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#SAVETHEDATE – La tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani

La Regione Piemonte organizza il convegno

“La tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani”

22 febbraio 2017, h 9:00
Sala Auditorium Città Metropolitana di Torino

C.so Inghilterra 7 – TORINO

ESPER sarà presente con il direttore generale Attilio Tornavacca, che presenterà lo studio “10 percorsi europei virtuosi verso la Tariffazione Incentivante”

 

Il programma della giornata:

9.00 – Registrazione partecipanti – caffè di benvenuto

9.30 – Saluti istituzionali
Alberto VALMAGGIA – Assessore Regionale all’Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile
Intervento
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento

10.15 – Apertura lavori
Roberto RONCO –
Direttore Regionale all’Ambiente, Governo e Tutela del Territorio

10.45 – L’applicazione della tariffazione puntuale dei rifiuti quale strumento di prevenzione della produzione dei rifiuti e di miglioramento delle qualità delle raccolte                   differenziate, nel rispetto del principio “chi inquina paga”
Mauro BARISONE – Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), sezione Piemonte

11.15 – Principi, sistemi e modalità di misurazione per l’applicazione puntuale della tariffa e la gestione circolare dei rifiuti
             Gaetano DROSI – Presidente Associazione PAYT Italia (Pay as you Throw)
             Visione di PAYT: evoluzione del modello di gestione del prelievo ambientale e sviluppo di modelli di commisurazione
              Elisabetta MARTIGNONI – Coordinatrice gruppo Norme e Regolamenti Associazione PAYT Italia (Pay as you Throw)

12.15 – Analisi delle esperienze europee di tariffazione incentivante: risultati e linee di tendenza in atto
Attilio TORNAVACCA – Direttore Generale E.S.P.E.R S.r.l

13.00 – Pausa Pranzo

14.15 – Esperienze di applicazione della tariffa puntuale a livello regionale e nazionale; esposizione di alcuni casi di best practices
moderatore PAYT
 Davide PAVAN – Socio PAYT ITALIA – Consorzio Chierese per i Servizi
 Paolo CONTO’ – Socio PAYT ITALIA – Contarina spa
             Carlo FERRE’ – Socio PAYT ITALIA – Consorzio dei Comuni dei Navigli

15.30 – Tavola rotonda “Prospettive e opportunità dell’utilizzo della tariffa puntuale”
Interverranno: Fabio Dovana, Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Laura Brambilla, Legambiente ONLUS, Silvia Ricci, Associazione Comuni Virtuosi

16.30 – Conclusioni finali e chiusura dei lavori

Regione Lazio: approvate le linee guida per la tariffazione puntuale

Rifiuti, la Regione adotta un provvedimento per promuovere la tariffazione puntuale: uno strumento per incentivare prioritariamente il contenimento e la riduzione della produzione di rifiuti e per potenziare l’invio a riciclare le diverse frazioni di rifiuti tramite la raccolta differenziata.

Uno strumento importante per incentivare i cittadini a fare nel miglior modo possibile la raccolta differenziata. L’obiettivo è quello di giungere a un piano tariffario che premierà, con agevolazioni sulle bollette, chi produrrà meno rifiuti. Un metodo che non si basa più sul numero dei componenti dei nuclei familiari e sui metri quadri delle abitazioni ma sulla quantità e sulla correttezza nel conferimento da parte di ciascun utente.

I comportamenti virtuosi avranno un riconoscimento monetario pressoché immediato, secondo il principio che chi produce meno e ricicla meglio paga di meno,  con la sicurezza, seguendo i principi della trasparenza, che i cittadini paghino solo il numero di conferimenti realmente operati oltre a quelli già inclusi nella parte fissa della tariffa. Nella deliberazione, inoltre, sono individuate le azioni che i Comuni dovranno adottare al fine di realizzare la verifica puntuale della produzione di rifiuti partendo dalle utenze non domestiche e sono previsti sostegni economici per gli stessi Comuni, sia di parte corrente che di parte capitale, nell’ambito della programmazione sulla differenziata.

“I regolamenti comunali di gestione dei rifiuti urbani potranno essere aggiornati con le modalità attraverso le quali la nuova tariffazione può essere attuata in relazione alla “quantificazione” dei rifiuti prodotti dalle singole utenze- lo ha detto Mauro Buschini, Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti, che ha aggiunto: potranno essere utilizzati, ad esempio, sistemi di identificazione del singolo utente attraverso l’utilizzo di contenitori dedicati (sacchi o bidoni) di varie dimensioni e di etichette a barre, lacci, ecc. con codice a barra rimovibile che permettono l’associazione del numero di scarichi effettuati dall’utente; utilizzo di contenitori dedicati dotati di trasponder o tessera magnetica che permettono la registrazione dei dati identificativi; dotazione ai cittadini di contenitori con codice a barre serigrafato che quantifichino i rifiuti conferiti mediante lettura con pistola laser; utilizzo di sacchi o lacci per contenitori preacquistati che permettano all’utente di quantificare i rifiuti effettivamente conferiti in modo proporzionato al consumo di sacchi e/o lacci effettivamente impiegati e al volume predefinito”- ha detto ancora Buschini.

’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’: intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)

In diverse realtà europee sono implementate forme di tariffa puntuale. ESPER le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione incentivante.

Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera: in diverse realtà europee sono implementate forme di tariffazione puntuale. ESPER (Ente di Studio Per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione puntuale. Ad impreziosire il volume una prefazione di Rossano Ercolini (Presidente Zero Waste Europe e Zero Waste Italy, nonché vincitore del Goldman Enrivonmental Prize 2013 ) e di Marco Boschini (Coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi). Eco dalle Città presenta il volume ’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’ con un’intervista ad Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER:

Quali sono a livello europeo le principali modalità operative per la realizzazione della tariffazione puntuale?

