RASSEGNA STAMPA – Raccolta rifiuti, alla Cna di Ragusa presentato il nuovo piano d�intervento

E’ risultato molto partecipato, oltre settanta rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca, che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. “Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende”. Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. “D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni”.

Fonte: Telenova Ragusa

RASSEGNA STAMPA – Il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti a Ragusa

E’ risultato molto partecipato, oltre 70 rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca (foto), che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. «Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende».

Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. «D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni».

Fonte: Il Corriere di Ragusa

Bari, dopo dodici anni rimossi i rottami delle isole anti-ecologiche Kanguro

Le isole, ridotte da subito a dei rottami, non entrarono mai in funzione. Il fallimento della ditta titolare del brevetto che si sottrasse alla manutenzione fece il resto. Anche altre città videro lo stesso epilogo

Di: Giuseppe Miccoli

E’ proprio il caso di dirlo: questa tecnologia (con brevetto!) ha tirato un bel “bidone” alle amministrazioni comunali. Secondo la definizione tecnica, le isole Kanguro sono “isole a scomparsa con unica bocca di conferimento per tutti i materiali conferiti”. A beneficiarne quei cittadini virtuosi che avrebbero conferito la raccolta differenziata presso i totem computerizzati. Ma questa tecnologia come avrebbe dovuto funzionare ? Raggiunta la postazione kanguro e inserita una tessera personalizzata, ogni cittadino dopo aver digitato su uno schermo “Touch screen” il tipo di rifiuto da conferire, in cambio avrebbe ricevuto dei punti da convertire in carte telefoniche prepagate. Gli addetti Amiu sarebbero poi passati (puntualmente!) a svuotare gli scomparti quando gli veniva segnalato (tramite modem) l’esaurimento dello spazio a disposizione nella postazione per una delle frazioni conferibili. La realtà piuttosto ha dimostrato solo un “bidone” di tecnologia dotata di brevetto finalizzata a un vero e proprio sperpero di denaro pubblico.
Come previsto dal programma degli interventi del progetto Bari per bene nella città vecchia, oggi l’Amiu ha rimosso l’isola ecologica, ormai in disuso da diversi anni, posizionata in largo San Sabino. Sempre in giornata è stata effettuata la rimozione di altre due isole ecologiche nel quartiere Fesca, in via Tomasicchio con angolo via Leoncavallo, e nel quartiere Libertà, in piazza Disfida di Barletta. “Quello odierno – commenta l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli – è un intervento programmato nell’ambito delle attività del progetto Bari per bene a Bari vecchia. L’Amiu ha poi stabilito di procedere anche con la rimozione delle isole ecologiche presenti in altri quartieri, così come avevamo richiesto. Tanti cittadini, nel corso di questi mesi, ci hanno chiesto di eliminarle perché, oltre ad essere inutilizzate, rischiavano di creare un rischio di carattere igienico-sanitario”.
Nel 2002 l’AMIU Bari acquistò un gran quantitativo di queste attrezzature anche sulla base di una delibera regionale (n. 2088 del 2003) che stanziava circa 2 milioni di euro. A beneficiarne, per come era stata costruita la determina, furono soprattutto i grandi centri urbani. Bari spese circa 1 milione e 100.000 mila euro (di questi circa 700.000 euro, erano fondi derivanti dalla Legge Ecotassa). Furono installate circa 25 isole (pseudo)-ecologiche delle quali 10 fuoriterra e 15 interrate.
Bari, comunque non fu l’unico centro urbano a decretare il catastrofico fallimento delle isole interrate. Le amministrazioni di Foggia e Brindisi ne installarono una trentina. Un disastro. Anche Palermo seguì il cattivo esempio: ne installò 26 però con un’altra ditta, la Ecogest di Recanati. Altro sperpero di denaro pubblico. A fare però da battistrada furono le città del nord. Dopo Trento e Bolzano, anche a Venezia avvenne un sostanziale nulla di fatto. La Tecnocad aveva installato tre isole Kanguro a Trento nel 2001 con altrettanti risultati pessimi: erano frequenti i  guasti tecnici causati dalla complessità del sistema. L’azienda ne ebbe comunque una buona pubblicità nel sud Italia (e in Puglia in particolare) tanto da riuscire a piazzare diverse centinaia di queste attrezzature alle amministrazioni locali dell’epoca. La ditta, che era comunque responsabile delle attrezzature, quando le amministrazioni iniziarono a chiedere i danni, diede fallimento cedendo il proprio brevetto alla IMAN PACK. A quel punto alle amministrazioni, oltre alla beffa e al costo delle spese sostenute rimase il problema di non poter rimuovere i rottami. Avrebbe dovuto pagarsi la rimozione e lo smaltimento.
Il progetto del Kanguro fu presentato trionfalmente nell’ ambito della Fiera del Levante, dal precedente presidente dell’ Amiu spa, Ettore Grilli, e dall’assessore comunale all’ambiente Michele Roca. Ecco le loro dichiarazione riportate da La Repubblica di Bari. “Si vuole garantire maggiore efficienze ed economicità del servizio favorendo la tutela ambientale della città: concentrando la raccolta in zone precise. Si evita, così, di disseminare i quartieri di cassonetti di varie forme e colori. Si riduce l’impatto ambientale anche perché nel modello interrato sarà visibile soltanto il torrino esterno, mentre il modello fuori terra avrà un design particolarmente curato…». Le postazioni consentiranno inoltre di ridurre il volume dei rifiuti «in quanto le apparecchiature di raccolta sono dotate di un sistema di compattazione interna che riduce la frequenza di scarico. Il sistema delle isole ecologiche sarà telecontrollato da un centro operativo che sarà in grado di definire il livello di riempimento di ciascun cassonetto, ottimizzando così i costi del servizio”.
Anche l’Adoc l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, pur non avendo le competenze per giudicare, accolse in modo positivo l’avvento di questa tecnologia: “L’avvio delle isole ecologiche computerizzate da parte dell’AMIU di Bari sono una innovazione positiva, che l’ADOC di Puglia apprezza in particolare perché, finalmente, si avvia una concreta azione di coinvolgimento dei cittadini con lo scopo di realizzare un incremento della raccolta differenziata dei rifiuti”. Salvo poi ricredersi nel 2004 addossando la maggior parte delle colpe per il malfunzionamento all’Amiu di Bari.

