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RASSEGNA STAMPA – Cassano delle Murge primo Comune “EcoCampione” in Puglia e “Riciclone” nel 2015. Al via la nuova campagna di sensibilizzazione

Per Cassano delle Murge il 2015 – ha dichiarato l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente-Rifiuti e Igiene Urbana Michele Maiullaro – è stato l’anno della svolta. Cassano ha chiuso l’anno con la media del 65,04% di raccolta differenziata con un incremento di 5,58 punti percentuali rispetto all’anno 2014 (raccolta differenziata 59,45%) e 31,34 punti percentuali rispetto all’anno 2013 (raccolta differenziata 33,70%) come desumibili dal portale “Osservatorio Rifiuti” della Regione Puglia.

Dopo aver ricevuto il premio da Legambiente come Comune “Riciclone”, la menzione speciale per i risultati dei primi nove mesi dello scorso anno, che sarà pertanto attestato anche per l’anno 2016, nel 2015 Cassano è stato riconfermato nel ristretto Club dei Comuni “EcoCampioni in carta e cartone” riconosciuti da Comieco (il Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), grazie ad una ottima raccolta della carta e cartone pari a 29kg annui per abitante. Cassano è il migliore della Puglia sia nella raccolta di carta e cartone di qualità che di quantità. Vedasi i dati sul portale http://www.comuniecocampioni.org/puglia/cassano-delle-murge. Il nostro è il valore più alto fra tutti, che non è una cosa scontata, ed in Puglia sono rientrati in questa speciale Club solo 11 comuni!

Nell’ambito di questo riconoscimento Comieco ha portato a Cassano Murge lo spettacolo teatrale di Luca Pagliari “Carta d’imbarco”, rivolto agli alunni dell”Istituto di Istruzione Secondaria Leonardo Da Vinci. Più di 250 alunni comprendente il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” e il Liceo classico “Platone” di Cassano delle Murge hanno potuto assistere l’8 febbraio scorso alla performance dell’attore giornalista.

Questo è comunque – ha continuato l’Assessore Michele Maiullaro – solo un punto di inizio. Cassano vuole davvero volare in alto con la differenziata. Con la nuova programmazione ci sono tanti progetti in cantiere con le scuole primarie e le scuole d’infanzia. La scuola è in primo piano con il progetto “A Scuola di Rifiuti” in collaborazione con la Teorema S.p.A. presso i cui impianti conferiamo parte delle frazioni differenziate comunali.

Giovedì scorso è iniziata la consegna da parte dell’amministrazione dei 100 contenitori gettacarte in cartone avuti in premio da Comieco per tutti gli istituti presenti sul territorio comunale dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Leonardo Da Vinci”, all’Istituto Comprensivo Statale di Cassano “Perotti-Ruffo” e alle scuole d’infanzia paritarie “Casa del Fanciullo” e “Associazione Insieme”.

image2Il 15 gennaio 2016 è partito, inoltre, il progetto aperto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di COREPLA (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e la raccolta degli imballaggi in plastica). Sono tre le classi della “Scuola Media” di Cassano Murge che su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale hanno aderito e che sperano di ottenere, oltre all’ambìto riconoscimento, una lavagna LIM per la classe, un tablet per l’insegnante, un mini tablet per ogni alunno della classe che risulterà vincitrice del concorso. Corepla School Contest, sotto la forma del concorso, include percorsi di approfondimento didattico, informazioni, suggerimenti e curiosità che permettono agli studenti di comprendere ed elaborare le tematiche inerenti alla gestione responsabile dei rifiuti degli imballaggi in plastica.

Il Comune è sempre impegnato nella comunicazione e sensibilizzazione che deve essere sempre di pari passo con il servizio di raccolta differenziata. Altre novità sono in cantiere e saranno presentate prossimamente dall’Amministrazione al fine di migliorare la qualità delle raccolte e il decoro urbano della città sperando di ridurre i costi del complesso servizio integrato che posso solo avvenire con la riduzione delle frazioni indifferenziate associate all’aumento delle frazioni differenziate produttive di corrispettivi ed in assenza di aumento dei costi di conferimento.

Si evidenzia che anche grazie alla sperimentazione estiva della raccolta presso i Borghi residenziali extraurbani recintati si è potuto raggiungere ad agosto 2015 il livello di raccolta differenziata del 67,16% con un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno 2014 di ben 14,86 punti percentuali.