Nel contesto europeo la diffusione dei sistemi di tariffazione incentivante risulta largamente estesa tra le municipalità degli Stati Membri del Nord Europa, in particolare in Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Germania e viene prevalentemente applicato attraverso la previsione di sistemi e tariffe calcolate in funzione della volumetria rapportata alla frequenza di svuotamento del rifiuto residuo e spesso anche del rifiuto organico. Gli strumenti attraverso cui viene applicata in Europa, negli Usa e in Australia sono diversi e si sono recentemente molto evoluti soprattutto grazie allo sviluppo delle tecnologie legate alla tracciabilità in genere che hanno fatto abbassare i costi rendendo possibile l’applicazione dei singoli transponder (anche denominati Tag RFId acronimo di Radio-Frequency IDentification) perfino sui sacchi a perdere. Negli ultimi anni si è infatti diffusa rapidamente l’istallazione di Tag RFId su mastelli e contenitori per i costi sempre più contenuti ed i vantaggi gestionali ottenibili in particolare laddove tali sistemi vengono abbinati a sistemi GPS di tracciatura ed ottimizzazione dei percorsi dei mezzi di raccolta. I sistemi basati invece sulla pesatura dei singoli contenitori o sacchetti non hanno invece registrato una notevole diffusione poiché sono stati rilevati maggiori costi di gestione per le rilevanti problematiche legate al rilevamento del peso in condizioni sfavorevoli (mezzi in moto con vibrazioni e spesso non in piano). Le soluzioni tecniche più diffuse sono relativamente semplici sia per i sistemi ad identificazione dell’utenza – che avviene tramite un badge RFId o con una tessera magnetica – che ad identificazione del contenitore che avviene tramite lettura del Tag RFId (in rapida diffusione quelli di tipo UHF acronimo di Ultra High Frequency).

'10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante': intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)Concentrando l’attenzione sui centri urbani più grandi all’estero, quali sono gli esempi più virtuosi?

Gli esempi più virtuosi in grandi centri urbani sono quelli delle Città di Lipsia (530.000 ab.) e Dresda (500.000 ab.) in Germania, di Gand (250.000 ab.) in Belgio e di Parma (190.000 ab.) e Trento (118.000 ab.) in Italia. I risultati ottenuti in Italia a Trento (oltre 81% di RD) e Parma (72% di RD) con progetti di introduzione sviluppati anche grazie al supporto tecnico della ESPER sono tra i migliori (se non i migliori) a livello europeo ed internazionale e sono stati inseriti tra i migliori casi studio nel sito Zero Waste Europe.

In che modo, nei casi da voi analizzati, sono state superate eventuali resistenze da parte cittadini poco virtuosi?

L’analisi della maggioranza delle esperienze europee ha dimostrato che i sistemi misti (quelli in cui convivono la raccolta con contenitori stradale ad uso collettivo e sistemi di raccolta porta a porta) creano generalmente una serie di problemi relativi agli abbandoni dei rifiuti nei pressi delle postazioni stradali dove risultano meno efficaci ed agevoli i controlli. Tale problema è stato rilevato soprattutto in Francia, Svizzera, Italia e Spagna e nelle Città di maggiore dimensione. L’altro problema che è stato rilevato nei contesti che hanno introdotto la tariffazione puntuale del residuo (spesso con sistemi stradali a calotta) mantenendo però la raccolta stradale delle frazioni recuperabili è stato il peggioramento della qualità merceologiche delle frazioni recuperabili. Tali problemi sono stati spesso superati grazie alla rimozione dei contenitori stradali ed all’estensione di un servizio domiciliare a tutte le utenze. Nei casi caratterizzati dal semplice uso di sacchetti prepagati per il residuo è stato invece rilevato l’uso di sacchi non conformi soprattutto nei contesti di maggiori dimensioni. Con il sacco conforme ci si limita infatti a differenziare la serigrafia del sacchetto per ogni comune servito ma il sacco conforme non è dotato di sistemi di identificazione ed abbinamento ad ogni singola utenza servita e quindi, se vengono abitualmente conferiti rifiuti non conformi di fronte ad un condominio, risulta più difficile responsabilizzare correttamente gli utenti ed individuare i soggetti che non rispettano le regole di conferimento. Per risolvere tale problematica vengono quindi spesso adottati sacchetti oppure mastelli impilabili rigidi dotati di transponder UHF con cui si può identificare ogni utente poiché allo stesso viene fornito un set di sacchetti caratterizzati da un codice specifico non modificabile. Tale modalità consente inoltre di individuare facilmente i soggetti che non conferiscono mai o quasi mai i sacchetti o i mastelli/bidoni con transponder UHF consentendo di organizzare controlli mirati relativi a tali specifiche soggetti a cui può essere inoltre preventivamente comunicato di essere stata individuate quali “utenze con conferimenti anomali” chiedendo al contempo di fornire eventuali spiegazioni in merito ad uno specifico numero verde. Questa comunicazione, operata preventivamente ai primi controlli a campione, consente solitamente di ridurre in modo decisivo i comportamenti anomali poiché tali utenti comprendono che il sistema adottato consente di individuare e sanzionare più facilmente i conferimenti ed abbandoni illeciti. I sistemi di identificazione dei singoli conferimenti consentono inoltre di governare più efficacemente i flussi delle utenze delle seconde case e dei flussi turistici per i quali vengono solitamente organizzati specifici servizi integrativi in orari conformi alle loro specifiche esigenze (ad es. conferimenti nel fine settimana).

Ci sono differenze significative tra i modelli implementati in Italia e all’estero?

