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Cton Fest: un successo la serata sui rifiuti

Quello della gestione rifiuti è un tema che riscuote sempre maggior interesse, non solo fra amministratori ed operatori del settore. Se ci fosse stata la necessità di ulteriori conferme, è arrivata la serata dedicata all’argomento nell’ambito del Cton Fest – Festival del Paesaggio di Corigliano d’Otranto.

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Nella suggestiva cornice del Castello Volante, di fronte ad una nutrita platea hanno dibattuto del tema Rossano Ercolini, presidente di ZeroWaste Italia e ZeroWaste Europe e Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER, moderati da Raffaele Cesari.

Durante il dibattito si è parlato a lungo di Etica, dei conflitti di interesse che hanno finora penalizzato il settore (ai quali ESPER si è sottratta con l’adozione di uno stringente codice etico), di riduzione dei rifiuti, di tariffazione puntuale e di economia circolare. Best practices, analisi di criticità e propositi per il futuro prossimo sono stati il collante della serata. Scandita da numerosi applausi della platea.
Il CTON Festival è stato organizzato dalla Associazione Prendi Posizione

Decreto Tariffa Puntuale: le valutazioni di ESPER

A cura di Andrea Cappello (Tecnico ESPER) ed Attilio Tornavacca (Direttore generale ESPER)

Lo scorso 14 marzo 2017 l’Europarlamento ha approvato il pacchetto sull’economia circolare, inserendo importanti novità per il settore dei rifiuti. Tra questi è stata innalzata la quota di riciclaggio per i rifiuti urbani fino al 70% mentre per i rifiuti da imballaggio tale quota è stata aumentata fino all’80%.

Altre interessanti novità riguardano il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore (EPR), la previsione di strumenti economici-fiscali nella gestione delle politiche sui rifiuti e le nuove strategie sulla classificazione dei rifiuti e delle sostanze pericolose.

All’allegato IV bis vengono introdotti ed elencati gli strumenti per promuovere il passaggio verso un’economia circolare. Gli strumenti a disposizione dei decisori politici vengono suddivisi in due categorie: strumenti economici-fiscali e strumenti tecnico-amministrativi. Tra quelli economici- fiscali abbiamo importanti misure come tasse sull’incenerimento o tariffe al cancello per i conferimenti in discarica, che in passato hanno notevolmente influenzato le politiche di gestione dei rifiuti negli Stati membri o delle regioni. Oltre alle tariffe sullo smaltimento sono previsti strumenti volti a incentivare le autorità locali per l’attuazione di programmi di riduzione e prevenzione o per il potenziamento dei sistemi di raccolta differenziata.

Tra quelli elencati la tariffazione puntuale viene identificata come uno degli strumenti più importanti. L’efficacia della tariffazione puntuale sta nel disincentivo monetario applicato in maniera diretta alle singole utenze in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga” sancito dall’art. 14 della Direttiva 2008/98CE, al fine di stimolare meccanismi virtuosi per la riduzione della produzione di rifiuti e per il loro conferimento in modo differenziato. L’introduzione di sistemi di tariffazione puntuale genera effetti talmente positivi, innescando innescano percorsi virtuosi, innovativi e partecipati per una gestione dei rifiuti più sostenibile, che in campo europeo tutte le best practices sono accomunate dall’implementazione di tali sistemi.

La Comunità Europea però non dà indicazioni né regolamenta lo strumento dal punto di vista delle norme tecniche, lasciando agli Stati membri campo libero sulla legiferazione a proposito. Essi legiferano in materia con atti generici lasciando ampio spazio alle amministrazioni locali per la scelta delle metodologie e dei modelli per implementare questa misurazione puntuale dei rifiuti.

In Italia per lungo tempo al concetto di tariffa puntuale, che in maniera lungimirante era stato già introdotta nel 1997 dall’art. 49 del cosiddetto “Decreto Ronchi”, non era stato normato da una specifica disciplina tecnica di dettaglio. Di fatto tale mancanza ha frenato la diffusione a larga scala dei sistemi a misurazione puntuale in alcune regioni. Le amministrazioni pubbliche che hanno scelto di applicare sistemi di misurazione puntuale hanno spesso guardato infatti ai metodi utilizzati oltreconfine adattandoli alle norme interne. Questo vuoto normativo è stata colmato lo scorso 23 maggio 2017 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero dell’Ambiente recante “Criteri per la realizzazione da parte dei Comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati”[1].

Il Decreto è stato emanato ai sensi del comma 668 dell’art. 1 della legge 147/2013, la legge di stabilità del 2014, che introduceva per i Comuni che avevano realizzato sistemi di misurazione puntuale delle quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva in luogo della TA.RI. L’obiettivo del Decreto è quello di uniformare tecniche e modalità per determinare una tariffa commisurata all’effettivo servizio reso. Vengono quindi dettati i criteri per la realizzazione dei sistemi di misurazione puntuale, che devono riguardare perlomeno il volume e/o il peso del “rifiuto urbano residuale” (R.U.R.) della raccolta differenziata. L’art. 4 del Decreto riguarda infatti la previsione di tariffe a corrispettivo non soltanto per il RUR ma anche per le altre frazioni differenziate conferite al circuito di raccolta o presso i centri di riciclaggio. Questa scelta risulta oltremodo opportuna poiché tiene conto degli ultimi sviluppi conseguiti nelle esperienze di tariffazione puntuale più mature sia a livello europeo che nazionale in cui non viene misurato solo il RUR ma anche altre frazioni differenziate.

Il Decreto definisce inoltre i requisiti minimi dei sistemi di identificazione e le diverse modalità attraverso cui è possibile determinare le quantità misurate. Vengono elencati i sistemi a riconoscimento del contenitore, che può essere un contenitore rigido o un sacco (nel testo del Decreto definiti “sistemi in modalità diretta e univoca”) e i sistemi a riconoscimento dell’utenza previsti in punti di conferimento (come ad esempio nei Centri di Raccolta Comunali).

All’art. 6 vengono dettagliate le modalità di misurazione delle quantità di rifiuto che possono essere conteggiate in maniera diretta, attraverso la pesatura dei singoli conferimenti, o in maniera indiretta, attraverso la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza. Nella maniera indiretta il peso verrà ricavato dalla volumetria del contenitore utilizzato, e in questo caso si lascia libera scelta tra contenitori rigidi o i sacchi, o dalla volumetria della apertura di conferimento per i casi in cui si conferisce in un contenitore dotato di calotta. Nei casi di misurazione indiretta il peso può essere inoltre stimato moltiplicando il volume della dotazione assegnata alla singola utenza ponderata per i singoli svuotamenti e moltiplicata per il peso specifico (denominato nel Decreto “Kpeso”). Questo viene calcolato dall’ente competente a definire la tariffa in base alla densità media dello specifico flusso di rifiuto che si vuole misurare e sulla base del rapporto tra la quantità totale di rifiuti raccolti e la volumetria totale contabilizzata.

