Articoli

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, microchip per “firmare” la differenziata a Ragusa

Un appalto da oltre ottanta milioni di euro per sette anni. Una radicale innovazione nel sistema di raccolta dei rifiuti che porrà fine alle numerose proroghe all’attuale servizio.
Il consiglio comunale ha approvato, con 23 voti favorevoli, l’atto che consente l’avvio della fase di individuazione, da parte dell’Urega, della ditta che curerà il servizio. Proprio la raccolta differenziata dei rifiuti sarà il punto forte: in tutta la città, col sistema del porta a porta, con l’aumento fino al settanta per cento. È prevista la tariffazione puntuale, secondo un sistema ormai in vigore in molte parti d’Italia: più inquini più paghi. E, di conseguenza, più differenzi, meno cara sarà la bolletta. Un sistema che prevede controlli anche sugli operatori: i mezzi avranno dei gps per il controllo.

Pure per i lavoratori un sistema premiale: se si raggiungono maggiori indici di differenziata, la ditta riceverà una sorta di «premi» che dovrà dividere con i dipendenti. Non con tutti, ma solo con quelli che – sulla base di sistemi di attento monitoraggio hanno contribuito a migliorare ulteriormente il servizio.

Fonte: Giornale di Sicilia

RASSEGNA STAMPA – Augusta: presentata la nuova gestione rifiuti porta a porta

16 dicembre 2015 – Potrebbe essere arrivato in dirittura d’arrivo il progetto della nuova gestione dei rifiuti cittadina. A un anno di distanza dalla trasmissione del bando di gara, ieri mattina il progetto, il cui iter di appalto è in fase di conclusione per l’approvazione definitiva, è stato illustrato nel salone di rappresentanza del Palazzo di città. Erano presenti per l’amministrazione la prima cittadina Maria Concetta Di Pietro e l’assessore con delega all’Ambiente Pino Pisani per l’amministrazione e Salvatore Genova per la società Esper di Torino che ha redatto il progetto.
Il sindaco ha introdotto l’incontro pubblico :” Un cambiamento culturale notevole. Il riciclaggio premierà i cittadini più virtuosi. Un punto di svolta epocale che consentirà di uscire dalla preistoria”. L’assessore Pisani ha aggiunto :”la raccolta differenziata dipenderà anche dalla capacità dei cittadini a partecipare. Questo è il primo di una serie d’incontri che serviranno a informare la cittadinanza sulle nuove regole”.
Il tecnico della Esper ha illustrato , in generale, il moderno concetto introdotto dal progetto che , ricordiamo, era già pronto dall’estate del 2012, cioè prima del “terremoto” dello scioglimento del consiglio comunale che ha , di fatto, bloccato tutto l’iter con l’arrivo della Commissione straordinaria. Oltre un anno di stop che ha pesato sulla comunità inutilmente. “La città – esordito Genova – è fortunata perché ha una nuova e moderna gestione dei rifiuti il cui obiettivo principale è la riduzione dei rifiuti da conferire in discarica, meno rifiuti significa minori costi e maggiori benefici per la comunità.
Raccogliere meglio significa prevenire le cattive abitudini e le mini discariche abusive sul territorio. La città è anche fortunata – ha aggiunto – perché ha potuto partecipare al bando “Fare con meno” che è riservato alle città sciolte per mafia”. Ma quali saranno le principali novità? “Non esisteranno più i classici cassonetti – ha spiegato il rappresentante di Esper – si punterà sulla raccolta “porta a porta” con l’operatore che passerà casa per casa, un processo di fidelizzazione. A regime sparirà l’attuale tariffazione basata sui metri quadri, sarà introdotta la tariffa puntuale. Chi ricicla di più pagherà meno e viceversa. Il calcolo infatti sarà effettuato sulla quantità di rifiuti indifferenziati consegnati all’operatore (quello che rimane dopo aver eliminato carta, vetro, plastica ecc..)”
Attualmente , secondo le stime, il 96 percento dei rifiuti va in discarica con notevole dispendio di denaro che, naturalmente, è a carico dei cittadini. L’obiettivo del 77% di differenziata è auspicabile, solo se ci sarà la volontà e la capacità, la coscienza civile e la costanza di ogni cittadino/utente. “Un effetto del servizio porta a porta – ha ricordato Genova – è l’aumento del personale impiegato dall’azienda appaltatrice per la raccolta. Ogni famiglia, azienda o esercente sarà dotato di un kit di contenitori (carta, vetro, plastica, umido) , i contenitori saranno muniti di microchip identificativo. Da quello che si consegnerà sarà dedotta la bolletta del servizio”.
Il progetto fare con meno, finanziato con 700 mila euro, consentirà di realizzare centri di raccolta per rifiuti ingombranti e centri di riuso, con questo sistema si prevengono le discariche abusive e il materiale sarà riutilizzato o rivenduto. Saranno acquistati e installati erogatori pubblici di acqua per cercare di ridurre il più possibile l’utilizzo delle bottiglie di plastica. Una nuova era – ha concluso il tecnico – cui i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente”.
Ricordiamo , per dovere di cronaca, che nel dicembre del 2014 il bando di gara è stato trasmesso all’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici che dovrà approvarlo. L’affidamento della gestione rifiuti copre un periodo di sette anni per un importo complessivo di 42 milioni di euro. Il progetto era stato avviato dall’assessore Michele Accolla dell’amministrazione Carrubba, che nel 2012 affidò l’incarico alla Esper di Torino , un ente che si occupa dello studio sulla pianificazione ecosostenibile dei rifiuti, che opera a livello nazionale.
Dopo lo scioglimento del consiglio comunale, non si è capito come mai l’azienda è stata esclusa, anche se lo studio era pronto per emettere il bando. Solo in un secondo momento, dopo circa un anno, i commissari hanno rinnovato l’incarico che ha consentito di completare l’iter. La città ha perso tempo utile, circa due anni. Nel frattempo la Regione ha emanato nuove regole istituendo gli Ambiti di raccolta ottimale, il Piano del comune di Augusta è stato adeguato alla nuova norma. Se tutto andrà per il verso giusto tra giugno e luglio il nuovo sistema dovrebbe essere avviato con il definitivo addio agli odiosi cassonetti e , si spera, alle discariche abusive che quotidianamente fanno da corredo alla città.

