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I risultati ottenuti grazie alla tariffazione puntuale a livello mondiale

A cura di Stefano Ciafani (Vicepresidente Nazionale Legambiente), Ezio Orzes (Direttivo Assoc. Comuni Virtuosi ed Ass. all’Ambiente Ponte nelle Alpi) e Attilio Tornavacca (Direttore ESPER)

Risulta ormai universalmente riconosciuto che la tariffazione puntuale è il sistema che permette più facilmente di raggiungere sia gli obiettivi di riciclaggio che quelli di riduzione della produzione di rifiuti stabiliti a livello europeo. Consente, inoltre, l’applicazione del principio “chi inquina paga”, ossia la correlazione (con opportuni meccanismi di flessibilità e compensazione per le famiglie numerose) tra prezzo del servizio e quantità di rifiuto prodotto.
L’Associazione Comuni Virtuosi sta conducendo una campagna di richieste di adesioni di enti locali, aziende e privati cittadini per la modifica dell’Accordo Anci Conai ed in cui si chiede al governo di reintrodurre l’obbligo del passaggio alla tariffazione puntuale. Lo scorso 14 maggio il Governo ha poi accolto un ordine del giorno (primi firmatari gli onorevoli Simonetta Rubinato Alessandro Bratti, Roger De Menech, Floriana Casellato ed il Presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci) che lo impegna ad imprimere una più chiara politica di incentivazione delle pratiche virtuose nella gestione dei rifiuti che prevedano l’applicazione della tariffa puntuale come modalità ordinaria e l’applicazione di un tributo presuntivo soltanto in via eccezionale fino alla messa a punto di sistemi di commisurazione puntuale dei rifiuti prodotti. Anche Legambiente ha recentemente lanciato una petizione per sostenere la necessità di “rivedere il tributo sui rifiuti che deve rispettare il principio europeo “chi inquina paga” e deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno”. Questo consenso quasi unanime sulla necessità di diffondere le esperienze di tariffazione puntuale ha radici ormai ben radicate all’estero mentre l’Italia sconta una pesante arretratezza su questa tema che con l’emanazione della recente normativa che istituisce la TARES è ulteriormente peggiorata poiché la tariffazione puntuale viene ora considerata un’eccezione alla modalità di calcolo che deve essere basata unicamente sulle superfici assoggettate al tributo. I sistemi di raccolta basati sulla tariffazione puntuale risultano molto diffusi nel nord Europa e sempre più diffusa negli Stati Uniti ed ii Australia (dove tale sistema viene denominato “Pay As You Throw”) e si basano sull’utilizzo di sistemi di rilevazione e quantificazione della produzione dei rifiuti riferiti ad ogni singola utenza servita (tipicamente aggregata a livello di singolo edificio). In questo modo si può esercitare un’effettiva azione premiante dei comportamenti virtuosi che determina un sensibile aumento della partecipazione ai programmi di riduzione e raccolta differenziata messi in atto dalle Amministrazioni locali. A differenza di quanto rilevato in riferimento ai sistemi domiciliari e di prossimità (che raggiungono il livello massimo di RD subito dopo l’effettuazione di campagne di sensibilizzazione ma poi presentano un calo di partecipazione più o meno evidente) la tariffazione puntuale consente inoltre di ottenere una partecipazione costante e duratura nel tempo poiché la singola utenza può beneficiare direttamente del risultato del suo impegno nel ridurre i rifiuti residui potendone valutare gli effetti in relazione all’importo tariffario che è tenuta a corrispondere annualmente, calcolato in base al grado di utilizzo non solo del servizio di raccolta del rifiuto residuo ma anche dell’umido e del verde (incentivando così al massimo il compostaggio domestico o l’uso del centro comunale di raccolta per il conferimento diretto del verde). Fin dal 1990 l’Environmental Protection Agency (EPA), dopo una fase di studio, ha deciso di incoraggiare e promuovere ufficialmente il ricorso alla tariffazione volumetrica attraverso la predisposizione di un apposito manuale (Lessons leamed about Unit Pricing, Washington, 1994). Tre stati (Minnesota, Washington, Wisconsin) hanno reso obbligatoria la tariffazione volumetrica ed altri sette stati ne incoraggiano ufficialmente l’uso fin dal 1996. Nel manuale dell’EPA, si affermava che la tariffazione volumetrica consente una riduzione dei rifiuti destinati allo smaltimento compresa tra il 25 e il 45% (altri studi indicavano invece una riduzione media del 20%). Anche in Italia si registra una riduzione complessiva del 15-20% dei quantitativi conferiti nei Comuni in cui è stata adottata la tariffa a volume.

Il governo irlandese ha stabilito che a partire dal 2005 sia obbligatorio il passaggio al sistema di tariffazione volumetrico ottenendo così un drastico calo della produzione di rifiuti ed imballaggi superflui. Un recente studio di Repak (il Consorzio irlandese per il riciclo degli imballaggi, analogo al nostro CONAI) ha rivelato che il sistema di tariffazione volumetrica fa risparmiare le famiglie e le fa riciclare di più come dimostrato dalle risposte del sondaggio effettuato su un campione di famiglie irlandesi sintetizzato di seguito.

Anche in Francia la nuova Legislazione ambientale (Grenelle de l’environnement n. 967 del 3 agosto 2009) prevede l’obbligo dell’attivazione della tariffazione puntuale (denominata “Tarification incitative”) entro il 2014. L’applicazione della tariffazione volumetrica non costituisce solo un fattore di successo delle strategie di riciclaggio ma anche e soprattutto delle strategie di prevenzione della produzione di rifiuti, sia attraverso l’incentivazione della pratica del compostaggio domestico degli scarti verdi e della frazione organica, sia perché determina una maggiore responsabilizzazione dell’utente al momento dell’acquisto, orientando le preferenze verso i beni di consumo che utilizzano imballaggi più contenuti e razionali. Per usufruire pienamente dei vantaggi dei sistemi di tariffazione puntuali gli utenti dovrebbero però poter scegliere tra diverse opzioni di consumo (ad esempio vuoto a rendere o a perdere) ma in Italia tale possibilità di scelta risulta alquanto limitata. Viceversa in altri paesi (soprattutto in Germania ed Austria ma in generale nel nord Europa) si è assistito ad un intenso processo di innovazione economica ed organizzativa presso la grande distribuzione organizzata (GDO) indotti da norme più efficaci in materia di riduzione degli imballaggi a perdere. Non a caso in Italia le uniche regioni in cui sono largamente diffusi sistemi di cauzionamento e di vendita alla spina sono quelle (Trentino Alto Adige) dove è stata resa obbligatoria la tariffazione volumetrica della produzione dei rifiuti per ogni singolo condominio. In queste zone la grande distribuzione ha rapidamente assunto l’esigenza di riprogettare la filiera degli imballaggi per rispondere alle nuove esigenze manifestate dagli enti locali e, di conseguenza, dagli utenti consumatori.
La tariffazione puntuale risulta quindi lo strumento più potente che si può attualmente applicare in Italia per creare un circuito virtuoso che premia sia i cittadini che orientano le proprie scelte di consumo che le imprese che commercializzano prodotti che consentono di diminuire la produzione di rifiuti (in particolare di imballaggi superflui). Nell’edizione 2013 del premio Comuni ricicloni di Legambiente tra le 1300 amministrazioni comunali virtuose ne sono state premiate 330 per aver prodotto meno di 75 chili di rifiuti indifferenziati pro capite all’anno (sono stati definiti Comuni rifiuti free). Tra queste anche Empoli con i suoi quasi 50 mila abitanti. Sono un po’ dappertutto ma più concentrati maggiormente in provincia di Treviso, Trento e Firenze. Come sono arrivati a questo risultato? Ognuno per la sua strada ma con alcune caratteristiche comuni: oltre alla raccolta “porta a porta” anche e soprattutto la modalità di tariffazione del servizio: ben 197 dei 330 Comuni rifiuti free sono infatti a tariffa puntuale.
Risulta quindi opportuno che, quale elemento centrale dell’azione di contenimento della produzione dei rifiuti, si promuova alla massima diffusione dei sistemi domiciliarizzati di raccolta ed una loro ulteriore evoluzione con l’introduzione della tariffazione puntuale. Gli attori del sistema di gestione dei rifiuti a livello regionale e provinciale possono quindi agire su più fronti per poter creare delle sinergie positive tra vari livelli di azione come descritto nella seguente figura.