Per i risultati del 2015 si ringraziano tutte le componenti attive del sistema, che deve essere sempre più gioco di squadra, a partire in primis dai cittadini, passando per il gestore della raccolta ATI TRA.DE.CO. Srl-Murgia Servizi Ecologici Srl e i rispettivi operatori, i dipendenti preposti degli uffici comunali e la Esper Srl che sovraintende alla corretta esecuzione del contratto di igiene urbana. Si sottolinea il significativo calo di circa 340 tonnellate dei quantitativi di rifiuti avviati a trattamento e poi in discarica finale dell’anno 2015 rispetto al 2014, con una prospettiva sul 2016 di ulteriore calo, a tutto beneficio dell’Ambiente.

Si rimarca l’assoluta necessità di migliorare la qualità delle raccolte differenziate, soprattutto multimateriale plastica-lattine-tetra pack e frazione organica, al fine di non far incorrere il Comune, e di conseguenza i cittadini, nella doppia penalità per abbassamento dei quantitativi avviati a riciclo e remunerati e per i maggiori costi da sostenere relativi alle impurità presenti nei materiali conferiti.

Si invitano pertanto tutti i cittadini ad un’attenta raccolta che possa consentire a Cassano il raggiungimento di ulteriori traguardi e benefici.

Fonte: L’obiettivo on line

Olbia: verso la tariffazione puntuale (superando il 70% di RD)

La Sardegna è senza dubbio una delle regioni italiane che più sta facendo verso una gestione sostenibile dei rifiuti. Sono sempre di più i Comuni che si attivano verso modelli virtuosi e l’isola ha raggiunto una media del 51%. La Regione si colloca così all’ottavo posto a livello nazionale, 9 punti sopra la media italiana e ben al di sopra di quelle del Sud, pari al 28,9%, e del centro (36,3%). E se è vero che la provincia con i risultati più meno buoni risulta essere quella di Olbia-Tempio, è altrettanto vero che proprio uno dei capoluoghi ha iniziato un percorso che lo ha portato velocemente a percentuali di molto superiori alla media regionale e nazionale.
Ne parliamo con l’Assessore all’Ambiente del Comune di Olbia, Giovanna Maria Spano

Buongiorno Assessore. Cominciamo dalla fine: i risultati ottenuti. Oggi Olbia viaggia, finalmente su percentuali di raccolta differenziata che possiamo definire senza dubbio “virtuose”.
Buongiorno. Si, in effetti è proprio così: attualmente abbiamo superato stabilmente il 70 % di RD. Non possiamo però nascondere che permangono alcune problematiche legate ad abbandoni di rifiuti in alcune zone del territorio per le quali abbiamo attivato un servizio di vigilanza e sanzionamento sempre più incisivo. Trattandosi di problemi pre-esistenti al cambio del sistema di raccolta, abbiamo ritenuto indispensabile non limitarci ad azioni repressive, ma abbiamo puntato anche sull’aspetto culturale: sono state realizzate e saranno proposte ancora, iniziative educative per le scuole e giornate ecologiche con i cittadini.

Risultati eccellenti, figli di un percorso lungo e tortuoso. Qual è stata la genesi di questi risultati?
Nel giugno 2011 all’insediamento della nostra nuova Giunta comunale, quale nuovo Assessore all’Ambiente, ereditai l’esito di una gara di igiene urbana piuttosto onerosa già bandita (ma non ancora assegnata all’unico soggetto che aveva partecipato alla selezione) ed un servizio di RD stradale tradizionale che permetteva di raggiungere circa il 30% di RD e mal soddisfaceva le esigenze di decoro urbano della nostra Città. Olbia è infatti ricca di insediamenti turistici molto conosciuti, tra i quali Porto Rotondo e Portisco, ed è dotata di infrastrutture che ne fanno un polo turistico molto importante per l’intera Isola. A partire dal nucleo storico del corso Umberto I, la città con il convulso incremento demografico degli anni settanta e ottanta, si è notevolmente espansa in ogni direzione.
Nel 2012 decidiamo quindi di affidare alla ESPER un incarico per individuare le possibili modalità di ottimizzazione del servizio bandito, che era un servizio misto stradale/ domiciliare che comportava grandi rischi di migrazione di rifiuti nelle enormi zone esterne al centro abitato principale, in cui, da progetto, sarebbero stati mantenuti i cassonetti. Oltre a questo, chiediamo alla ESPER di predisporre una ridefinizione economica dei servizi; contavamo così di ottenere due obiettivi spesso assai difficili da conciliare tra loro: una riduzione del paventato aumento dei costi dei servizi con l’applicazione del modello di raccolta misto previsto in sede di gara, e l’ottimizzazione e modifica del servizio per consentire l’applicazione della tariffazione puntuale a tutti gli utenti ed un miglioramento della qualità del nuovo servizio.

