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Lucca: tariffa puntuale

La tassa sui rifiuti nel 2016 aumenta del 3%, ma per chi differenzia di più scattano dei mini sconti di cui si potrà usufruire l’anno successivo. Il costo medio per un’utenza domestica sale a 296 euro (era 286). L’aumento è dovuto principalmente all’estensione del porta a porta su tutto il territorio comunale. Il regolamento andrà in consiglio il 15 dicembre e, se verrà approvato, entrerà in vigore dal 1° gennaio. I rincari sono previsti anche per le utenze non domestiche, ma i commercianti dal 2016 avranno la possibilità di scaricare l’Iva della fattura che ricevono da Sistema ambiente, quindi pagheranno meno.
La tariffa puntuale (che non si applica in centro) consente di monitorare i ritiri dell’indifferenziato nel porta a porta e permette di avere sconti a chi differenzia di più. Il meccanismo è così costruito: chi lascia fuori il bidoncino dell’indifferenziato 52 volte l’anno (una a settimana) paga la tariffa piena, ma ogni
volta che il bussolotto non viene ritirato, l’utente accumula uno sconto dello 0,4% sulla parte variabile della tariffa (per le utenze non domestiche è dello 0,3%). Lo sconto massimo che si può accumulare è del 10% annuo sulla parte variabile, che corrisponde al 4% del totale. (g.p.)

Ragusa – ll consiglio comunale approva all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento e gli atti di gara

Il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 17 dicembre ha approvato all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento per la raccolta rifiuti, i relativi atti di gara e la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia. Dopo anni di affidamenti diretti e proroghe (sistema che ha anche attirato l’attenzione della magistratura, come dimostra questo articolo del Corriere di Ragusa), il servizio è nuovamente messo a gara.
Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio si possono evidenziare i seguenti:

  • il servizio porta a porta esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione ad ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali nonché la contestuale di tutti i bidoni condominiali e dei cassonetti stradali;
  • il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta). Una modalità di tariffazione più equa (ogni cittadino pagherà in base ai propri comportamenti: più saranno virtuosi più basso sarà l’importo della bolletta), trasparente (i cittadini possono conteggiare i propri conferimenti e confrontarli con quelli riportati in bolletta), incentivante (per i cittadini più virtuosi, che si vedranno applicare degli sconti in bolletta per l’amministrazione che vedrà annullarsi o quasi i casi di contestazione, per l’azienda che avrà la possibilità di ottimizzare il servizio).

La riorganizzazione del servizio e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano.

Tra gli effetti positivi dell’applicazione della tariffazione puntuale applicata in sinergia con la raccolta porta a porta, si possono evidenziare soprattutto i seguenti:

  • l’incentivazione economica al minor conferimento di rifiuti indifferenziati non riciclabili stimola una maggiore consapevolezza dei cittadini verso comportamenti virtuosi, sia in fase di gestione dei propri rifiuti, sia in fase di acquisto (dove si è applicata la tariffazione puntuale si è registrato un cambio nelle preferenze d’acquisto, a favore di prodotti con imballi più ridotti, più ecologici, quando non addirittura sfusi).
  • una maggiore responsabilizzazione degli utenti rispetto alla qualità dei materiali conferiti che consente un aumento non solo della quantità della raccolta differenziata, ma anche e soprattutto della sua qualità, elemento fondamentale per ottenere il massimo dei corrispettivi sulla base dell’accordo nazionale ANCI-CONAI.
  • una maggiore responsabilizzazione del gestore e degli operatori del servizio rispetto alla auspicata riduzione dei costi complessivi grazie all’introduzione di meccanismi evoluti di penalizzazione al gestore (in caso di mancato raggiungimento dei risultati) ma anche di riconoscimento di premialità economiche (in casi di superamento degli obiettivi) da riconoscere agli operatori. Tali risorse aggiuntive deriveranno dai maggiori ricavi derivanti dall’auspicato aumento della qualità delle frazioni riciclate.

Come dichiara il Dott. Attilio Tornavacca quale direttore della ESPER, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato ed ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di ESPER stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea CENSE (Circular Economy from North to South Europe 2020 –  che mira a promuovere la cooperazione tra reti di città su tematiche chiave dell’Unione Europea ndr.) . Cogliamo l’occasione dell’approvazione del Piano per ringraziare in particolare l’Assessore all’Ambiente, Dott. Antonio Zanotto, per l’infaticabile opera di confronto, condivisione e supporto operativo che, coadiuvato dagli uffici tecnici del proprio settore, ha garantito in questi mesi dimostrando di credere profondamente nel carattere innovativo e nelle potenzialità di questo Piano portando avanti fino in fondo questa sfida”.

