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Modugno: ricicloni contro l’inceneritore

Modugno è un Comune di 38.000 abitanti confinante con Bari. Capofila dell’ARO Bari 2, dal 2016 ha implementato un sistema di raccolta dei rifiuti basato sul porta a porta spinto (per tutte le frazioni) e sulla tariffazione puntuale, ovvero sull’applicazione pratica del principio “chi più inquina, più paga” applicato alla gestione degli RSU. I risultati non si sono fatti attendere. In pochi mesi si è passati dal 9% di raccolta differenziata a superare stabilmente il 70%. Risultati condivisi dagli altri Comuni dell’ARO Bari 2, che risulta il più riciclone dell’intera regione.
La giunta che ha dato il via alla “rivoluzione green” ha terminato il suo mandato e, nell’ottobre 2020 è stata sostituita da quella oggi in carica, che non lesina sforzi per migliorare ulteriormente la situazione, ottenendo ottimi risultati pur in un contesto emergenziale come quello dettato dalla pandemia.

Ironia della sorte, proprio ai confini di una realtà virtuosa e rispettosa delle indicazioni europee sulla gestione del ciclo rifiuti, si pensa da anni di costruire un inceneritore, scatenando le reazioni di cittadini ed amministrazioni locali.

Di tutto questo parliamo con Gianfranco Spizzico, assessore all’ambiente del Comune di Modugno

Assessore buongiorno. Ripercorriamo velocemente la storia di Modugno? Da quale situazione si partiva?

La nostra amministrazione si è insediata ad ottobre 2020. L’organizzazione della raccolta dei rifiuti solidi urbani era disciplinata da un contratto già in essere che prevedeva un sistema avanzato di raccolta differenziata basata sul porta a porta spinto. Una modalità di raccolta che ha portato nel luglio 2016, nel volgere di un solo mese, a passare dal 9 al 46% di Raccolta differenziata, per poi arrivare ai livelli attuali stabilmente sopra il 70%. Il tutto agevolato dal fatto di essere inseriti in un sistema di ambito ottimale, l’ARO Bari 2, il primo a costituirsi in Puglia sotto il governo e la supervisione del governo regionale e con il comune di Modugno Capofila.
Al nostro insediamento abbiamo messo in campo attività ulteriori con il fine di potenziare un servizio già di per sé buono, a partire dallo spazzamento e il lavaggio meccanico delle strade. Il servizio è partito nell’aprile 2021, senza costi aggiuntivi per il Comune e la cittadinanza, con un riordino di quanto era stato messo in capitolato a base di progetto. Nonostante l’emergenza pandemica, stiamo rilanciando campagne di comunicazione e sensibilizzazione. Abbiamo istituito un nucleo di guardie zoofile che aiuteranno, sensibilizzeranno e formeranno i cittadini per evitare un “conferimento improprio” sui marciapiedi.
Infine abbiamo ampliato l’attività del Centro Comunale di Raccolta itinerante che oggi copre nuove zone in precedenza non coperte.

Questa amministrazione ha tutta la forza e la volontà di continuare ad ampliare il servizio senza costi aggiuntivi per i cittadini, con una riorganizzazione dei servizi oggi a capitolato e con un’attenzione particolare a quello che sarà il prossimo bando”.

Un ottimo punto di partenza e progetti ambiziosi per il futuro, ma a che punto siamo oggi?

Ad aprile 2021, nonostante il grosso impatto negativo che la situazione pandemica ha avuto sull’increnmento dei rifiuti indifferenziati, ci siamo stabilizzati sui 72,5%. Siamo riusciti a gestire l’emergenza legata alla seconda ondata ed all’aumento dei casi di positività da Covid: appena insediati abbiamo istituito un servizio di raccolta dedicato per tutte i cittadini sottoposti a quarantena, mantenendo di fatto gli stessi livelli di raccolta differenziata raggiunti in precedenza. Lo consideriamo un successo per l’amministrazione.

Il focus attuale è certamente sui controlli dei conferimenti non conformi. Abbiamo creato una vera e propria task force che opera e vigila sul rispetto delle norme di conferimento. Inizialmente operava solo nei giorni del conferimento della frazione indifferenziata, il venerdì e il sabato. In questo momento stiamo ampliando i controlli anche ai giorni infrasettimanali e agli altri materiali, a tutto vantaggio della qualità delle frazioni differenziate. Un’attività che ci permetterà un più semplice ottenimento della prima fascia di qualità e quindi più remunerativa per il Comune in funzione dell’accordo Anci.Conai.

Fatta la raccolta col porta a porta il passo successivo è stato quello della tariffazione puntuale. Una scelta condivisa da cittadinanza e amministrazione?