Si trattava dunque di andare a modificare un servizio già messo a gara, una procedura non banale. Come è andata?
Era necessario convincere della bontà delle scelte effettuate anche l’azienda affidataria del servizio, poiché si trattava di ricontrattazione e non di una semplice definizione di nuovi standard di servizio, che dovevano inevitabilmente essere concordati e non imposti all’attuale gestore del servizio. Fortunatamente, dopo una iniziale diffidenza e resistenza alle proposte di variazione, l’autorevolezza dei tecnici della ESPER e la volontà forte dell’amministrazione, riuscirono a fare breccia ed anche l’azienda appaltatrice, la Devizia SpA si è convinta della necessità di accogliere quasi tutte le richieste di variazione elaborate dalle ESPER. I risultati non si sono fatti attendere.

Quando è partito il nuovo servizio e quali sono state le modalità prescelte?
Puntando all’applicazione della tariffazione puntuale, non potevamo compiere scelte differenti da una raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale. Nel 2014 siamo partiti con l’applicazione della RD domiciliare nelle zone esterne al centro urbano principale, dove sarebbe dovuta invece permanere la raccolta stradale, e nel 2015 abbiamo completato l’estensione del servizio a tutto il territorio. Ad oggi non ci sono più contenitori stradali in tutto il territorio del nostro Comune. Anche nei condomini con molte famiglie abbiamo privilegiato la distribuzione di mastelli singoli e grazie anche ad innovativi sistemi di aggancio dei mastelli ogni famiglia potrà usufruire di un servizio comodo e personalizzato.

IL prossimo step è dunque la tariffazione puntuale?
Si, è il prossimo passo. Oggi il sistema è pronto per il passaggio ad una tariffazione basata sul principio, sancito dalle normative europee, secondo cui chi più inquina più paga. Uno specifico chip UHF applicato sui mastelli, lega indissolubilmente l’utenza a quel preciso contenitore e tale chip all’inizio viene utilizzato per multare chi non differenzia in maniera corretta. A regime servirà per il calcolo della bolletta con la tariffa puntuale. In questo modo, a brevissimo, potremo tenere fede all’impegno assunto con la sottoscrizione del protocollo “Verso Rifiuti Zero”, potendo applicare la tariffazione puntuale per ogni singolo utente servito.

Porta a porta e maggior concorrenza: la via tracciata dall’Antitrust

Nell’agosto del 2014, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha
avviato un’Indagine conoscitiva nel settore della gestione dei rifiuti urbani, a seguito di numerose segnalazioni che suggerivano la presenza di diverse criticità concorrenziali nel settore.

L’analisi fatta si basa su alcuni paradigmi che riportiamo testualmente. Paradigmi che vanno a smentire i luoghi comuni che per troppi anni abbiamo sentito ripetere.

1. La raccolta porta a porta è la miglior opzione: “la quota di differenziata e di riciclo, in base alle indicazioni contenute nell’Indagine, potrebbe essere ulteriormente incrementata attraverso la raccolta “porta a porta”: questa risulta al momento la più costosa, ma complessivamente realizza una gestione dei rifiuti più economica (perché produce valore) e più ecologica (perché promuove l’uso di prodotti riciclati).

2. IL sistema CONAI deve essere superato e si deve creare un mercato 
Questo modello ha contribuito significativamente all’avvio e al primo sviluppo della raccolta differenziata urbana e del riciclo in Italia. Ma ormai sembra aver esaurito la propria capacità propulsiva e produce risultati non più al passo con le aspettative. Il finanziamento da parte dei produttori (attraverso il sistema CONAI) dei costi della raccolta differenziata non supera il 20% del totale, laddove invece, dovrebbe essere per intero a loro carico. Inoltre, anche se in Italia si ricicla nel complesso il 68% degli imballaggi immessi al consumo (dati 2014), l’intervento diretto di CONAI riguarda solo poco più della metà di tale attività (il 33%, infatti, sarebbe riciclato comunque attraverso un sistema “spontaneo”).
L’esperienza di altri Paesi Europei offre utili suggerimenti per una riforma che ampli gli spazi per la concorrenza in coerenza con gli obblighi ambientali dei produttori. Il modello verso il quale muoversi dovrebbe essere la creazione di un mercato dei sistemi di gestione (cosiddetti compliance scheme) che, in concorrenza tra loro, offrano ai produttori di imballaggi il servizio di gestione dei relativi rifiuti.
Nel medio-lungo periodo, e mantenendo gli opportuni obblighi di servizio pubblico, sarebbe poi opportuno conferire ai compliance scheme, finanziati dai produttori, la piena responsabilità finanziaria e gestionale della frazione della raccolta differenziata costituita dagli imballaggi confluiti nella raccolta urbana, inclusa la gestione della raccolta, lasciando nella responsabilità degli Enti Locali (e – in sostanza – dei cittadini utenti) soltanto la gestione e i costi della raccolta della frazione indifferenziata e della frazione organica.

