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Comuni ricicloni 2018, oltre 500 quelli “rifiuti free”. È boom al Sud

Aumentano e sfondano il tetto delle 500 unità i Comuni italiani “rifiuti free”, dove cioè la raccolta differenziata funziona correttamente e ogni cittadino produce al massimo 75 chili di rifiuti indifferenziati: erano 486 amministrazioni lo scorso anno, sono 505 nel 2018 (+19%), per un totale di 3.463.849 cittadini, circa 200.000 in più del 2017.

A dirlo è il XXV rapporto “Comuni Ricicloni” di Legambiente, presentato a Roma nell’ambito dell’EcoForum, che si è concluso con la premiazione di comunità locali e amministratori che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti urbani.

Migliora il Sud, che registra un exploit, passando da 43 a 76 Comuni, e peggiora il Nord che ne perde 26, per un totale di 264 tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (che restano le tre regioni leader) a causa di un leggero aumento della produzione di rifiuti indifferenziati. Rimane in stallo il Centro (da 38 a 43). Molto bene la Basilicata: con 11 Comuni passa dall’1,5% all’8% del totale dei Comuni rifiuti free.

Fonte: E-Gazette

SAVE THE DATE – 23/06/18: Santeramo verso Rifiuti Zero e progetto “Vuoto a Rendere”

Sabato 23 giugno a Santeramo in Colle si terrà il convegno “Santeramo verso la strategia Rifiuti Zero e progetto ‘Vuoto a Rendere'”.
Parteciperanno Rossano Ercolini, presidente Zero Waste Italy, Attilio Tornavacca, Direttore Generale ESPER, Fabrizio Baldassarre, Sindaco di Santeramo in Colle e Maria Anna Labarile, Assessore all’Ambiente.

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Imballi plastici e sprechi alimentari: c’è una connessione?

L’aumento degli imballaggi alimentari in plastica non riesce a ridurre il crescente problema dei rifiuti alimentari in Europa e, in alcuni casi, potrebbe addirittura essere concausa del problema. Ad affermarlo è una nuova ricerca di Zero Waste Europe e Friends of the Earth Europe.

Lo studio mostra come l’uso annuale pro-capite di imballaggi in plastica e gli sprechi alimentari (ora rispettivamente a 30 kg e 173 kg pro capite ogni anno) siano cresciuti di pari passo fin dagli anni ’50.

I dati pubblicati da Friends of the Earth Europe e Zero Waste Europe, a nome dell’Associazione Rethink Plastic, rivelano tra l’altro che :

  • Le GDO stanno contribuendo attivamente alla crescita dei rifiuti di imballaggi di plastica e degli scarti alimentari in Europa attraverso la promozione del confezionamento di alimenti in confezioni multipack e di piccolo formato. Uno studio ha mostrato che tagliare i fagiolini per adattarli alle confezioni di plastica ha comportato il 30-40% di spreco della materia prima alimentare.
  • Il 37% di tutto il cibo venduto nell’UE è avvolto in plastica – il materiale di imballaggio più utilizzato
  • Il costo dei rifiuti alimentari nell’UE è stimato in 143 miliardi di euro all’anno, equivalenti al bilancio operativo annuale dell’UE.

Meadhbh Bolger, rappresentante di Friends of the Earth Europe, ha dichiarato: “Avvolgere, imbottigliare e imballare alimenti in plastica non impedisce sistematicamente lo spreco alimentare, e talvolta addirittura lo causa. È una falsa pista che sta causando un terribile inquinamento della nostra terra, del mare e dell’aria. I responsabili UE devono aiutare l’Europa per arrivare all’adozione di regole severe per limitare la plastica usa e getta e passare a sistemi alimentari localizzati senza imballaggi usa e getta“.

Ariadna Rodrigo, di Zero Waste Europe, ha dichiarato: “L’industria dell’imballaggio e la Commissione europea non esercitano un solido processo decisionale quando si tratta di imballaggi alimentari. La loro metodologia, che spesso ignora gli impatti dei rifiuti di plastica, porta a conclusioni che favoriscono confezioni alimentari complesse che sono impossibili da riutilizzare o riciclare. Il risultato è la promozione di imballaggi in plastica progettati per discariche e inceneritori”.

I risultati arrivano mentre la Commissione Europea prepara una legislazione per contrastare l’inquinamento plastico, con una serie di misure che includono un progetto di legge sulle materie plastiche monouso previsto prima dell’estate.