I principali strumenti a disposizione per adottare la tariffazione puntuale risultano i seguenti:

1. sacchetti di volume standardizzato con specifiche serigrafie identificative: la singola utenza viene identificata al momento del ritiro o dell’acquisto dei sacchetti prepagati mediante e-card distribuite alle utenze servite. I sacchetti che non vengono utilizzate possono essere utilizzati l’anno successivo;
2. sacchetti di volume standardizzato contrassegnati da etichette/sigilli/cartoncini dotati di codice a barre e, più recentemente, transponder a perdere; questo sistema consente di operare di identificare il singolo utente conferitore attraverso cartoncini identificativi che vengono staccati e consegnati al Consorzio per la successiva lettura tramite dispositivi fissi (ad es. il Consorzio dei Navigli fino al 2006) oppure con la lettura del codice a barra adesivo tramite appositi dispositivi portatili nel momento della raccolta (sistema in uso, ad esempio, nel Comune di Mercato San Severino per incentivare il conferimento delle frazioni recuperabili secche). Recentemente i limiti di questo sistema sono stati risolti grazie alla sperimentazione condotta a Capannori con il supporto della ESPER dell’uso di sacchetti dotati di transponder;
3. identificazione tramite trasponder del numero di svuotamenti dei contenitori; la registrazione dei dati identificativi avviene attraverso la lettura del trasponder installato sui mastelli e/o bidoni da parte dell’antenna di cui è dotato l’automezzo di raccolta e/o da parte dell’operatore con sistemi di lettura portatili. Il sistema prevede una tariffazione della parte variabile della tariffa basata sul numero di svuotamenti e sul volume del contenitore;
4. sistemi di identificazione ed autorizzazione dell’utente per il conferimento di un volume predeterminato di rifiuti: di norma si tratta di calotte di volume fisso installate su presscontainer, cassonetti o isole interrate ad accesso condizionato tramite identificazione dell’utente con badge magnetici. Recentemente sono stati introdotti sistemi che non necessitano dell’inserimento in apposite fessure del badge magnetico (spesso oggetto di atti di vandalismo) ma del semplice avvicinamento al lettore tramite l’utilizzo di carte (tipo bancomat) o dispositivi dotati di trasponder. Alcuni brevetti includono anche la verifica della percentuale del riempimento del contenitore da remoto per l’organizzazione dei percorsi di svuotamento. Tali sistemi determinano però un elevata incidenza di abbandoni di rifiuti accanto ai cassonetti ed all’interno dei contenitori stradali dedicati alla raccolta differenziata.

Tutti questi vengono normalmente integrati da sistemi di identificazione presso le riciclerie: questa sistema va considerato come complementare alle tipologie precedenti, dato che di norma prevede un sistema di sconto basato sui quantitativi riciclabili conferiti presso tali strutture per incentivare la frequentazione e l’utilizzo da parte delle utenze stesse. Ovviamente il presidio della struttura da parte di personale apposito consente di controllare efficacemente la corretta suddivisione dei materiali raccolti e pertanto garantire la purezza merceologica necessaria all’avvio al recupero; La rapida diffusione dei trasponder passivi è legata al rapido abbattimento dei costi di realizzazione dei trasponder e dei dispositivi di lettura come evidenziato nella figura successiva.

Il costo dei trasponder passivi già montati sui bidoni è sceso dai 3-4 euro del 2003 agli attuali 0,60-0,50 euro per ordini di circa 5-10.000 pezzi.
L’analisi delle modalità utilizzate a livello europeo e nazionale ha dimostrato che le esperienze di quantificazione volumetrica dei rifiuti sono in assoluto le più diffuse, dato che risultano facilmente applicabili in contesti che già prevedono circuiti di raccolta di tipo domiciliare. La registrazione del volume e del numero di svuotamenti dei contenitori (bidoni o sacchi) dedicati ad ogni singola abitazione permette inoltre di indurre ad esporre i propri contenitori del secco residuo solo quando risultano quasi pieni ottenendo così sia una riduzione della tariffa della singola utenza che un ottimizzazione del servizio di raccolta per la riduzione del numero di contenitori svuotati a parità di quantitativi intercettati poiché il costo per l’utenza servita, non essendo parametrato sul peso ma sul volume svuotato, è lo stesso sia per un contenitore esposto ben pieno che per uno semivuoto ed in questo modo è chiaro che le utenze cercano sempre di sfruttare appieno la volumetria riducendo il numero di svuotamenti (una famiglia di tre componenti riesce normalmente ad esporre un bidone da 120 litri circa 9-10 volte all’anno) oppure chiedendo di ridurre il numero e/o il volume dei contenitori posizionati in un cortile condominiale in cui l’esposizione e lo svuotamento viene effettuato comunque ogni settimana. La tabella dimostra che i Comuni che hanno introdotto la tariffazione puntuale hanno raggiunto le % di RD più elevate ed al contempo i costi di gestione più bassi in assoluto al netto dei costi di spazzamento. Il comune che vanta il miglior rapporto tra costi di gestione (al netto dei costi di spazzamento) ed i risultati ottenuti sul fronte della riduzione di rifiuti da avviare a smaltimento è il Comune di Ponte nelle Alpi premiato come miglior Comune nelle ultime quattro edizioni del concorso Comuni Ricicloni di Legambiente.