fonte: Augustaonline.it

RASSEGNA STAMPA – Nuovo piano rifiuti a Ragusa

Il Consiglio comunale ha approvato la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia del Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale, il relativo quadro economico e i conseguenti atti di gara. Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio l’Esper, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, evidenzia che “il servizio porta a porta sarà esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione a ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali; il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta)”. “La riorganizzazione del servizio – secondo l’Esper – e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano”. Attilio Tornavacca, direttore della Esper, dichiara che “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato e ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di Esper stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea Cense”.

Fonte: telenovaragusa.com

Comuni Ricicloni, Legambiente premia Cassano

Legambiente ha assegnato al Comune di Cassano il “Premio di Seconda Categoria” che viene attribuito a quei Comuni che hanno raggiunto nei primi nove mesi del 2015 una media di raccolta pari o superiore al 65%.

Prestigioso riconoscimento per il Comune di Cassano che, con il supporto tecnico di ESPER ha raggiunto risultati eccellenti nel corso di questo anno nella raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

«Nell’ambito – si legge in una nota del Comune – dell’ottava edizione di “Comuni Ricicloni Puglia” – il rapporto che annualmente fotografa lo stato della raccolta differenziata nella nostra regione – Legambiente ha assegnato al nostro Comune il “Premio di Seconda Categoria” che viene attribuito a quei Comuni che hanno raggiunto nei primi nove mesi del 2015 una media percentuale di raccolta pari o superiore al 65% (nel 2014 la percentuale di raccolta del nostro Comune è stata del 61,5%).

«Il premio che Legambiente ci ha assegnato – dichiara il sindaco Vito Lionetti – è un ulteriore riconoscimento per gli sforzi che la cittadinanza e l’amministrazione comunale hanno fatto in questi ultimi tempi».

