali.
Per le utenze non domestiche le modalità di raccolta differiscono a seconda che siano collocate fronte strada o piuttosto ai piani superiori dell’edificio.
A partire dal 1 gennaio 2013 si è passati alla tariffazione puntuale.  Pertanto  tutte le utenze condominiali devono obbligatoriamente utilizzare i nuovi sacchi verdi. Tali sacchi, una volta riempiti, dovranno essere portati nel contenitore posto all’interno degli spazi dell’edificio (dove presente) o presso le isole ecologiche, utilizzando come di consueto la tessera in dotazione. Le utenze domestiche non condominiali e quelle non domestiche utilizzano invece contenitori dotati di transponder (da 120l. in su). A ciascuna utenza è attribuita una quantità minima di litri di conferimento annuo di residuo. I quantitativi eccedenti verranno conteggiati in fattura per le utenze non condominiali o non domestiche sulla base del numero di svuotamenti ulteriori o andranno conferite in sacchi verdi prepagati (utenze condominiali).

Cominciamo dalla fine: quali sono i risultati raggiunti con la tariffazione puntuale? Quanto è aumentata la raccolta differenziata?
Abbiamo rilevato dei cambiamenti sensibili.
Mettendo a confronto periodi confrontabili (gennaio-settembre 2012 e gennaio-settembre 2013), abbiamo registrato un aumento della percentuale di raccolta differenziata. La media sui nove mesi è passata da un 67,28% ad un 74,21%, (con punte fino al 78%) con un aumento medio di 7 punti percentuali.
Ma il dato più interessante è che si è registrata una forte contrazione della produzione di rifiuti. Sono stati conferite infatti 4000 tonnellate di residuo in meno, pari ad una contrazione percentuale del 29,8%.
In termini generali la contrazione dei rifiuti è stata del 7,7%

Come è cambiata la qualità del materiale raccolto?
Non abbiamo rilevato nessun cambiamento significativo per carta e organico, sempre di ottima qualità.
Per quel che riguarda gli imballaggi leggeri si è verificata una leggera flessione, ma assolutamente i termini sono irrilevanti, nell’ordine di pochi punti percentuali. Fondamentalmente possiamo dire che nemmeno per gli imballaggi leggeri abbiamo assistito a cambiamenti significativi.
Non ritengo infatti che le oscillazioni della percentuale del rifiuto siano conseguenza della TARES, ma della solita difficoltà di percepire la differenza tra plastiche e imballaggi….

Quanto sono diminuite le esposizioni del secco residuo?
Abbiamo registrato una flessione delle esposizioni. Ovvero i cittadini, differenziando meglio e di più grazie alla “spinta” della tariffazione puntuale non espongono i propri contenitori o sacchi tutte le volte in cui avrebbero diritto di farlo. Ma per avere dati ufficiali su questo punto dobbiamo aspettare la conclusione dell’esercizio 2013.

Quali i costi per implementare il sistema per il conteggio delle esposizioni e per la fatturazione?
Il nostro sistema di raccolta era stato predisposto a tali attività fin dalla sua costruzione. Ragion per la quale non abbiamo dovuto sostenere ulteriori costi per il passaggio a tariffazione puntuale

Quali i risparmi registrati e quali quelli preventivati?
Per poter quantificare in maniera realistica i risparmi dobbiamo attendere la chiusura dell’anno. Abbiamo già registrato la riduzione di alcuni giri di raccolta.
Di sicuro l’abbattimento della quota del residuo rappresenterà un risparmio sensibile sullo smaltimento.
Anche la maggiore differenziazione porterà maggiori guadagni. Nel primo semestre del  i ricavi dalla vendita dei rifiuti riciclabili, vetro, imballaggi leggeri, carta e cartone, metalli e batteri, olio vegetale, fino agli abiti usati, superano i 930mila euro. Un valore da cui sono già stati dedotti i costi per il trasporto dei rifiuti differenziati nei diversi centri di lavorazione. I costi di selezione e trattamento, invece, si attestano a 425mila euro.

