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Toscana: cresce la differenziata; Capannori è l’eccellenza

La Regione Toscana ha appena pubblicato i dati certificati riguardo all’andamento della raccolta differenziata a livello regionale.

È salita di quasi 3 punti rispetto al 2016 la percentuale di raccolta differenziata e la produzione di rifiuti non differenziati è calata in modo sostanziale. Nel dettaglio, la percentuale della raccolta differenziata a scala regionale di attesta al 53,9%, con un incremento di 2,9 punti rispetto all’anno precedente. La produzione di rifiuti urbani è stata pari a 2,24 milioni di tonnellate in diminuzione del 2,9% rispetto all’anno precedente (- 67.000 tonnellate) con il dato pro capite che è passato da 617 a 600 kg/abitante (pur sempre un quantitativo molto elevato in confronto ai 497 kg/abitante anno medi a livello nazionale). Molto positiva la sostanziale diminuzione, pari a circa 98.000 t, della parte non differenziata dei rifiuti.

“I dati certificati – commenta l’assessore Federica Fratoni – ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta e le risorse messe a disposizione dalla Regione pari a 30 milioni di euro saranno utili a spingere in avanti le performance, così da raggiungere nei tempi stabiliti l’obiettivo che siamo posti di 70% di raccolta al 2020. Nei dati mi preme sottolineare – prosegue Fratoni – il calo dell’indifferenziato e quello della stessa produzione generale pro capite, a dimostrazione che la raccolta differenziata porta come effetto indotto la diminuzione di rifiuti”.*

Maglia nera della Toscana il Comune di Abetone Cutignano con duemila abitanti e 12 % di differenziata ma anche altri comuni ben più conosciuti, ad esempio Orbetello, sono fermi al 15% ed i peggiori capoluoghi rimangono Grosseto (34%) e Massa (32%).

A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale (implementata con la collaborazione di ESPER) che, quando ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.

 

*fonte: e-Gazette

 

Convegno: “Lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo della tariffa puntuale nel nostro paese”

L’appuntamento del 19 settembre a Roma per il convegno TARIFFA PUNTUALE RIFIUTI: come orientarsi nella normativa in evoluzione ha confermato una tradizione.

Quella per cui i convegni nazionali con i quali ogni anno Payt Italia fa il punto sulla diffusione della tariffa puntuale nel nostro paese sono un momento di confronto di alto livello tecnico tra operatori, politici e amministratori.

La Finestra sulla prevenzione dei rifiuti li ha sempre seguiti con attenzione perchè la tariffa puntuale si è rivelata il principale strumento economico per le politiche di prevenzione dei rifiuti.

Come si può vedere dal programma1 l’appuntamento di Roma è stato pensato in due sessioni, una formula già sperimentata da Payt e che si è confermata di successo, vista la qualità dei contributi e la grossa partecipazione da parte di un pubblico formato da tecnici e amministratori

  • una sessione mattutina per l’approfondimento dei temi ancora aperti;
  • una sessione pomeridiana con tavoli di lavoro tematici in parallelo

La mattina la bella sala della Protomoteca in Campidoglio, messa a disposizione del Comune di Roma ha visto alternarsi interventi di personaggio di peso nella storia della gestione rifiuti in Italia e sollecitazioni di soci Payt sulle questioni di attualità per la gestione della tariffa puntuale. Con l’attenta regia di Gianni Pioltini (sindaco di Albairate MI e socio fondatore di Payt Italia) sono stati proposti spunti innovativi che poi in gran parte sarebbero stati ripresi negli approfondimenti pomeridiani.

Dopo il saluto del Comune di Roma, il Presidente Gaetano Drosi ha introdotto i lavori presentando l’associazione e la sua mission2

La forza di Payt sta nel non essere una “associazione di categoria” che rappresenta specifici portatori di interesse, ma una felice e sinergica combinazione di tutti i soggetti che operano nella filiera che dalla misurazione dei rifiuti e dalla sua attribuzione alle utenze porta alla definizione e alla applicazione della tariffa puntuale.

Avere al proprio interno costruttori e venditori dei sistemi di misurazione, aziende di gestione che li applicano, i tecnici che progettano le raccolte e la tariffa e le istituzioni che governano il settore e implementano le scelte consente di offrire al legislatore un punto di vista sistemico e non di parte –

È quel che serve per andare ad una riforma dell’istituto tariffario basata sulle migliori pratiche realizzate nel nostro paese e per superare una tariffa che oggi appare ed è ingiusta e stressante nell’applicazione.

Ivan Stomeo, delegato Anci Energia e Rifiuti, ha dato testimonianza delle iniziative che l’Associazione sta sviluppando per diffondere tra un numero più ampio dei Comuni attualmente coinvolti la pratica della tariffa puntuale, che Anci ha riconosciuto come importante e fa propria.

Edo Ronchi, il “padre” della tariffa puntuale3, ha spiegato, motivato e rilanciato la natura corrispettiva di una tariffa pensata come strumento economico per modernizzare il settore.

Una modernizzazione oggi ancora più attuale di allora nel nuovo clima che si sta creando con il pacchetto comunitario che inserisce la gestione dei rifiuti nell’ottica dell’economia circolare.

Dopo un intervento di Andrea Ferri – responsabile finanziario di Anci / Ifel, che ha insistito su un approccio tributario alla tariffa puntuale, si è passati agli interventi con i quali alcuni soci hanno portato gli stimoli più innovativi e che riflettono il lavoro recente svolto dell’Associazione.