Per quanto riguarda i sistemi con calotte di immissione è stata rilevata una sostanziale differenza tra i modelli implementati in Italia e all’estero. Tali sistemi sono stati utilizzati già dagli anni ’90 in Germania e Austria soprattutto per risolvere i problemi legati alla gestione dei conferimenti nei grandi complessi condominiali periferici delle grandi città. Tali sistemi sono stati invece introdotti in Italia per cercare di applicare la tariffazione puntuale senza dover modificare il precedente sistema di raccolta stradale anche in contesti a media e bassa densità abitativa dove l’adozione della raccolta domiciliare non risultava problematica. Per contro si deve segnalare che in Italia, in Svizzera, in Francia ed in Spagna, diversamente da quanto rilevato nel nord Europa, nei pressi dei contenitori stradali dotati di sistemi di identificazione sono spesso molto frequenti i fenomeni di abbandono dei rifiuti non solo da parte di cittadini dotati di scarso senso civico ma anche da parte di persone che non riescono a raggiungere le manovelle da azionare per l’apertura della calotta (anziani, portatori di handicap ecc.), utenti che non intendono perdere troppo tempo (la fase di identificazione risulta spesso laboriosa), utenti che non hanno ritirato o non hanno con se la chiavetta o e-card, utenti non abilitati (turisti di passaggio) o male informati.

NdR: Per scaricare gratuitamente l’Ebook “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” inviare una mail a volume@esper.pro

Dal bidone dei rifiuti spunta un tesoro: il riciclo vale 6,5 miliardi di euro

E’ il beneficio ottenuto in termini di minor import di materia prima grazie al recupero degli scarti. Secondo i dati del Was, il Waste Strategy Report 2016, i 75 top player dei rifiuti urbani hanno un fatturato quasi tre volte maggiore di quello del calcio italiano

Economia circolare: prove di crescita. I primi frutti dell’aumento della raccolta differenziata cominciano a vedersi. Il riciclo aiuta in modo significativo la bilancia dei pagamenti italiana: si evitano importazioni di materie prime per 6,5 miliardi di euro. E i 75 maggiori operatori nell’ambito dei rifiuti urbani sono arrivati a un fatturato di 9,7 miliardi di euro, quasi tre volte quello del calcio italiano.

Sono alcuni dei numeri contenuti nel Was, il Waste Strategy Report 2016 presentato da Althesys, società di ricerca in campo ambientale ed energetico. Il settore cresce e c’è un notevole potenziale di occupazione perché ad esempio nel Meridione 2,3 milioni di tonnellate di scarti organici non vengono raccolti in maniera differenziata e quindi non sono trasformati in compost o energia.

“L’evoluzione delle politiche dei rifiuti in direzione dell’economia circolare stanno trasformando profondamente il settore del waste management: le dimensioni del business aumentano e il perimetro delle varie filiere si allarga”, si legge nel rapporto. “E’ un processo che stimola l’innovazione e crea nuovi mercati”.

Per l’Italia, un paese in cui le materie prime non abbondano, lo sviluppo del settore industriale basato sul recupero dei materiali può rappresentare una spinta importante anche in termini occupazionali. Secondo i calcoli della Ue spingendo sull’economia circolare l’Italia entro il 2025 potrebbe portare il beneficio economico a 12 miliardi di euro l’anno grazie al risparmio di materie prime. E, a livello continentale, la posta in gioco – secondo le stime della Commissione europea – è costituita da 580 mila posti di lavoro e da un taglio di circa il 3% delle emissioni serra.

“Finora la carenza di aziende con strutture adeguate ha frenato, soprattutto al Sud, lo sviluppo dell’industria del riciclo”, spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys. “Inoltre ci sono anche ostacoli normativi che hanno rallentato il pieno utilizzo delle materie prime seconde, cioè dei rifiuti trattati in sicurezza e trasformati. Ma cominciano a moltiplicarsi segnali incoraggianti”.

Ad esempio nel settore cartario la produzione di materie prime seconde da raccolta differenziata è quasi raddoppiata passando dal 26% del 2000 al 47,7% del 2015. Per lo sviluppo futuro molto dipenderà da alcuni decreti in ballo. Ad esempio quello sulla tariffa puntuale (in modo da far pagare meno ai cittadini virtuosi e di più a chi butta tutto nell’indifferenziata). E quelli sull’end of waste, che facilitano il processo di recupero stabilendo con chiarezza quando un rifiuto cessa di essere tale e si trasforma in materia prima seconda.

Fonte: Antonio Cianciullo per Repubblica.it

Economia circolare, “recuperare i rifiuti può valere fino a 4.500 miliardi di dollari. L’alternativa? Un ambiente devastato”