Assolutamente sì. Con orgoglio possiamo affermare che, a fronte di un servizio di eccellenza, quella del 2020 è stata la TARI più bassa della Puglia.
Come da norme, la TARI deve coprire l’intero costo del servizio. Noi abbiamo un servizio importante e strutturato. Ciò nonostante le bollette dei cittadini si sono lievemente contratte nel tempo, anche a fronte di un servizio decisamente oneroso.
Il nostro lavoro è un work in progress costante, basato su un servizio efficiente, controlli efficaci e un’opera di formazione e sensibilizzazione della cittadinanza. Attraverso la struttura tecnica e tecnologica implementata a supporto della tariffazione puntuale possiamo monitorare tutti i conferimenti dei cittadini, e ci rendiamo conto che c’è chi conferisce correttamente e con regolarità e chi non lo fa. Stiamo valutando la possibilità di implementare una ulteriore tariffazione scontata per i cittadini virtuosi, che vada a penalizzare quelli che virtuosi non sono.
Abbiamo registrato casi di utenze che addirittura non conferiscono praticamente mai l’indifferenziato, evidentemente abbandonandolo altrove. Stiamo procedendo con un controllo del territorio, anche con il supporto di Legambiente, con una nuova attività di sorveglianza.

Modugno è in tutta evidenza un caso di studio ed un esempio virtuoso a livello nazionale. Ciò nonostantesi è tornati a parlare con insistenza del nuovo inceneritore. Qual è la posizione dell’amministrazione?

La nostra è un a posizione di netta contrarietà, netta contrarietà, netta contrarietà. Lo ribadisco tre volte, per non essere frainteso.
Il Comune di Modugno applica e sostiene i principi dell’economia circolare, per i quali i rifiuti sono risorse e non materiale da incenerimento. Certo, il modo più semplice di risolvere l’emergenza rifiuti sarebbe quella di imboccare la strada dell’incenerimento, ma non sarebbe coerente con la missione che l’ARO Bari 2 si è dato, ovvero di ridurre i rifiuti, di riutilizzarli e riciclarli, garantendo alle future generazioni un pianeta più pulito e sostenibile, così come ci viene richiesto dalle normative europee e dai movimenti di mobilitazione internazionali. Dobbiamo fare ognuno la nostra parte e stare vicino alle generazioni più giovani, generazioni a cui tengo particolarmente e che incontro tutte le volte che posso, sfruttando l’attuale regime di DAD. (SC)

Ecco il supermercato dove la plastica è bandita (e trionfa l’economia locale)

Il Comune trentino di Ossana ha concesso un locale per un supermercato a una condizione: vietare contenitori di plastica e vendere quasi solo prodotti sfusi

Quell’immobile di proprietà pubblica era sfitto da anni. Per il Comune di Ossana, piccolo borgo da 800 abitanti in alta Val di Sole (Trentino), nessun vantaggio. Per la collettività nessun servizio in più. L’amministrazione comunale ha quindi pensato di sfruttarlo per una piccola rivoluzione: far aprire un supermercato che fosse, al tempo stesso, un simbolo delle azioni quotidiane possibili per la transizione ecologica, un esempio di lotta contro l’inutile produzione di rifiuti inutili, soprattutto plastici. E, per di più, ha voluto farne uno strumento per rafforzare l’economia territoriale e le filiere corte agricole.

Buone pratiche tra gli scaffali

«In Val di Sole abbiamo decine di produttori agricoli, allevatori e altre piccole imprese che faticano a trovare spazio nella Grande distribuzione organizzata classica e vengono messe a repentaglio dalle sue logiche spietate” spiega il sindaco di Ossana, Luciano dell’Eva. «Dovevamo assegnare un locale di proprietà comunale a Fucine, una frazione del nostro Comune. Abbiamo quindi pensato di farne un veicolo di buone pratiche».

L’idea, peraltro, fa parte di un pacchetto di iniziative che il Comune sta mettendo in campo da anni tese a ridurre l’impronta ecologica – a partire da quelli del settore turistico e della mobilità – ed è in prima linea per scelte di sostenibilità ambientale.

Un bando scritto bene

Lo strumento che ha reso possibile la piccola rivoluzione è un bando di gara. In Italia, spesso sono scritti molto male (e nei settori più disparati), con danni importanti per l’interesse collettivo. Questa volta, è accaduto il contrario.

Il bando per il nuovo supermercato conteneva vincoli precisi e stringenti: obbligo di vendere i prodotti alimentari secchi o senza il confezionamento in plastica o altro materiale (per una quota di almeno il 70%) o usando vetro (per almeno il 20%). La soglia sale ad almeno il 90% per i prodotti liquidi (olio, vino e altre bevande) che, in più, per il 75% dovranno essere stati prodotti o trasformati entro 110 chilometri dal punto vendita.

Norme “chilometriche” analoghe anche per il banco frigo (90% dei prodotti sfusi o in vetro e l’80% dovrà provenire da massimo 40 km di distanza) e per quelli ortofrutticoli freschi o trasformati come salse, sughi, creme e marmellate (90% sfusi o in vetro, dei quali 70% entro i 40 km e 20 entro i 110 km).

Inoltre, per i prodotti destinati alla pulizia e all’igiene, oltre ai requisiti dell’assenza di packaging e della provenienza territoriale, è stato inserito un obbligo di venderli in maxi-confezioni di vetro o alluminio per almeno il 20% del totale. Per trasportare la spesa poi tutti i contenitori dovranno essere realizzati in carta, stoffa o altro tessuto riutilizzabile. Addio shopper in polimeri plastici, insomma.