Per disincentivare il fenomeno degli abbandoni dei rifiuti sono state comunque introdotti nei regolamenti i cosiddetti “svuotamenti minimi” che vengono comunque fatti pagare (a meno che non dimostri di non aver vissuto in quella abitazione). Il sistema di tariffazione che prevede l’utilizzo di sacchetti con transponder passivo a perdere è stato introdotto per la prima volta in Italia a Capannori a partire dal mese di dicembre 2011 con il supporto tecnico della ESPER. In pratica viene applicato un sistema di calcolo della bolletta basato sul numero di ritiri dei sacchi di colore grigio, che contengono i rifiuti non riciclabili, dotati di una etichetta adesiva contenente un Tag RFID con all’interno un chip al quale è associato il codice utente che viene letto da un antenna installata sul mezzo utilizzato per la raccolta. L’antenna registra il codice del microchip, la data e l’ora del ritiro, il codice del veicolo e dell’operatore in servizio. Con questo sistema ogni famiglia, alla quale è stato consegnato un Kit di 26 sacchi semitrasparenti grigi ed il necessario materiale informativo, viene incentivata a selezionare i materiali riciclabili in modo da ridurre al minimo i RU residui da smaltire. Coloro che espongono i rifiuti meno di una volta a settimana ottengono una riduzione in bolletta. Un modo semplice ed efficace per premiare gli utenti più virtuosi. Grazie all’uso di sacchetti con trasponder UHF, pur a fronte di un costo di acquisizione maggiore rispetto all’uso di sacchetti prepagati, sono stati ottenuti i seguenti vantaggi:

• Il sistema consente una maggiore responsabilizzazione dei comportamenti individuali poiché permette di tenere traccia dell’effettivo conferimento di sacchetti della singola utenza e di identificare il conferitore anche in caso di prelievo contemporaneo di una moltitudine di sacchetti di fronte ad un condominio. Questa possibilità di maggiore controllo può essere sfruttata anche per le frazioni differenziate ed in particolare per il multimateriale leggero;
• Il sistema consente di applicare la tariffazione puntuale anche nei centri storici medioevali in cui mancano gli spazi condominiali necessari per il posizionamento di mastelli dotati di tag fissi;
• L’alternativa operativa rappresentata dai sacchetti prepagati serigrafati presenta il rischio che terzi possano commercializzare fraudolentemente sacchetti con il medesimo colore e le medesime scritte soprattutto quando tale soluzione viene adottata su larga scala in comuni o consorzi di grandi dimensioni. Con l’uso dei transponder questo rischio viene azzerato;
• Il sistema dei tag UHF a perdere può essere utilizzato in combinazione con l’uso di bidoni o cassonetti, laddove gli spazi condominiali consentono il posizionamento dei contenitori rigidi, consentendo di rendere più flessibile il sistema di raccolta rispetto all’uso di soli sacchetti prepagati o di soli contenitori rigidi dotati di Tag fissi (le uniche due opzione finora disponibili);
• Il sistema può essere utilizzato anche per circuiti di raccolta che comprendono più comuni permettendo di rilevare esattamente il numero di sacchetti raccolti in ogni singolo Comune. Nelle 8 frazioni della zona sud dove il nuovo sistema è stato applicato inizialmente in via sperimentale la percentuale di RD ha superato l’85%, un risultato migliore di quanto previsto. La positiva esperienza di Capannori (che è anche il primo Comune italiano ad avere adottato la strategia “Zero Waste” da tradurre correttamente in “Zero spreco” anziché in “Rifiuti Zero”) sta favorendo l’adozione dello stesso sistema in altri Comuni italiani. Dopo l’introduzione nel 2012 dei sacchetti con Tag UHF da parte di HERA a Castel San Pietro e da parte di AMGA a Legnano anche a Trento e Treviso e in provincia di Macerata stanno per essere introdotti i sacchetti con RFId prodotti anche da aziende diverse rispetto a quella che li ha sviluppati e prodotti inizialmente per Capannori (la SMP di Barletta) favorendo così una maggior concorrenza tra i diversi produttori ed un ulteriore riduzione dei costi di approvvigionamento degli stessi.

La fattibilità dell’introduzione della tariffazione puntuale anche nelle grandi Città è stata recentemente dimostrata anche in Italia grazie all’esperienza della Città di Trento (115.000 abitanti) che, con il supporto tecnico della ESPER, ha raggiunto il 78 % di RD nel mese di maggio 2013. Nel recente convegno organizzato a Capannori dall’Associazione Comuni Virtuosi e dalla ESPER, l’Assessore all’Ambiente Michelangelo Marchesi ha affermato che «La coerenza che c’è tra la tariffazione puntuale e la raccolta porta a porta è evidente. Il cittadino con la tariffa non è incentivato a barare, al contrario. Tuttavia non è semplice farsi comprendere all’inizio, ma con una buona campagna di comunicazione si riesce a superare questo problema». Secondo quanto affermato al convegno da Raphael Rossi, Presidente IREN Emilia, a breve anche a Parma verrà introdotta la tariffazione puntuale dopo gli ottimi risultati raggiunti nel Comune di Felino (83 % di RD) anche grazie alla supervisione tecnica operata dall’ATO2 che si è avvalso della ESPER. L’esame dei vari casi di studio relativi all’attivazione della tariffazione puntuale del servizio di raccolta , ha inoltre evidenziato che i risultati migliori dal punto di vista quali-quantitativo sono quelli rilevati per le esperienze in cui sono stati personalizzati i servizi di raccolta sia del rifiuto residuo (indispensabile per poter ottenere un corretta responsabilizzazione dei comportamenti individuali) che delle principali frazioni recuperabili (altrettanto indispensabile per evitare il peggioramento qualitativo che invece viene di solito rilevato se le altre frazioni vengono raccolte a livello stradale). L’analisi delle varie esperienze di tariffazione operata dalla ESPER non ha infatti riguardato solo i livelli di RD conseguibili poiché l’obiettivo dell’Unione Europa non è mai stato unicamente il raggiungimento di elevate percentuali di RD (che sono in realtà solo un strumento per favorire il riciclaggio) ma sull’azione di riduzione a monte e di riciclo effettivo tramite RD di qualità.

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L’evoluzione continua verso rifiuti zero a Capannori – I risultati ottenuti con la tariffa puntuale

Il pluripremiato Comune di Capannori non si accontenta e migliora ancora le proprie performance con il supporto tecnico del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e della ESPER

A cura di Alessio Ciacci (Assessore all’Ambiente Comune di Capannori), Attilio Tornavacca (Direttore generale ESPER), Raphael Rossi (Comitato Scientifico Osservatorio Rifiuti Zero Comune di Capannor) e Rossano Ercolini (coordinatore Osservatorio Rifiuti Zero Comune di Capannori)

Il Comune di Capannori, in Provincia di Lucca, ha una popolazione di 45 mila abitanti suddivisa in 40 frazioni. La più popolata non è la frazione capoluogo Capannori, ma è Marlia (che ha circa 5.000 abitanti), mentre quelle con meno abitanti sono le frazioni collinari di Petrognano e S. Pietro a Marcigliano (circa 100 abitanti ciascuna). Il territorio comunale, tra i più vasti della provincia, si estende per 156,60 km² ed attraversa la Piana di Lucca da nord a sud, toccando a nord l’Altopiano delle Pizzorne e a sud il Monte Pisano. Il territorio si compone di una zona centrale pianeggiante e di due fasce collinari una a nord, in prossimità dell’Altopiano delle Pizzorne, ed un’altra a sud, dove si trova il Monte Pisano. La densità abitativa di Capannori è tra le più basse in assoluto in Italia (pari a 291 ab/kmq).
Dopo le elezioni dell’estate 2004 viene avviato un percorso coraggioso verso l’ecoefficenza e Capannori diventa il primo comune in Toscana ad adottare il Green Public Procurement (la procedura per gli acquisti verdi comunali) e per questo vince il Premio Toscana Ecoefficente nel 2005 e nel 2010.

Il Comune di Capannori ha affidato la gestione dei rifiuti solidi urbani all’azienda Ascit Spa, azienda completamente pubblica che serve anche altri 5 comuni limitrofi. Il modello di raccolta dei rifiuti solidi urbani era impostato unicamente sui cassonetti stradali e sui mezzi mono-operatore per il loro svuotamento, il livello di raccolta differenziata era fermo ad una media del 37% nel 2004.

A pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione è stata avviata una sperimentazione di raccolta domiciliare dei rifiuti urbani “porta a porta” nella frazione di Guamo. I risultati raggiunti si rivelano superiori alle aspettative più ottimistiche attestandosi al 75% di RD ed inducono l’amministrazione ad estendere progressivamente il servizio porta a porta all’intero territorio comunale. Dal 7 giugno 2010 la raccolta “porta a porta” raggiunge tutti le 17.932 famiglie e le 2.610 utenze non domestiche di Capannori. La percentuale di differenziata nell’intero territorio è dell’82% (primo Comune nell’Ato Toscana Costa).
Tale risultato è stato raggiunto anche grazie alla realizzazione di una efficace rete di centri di raccolta. Con l’avvio del centro di raccolta di Lammari nel giugno 2011, che serve tutta la zona nord del comune di Capannori, sono ormai tre i centri di raccolta comunali che l’ASCIT ha messo in funzione sul proprio territorio. I rifiuti conferiti nei centri di raccolta vengono pesati e il peso del rifiuto, a seconda del materiale conferito, viene trasformato in punti che i cittadini accumulano su una scheda magnetica. Coloro che a fine anno superano i 500 punti ricevono, come premio, un assegno da 20 euro. Presso i vari centri sono stati installato uno specifico software che, collegato al database della Tariffa, consente di assegnare i punti utilizzando il codice fiscale invece della tessera. Una scelta compiuta per incentivare l’utilizzo dell’isola ecologica e premiarne gli utenti che ricevono così una ricompensa simbolica (un assegno da 20 euro) per la scelta virtuosa concretizzata.

Con i risparmi ottenuti per il mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati, sono stati coperti i costi delle nuove assunzioni necessarie per realizzare il sistema di raccolta “porta a porta” (circa 50 nuovi occupati) ed è stato possibile riconoscere una riduzione della tariffa ai cittadini, pari al il 20% sulla parte variabile.
Il 14 Giugno 2007 Capannori aderisce, primo comune in Italia, alla strategia “Rifiuti Zero” con l’obiettivo di arrivare a questa meta entro il 2020 raggiungendo il 60% di raccolta differenziata entro il 2008 ed il 75% entro il 2011. Contemporaneamente viene istituito l’Osservatorio “Rifiuti zero” che si riunisce assieme alla commissione ecologia del Comune, con l’obiettivo di monitorare il percorso verso il 2020.
Per raggiungere questo obiettivo, oltre alla raccolta differenziata domiciliare, sono già stati avviati moltissimi progetti per la riduzione dei rifiuti di cui si citano di seguito i più noti:

  1. Centro di Ricerca Rifiuti Zero – Il centro, avvalendosi di Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Paul Connett, analizza il rifiuto residuo per poter individuare gli errori di progettazione dei prodotti non riciclabili o compostabili (ad es. le capsule per il caffe per le quali è stato avviato un proficuo confronto con i principali produttori) ed ha predisposto la “Mappa delle buone pratiche” già attive a Capannori;
  2. Acquisti Verdi e Municipio ecologico – Dal 2007 il Municipio utilizza esclusivamente un impianto fotovoltaico che produce 25.000 kwh. Oltre ai contenitori interni per la RD sono stati messi a disposizione degli utenti contenitori per la raccolta di occhiali rotti, telefoni cellulari in disuso, pile e medicinali scaduti;
  3. Compostaggio domestico – Circa 3000 utenti a Capannori hanno aderito effettuano il compostaggio domestico ed usufruiscono di uno sconto sulla parte variabile della tariffa (ASCIT fornisce un composter in comodato gratuito);
  4. La via dell’Acqua – Promozione del consumo di acqua distribuita dalla rete pubblica che risulta ottima e frequentemente controllata. Si può inoltre attingere alle 15 fonti ristrutturate con depurazione a raggi ultravioletti;
  5. Latte alla spina – Vendita di oltre 600 litri al giorno di latte fresco appena munto dai distributori automatici riutilizzando lo stesso contenitore;
  6. Acqua buona nelle mense scolastiche – In 24 mense scolastiche (3 mila studenti circa) i bambini non bevono più l’acqua imbottigliata ma quella dell’acquedotto, che è più buona, sicura e garantita;
  7. Detersivi alla spina – In 13 negozi è possibile acquistare detersivi alla spina per stoviglie, bucato, pavimenti lavatrice e lavastoviglie. In un anno e due mesi sono stati venduti 27mila litri di detersivi alla spina, utilizzando solo 3.200 contenitori..
  8. Ecosagre – Grazie alla collaborazione tra Comune, ASCIT e Associazioni organizzatrici di sagre e feste paesane, è stato redatto un nuovo regolamento comunale per: ridurre la produzione di rifiuti ed imballaggi;  differenziare tutti gli scarti prodotti dalle sagre e dai partecipanti; utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o prodotti in materiale compostabile.
  9. Pannolini ed assorbenti lavabili – Promozione dell’uso di pannolini ed assorbenti ecologici che sono lavabili, per il 90% costituiti da cotone e in parte in materiale bio-degradabile. Possono essere lavati in lavatrice. Sono acquistabili nelle Farmacie Comunali.
  10. Mercatino di scambio “SOFFITTE IN PIAZZA” – Gli oggetti inutilizzati possono essere utili agli altri. È questa l’idea che sta alla base del mercatino di scambio e riuso.
  11. Centro del riuso – Nei locali adiacenti all’Isola Ecologica di Lammari è stata realizzata l’Isola del Riuso, un’area riservata alla ricezione di oggetti ancora in buono stato che i cittadini possono conferire e che vengono ridistribuiti alle fasce deboli della popolazione. Il centro viene gestito dall’Associazione la Bisaccia in convenzione con ASCIT, Caritas e Comune di Capannori;
  12. Via la plastica da tutte le mense – Nelle mense scolastiche e comunali sono state inserite lavastoviglie industriali, piatti di ceramica e posate in metallo con notevole riduzione dei rifiuti.
  13. Compostiera pubblica – A servizio della mensa comunale è stata attivata la prima compostiera semiautomatica di comunità in Italia. Alta un metro e 17 centimetri e lunga quasi 3 metri, è in grado di trattare circa 20 tonnellate all’anno di rifiuti organici, ovvero la produzione media equivalente di circa 250 abitanti;
  14. Prodotti alla spina – dal 2009 è in attività EFFECORTA il primo punto in Italia dove trovare oltre 250 prodotti alla spina e di filiera corta (chilometri zero);
  15. Strutture EcoRicettive – L’ostello, alcuni agriturismi, locande e B&B sono stati dotati di varie accorgimenti per ridurre il consumo di risorse ambientali;
  16. Borse per la spesa in tela (Porta la sporta) – Il Comune di Capannori ha aderito alla campagna promossa dall’Associazione Comuni Virtuosi (www.portalasporta.it) e sono state distribuite 5mila borse in tela a circa 40 negozi di Capannori e una borsa a ognuna delle 17.600 famiglie capannoresi.