Un’ultima considerazione riguarda gli art. 7 e 8 dove viene affrontato il caso in cui occorre misurare i singoli svuotamenti in utenze domestiche e non domestiche aggregate come ad esempio i condomini nel caso delle utenze domestiche oppure piccoli centri di consumo o di commercio nel caso di utenze non domestiche. Nel primo caso, quando non sia tecnicamente fattibile o conveniente una suddivisione del punto di conferimento tra le diverse utenze, le quantità o i volumi di rifiuto attribuiti ad una utenza aggregata possono essere ripartiti tra le singole utenze in funzione del numero di componenti del nucleo familiare riferito all’utenza. E’ inoltre previsto che il riparto tra le singole utenze possa venire determinato utilizzando i coefficienti indicati nella tabella 2 di cui all’Allegato 1 del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

Nel caso invece di utenze non domestiche, per determinare la ripartizione dei volumi tra tutte le utenze aggregate possono essere utilizzati i coefficienti di produttività (i cosiddetti kc e kd) per ciascuna tipologia di utenza non domestica indicati nelle tabelle 4a e 4b di cui all’Allegato 1 del citato DPR 158.

In definitiva si può evidenziare che il Decreto colma un vuoto normativo che ha inciso in maniera determinate sulla estensione dei sistemi di tariffazione puntuale nel contesto nazionale ed ora la diffusione di tale sistemi subirà certamente una decisa accelerazione. Con la pubblicazione di tale regolamentazione ministeriale le autorità locali vengono spinte ad implementare sistemi di tariffazione puntuale per raggiungere performance sempre più elevata in termini ambientali ma anche economici e sociali come dimostrato nel recente studio “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” redatto dai tecnici di ESPER e pubblicato per il download gratuito nel sito http://esper.it/10-percorsi-europei-virtuosi-verso-la-tariffazione-incentivante/.

[1] Decreto del 20 aprile 2017

Gli effetti positivi della tariffazione puntuale

Il caso di Parma a confronto con Reggio Emilia e Piacenza.

Un recente rapporto del Servizio Politiche Territoriali della UIL ha messo in evidenza l’evoluzione delle bollette TARI delle famiglie italiane degli ultimi 4 anni mettendo a confronto 100 capoluoghi di provincia prendendo come campione una famiglia tipo di 4 persone occupanti un appartamento di 80 mq.

Il contesto nazionale, che vede spesso declinati in ambito locale differenti specificità tra una regione e l’altra, non consente confronti omogenei e correttamente paragonabili visti i differenti criteri di assimilazione, costi di smaltimento, conformazione urbanistica, abitudini delle famiglie, etc. che fanno sì che una migliore analisi di confronto rispetto alle politiche adottate dalle amministrazioni comunali si ottenga paragonando ambiti con caratteristiche simili.

In questa ottica, con i dati in nostro possesso, è utile confrontare le performance di risultato tra i capoluoghi dell’Emilia-Romagna e con particolare efficacia paragonare i 3 capoluoghi dell’Emilia occidentale (Piacenza, Parma e Reggio Emilia) visto la condivisione di uno stesso gestore della raccolta rifiuti (Iren Ambiente), la recente adozione di un’unica tariffa di smaltimento di bacino ma con scelte strategiche differenti operate dalle singole amministrazioni comunali per quanto riguarda i modelli di raccolta applicati sul territorio.

Vediamo dunque come su Parma, dove è stato introdotto a partire dal 2012 un modello di raccolta differenziata porta a porta con tariffazione puntuale, i benefici dell’adozione di queste politiche virtuose abbiano dato i loro frutti non solo dal punto di vista dei risultati (% di raccolta differenziata, riduzione del rifiuto residuo procapite, % di effettivo recupero – Vedi Tabella 1) ma anche per quanto riguarda gli impatti sulla bolletta delle famiglie.

Tabella 1 – Modelli di Raccolta e risultati (dati ARPA 2016)

Piacenza Parma Reggio Emilia
Abitanti 102.499 193.315 171.714
Modello di raccolta prevalente (al 2016) Raccolta stradale per plastica, metalli, vegetale e vetro. Porta a porta per carta/cartone, residuo e organico (in alcuni quartieri per queste ultime 2 frazioni raccolta stradale) Raccolta porta a porta a 4 frazioni con tariffazione puntuale (Carta/cartone, Plastica/metalli, organico, residuo). Raccolta stradale di Vetro e Vegetale Raccolta stradale a 5 frazioni (Carta/cartone, Plastica, Vetro/metalli, Organico, Residuo). Raccolta domiciliare del vegetale
Centri di raccolta 3 4 6
% RD 56,9% 75,9% 58,6%
% RD a recupero (dati Atersir riferiti al 2014) 56,4% 65,7% 59,3%
RU totale procapite (kg) 741 554 709
Residuo procapite (kg) 244 108 262
Organico procapite (kg) 49 103 40
Vegetale procapite (kg) 43 77 115

 

Piacenza e Reggio, che vedono nel periodo considerato modelli di raccolta differenziata con prevalenza di contenitori stradali a libero accesso, sono ancora lontane dagli obiettivi del Piano Regionale di Gestione Rifiuti che ha stabilito al 2020 il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata per i comuni capoluogo, la riduzione del 20-25% della produzione pro-capite e l’obiettivo di effettivo riciclo del 70%. Parma invece, già oggi all’80% di raccolta differenziata grazie al percorso avviato dall’amministrazione Pizzarotti, ha sostanzialmente già raggiunto e in alcuni casi oltrepassato questi obiettivi fatto salvo quello della produzione totale procapite che, dopo una discesa nei primi 2 anni, ha poi visto risalire l’indicatore probabilmente per effetto della ripresa dei consumi per l’incremento dei flussi turistici registrati in città (+25% di presenze tra il 2012 e il 2017).

Grafico 1

 

Dal punto di vista economico, considerando il quadriennio 2014-2017, la ricerca UIL (vedi tabella 2) evidenzia come la bolletta TARI della famiglia tipo di Parma sia l’unica a calare in Emilia-Romagna (-3,1%) con Piacenza e Reggio Emilia che invece incrementano il costo rispettivamente dell’8,5% e del 9,7% (quest’ultimo incremento più marcato in regione tra i 9 capoluoghi).