Consiglio una visione approfondita di questi contributi (forniti per esteso in nota e qui ripresi per cenni), dato che si tratta di approcci spesso innovativi4.

Giorgio Ghiringhelli ha evidenziato il ruolo che l’Authority ARERA potrebbe assumere per il miglioramento del ciclo dei rifiuti. Sono stati esaminati i nuovi livelli di governance che stanno maturando per il settore, evidenziando la tendenza ad un controllo sull’approvazione della tariffa che passerà per gli ambiti ottimali e in ultima istanza per l’Autorità.

Elisabetta Martignoni (responsabile della Commissioni Norme e regolamenti) ha aggiornato l’analisi della normativa vigente e delle criticità sul tappeto, sulla base di una vasta ed esauriente disamina delle norme vigenti ai vari livelli e delle tendenze in atto.

Mario Santi (responsabile della Commissione Misurazione censimento esprienze) ha presentato la proposta Open Data (una banca dati per aiutare Comuni e gestori a implementare i sistemi di misurazione della produzione dei rifiuti e la gestione puntuale della tariffa) e di Payt Compliance. (per arrivar e ad una certificazione di conformità della qualità dei sistemi di misurazione e di gestione puntuale della tariffa).

Monica Bettiol si è soffermata sui principi e sulle fonti del tributo puntuale e della tariffa corrispettiva nella vigente normativa, chiarendo le possibili fattispecie di prelievo (tributaria e non tributaria) e modalità di tariffazione che stanno alle spalle del pagamento dei servizi di gestione rifiuti.

Attilio Tornavacca ha introdotto la questione dei fabbisogni standard, con le criticità (non aggiornamento, scostamento tra diverse fonti governative, non tener conto di alcune voci di costo, quali i costi di amministrazione/riscossione del tributo o tariffa e quelli derivanti dalle mancate riscossioni per crediti inesigibili), le proposte migliorative possibili, la sinergia tra misurazione puntuale ed obiettivi perseguiti con l’introduzione dei fabbisogni standard.

A fine mattinata l’intervento di Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente del Comune di Roma, ha lasciato un segno importante sulla giornata. La politica dei rifiuti del Comune di Roma5 programmata nell’arco della consiliatura, quindi fino al 2021) si è rivelata di largo respiro, centrata su riduzione dei rifiuti prodotti e aumento della raccolta differenziata al 70% (con una tariffa puntuale da implementare per gradi, anche partendo dai condomini) e impiantistica sostenibile (2 impianti di compostaggio, uno di selezione e lo sviluppo delle fabbriche dei materiali – una bella differenza rispetto a quando tutto . o quasi – andava a Malagrotta …).

Il dato più sorprendete è che, mentre la realtà romana dei rifiuti viene rappresentata mediaticamente dai maiali attorno ai cassonetti, Roma in realtà non ha solo dei bei progetti, ma è già oggi la capitale europea con il più alto tasso di raccolta differenziata: meglio di Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Vienna.

Mi ripropongo nel tornare più approfonditamente sulla situazione romana con un altro numero delle Finestra sulla prevenzione dei rifiuti.

Il pomeriggio è stato dedicato agli approfondimenti. Ha visto la partecipazione di una buona parte dei presenti alla mattinata, distribuiti tra i tre tavoli costruiti per approfondire tematiche che Payt giudica tra le più urgenti ad attuali. Anche e soprattutto in questo caso gli elementi di seguito riportati sono solo stimoli alla lettura dei documenti di sintesi prodotti dai tre gruppi, che meglio rendono ricchezza e articolazione dei lavori. Essi sono disponibili sul sito di Payt Italia6.

Il primo era dedicato a Misurazione e applicazione della tariffa puntuale. Moderato da Christian Migliorati e Italia Mario Santi appena sfiorato il tema dell’open data su Sistemi di misurazione e applicazione puntuale della tariffa che si ritiene tecnicamente giunti a maturità, con riferimento alle schede e ai tracciati presentati nella mattinata relazione di Santi in mattinata 7. Bisognerà ora concentrarsi sullo sblocco della situazione politica che ne consenta il passaggio ad una fase operativa. Per la quale peraltro i soggetti presenti sono stati allertati come possibili protagonisti della fase sperimentale.

Ci si è invece soffermati sul tema della Payt compliance, cioè sulla identificazione di quell’ insieme di indicatori che attestino la conformità di un sistema di gestione a misurare i rifiuti consegnati al servizio da parte dei singoli produttori e ad attribuire la tariffa puntuale. Non considerandone singoli aspetti (tecnologie misurazione e trasmissione dati; SW per gestione della tariffa – impostazione e gestione PeF, simulazione e calcolo tariffe; emissione bollette; riscossione e gestione contenzioso – sui quali possono esistere certificazioni di prodotto) ma puntando ad una certificazione di processo, di sistema.

Nella prima parte diverse esperienze che si sono misurati con questa tematica hanno sottolineato gli aspetti con i quali hanno fatto i conti, sempre con estrema attenzione ai rispettivi contesti (rilevanti quelle riportate da Cristian Migliorati sul Consorzio dei Navigli, da Fabio Cela su Amaga, da Mario Bertoldi su Ascit).