Il saggio Circular economy – Dallo spreco al valore, di Peter Lacy, Jakob Rutqvist e Beatrice Lamonica, delinea un modello economico basato sull’uso efficiente delle risorse e l’eliminazione degli sprechi. La Commissione Ue ha calcolato che così facendo il pil del continente potrebbe aumentare “fino al 3,9%”. Ci sono già casi virtuosi, sia tra le onlus sia nel profit
Non solo buone notizie per l’ambiente, ma anche un impatto positivo per l’economia stessa. Con una crescita potenziale, da qui al 2030, che può valere 4.500 miliardi di dollari a livello globale. Sono le opportunità aperte dall’economia circolare, secondo il libro Circular economy – Dallo spreco al valore (edizioni Egea) scritto da Peter Lacy, Jakob Rutqvist e Beatrice Lamonica, dirigenti della divisione Sustainability services della società di consulenza Accenture. D’altra parte, sostengono gli autori, non è più sostenibile continuare con l’attuale modello economico del “prendere, produrre e buttare“: se non cambieremo registro, ci troveremo con un ambiente devastato, un’impennata dei prezzi e sommersi dai rifiuti. In Italia, la strada indicata nel saggio è già stata imboccata con successo da diverse onlus e anche da qualche azienda profit.
Ma nel concreto cosa si intende per economia circolare? Si tratta un sistema ideato per rigenerarsi in autonomia, dove i rifiuti diventano risorsa. “Nella circular economy, – si legge nel volume – le imprese puntano a crescere senza fare affidamento sull’estrazione e sul consumo di risorse della Terra, senza sprecare energia, senza generare un flusso costante di prodotti che finiscono in discarica o danneggiano l’ambiente in altro modo”.
Insomma, una strada maestra per preservare il pianeta. Ma anche, sottolineano gli autori, per dare una spinta all’economia, con una crescita potenziale stimata appunto in 4.500 miliardi di dollari nei prossimi 15 anni. Nel dettaglio, gli esperti prevedono che 1.700 miliardi possano derivare dall’eliminazione di risorse sprecate, introducendo energia rinnovabile e combustibili, agenti chimici e materiali di natura biologica. A questi si aggiungono 1.300 miliardi risultato dell’incremento del riciclo e del recupero di componenti ed energia, 900 miliardi ricavati cancellando gli sprechi nei cicli di vita dei prodotti, rimettendo sul mercato, rigenerando, riparando. Infine, si potranno ottenere 600 miliardi di dollari grazie allo sviluppo di pratiche di condivisione, comproprietà, coutilizzo.
Anche la Commissione europea, in un rapporto del 2014, ha stimato che grazie all’economia circolare “un uso più efficiente delle risorse lungo l’intera catena di valore potrebbe ridurre il fabbisogno di fattori produttivi materiali del 17-24% entro il 2030, con risparmi per l’industria europea dell’ordine di 630 miliardi di euro l’anno”. E ancora, il settore “potrebbe realizzare notevoli risparmi sul costo delle materie e innalzare potenzialmente il Pil dell’Ue fino al 3,9%”.
Quella dell’economia circolare, fanno capire gli autori del volume, sarà presto una scelta obbligata. “L’attuale sistema economico è insostenibile – scrivono Lacy, Rutqvist e Lamonica – La crescita economica, considerata a suo tempo una panacea contro una gamma di mali, è oggi la fonte dei problemi più spinosi del pianeta”. Gli autori ricordano che  “molti esperti pensano che le commodity fondamentali (petrolio, rame, cobalto, litio, argento, piombo e stagno) rischino di esaurirsi tra 50-100 anni”. Ma tra le risorse sempre più carenti c’è anche l’acqua: nel 2050, oltre il 40 per cento della popolazione mondiale (quasi 4 miliardi di persone) vivrà in zone afflitte da una grave carenza d’acqua”. Interventi umani, quali l’incremento dei gas serra e l’utilizzo dei fertilizzanti nelle coltivazioni, “stanno minacciando i serbatoi di assorbimento planetari”, cioè foreste, atmosfera, oceani.
Al quadro si aggiunge la questione rifiuti, che gli studiosi trattano in un capitolo intitolato “Sommersi dalla spazzatura”. Se continueremo con l’attuale modello di crescita, sostengono gli autori, entro il 2025 i rifiuti urbani aumenteranno di oltre il 75% e quelli industriali del 35%. E finora siamo arrivati a quota 11 miliardi di tonnellate di scarti generati in un anno. Gli esperti prevedono “tensioni sui mercati delle commodity e una volatilità degli stessi, oltre a situazioni di stress in relazione all’acqua e alla sicurezza dei generi alimentari, il che creerebbe tensioni geopolitiche e instabilità”.
Così il libro indica l’economia circolare come la via per evitare uno scenario tutt’altro che rassicurante. E alcune realtà hanno già intrapreso questa strada. Come nel caso della cooperativa sociale Alpi di Trento, che porta avanti il progetto Ausili Off. In precedenza, la Provincia di Trento cedeva ausili sanitari (stampelle, deambulatori, sostegni per il bagno) alla società perché li smaltisse. Poi la cooperativa ha deciso di recuperare i materiali sia mettendoli a disposizione attraverso un’attività filantropica in Paesi del Sud del mondo sia rimettendoli in vendita sul mercato locale.
A Matera, invece, il consorzio La città essenziale ha realizzato il progetto “Energia solidale“. Si tratta di installare impianti fotovoltaici o realizzare interventi di efficientamento energetico che permettono alle amministrazioni pubbliche di risparmiare energia e ridurre l’impatto ambientale: le risorse economiche risparmiate sono interamente reinvestite in servizi di welfare per la comunità.
Infine, esempi virtuosi di economia circolare si trovano anche presso le aziende profit. E’ il caso di CartaCrusca, il progetto realizzato da Barilla e dalla cartiera Favini. La frazione di crusca derivante dalla macinazione del grano Barilla è consegnata alla cartiera, che trasforma il materiale di scarto in carta di alta qualità, usata dal marchio della pasta per realizzare packaging ma anche documenti istituzionali

Fonte: Il Fatto Quotidiano

RASSEGNA STAMPA – CHI BUTTA PAGA!