Fonte: Eco dalle Città

PAYT – Tariffazione puntuale. Il convegno a Modugno

Pubblichiamo il filmato dell’intervento del direttore Attilio Tornavacca al convegno “Tariffazione Puntuale dei rifiuti: dalla teoria alla pratica”, organizzato dall’associazione PAYT (www.payt.it).

Se siete interessati a visionare il filmato dell’intero incontro, lo potete fare a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=g2_XGHtGCDA

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata: Si conferma il 70%

Anche il Mese di Aprile conferma l’ottimo trend della raccolta differenziata del Comune di Policoro che si attesta al 70% nonostante i primi ed intensi flussi turistici giunti nella città nelle festività Pasquali e nel ponte della Festa della Liberazione.

Un dato dunque che avalla la validità del progetto che dimostra come sia letteralmente cucito per le esigenze della Città.
“Il dato del mese di Aprile – dichiarano il Sindaco Rocco Leone e Giovanni Lippo , Presidente del Consiglio Comunale che da consigliere con delega all’Ambiente si occupò della questione rifiuti – conferma quanto finora abbiamo sempre sostenuto, ossia che il progetto è realizzato su misura per Policoro. Certamente il dato è un po’ viziato dai primi flussi turistici, che in questo periodo hanno affollato la città e che non erano ancora entrati nell’ottica della nuova raccolta, ma nonostante ciò il servizio ha retto e ha retto bene confermando il 70%.
I risultati ottenuti fino ad oggi non sono solo merito del progetto ma soprattutto dei cittadini di Policoro, che sin dal primo giorno hanno compreso l’importanza della nuova raccolta e hanno permesso di raggiungere questi importantissimi risultati per la città.
Un grande merito va inoltre anche agli operatori che con lavoro certosino e puntuale, ponendo attenzione a tutti i cassonetti, tutti i giorni rendono possibile il servizio di raccolta.”
“Ora che ci accingiamo all’estate, – concludono – sicuramente il lavoro raddoppierà per tutti ma sono sicuro che i policoresi continueranno a differenziare bene e mi rivolgo ai turisti che raggiungeranno in questi mesi Policoro, chiedendo loro di adeguarsi al servizio come accade in qualsiasi città civile.”

Fonte: Comune di Policoro

RASSEGNA STAMPA – Policoro (Basilicata) avvia la raccolta porta a porta con la tariffazione puntuale

E’ il primo comune della Basilicata ad aver avviato la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale prevedendo anche il sistema di tariffazione puntuale. Via i cassonetti dalle strade per far posto ai bidoncini impilabili. Il comune a vocazione turistica ha previsto per le utenze turistiche un centro attrezzato di raccolta e un sistema di prenotazione mediante numero verde

Parte il 2 febbraio 2015 a Policoro, il primo servizio in Basilicata che prevede su tutto il territorio comunale la raccolta porta a porta con tariffazione puntuale. Infatti, tutti i bidoncini consegnati ai circa 17.000 abitanti (ma che quasi raddoppiano durante i periodi festivi estivi) sono stati tutti dotati di microchip. Questi transponder serviranno a premiare a fine anno gli utenti virtuosi che faranno la raccolta differenziata.