Nella seconda parte sono state riprese due tabelle della relazione di Santi della mattinata sulla base delle quali avviare la discussione sulla costruzione di indicatori che permettano di definire la situazione di Payt compliance: la prima (Proposte per la definizione di uno schema di Payt compliance) porterà a capire come scegliere e calibrare gli indicatori. La seconda fornisce un primo elenco (aperto) di variabili tra le quali scegliere quelle da selezionare per arrivare alla valutazione della Payt compliance, con i valori e i pesi relativi.

Starà ora al lavoro della commissione (cui verrà fornita la sintesi dei lavori del gruppo con e le due tabelle) sviluppare questi input.

Il secondo gruppo ha affrontato il tema dell’Assimilazione e dei suoi impatti sulla tariffa. La discussione è stata coordinata da Guido Trentini e Walter Giacetti. Ha visto confrontarsi Aziende di Consulenza e fornitura software, Soggetti Gestori e Autorità Regionali, Associazioni di Categoria (Utilitalia) presenti sia funzionari tecnici che amministratori da varie parti d’Italia Nord, Centro e Sud.

Dopo aver toccato i punti caldi aperti dalla sentenza del TAR del Lazio n. 426/2017 del 13 aprile 2017 e della conseguente apertura da parte del Ministero dell’Ambiente del dibattito su una bozza di decreto recante i criteri qualitativi e quali – quantitativi per l’assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani ai sensi dell’articolo 195, comma 2, lettera e) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 la discussione ha toccato i principali punti sul tappeto, tra i quali cito a titolo di esempio: la necessità, per assicurare tariffe eque ad ogni utenza, di riformare il metodo di calcolo delle tariffe piuttosto che intervenire nella assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani; il fatto che una corretta applicazione della tariffa puntuale, in ragione della maggiore equità rispetto alla tariffa presuntiva, di fatto potrebbe determinare una automatica “autoregolazione” di quei conflitti che stanno alla base delle istanze di deassimilazione da parte alcuni dei soggetti produttori; l’opportunità di una doppia modalità di regolazione (in regime di tariffa puntuale e presuntiva) relativamente alla assimilazione – in sostanza nel caso di tariffa puntuale si auspica che i comuni possano fissare nel regolamento ex art. 198, comma 2, D.lgs. 152/2006 i limiti quantitativi annui di assimilazione della frazione RUR (Rifiuto Urbano Residuo), non sulla base di vincoli precisi definiti a livello centrale, ma avendo come riferimento i quantitativi complessivamente rilevati sul territorio di competenza in modo coerente con gli esiti del locale sistema di misurazione dei rifiuti conferiti.

Ho preso lo spunto solo da alcuni dei punti toccati da un’analisi ben più approfondita per introdurre al fatto che alla fine si è arrivati alla conclusione che, al di là delle conseguenze di un DM Assimilazione che non ha ancora preso forma, risulta chiaro che la regolazione della questione, determinerà problematiche applicative e difficoltà operative che graveranno principalmente nei comuni.

Si ritiene allora che a livello nazionale l’applicazione della misurazione e tariffa puntuale ovvero dei sistemi PAYT (Pay as You Throw) potrà costituire, laddove è stata già applicata e dove lo sarà anche sulla spinta di queste nuove problematiche, un percorso innovativo ed efficace, non solo come metodo alternativo e particolarmente adatto a proiettare i sistemi di gestione dei rifiuti urbani verso la massimizzazione del riciclo e la riduzione dei rifiuti, ma anche come strumento principale di gestione di molte delle problematiche che stanno alla base della necessità della regolazione della assimilazione e della riformulazione della tariffa attraverso la riforma del DPR 158/99.

Il terzo gruppo è stato coordinato da Elisabetta Martignoni e Monica Bettiol e ha affrontato il tema delle Proposte di modifiche legislative per una norma organica sulla tariffa puntuale.

Si sono affrontati diversi temi.

Piano economico e Finanziario (PF).

È stata messa in evidenza la necessità di regole che impongano una univoca e non discrezionale compilazione del PF, al fine di permettere una reale comparazione tra aziende in rapporto costi/qualità del servizio. Al riguardo, si ritiene fondamentale l’intervento di ARERA per l’attribuzione dei costi comuni, attraverso la definizione di precise regole di unbundling.

È stata rappresentata l’esigenza di poter disporre di indici a integrazione del PF, al fine di effettuare le necessarie valutazioni di coerenza/efficienza della gestione.

Schema di regolamento tipo.

È stata espressa l’esigenza che Payt diffonda modelli di Regolamento Tarip che possano essere utilizzati come base di lavoro e come modello cui ispirarsi, da calare ed articolare poi nelle singole realtà locali.

Sul tema è di interesse comune poter interloquire con Arera per la definizione del modello tariffario di tariffa puntuale che vedrà la luce.

Governance.

Sono state individuate due tipi di criticità, legate al fatto che la normativa mantiene in capo ai Comuni il ruolo di detentori del regime di privativa sulla raccolta e smaltimento di rifiuti urbani e assimilati:

  1. L’esistenza di Gestori che rappresentano realtà industriali di rilevante importanza economica a livello nazionale, consolidatesi nelle pratiche favorite in alcuni modelli Regionali, in cui i Comuni non hanno più alcuna possibilità di esprimere esigenze o necessità e dalle quali pare impossibile retrocedere, riappropriandosi di un servizio legato al proprio territorio oppure chiedendo servizi connessi a particolari criticità evidenziate dalla cittadinanza;
  2. L’esigenza che il processo di definizione degli Ambiti, nelle realtà in cui sia almeno ancora possibile farlo, venga innescato con una modalità botton down, in cui i Comuni vengano ascoltati e possano esprimere le loro esigenze al fine di costituire Ambiti omogenei non solo per territorio ma anche per visione.