Capannori, primo Comune in Italia ad avere introdotto ed aderito alla strategia “Rifiuti Zero”, è stato anche il primo Comune in Europa ad adottare un nuovo sistema di calcolo della tariffa tramite sacchetti semitrasparenti dotati di transponder UHF a perdere a partire dal mese di dicembre 2011 con il supporto tecnico della ESPER.
In pratica viene applicato un sistema di calcolo della bolletta basato sul numero di ritiri dei sacchi di colore grigio, che contengono i rifiuti non riciclabili, dotati di una etichetta adesiva contenente un Tag RFID con all’interno un chip al quale è associato il codice utente che viene letto da un antenna installata sul mezzo utilizzato per la raccolta. L’antenna registra il codice del microchip, la data e l’ora del ritiro, il codice del veicolo e dell’operatore in servizio.
Con questo sistema ogni famiglia, alla quale è stato consegnato un Kit di 26 sacchi semitrasparenti grigi ed il necessario materiale informativo, viene incentivata a selezionare i materiali riciclabili in modo da ridurre al minimo la quantità dei rifiuti residui da smaltire. Coloro che espongono i rifiuti meno di una volta a settimana si vedono applicare una riduzione in bolletta. Un modo semplice ed efficace per premiare gli utenti più virtuosi.
Oltre alla tariffazione puntuale è stata anche introdotta la raccolta monomateriale del vetro mentre in precedenza questo materiale veniva raccolto insieme ad imballaggi in plastica, lattine e tetrapak con frequenza bisettimanale. L’entrata in vigore della suddette modifiche gestionali e della Tia Puntuale è stata preceduta da una ventina di assemblee pubbliche promosse sul territorio da Comune e ASCIT per informare tutti i cittadini sul funzionamento del nuovo sistema. Così come accaduto in occasione dell’avvio del servizio “porta a porta”, anche per l’introduzione delle suddette modifiche organizzative individuate dalla ESPER, un ruolo chiave è stato svolto dalle associazioni di volontariato, che sono state convolte nella attività di distribuzione dei sacchetti e del materiale informativo.
Grazie all’uso di sacchetti con trasponder UHF, pur a fronte di un costo di acquisizione maggiore rispetto all’uso di sacchetti prepagati con il logo del Comune, sono stati ottenuti i seguenti vantaggi:
• Il sistema consente una maggiore responsabilizzazione dei comportamenti individuali poiché permette di tenere traccia dell’effettivo conferimento di sacchetti della singola utenza e di identificare il conferitore anche in caso di prelievo contemporaneo di una moltitudine di sacchetti di fronte ad un condominio. Questa possibilità di maggiore controllo può essere sfruttata anche per le frazioni differenziate ed in particolare per il multimateriale leggero;
• Il sistema consente di applicare la tariffazione puntuale anche nei centri storici medioevali in cui mancano gli spazi condominiali necessari per il posizionamento di bidoni o mastelli dotati di transponder fissi;
• L’alternativa operativa rappresentata dai sacchetti prepagati serigrafati presenta il rischio che terzi possano commercializzare fraudolentemente sacchetti con il medesimo colore e le medesime scritte soprattutto quando tale soluzione viene adottata su larga scala in comuni o consorzi di grandi dimensioni. Con l’uso dei transponder questo rischio viene azzerato;
• Il sistema dei transponder UHF a perdere può essere utilizzato in combinazione con l’uso di bidoni o cassonetti, laddove gli spazi condominiali consentono il posizionamento dei contenitori rigidi, consentendo di rendere più flessibile il sistema di raccolta rispetto all’uso di soli sacchetti prepagati o di soli contenitori rigidi dotati di transponder fissi (le uniche due opzione finora disponibili sul mercato);
• Il sistema può essere utilizzato anche per circuiti di raccolta che comprendono più comuni permettendo di rilevare esattamente il numero di sacchetti raccolti in ogni singolo Comune.

Nelle 8 frazioni della zona sud dove il nuovo sistema è stato applicato inizialmente in via sperimentale la percentuale di RD ha superato il 90%, un risultato migliore di quanto previsto.
Nel 2012 sono state prodotte 923 tonnellate in meno di rifiuti, pari al 4,12%, rispetto al 2011. Per l’amministrazione comunale si tratta di un risultato molto positivo, che dimostra come la popolazione stia sempre più mettendo in atto le buone pratiche promosse da anni, verso l’obiettivo Rifiuti Zero. E’ stato inoltre rilevato un aumento della sensibilità delle famiglie nella scelta degli oggetti che vengono acquistati o adoperati nella vita di tutti i giorni. Ad esempio si è ridotto l’uso degli imballaggi in plastica e dei poliaccoppiati prediligendo l’utilizzo di contenitori riutilizzabili ed 4
acquistando sempre di più prodotti alla spina o nel mercato di filiera corta che sono anche più convenienti e danno meno facilmente origine a sprechi dei prodotti acquistati ma non consumati. A partire dal 2 gennaio 2013 il servizio di tariffazione puntuale è stato quindi esteso a tutto il territorio comunale anche per rendere più equa ed incentivante la tariffa rifiuti per tutte le utenze servite. Si punta così a migliorare ulteriormente il trend di diminuzione della produzione dei RU, iniziato nel 2005 con l’avvio della raccolta “porta a porta”. Come mostrato in tabella la produzione complessiva di RU pro capite è passata dai 699 del 2004 ai 463 kg/ab.anno del 2012 con una diminuzione del 34 %. La quantità di rifiuti non differenziati mandati a smaltimento, è invece passata dai 438 del 2004 ai 138 kg/ab.anno del 2012 con una diminuzione del 69 %.

L’Università la Sapienza di Roma ha quindi preso in esame Capannori, Roma e Salerno per uno studio sul gradimento della popolazione in tre casi dove è stata attivata la raccolta domiciliare. Secondo lo studio Capannori è risultato il miglior caso con il 94% della popolazione soddisfatta del servizio di raccolta: il 94% della popolazione si dichiara soddisfatto del servizio. Il merito va al coinvolgimento dell’amministrazione comunale che è riuscita ad organizzare un’efficace campagna di comunicazione e di partecipazione attiva sul “porta a porta”. Infatti il 98,6% degli abitanti del comune sono stati informati attraverso materiale informativo spedito a casa, mentre il 46% ha partecipato attivamente a riunioni e assemblee pubbliche.
La positiva esperienza di Capannori sta favorendo l’adozione dello stesso sistema in altri Comuni italiani. Dopo l’introduzione nel 2012 dei sacchetti con Tag UHF da parte di HERA a Castel San Pietro2 e da parte di AMGA a Legnano anche a Trento3 e Treviso4 stanno per essere introdotti i sacchetti con RFId5 prodotti anche da aziende diverse rispetto a quella che li ha sviluppati e prodotti inizialmente per Capannori (la SMP di Barletta) favorendo così una maggior concorrenza tra i diversi produttori ed un ulteriore riduzione dei costi di approvvigionamento degli stessi.
Il Ministero dell’Ambiente ha quindi chiesto a Capannori consigli, idee e proposte per redigere il piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti

Nel corso dell’audizione dello scorso 5 dicembre 2012 il Sindaco e l’Assessore di Capannori hanno consegnato ai tecnici e ai dirigenti del Ministero il piano di riduzione dei rifiuti recentemente approvato dal consiglio comunale. L’Amministrazione ha sottolineato l’importanza della riduzione dei rifiuti sia attraverso azioni di riallineamento del CAC (Contributo Ambientale Conai) con quelli medi europei (ad es. il CAC per la carta in Europa è pari a 70 €/t mentre in Italia è pari a soli 6 €/t) per raccogliere maggiori risorse con cui rimborsare ai Comuni i costi di raccolta degli imballaggi, sia inserendo nella pianificazione nazionale, al pari degli obiettivi di RD, obblighi normativi di riduzione degli scarti a livello comunale e di passaggio alla tariffazione puntuale come già attuato in altri Stati europei (ad es. Germania, Austria, Irlanda, Finlandia ecc.) o previsto a breve (in Francia tutti i Comuni dovranno adottarla entro il 2014). E’ stato infatti evidenziato che anche a Capannori la tariffazione puntuale si è dimostrata lo strumento più efficace per ottenere la riduzione dei costi di raccolta, la minimizzazione dei rifiuti residui e l’incentivazione di comportamenti virtuosi, non solo in fase di raccolta ma anche nel momento dell’acquisto di beni. L’obiettivo che l’amministrazione di Capannori e le altre 120 Comunità Rifiuti Zero (che amministrano oltre tre milioni di abitanti) si sono poste è infatti quello di ridurre al minimo la percentuale di rifiuti residui non riciclabili attraverso processi di miglioramento continuo e scegliendo di adottare la tariffazione puntuale quale elemento centrale della propria azione amministrativa. L’obiettivo “Rifiuti Zero” appare così sempre più vicino e questo strategia d’azione non può più essere etichettata come solo come una interessante utopia.

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Pressing per far slittare la TARES al 2014. Si va verso la tariffazione puntuale?

Non sono solo la società civile e gli ambientalisti a non vedere di buon occhio la TARES.
Anche all’interno della maggioranza di governo si assiste alle prime levate di scudi.
E’ così che nello scorso marzo un gruppo di sedici deputati del Partito Democratico – Bratti, Baretta, Mariani, Sbrollini, De Menech, Gribaudo, Casellato, Ginato, Moretto, Crivellari, D’Arienzo, Zardini, Dal Moro, Benamati, Murer – su iniziativa dell’on. Simonetta Rubinato, hanno rivolto nel marzo scorso un appello al Premier Monti.

“Il Governo rinvii l’entrata in vigore della Tares al 1º gennaio 2014.
E il Parlamento utilizzi il rinvio per ripensare questo tributo nell’ambito di una revisione complessiva del federalismo municipale.

La scadenza a luglio della prima rata, decisa dal Parlamento uscente rischia di avere ricadute negative in termini finanziari e gestionali su Comuni e gestori del servizio di raccolta rifiuti urbani.
Ma il pagamento di questo nuovo tributo a luglio preoccupa anche famiglie ed imprese già così duramente provate dalla crisi economica ed occupazionale in atto.

Per questo chiediamo al Governo in carica di dare seguito agli impegni assunti con l’ordine del giorno approvato il 22 gennaio durante l’approvazione del decreto rifiuti.

Riteniamo necessario un provvedimento d’urgenza, come richiesto anche dal presidente dell’Anci, che rinvii definitivamente l’entrata in vigore della Tares al prossimo anno, anche alla luce del superamento della fase dell’emergenza finanziaria nonché dell’andamento positivo delle entrate nel 2012 (Imu e introiti dalla lotta all’evasione).

Tenuto conto del livello elevato della pressione fiscale e delle difficoltà di famiglie e imprese auspichiamo che la nostra istanza possa trovare positivo accoglimento viste anche le dichiarazioni recenti del Premier Monti favorevoli alla possibilità di dare avvio ad un processo di riduzione della pressione fiscale”.

Il Governo, ha accolto l’appello e approvato l’ordine del giorno a prima firma dell’on. Simonetta Rubinato, e sottoscritto anche dai deputati Alessandro Bratti, Roger De Menech, Floriana Casellato ed Ermete Realacci si è impegnato, in vista della annunciata riforma di Imu e Tares, a tenere separato l’ipotizzato tributo per i servizi indivisibili dalla tariffa rifiuti, eliminando così dalla stessa Tares la prevista maggiorazione di euro 0,30 per metro quadrato. L’ordine del giorno, accolto durante la conversione in Aula del decreto per i pagamenti dei debiti della PA, impegna inoltre il Governo ad imprimere una più chiara politica di incentivazione delle pratiche virtuose nella gestione dei rifiuti che prevedano l’applicazione della tariffa puntuale come modalità ordinaria e l’applicazione di un tributo presuntivo soltanto in via eccezionale fino alla messa a punto di sistemi di commisurazione puntuale dei rifiuti prodotti. 

Rifiuti: a Legambiente non piace la Tares

A Legambiente non piace la Tares e ha dato il via alla raccolta firme per la petizione popolare “Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare” promossa nell’ambito della campagna Italia rifiuti free.

Secondo gli ambientalisti, «Chi produce meno rifiuti dovrebbe essere premiato, mentre la Tares, la nuova tassa sui rifiuti rischia, al contrario, di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani in maniera ingiusta».

I primi firmatari della petizione che può essere sottoscritta anche u online sul sito di Legambiente) sono Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Mario Tozzi, divulgatore scientifico, Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, Cristina Gabetti, curatrice della rubrica Occhio allo Spreco della trasmissione Striscia la Notizia, Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER, Enzo Favoino, Scuola agraria del Parco di Monza, Roberto Cavallo, presidente dell’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale, e Walter Ganapini, ambientalista.

Nella petizione, indirizzata al presidente del consiglio dei ministri Enrico Letta e ai ministri dell’ambiente Andrea Orlando e dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, si legge: «Chi produce meno rifiuti deve essere premiato. La nuova tassazione a carico delle famiglie e delle aziende deve essere equa e premiare i comportamenti virtuosi. La nuova tassa sui rifiuti, la Tares, rischia invece di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani. È un’ingiustizia. Il Governo deve rivedere il nuovo tributo sui rifiuti, che deve rispettare il principio europeo “chi inquina paga” e deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno. In Italia la gestione dei rifiuti sta vivendo una fase di grande evoluzione. Sono oltre 1300 i Comuni ricicloni che in tutto il Paese superano l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata, si stanno diffondendo le buone pratiche locali per la riduzione degli imballaggi inutili, sono sempre più numerosi gli impianti di riciclaggio che costituiscono l’ossatura portante della green economy dei rifiuti.  Ma ci sono ancora tanti problemi irrisolti. Continuiamo a produrre troppi rifiuti e a smaltirne quasi la metà nelle inquinanti discariche. In più di settemila Comuni italiani la quantità di rifiuti prodotti è irrilevante nel determinare l’ammontare della tassa, mentre solo alcune centinaia di enti locali fa pagare in base alle quantità effettivamente prodotte grazie alla tariffazione puntuale. Tutto questo è assolutamente inaccettabile.  Oggi è possibile affrontare in concreto la sfida della riduzione, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando una equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi. Solo in questo modo si contribuirà davvero a liberare l’Italia dal problema rifiuti, facendo entrare il nostro Paese a pieno titolo in quella “società europea del riciclaggio” alla base nella nuova direttiva europea».

da Greenreport.it

Capannori: Rd e tariffa puntuale. I video del convegno

Pubblichiamo i video degli interventi:

Saluti e introduzione – L’esperienza di Capannori
Giorgio del Ghingaro – Sindaco del Comune di Capannori

La raccolta porta a porta e la tariffa puntuale a Capannori
Roger Bizzarri – Direttore Ascit