In tre comuni del milanese inizierà a breve una piccola ma significativa rivoluzione nell’ambito della raccolta dei rifiuti. Canegrate, Magnago e San Giorgio su Legnano partiranno con la sperimentazione della tariffa puntuale dal prossimo giugno, superando la vecchia concezione basata esclusivamente sui metri quadri a disposizione delle utenze.
La nuova tariffazione sarà composta da tre voci: la prima sarà una quota fissa basata sulla metratura dell’immobile, la seconda verrà calcolata sul numero di conferimenti prefissati in base al numero di occupanti per quanto riguarda le utenze domestiche, e sui metri quadri occupati per le attività commerciali. La terza voce, invece, consisterà in una quota variabile sulla base del rifiuto indifferenziato effettivamente conferito e, qualora venisse superato il numero di quelli preassegnati, il costo verrà addebitato all’utente. Infine rimarrà invariata l’addizionale provinciale.
Con la tariffazione puntuale i tre comuni e AEMME Linea Ambiente, la società incaricata della raccolta, vogliono adeguarsi alle principali realtà europee e superare l’ormai obsoleto metodo presuntivo (basato sulla metratura) che non dà alcun incentivo alla cittadinanza per ridurre la produzione di rifiuti. Con il nuovo metodo si vuole andare incontro alle esigenze del cittadino, permettendo un pagamento più equo in base all’effettiva produzione di rifiuti, incoraggiando quindi la popolazione a tenere un comportamento più rispettoso nei confronti dell’ambiente.
Dall’inizio del mese di giugno i 29mila abitanti dei tre comuni riceveranno direttamente a casa, attraverso degli incaricati di AEMME Linea Ambiente, dei sacchetti dotati di transponder elettromagnetico che, attraverso un lettore di cui saranno dotati i mezzi di raccolta, saranno in grado di associare istantaneamente l’utente al contenitore. I sacchetti dotati di microchip trasmetteranno quindi in tempo reale il codice utente, la data, l’ora del ritiro, il veicolo e il suo posizionamento (tramite GPS) e l’operatore incaricato della raccolta. Grazie a questi sacchetti “personalizzati” si eviteranno possibili errori dal momento che verranno associati esclusivamente all’utente in questione.

fonte: ricicloni.it

Lampedusa: cresce la RD, si bonifica l’Isola

Gli interventi sono stati tanti: rimozione degli olii esausti, bonifica dei siti di
conferimento e delle carcasse di auto abbandonate. Allo stesso tempo, le percentuali di raccolta differenziata crescono vertiginosamente. E’ stretta la collaborazione tra Amministrazione e cittadini. I risultati sono già visibili: sono sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola

Dal mese di marzo di quest’anno l’Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha intrapreso una forte azione per cambiare la spinosa situazione relativa alla gestione dei rifiuti nelle isole.
Grazie al supporto tecnico della ESPER e del Suo Direttore Tecnico, Ing. Salvatore Genova, sono state messe in campo numerose iniziative volte a migliorare il servizio di igiene urbana a beneficio di cittadini e turisti.
E’ attivo il Centro di Raccolta Comunale sito in contrada Taccio Vecchio: tutti i cittadini e le utenze commerciali possono utilizzarlo giornalmente, secondo gli orari di apertura, per conferire tutte quelle tipologie di rifiuti che non possono essere raccolte a domicilio o nei contenitori stradali.

Sono, inoltre, sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola.
Il dato medio di raccolta differenziata è aumentato esponenzialmente: o nel 2015 era pari a 11,85% o nei primi mesi del 2016 è pari a 26,26% con un picco ad aprile del 39,90%.
Nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, sono state inraprese numerose attività volte ad una migliore gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali. L’Amministrazione comunale ha disposto la rimozione degli olii esausti conferiti in modo errato da parte dei fruitori del porto, pescatori e diportisti presso l’area portuale. Inoltre, è stata effettuata la bonifica dei relativi siti.

E’ iniziato da tempo un importante percorso di gestione dei temi ambientali, e in questo contesto è stato ridato il giusto decoro urbano all’area portuale. La Capitaneria di Porto ha strettamente collaborato con l’Amministrazione e si è impegnata a vigilare affinché siano rispettate le corrette modalità di conferimento da parte di tutti i fruitori del porto.
E’ stato, inoltre, disposto il recupero di circa 35 carcasse di automobili e 10 di moto disseminate su tutto il territorio del Comune di Lampedusa.

L’Amministrazione continuerà nell’attività di pulizia del territorio per mantenere il decoro urbano che l’isola merita, ma è determinante la collaborazione di tutti i cittadini affinché diventino sentinella a tutela dell’ambiente.
Questi risultati sono sicuramente incoraggianti, ma per proseguire in questo percorso virtuoso è fondamentale il supporto delle istituzioni e, in particolare, della Regione che dovrebbe fare la sua parte, appaltando il prima possibile le gare per le tanto attese infrastrutture e attrezzature.

RASSEGNA STAMPA – Focus rifiuti/3. Ecco quanto costerà il nuovo servizio di raccolta a Marsala

Tariffazione puntuale, raccolta porta a porta, bidoni e sacchetti con trasponder, centri di raccolta informatizzati, ecocentri itineranti. Questo in sintesi il piano dei rifiuti che è stato progettato dalla Esper per la città di Marsala e che il consiglio comunale dovrà approvare nelle prossime settimane. Un servizio che dovrebbe essere appaltato nei prossimi mesi, in vista della scadenza del contratto con Aimeri Ambiente. Sempre se non ci saranno novità dalla Regione, con l’accentramento delle gare d’appalto a Palermo e l’azzeramento dei poteri dei Comuni che, come Marsala, si sono costituiti in Aro. Nel frattempo Marsala va avanti con il progetto della Esper. Si tratta di un piano che prevede il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata il primo anni, e il 70% negli anni successivi.
In questo viaggio all’interno del piano d’intervento abbiamo visto quali sono le criticità dell’attuale sistema di raccolta, quali sono le soluzioni che consiglia di adottare la Esper.
Adesso vediamo però quali saranno i costi di questi servizi, che saranno tutti a carico dei cittadini attraverso il pagamento della TARI, la tanto odiata Tassa sui rifiuti.

I COSTI

Nel 2015 a Marsala la raccolta dei rifiuti, differenziati e indifferenziati, il loro trattamento e lo spazzamento della città, è costato 14.764.340 euro, una media di 168 euro ad abitante.