Il progetto, sviluppatosi a seguito di numerose occasioni di confronto che hanno coinvolto la cittadinanza, gruppi di interessi, associazioni di categoria e gruppi sindacali, rappresenta per la Sicilia un elemento di forte innovazione tanto che Comieco, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi, ha scelto il progetto del Comune di Ragusa come realtà campione, ovvero come progetto pilota per l’ottimizzazione della raccolta della carta e del cartone nel contesto siciliano. Come ha dichiarato il dott. Roberto Di Molfetta di Comieco, durante il proprio intervento durante conferenza tenutasi il 28 novembre scorso a Ragusa in occasione della a Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti “La scelta di affiancare e sostenere il progetto di Ragusa deriva dall’analisi e dalla valutazione estremamente positiva delle potenzialità di tale metodologia di intervento, dalla profonda e preventiva condivisione con le parti sociali e della elevata determinazione che caratterizza l’Amministrazione comunale ragusana”.

Le conseguenze dello Sblocca Italia

di Luca Fioretti, membro del direttivo nazionale dell’Associazione Comuni Virtuosi

La possibile realizzazione di un inceneritore da 200.000 tonnellate nella regione Marche, prevista dal Decreto del Presidente del Consiglio 29/07/2015 in attuazione dell’Art. 35 del D.L. 133/2014, il cosiddetto “sblocca Italia”, si prefigura come una scelta scellerata per i nostri territori.

Nella nostra regione sono ormai decine i Comuni, piccoli medi e grandi, partendo dal capoluogo regionale, che gestiscono con successo la raccolta dei rifiuti con il metodo “porta a porta”, rispettando così l’obbiettivo comunitario del 65% di raccolta differenziata.

Tra i vari passaggi del Decreto, si richiama la Direttiva CE 98/2008, che stabilisce una precisa gerarchia dei rifiuti, partendo direttamente dal punto 4 di tale gerarchia, il “recupero di energia”, saltando così i primi tre punti che, trattandosi appunto di una gerarchia, devono essere invece applicati: 1 prevenzione; 2 preparazione per il riutilizzo; 3 riciclaggio. Attraverso l’applicazione di tale gerarchia infatti, si può evitare il cosiddetto “recupero energetico” e ridurre di conseguenza in modo sostanziale lo “smaltimento” (p.5).

Alla luce di tale gerarchia, i punti chiave della CE 98/2008 sono:

il principio “chi inquina paga”, per cui il produttore iniziale di rifiuti deve pagare i costi di gestione dei rifiuti; il concetto di “responsabilità estesa del produttore”;

la gestione dei rifiuti deve essere effettuata senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna, senza causare inconvenienti da rumori o odori, o senza danneggiare il Paesaggio o i siti di particolare interesse.

Il mancato rispetto di tale gerarchia, e del raggiungimento degli obbiettivi fissati per la percentuale di raccolta differenziata, provoca automaticamente procedura di infrazione, che il nostro Paese sta già pagando per varie centinaia di milioni di euro

L’Art. 35 dello “sblocca Italia”, brutta copia della famigerata “Legge Obbiettivo” di Berlusconi, scavalca di fatto i Territori e le loro Comunità, dalla Regione fino al Comune più piccolo, distruggendo ogni meccanismo di partecipazione e condivisione, individuando in modo autonomo e non condiviso “infrastrutture ed insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”, tra cui appunto gli inceneritori.

La nostra regione dovrebbe quindi ospitare un “mostro” in grado di bruciare rifiuti, urbani e non, per una capacità di 200.000 tonnellate/anno, sopperendo all’incapacità delle altre regioni di attuazione di efficaci piani di gestione dei rifiuti. Praticamente verrebbero gettati via anni di programmazione e di buone pratiche realizzate concretamente dai nostri Territori (penso ad esempio al consorzio Cosmari della provincia di Macerata, con una raccolta media di oltre il 70% e il recente spegnimento dell’unico inceneritore regionale di Tolentino), e i passi concreti compiuti dalla nostra regione sul piano legislativo, con il Piano regionale di gestione dei rifiuti da poco realizzato.