Tabella 2 – Rapporto TARI capoluoghi 2017 – Uil Servizio Politiche Territoriali

Esempio di una famiglia di 4 persone con una casa di 80 metri quadri ed un reddito Isee di 17.812 euro (Le tariffe sono comprensiva del tributo provinciale ambientale)

CITTA’ Tari 2014 in euro Tari 2015 in euro Tari 2016 in euro Tari 2017 in euro Differenza percentuale 2016-2017 Differenza percentuale 2014-2017
Bologna 221,76 228,5 228,5 228,5 0,0% 3,0%
Ferrara 305,65 305,65 305,65 305,65 0,0% 0,0%
Forlì 281,31 276,03 281,97 286,9 1,7% 2,0%
Modena 267,7 274,12 276,33 280,75 1,6% 4,9%
Parma 272 282,26 265,1 263,45 -0,6% -3,1%
Piacenza 252,15 252,15 274,05 273,55 -0,2% 8,5%
Ravenna 254,3 254,3 256,64 259,75 1,2% 2,1%
Reggio Emilia 287,4 300,85 306,23 315,17 2,9% 9,7%
Rimini 233,5 252,46 252,46 254,08 0,6% 8,8%

 

In realtà i dati su Parma sono ancora migliori rispetto a quanto evidenziato nella ricerca se si considera che con lo sconto massimo ottenibile grazie alla tariffazione puntuale (max 30 svuotamenti/anno per la famiglia di 4 persone) la tariffa 2017 scende a Euro 257,53 contro il valore medio di Euro 263,45 considerato nel rapporto UIL (vedi Tabella 3). Un obiettivo, quello di ottenere il massimo sconto restando all’interno degli svuotamenti minimi, che da un’analisi fatta da Iren nell’ultimo semestre 2015, è stato raggiunto dall’80% delle famiglie parmigiane con una sostanziale conferma della tendenza anche nei mesi successivi. Differenze che diventano tangibili nel bilancio famigliare (quasi 60 Euro di differenza tra la famiglia tipo parmigiana e quella reggiana) e che dimostrano anche ai più scettici che il modello di raccolta porta a porta abbinato alla tariffazione puntuale non è necessariamente il più costoso rispetto alla raccolta stradale, come spesso viene ripetuto per scoraggiare gli amministratori virtuosi ad intraprendere strade diverse dal “business as usual”.

Tabella 3 – Come tabella 2, ma tenendo conto del massimo sconto ottenibile a Parma con tariffazione puntuale (famiglia 4 persone, max 30 svuotamenti/anno)

CITTA’ Tari 2014 in euro Tari 2015 in euro Tari 2016 in euro Tari 2017 in euro Differenza percentuale 2016-2017 Differenza percentuale 2014-2017
Bologna 221,76 228,5 228,5 228,5 0,0% 3,0%
Ferrara 305,65 305,65 305,65 305,65 0,0% 0,0%
Forlì 281,31 276,03 281,97 286,9 1,7% 2,0%
Modena 267,7 274,12 276,33 280,75 1,6% 4,9%
Parma 272 282,26 265,1 257,53 -2,9% -5,3%
Piacenza 252,15 252,15 274,05 273,55 -0,2% 8,5%
Ravenna 254,3 254,3 256,64 259,75 1,2% 2,1%
Reggio Emilia 287,4 300,85 306,23 315,17 2,9% 9,7%
Rimini 233,5 252,46 252,46 254,08 0,6% 8,8%

 

Volendo sintetizzare gli elementi che hanno contribuito ad ottenere questi risultati positivi possiamo dire che questi sono stati i macro-fattori determinanti nel contesto parmigiano:

  • drastica riduzione dei costi di smaltimento che tra il 2012 e il 2016 sono passati da 8,5 milioni di Euro a 2,7 milioni
  • incremento dei corrispettivi Conai grazie alle maggiori quantità e qualità dei materiali recuperati (da 580k Euro a 1,5 milioni tra il 2012 e il 2016)
  • incentivi riversati a riduzione del costo del servizio ottenuti grazie alla legge regionale nr. 16 del 2015 che ha istituito un meccanismo premiante che riversa contributi economici ai comuni virtuosi sulla base della riduzione del rifiuto residuo procapite (500k Euro nel 2016 e 700k Euro nel 2017)

Di seguito in tabella 4 la progressione della raccolta delle principali frazioni raccolte e la produzione totale di rifiuto urbano nel corso del periodo 2012-2016

Tabella 4 – Principali flussi di raccolta differenziata

Kg procapite/anno 2012 2013 2014 2015 2016 Diff. 2016 vs 2012
Carta/Cartone 68,61 69,09 74,34 88,97 98,15 +43%
Plastica/Barattolame/Vetro * 64,54 66,78 79,97 79,15 82,99 +29%
Organico 52,67 62,69 90,50 99,11 103,00 +96%
Vegetale 55,55 59,50 62,22 82,92 77,00 +39%
Secco residuo 248,62 220,87 143,52 117,43 108,00 -57%
Totale RU procapite 537,84 534,58 511,29 540,35 553,84 3%
* La raccolta di plastica, barattolame e vetro che inizialmente veniva fatta in un unico flusso (multi-materiale pesante) è stata progressivamente separata in 2 flussi: plastica/barattolame (multi-materiale leggero) e vetro

 

Possiamo dunque concludere che, con una forte volontà politica vista la prerogativa rimasta in capo ai singoli comuni di avviare percorsi di cambiamento e con un condivisione delle scelte con i cittadini, si possono ottenere risultati impensabili fino a qualche anno fa per contesti urbani complessi.

I tempi sono infatti ormai maturi per orientare le politiche di gestione rifiuti decisamente verso l’economia circolare tant’è che anche le grandi metropoli (New York, Parigi e Barcellona tra le altre hanno guardato con interesse ai modelli virtuosi italiani) si stanno ponendo seriamente il problema di un cambio di passo rispetto alla gestione basata su smaltimento in discariche e inceneritori.

