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Trento: “Io non spreco” tre giorni dedicati alla sostenibilità alimentare

Dal 4 marzo fino a domenica 6 a Trento si è parlato di sostenibilità alimentare. Nella cornice della Green Week, da cinque anni forum di discussione sui temi della green economy, ha debuttato il primo seminario di Reduce 2016-2017, progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente con l’Università di Bologna – Distal e con Last Minute Market nell’ambito della 6^ edizione della campagna europea “Spreco zero”.
Durante la prima giornata di Io non spreco, una serie di appuntamenti per discutere della sostenibilità alimentare organizzata presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università del capoluogo trentino, a cui ha preso parte anche Edenred.
Della necessità di mettere a sistema, condividere e comunicare le buone pratiche di riduzione e prevenzione degli sprechi hanno parlato il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani, il curatore di Reduce, Luca Falasconi, e un pool di aziende coinvolte nelle pratiche “spreco zero”, tra cui Edenred, l’inventore del buono pasto Ticket Restaurant.
“La promozione di una sana alimentazione e di un consumo sostenibile sono valori rilevanti per Edenred- ha dichiarato Sabrina Citterio, responsabile corporate social responsibility di Edenred Italia– impegnata, da molti anni, su più fronti: da una parte nel recuperare le eccedenze alimentari da redistribuire ai più bisognosi, e dall’altra nel diffondere le buone pratiche di un’alimentazione equilibrata sulla base dei principi della dieta mediterranea con il progetto Food. Tre le nostre buone prassi vorrei ricordare la partnership per Siticibo, programma che dal 2003 insieme a Banco Alimentare si occupa di recuperare il cibo già cucinato e non consumato e di consegnarlo in poche ore a diversi enti benefici; e il progetto il Buono che avanza, in collaborazione con l’associazione Cena dell’amicizia, grazie al quale abbiamo creato la prima rete di ristoranti ad “avanzi zero” con la distribuzione nei 150 mila esercizi affiliati di pratiche doggy bag da consegnare ai clienti che vorranno raccogliere il cibo non consumato”.
La campagna Spreco Zero di Last Minute Market, anno dopo anno, ha incrociato le strade di molte aziende che si sono impegnate promuovendo attività e iniziative rivolte ai giovani, alle famiglie e ai consumatori.

Augusta contro gli sprechi alimentari

La riduzione degli scarti alimentari, insieme alla valorizzazione di quelli non eliminabili, è uno dei punti fissi di qualsiasi piano di prevenzione, come stabilisce la gerarchia delle azioni.

Se la prevenzione e la riduzione sono, come stabilito dalla direttiva europea  2008/98/CE, il primo passo per la corretta gestione dei rifiuti, quello degli scarti alimentari è un tassello fondamentale per agire efficacemente.
Lo sa bene la Francia che lo scorso maggio ha presentato una proposta di legge per obbligare i supermercati a donare il cibo avanzato. Ora il piano per ridurre gli sprechi alimentari si concretizza e i deputati francesi hanno votato la nuova legge, che dovrebbe entrare in vigore nel gennaio 2016, all’unanimità.
Lo sa bene anche il Comune di Augusta che, con il supporto tecnico di ESPER e grazie ad un finanziamento del MATTM di 700mila euro, sta portando avanti un progetto di prevenzione e riduzione all’interno del quale il recupero degli scarti alimentari è un punto focale.
La prima azione che il Comune di Augusta metterà in campo sarà quella della valorizzazione degli scarti delle mense presenti sul territorio attraverso la diffusione ed il sostegno del compostaggio domestico e di comunità. Saranno coinvolte le famiglie e comunità con giardini, orti e spazi verdi privati; gli studenti, gli insegnanti ed il personale didattico delle scuole comunali; i detenuti e personale carcerario della Casa di Reclusione di Augusta. È prevista una riduzione attorno alle 340 tonnellate ad un anno dall’avvio della campagna, pari a quasi il 4% dell’intero rifiuto organico prodotto in un anno (escluso gli sfalci e le potature).
A regime, se tutte le famiglie della periferia usassero la compostiera e non conferissero al servizio di gestione dei rifiuti, si potrebbero prevenire fino a 680 tonnellate annue, quasi l’8% del rifiuto organico prodotto.