Oltre l’enorme impatto ambientale, e le previste – giuste – azioni dei cittadini e, spero, delle Istituzioni locali, derivati dalla individuazione e realizzazione di tale impianto, si assisterebbe al traffico di centinaia di camion in giro per l’Italia, con migliaia di tonnellate di rifiuti trasportati, anche di indubbia matrice e provenienza. Il tutto, a costi esorbitanti, insostenibili (l’inceneritore di Parma, l’ultimo realizzato, dove tra l’altro si è giocata una partita politica devastante per il Partito Democratico, già in perdita e con poco più di 100.000 tonnellate di portata, è costato quasi 300 milioni di soldi pubblici…). Cifre folli con cui si potrebbero realizzare impianti di compostaggio e gestione del secco residuo in tutte le provincie, mantenendo a livelli adeguati le attuali discariche, chiudendo in modo assolutamente virtuoso il ciclo dei rifiuti, creando molta più occupazione fissa ed impatti ambientali enormemente minori.

L’incenerimento dei rifiuti è ormai da tempo pratica obsoleta, antieconomica, in forte contrasto con i Territori e dai pesantissimi impatti ambientali, riguardo emissioni e indotto. Molti non lo sanno, ma l’Italia è Paese virtuoso e all’avanguardia, a livello locale, nella gestione della “risorsa rifiuto”, con Comuni, piccoli medi e grandi, che raggiungono punte dell’80-90% di raccolta differenziata, con una costante diminuzione della produzione dei rifiuti e smaltimento in discarica. Cicli gestiti da società locali interamente pubbliche, che operano ad esclusivo vantaggio e crescita, ambientale ed economica, delle loro Comunità.

In Europa inceneritori praticamente non se ne costruiscono più, si tengono in vita solo per coprire i costi esorbitanti di gestione: forni del genere devono poter funzionare “h24” per avere un minimo di resa economica, e tengono praticamente “in ostaggio” i Territori dove sono stati realizzati. In Italia, l’impianto di Brescia ne rappresenta il caso più eclatante. Ci si ostina a bruciare, ad emettere, a gestire ceneri e scorie, in una visione obsoleta, quasi ottocentesca. Di concetti avanzati e altrettanto acquisiti, come quello di ?”economia circolare”, ci si riempie la bocca, al solito, nei convegni e nei post, di politici e di municipalizzate.

Azioni che vanno nella direzione opposta a tutto quello che dovrebbe essere fatto per rimettere in sesto e restituire dignità e bellezza ad un Paese e alle nostre Marche, al loro Paesaggio ed al loro ricchissimo patrimonio paesaggistico e culturale, autentiche risorse per la crescita e la ripresa dell’economia.

Azioni che vanno in direzione opposta rispetto soprattutto alla tecnologia e alle ormai acquisite gestioni avanzate della “risorsa rifiuto”, che permettono di ridurre drasticamente la produzione, creare economia e abbattere gli impatti ambientali sulle Comunità.

Questo Decreto attuativo va direttamente a contrastare il programma politico presentato da Luca Ceriscioli ai cittadini marchigiani per le elezioni regionali dello scorso 31 maggio. Anche per questi motivi, l’auspicio è quello di una forte presa di posizione della Regione Marche, come già fatto in merito alle trivellazioni petrolifere nelle nostre coste, già all’interno del “tavolo tecnico” del prossimo 9 settembre al Ministero dell’Ambiente, che dovrà discutere sullo schema del Decreto attuativo, per la redazione del parere che sullo stesso dovrà essere rilasciato dalla Conferenza Stato/Regioni. Su tale questione ci si gioca un pezzo di futuro della nostra regione, futuro che deve avere la Sostenibilità e la tutela del Paesaggio come priorità.

fonte: comunivirtuosi.org

Policoro: 70% e oltre, con l’obiettivo della tariffazione puntuale

Gli studi nazionali che ogni anno si propongono di fotografare lo stato dell’arte della gestione rifiuti in Italia parlano sempre, invariabilmente, di un Paese a due velocità: una situazione insostenibile nel centro-sud Italia e una situazione accettabile con punte di eccellenza nel Nord. Situazione che ad oggi non può essere smentita a livello di macro-sistema, ma che tanti Comuni più o meno grandi stanno lottando per cambiare.
Policoro, Comune di 17.000 abitanti in provincia di Matera è uno di questi. Da circa un anno, con il supporto tecnico di Esper, ha rivoluzionato il proprio sistema di raccolta rifiuti, con l’obiettivo dichiarato di passare alla tariffazione puntuale in tempi brevissimi. E i risultati non hanno tardato ad arrivare.