 

Altre fonti:

Simulatore TARI Iren Ambiente: http://www.irenambiente.it/attivitatari.php?id=280

Frequenze e modalità servizio area Emila Ovest http://servizi.irenambiente.it/

Gabriele Folli, Assessore Ambiente del Comune di Parma dal 2012 al 2017

 

Fonte: Associazione dei Comuni Virtuosi

Puglia, quando il Sud è virtuoso

Gli ARO Bari 2 e 5 hanno innestato la quinta marcia ed hanno sforato quota 70%
Italia a due velocità. È questa la metafora con cui tutti gli anni vengono presentati gli studi sull’andamento della raccolta differenziata nel Belpaese. Metafora che, senza dubbio in maniera realistica, segnala la differenza di andamento fra il Nord del Paese ed il Centro-Sud, ma che non segnala i cambiamenti e le tendenze in atto, omologando ampie zone di territorio che omogenee non sono.
È il caso della Puglia, che da qualche anno ha imboccato con convinzione la via della raccolta differenziata e della sostenibilità a tutto tondo.

È di pochi giorni fa la Legge Regionale sugli sprechi alimentari, sono vecchie ormai di anni le prime esperienze virtuose di Comuni come Melpignano, il primo comune in Puglia ad aver avviato un servizio porta a porta nel 2003. Il 30% della popolazione aveva scelto di aderire al compostaggio domestico, grazie anche allo sconto del 10% sulla tassa rifiuti per chi composta in casa il proprio residuo organico, raggiungendo così livelli di assoluta eccellenza in ambito nazionale per quel che riguarda i comuni con meno di 10.000 abitanti. Non è un caso che il suo Sindaco, Ivan Stomeo, sia stato nominato nuovo delegato nazionale Anci per i temi “Rifiuti ed Energia”.

Venendo a tempi più recenti, sono senza dubbio meritevoli di approfondimento le situazioni degli ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale) Bari 2 e Bari 5, le prime associazioni di Comuni in Italia a pubblicare (ottobre 2014) un bando di gara “Verde” relativo ai rifiuti assumendo i CAM, i criteri minimi ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente. Il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, prevedeva un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata. Le aziende hanno l’obbligo di raggiungere il 65% di RD già dal primo anno,  il 70% dal secondo e di introdurre la tariffazione “puntuale” sempre a partire dall’inizio del secondo anno.

Tabella 1 – Composizione degli ARO

ARO (PROVINCIA DI BARI) ARO BARI 2 ARO BARI 5
COMUNI COMUNE DI MODUGNO (CAPOFILA), BINETTO, BITETTO, BITRITTO, GIOVINAZZO, PALO DEL COLLE, SANNICANDRO DI BARI COMUNE DI GIOIA DEL COLLE (CAPOFILA), ACQUAVIVA DELLE FONTI, ADELFIA, CASAMASSIMA, SAMMICHELE DI BARI, TURI
DIRETTRICE/DIRETTORE DOTT.SSA

MARIA ANTONIETTA MAGRONE

DOTT.

GIUSEPPE SANTOIEMMA

POPOLAZIONE 115.000 abitanti 105.000 abitanti
IMPORTO A BASE DI GARA 116 MILIONI DI EURO (IVA ESCLUSA) 104 MILIONI DI EURO (IVA ESCLUSA)
DURATA APPALTO 9 ANNI 9 ANNI

 

Dopo l’aggiudicazione della gara (novembre 2015), l’obiettivo di raccolta differenziata è stato raggiunto e superato in ogni comune nell’arco di tre mesi. Bitetto, Bitritto, Sannicandro di Bari, superano ogni mese l’80% di raccolta differenziata. Palo del Colle e Giovinazzo, superano abbondantemente il 75%, mentre Modugno e Binetto superano il 70%. Nell’Aro Bari 5, tutti i comuni sono costantemente oltre il 70% di raccolta differenziata. Ottima anche la qualità dei materiali raccolti.

Ecco per riassunti in tabella i dati dei due ARO

 

Tabella 2 – Dati ARO Bari 2

Comune abitanti % RD iniziale % RD
feb 2017
Produzione indifferenziato iniziale (Kg) Produzione indifferenziato
feb 2017 (Kg)
% riduzione indifferenziato
Modugno 38.515 6,72 72,17 1.387.490,00 344.340,00 75,18
Sannicandro di Bari 9.982 16,18 88,70 300.040,00 43.700,00 86,00
Bitritto 11.278 10,05 82,32 346.760,00 48.860,00 85,91
Binetto 2.184 21,52 81,30 57.910,00 16.020,00 72,34
Bitetto 11.971 12,70 77,76 341.980,00 79.040,00 76,89
Giovinazzo 20.480 12,70 76,94 842.740,00 136.320,00 83,82
Palo del Colle 21.700 8,09 72,84 677.820,00 146.800,00 78,34

 

Tabella 3 – Dati ARO Bari 5

Comune abitanti % RD iniziale % RD Produzione indifferenziato iniziale (Kg) Produzione indifferenziato % riduzione indifferenziato
feb-17 feb 2017 (Kg)
Casamassima 19 903 6,77 78,41 701.150,00 107.220,00 84,71
Sammichele di Bari 6.518 4,89 78,91 233.160,00 30.700,00 86,83
Acquaviva Delle Fonti 20.807 14,4 72,56 709.129,00 158.780,00 77,61
Turi 13.034 27,31 76,78 431.540,00 82.300,00 80,93

 

I risultati parlano chiaro: tutti i Comuni sono oltre il 70% di RD, con punte sopra l’80%. Ma il dato più interessante è la riduzione della frazione residua (indifferenziato), quella il cui smaltimento rappresenta una voce di costo esorbitante per le amministrazioni Comunali, che alimenta inceneritori o discariche. Una riduzione superiore al 75%, con punte oltre l’85%.

Se è vero che l’Italia è un Paese a due velocità, gli Aro Bari 2 e Bari 5 sono parte dell’Italia che corre veloce.

Parma all’80% di raccolta differenziata

Oggi Parma, anche per effetto del metodo di calcolo del nuovo decreto ministeriale, raggiunge la percentuale del 79,4% (nel primo trimestre 2016 RD al 72,9%) per la raccolta differenziata.

Il sindaco Federico Pizzarotti a questo proposito esprime “una grande soddisfazione e motivo di orgoglio per il determinante contributo che hanno dato i miei cittadini al raggiungimento di questo obiettivo che mai prima d’ora una città delle nostre dimensioni aveva raggiunto”.

L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli interviene: “E’ un risultato importante che ci ha permesso in questi anni di ridurre in maniera drastica l’impronta ambientale per la gestione dei rifiuti della nostra città senza incrementare i costi del servizio per le famiglie. Ora è il momento di offrire nuovi servizi ed opportunità di riduzione della tariffa ai comportamenti virtuosi, oltre a quanto già avviene con la tariffazione puntuale sin dal luglio 2015”.