Nelle previsioni del Piano della Esper nella fase intermedia del nuovo corso, quindi il primo anno, il risparmio sarà del 9,94%. Quando il servizio entrerà a regime, invece, si prevede un risparmio del 15,7%. Nel primo anno si prevedono due passaggi di raccolta dell’indifferenziata, mentre quando il servizio entrerà a regime ci sarà un solo passaggio settimanale.
Queste riduzioni sono calcolate dalla Esper considerando anche il completo rinnovo del parco mezzi e dei contenitori. “Si è inoltre tenuto conto quindi di un costo di comunicazione pari a 3 euro IVA esclusa per abitante nel primo anno e di 1,5 euro a partire dal secondo anno per il mantenimento delle attività (distribuzione del calendario, sacchetti dell’umido ecc.)”.
In sostanza il costo totale nella fase intermedia dovrebbe essere, secondo le stime di 13.296.594,85 euro. Somma a cui si arriva considerando anche i costi, o i ricavi, sul trattamento delle varie frazioni. Ad esempio sono previsti ricavi per 656 mila euro l’anno per la plastica, nel primo anno, di 83 mila euro per le lattine, di 281 mila euro per carta e cartone, di 53 mila euro per il vetro, il che riduce il costo complessivo per le frazioni. Ma se per alcune frazioni, al costo della raccolta, si sottrae quello per il trattamento, ed entra in gioco la “vendita” dei materiali riciclabili, la stessa cosa non succede per le altre frazioni di rifiuti. Ad esempio per il Secco residuo ai circa 2,5 milioni di euro l’anno per la raccolta si aggiunge un costo di 897 mila euro. Per l’umido non è previsto nessun ricavo, anzi. Il costo per il trattamento è di 930 mila euro per il primo anno, e si aggiunge ai 2,3 milioni per la sua raccolta. Sono tutte stime valide per il primo anno del servizio.
Ecco nel dettaglio.

Una volta entrato a regime il costo annuo dovrebbe essere di 12.448.994,53 euro. In sostanza si dovrebbero risparmiare, sempre secondo le stime, circa due milioni di euro l’anno.
Ecco i costi del servizio a regime.

La raccolta dei rifiuti in fase intermedia costerà, quindi circa 13 milioni di euro, compresi i costi per il trattamento. La maggior parte della spesa sarà per la mano d’opera, circa 7 milioni di euro.

Una volta entrati a regime, prevede la Esper, i costi si ridurranno. Ecco il dettaglio.

GLI INVESTIMENTI
Il piano degli investimenti per il nuovo servizio prevede per la ditta che vincerà la gara l’acquisto di materiali, come sacchetti, bidoni, e mezzi. Le stime fatte dalla Esper prevedono un investimento annuale di 597 mila euro non ammortizabili per sachetti per la raccolta di secco residuo, umido, plastica. Circa 1 milione 394 mila euro serviranno per comprare bidoni, mastelli, container, e altro materiale ammortizzabile. Gli investimenti complessivi, ammortizzabili, per i mezzi per la raccolta, trasporto e i servizi accessori sono di oltre 5 milioni di euro. Per la raccolta si prevede un costo totale di 3 milioni 424 mila euro, per 5 autocompattatori, 4 minicompressori, 16 autocarri con vasca da 7 mc, 11 autocarri con vasca da 5 mc, 4 porter con vasca da 2 mc, 7 automezzi per movimentazione dei container, un furgonato tipo ecomobile, 2 ecocentri mobili.
Per lo spazzamento e i servizi accessori si prevede un costo complessivo di un milione 751 mila euro. Si parla di 8 motocarri a 3 ruote, 3 spazzatrici compatte da 4 mc, e tre spazzatrici medie da 6 mc, 2 autospurgo, 3 mezzi lavastrade con cisterna da 8 mc, un pulisci spiaggia grande, 2 autocarri da 7 mc, un mezzo con vasca da 25 mc e gru, 100 decespugliatori o soffiatori.

Questo, in sintesi, quello che prevede il piano. Saranno i consiglieri a decidere cosa farne, come trattarlo, come modificarlo. Martedì intanto ci sarà una seduta di consiglio comunale aperta proprio per parlare del nuovo piano dei rifiuti.

Fonte:TP24.it

RASSEGNA STAMPA – Focus rifiuti/2. Ecco come potrebbe essere la nuova raccolta a Marsala

Le prossime settimane saranno decisive sul tema rifiuti a Marsala. Il consiglio comunale dovrà approvare il piano di intervento preparato dalla Esper per conto del Comune sul nuovo sistema di raccolta rifiuti in città. Al momento il servizio di raccolta è gestito da Aimeri Ambiente, il cui contratto scade a ottobre. Allora si sta cercando di mettere mano al sistema rifiuti per non commettere gli stessi errori del passato. Questa volta però gestisce tutto il Comune di Marsala, che ha costituito l’Aro, l’Ambito di Raccolta Ottimale, che permette ai singoli Comuni di decidere sul proprio futuro in tema rifiuti. In passato invece, il servizio di raccolta rifiuti è stato determinato altrove, con l’Ato Terra dei Fenici, che predisponeva le gare d’appalto, decideva che tipo di servizi offrire. E le cose non sono andate tanto bene, ne sono dimostrazione le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la provincia di Trapani sulla gestione dei rifiuti, e la qualità del servizio.
Nella seconda parte cerchiamo di fare sintesi sui punti principali di quello che dovrebbe essere il nuovo sistema di raccolta rifiuti a Marsala.