Ne parliamo con Giovanni Lippo, Presidente del Consiglio Comunale con delega all’Ambiente

Partiamo da quel che fu. Come si svolgeva il servizio di raccolta rifiuti prima delle novità introdotte dal nuovo servizio?
Avevamo già un servizio di raccolta porta a porta spinto, con sacchetti dotati di codice a barre e mezzi dotati di lettore. O per lo meno così era sulla carta. I risultati ottenuti con il precedente erano a dir poco scarsi: non superavamo il 17% di Rd, in realtà i mezzi di raccolta erano quelli utilizzati per il precedente contratto, quindi senza lettore di codici a barre, e i sacchetti forniti, nonostante quanto scritto sul contratto, non riportavano i codici a barre. Certo, i costi erano bassi, ma ci trovavamo sacchetti di immondizia non raccolti ovunque, spesso stracciati dai cani che girano liberi per le strade, con conseguenti disagi. Tutto ciò ci ha portato alla risoluzione anticipata del contratto per gravi inadempienze da parte del gestore. Prima di procedere ad un nuovo affidamento, però, abbiamo affidato ad ESPER il compito di redigere uno studio che individuasse le debolezze del sistema, e, in seguito, l’incarico di redigere un nuovo piano per la raccolta rifiuti nel Comune di Policoro.

Qual è la modalità di raccolta odierna, con il nuovo progetto?
È stata confermata la scelta del porta a porta spinto, ovviamente, con tre passaggi a settimana per l’organico e uno per le altre frazioni. Ma non solo.
Si è abbandonata la raccolta a sacchi, che era stata individuata come una delle maggiori criticità del precedente contratto, per passare a quella a mastelli rigidi. Tutte le utenze sono state dotate di contenitori rigidi (di varie capacità a seconda delle tipologie e delle esigenze) sui quali sono stati apposti dei trasponder, che permettono di identificare il mastello, associarlo ad un’utenza e conteggiare gli svuotamenti nel corso dell’anno. Sui nuovi mezzi per la raccolta sono installati lettori per identificare i contenitori e sistemi GPS per la geolocalizzazione del mezzo stesso.

I risultati sono arrivati?
Direi di si: da febbraio, mese in cui siamo arrivati a regime, abbiamo toccato quota 70% di raccolta differenziata. Siamo soddisfatti.

Policoro è un comune turistico, che vede arrivare grossi flussi di villeggianti ogni estate. Tipicamente questo rappresenta un problema. Come lo avete risolto?
Si, i flussi turistici hanno un impatto notevole su Policoro: siamo una cittadina di 17.000 abitanti che d’estate diventano oltre 70.000. Questo evidentemente rappresenta una criticità. Dal primo di luglio abbiamo aperto una micro isola ecologica che serve il Lido. La struttura, costantemente presidiata da un operatore, si è rivelata uno strumento essenziale per il turismo “mordi e fuggi” o per quello del weekend ed è in grado di assorbire i flussi di rifiuti derivanti da esso, dando un punto di conferimento anche a chi non potrà usufruire delle raccolte domiciliari. Inoltre abbiamo diviso la zona residenziale turistica in sotto aree. In ognuna di queste sarà sempre lo stesso operatore ad effettuare la raccolta, andando a creare un rapporto personale con gli utenti, fungendo da informatore, ed eventualmente segnalando e correggendo comportamenti non corretti.
L’insieme di queste misure ha fatto si di poter confermare i risultati “invernali”: le proiezioni sul mese di luglio ci danno un 68% di RD.

La tracciabilità dei mastelli e dei contenitori rigidi lascia intendere una volontà di arrivare alla tariffazione puntuale. È davvero così?
Si. È così. La tariffazione puntuale è il nostro obiettivo.
Riteniamo che sia l’unico metodo oggi disponibile alle amministrazioni per correggere delle storture normative che vengono dal governo centrale. Con la TARI presuntiva, si è costretti ad applicare delle tariffe che penalizzano fortemente alcune categorie di utenze commerciali. Nella fattispecie piccoli ristoranti, bar, verdurieri ed altre ancora. Crediamo che il principio “paghi per i rifiuti che produci” sia al momento l’unico che possa garantire un’equità nella tariffazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Il sistema di raccolta porta a porta è partito nel febbraio 2015. Partiremo con la tariffazione puntuale non prima del 2016: abbiamo bisogno di almeno un anno per monitorare i flussi, per conoscere le abitudini dei cittadini e per poter calibrare in maniera corretta i costi da addebitare agli stessi.