«Nel 2013 – continua il sindaco – Cassano, insieme ad altri Comuni, ricevette una “Menzione Speciale” da Legambiente per i risultati molto soddisfacenti ottenuti a pochi mesi dall’avvio della raccolta differenziata. Di quei Comuni che furono premiati, come ci ha comunicato Legambiente stamattina, solo Cassano e pochi altri enti locali hanno mantenuto un trend di crescita. Questo premio, pertanto, è per noi motivo di grande orgoglio, perché certifica come le importanti innovazioni che abbiamo apportato negli ultimi mesi, che riguardano principalmente i borghi, hanno migliorato di molto il servizio e garantito questi ottimi risultati».

Il premio è stato consegnato stamattina nel corso di una cerimonia che si è tenuta all’Hotel Palace di Bari, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Domenico Santorsola, assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, oltre a Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente e Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente Nazionale.

È stato proprio l’assessore regionale Santorsola a consegnare il premio nelle mani del sindaco Vito Lionetti, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Michele Maiullaro e dal funzionario del Comune Lorenzo Sciacovelli.

Durante la cerimonia anche il nostro Comune ha sottoscritto il Manifesto di Legambiente “Per un’Italia Rifiuti Free”, ossia dieci proposte che rilanciano l’economia circolare per contrastare l’emergenza rifiuti e che, in particolare, sollecita Governo, Parlamento e Regioni ad attivare politiche che premino concretamente quei Comuni e dunque quei cittadini che hanno messo in atto una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti».

Fonte: www.cassanolive.it

RASSEGNA STAMPA – Aggiudicato l’appalto ARO BA/2

Gestione rifiuti in forma associata con altri comuni, il comune di Modugno capofila nell’aro dei primati
L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/2 è il primo tra gli ‘ARO’ non commissariati di Puglia ad aggiudicare la gara d’appalto per il porta a porta. e il primo a introdurre in Puglia la tariffazione puntuale: chi più inquina più paga.

“E’ un momento particolarissimo e decisivo – dice Nicola Magrone, Sindaco del Comune di Modugno e presidente dell’Aro Ba/2 – nel lungo cammino di sette Comuni per un approdo di civiltà nel metodo e nel merito. L’amministrazione comunale di Modugno è orgogliosa di questo risultato. Sono sicuro che la cittadinanza farà la sua parte. Fino a qui è stato un percorso importante ma anche complicato, caratterizzato da enormi sforzi per tenere assieme le esigenze di ben sette Comuni. Questa amministrazione è riuscita a stare da protagonista dentro questo percorso, nonostante l’interruzione forzata di un anno, per costruire un sistema che è unico nella regione: la tariffazione puntuale infatti è un sistema virtuoso che induce il cittadino a differenziare bene anche per avere maggiori sconti sulla bolletta della tassa rifiuti.”
Nei sette comuni dell’ARO BA/2 – Modugno , Bitetto, Bitritto, Binetto, Giovinazzo, Palo del Colle e Sannicandro – dei quali Modugno è Comune capofila, il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani fatto porta a porta, è stato assegnato all’associazione temporanea di imprese ‘CNS – Cogeir – Del Fiume’. Parte da questo momento un cambiamento culturale decisivo per le abitudini della comunità in favore di una gestione rifiuti sostenibile. Si consuma un passaggio storico anche perché per la prima volta a livello regionale si introduce il principio “chi più inquina più paga” applicato con il metodo della tariffazione puntuale: il costo del nuovo servizio unico di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani sarà giustamente legato e commisurato alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto dalle singole utenze. Uno standard che in Puglia ancora non esisteva. E questo accade, a conclusione di un iter durato due anni e avviato dalla precedente amministrazione Magrone, in un comune che non ha mai conosciuto davvero la raccolta differenziata.