“Ogni cittadino deve capire – ha dichiarato a TRM Network il sindaco di Policoro Rocco Leone – che per il comune la raccolta differenziata non è un lusso ma è una necessità perché i costi di smaltimento dei rifiuti indifferenziati sono cospicui e tenderanno nel tempo sempre di più a aumentare”.

Il presidente del Consiglio Comunale, con delega all’ambiente, Giovanni Lippo, ha spiegato che la raccolta differenziata, ormai obbligatoria per legge, servirà ad abbattere il costo di un milione di euro. “Con la raccolta differenziata – ha dichiarato Lippo – lo scarto non è più un “rifiuto” ma acquista un valore e viene definito “materia prima seconda”. I cittadini differenziando carta, plastica, vetro (etc.), destinano questi materiali nel circuito del riciclo. In questo modo queste materie porteranno dei ricavi al comune. E’ indubbio che ridurre al minimo l’indifferenziato, comporterà un rilevante risparmio economico alla collettività, poiché significa abbattere un enorme costo all’amministrazione”.

I bidoncini consegnati alle utenze sono impilabili e con l’apertura anteriore sempre disponibile. Tra questi c’è anche il bidoncino marrone aerato (sottolavello), molto comodo e apprezzato per contenere l’umido in cucina (senza odori) nelle buste bio-compostabili.

Il progetto realizzato dalla Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile delle Risorse) prevede la raccolta domiciliare del vetro anziché stradale con le campane. Non ci saranno, dunque, punti di riferimento per quei cittadini sporcaccioni che abbandonano i rifiuti per la strada. La scelta, in particolare, è stata dettata anche in virtù delle ultime esperienze vissute da alcuni comuni pugliesi. Infatti, i comuni di Andria (100.000 abitanti) e Rutigliano (20.000 ab), stanno rimodulando il servizio del porta a porta al fine di contenere i fenomeni di abbandono rifiuti attorno alle campane di vetro. Il sindaco Giorgino di Andria lo ha riferito a Eco dalle Città in una intervista.

Il comune Policoro, a forte vocazione turistica, ha pensato anche ai villeggianti. Saranno previsti, infatti, dei ritiri supplementari gratuiti per le utenze turistiche che si trovano a vivere in affitto o per coloro che vivono nelle campagne (vedi qui). Sarà possibile prenotare contattando il numero verde 800.262.629. Nelle campagne non verrà effettuato il ritiro dell’umido ma dovrà essere conferito nelle apposite compostiere consegnate ad hoc dall’amministrazione.

Lungo la via Agri, la strada che porta agli alberghi e alle marine del comune, è stata prevista l’apertura di uno strategico Centro Comunale Di Raccolta. Lo spazio attrezzato per il conferimento diretto e gratuito di diverse tipologie di rifiuto non conferibili con il normale servizio “porta a porta”, servirà a raccogliere i rifiuti dei turisti in gita fuori porta o dei bagnanti al ritorno dalla spiaggia. Gli orari: (dal lunedì al sabato dal 1 luglio al 31 agosto ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00 dal 1 settembre al 30 giugno ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00).

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – ARO Ba 5: Pubblicata la gara di igiene urbana

IN ITALIA È IL PRIMO BANDO DI GARA “VERDE” A ESSERE PUBBLICATO DA UN ENTE SOVRA COMUNALE CHE ASSUME I CRITERI MINIMI AMBIENTALI

I 105.000 ABITANTI DEI COMUNI DI GIOIA DEL COLLE, ACQUAVIVA DELLE FONTI, ADELFIA, CASAMASSIMA, SAMMICHELE DI BARI E TURI, POTRANNO USUFRUIRE DELLE MODALITA’ PIU’ AVANZATE DI RACCOLTA DOMICILIARE ANCHE PER LE CASE SPARSE. L’OBIETTIVO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DAL SECONDO ANNO È DEL 70%. PREVISTE INGENTI PREMIALITA’ SIA PER GLI UTENTI CHE PER GLI OPERAI VIRTUOSI

I comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) hanno pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.

Due le principali novità previste dall’appalto. L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/5, infatti, è il primo ente sovracomunale in Italia che ha bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani» che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.

In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.

In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.

Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.

Tra le altre novità del servizio, c’è anche l’adozione della raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. L’impresa aggiudicataria dovrà infatti garantire il raggiungimento minimo del 60% medio di raccolta differenziata già a partire dal primo anno, per raggiungere dal successivo almeno il 70%.