In conclusione: all’appuntamento romano sono venuto in molti, e qualificati.

Ne sono entrati con la coscienza di essere nel posto migliore per discutere e confrontarsi sulla tariffa puntuale.

Non con generici “esperti”, ma con chi in Italia la vive e la pratica fin delle prime esprienze.

E ha creato una Associazione professionale per costruire una visione sistemica in cui abbiano un ruolo tutti gli attori della filiera: da chi fornisce contenitori e sistemi di misurazione a chi gestisce il servizio, da chi progetta il sistema a chi definisce e riscuote la tariffa.

Chi è stato a Roma il 19 settembre 2018 è uscito con la consapevolezza di essere in un cantiere aperto, come è da vent’anni per chi si occupa di tariffa rifiuti nel nostro paese.

Ma un cantiere al quale lavorano i migliori progettisti, i migliori operai e i migliori direttori dei lavori.

Dove però si sente la mancanza di una normativa di sostegno chiara e inequivocabile.

Come se – per restare nella metafora – le fondamenta fossero sempre un po’ “fragili” o se si stesse lavorando a costruzioni destinate a restare “prototipi” o tutt’al è più a diventare “quartieri modello”, ma isolati.

Quando invece quei pazzi di Payt mirano a costruire prima una città, poi una Regione, poi l’intero Paese.

Ed allora bisogna rafforzare la fondamenta, il sistema di dati, modelli, regole e norme che porti ad una riforma dell’istituto tariffario che leghi direttamente il pagamento alla produzione dei rifiuti da parte delle utenze e ai servizi di cui ognuna usufruisce.

Perchè chi inquina, paghi …

1 file:///C:/Users/rifiu/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/RDNEYLQD/9-Programma-convegno-payt-A4_9.pdf

3 Che è nata con l’art. 49 del Dlgs 22/97 (il Decreto che ha preso il suo nome) e con il successivo DPR 158/99.

4 Relazioni disponibili in http://www.payt.it/?p=1100

5 Basata sul PIANO DI RIDUZIONE E GESTIONE DEI MATERIALI POST CONSUMO 2017-2021 Deliberazione Giunta Capitolina n.47 del 30 marzo 2017

6 V. sopra. È possibile che al momento dell’uscita di questo contributo le sintesi dei lavori dei tre tavoli pomeridiani siano ancora in fase di raccolta a caricamento (a differenza delle relazioni della sessione mattutina, da subito presenti).

 

Fonte: labelab

RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE

Il 22 settembre scorso ESPER ha partecipato, nella persona del suo Direttore Generale Attilio Tornavacca, al Convegno RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE, organizzato dal Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero.

“I risultati regionali finora raggiunti sulla gestione dei rifiuti non sono incoraggianti tuttavia per una piccola regione come l’Umbria dovrebbe essere più facile gestire bene il ciclo dei rifiuti secondo le linee guida europee dell’economia circolare e cioè CON UTILITÀ E PROFITTO PER LA COLLETTIVITÀ e visti i primi risultati del nuovo servizio del sub Auri 4 possiamo dire che un ciclo virtuoso in Umbria dipende solo dalla volontà politica” afferma Rifiuti zero Umbria.

Al Convegno hanno partecipato fra gli altri:

Marco Montanucci Consigliere del Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
Walter Ganapini Direttore Generale Arpa Umbria
Enzo Favoino Coordinatore scientifico Centro Ricerche Rifiuti Zero di Capannori e di Zero Waste Europe
Sandro Bisonni Consigliere Regionale Marche
Attilio Tornavacca Direttore Generale Esper
Rossano Ercolini Presidente dell’associazione Zero Waste Europe

Scarica il programma completo del convegno

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata: ad Agosto la percentuale vola oltre il 68%

A Gennaio a Gravina – scrivono in una nota inviata in redazione dall’ufficio stampa di Palazzo di città – veniva differenziato solo il 7% dei rifiuti. A Luglio, ad un mese e mezzo dall’attivazione del servizio, s’era già arrivati a toccare il 43%. Ad Agosto è stato record: superato il 68%.”

“Se qualche dubbio c’era, – spiegano da via Vittorio Veneto – è stato spazzato via dai numeri: i gravinesi stanno sostenendo con entusiasmo i primi passi della raccolta differenziata porta a porta. Lo confermano i dati che arrivano dall’assessorato all’igiene urbana guidato da Paolo Calculli, sulla base dei report giornalieri trasmessi al Comune dalla Raccolio srl, la società affidataria del servizio in città sulla base del contratto d’appalto sottoscritto lo scorso Gennaio, a conclusione di un iter che ha mandato in archivio il precedente contratto, tra una proroga e l’altra rimasto in vigore per quasi 23 anni. ”

«Attendevamo con ansia i risultati di Agosto – spiega Calculli – perché solo negli ultimi giorni di Luglio il servizio era entrato a regime in tutta la città». Un test dunque importante, superato di slancio. «Nei 31 giorni agostani – precisa Calculli – siamo arrivati a toccare il 68,61%. Un livello che certo può e deve essere ancora migliorato, ma che indica innegabilmente un netto cambio di tendenza: la rimozione dei cassonetti ha lasciato rimpianti in una parte davvero minoritaria della città, all’interno della quale si annida la frangia che continua a depositare spazzatura ai bordi di alcune vie o in periferia. Il più delle volte vandali, o gente che nel tentativo di sfuggire all’anagrafe tributaria comunale si disfa dei sacchetti scaricandoli ovunque. Nelle prossime settimane intensificheremo ulteriormente i controlli, anche con l’ausilio della tecnologia, ma l’impegno profuso dalla Polizia Municipale, insieme ai tecnici della Raccolio, ha già consentito di elevare diversi verbali a carico dei trasgressori individuati».