“L’aggiudicazione della gara – sostiene l’assessore all’ambiente del comune di Modugno, T. Luciano – segna la chiusura di una fase ma ne apre una nuova nella quale diventa fondamentale il comportamento dei cittadini. L’auspicio è che tutti acquisiscano consapevolezza dell’importanza della collaborazione e dimostrino di saper fare proprio il cambiamento culturale richiesto traducendolo in una pratica quotidiana improntata a una buona differenziazione dei rifiuti, all’abitudine al riuso e al riciclo  degli scarti e a una maggiore sensibilità verso la logica di consumo a ‘chlimoetro zero’.”
È stata infatti, questa, la tappa conclusiva di un lungo e complesso percorso, all’interno della strategia ‘Rifiuti Zero’, percorso avviato dall’amministrazione Magrone nel 2013, dopo che la legislazione regionale sull’organizzazione dei servizi pubblici locali aveva obbligato i Comuni ad associarsi in Ambiti di Raccolta Ottimale e a bandire una gara unitaria per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani.
L’Aro Ba/2 nel 2013 ha incaricato la ESPER, una società di professionisti di comprovata esperienza nel settore, della redazione del progetto unico del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani per l’intero territorio dell’ambito. Ne è scaturito un piano industriale innovativo che presenta indubbiamente nella Tariffazione Puntuale il suo aspetto più rivoluzionario e che  contempera le esigenze di tutti i territori Aro. Da quel momento, secondo le prescrizioni di legge, incombeva sui sette comuni coinvolti una serie di obblighi che sono stati rispettati ma il cui adempimento non era affatto scontato: così come previsto, infatti, nel 2014 il Piano Industriale è stato prima adottato dai Sindaci Aro e poi approvato dai rispettivi consigli comunali. Esso descrive, inoltre, in modo particolareggiato, l’articolazione territoriale del servizio, le modalità di esecuzione del servizio di raccolta differenziata (con l’indicazione del numero dei passaggi settimanali per la raccolta delle varie tipologie di rifuti differenziati), gli obiettivi di prevenzione e riduzione dei rifiuti, i costi. Il sistema della Tariffazione Puntuale, che prevede che l’utente paghi in relazione alla quantità di indifferenziato svuotato, poggia sulla volumetria dei contenitori forniti alle singole utenze e sul numero di svuotamenti dei mastelli. Gli obiettivi di raccolta differenziata sono il 60% entro il primo anno, il 70% e oltre con servizio a regime dopo il primo anno.

Si arriva così ad oggi, 22 settembre 2015. La commissione giudicatrice ha concluso l’iter della gara d’appalto aggiudicando col criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa (democraticamente scelto dai sindaci), il servizio all’Ati ‘CNS-Cogeir- Del Fiume’: riunita in seduta pubblica nella sede dell’ARO BA/2 presso il Comune di Modugno, la commissione ha dapprima comunicato l’attribuzione dei punteggi su aspetti qualitativi e quantitativi delle prestazioni previste nelle offerte tecniche giunte dalle ditte partecipanti alla gara, ha quindi provveduto all’apertura delle buste contenenti le offerte economiche, ed ha infine comunicato l’aggiudicazione provvisoria, sulla base di una graduatoria redatta combinando punteggi tecnici e offerte economiche, dell’appalto del servizio integrato di igiene urbana in forma associata dell’AROBA/2.

Fonte: barisudovest.it

Lucca: tariffa puntuale

La tassa sui rifiuti nel 2016 aumenta del 3%, ma per chi differenzia di più scattano dei mini sconti di cui si potrà usufruire l’anno successivo. Il costo medio per un’utenza domestica sale a 296 euro (era 286). L’aumento è dovuto principalmente all’estensione del porta a porta su tutto il territorio comunale. Il regolamento andrà in consiglio il 15 dicembre e, se verrà approvato, entrerà in vigore dal 1° gennaio. I rincari sono previsti anche per le utenze non domestiche, ma i commercianti dal 2016 avranno la possibilità di scaricare l’Iva della fattura che ricevono da Sistema ambiente, quindi pagheranno meno.
La tariffa puntuale (che non si applica in centro) consente di monitorare i ritiri dell’indifferenziato nel porta a porta e permette di avere sconti a chi differenzia di più. Il meccanismo è così costruito: chi lascia fuori il bidoncino dell’indifferenziato 52 volte l’anno (una a settimana) paga la tariffa piena, ma ogni
volta che il bussolotto non viene ritirato, l’utente accumula uno sconto dello 0,4% sulla parte variabile della tariffa (per le utenze non domestiche è dello 0,3%). Lo sconto massimo che si può accumulare è del 10% annuo sulla parte variabile, che corrisponde al 4% del totale. (g.p.)