Il sogno della vincitrice: un biodistretto ai piedi dell’Ortles

Ad aggiudicarsi il bando è stata la titolare di un’azienda agricola biologica della zona: Patrizia Pedergnana, una giovane ragazza della Val di Pejo. La sua è la tipica storia di chi ha deciso di “tornare alla terra” convinta che coniugare attività umane e tutela dell’ambiente e della biodiversità sia non solo necessario ma anche possibile.

Nella sua azienda produce eccellenze locali ed è anche diventata “custode dei semi” per salvarli dall’estinzione. «Coltivare le antiche sementi della Val di Sole è un’azione concreta contro il collasso della biodiversità e per salvare la nostra tradizione» spiega a Valori. «Peraltro, questi semi dimostrano di avere una grande capacità di adattamento alle condizioni del territorio di origine per quanto difficili possano essere».

Nella nuova avventura del supermercato packaging free, Patrizia ripone un sogno personale: «creare un piccolo agrodistretto biologico a chilometro zero ai piedi delle vette alpine dell’Ortles Cevedale». Per riuscirci ha pensato di fare del “suo” supermercato uno snodo per i produttori locali. «Il loro ruolo è cruciale, al pari di quello dei consumatori – osserva – ma troppo poco spesso si rendono conto di quale straordinario potere abbiano nelle loro mani».

Fonte: Valori.it

ARERA – Rifiuti: al via le consultazioni sul primo metodo tariffario

Al via le consultazioni sugli orientamenti dell’Autorità nel settore rifiuti relativi al primo metodo tariffario e agli obblighi di trasparenza verso gli utenti da applicare in tutta Italia.

L’obiettivo è di coinvolgere tutti i soggetti interessati dal ciclo dei rifiuti, nel processo che porterà a definire i criteri per la determinazione delle tariffe del settore, favorendo la trasparenza verso gli utenti e l’Autorità, l’efficienza e la selettività negli obiettivi da perseguire, introducendo misure che rafforzino la coerenza e la corretta allocazione degli incentivi nelle diverse fasi della filiera.

Le variazioni tariffarie saranno legate al miglioramento della qualità e/o a modifiche nel perimetro gestionale. I gestori dovranno predisporre e rendere accessibile, sul proprio sito, la Carta della qualità dei servizi. Inoltre, saranno previsti specifici obblighi in materia di trasparenza dei documenti di riscossione della tariffa, che dovranno essere chiari e completi di tutte le informazioni utili.

Con il dco 351/2019/R/rif l’ARERA illustra il primo metodo tariffario con cui saranno rideterminati, in una logica di gradualità e secondo criteri di efficienza, i costi riconosciuti per il biennio in corso 2018-2019 e definiti i criteri per i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020-2021.

Viene definito il perimetro della regolazione tariffaria: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, riscossione e rapporto con gli utenti, trattamento recupero e smaltimento.

L’obiettivo, come avvenuto in precedenza nel settore idrico, è di introdurre una metodologia che definisca i criteri per la quantificazione delle tariffe all’interno di una regolazione di carattere asimmetrico, capace di tener conto delle diverse condizioni di partenza a livello territoriale, industriale e di governance.

Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari nell’ambito dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace, a seconda dei propri obiettivi di miglioramento qualitativo, di sviluppo gestionale e delle peculiarità territoriali in termini di limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie.

Lo schema di dco 352/2019/R/rif, dedicato alla trasparenza, prevede invece un primo periodo di regolazione dal 1° aprile 2020 al 31 dicembre 2023 per utenti domestici e non (ad eccezione dei Comuni sotto i 5 mila abitanti, per i quali si prevedrà un’applicazione più graduale).

Per i gestori del servizio, inclusi i Comuni che li gestiscono in economia, diventerà obbligatorio predisporre e pubblicare online la ‘Carta della qualità’ e gli aspetti generali dei servizi.

Gli utenti dovranno poi ricevere nei documenti di riscossione tutti i dati di sintesi sugli importi addebitati e il calcolo della tariffa, le modalità di pagamento, i recapiti e le procedure per i reclami, le informazioni sulle modalità di erogazione del servizio e sul raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Qualsiasi variazione di rilievo nelle condizioni di erogazione del servizio dovrà essere comunicata agli utenti con un largo preavviso e i soggetti coinvolti nella filiera dovranno dialogare tra loro per trasmettere le informazioni richieste agli utenti.

“Questa fase di consultazione sul primo metodo tariffario dedicato ai rifiuti apre il confronto con tutti gli stakeholder”afferma il presidente Stefano Besseghini “all’insegna della trasparenza sui costi complessivi e della regolazione dei corrispettivi. Come abbiamo dichiarato nel Quadro Strategico 2019-2021, l’obiettivo per i rifiuti è una costruzione regolatoria asimmetrica, che tenga conto delle notevoli differenze esistenti sul territorio. È anche per garantire un confronto su queste differenze che ARERA ha deciso l’istituzione di un tavolo permanente con Regioni ed Autonomie locali”.

I soggetti interessati possono far pervenire all’Autorità le loro osservazioni e le loro proposte entro il 16 settembre 2019.