Sono aumentati gli abbandoni di rifiuti?
Apparentemente abbiamo registrato un aumento degli abbandoni. O meglio, gli abbandoni oggi hanno una maggiore visibilità. A livello quantitativo il dato non è assolutamente rilevante in termini di peso. Stiamo parlando di un fenomeno che ha una visibilità, ma numericamente e percentualmente non è significativo. Abbiamo potenziato l’attività di sensibilizzazione e di controllo.

Come ha reagito la cittadinanza a questo cambiamento?
Direi che la reazione è stata assolutamente positiva.
Ci sono stati un po’ di problemi iniziali per far passare l’utilizzo dei sacchetti conformi, ma si tratta più che altro di problemi comunicativi, che non di comportamenti negativi, almeno per la grande maggioranza della popolazione.
Certo chi si comportava non correttamente prima, continua a farlo anche oggi. C’è di buono che i comportamenti non conformi sono oggi più visibili.

Perché tutti i luoghi comuni sui rifiuti sono falsi

Il collega Simone Larini ha recentemente pubblicato un interessante Ebook dal titolo “Perché tutti i luoghi comuni sui rifiuti sono falsi” con la prefazione a cura del nostro Direttore Attilio Tornavacca di cui si può scaricare un estratto  a questo link
L’ebook spiega, con taglio divulgativo ma anche rigoroso metodo scientifico, perché i 17 più noti luoghi comuni sui rifiuti sono tutti falsi. L’autore usa la sua ventennale esperienza di lavoro in alcune delle esperienze più avanzate di gestione dei rifiuti per dimostrare l’infondatezza di dicerie come “tanto poi mettono tutto insieme” o “i termovalorizzatori non inquinano” o “la gente non partecipa alla raccolta differenziata”. Si consiglia vivamente la lettura anche perché attualmente il costo promozionale dell’ebook è di soli 2,99 euro presso il sito www.lulu.com

Quante volte abbiamo incontrato persone che esprimevano dubbi sulla raccolta differenziata, in quanto davano credito a certe voci ricorrenti, come “tanto poi mettono tutto insieme” o “ma la gente mica partecipa alla differenziata”. A queste voci e a molti altri dubbi sul tema rifiuti viene adesso fornita una risposta definitiva dall’ebook di Simone Larini “Perché tutti i luoghi comuni sui rifiuti sono falsi”, in vendita su Amazon in sola versione di download digitale. Il libro smentisce con taglio divulgativo i 16 più noti luoghi comuni sui rifiuti, spiegando i motivi per cui si sono tutti privi di fondamento, con dimostrazioni di dettaglio e rigoroso metodo scientifico.

Questa paziente opera di smentita delle principali dicerie in materia di rifiuti è il frutto della ventennale esperienza di lavoro dell’autore come esperto di gestione dei rifiuti. Simone Larini ha infatti lavorato in alcune delle esperienze più avanzate del nostro paese: ad esempio a metà degli anni ’90 è stato coautore del piano rifiuti della Provincia di Treviso, territorio che attualmente rappresenta un modello di eccellenza a livello mondiale proprio nella gestione intelligente ed efficiente della “risorsa rifiuti”.

L’ebook di Larini sviluppa e approfondisce i contenuti del sito inforifiuti.com, dal lui creato nel 2009 e che in questi anni si è conquistato una buona fama di “voce fuori dal coro” tra ambientalisti ed attivisti anti-incenerimento. Tuttavia, l’autore – che tra le esperienze di lavoro vanta anche la collaborazione al piano rifiuti che dette il via al famoso impianto di incenerimento di Brescia – ha il merito di affrontare ogni tematica senza preconcetti, mettendo da parte qualsiasi pregiudizio ideologico in merito a metodologie e tecnologie di trattamento. Larini smonta sia gli argomenti più usati dai filo-inceneritoristi, sia alcuni cavalli da battaglia degli ambientalisti, come “si deve scegliere ‘da che parte stare’ tra incenerimento e RD”. E spiega come mai siano termini sbagliati e fuorvianti sia termovalorizzatore che rifiuti zero.