Nel dettaglio gli indicatori principali hanno registrato incrementi positivi di raccolta dei materiali per carta e cartone (+1,1% rispetto al 2016), frazione organica (+0,5%), plastica e barattolame (+2,1%) e vetro (+8,7%).

Altro dato importante, nonostante gli eccellenti livelli già raggiunti nel corso del 2016, viene registrato per quanto riguarda la raccolta domiciliare del secco non riciclabile che nel primo trimestre ha visto un calo del 6%.

Maggiore intercettazione delle frazioni riciclabili e drastica riduzione del rifiuto residuo procapite sono le chiavi vincenti di un sistema che permettono, da un lato di incrementare i corrispettivi da parte del CONAI e dall’altro di ridurre drasticamente i costi di smaltimento del residuo e di ricevere incentivi grazie alla legge regionale sull’economia circolare.

 

Fonte: Comune di Parma

Castel Gandolfo: un anno a tutta differenziata

Nel marzo del 2016 Castel Gandolfo abbandonava i cassonetti stradali per passare ad una raccolta  differenziata porta a porta spinta. Dodici mesi dopo i risultati parlano di una scommessa vinta: 76,5% di RD ed un calo sensibile della produzione dei rifiuti.

Meno di un anno fa il Comune di Castel Gandolfo aveva nel capitolo “gestione rifiuti” un tallone d’Achille non indifferente. Non esisteva un sistema di raccolta differenziata efficiente e solo il 3% dei rifiuti venivano raccolti separando. Il 14 marzo 2016 veniva assegnato il nuovo servizio di raccolta Porta a Porta, progettato internamente al Comune, alla ditta appaltatrice Tekneko. Contestualmente la Direzione Esecuzione del Contratto, quindi il compito di controllare che il contratto venisse eseguito correttamente, veniva affidata ad ESPER.

Un nuovo servizio che rappresentava una vera rivoluzione negli usi e abitudini dei cittadini, che hanno però risposto con grande impegno alla sfida lanciata dall’Amministrazione. Fin da subito la percentuale di raccolta differenziata è balzata a livelli d’eccellenza raggiungendo nel mese di febbraio 2017 quota  76,5%.
Un risultato di eccellenza assoluta, che pone il Comune di Castel Gandolfo fra le eccellenze regionali e nazionali.

“Il servizio della raccolta differenziata è uno dei punti di forza di questa amministrazione – ha affermato il Sindaco Milvia Monachesi – Abbiamo compiuto una scelta coraggiosa e forse un po’ temeraria decidendo di partire con questo importante servizio nello stesso giorno, il 14 marzo 2016, su tutto il territorio.  Da un giorno all’altro infatti sono spariti i cassonetti. Subito si è goduto di spazi più ampi e gradevoli, ma i risultati positivi si sono visti mese dopo mese, con un aumento costante della percentuale di raccolta differenziata che oggi, dopo un anno, sfiora il record del 76, 5%. Un risultato straordinario che supera ogni più rosea aspettativa e che offre un aiuto concreto e importante a favore dell’ambiente in cui viviamo, che ci riempie di soddisfazione e di orgoglio.  Un risultato che è stato possibile raggiungere solo grazie alla sinergia di tutte le parti coinvolte, a partire dai cittadini che, nonostante le prevedibili difficoltà iniziali, stanno svolgendo un’ottima differenziazione dei rifiuti. Un grazie va naturalmente alla Soc. Tekneko e ai suoi operatori; al Dec svolto da ESPER che ha costantemente monitorato il servizio e proposto eventuali migliorie, agli uffici comunali e all’Assessore De Angelis che ha svolto l’importante ruolo di raccolta delle esigenze dei cittadini. Grazie a tutti per averci aiutato a rendere più pulito, bello ed ecologico Castel Gandolfo”.

Passare quasi da un giorno all’altro da un sistema di raccolta stradale ad un porta a porta integrale, con la rimozione contemporanea di tutti i cassonetti dal territorio comunale. Una sfida che oggi risulta vinta, ma che poteva incutere un certo timore.

“Si è trattato di una sfida forte, che abbiamo voluto lanciare – racconta Alberto De Angelis, Assessore competente – abbiamo introdotto una novità culturale e sociale. I cittadini hanno risposto subito e con grande energia ed entusiasmo alla nuova visione che l’amministrazione ha rappresentato. Il primo, grande merito è sicuramente della cittadinanza. Ma anche le aziende coinvolte, Tekneko ed ESPER hanno recitato un ruolo centrale, aderendo completamente al nostro progetto. Sicuramente dal lato tecnico, con una informatizzazione ad hoc per la nostra realtà, ma anche dal punto di vista umano e personale. È stato un gioco di squadra eccellente, senza interessi particolari, ma con unico obiettivo comune la riuscita del progetto. Grazie alla visione e supervisione della ESPER e all’operato della Tekneko, l’Amministrazione ha ottenuto risultati eccellenti, non solo nel campo dei rifiuti, ma a 360 gradi, a livello di immagine, di cura e di tutela del Territorio. L’obiettivo futuro è quello dell’implementazione della tariffa puntuale e di rinforzare i servizi aggiuntivi: aumentare lo spazzamento, combattere fermamente le discariche abusive. Una nota di merito va a tutti i colleghi del Comune, preziosissima risorsa professionale ed umana. Un ringraziamento particolare al mio Sindaco, che mi ha permesso di investirmi su questa partita, e l’architetto Silvia Giannuzzi, senza la quale questo processo non avrebbe potuto avere luogo”.

Come sottolineato dagli amministratori, un ruolo importante lo ha ricoperto la società che si è aggiudicata la gara e sta svolgendo il servizio nel Comune di Castel Gandolfo, la Tekneko, ingranaggio fondamentale di una macchina ben funzionante. “Per arrivare ad un traguardo così importante, occorrono tante componenti – afferma Diego Simonetti, responsabile per Tekneko del cantiere di Castel Gandolfo –  Grazie alla Tekneko siamo riusciti innanzitutto a fare un’ottima campagna di informatizzazione ed informazione iniziale facendo in modo che i cittadini non arrivassero impreparati alla partenza del progetto. Il presidente Umberto Di Carlo ci ha sempre trasmesso il concetto di “famiglia”, chi veste Tekneko sa che fa parte di un progetto che lo rende protagonista, ci ha insegnato come amare ciò che si fa sia fondamentale per raggiungere obiettivi importanti. A Castel Gandolfo siamo partiti da un 3% raggiungendo attraverso un piano organizzativo ben definito a distanza di un anno, il 76 %. Ma il nostro lavoro non è solo raccolta porta a porta: in questi mesi sono stati attivati tanti servizi presso il centro di raccolta comunale, dalla raccolta degli inerti, a quello degli oli vegetali esausti e così via. Castel Gandolfo è un cantiere particolare, stimolante e ricco di soddisfazioni. I miei ragazzi sanno che siamo una squadra e che le diversità sono un arricchimento per l’altro, in questo modo facciamo nostra la città rendendola più bella possibile”.