Le tariffe, la trasparenza, i tempi

ARERA organizza un incontro, a Roma, per illustrare i propri documenti di consultazione di recente emanazione:

In linea con l’OS8 del Quadro Strategico 2019-2021, l’Autorità intende impostare un meccanismo tariffario in grado di favorire la capacità del sistema locale di gestire integralmente il ciclo dei rifiuti, in coerenza con le direttive europee e in un’ottica di sviluppo dell’economia circolare fedele al principio pay as you throw. La nuova metodologia proposta prevede quattro tipi diversi di schemi tariffari tra i quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace in base ai propri obiettivi di miglioramento qualitativo, di sviluppo gestionale e delle peculiarità territoriali in termini di limite alla crescita annuale delle entrate.

Accanto a questo, saranno introdotti obblighi di trasparenza verso gli utenti da applicare in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, a partire dalla pubblicazione della “Carta della qualità” da parte di tutti i gestori del servizio.

L’incontro è dedicato ai gestori dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti, agli operatori di igiene ambientale, all’industria del riciclo e del riuso, agli Enti di Governo d’Ambito, alle istituzioni e agli enti locali, ai consorzi nazionali e a tutte le associazioni dei consumatori, degli ambientalisti e degli operatori del settore e a tutti i soggetti interessati.

Il programma, in via di definizione, prevederà una prima sessione dedicata all’illustrazione da parte degli uffici di ARERA dei due documenti in consultazione e un successivo momento di ascolto e confronto con i principali attori del settore.

La partecipazione è aperta, previa iscrizione da effettuarsi esclusivamente online entro lunedì 9 settembre o comunque fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala.

Adottato il nuovo PRGR della Regione Lazio. Le novità.

Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del Lazio. Obiettivi: riduzione a 469 kg/anno per abitante; 70% di raccolta differenziata come livello minimo al 2025 con l’obiettivo dell’80 % di RD come scenario avanzato, incremento del riciclo effettivo e nuova impiantistica con sostegno di quella pubblica

 

Roma, 02/08/2019 – È stato adottato oggi dalla Giunta Regionale il nuovo PRGR – Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR), lo strumento principale di programmazione attraverso il quale Regione Lazio definisce in maniera integrata le politiche in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare, realizzato con il supporto tecnico di Ambiente Italia, Scuola Agraria del Parco di Monza ed ESPER – Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti.
Si tratta di un piano completamente pensato nell’ottica di uno sviluppo ed incentivo dell’ “Economia Circolare”, sostanziata in norme ed azioni che realmente avvicineranno all’obiettivo ultimo.
Le linee direttrici del nuovo PRGR sono chiare. Nel rispetto delle normative comunitarie e della gerarchia nella gestione rifiuti (Direttiva 2008/98/CE) si prevedono: nuovi strumenti di riduzione e riuso che portino ad una produzione massima di 469 kg/abitante*anno; una raccolta differenziata minima del 70% entro il 2025 sia a livello complessivo regionale che a livello di singolo Comune; una nuova impiantistica finalizzata al recupero di materia (riciclo) e, solo residualmente, allo smaltimento del rifiuto residuo.

Nello specifico:

  • Strategia generale: il sistema di obiettivi del Piano inoltre sposa l’obiettivo generale della Strategia rifiuti zero (DGR 614/2018 e DGR n. 49/2019) dell’incenerimento come opzione residuale. Il residuo del rifiuti infatti dovrà essere inviato solo a trattamento di recupero, riservando lo smaltimento residuale solo per la frazione biostabilizzata.
  • Riduzione e prevenzione: L’obiettivo relativamente al contenimento della produzione dei rifiuti urbani totali rispetto al valore del 2017 (505 kg/ab*anno) è stato stabilito, riducendolo in riferimento al quantitativo stimato secondo un aumento tendenziale previsto inizialmente (484 kg/ab*anno), al valore massimo di 479 kg/ab*anno con lo scenario uno (minimale) ed a 469 kg/ab*anno con lo scenario tre (avanzato) anche grazie al sostegno regionale all’implementazione della tariffazione puntuale che, in altre Regioni, ha determinato effetti molto positivi sia per quanto riguarda il contenimento della produzione di RU che per l’aumento della quota di conferiti come RD.
  • Raccolta differenziata: si è scelto di non limitarsi al semplice rispetto degli standard di raccolta differenziata alla normativa nazionale (65%), ma di assumere un obiettivo minimo pari al 70% al 2025, con la definizione di due scenari più spinti (scenario intermedio 75% e scenario avanzato 80%) per quantificare una forbice regionale sui flussi di rifiuti e stimare il conseguente fabbisogno impiantistico in base a scelte più o meno ambiziose o, viceversa, cautelative.

Tali scenari, pur non vincolanti, sono comunque plausibilmente raggiungibili in fase di attuazione del Piano a seconda del grado di realizzazione delle azioni previste.