Leggi la nota stampa dell’AGCM

Scarica una sintesi dell’indagine

Scarica il testo integrale dell’indagine

Collegato ambientale. Le novità per i Comuni.

Premiati i cittadini virtuosi che non producono rifiuti

Entra in vigore il 2 febbraio 2016 la legge n. 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, nota anche come Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità del 2014, [G.U. n. 13 del 18 gennaio 2016]. Le legge, dopo un iter molto lungo e complesso ha subito vari passaggi e modifiche. Tra le importanti novità introdotte dai 79 articoli del Collegato Ambientale, distribuiti negli 11 capitoli, si segnala il Capo VI “Disposizioni relative alla gestione dei rifiuti”. In particolare tra le novità in materia di gestione dei rifiuti si segnala le novità sugli incentivi e le penalità per i comuni che non raggiungono gli obiettivi di raccolta differenziata. Importanti sono gli  interventi sulla “ecotassa”, la tassa ambientale che i comuni pagano alle regioni in base alle tonnellate di rifiuti che vengono conferite in discarica. In più, la legge prevede l’estensione agli inceneritori senza recupero di energia. Tutti i rifiuti che vengono avviati all’incenerimento presso gli impianti senza recupero di energia, come ad esempio i cementifici, verranno tassati. In questo caso è previsto una introduzione del 20% della aliquota fissata per legge dalle regioni.

L’ecotassa inoltre verrà “agganciata” alle performance della raccolta differenziata dei comuni. Un’addizionale del 20% imposta a carico dei comuni che non raggiungono le percentuali di raccolta differenziata. La potrà evitare nel caso in cui il comune ha conseguito nell’anno di riferimento una produzione pro capite di rifiuti inferiore di almeno il 30% rispetto a quella media dell’ambito territoriale ottimale di appartenenza.
Si premia inoltre il comune virtuoso in termini di performance di raccolta differenziata. Il superamento percentuale di determinati livelli di raccolta differenziata fa scattare riduzioni del predetto tributo speciale. Ad esempio se si raggiungono percentuali di RD oltre l’80%, il comune ha diritto ad uno sconto del 75% della ecotassa.

I comuni potranno applicare degli “sconti” sulla tassa rifiuti a chi non produrrà rifiuti, sia a famiglie che alle utenze commerciali. Il comune con regolamento comunale (vedi il nuovo l’articolo 1, comma 659, della legge 27 dicembre 2013, n. 147) può prevedere “riduzioni tariffarie ed esenzioni” nel caso di “attività di prevenzione nella produzione di rifiuti, commisurando le riduzioni tariffarie alla quantità di rifiuti non prodotti”. Questo caso si aggiunge agli altri già esistenti (in caso di abitazioni con unico occupante, o abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo, abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero, fabbricati rurali ad uso abitativo).
Ancora sono previste (con decreto ministeriale di prossima pubblicazione) agevolazioni per le utenze commerciali obbligate o che decidono di utilizzare imballaggi per la distribuzione di bevande al pubblico le quali applicano il sistema del vuoto a rendere su cauzione. Infatti viene reintrodotto in Italia il sistema dei c.d. “depositi rifondibili” (ancora oggi attivo in molti paesi europei ad esempio Norvegia, Svezia, Slovenia), cioè il sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare per ora, in via sperimentale (per la durata di 12 mesi), su base volontaria del singolo esercente. Il sistema del vuoto a rendere su cauzione sarà previsto per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale (bottiglie di vetro e/o plastica) serviti al pubblico da alberghi, residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo (nuovo art. 219-bis del D.Lgs. 152/2006).
La tariffa per la gestione dei rifiuti urbani terrà conto anche di altre buone pratiche. Sono previste disposizioni per favorire le politiche di prevenzione nella produzione di rifiuti. Il comune con un regolamento comunale può prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni anche nel caso di “attività di prevenzione nella produzione di rifiuti, commisurando le riduzioni tariffarie alla quantità di rifiuti non prodotti” e non solo più in caso di abitazioni con unico occupante o abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo. Inoltre alle utenze commerciali (attività agricole e florovivaistiche) che effettuano il compostaggio aerobico per residui costituiti da sostanze naturali non pericolose prodotti nell’ambito delle loro attività e alle famiglie che effettuano compostaggio per i propri rifiuti organici (da cucina, sfalci e potature da giardino) è applicata una riduzione della tariffa dovuta per la gestione dei rifiuti urbani”. Viene normato il compostaggio di “compostaggio di comunità”: è il compostaggio effettuato collettivamente da più utenze domestiche e non domestiche della frazione organica dei rifiuti urbani prodotti dalle medesime. La norma rende possibile ai comuni una scontistica per le utenze domestiche e non domestiche che attivano il compostaggio domestico o di comunità. Un decreto del Ministro dell’ambiente ne stabilirà i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate.
Vengono introdotto per la prima volta delle regole normative anche per gli impianti di compostaggio di piccola taglia (con una capacità di trattamento non eccedente 80 tonnellate annue) a servizio delle comunità. Questi piccoli impianti possono essere attivati con una DIA, denuncia di inizio di attività, una volta acquisito il parere dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) e nel caso un regolamento comunale preveda le regole di “gestione dell’impianto” tra cui spicca “la nomina di un gestore da individuare in ambito comunale”.