Progettazione, esecuzione e verifica sono dunque i tre punti cardine del successo ottenuto. È in capo ad ESPER l’ultimo tassello che ha contribuito a creare un quadro così sorprendentemente positivo. “ESPER ha ricevuto un incarico dall’amministrazione per la Direzione Esecuzione del Contratto (DEC) – ci dice Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER – dunque per controllo e la verifica dell’operato dell’azienda appaltatrice, secondo quanto indicato dal contratto di servizio. Abbiamo trovato piena collaborazione da parte degli uffici comunali e della Tekneko, una spinta collettiva che ha portato ad un risultato che è andato oltre alle più rosee aspettative. Abbiamo sempre cercato di renderci disponibili oltre a quello che era il nostro mandato, mettendo a disposizione dell’Amministrazione la nostra ultradecennale esperienza nella progettazione di sistemi di raccolta differenziata porta a porta, anche individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie. Siamo oggi di fronte ad un caso di eccellenza nazionale, sia per i risultati ottenuti, sia per i tempi con cui sono stati ottenuti. Oggi Castel Gandolfo è pronta al passo successivo, l’implementazione della tariffazione puntuale, sbocco naturale di un sistema di raccolta porta a porta che abbia raggiunto i livelli d’efficienza che ha raggiunto questa comunità”.

Dunque i tempi record e la percentuale di raccolta differenziata raggiunta sono allori su cui non giacere. Da zero a 76% in un anno è un risultato eccellente. Ma la prossima sfida è già lanciata: implementare un sistema di tariffazione puntuale in cui equità, trasparenza e efficienza siano le direttrici principali.

 

  2015 2017 (dati febbraio 2017)
% Raccolta differenziata 2,74%* 76,5%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (%) 97,26%* 23,5%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) 6.863.250 996.504
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) per Abitante anno 741,96* 88,41
Produzione rifiuti (differenziata + indifferenziata) kg/abitante.anno 762,84* 375,9

*dati ISPRA

Regione Sardegna: pubblicato il Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani (dati 2015)

L’attività di monitoraggio del Catasto rifiuti, istituito presso l’ARPAS, ha prodotto, anche quest’anno, con la collaborazione degli Osservatori Provinciali dei rifiuti e dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione, il rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, relativo all’anno 2015.
Il rapporto analizza la produzione, le raccolte differenziate, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani, e costituisce un utile strumento per il monitoraggio degli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti.
Nel corso degli ultimi anni, in attuazione del Piano regionale del 2008, la Regione ha adottato delle azioni che hanno portato i Comuni della Sardegna dal 2008 al 2015 a modificare radicalmente la propria gestione dei rifiuti, fino a raggiungere il risultato del 56% di raccolta differenziata: rappresenta senz’altro un ottimo traguardo considerando, fra l’altro, che proprio i centri maggiori non hanno avviato una raccolta efficiente. Si tratta di un risultato che colloca la Sardegna fra le migliori realtà a livello nazionale, unica regione del Sud Italia a vantare una raccolta differenziata sopra il 50%.
Prosegue l’andamento decrescente della produzione già osservato negli anni precedenti, con un calo importante dei rifiuti a smaltimento grazie in particolare all’adozione di sistemi di gestione dei rifiuti più efficienti anche in alcuni grossi centri e in centri interessati da fenomeni turistici importanti, con l’adozione sempre più estesa del sistema porta a porta domiciliare integrale e l’apertura di nuovi ecocentri. In particolare è di rilievo il cambio di passo registrato da una delle province storicamente più in ritardo, e anche fra le più impattanti in termini di produzione procapite, la provincia di Olbia – Tempio, dove la conversione al porta a porta della città di Olbia e di altri centri rilevanti per la produzione di rifiuti, ha consentito un vero e proprio salto verso il raggiungimento degli obbiettivi della raccolta differenziata.
Esistono tuttavia in ogni provincia delle realtà di vera eccellenza, con 206 Comuni su 377 che superano il 65% di raccolta differenziata e fra essi ben 47 che superano il 75%, tra cui centri di media dimensione interessati da notevoli flussi turistici, come Orosei e Siniscola che addirittura superano l’80% ma anche Tortoli’, Budoni e Oristano, il primo a superare il 70% fra i Comuni di dimensione maggiore.
Contrastano con queste esperienze i risultati non ancora eccellenti dei Comuni che continuano a persistere nella raccolta stradale, che non assicura, come oramai la realtà dei fatti ha ampiamente dimostrato, efficienti raccolte in quantità e qualità, determinando anche sprechi di risorse in fatto di mancati contributi dai consorzi di filiera e costi di smaltimento delle frazioni indifferenziate e delle impurezze e scarti della raccolta separata.
Nel 2015 si è assistito ad un ulteriore miglioramento per quasi tutte le raccolte delle singole tipologie di rifiuti, in particolare si segnala l’incremento dell’organico separato, che rappresenta una delle eccellenze della raccolta regionale.
Ancora molto positivi sono gli incrementi nella raccolta di vetro, carta, metalli e plastica, mentre sempre ad un ottimo livello, anche nazionale, è la raccolta dei RAEE. Meno soddisfacente è la raccolta del verde e del legno e da migliorare appare quella dei tessili, seppure in crescita.
A livello impiantistico qualche ritardo si è accumulato nell’avvio del rinnovo ed ammodernamento degli impianti di termovalorizzazione; ha chiuso, invece, l’impianto di selezione di Carbonia, di cui è in corso la conversione in impianto di compostaggio. Questi eventi hanno portato all’aumento, dopo anni di continuo decremento, dei rifiuti conferiti direttamente a discarica per far fronte alle necessità urgenti di smaltimento comunque esistenti a causa dell’impossibilità di recuperare energeticamente tutto il secco residuo prodotto, che pure è risultato in netto aumento nel 2015.
Migliora, grazie ai risultati raggiunti sul fronte della separazione dei rifiuti ed al maggior ricorso all’incenerimento, la percentuale dei rifiuti urbani biodegradabili in discarica (cosiddetti RUB), che continua a raggiungere buoni risultati nel centro-sud della Regione, mentre meno soddisfacenti sono i risultati delle province del nord Sardegna anche per il 2015, malgrado il miglioramento della raccolta differenziata.