COME RIDURRE I RIFIUTI
Il cavallo di battaglia di questo piano è quello della riduzione dei rifiuti indifferenziati, e puntare all’obiettivo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, che è il limite minimo per non incorrere in sanzioni. Al momento la città di Marsala raggiunge il 38% di differenziata.
Per ridurre i rifiuti si vuole puntare al binomio raccolta porta a porta e tariffazione puntuale. Il passaggio alla tariffazione puntuale del rifiuto indifferenziato – secondo le stime della Esper – determina normalmente una consistente diminuzione del quantitativo complessivo di rifiuti urbani prodotti (-10/20%)”. Per Esper e Comune di Marsala la riorganizzazione della raccolta porta a porta e la tariffazione puntuale “implicherà ricadute positive”. L’intenzione è quella di partire subito con la tariffazione puntuale (poi ci arriviamo) per incidere subito sui comportamenti della cittadinanza. La tariffazione puntuale, in sostanza, consentirà agli utenti che produrranno meno rifiuti indifferenziati di avere delle premialità, questo secondo il piano. E allora si procederà con “attivazione di specifiche azioni di prevenzione della formazione dei rifiuti. Applicazioni di sistemi tariffari che consentano di applicare il principio “chi inquina paga”. Adozione di sistemi organizzativi che consentano di meglio controllare i flussi, con particolare riferimento ai rifiuti provenienti dalle utenze non domestiche”.

GLI OBIETTIVI
Attraverso il nuovo sistema di raccolta rifiuti e la tariffazione puntuale il Comune di Marsala vuole raggiungere nel primo anno la percentuale del 65% di raccolta differenziata. Una volta entrato a regime il nuovo servizio si prevede di arrivare, dal secondo anno, al 70% di differenziata. Se non si raggiungeranno questi obbiettivi ci saranno delle “sanzioni” anche per l’azienda che si occuperà del servizio. In sede di gara, infatti, la Esper, propone di stabilire che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi nel primo anno (obiettivo 65 %) o a partire dal secondo anno (70 % di RD), “gli eventuali maggiori oneri di smaltimento vengono accollati al gestore unico nella misura del 50 % nel caso in cui la percentuale di RD media nel primo anno di esecuzione del nuovo servizio dovesse essere inferiore al 60 % e dal secondo anno fosse inferiore al 70 % su media annuale”. Il tutto secondo quello che viene chiamato “principio della responsabilità condivisa”. Non ci sono però solo “penalità”, a carico del gestore. Sono previste anche delle premialità in caso di superamento degli obiettivi minimi previsti. Sono poi previste premialità anche per gli operatori.

GESTIONE NEI COMUNI A VOCAZIONE TURISTICA
Uno dei problemi di Marsala, sul tema rifiuti, è garantire un servizio efficiente durante la stagione estiva. Il tutto per la Esper parte dalla comunicazione, cioè informare i turisti delle modalita con cui viene raccolta la spazzatura in città, tenendo conto che Marsala ha un turismo prevalentemente “mordi e fuggi”. Bisogna coinvolgere anche gestori di strutture ricettive, ristoratori e commercianti. Gli obiettivi sono quelli di garantire maggior flessibilità possibile del sistema di raccolta. Tenere conto delle esigenze degli utenti non residenti che hanno la seconda casa in campagna.

PROPOSTE PER OTTIMIZZARE RACCOLTA RIFIUTI
L’obiettivo è quindi di diminuire la produzione di rifiuti e aumentare la percentuale di raccolta differenziata. La Esper ha pensato che il modo migliore per farlo è quello attraverso una raccolta porta a porta in maniera più precisa di quella che si vede oggi e la tariffazione puntuale. Il servizio di raccolta porta a porta prevede la consegna e l’utilizzo di contenitori personalizzati (sacchetti, mastelli, bidoni, e cassonetti) per tutte le utenze domestiche e non domestiche. I contenitori saranno esposti in luogo pubblico dagli utenti solo nelle ore antecedenti alla raccolta e ritirati per lo svuotamento dagli operatori secondo un calendario prefissato.
Ecco, in questa tabella, la frequenza della raccolta delle varie frazioni di rifiuto per il primo anno.

E poi come ottimizzare i rifiuti.
Umido: Fornire un cestello areato. Con sacchetti di plastica biodegradabile o carta. Per le utenze non domestiche eliminare i vecchi grandi bidoni con le ruote. Inoltre si intende incentivare il compostaggio domestico.
Carta. Abbandonare il vecchio sistema misto della raccolta porta a porta e per strada. Concentrarsi sul porta a porta, e permettere solo una ridotta parte di materiali estranei nel bidone.
Plastica. Dovrà essere conferita sfusa negli appositi sacchetti semitrasparenti che fornirà il comune.
Lattine. Non si raccoglierà più, secondo il piano, vetro e lattine insieme, ma solo le lattine o comunque rifiuti in alluminio. I rifiuti verranno esposti in apposite borse in polipropilene con trasponder per tracciare l’utenza.
Vetro. Verrà raccolto da solo e gli utenti lo metteranno in appositi mastelli da 40 litri o bidoni da 120-240 litri.
Secco residuo. E’ la frazione che si vuole diminuire considerevolmente. Lo si vuole fare conferendo in un contenitore dedicato associato ad ogni singola utenza. Questa modalità di raccolta richieda soluzioni tecnologiche “per la rilevazione puntuale dei conferimenti”. In sostanza i mastelli o i bidoni non devono essere posizionati sul fronte della strada ma all’interno delle aree di proprietà delle utene, davanti l’ingresso dell’abitazione o del condominio, soltanto nelle ore che precedono la raccolta. Se non sarà possibile posizionare i bidoni in aree private si possono posizionare contenitori carrellati con chiavistello per evitare conferimenti non autorizzati. Tutti i contenitori avranno un trasponder.

I CENTRI COMUNALI DI RACCOLTA E GLI ECOCENTRI MOBILI
L’intenzione è quella di potenziare i Centri comunali di Raccolta con la loro informatizzazione, e la possibilità di conferire i rifiuti. Poi ci saranno due centri di raccolta “semplificati”, uno nella zona del porto e uno nella zona balneare. Sono previsti anche degli ecocentri mobili, itineranti, che opereranno nel periodo estivo. Non servirà solo per conferire i rifiuti ma anche per avere informazioni e sacchetti della spazzatura, tra le altre cose. All’ecocentro mobile si possono portare piccoli elettrodomestici, pentolame, neon e lampade a basso consumo, abiti usati, oli, batterie e pile usati.