  • La qualità della raccolta differenziata, in linea con le strategie comunitarie, è stata individuata come elemento discriminante per un processo di recupero di materia di qualità. Per massimizzarla si è individuato un modello uniforme per la raccolta differenziata, indicando come sempre preferibile l’attivazione di modalità di raccolta domiciliare, rispetto ad altre possibili modalità (raccolta di prossimità, centri urbani di raccolta, etc.).
  • Recupero Frazione Organica: in considerazione del fatto che il flusso dei rifiuti organici da RD è determinante per il conseguimento degli obiettivi di Piano ed è quello per cui viene previsto il maggiore incremento in termini assoluti rispetto alla situazione attuale, è evidente come la priorità strategica assoluta sia dare risposta alle necessità di trattamento delle frazioni organiche da RD. Promozione del compostaggio domestico, una rete di attività di compostaggio di comunità, sistemi di compostaggio professionale di piccola scala, rete degli impianti di bacino sono individuati come strumenti utili in un approccio multi-livello ottimale.
  • Impiantistica: recupero e smaltimento. Il Piano sposa l’obiettivo generale della Strategia rifiuti zero (come definito dall’ art. 47 della LR n. 4/2015 e DGR n. 506/2015), che assegna all’incenerimento un ruolo residuale e progressivamente marginale. I rifiuti residui infatti dovranno essere inviati a impianti di trattamento a freddo con priorità al recupero di materia, riservando lo smaltimento alla sola frazione biostabilizzata e marginalizzando il ruolo degli inceneritori esistenti. Per tal ragione si evidenzia la necessità di conversione alle strategie di Piano (intese a realizzare recuperi di materia anche dal RUR) degli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) attraverso la sostituzione delle attrezzature dedicate alla produzione di con attrezzature finalizzate ai recuperi di materia.

Il Piano prevede inoltre la realizzazione di un nuovo impianto di Trattamento e Valorizzazione della Risorsa Rifiuto da localizzarsi probabilmente nel comune di Colleferro. Tale impianto ha l’obiettivo di massimizzare il recupero di materia adottando le migliori tecnologie disponibili (B.A.T.).

 

Milano oltre il 60% di RD

Una volta si diceva che nelle grandi città non era possibile fare il porta a porta. Che nelle grandi città non si potevano ottenere buoni risultati. Che le grandi città avevano una complessità urbanistica troppo elevata, una multietnicità eccessiva che impediva progetti di raccolta avanzata e capillare.

Mentre si dicevano queste cose, Novara stava stabilmente sopra il 70% di RD.
Nel 2007 Roma scelse di sperimentare con il supporto tecnico di ESPER il porta a porta nei quartieri Colli Aniene, Decima e Massimina, dove si superò il 65%. L’esperimento fu poi azzerato dalle giunte successive.
Nel 2008 toccò a Napoli sperimentare con il supporto tecnico di ESPER il porta a porta nel quartiere di Colli Aminei, dove si raggiunse il 78% in un solo anno, partendo dal 12% del 2017.
Nel frattempo nascevano l’esperienza Parma e quella di Trento (entrambe sopra l’80%); centri di tutte le dimensioni e di ogni latitudine sceglievano il porta a porta con risultati ottimi. Molti arrivavano all’eccellenza implementando un sistema di tariffazione incentivante (tariffa puntuale).

Ora tocca alla seconda città d’Italia superare quota 60%: continua la crescita della raccolta differenziata a Milano che nel primo semestre del 2019 raggiunge il 61,8% (nello stesso periodo del 2018 la percentuale è stata del 59,5%). I dati Amsa mostrano una crescita di tutte le principali frazioni urbane: umido (+2,73%), carta (+2,62%), vetro (+2,62%), imballaggi in plastica e metallo (+4,83%).
Non siamo di fronte a risultati d’eccellenza (la norma prevede quota 65%), ma l’esempio è significativo e toglie alibi ad altre città meno “riciclone”.

CGIL “Tariffa Puntuale ed operatori al centro del progetto: la via della virtuosità passa da questi punti”

Si è tenuto il 28 giugno 2019 presso il Museo archeologico di Olbia il convegno “Riduzione e riciclo dei rifiuti: Uno strumento per la valorizzazione del territorio”, organizzato dalla Funzione pubblica Cgil e dalla Cgil Gallura. «Per la Cgil – afferma Luisella Maccioni segretario della Funzione pubblica Cgil Gallura – è possibile tenere insieme tutela dell’ambiente, legalità e creazione di lavoro. La fase storica attuale è attraversata da due profonde transizioni: quella ambientale e quella tecnologica, che incideranno profondamente nei modelli di vita, nell’economia e inevitabilmente nel lavoro, e che dunque dobbiamo imparare rapidamente a gestire. Ed è questa una sfida che possiamo vincere solo con un’azione integrata che tenga assieme sviluppo, ricerca di piena occupazione, rispetto del pianeta e diritti umani».

La relazione tecnica del convegno è stata illustrata dal Direttore Generale di ESPER, dott. Attilio Tornavacca, con un intervento dal titolo “Le migliori pratiche a livello europeo e nazionale per l’adozione della tariffazione puntuale e la corretta incentivazione degli utenti e degli addetti alla raccolta differenziata”.