“I numeri: ad Agosto ritirati 390.430 chili di organico, 85.120 di carta, 87.590 di vetro, 92.720 di plastica, 49.700 di cartone, 40.633 di ingombranti, 21.990. Insieme ad altre tipologie di rifiuti avviati al riciclo, un totale di 768.437 chili di differenziata su 1.120.057 chili di pattume complessivamente raccolto (compresa l’indifferenziata). In percentuale, il 68,61%. «La macchina organizzativa – sottolinea l’assessore – ha finalmente preso a girare a pieno ritmo, anche se difficoltà e disagi non mancano. Ne siamo consapevoli, e grazie all’impegno del Servizio Municipale Ambiente e della Polizia Municipale siamo impegnati a ricercare, insieme all’azienda, le soluzioni opportune. Le nostre preoccupazioni principali sono, al momento, la definizione del servizio in zona Pip e l’avvio delle isole ecologiche itineranti, per le quali siamo in attesa del via libera dell’Aro Ba4».

“Restano la soddisfazione per il buon risultato conseguito e la consapevolezza di poter fare ancora di più, con la collaborazione della cittadinanza. «Questa esperienza – dice Calculli – è utile a dimostrare anche quanto esteso sia il senso civico, spesso offuscato dai comportamenti insensati di una parte marginale della cittadinanza. Occorre insistere, per mettere in moto un cambiamento culturale generalizzato. Ai cittadini vanno il nostro sincero ringraziamento per la collaborazione e la rassicurazione che faremo il possibile per migliorare la qualità del servizio».

Da segnalare: su impulso dell’assessorato, nei prossimi giorni si terranno nuovi incontri informativi pubblici, mentre nelle scuole, con la ripresa delle attività didattiche, ripartirà la campagna di educazione alla differenziata curata da Teknoservice.”

Fonte: Gravina Live

Premio Comuni Virtuosi: aperto il bando 2018

E’ ufficialmente aperto il bando per la dodicesima edizione del Premio nazionale dei Comuni Virtuosi, promosso dall’Associazione Comuni Virtuosi, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Anci, Ispra, Agenda 21 Italia, Borghi Autentici d’Italia.
Al premio possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie: gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.); impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.); rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso); mobilità sostenibile (car-sharing, carpooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.); nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).
La Commissione Giudicatrice del Premio è composta da: Maria Rita Crisci (Sindaca di Montelepre), Massimo Buccilli (A.D. Velux), Leyla Ciagà (Assessore di Bergamo), Tiziana Benassi (Assessore di Parma), Stefano Ciafani (Presidente Legambiente), Alessandra Bonoli (Università di Bologna), Alessio Maurizi (Radio 24), Paolo Pileri (Politecnico di Milano), Eliana Bruschera (Novamont SpA), Michele Munafò (Ispra).
La graduatoria finale con cui la giuria decreterà il comune più virtuoso dell’anno sarà stilata entro il mese di novembre, segnalando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 31 ottobre 2018. La Cerimonia di premiazione avverrà nel corso di un incontro pubblico che si terrà a Trento presso il “Muse” sabato 15 dicembre. Al comune vincitore verrà donato un audit dei servizi espletati per ottimizzazione i servizi e i costi della gestione dei rifiuti, anche in relazione al benchmarking dei costi ed alla Redazione della relazione ex art. 34 comma 20 D.L. 179/2012. Il valore di tale servizio, che verrà effettuato da Esper (sponsor tecnico del Premio) è pari a circa 10.000 euro. In alternativa, se il Comune non ha ancora attivato la tariffazione puntuale, lo studio potrebbe riguardare le migliori e più opportune modalità di implementazione della tariffa puntuale con valutazione del rapporto costi/benefici di vari scenari di implementazione.

Per informazioni, richieste e segnalazioni: Associazione dei Comuni Virtuosi – P.zza Matteotti, 17 – 60030 Monsano (AN) Tel. 33843092695 – info@comunivirtuosi.org

Segreteria organizzativa
Marco Boschini
Tel. 3384309269 – info@comunivirtuosi.org

Scarica il bando

RASSEGNA STAMPA – Ladispoli, il comune segue Cerveteri per la nuova gara rifiuti

Dopo Cerveteri anche Ladispoli si affida ad E.S.P.E.R. per la progettazione del servizio di igiene urbana integrata.

Per 30mila euro, infatti, l’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti dovrà progettare il servizio di igiene urbana di Ladispoli con l’implementazione della tariffa puntuale a partire dal 7/01/2019, oltre a dover dare supporto all’ente per la redazione dei relativi atti di gara.

Un bando per la gara rifiuti certamente difficoltoso da realizzare, al punto che nella vicina Cerveteri non sono mancati gli intoppi burocratici per portare a termine l’iter, sebbene nessun ritardo sia imputabile a Esper.