Ragusa – ll consiglio comunale approva all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento e gli atti di gara

Il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 17 dicembre ha approvato all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento per la raccolta rifiuti, i relativi atti di gara e la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia. Dopo anni di affidamenti diretti e proroghe (sistema che ha anche attirato l’attenzione della magistratura, come dimostra questo articolo del Corriere di Ragusa), il servizio è nuovamente messo a gara.
Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio si possono evidenziare i seguenti:

  • il servizio porta a porta esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione ad ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali nonché la contestuale di tutti i bidoni condominiali e dei cassonetti stradali;
  • il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta). Una modalità di tariffazione più equa (ogni cittadino pagherà in base ai propri comportamenti: più saranno virtuosi più basso sarà l’importo della bolletta), trasparente (i cittadini possono conteggiare i propri conferimenti e confrontarli con quelli riportati in bolletta), incentivante (per i cittadini più virtuosi, che si vedranno applicare degli sconti in bolletta per l’amministrazione che vedrà annullarsi o quasi i casi di contestazione, per l’azienda che avrà la possibilità di ottimizzare il servizio).

La riorganizzazione del servizio e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano.

Tra gli effetti positivi dell’applicazione della tariffazione puntuale applicata in sinergia con la raccolta porta a porta, si possono evidenziare soprattutto i seguenti:

  • l’incentivazione economica al minor conferimento di rifiuti indifferenziati non riciclabili stimola una maggiore consapevolezza dei cittadini verso comportamenti virtuosi, sia in fase di gestione dei propri rifiuti, sia in fase di acquisto (dove si è applicata la tariffazione puntuale si è registrato un cambio nelle preferenze d’acquisto, a favore di prodotti con imballi più ridotti, più ecologici, quando non addirittura sfusi).
  • una maggiore responsabilizzazione degli utenti rispetto alla qualità dei materiali conferiti che consente un aumento non solo della quantità della raccolta differenziata, ma anche e soprattutto della sua qualità, elemento fondamentale per ottenere il massimo dei corrispettivi sulla base dell’accordo nazionale ANCI-CONAI.
  • una maggiore responsabilizzazione del gestore e degli operatori del servizio rispetto alla auspicata riduzione dei costi complessivi grazie all’introduzione di meccanismi evoluti di penalizzazione al gestore (in caso di mancato raggiungimento dei risultati) ma anche di riconoscimento di premialità economiche (in casi di superamento degli obiettivi) da riconoscere agli operatori. Tali risorse aggiuntive deriveranno dai maggiori ricavi derivanti dall’auspicato aumento della qualità delle frazioni riciclate.

Come dichiara il Dott. Attilio Tornavacca quale direttore della ESPER, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato ed ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di ESPER stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea CENSE (Circular Economy from North to South Europe 2020 –  che mira a promuovere la cooperazione tra reti di città su tematiche chiave dell’Unione Europea ndr.) . Cogliamo l’occasione dell’approvazione del Piano per ringraziare in particolare l’Assessore all’Ambiente, Dott. Antonio Zanotto, per l’infaticabile opera di confronto, condivisione e supporto operativo che, coadiuvato dagli uffici tecnici del proprio settore, ha garantito in questi mesi dimostrando di credere profondamente nel carattere innovativo e nelle potenzialità di questo Piano portando avanti fino in fondo questa sfida”.

Il progetto, sviluppatosi a seguito di numerose occasioni di confronto che hanno coinvolto la cittadinanza, gruppi di interessi, associazioni di categoria e gruppi sindacali, rappresenta per la Sicilia un elemento di forte innovazione tanto che Comieco, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi, ha scelto il progetto del Comune di Ragusa come realtà campione, ovvero come progetto pilota per l’ottimizzazione della raccolta della carta e del cartone nel contesto siciliano. Come ha dichiarato il dott. Roberto Di Molfetta di Comieco, durante il proprio intervento durante conferenza tenutasi il 28 novembre scorso a Ragusa in occasione della a Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti “La scelta di affiancare e sostenere il progetto di Ragusa deriva dall’analisi e dalla valutazione estremamente positiva delle potenzialità di tale metodologia di intervento, dalla profonda e preventiva condivisione con le parti sociali e della elevata determinazione che caratterizza l’Amministrazione comunale ragusana”.