Tre i concetti base esplicitati dal Dott. Tornavacca. In primo luogo, a valle di una azione di riduzione della produzione dei rifiuti e di un aumento del riutilizzo e del riuso, il necessario superamento della percentuale di raccolta differenziata come unico indicatore di bontà del servizio. “Senza abbandonare l’indicatore percentuale, che non solo deve continuare ad esistere, ma deve essere continuamente aumentato – ha affermato il Direttore ESPER – si deve assumere come indicatore significativo anche la qualità della raccolta differenziata, ovvero abbassare il più possibile la percentuale di frazioni estranee all’interno dei materiali raccolti differenziatamente. Da questo oggi dipendono i contributi che i vari consorzi di filiera del Conai devono riconoscere alle amministrazioni locali, da questo dipende anche l’abbassamento dei costi del servizio”. In secondo luogo, la responsabilizzazione delle utenze e il contestuale meccanismo di incentivazione economica di quelle più attente nella separazione e nell’abbattimento del quantitativo di rifiuti indifferenziati, raggiungibile solo con l’applicazione della tariffazione puntuale. “Il meccanismo del “pago in base a quanti rifiuti conferisco” è stato implementato ormai da anni in gran parte dell’Europa del Nord, in molte parti d’Italia, ed è in costante diffusione – ha continuato Tornavacca – Funziona anche in città grandi e dall’elevata complessità urbanistica come Trento e Parma. La scelta di un’automazione della rilevazione attraverso l’apposizione di TAG RFiD UHF su contenitori fissi e sacchetti è la scelta tecnologica più premiante, a giudicare dalle esperienze italiane. Livelli di eccellenza possono essere ottenuti più facilmente con l’implementazione di un sistema di misurazione e tariffazione puntuale premianti per l’utenza, modulato sulla base della virtuosità dei comportamenti della stessa, ed introducendo sistemi di controllo dei percorsi (quali sistemi GPS sui mezzi)”.

In terzo luogo, il Direttore di ESPER ha sottolineato la centralità degli operatori per il raggiungimento di buone performances ambientali. “Quando si scrive un bando di gara – dichiara l’esperto – è necessario prestare moltissima attenzione alla figura degli operatori ecologici. Sono il cardine su cui si snoda l’intero servizio e sono determinanti per il raggiungimento di obiettivi di alto profilo. Proprio per questo ad oggi sistemi completamente automatizzati di raccolta hanno fallito in molte parti d’Italia: ai costi elevatissimi di acquisto e manutenzione (sono infatti spesso oggetto di vandalismi e danneggiamenti) si aggiunge il mancato controllo umano che troppo spesso fa di queste “isole ecologiche” dei veri e propri catalizzatori di abbandoni di rifiuti. Tornando alla centralità dell’operatore ecologico, è sempre più necessario tutelarne la salute ed il comfort lavorativo. In un servizio che cambia costantemente e diventa più usurante, l’inserimento in appalto ad esempio di mezzi con guida a destra, aria condizionata, cambio automatico e soprattutto freni di stazionamento automatici (semplici optionals che evitano moltissimi infortuni) o di contenitori ergonomicamente adeguati, possono tutelare la sicurezza degli operatori ed incrementare la qualità del proprio servizio. Inoltre è auspicabile che il concetto di ‘corresponsabilità’, solitamente limitato al rapporto fra azienda appaltatrice e stazione appaltante, venga esteso agli operatori: al superamento di obiettivi contrattualizzati l’azienda riceverà una quota dei risparmi realizzati dall’amministrazione. Parte di questa cifra dovrà essere girata agli operatori. Così abbiamo fatto nell’appalto dell’ARO Bari 2 e i risultati sono stati eccellenti: percentuali di raccolta elevate e operatori premiati del loro buon operato con cifre sostanziose e incentivati a lavorare sempre meglio”.

RASSEGNA STAMPA – “E ora che facciamo con Ata?”: lettera dei Verdi Savonesi

In questi giorni è apparsa l’ennesima notizia,che già temevamo: il progetto di raccolta differenziata spinta per Savona è stato affondato ed il consiglio di amministrazione ha annunciato le sue imminenti dimissioni. E ora?

Noi Verdi vogliamo in primo luogo manifestare la nostra vicinanza politica e solidarietà a lavoratrici e lavoratori,colpite e colpiti in questi giorni dalla grave morte di un giovane collega di Stella,perche’ riteniamo che dinanzi all’assenza di scelte politiche vengano messi pesantemente a rischio gli stipendi e i posti di lavoro.

In secondo luogo chiediamo l’avvio di un piano straordinario,che preveda una raccolta differenziata spinta e porta a porta ma soprattutto la riduzione dei rifiuti e il loro riuso in modo di giungere alla creazione di una filiera di green economy sempre piu’ possibile e urgente.

Nel contempo riteniamo necessario che venga ripreso ed aggiornato il piano esistente ed elaborato dalla società ESPER,che consentiva di monitorare tutti i passaggi e la possibilità a costi ridotti di giungere ad una raccolta di ottimo livello e di qualità.
Poi vogliamo sapere che intenzioni si hanno su Cima Montà dati ritardi accumulati e la possibilità che emergano responsabilità personali e contabili sulla mancata attuazione del piano post discarica.

Infine chiediamo le dimissioni dell’assessore al bilancio e di tutta la Giunta,che in questi anni hanno evitato di compiere scelte sulla gestione dei rifiuti condannando Savona al rischio di affogare nella spazzatura senza prospettiva alcuna di riscatto.

Fonte: IVG

Malegno e gli Antichi Borghi: quota 80% a portata di mano

La Valle Camonica non è solo incisioni rupestri e natura meravigliosa. Valle Camonica è anche un vero e proprio incubatore di buone pratiche.
Nel 2015 l’Unione di Comuni degli Antichi Borghi, un’unione di Comuni che raggruppava sotto di sé sette municipi della Provincia di Brescia (Bienno, Borno, Breno, Malegno, Niardo, Ossimo e Prestine) decise di rivoluzionare il proprio servizio di igiene pubblica e, con il supporto tecnico di ESPER, di passare gradatamente alla raccolta porta a porta integrale e alla tariffazione puntuale.