La progettazione della tariffazione puntuale alla luce delle esperienze e dei risultati raggiunti in Italia ed Europa
Attilio Tornavacca, Direttore Generale ESPER

La TARES puntuale, la tassa rifiuti e servizi (Tares) diventa ‘’su misura’’
Raphael Rossi, Presidente IREN Emilia

Trento, fra raccolta porta a porta e tariffazione puntuale
Michelangelo Marchese, Assessore all’ambiente del Comune di Trento

I risultati economici e quali-quantitativi a dieci anni dall’introduzione della tariffa puntuale. L’esperienza del Gruppo Contarina SpA
Paolo Contò, Direttore Generale Consorzio Priula

Verso rifiuti Zero
Rossano Ercolini – responsabile del Centro di Ricerca Rifiuti Zero

Rifiuti e responsabilità
Ezio Orzes, Assessore all’ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi

Tarsu, Tia, Tares
Gianluca Fioretti – Presidente Associazione dei Comuni Virtuosi; Sindaco del Comune di Monsano (AN)

Capannori: Rd e tariffa puntuale. Gli atti del convegno

Pubblichiamo le presentazioni dei relatori:

La raccolta porta a porta e la tariffa puntuale a Capannori
Roger Bizzarri, Direttore ASCIT

La progettazione della tariffazione puntuale alla luce delle esperienze e dei risultati raggiunti in Italia ed Europa
Attilio Tornavacca, Direttore Generale ESPER

La TARES puntuale, la tassa rifiuti e servizi (Tares) diventa ‘’su misura’’
Raphael Rossi, Presidente IREN Emilia

I risultati economici e quali-quantitativi a dieci anni dall’introduzione della tariffa puntuale. L’esperienza del Gruppo Contarina SpA
Paolo Contò, Direttore Generale Consorzio Priula

Rifiuti e responsabilità
Ezio Orzes, Assessore all’ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi

Tariffa puntuale: i risultati italiani e europei presentati al convegno di Capannori

di Giuseppe Miccoli 

Una percentuale dell’82% di raccolta differenziata e una diminuzione totale del 30% dei rifiuti. Sono alcuni dei brillanti risultati presentati da Giorgio Del Ghingaro, sindaco del comune di Capannori (45.000 abitanti, provincia di Lucca) aprendo i lavori del convegno “I risultati della tariffazione puntuale a Capannori e in Europa” che si è tenuto giovedì scorso promosso dal Comune di Capannori (LU) e dall’Associazione Comuni Virtuosi. Ma non sono gli unici.

Grazie al supporto tecnico del Centro di Ricerca Rifiuti Zero (diretto da Rossano Ercolini) e dalla Esper (diretta dall’amministratore delegato Attilio Tornavacca) il risparmio dei costi è stato determinato dalla tariffazione puntuale. In molte realtà del Nord Italia (e in particolare a Capannori) le performance dei servizi di raccolta differenziata sono migliorate ulteriormente grazie all’introduzione della tariffa, l’unica àncora di salvezza per non applicare la Tares, la nuova tassa sui rifiuti voluta dal Governo Monti.

Dati confermati anche da Roger Bizzarri, Direttore generale dell’azienda pubblica ASCIT. «L’applicazione della tariffazione puntuale alla raccolta porta a porta è stata determinante sia per l’aumento della percentuale di raccolta differenziata che per la diminuzione dei rifiuti indifferenziati (ad esempio il confronto tra il primo trimestre 2013 rispetto al 2012 segna un +5,83% di raccolta differenziata e una minore produzione di rifiuti del -2,77%,). Da sottolineare anche che le risorse e i mezzi “liberate” sono state reinvestite nell’azienda».

«La tariffa puntuale – ha spiegato Attilio Tornavacca – è il modo più equo per far pagare il servizio di raccolta rifiuti ai propri cittadini. E ne guadagna anche la qualità». Capannori, con il supporto tecnico della ESPER, non ha soltanto introdotto la tariffazione puntuale ma ha anche abbandonato la raccolta multimateriale (vetro plastica e alluminio) per far posto a una raccolta differenziata di maggiore qualità (cioè quella monomateriale del vetro e congiunta della plastica e lattine): la maggiore purezza dei materiali ha portato ad un aumento dei ricavi Conai. «Se la Francia ha previsto l’attivazione della tariffazione puntuale in tutto il paese entro il 2014, al contrario l’Italia rimane fanalino di coda in Europa nell’applicazione della tariffa. Anzi con la Tares – ha spiegato Tornavacca – c’è stata una nuova inversione di rotta. L’Italia ha deciso di far pagare nuovamente il servizio di igiene e di raccolta in base ai metri quadri degli immobili. In alcuni comuni si prevedono aumenti per le 30 tipologie di utenze non domestiche individuate dal regolamento attuativo, che variano dal 150 al 400%». Solo i comuni che ha introducono la raccolta porta a porta e la tariffazione puntuale potranno evitare questi aumenti.

« Anche Iren Emilia – ha spiegato il presidente Raphael Rossi – sta introducendo la tariffa puntuale. Non abbiamo ancora dei dati sulla «tariffa puntuale», ma abbiamo già notato che il tasso di esposizione dei bidoncini è sceso al 20%: meno «punti presa» (cioè meno bidoncini da svuotare) comportano un risparmio. Pensate quanto spreco c’è a svuotare un contenitore semivuoto. La tariffazione determina invece una razionalizzazione delle risorse».

« Il consorzio Priula nel trevigiano, ormai prossimo alla fusione del corsorzio gemello Tv Tre – ha spiegato il presidente Paolo Contò – da anni ha introdotto la tariffazione puntuale. Grazie alla tariffa siamo da anni in prima fascia Conai. Inoltre i due consorzi di comuni hanno una percentuale media di raccolta differenziata dell’83% e una produzione procapite di indifferenziato che oscilla tra i 58 e i 55 chili. Un grande risparmio sui costi di discarica. Inoltre va considerato un effetto fiscale: con la tariffazione si ha un risparmio tondo del 10%. E’ la mancata applicazione dell’Iva, che al contrario della tares, l’azienda (sia essa pubblica o privata) che svolge il servizio deve applicare in fattura all’amministrazione».

Ezio Orzes, assessore al comune di Ponte nelle Alpi, ha dichiarato che con la tariffa puntuale i Pontesi negli ultimi tre anni «hanno avuto una riduzione della bolletta dei rifiuti del 14,7%, in controtendenza alla media nazionale che è invece cresciuta del 21%. Grazie alla raccolta porta a porta abbiamo risparmiato tantissimo. Prima i costi in discarica erano il 57% del totale, pari a 475.000 euro l’anno, oggi invece sono meno di 40.000 euro. Il rifiuto indifferenziato procapite è sceso da 348 chili a 30 chili. Lo dice anche l’Arpa Veneto: la raccolta porta a porta conviene di più della raccolta stradale. Costa in meno ad ogni abitante circa 75 euro».