Diciassettesimo Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna [file .pdf]

#SAVETHEDATE – La tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani

La Regione Piemonte organizza il convegno

“La tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani”

22 febbraio 2017, h 9:00
Sala Auditorium Città Metropolitana di Torino

C.so Inghilterra 7 – TORINO

ESPER sarà presente con il direttore generale Attilio Tornavacca, che presenterà lo studio “10 percorsi europei virtuosi verso la Tariffazione Incentivante”

 

Il programma della giornata:

9.00 – Registrazione partecipanti – caffè di benvenuto

9.30 – Saluti istituzionali
Alberto VALMAGGIA – Assessore Regionale all’Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile
Intervento
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento

10.15 – Apertura lavori
Roberto RONCO –
Direttore Regionale all’Ambiente, Governo e Tutela del Territorio

10.45 – L’applicazione della tariffazione puntuale dei rifiuti quale strumento di prevenzione della produzione dei rifiuti e di miglioramento delle qualità delle raccolte                   differenziate, nel rispetto del principio “chi inquina paga”
Mauro BARISONE – Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), sezione Piemonte

11.15 – Principi, sistemi e modalità di misurazione per l’applicazione puntuale della tariffa e la gestione circolare dei rifiuti
             Gaetano DROSI – Presidente Associazione PAYT Italia (Pay as you Throw)
             Visione di PAYT: evoluzione del modello di gestione del prelievo ambientale e sviluppo di modelli di commisurazione
              Elisabetta MARTIGNONI – Coordinatrice gruppo Norme e Regolamenti Associazione PAYT Italia (Pay as you Throw)

12.15 – Analisi delle esperienze europee di tariffazione incentivante: risultati e linee di tendenza in atto
Attilio TORNAVACCA – Direttore Generale E.S.P.E.R S.r.l

13.00 – Pausa Pranzo

14.15 – Esperienze di applicazione della tariffa puntuale a livello regionale e nazionale; esposizione di alcuni casi di best practices
moderatore PAYT
 Davide PAVAN – Socio PAYT ITALIA – Consorzio Chierese per i Servizi
 Paolo CONTO’ – Socio PAYT ITALIA – Contarina spa
             Carlo FERRE’ – Socio PAYT ITALIA – Consorzio dei Comuni dei Navigli

15.30 – Tavola rotonda “Prospettive e opportunità dell’utilizzo della tariffa puntuale”
Interverranno: Fabio Dovana, Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Laura Brambilla, Legambiente ONLUS, Silvia Ricci, Associazione Comuni Virtuosi

16.30 – Conclusioni finali e chiusura dei lavori

Regione Lazio: approvate le linee guida per la tariffazione puntuale

Rifiuti, la Regione adotta un provvedimento per promuovere la tariffazione puntuale: uno strumento per incentivare prioritariamente il contenimento e la riduzione della produzione di rifiuti e per potenziare l’invio a riciclare le diverse frazioni di rifiuti tramite la raccolta differenziata.

Uno strumento importante per incentivare i cittadini a fare nel miglior modo possibile la raccolta differenziata. L’obiettivo è quello di giungere a un piano tariffario che premierà, con agevolazioni sulle bollette, chi produrrà meno rifiuti. Un metodo che non si basa più sul numero dei componenti dei nuclei familiari e sui metri quadri delle abitazioni ma sulla quantità e sulla correttezza nel conferimento da parte di ciascun utente.

I comportamenti virtuosi avranno un riconoscimento monetario pressoché immediato, secondo il principio che chi produce meno e ricicla meglio paga di meno,  con la sicurezza, seguendo i principi della trasparenza, che i cittadini paghino solo il numero di conferimenti realmente operati oltre a quelli già inclusi nella parte fissa della tariffa. Nella deliberazione, inoltre, sono individuate le azioni che i Comuni dovranno adottare al fine di realizzare la verifica puntuale della produzione di rifiuti partendo dalle utenze non domestiche e sono previsti sostegni economici per gli stessi Comuni, sia di parte corrente che di parte capitale, nell’ambito della programmazione sulla differenziata.

“I regolamenti comunali di gestione dei rifiuti urbani potranno essere aggiornati con le modalità attraverso le quali la nuova tariffazione può essere attuata in relazione alla “quantificazione” dei rifiuti prodotti dalle singole utenze- lo ha detto Mauro Buschini, Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti, che ha aggiunto: potranno essere utilizzati, ad esempio, sistemi di identificazione del singolo utente attraverso l’utilizzo di contenitori dedicati (sacchi o bidoni) di varie dimensioni e di etichette a barre, lacci, ecc. con codice a barra rimovibile che permettono l’associazione del numero di scarichi effettuati dall’utente; utilizzo di contenitori dedicati dotati di trasponder o tessera magnetica che permettono la registrazione dei dati identificativi; dotazione ai cittadini di contenitori con codice a barre serigrafato che quantifichino i rifiuti conferiti mediante lettura con pistola laser; utilizzo di sacchi o lacci per contenitori preacquistati che permettano all’utente di quantificare i rifiuti effettivamente conferiti in modo proporzionato al consumo di sacchi e/o lacci effettivamente impiegati e al volume predefinito”- ha detto ancora Buschini.

’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’: intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)

In diverse realtà europee sono implementate forme di tariffa puntuale. ESPER le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione incentivante.

Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera: in diverse realtà europee sono implementate forme di tariffazione puntuale. ESPER (Ente di Studio Per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione puntuale. Ad impreziosire il volume una prefazione di Rossano Ercolini (Presidente Zero Waste Europe e Zero Waste Italy, nonché vincitore del Goldman Enrivonmental Prize 2013 ) e di Marco Boschini (Coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi). Eco dalle Città presenta il volume ’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’ con un’intervista ad Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER:

Quali sono a livello europeo le principali modalità operative per la realizzazione della tariffazione puntuale?