Nei comuni dell’Unione, e quasi in tutta la Valle, il servizio è svolto dalla Valle Camonica Servizi srl, società interamente pubblica partecipata da 46 enti locali della Valle.  Società che si è dimostrata pronta e collaborativa nel recepire le indicazioni politiche che giungevano dalle Amministrazioni, attiva e propositiva nella fase di progettazione del nuovo servizio e nella sua fase di attuazione.

Oggi il servizio porta a porta ha coinvolto quasi la metà dei Comuni della Valle. Quelli dell’Unione sono tutti attorno all’80% di raccolta differenziata. Nel 2018 Malegno ha attivato la tariffazione puntuale. Ne parliamo con il sindaco, Paolo Erba

Malegno è partita con la tariffazione puntuale: quali sono stati i risultati ottenuti?

Direi buoni, senza dubbio. Rispetto al 2017 i dati aggiornati ad ottobre raccontano di come abbiamo guadagnato poco meno di 5 punti percentuali di raccolta differenziata, che si traducono in una corrispondente riduzione del secco residuo. Una crescita significativa che ci ha portati alla soglia di quota 80%. Il dato registrato ad ottobre è di 78,2% di raccolta differenziata. Se pensiamo che nel 2014 eravamo al 46,5%, possiamo essere orgogliosi della strada che abbiamo percorso. Ovviamente non abbiamo ancora i dati definitivi per il 2018, ma quelli parziali premiano le scelte che abbiamo compiuto con il supporto di ESPER: una raccolta che totalmente domiciliarizzata con tariffazione puntuale a cui si aggiunge una piattaforma ecologica appena ultimata, e che sarà il riferimento per Malegno e Cividate Camuno. Sarà inaugurata all’inizio del 2019, ed è stata realizzata grazie ad un finanziamento ottenuto dal Comune di Malegno. Anche Cividate avrebbe dovuto sistemare la propria, ma abbiamo ritenuto che non fosse il caso di avere due piattaforme a distanza di poche centinaia di metri, quindi abbiamo deciso di condividere la nostra. A fianco della piattaforma ecologica c’era un cassone per il conferimento di sfalci e ramaglie, l’unico punto di raccolta stradale di tutto il Paese. Dal primo gennaio 2019 toglieremo anche quello: Malegno non avrà più nemmeno un punto di raccolta stradale.
Dal punto di vista della produzione di secco residuo, pur essendo in diminuzione costante, dobbiamo ammettere qualche Comune vicino, come Niardo, va leggermente meglio. Ma non possiamo trascurare il fatto che su Malegno grava una grossa fabbrica della Riva, che, per la sua dimensione, è quasi impossibile portare ad una forte diminuzione del secco residuo.
Diciamo che i Comuni dell’Unione che sono a tariffazione puntuale viaggiano a livelli di RD e prestazioni ambientali analoghi. Le percentuali si modificano un po’ a seconda delle situazioni. In un paesino da 2000 abitanti come il nostro, sono sufficienti un paio di situazioni difficilmente governabili per modificare sensibilmente la percentuale di raccolta.

Quindi: Malegno prima affronta il porta a porta integrale, poi, dal 2018, la tariffazione puntuale. Come è stata accolta dalla cittadinanza quest’ultimo cambiamento?

Il primo dato è quello che testimonia l’impegno della cittadinanza tutta: gli incontri di presentazione e di spiegazione della tariffazione puntuale sono stati affollati, animati da persone che volevano capire il meccanismo. Ma questa posso tranquillamente dire che è una costante di tutti questi dieci anni di percorso sulla gestione dei rifiuti. Le riunioni più frequentate che io abbia visto durante la mia carriera da amministratore sono quelle sui rifiuti. Addirittura, abbiamo delle persone anziane che vengono in Comune con pezzettini di rifiuti per capire dove vadano conferiti. C’è senza dubbio molta attenzione.
Il poter lavorare anche se solo in piccola parte sull’incentivo economico desta molto interesse. L’anno scorso siamo riusciti a consentire un minimo risparmio a chi ha fatto bene la raccolta differenziata. Siamo attorno al 10%. Non stiamo parlando di una cifra che cambia la vita, ma è senza dubbio un segnale. E i cittadini sono felici.
Qualche problema in più lo abbiamo sulle utenze non domestiche. Siamo costretti da una questione normativa e ci rendiamo conto che non riusciamo ad andare incontro ad esigenze reali. I nostri negozi sono piccoli esercizi di prossimità, che faticano a sopravvivere. Ci rendiamo conto che spesso la tariffa non è commisurata alle reali capacità di spesa degli esercizi. Ma non abbiamo margine di manovra. Anche in questo caso abbiamo però cercato di fare il massimo: a fronte di una corretta gestione dei propri rifiuti, quasi nessuno ha dovuto far fronte a degli aumenti.

Quali sono i prossimi passi che pensate di fare?