Le conseguenze dello Sblocca Italia

di Luca Fioretti, membro del direttivo nazionale dell’Associazione Comuni Virtuosi

La possibile realizzazione di un inceneritore da 200.000 tonnellate nella regione Marche, prevista dal Decreto del Presidente del Consiglio 29/07/2015 in attuazione dell’Art. 35 del D.L. 133/2014, il cosiddetto “sblocca Italia”, si prefigura come una scelta scellerata per i nostri territori.

Nella nostra regione sono ormai decine i Comuni, piccoli medi e grandi, partendo dal capoluogo regionale, che gestiscono con successo la raccolta dei rifiuti con il metodo “porta a porta”, rispettando così l’obbiettivo comunitario del 65% di raccolta differenziata.

Tra i vari passaggi del Decreto, si richiama la Direttiva CE 98/2008, che stabilisce una precisa gerarchia dei rifiuti, partendo direttamente dal punto 4 di tale gerarchia, il “recupero di energia”, saltando così i primi tre punti che, trattandosi appunto di una gerarchia, devono essere invece applicati: 1 prevenzione; 2 preparazione per il riutilizzo; 3 riciclaggio. Attraverso l’applicazione di tale gerarchia infatti, si può evitare il cosiddetto “recupero energetico” e ridurre di conseguenza in modo sostanziale lo “smaltimento” (p.5).

Alla luce di tale gerarchia, i punti chiave della CE 98/2008 sono:

il principio “chi inquina paga”, per cui il produttore iniziale di rifiuti deve pagare i costi di gestione dei rifiuti; il concetto di “responsabilità estesa del produttore”;

la gestione dei rifiuti deve essere effettuata senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna, senza causare inconvenienti da rumori o odori, o senza danneggiare il Paesaggio o i siti di particolare interesse.

Il mancato rispetto di tale gerarchia, e del raggiungimento degli obbiettivi fissati per la percentuale di raccolta differenziata, provoca automaticamente procedura di infrazione, che il nostro Paese sta già pagando per varie centinaia di milioni di euro

L’Art. 35 dello “sblocca Italia”, brutta copia della famigerata “Legge Obbiettivo” di Berlusconi, scavalca di fatto i Territori e le loro Comunità, dalla Regione fino al Comune più piccolo, distruggendo ogni meccanismo di partecipazione e condivisione, individuando in modo autonomo e non condiviso “infrastrutture ed insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”, tra cui appunto gli inceneritori.

La nostra regione dovrebbe quindi ospitare un “mostro” in grado di bruciare rifiuti, urbani e non, per una capacità di 200.000 tonnellate/anno, sopperendo all’incapacità delle altre regioni di attuazione di efficaci piani di gestione dei rifiuti. Praticamente verrebbero gettati via anni di programmazione e di buone pratiche realizzate concretamente dai nostri Territori (penso ad esempio al consorzio Cosmari della provincia di Macerata, con una raccolta media di oltre il 70% e il recente spegnimento dell’unico inceneritore regionale di Tolentino), e i passi concreti compiuti dalla nostra regione sul piano legislativo, con il Piano regionale di gestione dei rifiuti da poco realizzato.

Oltre l’enorme impatto ambientale, e le previste – giuste – azioni dei cittadini e, spero, delle Istituzioni locali, derivati dalla individuazione e realizzazione di tale impianto, si assisterebbe al traffico di centinaia di camion in giro per l’Italia, con migliaia di tonnellate di rifiuti trasportati, anche di indubbia matrice e provenienza. Il tutto, a costi esorbitanti, insostenibili (l’inceneritore di Parma, l’ultimo realizzato, dove tra l’altro si è giocata una partita politica devastante per il Partito Democratico, già in perdita e con poco più di 100.000 tonnellate di portata, è costato quasi 300 milioni di soldi pubblici…). Cifre folli con cui si potrebbero realizzare impianti di compostaggio e gestione del secco residuo in tutte le provincie, mantenendo a livelli adeguati le attuali discariche, chiudendo in modo assolutamente virtuoso il ciclo dei rifiuti, creando molta più occupazione fissa ed impatti ambientali enormemente minori.