RASSEGNA STAMPA – Boom della differenziata e niente rifiuti in discarica

Policoro: il sindaco Rocco Leone è trionfante: «Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata. Oggi siamo al 70%»

Il Comune jonico è il più riciclone della Basilicata, l’unico che non smaltisce i rifiuti solidi urbani in discarica. Tanto che è stato il solo ad essere escluso dall’ultimo decreto del presidente della Regione, Marcello Pitttella, dal conferire all’inceneritore “La Fenice”, di Melfi. Il sindaco Rocco Leone (FI) è trionfante: «Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata. Oggi siamo al 70%. Ed abbiamo eliminato la discarica. Siamo disponibili a mettere a disposizione il nostro modello per quanti vorranno seguirlo. La bellissima Basilicata può essere liberata dalle discariche».

Il “modello Policoro” di raccolta differenziata è basato su contenitori con microchip personalizzati consegnati a famiglie ed attività imprenditoriali. Ogni notte, domenica esclusa, i “produttori” lasciano i rifiuti, differenziati, davanti ai portoni per lo scarico da parte della ditta incaricata.

«Così – ha spiegato il primo cittadino – noi raccogliamo l’umido e lo portiamo a Ginosa, dato che in Basilicata non c’è un centro per la trasformazione in compost. Se in discarica ci costava 180 euro a tonnellata, in Puglia 100. In campagna, poi, abbiamo ridotto la tassa del 33% per chi non consegna l’umido. I coltivatori si fanno il compost da se. Carta, cartone, plastica, li portiamo al Conai di Altamura, recuperando un po’ di soldi. Come per il vetro che conferiamo al consorzio Corepo di Trani. Ci fossero centri raccolta in regione risparmieremmo sui trasporti. Purtroppo, manca da noi un piano per il conferimento dei rifiuti differenziati. I metalli, ma sono poca roba, li mandiamo ad un centro di Ferrandina compensando lo smaltimento di rifiuti ingombranti e carcasse di elettrodomestici».

L’indifferenziato, allora, non esiste più a Policoro? «Esiste – ha risposto il nostro interlocutore – ma, essendo un indifferenziato pulito, privo di inquinanti, lo conferiamo, sempre a Ferrandina, ad un centro a circuito energetico che lo trasforma in ecoballe. Paghiamo 160 euro a tonnellata e non 180 come in discarica». Insomma, il risparmio è assicurato anche per i cittadini in abbinamento alla tutela dell’ambiente. Policoro aspetta il premio di comune riciclone da Legambiente. Leone: «È la nostra risposta ai tuttologi e ai maestri di iattura. Quando si lavora con competenza e onestà intellettuale il tempo è maestro e la verità esce allo scoperto».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

 

RASSEGNA STAMPA – ARO Bari 5: si va verso l’aggiudicazione del nuovo servizio alla Cns di Bologna

In arrivo il “porta a porta” e la tariffazione puntuale

Giunge così alla fine il servizio di raccolta dei rifiuti gestito dalla ditta Lombardi Ecologia ad Acquaviva, un contratto “preistorico” (fu stipulato nel 1997), un vero e proprio cadavere che da tredici anni è stato mantenuto in vita artificialmente a colpi di proroghe e ordinanze. Martedì 6 ottobre l’Aro Bari 5 ha aperto in seduta pubblica le buste contenenti le offerte per la gestione del nuovo servizio di gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Si va verso l’aggiudicazione della gara d’appalto al raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) Consorzio nazionale servizi società cooperativa di Bologna, Cogeir costruzioni e gestioni srl di San Vito dei Normanni (Br), Impresa del Fiume spa di Taranto.

L’Rti ha presentato un ribasso economico dello 0,5%, inferiore rispetto alle altre due offerte ammesse (1,02%), ma una migliore offerta tecnica, raggiungendo un punteggio di 70,139. La nuova ditta opererà sui comuni di Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle, Adelfia, Casamassima, Sammichele di Bari e Turi, un bacino che conta 105mila abitanti).

