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Parte da Torino accordo McDonald’s e Iren per abbattere la quantità di rifiuti

Il progetto, che durerà un anno, sarà calato nei ristoranti McDonald’s presenti nelle province di Torino (13), Reggio Emilia (4), Parma (4), Piacenza (3), La Spezia (3) e Vercelli (1)

Un patto tra McDonald’s e Iren Ambiente per lanciare un progetto pilota che parte da Torino sul fronte della sostenibilita’ ambientale coinvolgimento 28 ristoranti tra Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria.

Le due aziende si impegnano a collaborare per incrementare e migliorare la raccolta differenziata partendo da un monitoraggio dei flussi di rifiuti prodotti dai locali, formando il personale e sensibilizzando i consumatori per ridurre la quantita’ di scarti r capite come funziona l’economia circolare.

Il progetto, che durerà un anno, sarà calato nei ristoranti McDonald’s presenti nelle province di Torino (13), Reggio Emilia (4), Parma (4), Piacenza (3), La Spezia (3) e Vercelli (1).

McDonald ha già eliminato la plastica monouso in favore di materiali più sostenibili, installato contenitori per la raccolta differenziata nelle sale e nei dehors, lanciato una collaborazione con Comieco per lo sviluppo di un nuovo sistema per garantire la riciclabilità del packaging in carta. Temi che ora saranno condivisi e rafforzati con la collaborazione con il gruppo Iren.

“L’accordo con Iren rappresenta per noi un ulteriore importante tassello nella collaborazione con le comunità locali, dove da diverso tempo operiamo per sensibilizzare e promuovere comportamenti corretti nell’ambito della sostenibilità ambientale.”, commenta Dario Baroni, ad di McDonald’s Italia. “In qualità di una delle catene di ristorazione più diffuse in Italia, abbiamo la responsabilità e l’opportunità di fare la differenza proprio a partire dai nostri ristoranti, dando un contributo concreto e quotidiano in tema di impatto ambientale”. Eugenio Bertolini, ad di Iren Ambiente, sottolinea che “questa partnership ci consente di mettere a fattor comune le best practice che abbiamo sviluppato nel ciclo integrato dei rifiuti e nel campo dell’educazione ambientale, a fianco di una realtà importante come McDonald’s”.

Primo appuntamento giovedi 28 aprile con il Roadsshow della Sostenibilita’ di McDonald’s organizzato con Comieco e Seda International Packaging Group, farà tappa a Torino in collaborazione con Amiat-Iren. Appuntamento alle 10.45 al ristorante McDonald’s di Torino in via Sant’Ottavio per un dibattito con gli interventi di Armando Mariano, R&D Material & Product Director di Seda International Packaging Group;,Roberto Di Molfetta, Vicedirettore di Comieco, Christian Aimaro, Presidente di Amiat, Massimiliano Dell’Acqua, Head of Supply Chain di McDonald’s Italia.

Fonte: la Repubblica

Torino: “Ecoisole” intelligenti accerchiate da immondizia e pneumatici

Nelle circoscrizioni 4, 5 e 6, dove dall’estate ci sono 60 postazioni, è diffuso il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti Amiat: “I responsabili non hanno la smat card che apre i cassonetti”. Il Comune: “In arrivo un piano contro gli incivili””Ecoisole” intelligenti accerchiate da immondizia e pneumatici

Matteo RoselliLe ecoisole accessibili con la tessera elettronica da qui al 2022 diventeranno lo standard per la raccolta rifiuti in città, perché Amiat che le ha preferite alla raccolta porta a porta. Ma quelle sperimentali già sul territorio devono fare i conti con vecchi problemi.E’ il caso di quelle presenti nella zona delle Spine, ovvero tra le Circoscrizioni 4, 5 e 6 nei tratti collegati a piazza Baldissera. Qui dall’estate sono state montate 60 postazioni di nuova generazione per servire circa 17 mila torinesi. Dal 21 settembre i bidoni sono accessibili soltanto per i residenti che, per buttare l’immondizia, devono “bippare” la smart card rilasciata da Amiat. La partenza di questa fase doveva originariamente risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti abusivi. Invece il fenomeno delle mini-discariche si è amplificato.Le vie più complesse sono corso Vigevano, corso Gamba e via Verolengo, dove spesso attorno alle isole si creano cumuli di sacchetti della spazzatura e in alcuni casi si aggiungono rifiuti speciali o ingombranti, come pneumatici per le auto, mobili o piccoli elettrodomestici. Un nuovo grattacapo per Amiat, che ora spera in un ridimensionamento – se non la scomparsa – del fenomeno, come avvenuto nella prima zona sperimentale tra Lingotto e Filadelfia: «Quando, un anno e mezzo fa, abbiamo fatto partire la prima sperimentazione delle ecoisole in corso Traiano, la situazione non era molto diversa – spiegano dagli uffici di via Giordano Bruno – Però ora il fenomeno è decisamente più circoscritto e confidiamo sul fatto che succederà lo stesso anche nella zone delle Spine. Nel frattempo, stiamo continuando la campagna informativa e rimaniamo in allerta. In molti casi i responsabili di questi gesti sono persone prive di smart card».Intanto i comitati e i residenti di zona cominciano a perdere la pazienza e chiedono interventi più efficaci per contrastare il fenomeno: «Non siamo contrari a questo nuovi sistema di raccolta rifiuti, ma con i passaggi attuali e i controlli fatti di rado non può reggere – dice Lorenzo Ciravegna del comitato Bcps -. È necessario un intervento costante e attento da parte delle istituzioni, altrimenti il degrado avanzerà». L’amministrazione promette un piano imminente contro l’abbandono di rifiuti: «Verrà presentato a giorni», annuncia l’assessore Alberto Unia. Di recente Palazzo Civico ha già iniziato a prendere provvedimenti contro gli scaricatori abusivi: un sistema di fototrappole installate nelle zone dove il fenomeno è più diffuso. Nel frattempo, il nuovo servizio si prepara a debuttare anche tra borgo San Secondo e Crocetta.Dalla prossima settimana partirà l’installazione dei nuovi cassonetti intelligenti. Le ecoisole smart saranno 48 e interesseranno 8 mila residenti tra corso Sommellier, via Nizza, corso Vittorio Emanuele e corso Re Umberto. In questo caso, la data da segnalare a calendario per la chiusura dei cassonetti e l’attivazione del sistema smart card sarà quella del 25 novembre.

Fonte: La Stampa