La gara prevede, coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 30% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.

I Sindaci dell’ARO Ba5

Fonte: AcquavivaNet

Puglia: raccolta domiciliare, tariffazione puntuale e appalti verdi

Due enti sovracomunali (Aro BARI/2 e ARO BARI/5) hanno messo a bando i nuovi servizi di raccolta e trasporto rifiuti: raccolta domiciliare e tariffazione puntuale, premialità e penalità sulla base dei risultati raggiunti, e per la prima volta in Italia Appalti verdi. 

I Comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) e quelli dell’ARO BARI/2 (Binetto, Bitetto, Bitritto, Giovinazzo, Modugno, Palo Del Colle e Sannicandro) hanno pubblicato, a distanza di pochi giorni gli uni dagli altri (rispettivamente  10 e 24 ottobre), i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.
Due le principali novità previste dall’appalto. Si tratta, infatti, dei primi enti sovracomunali in Italia che abbiano bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani». Gara che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.
In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.
In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.
Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti per l’ARO BARI/5, 115.000 per l’ARO BARI/2) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede un sistema di raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. Inoltre è previsto l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.
Proprio per raggiungere tali obiettivi  , coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 50% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.
Con i due bandi predisposti da ESPER, anche in Puglia partirà dunque su vasta scala un sistema di raccolta domiciliare integrale e di tariffazione puntuale. Bandi che non hanno  registrato un solo ricorso e che hanno visto un’ampia partecipazione: 6 ATI nell’ARO Bari/2 e 7 ATI nell’ARO BARI/5. Da registrare come in molte delle ATI che hanno voluto partecipare siano presenti aziende pugliesi, e come, in alcuni casi, ci siano ATI formate da sole aziende locali. Un segnale importante di come non solo le amministrazioni abbiano voluto  imboccare la strada della sostenibilità e della virtuosità nella gestione dei rifiuti, ma anche il tessuto economico e  industriale locale abbia fatto sua la sfida.

RASSEGNA STAMPA – Puglia, l’Aro Bari 5 pubblica il primo bando di gara “Verde” relativo ai rifiuti

I comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) hanno pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.

Due le principali novità previste dall’appalto. L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/5, infatti, è il primo ente sovracomunale in Italia che ha bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani» che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.

In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.

In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.
Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.
Tra le altre novità del servizio, c’è anche l’adozione della raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. L’impresa aggiudicataria dovrà infatti garantire il raggiungimento minimo del 60% medio di raccolta differenziata già a partire dal primo anno, per raggiungere dal successivo almeno il 70%.

La gara prevede, coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 30% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – VIDEO – Rifiuti, gara Aro Bari2: 5 società ammesse, una esclusa

Conclusa la fase della valutazione tecnica delle buste

Cinque ammesse e una esclusa: esaurita la prima fase, quella tecnica, della gara d’appalto da 132 milioni di euro per nove anni per la gestione unica dei rifiuti Aro Bari 2 (che coinvolge i comuni di Binetto, Bitetto, Bitritto, Giovinazzo, Modugno, Sannicandro e Palo del Colle). Delle 6 aziende che si sono presentate, è stata esclusa la Linea Gestioni srl di Crema (la stessa che nei prossimi giorni presenterà ricorso). Le altre 5, costituite in Ati (associazione temporanea di impresa), invece, sono state ammesse, con riserva, alle verifiche sulle dichiarazioni fatte in sede di gara. Sono: Eco Nord di Milano in associazione con Tra.de.co di Altamura rispettivamente al 63% e al 37%. L’Asv San Galli di Monza è in Ati con Avr di Roma e Asv di Bitonto al 64%, 28% e 8%. Ambiente 2.0 di Assago è invece il consorzio costituito da Pianeta Ambiente al 2% e Aimeri Ambiente al 98%. Il Cns di Bologna ha invece come imprese esecutrici Navita di Modugno al 42% e A.s.a. di Latina al 32%. Cogeir e Imprtesa dal Fiume sono in Ati con Cns al 17% e all’8,5%. Infine la Recuperi pugliese (capogruppo) ha come imprese mandanti la Teknoservice al 27%, la Camassambiente al 27% e la Tekneko al 18%. Soddisfazione è stata espressa dagli amministratori. In particolare il sindaco di Giovinazzo Tommaso De Palma spiega: “E’ un buon risultato, la commissione sta lavorando bene, si sta procedendo nei tempi previsti. E’ auspicabile che già a marzo ci possa essere l’assegnazione provvisoria”.

Fonte: Punto TV