L’incenerimento dei rifiuti è ormai da tempo pratica obsoleta, antieconomica, in forte contrasto con i Territori e dai pesantissimi impatti ambientali, riguardo emissioni e indotto. Molti non lo sanno, ma l’Italia è Paese virtuoso e all’avanguardia, a livello locale, nella gestione della “risorsa rifiuto”, con Comuni, piccoli medi e grandi, che raggiungono punte dell’80-90% di raccolta differenziata, con una costante diminuzione della produzione dei rifiuti e smaltimento in discarica. Cicli gestiti da società locali interamente pubbliche, che operano ad esclusivo vantaggio e crescita, ambientale ed economica, delle loro Comunità.

In Europa inceneritori praticamente non se ne costruiscono più, si tengono in vita solo per coprire i costi esorbitanti di gestione: forni del genere devono poter funzionare “h24” per avere un minimo di resa economica, e tengono praticamente “in ostaggio” i Territori dove sono stati realizzati. In Italia, l’impianto di Brescia ne rappresenta il caso più eclatante. Ci si ostina a bruciare, ad emettere, a gestire ceneri e scorie, in una visione obsoleta, quasi ottocentesca. Di concetti avanzati e altrettanto acquisiti, come quello di ?”economia circolare”, ci si riempie la bocca, al solito, nei convegni e nei post, di politici e di municipalizzate.

Azioni che vanno nella direzione opposta a tutto quello che dovrebbe essere fatto per rimettere in sesto e restituire dignità e bellezza ad un Paese e alle nostre Marche, al loro Paesaggio ed al loro ricchissimo patrimonio paesaggistico e culturale, autentiche risorse per la crescita e la ripresa dell’economia.

Azioni che vanno in direzione opposta rispetto soprattutto alla tecnologia e alle ormai acquisite gestioni avanzate della “risorsa rifiuto”, che permettono di ridurre drasticamente la produzione, creare economia e abbattere gli impatti ambientali sulle Comunità.

Questo Decreto attuativo va direttamente a contrastare il programma politico presentato da Luca Ceriscioli ai cittadini marchigiani per le elezioni regionali dello scorso 31 maggio. Anche per questi motivi, l’auspicio è quello di una forte presa di posizione della Regione Marche, come già fatto in merito alle trivellazioni petrolifere nelle nostre coste, già all’interno del “tavolo tecnico” del prossimo 9 settembre al Ministero dell’Ambiente, che dovrà discutere sullo schema del Decreto attuativo, per la redazione del parere che sullo stesso dovrà essere rilasciato dalla Conferenza Stato/Regioni. Su tale questione ci si gioca un pezzo di futuro della nostra regione, futuro che deve avere la Sostenibilità e la tutela del Paesaggio come priorità.

fonte: comunivirtuosi.org

Policoro: 70% e oltre, con l’obiettivo della tariffazione puntuale

Gli studi nazionali che ogni anno si propongono di fotografare lo stato dell’arte della gestione rifiuti in Italia parlano sempre, invariabilmente, di un Paese a due velocità: una situazione insostenibile nel centro-sud Italia e una situazione accettabile con punte di eccellenza nel Nord. Situazione che ad oggi non può essere smentita a livello di macro-sistema, ma che tanti Comuni più o meno grandi stanno lottando per cambiare.
Policoro, Comune di 17.000 abitanti in provincia di Matera è uno di questi. Da circa un anno, con il supporto tecnico di Esper, ha rivoluzionato il proprio sistema di raccolta rifiuti, con l’obiettivo dichiarato di passare alla tariffazione puntuale in tempi brevissimi. E i risultati non hanno tardato ad arrivare.

