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Torino: “Ecoisole” intelligenti accerchiate da immondizia e pneumatici

Nelle circoscrizioni 4, 5 e 6, dove dall’estate ci sono 60 postazioni, è diffuso il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti Amiat: “I responsabili non hanno la smat card che apre i cassonetti”. Il Comune: “In arrivo un piano contro gli incivili””Ecoisole” intelligenti accerchiate da immondizia e pneumatici

Matteo RoselliLe ecoisole accessibili con la tessera elettronica da qui al 2022 diventeranno lo standard per la raccolta rifiuti in città, perché Amiat che le ha preferite alla raccolta porta a porta. Ma quelle sperimentali già sul territorio devono fare i conti con vecchi problemi.E’ il caso di quelle presenti nella zona delle Spine, ovvero tra le Circoscrizioni 4, 5 e 6 nei tratti collegati a piazza Baldissera. Qui dall’estate sono state montate 60 postazioni di nuova generazione per servire circa 17 mila torinesi. Dal 21 settembre i bidoni sono accessibili soltanto per i residenti che, per buttare l’immondizia, devono “bippare” la smart card rilasciata da Amiat. La partenza di questa fase doveva originariamente risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti abusivi. Invece il fenomeno delle mini-discariche si è amplificato.Le vie più complesse sono corso Vigevano, corso Gamba e via Verolengo, dove spesso attorno alle isole si creano cumuli di sacchetti della spazzatura e in alcuni casi si aggiungono rifiuti speciali o ingombranti, come pneumatici per le auto, mobili o piccoli elettrodomestici. Un nuovo grattacapo per Amiat, che ora spera in un ridimensionamento – se non la scomparsa – del fenomeno, come avvenuto nella prima zona sperimentale tra Lingotto e Filadelfia: «Quando, un anno e mezzo fa, abbiamo fatto partire la prima sperimentazione delle ecoisole in corso Traiano, la situazione non era molto diversa – spiegano dagli uffici di via Giordano Bruno – Però ora il fenomeno è decisamente più circoscritto e confidiamo sul fatto che succederà lo stesso anche nella zone delle Spine. Nel frattempo, stiamo continuando la campagna informativa e rimaniamo in allerta. In molti casi i responsabili di questi gesti sono persone prive di smart card».Intanto i comitati e i residenti di zona cominciano a perdere la pazienza e chiedono interventi più efficaci per contrastare il fenomeno: «Non siamo contrari a questo nuovi sistema di raccolta rifiuti, ma con i passaggi attuali e i controlli fatti di rado non può reggere – dice Lorenzo Ciravegna del comitato Bcps -. È necessario un intervento costante e attento da parte delle istituzioni, altrimenti il degrado avanzerà». L’amministrazione promette un piano imminente contro l’abbandono di rifiuti: «Verrà presentato a giorni», annuncia l’assessore Alberto Unia. Di recente Palazzo Civico ha già iniziato a prendere provvedimenti contro gli scaricatori abusivi: un sistema di fototrappole installate nelle zone dove il fenomeno è più diffuso. Nel frattempo, il nuovo servizio si prepara a debuttare anche tra borgo San Secondo e Crocetta.Dalla prossima settimana partirà l’installazione dei nuovi cassonetti intelligenti. Le ecoisole smart saranno 48 e interesseranno 8 mila residenti tra corso Sommellier, via Nizza, corso Vittorio Emanuele e corso Re Umberto. In questo caso, la data da segnalare a calendario per la chiusura dei cassonetti e l’attivazione del sistema smart card sarà quella del 25 novembre.

Fonte: La Stampa