Si prospetta quindi una nuova gestione dei rifiuti, mentre il tema della raccolta differenziata e dell’igiene urbana a Ladispoli rimane caldo.
Ad oggi con l’attuale appalto l’ente paga cifre salatissime con continui incrementi di servizi. Aumenti che stanno portando la tariffa per l’igiene urbana ad essere insostenibile.

Fonte: Terzobinario

RASSEGNA STAMPA – Camaiore verso rifiuti zero, approvato il piano

La giunta di Camaiore ha deliberato nella seduta di oggi (29 agosto) il piano industriale per la riduzione e gestione dei rifiuti urbani del Comune di Camaiore, redatto dalla società Esper sotto la supervisione del dottor Attilio Tornavacca. Il documento rappresenta la base di lavoro per la ridefinizione del servizio di raccolta dei rifiuti nell’ottica del progetto Camaiore verso Rifiuti Zero: partendo da valutazioni relative al contesto territoriale (analisi socioeconomica, geomorfologica, urbanistica e infrastrutturale) e all’attuale servizio, il piano introduce elementi innovativi per giungere in una fase intermedia (entro un anno dall’attuazione) al 70% del livello di raccolta differenziata e del 75% nella fase a regime.

Aspetto fondamentale è quello relativo alla partita economica: dalle valutazioni effettuate da Esper gli obiettivi sono raggiungibili allo stesso costo del servizio attuale (che raggiunge poco meno del 50% di rifiuto differenziato), con possibilità di risparmio negli anni successivi (si parla di un 4% nella fase transitoria e di circa l’8% nella fase a regime, valutazione comunque da accogliere in via prudenziale in particolare per i tempi attuazione).
Si tratta del primo documento di questo tipo nella storia del Comune di Camaiore: le prospettive tracciate diventano cruciali per la gestione del tema dei rifiuti e dei rapporti con il gestore in quanto definiscono le modalità con cui devono essere raggiunti gli obiettivi e i costi relativi. Le novità principali sono l’estensione del porta a porta su tutto il territorio comunale, un programma dettagliato e verificabile di spazzamento delle strade, incremento dei passaggi della raccolta dell’organico e della plastica nel periodo estivo per le utenze domestiche, aumento dei passaggi per tutte le altre frazioni nel periodo estivo per le utenze non domestiche. Strategie che comporteranno la modulazione di un servizio che possa essere più aderente alle esigenze dei cittadini, con una maggiore presenza dell’azienda che dovrà rispettare, nelle varie fasi del processo, criteri di qualità e flessibilità. A queste novità si affianca un progetto di sensibilizzazione e informazione che possa portare a una concreta riduzione del rifiuto prodotto anche attraverso incentivi.
“Oggi – ha detto il sindaco Alessandro Del Dotto – raggiungiamo un obiettivo fondamentale nella storia dei servizi pubblici perché mettiamo nero su bianco quello che vogliamo per i nostri cittadini ovvero un sistema di raccolta dei rifiuti preciso, efficace ed economico. Questa partita si gioca su un tavolo nuovo rispetto al passato, forti del lavoro fatto da Esper e dal dottor Tornavacca con la collaborazione fondamentale dell’Ufficio Ambiente che ha interpretato questa fase come occasione di crescita professionale”.
“Il piano – ha aggiunto l’assessore all’ambiente Sara Pescaglini – è di particolare importanza perché redatto da ESPER, ente di studio che fa dell’indipendenza un proprio pilastro. Non hanno rapporti economici con aziende del settore rifiuti e lavorano esclusivamente per le pubbliche amministrative. Una garanzia perché sia tutelato l’interesse pubblico e quindi dei cittadini camaioresi. Questo ci dà ancor più forza nei rapporti con il gestore perché abbiamo certificato quello sostenevamo da tempo ovvero che il servizio di raccolta rifiuti nel Comune di Camaiore non fosse né efficace, né tantomeno efficiente”.

Fonte: Luccaindiretta

Petrosino. Droni, transponder, spot e una RD da primato

Petrosino. Un piccolo Comune costiero della provincia di Trapani di poco più di 8000 abitanti. Da poco ha implementato, con l’assistenza tecnica di ESPER,  un nuovo servizio di raccolta che ha portato il Comune da un sostanziale 0% di raccolta differenziata ad un 80% con una crescita costante.
Ne parliamo con il Sindaco Gaspare Giacalone

Sindaco, come sta andando il nuovo servizio di raccolta rifiuti a Petrosino?

Gradualmente negli ultimi mesi abbiamo iniziato questa nostra rivoluzione implementando quello che è un servizio fortemente innovativo. Per la nostra comunità, nel profondo Sud, rappresenta un cambiamento molto forte. Ricordo che la nostra esperienza va inquadrata nella realtà siciliana che vive costantemente in emergenza. Le cose che in altre parti del mondo appaiono normali, da noi diventano un po’ più che straordinarie. Fatta questa premessa, seguendo il progetto redatto da ESPER, abbiamo esteso il porta a porta a tutto il territorio comunale ed è iniziata una raccolta differenziata spinta. Ho preso un Comune che aveva completamente abbandonato la raccolta differenziata registrando un non proprio virtuoso 0%, oggi abbiamo raggiunto quota 80%, in pochissimo tempo. Quindi abbiamo raggiunto risultati straordinari con una crescita costante, grazie anche ad un’azione di comunicazione continua e, aggiungo, ad un’azione di repressione piuttosto forte.

Quando parla di repressione immagino si riferisca all’azione forte che la sua amministrazione sta portando avanti contro gli abbandoni.