LA TARIFFAZIONE PUNTUALE
La tariffazione puntuale è il punto centrale del nuovo servizio di raccolta rifiuti. La tariffa puntuale è composta da una parte fissa (che comprende per esempio i costi del personale, dello spazzamento, della raccolta) e da una parte variabile che dipende dall’effettiva produzione di rifiuti di ogni singola utenza e nella sostanza, dalla capacità del cittadino di differenziare. Il tutto per eliminare l’iniquità della tassa sui rifiuti che calcolava la tassa in base alla superficie dell’abitazione.
In sostanza si devono tracciare i conferimenti e serve la tecnologia. “La tracciatura dei conferimenti – si legge nel piano – avviene utilizzando un Trasponder RFId sul contenitore del secco residuo o sul sacchetto monoutenza utilizzato per l’esposizione e di un dispositivo capace di rilevare, elaborare e processare i dati per poi trasferirli ad un sistema gestionale”. Sacchetti e bidoni avranno quindi un trasponder, che segnalerà quanti rifiuti sono stati prodotti, quanti riciclabili e quanti no, per determinare la tariffa.

PERSONALE
Le intenzioni sono chiare. Attualmente il Comune di Marsala impiega 153 addetti per l’espletamento del servizio di raccolta e spazzamento, personale che rimane lo stesso anche d’estate, quando la situazione si fa più critica. Il Piano di intervento individua un fabbisogno nella fase intermedia di circa 147 operatori full time come media annuale con un fabbisogno del servizio base di circa 140 operatori a tempo indeterminato full time ed un ulteriore fabbisogno estivo (per tre mesi) di circa altri 26 operatori a tempo determinato. Una volta entrato a regime il servizio avrà bisogno di circa 139 operatori full time come media annuale con un fabbisogno del servizio base di circa 133 operatori a tempo indeterminato full time ed un ulteriore fabbisogno estivo (per tre mesi) di circa altri 23 operatori a tempo determinato.

CAMPAGNE PROMOZIONALI
Punta molto il Piano di Intervento anche sulla comunicazione. Una campagna di comunicazione che deve essere capillare e non di secondo piano. Si punta molto sulla “formazione e motivazione” dell’utente. Tutte le famiglie e le aziende dovranno ricevere del materiale informativo. Come le buste illustrate, la lettera formale dell’amministrazione all’utenza, il pieghevole che illustra in modo semplice il funzionamento del sistema, il calendario e il “riciclabolario” un vocabolario con indicati tutti i rifiuti domestici e l’indicazione del contenitore giusto. Le comunciazioni devono essere visibili, come i cartelloni pubblicitari in formato gigante, ma si vuole puntare anche ai banchetti informativi e a serate pubbliche per informare. Ci sarà anche un numero verde.

Questi sono i punti principali del Piano di Intervento sul nuovo sistema di raccolta rifiuti a Marsala. Bisogna capire però quanto costeranno i nuovi dispositivi, e che tipo di costi complessivi ci saranno. Lo vedremo domani.

Fonte: TP24.it

Regione Piemonte: verso la tariffa puntuale

Approvato in via definitiva il Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione (Pgru) 2015-2020, la Regione Piemonte fissa obiettivi e strumenti.

Il panorama entro cui ci si muove è quello dell’Economia Circolare, un sistema in cui tutte le attività produttive sono organizzate in modo che i rifiuti di uno diventino risorse per qualcun altro.

Il Piano è uno strumento di pianificazione con obiettivi in termini di sostenibilità e promozione di una cultura ambientale improntata alla riduzione dei rifiuti, al riuso di beni a fine vita e al riciclaggio.

I principali obiettivi della programmazione al 2020 sono:
– riduzione della produzione dei rifiuti a 455 kg per abitante (a fronte di una stima di produzione al 2020 pari a 486 kg/ab);
– raccolta differenziata di almeno il 65% a livello di ciascun Ambito territoriale ottimale. A livello regionale si è attestata al 52,5% nel 2013 e al 53,5% nel 2014;
– produzione pro capite annua di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 159 kg (212,6 kg/ab nel 2013 e 212,2 kg/ab nel 2014);
– raggiungimento di un tasso di riciclaggio pari ad almeno il 55% in termini di peso. Nel 2013 la percentuale era del 50,1%;
– avvio a recupero energetico solo delle frazioni di rifiuto per le quali non è tecnicamente ed economicamente possibile il recupero di materia;
– in via prioritaria autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi a livello di Ambito territoriale ottimale; in ogni caso tale autosufficienza deve essere garantita a livello regionale;
– riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili (Rub) fino ad un loro azzeramento a partire dal 2020;
– abbandono del ricorso allo smaltimento in discarica dei rifiuti recuperabili.

Ma soprattutto, per raggiungere questi obiettivi, il Piano individua alcune azioni prioritarie:

* la riorganizzazione dei servizi di raccolta rifiuti, finalizzata al passaggio da raccolta stradale a domiciliare almeno per i rifiuti urbani indifferenziati residuali, la frazione organica, la carta e il cartone;
* la previsione di strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, tra i quali prioritariamente la diffusione della tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani, individuata quale principale strumento di responsabilizzazione dei cittadini.

In Piemonte dunque, si apre una nuova era, sulla scia di Consorzi (su tutti il CSS-Consorzio Chierese) e Comuni che già stanno adottando le azioni indicate dal piano regionale con risultati eccellenti: proprio il CSS risulta infatti il Consorzio con le migliori performances regionali quanti-qualitative ed economiche.

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