Nel contesto europeo la diffusione dei sistemi di tariffazione incentivante risulta largamente estesa tra le municipalità degli Stati Membri del Nord Europa, in particolare in Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Germania e viene prevalentemente applicato attraverso la previsione di sistemi e tariffe calcolate in funzione della volumetria rapportata alla frequenza di svuotamento del rifiuto residuo e spesso anche del rifiuto organico. Gli strumenti attraverso cui viene applicata in Europa, negli Usa e in Australia sono diversi e si sono recentemente molto evoluti soprattutto grazie allo sviluppo delle tecnologie legate alla tracciabilità in genere che hanno fatto abbassare i costi rendendo possibile l’applicazione dei singoli transponder (anche denominati Tag RFId acronimo di Radio-Frequency IDentification) perfino sui sacchi a perdere. Negli ultimi anni si è infatti diffusa rapidamente l’istallazione di Tag RFId su mastelli e contenitori per i costi sempre più contenuti ed i vantaggi gestionali ottenibili in particolare laddove tali sistemi vengono abbinati a sistemi GPS di tracciatura ed ottimizzazione dei percorsi dei mezzi di raccolta. I sistemi basati invece sulla pesatura dei singoli contenitori o sacchetti non hanno invece registrato una notevole diffusione poiché sono stati rilevati maggiori costi di gestione per le rilevanti problematiche legate al rilevamento del peso in condizioni sfavorevoli (mezzi in moto con vibrazioni e spesso non in piano). Le soluzioni tecniche più diffuse sono relativamente semplici sia per i sistemi ad identificazione dell’utenza – che avviene tramite un badge RFId o con una tessera magnetica – che ad identificazione del contenitore che avviene tramite lettura del Tag RFId (in rapida diffusione quelli di tipo UHF acronimo di Ultra High Frequency).

'10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante': intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)Concentrando l’attenzione sui centri urbani più grandi all’estero, quali sono gli esempi più virtuosi?

Gli esempi più virtuosi in grandi centri urbani sono quelli delle Città di Lipsia (530.000 ab.) e Dresda (500.000 ab.) in Germania, di Gand (250.000 ab.) in Belgio e di Parma (190.000 ab.) e Trento (118.000 ab.) in Italia. I risultati ottenuti in Italia a Trento (oltre 81% di RD) e Parma (72% di RD) con progetti di introduzione sviluppati anche grazie al supporto tecnico della ESPER sono tra i migliori (se non i migliori) a livello europeo ed internazionale e sono stati inseriti tra i migliori casi studio nel sito Zero Waste Europe.

In che modo, nei casi da voi analizzati, sono state superate eventuali resistenze da parte cittadini poco virtuosi?

L’analisi della maggioranza delle esperienze europee ha dimostrato che i sistemi misti (quelli in cui convivono la raccolta con contenitori stradale ad uso collettivo e sistemi di raccolta porta a porta) creano generalmente una serie di problemi relativi agli abbandoni dei rifiuti nei pressi delle postazioni stradali dove risultano meno efficaci ed agevoli i controlli. Tale problema è stato rilevato soprattutto in Francia, Svizzera, Italia e Spagna e nelle Città di maggiore dimensione. L’altro problema che è stato rilevato nei contesti che hanno introdotto la tariffazione puntuale del residuo (spesso con sistemi stradali a calotta) mantenendo però la raccolta stradale delle frazioni recuperabili è stato il peggioramento della qualità merceologiche delle frazioni recuperabili. Tali problemi sono stati spesso superati grazie alla rimozione dei contenitori stradali ed all’estensione di un servizio domiciliare a tutte le utenze. Nei casi caratterizzati dal semplice uso di sacchetti prepagati per il residuo è stato invece rilevato l’uso di sacchi non conformi soprattutto nei contesti di maggiori dimensioni. Con il sacco conforme ci si limita infatti a differenziare la serigrafia del sacchetto per ogni comune servito ma il sacco conforme non è dotato di sistemi di identificazione ed abbinamento ad ogni singola utenza servita e quindi, se vengono abitualmente conferiti rifiuti non conformi di fronte ad un condominio, risulta più difficile responsabilizzare correttamente gli utenti ed individuare i soggetti che non rispettano le regole di conferimento. Per risolvere tale problematica vengono quindi spesso adottati sacchetti oppure mastelli impilabili rigidi dotati di transponder UHF con cui si può identificare ogni utente poiché allo stesso viene fornito un set di sacchetti caratterizzati da un codice specifico non modificabile. Tale modalità consente inoltre di individuare facilmente i soggetti che non conferiscono mai o quasi mai i sacchetti o i mastelli/bidoni con transponder UHF consentendo di organizzare controlli mirati relativi a tali specifiche soggetti a cui può essere inoltre preventivamente comunicato di essere stata individuate quali “utenze con conferimenti anomali” chiedendo al contempo di fornire eventuali spiegazioni in merito ad uno specifico numero verde. Questa comunicazione, operata preventivamente ai primi controlli a campione, consente solitamente di ridurre in modo decisivo i comportamenti anomali poiché tali utenti comprendono che il sistema adottato consente di individuare e sanzionare più facilmente i conferimenti ed abbandoni illeciti. I sistemi di identificazione dei singoli conferimenti consentono inoltre di governare più efficacemente i flussi delle utenze delle seconde case e dei flussi turistici per i quali vengono solitamente organizzati specifici servizi integrativi in orari conformi alle loro specifiche esigenze (ad es. conferimenti nel fine settimana).

Ci sono differenze significative tra i modelli implementati in Italia e all’estero?

Per quanto riguarda i sistemi con calotte di immissione è stata rilevata una sostanziale differenza tra i modelli implementati in Italia e all’estero. Tali sistemi sono stati utilizzati già dagli anni ’90 in Germania e Austria soprattutto per risolvere i problemi legati alla gestione dei conferimenti nei grandi complessi condominiali periferici delle grandi città. Tali sistemi sono stati invece introdotti in Italia per cercare di applicare la tariffazione puntuale senza dover modificare il precedente sistema di raccolta stradale anche in contesti a media e bassa densità abitativa dove l’adozione della raccolta domiciliare non risultava problematica. Per contro si deve segnalare che in Italia, in Svizzera, in Francia ed in Spagna, diversamente da quanto rilevato nel nord Europa, nei pressi dei contenitori stradali dotati di sistemi di identificazione sono spesso molto frequenti i fenomeni di abbandono dei rifiuti non solo da parte di cittadini dotati di scarso senso civico ma anche da parte di persone che non riescono a raggiungere le manovelle da azionare per l’apertura della calotta (anziani, portatori di handicap ecc.), utenti che non intendono perdere troppo tempo (la fase di identificazione risulta spesso laboriosa), utenti che non hanno ritirato o non hanno con se la chiavetta o e-card, utenti non abilitati (turisti di passaggio) o male informati.

NdR: Per scaricare gratuitamente l’Ebook “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” inviare una mail a volume@esper.pro