Il nuovo servizio potrebbe entrare in funzione già da Gennaio 2015, al termine di alcuni passaggi burocratici importanti, come la trasmissione di tutti gli atti in Procura per verificare se la ditta Cns è in regola con i requisiti previsti dalla legge. C’è poi da mettere in conto la possibilità di ricorsi contro l’aggiudicazione dell’appalto che, se presentati, potrebbero far slittare l’aggiudicazione definitiva all’emissione di una sentenza da parte del TAR.

Per il primo anno è previsto un aumento del costo del servizio. Questo andrà ad abbattersi nel corso dei primi due anni, fino ad assesstarsi ad un livello economico più basso di quello attuale.

L’aumento iniziale è dovuto soprattutto ad un periodo di transizione di tre mesi in cui si continuerà a fare la raccolta stradale, per poi passare gradualmente alla raccolta a domicilio.

Il “porta a porta” garantirà una percentuale nettamente più alta di raccolta differenziata. L’obiettivo per il primo anno di servizio è del 60%, per poi arrivare al 70% l’anno successivo (un abisso rispetto al 22% registrato a giugno di quest’anno). Questo permetterà di abbattere notevolmente i costi relativi al conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati e di risparmiare sull’ecotassa regionale.

Solo per il primo anno, poi, si pagherà secondo l’attuale regime tassativo, ovvero la TARI, che calcola la tariffa in base ai metri quadri dell’abitazione. Dal 2017, invece, entrerà in vigore la tariffazione puntuale, che premierà i cittadini che sapranno differenziare al meglio i propri rifiuti.

Tutti questi elementi insieme dovrebbero quindi portare ad un minore costo in bolletta e ad una raccolta più efficiente dei rifiuti.

Fonte: Acquaviva Live

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, microchip per “firmare” la differenziata a Ragusa

Un appalto da oltre ottanta milioni di euro per sette anni. Una radicale innovazione nel sistema di raccolta dei rifiuti che porrà fine alle numerose proroghe all’attuale servizio.
Il consiglio comunale ha approvato, con 23 voti favorevoli, l’atto che consente l’avvio della fase di individuazione, da parte dell’Urega, della ditta che curerà il servizio. Proprio la raccolta differenziata dei rifiuti sarà il punto forte: in tutta la città, col sistema del porta a porta, con l’aumento fino al settanta per cento. È prevista la tariffazione puntuale, secondo un sistema ormai in vigore in molte parti d’Italia: più inquini più paghi. E, di conseguenza, più differenzi, meno cara sarà la bolletta. Un sistema che prevede controlli anche sugli operatori: i mezzi avranno dei gps per il controllo.

Pure per i lavoratori un sistema premiale: se si raggiungono maggiori indici di differenziata, la ditta riceverà una sorta di «premi» che dovrà dividere con i dipendenti. Non con tutti, ma solo con quelli che – sulla base di sistemi di attento monitoraggio hanno contribuito a migliorare ulteriormente il servizio.