Il suo ebook non può essere catalogato né come libro “contro” l’incenerimento né tantomeno come “a favore” di tale tecnologia. Che l’autore, pur vantando un curriculum da perfetto “inceneritorista”, comunque considera obsoleta e costosissima, dedicando un capitolo per spiegare come mai non sia vero che “i termovalorizzatori non inquinano”.

Lo scopo del libro non è però quello di attizzare polemiche, ma semplicemente fare chiarezza su alcuni dei pregiudizi che al momento costituiscono un ostacolo alla diffusione delle buone pratiche di gestione dei rifiuti nel nostro paese. Oltre a dimostrare perché non è vero “che mettono tutto insieme” o che “la gente non partecipa”, il libro fornisce molti esempi e spiegazioni del motivo per cui in Italia la gente partecipa con convinzione alle iniziative di recupero di rifiuti ben progettate. E, smentendo la diceria che “fare la differenziata aumenta i costi”, fa capire i meccanismi per cui una RD ben concepita invece diminuisce gli importi delle tariffe, per poi chiarire perché sono infondati i timori legati all’introduzione di tariffe che fanno pagare maggiormente chi produce più rifiuti rispetto a chi riduce e differenzia correttamente. Larini mostra come la soluzione del problema rifiuti passi per le buone pratiche e la RD, senza altre scorciatoie. Nel suo libro elenca tutti i motivi per cui neanche in un futuro lontano sarà possibile azzerare completamente la produzione di rifiuti. E spiega perché non è giusto considerare “più avanti di noi” i paesi del nord Europa che bruciano i nostri rifiuti, dimostrando come la “fame di rifiuti” sia invece una sconfitta, più che un progresso.

Anche il caso dell’impianto di incenerimento di Vienna, esposto in maniera dettagliata ed aggiornata, fornisce lo spunto per riflessioni di ordine strategico. Il vecchio impianto di Spittelau è sì ancora attivo ed effettivamente situato all’interno della città (è non è il solo), ma è anche vero che l’Austria è il paese europeo con il più alto tasso di RD e in cui si destina a recupero energetico una piccola frazione residuale. Non certo la “patria” dell’incenerimento, come taluni cercano di farla passare, quindi.

Per acquistare l’EBook:

http://www.lulu.com/

Al via progetto “Ostelli Zero Waste” per una gestione virtuosa dei rifiuti

Gestire in maniera più virtuosa i rifiuti negli ostelli, con l’obiettivo di realizzare buone pratiche di prevenzione. È quanto prevede un progetto chiamato “Ostelli Zero Waste” che coinvolge  Aig (Associazione Italia Alberghi per la Gioventù) e i Consorzi Nazionali per il riciclo e il recupero dei rifiuti d’imballaggio (Cial per l’alluminio, Comieco per la carta, Corepla per la plastica, Coreve per il vetro, Ricrea per l’acciaio e Rilegno per il legno).
Per raggiungere lo scopo i tecnici ambientali della Cooperativa ERICA, partner tecnico del progetto, visiteranno un campione di ostelli AIG nelle maggiori città italiane: Napoli, Milano, Bologna, Cagliari e Torino. All’interno delle strutture verranno condotte una serie di verifiche per individuare l’organizzazione dei contenitori per la raccolta dei rifiuti; analisi merceologiche dei rifiuti prodotti da uffici, mense e ospiti; interviste ai gestori e ospiti per individuare abitudini e criticità nella gestione dei rifiuti. In più verranno condotte delle sessioni di formazione a gestori e addetti degli ostelli sulle buone pratiche per la riduzione dei rifiuti e la loro corretta differenziazione.
I dati raccolti serviranno a definire le linee guida e criteri da applicare per la gestione interna dei servizi e per la comunicazione interna ed esterna. Inoltre verrà messo a punto un progetto per la riorganizzazione della gestione dei rifiuti all’interno delle strutture visitate.
L’auspicio di tutti i firmatari dell’intesa tra ostelli e consorzi possa essere esteso, in un prossimo futuro, a tutte le strutture ricettive presenti in Italia.