RASSEGNA STAMPA – Raccolta rifiuti, alla Cna di Ragusa presentato il nuovo piano d�intervento

E’ risultato molto partecipato, oltre settanta rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca, che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. “Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende”. Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. “D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni”.

Fonte: Telenova Ragusa

RASSEGNA STAMPA – Il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti a Ragusa

E’ risultato molto partecipato, oltre 70 rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca (foto), che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. «Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende».

Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. «D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni».

Fonte: Il Corriere di Ragusa

PAYT – Tariffazione puntuale. Il convegno a Modugno

Pubblichiamo il filmato dell’intervento del direttore Attilio Tornavacca al convegno “Tariffazione Puntuale dei rifiuti: dalla teoria alla pratica”, organizzato dall’associazione PAYT (www.payt.it).

Se siete interessati a visionare il filmato dell’intero incontro, lo potete fare a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=g2_XGHtGCDA

RASSEGNA STAMPA – Policoro (Basilicata) avvia la raccolta porta a porta con la tariffazione puntuale

E’ il primo comune della Basilicata ad aver avviato la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale prevedendo anche il sistema di tariffazione puntuale. Via i cassonetti dalle strade per far posto ai bidoncini impilabili. Il comune a vocazione turistica ha previsto per le utenze turistiche un centro attrezzato di raccolta e un sistema di prenotazione mediante numero verde

Parte il 2 febbraio 2015 a Policoro, il primo servizio in Basilicata che prevede su tutto il territorio comunale la raccolta porta a porta con tariffazione puntuale. Infatti, tutti i bidoncini consegnati ai circa 17.000 abitanti (ma che quasi raddoppiano durante i periodi festivi estivi) sono stati tutti dotati di microchip. Questi transponder serviranno a premiare a fine anno gli utenti virtuosi che faranno la raccolta differenziata.

“Ogni cittadino deve capire – ha dichiarato a TRM Network il sindaco di Policoro Rocco Leone – che per il comune la raccolta differenziata non è un lusso ma è una necessità perché i costi di smaltimento dei rifiuti indifferenziati sono cospicui e tenderanno nel tempo sempre di più a aumentare”.

Il presidente del Consiglio Comunale, con delega all’ambiente, Giovanni Lippo, ha spiegato che la raccolta differenziata, ormai obbligatoria per legge, servirà ad abbattere il costo di un milione di euro. “Con la raccolta differenziata – ha dichiarato Lippo – lo scarto non è più un “rifiuto” ma acquista un valore e viene definito “materia prima seconda”. I cittadini differenziando carta, plastica, vetro (etc.), destinano questi materiali nel circuito del riciclo. In questo modo queste materie porteranno dei ricavi al comune. E’ indubbio che ridurre al minimo l’indifferenziato, comporterà un rilevante risparmio economico alla collettività, poiché significa abbattere un enorme costo all’amministrazione”.

I bidoncini consegnati alle utenze sono impilabili e con l’apertura anteriore sempre disponibile. Tra questi c’è anche il bidoncino marrone aerato (sottolavello), molto comodo e apprezzato per contenere l’umido in cucina (senza odori) nelle buste bio-compostabili.

Il progetto realizzato dalla Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile delle Risorse) prevede la raccolta domiciliare del vetro anziché stradale con le campane. Non ci saranno, dunque, punti di riferimento per quei cittadini sporcaccioni che abbandonano i rifiuti per la strada. La scelta, in particolare, è stata dettata anche in virtù delle ultime esperienze vissute da alcuni comuni pugliesi. Infatti, i comuni di Andria (100.000 abitanti) e Rutigliano (20.000 ab), stanno rimodulando il servizio del porta a porta al fine di contenere i fenomeni di abbandono rifiuti attorno alle campane di vetro. Il sindaco Giorgino di Andria lo ha riferito a Eco dalle Città in una intervista.