Fonte: Giornale di Sicilia

RASSEGNA STAMPA – Augusta: presentata la nuova gestione rifiuti porta a porta

16 dicembre 2015 – Potrebbe essere arrivato in dirittura d’arrivo il progetto della nuova gestione dei rifiuti cittadina. A un anno di distanza dalla trasmissione del bando di gara, ieri mattina il progetto, il cui iter di appalto è in fase di conclusione per l’approvazione definitiva, è stato illustrato nel salone di rappresentanza del Palazzo di città. Erano presenti per l’amministrazione la prima cittadina Maria Concetta Di Pietro e l’assessore con delega all’Ambiente Pino Pisani per l’amministrazione e Salvatore Genova per la società Esper di Torino che ha redatto il progetto.
Il sindaco ha introdotto l’incontro pubblico :” Un cambiamento culturale notevole. Il riciclaggio premierà i cittadini più virtuosi. Un punto di svolta epocale che consentirà di uscire dalla preistoria”. L’assessore Pisani ha aggiunto :”la raccolta differenziata dipenderà anche dalla capacità dei cittadini a partecipare. Questo è il primo di una serie d’incontri che serviranno a informare la cittadinanza sulle nuove regole”.
Il tecnico della Esper ha illustrato , in generale, il moderno concetto introdotto dal progetto che , ricordiamo, era già pronto dall’estate del 2012, cioè prima del “terremoto” dello scioglimento del consiglio comunale che ha , di fatto, bloccato tutto l’iter con l’arrivo della Commissione straordinaria. Oltre un anno di stop che ha pesato sulla comunità inutilmente. “La città – esordito Genova – è fortunata perché ha una nuova e moderna gestione dei rifiuti il cui obiettivo principale è la riduzione dei rifiuti da conferire in discarica, meno rifiuti significa minori costi e maggiori benefici per la comunità.
Raccogliere meglio significa prevenire le cattive abitudini e le mini discariche abusive sul territorio. La città è anche fortunata – ha aggiunto – perché ha potuto partecipare al bando “Fare con meno” che è riservato alle città sciolte per mafia”. Ma quali saranno le principali novità? “Non esisteranno più i classici cassonetti – ha spiegato il rappresentante di Esper – si punterà sulla raccolta “porta a porta” con l’operatore che passerà casa per casa, un processo di fidelizzazione. A regime sparirà l’attuale tariffazione basata sui metri quadri, sarà introdotta la tariffa puntuale. Chi ricicla di più pagherà meno e viceversa. Il calcolo infatti sarà effettuato sulla quantità di rifiuti indifferenziati consegnati all’operatore (quello che rimane dopo aver eliminato carta, vetro, plastica ecc..)”
Attualmente , secondo le stime, il 96 percento dei rifiuti va in discarica con notevole dispendio di denaro che, naturalmente, è a carico dei cittadini. L’obiettivo del 77% di differenziata è auspicabile, solo se ci sarà la volontà e la capacità, la coscienza civile e la costanza di ogni cittadino/utente. “Un effetto del servizio porta a porta – ha ricordato Genova – è l’aumento del personale impiegato dall’azienda appaltatrice per la raccolta. Ogni famiglia, azienda o esercente sarà dotato di un kit di contenitori (carta, vetro, plastica, umido) , i contenitori saranno muniti di microchip identificativo. Da quello che si consegnerà sarà dedotta la bolletta del servizio”.
Il progetto fare con meno, finanziato con 700 mila euro, consentirà di realizzare centri di raccolta per rifiuti ingombranti e centri di riuso, con questo sistema si prevengono le discariche abusive e il materiale sarà riutilizzato o rivenduto. Saranno acquistati e installati erogatori pubblici di acqua per cercare di ridurre il più possibile l’utilizzo delle bottiglie di plastica. Una nuova era – ha concluso il tecnico – cui i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente”.
Ricordiamo , per dovere di cronaca, che nel dicembre del 2014 il bando di gara è stato trasmesso all’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici che dovrà approvarlo. L’affidamento della gestione rifiuti copre un periodo di sette anni per un importo complessivo di 42 milioni di euro. Il progetto era stato avviato dall’assessore Michele Accolla dell’amministrazione Carrubba, che nel 2012 affidò l’incarico alla Esper di Torino , un ente che si occupa dello studio sulla pianificazione ecosostenibile dei rifiuti, che opera a livello nazionale.
Dopo lo scioglimento del consiglio comunale, non si è capito come mai l’azienda è stata esclusa, anche se lo studio era pronto per emettere il bando. Solo in un secondo momento, dopo circa un anno, i commissari hanno rinnovato l’incarico che ha consentito di completare l’iter. La città ha perso tempo utile, circa due anni. Nel frattempo la Regione ha emanato nuove regole istituendo gli Ambiti di raccolta ottimale, il Piano del comune di Augusta è stato adeguato alla nuova norma. Se tutto andrà per il verso giusto tra giugno e luglio il nuovo sistema dovrebbe essere avviato con il definitivo addio agli odiosi cassonetti e , si spera, alle discariche abusive che quotidianamente fanno da corredo alla città.

fonte: Augustaonline.it

RASSEGNA STAMPA – Nuovo piano rifiuti a Ragusa

Il Consiglio comunale ha approvato la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia del Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale, il relativo quadro economico e i conseguenti atti di gara. Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio l’Esper, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, evidenzia che “il servizio porta a porta sarà esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione a ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali; il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta)”. “La riorganizzazione del servizio – secondo l’Esper – e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano”. Attilio Tornavacca, direttore della Esper, dichiara che “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato e ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di Esper stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea Cense”.

Fonte: telenovaragusa.com

RASSEGNA STAMPA – Aggiudicato l’appalto ARO BA/2

Gestione rifiuti in forma associata con altri comuni, il comune di Modugno capofila nell’aro dei primati
L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/2 è il primo tra gli ‘ARO’ non commissariati di Puglia ad aggiudicare la gara d’appalto per il porta a porta. e il primo a introdurre in Puglia la tariffazione puntuale: chi più inquina più paga.