Per il 2019 sicuramente puntiamo a rendere strutturale la tariffazione puntuale. Il primo anno è stato “di prova”… Il primo ciclo di tariffa puntuale lo chiuderemo con l’arrivo dei dati definitivi sugli svuotamenti, quindi nei primi mesi del 2019. Il primo passo dunque è quello di confermare e rendere ancora più solido quanto fatto fino ad ora.
Stiamo ragionando sulla diminuzione della frequenza della raccolta dell’indifferenziato. Osservando i dati è palese come quasi nessuno utilizzi tutti i passaggi: potremmo tranquillamente passare ad una raccolta quindicinale, almeno sull’indifferenziato.
Inoltre ci piacerebbe rendere “puntuale” anche il rapporto con Valle Camonica Servizi, che il comportamento virtuoso dei nostri cittadini possa avere un peso anche nel rapporto con l’azienda. Non possiamo trascurare il fatto che l’Unione dei Comuni degli Antichi Borghi sia stata una sorta di incubatrice, partendo per prima, supportata da Valle Camonica Servizi ed ESPER, nella revisione del servizio con l’introduzione della raccolta domiciliare e poi con il passaggio a tariffa puntuale. Tutto ciò è partito dai nostri Comuni ed oggi coinvolge quasi la metà della Valle, in un’ottica futura di completa omogeneizzazione. L’Unione degli Antichi Borghi ha consentito a Valle Camonica Servizi e a tutto  il territorio Camuno uno slancio: è evidente che quella adottata è una modalità che funziona. La speranza che abbiamo è che Valle Camonica Servizi abbia non voglio dire un occhio di riguardo, ma un’attenzione per i Comuni che stanno facendo da traino e che consentiranno un efficientamento notevole di tutti i servizi gestiti dalla multiutility. Sarebbe un male per tutti se, nonostante gli sforzi profusi da Amministrazioni, Azienda e Cittadini, non ottenessimo i risultati auspicati, o, peggio ancora, ci trovassimo rincari delle tariffe. Infine, con l’attivazione della nuova piattaforma ecologica, vorremmo aumentare le tipologie dei materiali raccolti, e magari dare risposta ad alcuni materiali complicati tipo il polistirolo. Ormai la sensazione è che il lavoro “grosso” lo abbiamo fatto, che possiamo lavorare di fino.

 

La Regione Piemonte presenta le linee guida per la tariffazione puntuale

“Se vogliamo migliorare il sistema complessivo dei rifiuti piemontesi dobbiamo puntare sulla raccolta differenziata e sulla tariffa puntuale.”

Sono state queste le parole dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Alberto Valmaggia all’EcoForum per l’economia Circolare del Piemonte organizzato da Legambiente.
Le parole dell’Assessore arrivano a seguito della presentazione dei dati sulla gestione rifiuti in Regione: Appena il 35,5% dei Comuni piemontesi raggiunge il 65% di raccolta differenziata previsto per legge e sono soltanto 36 su 1201 i Rifiuti Free, Comuni che oltre ad aver raggiunto il 65% di RD, producono meno di 75 kg pro capite l’anno di secco residuo, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento.

Regione Piemonte ha scelto Ecoforum per presentare le nuove linee guida per la tariffazione puntuale, redatte in collaborazione il Consorzio Chierese Servizi, Consorzio Covar14, Pegaso 03 ed ESPER.

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Toscana: cresce la differenziata; Capannori è l’eccellenza

La Regione Toscana ha appena pubblicato i dati certificati riguardo all’andamento della raccolta differenziata a livello regionale.

È salita di quasi 3 punti rispetto al 2016 la percentuale di raccolta differenziata e la produzione di rifiuti non differenziati è calata in modo sostanziale. Nel dettaglio, la percentuale della raccolta differenziata a scala regionale di attesta al 53,9%, con un incremento di 2,9 punti rispetto all’anno precedente. La produzione di rifiuti urbani è stata pari a 2,24 milioni di tonnellate in diminuzione del 2,9% rispetto all’anno precedente (- 67.000 tonnellate) con il dato pro capite che è passato da 617 a 600 kg/abitante (pur sempre un quantitativo molto elevato in confronto ai 497 kg/abitante anno medi a livello nazionale). Molto positiva la sostanziale diminuzione, pari a circa 98.000 t, della parte non differenziata dei rifiuti.

“I dati certificati – commenta l’assessore Federica Fratoni – ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta e le risorse messe a disposizione dalla Regione pari a 30 milioni di euro saranno utili a spingere in avanti le performance, così da raggiungere nei tempi stabiliti l’obiettivo che siamo posti di 70% di raccolta al 2020. Nei dati mi preme sottolineare – prosegue Fratoni – il calo dell’indifferenziato e quello della stessa produzione generale pro capite, a dimostrazione che la raccolta differenziata porta come effetto indotto la diminuzione di rifiuti”.*

Maglia nera della Toscana il Comune di Abetone Cutignano con duemila abitanti e 12 % di differenziata ma anche altri comuni ben più conosciuti, ad esempio Orbetello, sono fermi al 15% ed i peggiori capoluoghi rimangono Grosseto (34%) e Massa (32%).

A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale (implementata con la collaborazione di ESPER) che, quando ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.

 

*fonte: e-Gazette