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Rifiuti Zero: il nuovo libro di Rossano Ercolini

Tutti noi abbiamo un’idea sbagliata dei rifiuti in Italia. Se pensiamo alle immagini dei cassonetti incendiati, degli scioperi dei netturbini che lasciano le strade sommerse di sacchi, se pensiamo alla tragedia della Terra dei fuochi e delle discariche fuori legge sparse in tutto il Paese dovremmo disperarci. Ma in realtà noi italiani siamo migliori di quello che crediamo… e ci raccontiamo. Lo dimostra la realtà di Rifiuti Zero, movimento civico e filosofia di vita che nasce da una realtà internazionale ma di cui Rossano Ercolini è il principale artefice in Italia. Grazie a uno sforzo «dal basso»di molte associazioni, il nostro Paese ha raggiunto un livello di raccolta differenziata superiore a quella di Inghilterra, Francia, e persino Danimarca e Olanda. Quindi si può vivere senza mandare tonnellate di rifiuti in inceneritori o in discarica, azzerando l’inquinamento che da essi deriva e non immettendo microplastiche nei mari? La risposta è sì, e questo libro ci indica un modello in dieci passi: dalla corretta raccolta differenziata porta a porta, al compostaggio che trasforma in fertilizzante il nostro umido, dal riciclo dei materiali al dare una seconda vita a molti nostri oggetti ed elettrodomestici, da una bolletta che premi con incentivi i cittadini virtuosi a una accorta politica degli imballaggi che li riduca all’origine o li renda compostabili.

Questa rivoluzione silenziosa è già in atto. Va verso un nuovo mondo pulito, e dipende da una nuova collaborazione responsabile e lungimirante fra cittadini, istituzioni e produttori. Perché mai come nel caso dei rifiuti, si può dire che il futuro del mondo è nelle nostre mani.

Rossano Ercolini, toscano, maestro elementare, è ideatore e responsabile del progetto «Passi concreti verso Rifiuti Zero». Si occupa attivamente di gestione dei rifiuti da 34 anni, in particolare il suo impegno è andato alla divulgazione dei rischi ambientali derivanti dagli inceneritori e a promuovere lo stile di vita a spreco zero. Per queste sue battaglie ha ricevuto nel 2013 il prestigioso Goldman Environmental Prize, il Nobel alternativo per l’ambiente, è stato ospite del presidente Obama e ha conquistato fama mondiale. Attualmente è presidente del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e dell’associazione Zero Waste Europe. Presiede anche l’associazione Diritto al Futuro, ed è tra i principali fondatori della Rete Nazionale Rifiuti Zero. Oltre a numerosi articoli sull’argomento, ha pubblicato nel 2014 per Garzanti Non bruciamo il futuro.

Comuni ricicloni 2018, oltre 500 quelli “rifiuti free”. È boom al Sud

Aumentano e sfondano il tetto delle 500 unità i Comuni italiani “rifiuti free”, dove cioè la raccolta differenziata funziona correttamente e ogni cittadino produce al massimo 75 chili di rifiuti indifferenziati: erano 486 amministrazioni lo scorso anno, sono 505 nel 2018 (+19%), per un totale di 3.463.849 cittadini, circa 200.000 in più del 2017.

A dirlo è il XXV rapporto “Comuni Ricicloni” di Legambiente, presentato a Roma nell’ambito dell’EcoForum, che si è concluso con la premiazione di comunità locali e amministratori che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti urbani.

Migliora il Sud, che registra un exploit, passando da 43 a 76 Comuni, e peggiora il Nord che ne perde 26, per un totale di 264 tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (che restano le tre regioni leader) a causa di un leggero aumento della produzione di rifiuti indifferenziati. Rimane in stallo il Centro (da 38 a 43). Molto bene la Basilicata: con 11 Comuni passa dall’1,5% all’8% del totale dei Comuni rifiuti free.

Fonte: E-Gazette

SAVE THE DATE – 23/06/18: Santeramo verso Rifiuti Zero e progetto “Vuoto a Rendere”

Sabato 23 giugno a Santeramo in Colle si terrà il convegno “Santeramo verso la strategia Rifiuti Zero e progetto ‘Vuoto a Rendere'”.
Parteciperanno Rossano Ercolini, presidente Zero Waste Italy, Attilio Tornavacca, Direttore Generale ESPER, Fabrizio Baldassarre, Sindaco di Santeramo in Colle e Maria Anna Labarile, Assessore all’Ambiente.

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Imballi plastici e sprechi alimentari: c’è una connessione?

L’aumento degli imballaggi alimentari in plastica non riesce a ridurre il crescente problema dei rifiuti alimentari in Europa e, in alcuni casi, potrebbe addirittura essere concausa del problema. Ad affermarlo è una nuova ricerca di Zero Waste Europe e Friends of the Earth Europe.

Lo studio mostra come l’uso annuale pro-capite di imballaggi in plastica e gli sprechi alimentari (ora rispettivamente a 30 kg e 173 kg pro capite ogni anno) siano cresciuti di pari passo fin dagli anni ’50.

I dati pubblicati da Friends of the Earth Europe e Zero Waste Europe, a nome dell’Associazione Rethink Plastic, rivelano tra l’altro che :

  • Le GDO stanno contribuendo attivamente alla crescita dei rifiuti di imballaggi di plastica e degli scarti alimentari in Europa attraverso la promozione del confezionamento di alimenti in confezioni multipack e di piccolo formato. Uno studio ha mostrato che tagliare i fagiolini per adattarli alle confezioni di plastica ha comportato il 30-40% di spreco della materia prima alimentare.
  • Il 37% di tutto il cibo venduto nell’UE è avvolto in plastica – il materiale di imballaggio più utilizzato
  • Il costo dei rifiuti alimentari nell’UE è stimato in 143 miliardi di euro all’anno, equivalenti al bilancio operativo annuale dell’UE.

Meadhbh Bolger, rappresentante di Friends of the Earth Europe, ha dichiarato: “Avvolgere, imbottigliare e imballare alimenti in plastica non impedisce sistematicamente lo spreco alimentare, e talvolta addirittura lo causa. È una falsa pista che sta causando un terribile inquinamento della nostra terra, del mare e dell’aria. I responsabili UE devono aiutare l’Europa per arrivare all’adozione di regole severe per limitare la plastica usa e getta e passare a sistemi alimentari localizzati senza imballaggi usa e getta“.

Ariadna Rodrigo, di Zero Waste Europe, ha dichiarato: “L’industria dell’imballaggio e la Commissione europea non esercitano un solido processo decisionale quando si tratta di imballaggi alimentari. La loro metodologia, che spesso ignora gli impatti dei rifiuti di plastica, porta a conclusioni che favoriscono confezioni alimentari complesse che sono impossibili da riutilizzare o riciclare. Il risultato è la promozione di imballaggi in plastica progettati per discariche e inceneritori”.

I risultati arrivano mentre la Commissione Europea prepara una legislazione per contrastare l’inquinamento plastico, con una serie di misure che includono un progetto di legge sulle materie plastiche monouso previsto prima dell’estate.