“E’ un momento particolarissimo e decisivo – dice Nicola Magrone, Sindaco del Comune di Modugno e presidente dell’Aro Ba/2 – nel lungo cammino di sette Comuni per un approdo di civiltà nel metodo e nel merito. L’amministrazione comunale di Modugno è orgogliosa di questo risultato. Sono sicuro che la cittadinanza farà la sua parte. Fino a qui è stato un percorso importante ma anche complicato, caratterizzato da enormi sforzi per tenere assieme le esigenze di ben sette Comuni. Questa amministrazione è riuscita a stare da protagonista dentro questo percorso, nonostante l’interruzione forzata di un anno, per costruire un sistema che è unico nella regione: la tariffazione puntuale infatti è un sistema virtuoso che induce il cittadino a differenziare bene anche per avere maggiori sconti sulla bolletta della tassa rifiuti.”
Nei sette comuni dell’ARO BA/2 – Modugno , Bitetto, Bitritto, Binetto, Giovinazzo, Palo del Colle e Sannicandro – dei quali Modugno è Comune capofila, il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani fatto porta a porta, è stato assegnato all’associazione temporanea di imprese ‘CNS – Cogeir – Del Fiume’. Parte da questo momento un cambiamento culturale decisivo per le abitudini della comunità in favore di una gestione rifiuti sostenibile. Si consuma un passaggio storico anche perché per la prima volta a livello regionale si introduce il principio “chi più inquina più paga” applicato con il metodo della tariffazione puntuale: il costo del nuovo servizio unico di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani sarà giustamente legato e commisurato alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto dalle singole utenze. Uno standard che in Puglia ancora non esisteva. E questo accade, a conclusione di un iter durato due anni e avviato dalla precedente amministrazione Magrone, in un comune che non ha mai conosciuto davvero la raccolta differenziata.

“L’aggiudicazione della gara – sostiene l’assessore all’ambiente del comune di Modugno, T. Luciano – segna la chiusura di una fase ma ne apre una nuova nella quale diventa fondamentale il comportamento dei cittadini. L’auspicio è che tutti acquisiscano consapevolezza dell’importanza della collaborazione e dimostrino di saper fare proprio il cambiamento culturale richiesto traducendolo in una pratica quotidiana improntata a una buona differenziazione dei rifiuti, all’abitudine al riuso e al riciclo  degli scarti e a una maggiore sensibilità verso la logica di consumo a ‘chlimoetro zero’.”
È stata infatti, questa, la tappa conclusiva di un lungo e complesso percorso, all’interno della strategia ‘Rifiuti Zero’, percorso avviato dall’amministrazione Magrone nel 2013, dopo che la legislazione regionale sull’organizzazione dei servizi pubblici locali aveva obbligato i Comuni ad associarsi in Ambiti di Raccolta Ottimale e a bandire una gara unitaria per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani.
L’Aro Ba/2 nel 2013 ha incaricato la ESPER, una società di professionisti di comprovata esperienza nel settore, della redazione del progetto unico del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani per l’intero territorio dell’ambito. Ne è scaturito un piano industriale innovativo che presenta indubbiamente nella Tariffazione Puntuale il suo aspetto più rivoluzionario e che  contempera le esigenze di tutti i territori Aro. Da quel momento, secondo le prescrizioni di legge, incombeva sui sette comuni coinvolti una serie di obblighi che sono stati rispettati ma il cui adempimento non era affatto scontato: così come previsto, infatti, nel 2014 il Piano Industriale è stato prima adottato dai Sindaci Aro e poi approvato dai rispettivi consigli comunali. Esso descrive, inoltre, in modo particolareggiato, l’articolazione territoriale del servizio, le modalità di esecuzione del servizio di raccolta differenziata (con l’indicazione del numero dei passaggi settimanali per la raccolta delle varie tipologie di rifuti differenziati), gli obiettivi di prevenzione e riduzione dei rifiuti, i costi. Il sistema della Tariffazione Puntuale, che prevede che l’utente paghi in relazione alla quantità di indifferenziato svuotato, poggia sulla volumetria dei contenitori forniti alle singole utenze e sul numero di svuotamenti dei mastelli. Gli obiettivi di raccolta differenziata sono il 60% entro il primo anno, il 70% e oltre con servizio a regime dopo il primo anno.

Si arriva così ad oggi, 22 settembre 2015. La commissione giudicatrice ha concluso l’iter della gara d’appalto aggiudicando col criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa (democraticamente scelto dai sindaci), il servizio all’Ati ‘CNS-Cogeir- Del Fiume’: riunita in seduta pubblica nella sede dell’ARO BA/2 presso il Comune di Modugno, la commissione ha dapprima comunicato l’attribuzione dei punteggi su aspetti qualitativi e quantitativi delle prestazioni previste nelle offerte tecniche giunte dalle ditte partecipanti alla gara, ha quindi provveduto all’apertura delle buste contenenti le offerte economiche, ed ha infine comunicato l’aggiudicazione provvisoria, sulla base di una graduatoria redatta combinando punteggi tecnici e offerte economiche, dell’appalto del servizio integrato di igiene urbana in forma associata dell’AROBA/2.

Fonte: barisudovest.it