Il comune Policoro, a forte vocazione turistica, ha pensato anche ai villeggianti. Saranno previsti, infatti, dei ritiri supplementari gratuiti per le utenze turistiche che si trovano a vivere in affitto o per coloro che vivono nelle campagne (vedi qui). Sarà possibile prenotare contattando il numero verde 800.262.629. Nelle campagne non verrà effettuato il ritiro dell’umido ma dovrà essere conferito nelle apposite compostiere consegnate ad hoc dall’amministrazione.

Lungo la via Agri, la strada che porta agli alberghi e alle marine del comune, è stata prevista l’apertura di uno strategico Centro Comunale Di Raccolta. Lo spazio attrezzato per il conferimento diretto e gratuito di diverse tipologie di rifiuto non conferibili con il normale servizio “porta a porta”, servirà a raccogliere i rifiuti dei turisti in gita fuori porta o dei bagnanti al ritorno dalla spiaggia. Gli orari: (dal lunedì al sabato dal 1 luglio al 31 agosto ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00 dal 1 settembre al 30 giugno ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00).

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – ARO Ba 5: Pubblicata la gara di igiene urbana

IN ITALIA È IL PRIMO BANDO DI GARA “VERDE” A ESSERE PUBBLICATO DA UN ENTE SOVRA COMUNALE CHE ASSUME I CRITERI MINIMI AMBIENTALI

I 105.000 ABITANTI DEI COMUNI DI GIOIA DEL COLLE, ACQUAVIVA DELLE FONTI, ADELFIA, CASAMASSIMA, SAMMICHELE DI BARI E TURI, POTRANNO USUFRUIRE DELLE MODALITA’ PIU’ AVANZATE DI RACCOLTA DOMICILIARE ANCHE PER LE CASE SPARSE. L’OBIETTIVO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DAL SECONDO ANNO È DEL 70%. PREVISTE INGENTI PREMIALITA’ SIA PER GLI UTENTI CHE PER GLI OPERAI VIRTUOSI

I comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) hanno pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.

Due le principali novità previste dall’appalto. L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/5, infatti, è il primo ente sovracomunale in Italia che ha bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani» che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.

In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.

In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.

Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.

Tra le altre novità del servizio, c’è anche l’adozione della raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. L’impresa aggiudicataria dovrà infatti garantire il raggiungimento minimo del 60% medio di raccolta differenziata già a partire dal primo anno, per raggiungere dal successivo almeno il 70%.

La gara prevede, coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 30% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.

I Sindaci dell’ARO Ba5

Fonte: AcquavivaNet

Puglia: raccolta domiciliare, tariffazione puntuale e appalti verdi

Due enti sovracomunali (Aro BARI/2 e ARO BARI/5) hanno messo a bando i nuovi servizi di raccolta e trasporto rifiuti: raccolta domiciliare e tariffazione puntuale, premialità e penalità sulla base dei risultati raggiunti, e per la prima volta in Italia Appalti verdi. 

I Comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) e quelli dell’ARO BARI/2 (Binetto, Bitetto, Bitritto, Giovinazzo, Modugno, Palo Del Colle e Sannicandro) hanno pubblicato, a distanza di pochi giorni gli uni dagli altri (rispettivamente  10 e 24 ottobre), i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.
Due le principali novità previste dall’appalto. Si tratta, infatti, dei primi enti sovracomunali in Italia che abbiano bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani». Gara che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.
In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.
In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.
Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti per l’ARO BARI/5, 115.000 per l’ARO BARI/2) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede un sistema di raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. Inoltre è previsto l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.
Proprio per raggiungere tali obiettivi  , coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 50% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.
Con i due bandi predisposti da ESPER, anche in Puglia partirà dunque su vasta scala un sistema di raccolta domiciliare integrale e di tariffazione puntuale. Bandi che non hanno  registrato un solo ricorso e che hanno visto un’ampia partecipazione: 6 ATI nell’ARO Bari/2 e 7 ATI nell’ARO BARI/5. Da registrare come in molte delle ATI che hanno voluto partecipare siano presenti aziende pugliesi, e come, in alcuni casi, ci siano ATI formate da sole aziende locali. Un segnale importante di come non solo le amministrazioni abbiano voluto  imboccare la strada della sostenibilità e della virtuosità nella gestione dei rifiuti, ma anche il tessuto economico e  industriale locale abbia fatto sua la sfida.