Sì. da quando sono sindaco abbiamo sempre cercato di intervenire su questo problema. In Sicilia, e in buona parte del meridione, c’è la cattiva abitudine di abbandonare i rifiuti un po’ ovunque. E su questo noi abbiamo deciso di intervenire con risolutezza in maniera quotidiana. In particolare, oltre all’uso già sperimentato in passato delle telecamere e all’azione di squadre di vigili urbani che, accompagnati dagli operatori, vanno ad aprire i sacchetti abbandonati individuandone la provenienza ed andando a sanzionare i responsabili, secondo legge, quest’ anno abbiamo modificato il regolamento della videosorveglianza ed abbiamo dato il via ad un nuovo progetto sperimentale con l’utilizzo di un drone. Con scrupolo e nel rispetto totale della normativa, andremo davvero a dare battaglia a chi abbandona i rifiuti.
Io sono comunque soddisfatto: il mio Comune è pulito. Ma è una di quelle conquiste che vanno difese. Non abbassiamo la guardia e continuiamo quotidianamente a lavorare su questo fronte. Proprio in questi giorni abbiamo diffuso un video  che nel giro di 24 ore ha ricevuto migliaia di visualizzazioni. È uno spot contro gli abbandoni. Forte, provocatorio, ma anche ironico e divertente. Abbiamo scelto di dedicare una parte della nostra comunicazione istituzionale alla lotta contro gli abbandoni, cercando per una volta di far apparire chi ha questi comportamenti incivili non come il furbetto di turno, magari da guardare con un sorriso di comprensione, ma come un idiota da mettere in ridicolo.

Ci parlava di droni. Che ruolo riveste la tecnologia nel nuovo servizio?

Abbiamo dotato tutti i contenitori distribuiti alle utenze domestiche e commerciali di trasponder che ne permettono l’identificazione nel momento della raccolta, per monitorare il numero di svuotamenti relativo ad ogni contenitore.
Ma voglio essere chiaro: la filosofia non è quella del controllo da parte della Amministrazione.
Fino ad ora ho parlato delle politiche repressive e degli strumenti che abbiamo implementato per perseguire chi trasgredisce le norme. Ma quello che ci interessa è un meccanismo premiale, perché vogliamo che quei cittadini che gestiscono al meglio i propri rifiuti, siano premiati. Non solo, ma il piano redatto con la collaborazione di ESPER, prevede premialità non solo per i cittadini, ma anche per gli operatori e perfino per l’impresa che con noi collabora sul rinnovato servizio di raccolta rifiuti. L’obiettivo finale è quello di attivare ad una tassazione puntuale, parametrando la bolletta TARI sulla reale produzione di rifiuti di ogni utenza.

La raccolta a Petrosino però non è solo porta a porta: ci sono forme di flessibilità come le Isole Ecologiche. Come vengono utilizzate?

Abbiamo già un’isola ecologica che è abbastanza attrezzata e devo dire piuttosto moderna nel concetto e nelle forme di recepimento dei rifiuti. Tuttavia questo non è il nostro punto di arrivo: il punto d’arrivo è un ecocentro. Anche in questo caso stiamo parlando di un concetto comune in altre parti d’Italia, mentre in Sicilia il nostro sarà probabilmente il primo o quantomeno tra i primi ad essere costruito. Abbiamo presentato un progetto bellissimo che è stato già non solo approvato dalla Regione Sicilia, ma già finanziato. Sarà un posto accogliente per i cittadini e per i loro rifiuti.
“Un posto per ogni cosa” questo è il nostro motto

Un motto ed un’azione che hanno portato a risultati di eccellenza assoluta!

La bellissima notizia di oggi è che il Comune di Petrosino ha raggiunto l’80% di raccolta differenziata! Lo abbiamo fatto in piena estate quando la popolazione presente sul territorio comunale aumenta di altre 3 mila unità e quando nel resto della Sicilia si parla di emergenza rifiuti. È questo il risultato di un grande lavoro di prevenzione, informazione e repressione che ha portato velocemente a raggiungere risultati straordinari. Campagna di sensibilizzazione, distribuzione di nuovi contenitori, nuovo calendario per la raccolta, sistema di video sorveglianza, uso del drone con perlustrazione aerea, appostamenti dei vigili urbani. E poi, parafrasando il nostro video spot, abbiamo fatto la festa ad oltre 100 simpaticoni con multe salatissime per chi butta rifiuti fuori dai luoghi, dagli orari e dagli appositi contenitori. Petrosino: buone pratiche e risultati eccellenti!