Michelangelo Marchesi, Assessore all’Ambiente nella Città di Trento ha descritto come è stata applicata la tariffa puntale in una grande città (115.000 abitanti) che ha raggiunto il 67 % di RD nel 2012, «La coerenza è evidente che c’è tra la tariffazione puntuale e la raccolta porta a porta. Il cittadino con la tariffa non è incentivato a barare, al contrario. Tuttavia non è semplice farsi comprendere all’inizio, ma con una buona campagna di comunicazione si riesce a superare questo problema»

Gianluca Fioretti, presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi, ha sottolineato che la Tares reintroduce esclusivamente il meccanismo della tassazione basata sul calcolo dei metri quadri degli immobili di proprietà o in possesso. «La tares si pone in netto contrasto con tutto ciò che è stato fatto dal sistema della raccolta differenziata porta a porta. I mercatini privati del Baratto ad esempio rischiano di pagare una tassa molto alta nonostante non producano alcun rifiuto, anzi, evitano che si formino grazie al riutilizzo dei beni ingombranti».

Rossano Ercolini, del Centro Rifiuti Zero, ha ringraziato l’assemblea piena di cittadini, « I rifiuti passano ogni giorno dalle nostre mani, e sono dunque nella nostra mente. Il movimento rifiuto zero è di tipo “bottom up”, una spinta verso l’alto che chiede alla leadership politica di dare il meglio di sé. I politici non possono fare da tappo. E’ la gente che lo chiede.

30 maggio 2013: I risultati della tariffazione puntuale a Capannori e in Europa

La scelta di organizzare il convegno a Capannori, primo Comune in Italia ad aver approvato la delibera «Verso rifiuti zero entro il 2020» e ad aver utilizzato i sacchetti con transponder per l’introduzione della tariffazione puntuale raggiungendo una percentuale di RD superiore all’80 %, è scaturita dalla volontà dell’Amministrazione Comunale e dell’Associazione Comuni Virtuosi di condividere ed illustrare i brillanti risultati ottenibili con il passaggio alla tariffazione puntuale. Il pluripremiato Comune di Capannori non si è infatti accontentato dei formidabili risultati già raggiunti sul fronte della riduzione e riciclaggio dei rifiuti ed ha migliorato ulteriormente le proprie performance grazie alla recente introduzione della tariffazione puntuale con il supporto tecnico del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e della ESPER.

L’obiettivo che l’amministrazione di Capannori e le altre 120 Comunità Rifiuti Zero (che amministrano oltre tre milioni di abitanti) si sono poste è infatti quello di ridurre al minimo la percentuale di rifiuti residui non riciclabili attraverso processi di miglioramento continuo e scegliendo di adottare la tariffazione puntuale quale elemento centrale della propria azione amministrativa.

Aprirà il convegno Giorgio Del Ghingaro, Sindaco di Capannori ed interverrà poi Rossano Ercolini, responsabile del Centro di Ricerca Rifiuti Zero per moderare gli interventi ed illustrare le motivazioni che hanno indotto la Comunità Rifiuti Zero a porre il tema della tariffazione puntuale come elemento centrale della proposta di Legge “Rifiuti Zero” l’obbligo del passaggio alla tariffazione puntuale.
Per illustrare i numerosi vantaggi economici ed ambientali che gli utenti e le amministrazioni possono raggiungere mediante l’adozione della tariffazione puntuale che valorizza pienamente i sistemi di raccolta differenziata porta a porta interverranno poi Roger Bizzarri, Direttore generale ASCIT ed Attilio Tornavacca, quale direttore generale della ESPER, Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti, partner tecnico di riferimento dell’Associazione Comuni Virtuosi per il settore della gestione dei rifiuti. Interverrà poi Giovanni Romano, Assessore all’Ambiente della Regione Campania, che descriverà la strategia della Regione Campania anche in base alla sua precedente esperienza di Sindaco di Mercato San Severino in cui aveva introdotto, primo caso nel centro sud, la tariffazione puntuale. Raphael Rossi, cofondatore della ESPER ed attualmente Presidente IREN Emilia che illustrerà i risultati della tariffazione puntuale operata da IREN in vari Comuni emiliani.
Dopo un coffee break Michelangelo Marchesi, Assessore all’Ambiente della Città di Trento che descriverà come è stata applicata la tariffa puntale in una grande città che ha raggiunto il 75 % di RD.
Seguirà l’intervento di Paolo Contò, Direttore generale Consorzio Priula, che gestisce l’intero ciclo dei rifiuti urbani di 24 Comuni della provincia di Treviso in cui è stato superato l’80 % medio di RD con costi di gestione estremamente contenuti. Sarà poi la volta di Ezio Orzes, Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi (risultato vincitore negli ultimi tre anni del premio di Legambiente come “Comune più riciclone d’Italia”) che illustrerà i risultati ottenuti grazie all’adozione della TARSU puntuale che ha consentito di ridurre i costi (in media 160 euro a famiglia contro le 240 euro della media nazionale).

Il Convegno si concluderà con la Tavola rotonda presieduta da Gianluca Fioretti, Presidente Associazione Comuni virtuosi dedicata alle problematiche per l’applicazione della TARES in Italia e le proposte per modificare tale normativa ed incentivare il passaggio alla tariffazione puntuale, a cui sono stati invitati a partecipare: Laura Boldrini Presidente Camera dei Deputati, Graziano Del Rio, Sindaco di Reggio Emilia, Marco Doria, Sindaco di Genova, Gabriele Folli, Assessore all’Ambiente della Città di Parma, Tommaso Sodano, Vicesindaco Città di Napoli, Maurizio Gatti, Presidente ASCIT.

Di seguito viene riportato il dettaglio del programma del convegno.

ore 15.00:  Apertura dei lavori da parte di Giorgio Del Ghingaro, Sindaco di Capannori

ore 15.20:  Modera gli interventi e introduce Rossano Ercolini, responsabile Centro di Ricerca Rifiuti Zero

ore 15.45:  Verso rifiuti zero anche grazie all’introduzione della tariffazione puntuale – Roger Bizzarri, Direttore generale ASCIT

ore 16.10:  La progettazione della tariffazione puntuale alla luce delle esperienze e dei risultati raggiunti in Italia ed in Europa – Attilio Tornavacca, Direttore generale ESPER

ore 16.35:  La strategia della Regione Campania alla luce dell’esperienza della tariffazione puntuale a Mercato San Severino – Giovanni Romano, Assessore all’Ambiente della Regione Campania

ore 17.00:  I risultati della tariffazione puntuale operata da IREN in Emilia – Raphael Rossi,          Presidente IREN Emilia

ore 17.25:  Coffee break

ore 17.45:  L’applicazione della tariffa puntale anche nelle metropoli urbane: il caso della Città di Trento – Michelangelo Marchesi, Assessore all’Ambiente della Città di Trento

ore 18.10:  I risultati economici e quali-quantitativi a dieci anni dall’introduzione della tariffa puntuale – Paolo Contò, Direttore generale Consorzio Priula

ore 18.35:  I risultati ottenuti grazie all’adozione della TARSU puntuale a Ponte nelle Alpi –
Ezio Orzes, Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi

ore 19.00: Tavola rotonda: “Le problematiche per l’applicazione della TARES in Italia e le proposte per modificare tale normativa ed incentivare il passaggio alla tariffazione puntuale ”
Presiede Gianluca Fioretti, Presidente Associazione Comuni virtuosi e sono stati invitati: Marco Doria, Sindaco di Genova, Gabriele Folli, Assessore all’Ambiente della Città di Parma, Tommaso Sodano, Vicesindaco Città di Napoli, Maurizio Gatti, Presidente ASCIT,
Graziano Del Rio, Sindaco di Reggio Emilia, Laura Boldrini Presidente Camera dei Deputati