Ne parliamo con Giovanni Lippo, Presidente del Consiglio Comunale con delega all’Ambiente

Partiamo da quel che fu. Come si svolgeva il servizio di raccolta rifiuti prima delle novità introdotte dal nuovo servizio?
Avevamo già un servizio di raccolta porta a porta spinto, con sacchetti dotati di codice a barre e mezzi dotati di lettore. O per lo meno così era sulla carta. I risultati ottenuti con il precedente erano a dir poco scarsi: non superavamo il 17% di Rd, in realtà i mezzi di raccolta erano quelli utilizzati per il precedente contratto, quindi senza lettore di codici a barre, e i sacchetti forniti, nonostante quanto scritto sul contratto, non riportavano i codici a barre. Certo, i costi erano bassi, ma ci trovavamo sacchetti di immondizia non raccolti ovunque, spesso stracciati dai cani che girano liberi per le strade, con conseguenti disagi. Tutto ciò ci ha portato alla risoluzione anticipata del contratto per gravi inadempienze da parte del gestore. Prima di procedere ad un nuovo affidamento, però, abbiamo affidato ad ESPER il compito di redigere uno studio che individuasse le debolezze del sistema, e, in seguito, l’incarico di redigere un nuovo piano per la raccolta rifiuti nel Comune di Policoro.

Qual è la modalità di raccolta odierna, con il nuovo progetto?
È stata confermata la scelta del porta a porta spinto, ovviamente, con tre passaggi a settimana per l’organico e uno per le altre frazioni. Ma non solo.
Si è abbandonata la raccolta a sacchi, che era stata individuata come una delle maggiori criticità del precedente contratto, per passare a quella a mastelli rigidi. Tutte le utenze sono state dotate di contenitori rigidi (di varie capacità a seconda delle tipologie e delle esigenze) sui quali sono stati apposti dei trasponder, che permettono di identificare il mastello, associarlo ad un’utenza e conteggiare gli svuotamenti nel corso dell’anno. Sui nuovi mezzi per la raccolta sono installati lettori per identificare i contenitori e sistemi GPS per la geolocalizzazione del mezzo stesso.

I risultati sono arrivati?
Direi di si: da febbraio, mese in cui siamo arrivati a regime, abbiamo toccato quota 70% di raccolta differenziata. Siamo soddisfatti.

Policoro è un comune turistico, che vede arrivare grossi flussi di villeggianti ogni estate. Tipicamente questo rappresenta un problema. Come lo avete risolto?
Si, i flussi turistici hanno un impatto notevole su Policoro: siamo una cittadina di 17.000 abitanti che d’estate diventano oltre 70.000. Questo evidentemente rappresenta una criticità. Dal primo di luglio abbiamo aperto una micro isola ecologica che serve il Lido. La struttura, costantemente presidiata da un operatore, si è rivelata uno strumento essenziale per il turismo “mordi e fuggi” o per quello del weekend ed è in grado di assorbire i flussi di rifiuti derivanti da esso, dando un punto di conferimento anche a chi non potrà usufruire delle raccolte domiciliari. Inoltre abbiamo diviso la zona residenziale turistica in sotto aree. In ognuna di queste sarà sempre lo stesso operatore ad effettuare la raccolta, andando a creare un rapporto personale con gli utenti, fungendo da informatore, ed eventualmente segnalando e correggendo comportamenti non corretti.
L’insieme di queste misure ha fatto si di poter confermare i risultati “invernali”: le proiezioni sul mese di luglio ci danno un 68% di RD.

La tracciabilità dei mastelli e dei contenitori rigidi lascia intendere una volontà di arrivare alla tariffazione puntuale. È davvero così?
Si. È così. La tariffazione puntuale è il nostro obiettivo.
Riteniamo che sia l’unico metodo oggi disponibile alle amministrazioni per correggere delle storture normative che vengono dal governo centrale. Con la TARI presuntiva, si è costretti ad applicare delle tariffe che penalizzano fortemente alcune categorie di utenze commerciali. Nella fattispecie piccoli ristoranti, bar, verdurieri ed altre ancora. Crediamo che il principio “paghi per i rifiuti che produci” sia al momento l’unico che possa garantire un’equità nella tariffazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Il sistema di raccolta porta a porta è partito nel febbraio 2015. Partiremo con la tariffazione puntuale non prima del 2016: abbiamo bisogno di almeno un anno per monitorare i flussi, per conoscere le abitudini dei cittadini e per poter calibrare in maniera corretta i costi da addebitare agli stessi.

RASSEGNA STAMPA – Raccolta rifiuti, alla Cna di Ragusa presentato il nuovo piano d�intervento

E’ risultato molto partecipato, oltre settanta rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca, che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. “Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende”. Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. “D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni”.

Fonte: Telenova Ragusa