Raccolta differenziata: in Italia copertura quasi totale

La raccolta differenziata in Italia si svolge con il contributo fondamentale dell’accordo quadro Anci- Conai. Lo confermano i dati del settimo rapporto sulla banca dati Anci-Conai, presentati oggi nella sede dell’Anci a Roma da Ivan Stomeo (delegato Anci ai rifiuti e sindaco di Melpignano), Giorgio Quagliuolo, (presidente del Conai) e Filippo Brandolini (vice presidente di Utilitalia) e dal vice segretario dell’Anci, Stefania Dota. Con loro, alcuni degli amministratori protagonisti delle migliori pratiche nei territori: il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il sindaco di Albairate Giovanni Pioltini, l’assessore alle Politiche del Territorio di Fiumicino, Ezio Di Genesio Pagliuca (fotogallery)
Il rapporto conferma la capillarità dell’accordo Anci-Conai, basato su convenzioni per la raccolta e l’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio che interessano nel 2016 il 97,7% dei Comuni italiani (7.813) e il 99,5% della popolazione (60.314.369), con un aumento in quest’ultimo caso del 2% rispetto al 2015; inoltre, il 51% dei Comuni italiani ha almeno cinque convenzioni. (Scarica Rapporto integrale, leggi la sintesi).
Il rapporto evidenzia poi che i Comuni stipulano soprattutto convenzioni per il riciclo della plastica (consorzio Corepla) e del vetro (consorzio CoReVe), con rispettivamente il 99% e 91% della popolazione nazionale coinvolta; minore è la diffusione territoriale delle convenzioni per il recupero di alluminio (consorzio CiAl) e legno (consorzio Rilegno), che interessano circa il 64-65% della popolazione.
Il Nord si conferma la macro area con le più elevate performance di raccolta: qui si intercetta il 54% di tutta la raccolta conferita al Conai e si concentra il 56% degli importi totali riconosciuti dai consorzi. Anche il Centro e il Sud peraltro, con una resa media pro capite tra gli 86 e i 77 chili per abitante all’anno, fanno registrare dati confortanti. Nelle regioni delle isole si registra il contributo minore alle raccolte conferite al Conai (6,2% del totale) e la resa media pro capite più bassa (50 chili per abitante all’anno.
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), nel 2016 sono stati ritirate nei punti di raccolta 283.075 tonnellate, con una riduzione dello 0,4% rispetto al 2015. Anche per questa categoria di rifiuti i risultati della raccolta variano sensibilmente sul territorio, sia dal punto di vista dei quantitativi che della composizione: le regioni del Nord-Ovest intercettano il 30% del totale nazionale (la Lombardia, da sola, quasi il 19%).
“Il rapporto – sostiene il delegato Anci ai rifiuti Ivan Stomeo – conferma gli importanti risultati raggiunti, ma ci dà anche la fotografia di un’Italia a due velocità. Un Nord sempre più veloce ed un Sud, invece, molto meno. Da questo quadro bisogna ripartire nello scrivere il nuovo accordo con il Conai. Dobbiamo sforzarci tutti quanti a portare tutte le regioni d’Italia allo stesso livello. Altro tema è il costo del servizio: è necessario potenziare il principio del “chi inquina paga”, perché attualmente il costo di gestione degli imballaggi non viene pagato da chi li produce ma dalla collettività, con la Tari. Abbiamo di fronte una bella sfida nello scrivere il nuovo accordo: una sfida in cui le nostre comunità dovranno essere protagoniste”.
“Il quadro presentato oggi ci offre l’immagine di una sensibilità crescente verso la raccolta differenziata e l’economia circolare, pur con difformità territoriali ”, ha sottolineato la vice segretaria dell’Anci Stefania Dota. “Il tema dei rifiuti è strategico per i Comuni e come associazione vogliamo perseguirlo rafforzando la nostra collaborazione con il Conai grazie a  misure sempre più efficaci il raggiungimento degli obiettivi fissati per la raccolta differenziata a livello nazionale”.
“La banca dati Anci-Conai – afferma il presidente del Conai Giorgio Quagliuolo – è ormai diventata un punto di riferimento per quanto riguarda i dati di gestione dei rifiuti urbani, in particolare di imballaggio. I dati sulla raccolta differenziata presentati quest’anno confermano la centralità dell’accordo quadro Anci-Conai per i Comuni italiani, in un’ottica di sussidiarietà rispetto al mercato. Per il futuro, consolideremo la nostra collaborazione con Anci, concentrandoci sulle aree con maggiori margini di crescita e dialogando in maniera più diretta con i Comuni”.
“Il rapporto presentato dimostra  – afferma il vice presidente di Utilitalia Filippo Brandolini –  che quando c’è la volontà si possono raggiungere risultati importanti in materia di raccolta differenziata e di riciclo rifiuti. Questi risultati sono il presupposto migliore per la sfida che ci pone il pacchetto per l’economia circolare. La filiera tra comuni, consorzi e aziende di gestione è un punto di partenza per lo sviluppo industriale del comparto. Sono questi stessi soggetti a poter testimoniare l’effettivo bisogno di impianti industriali e a poter valutare insieme i processi che possono portare alla loro realizzazione”.
Fonte: Anci.it

Cton Fest: un successo la serata sui rifiuti

Quello della gestione rifiuti è un tema che riscuote sempre maggior interesse, non solo fra amministratori ed operatori del settore. Se ci fosse stata la necessità di ulteriori conferme, è arrivata la serata dedicata all’argomento nell’ambito del Cton Fest – Festival del Paesaggio di Corigliano d’Otranto.

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Nella suggestiva cornice del Castello Volante, di fronte ad una nutrita platea hanno dibattuto del tema Rossano Ercolini, presidente di ZeroWaste Italia e ZeroWaste Europe e Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER, moderati da Raffaele Cesari.

Durante il dibattito si è parlato a lungo di Etica, dei conflitti di interesse che hanno finora penalizzato il settore (ai quali ESPER si è sottratta con l’adozione di uno stringente codice etico), di riduzione dei rifiuti, di tariffazione puntuale e di economia circolare. Best practices, analisi di criticità e propositi per il futuro prossimo sono stati il collante della serata. Scandita da numerosi applausi della platea.
Il CTON Festival è stato organizzato dalla Associazione Prendi Posizione