È inoltre prevista una campagna per la raccolta delle derrate alimentari ancora commestibili e pasti non consumati da vari soggetti della filiera agro-alimentare per destinarli ad enti assistenziali che assistono persone in condizioni di disagio e/o gestiscono mense per indigenti, sulla base della legge 155/03 detta “del Buon Samaritano”.
Con il potenziamento del “Progetto Pellicano”, attivato nel 2011 dalla Camera di Commercio, l’Arcidiocesi (attraverso al Caritas diocesana) e alcune Associazioni operanti nella provincia di Siracusa, l’obiettivo è quello di far fronte alle emergenze contingenti di accoglienza e sostentamento delle persone o dei nuclei familiari in condizione di disagio e formare e incrementare nella cittadinanza l’attenzione ai bisogni dell’altro, soprattutto del più debole.  Al Progetto Pellicano hanno già dato la propria adesione formale alcune sigle come la CNA, l’ASSOINDUSTRIA, l’API Siracusa, la Confcommercio, la Confcooperative, la Confesercenti, l’Unione Coltivatori, la Confagricoltura, la CIA, la Coldiretti, l’AGCI e i Sindacati dei lavoratori dipendenti CGIL, CISL, UIL e UGL.
Aderendo al progetto Pellicano il Comune accederà ad una rete di raccolta già parzialmente strutturata facendosi carico di attivare il circuito di recupero derrate e pasti nel territorio comunale, individuando i possibili donatori (mense aziendali, mense ospedaliere, refettori scolastici, hotel, ristoranti, società di catering, punti vendita gdo e commercio al dettaglio, mercati ortofrutticoli ), ma anche i soggetti beneficiari (onlus, associazioni…).
Sull’esempio del progetto BeeApp dell’Associazione Banco Alimentare Roma Onlus, il progetto sarà implementato facendo uso delle possibilità di comunicazione in tempo reale offerte dalle tecnologie web-based. In questo modo le segnalazioni di eccedenze alimentari arriveranno in modo istantaneo alle strutture caritative grazie a una piattaforma web sostenuta da una specifica app.
È prevista una riduzione intorno alle 510 tonnellate di rifiuto organico ad un anno dall’avvio della campagna, pari a più del 4% dell’intero rifiuto organico prodotto (escluso gli sfalci e le potature).
A regime si potrebbero prevenire fino a più di 1.020 tonnellate annue di rifiuto, pari a oltre il 12% dei rifiuti organici prodotti.

Sprechi alimentari: in Francia i supermercati doneranno per legge il cibo avanzato

Lo scorso maggio la Francia ha presentato una proposta di legge per obbligare i supermercati a donare il cibo avanzato. Ora il piano per ridurre gli sprechi alimentari si concretizza e i deputati francesi hanno votato la nuova legge all’unanimità.

Il Parlamento francese sembra davvero intenzionato a portare i supermercati verso un cambiamento, dato che la Francia getta letteralmente nei rifiuti 7,8 milioni di tonnellate di cibo ogni anno. Tra i maggiori responsabili degli sprechi alimentari troviamo ristoranti, negozi e supermercati.

La legge dovrebbe entrare in vigore a partire da gennaio 2016. Permetterà ai cittadini di organizzarsi per la raccolta e la distribuzione del cibo che i supermercati dovranno tenere da parte in modo che venga donato in beneficenza, anziché gettarlo tra i rifiuti.

A Parigi già 100 ristoranti si stanno organizzando per mettere a punto un programma per la distribuzione del cibo avanzato alle famiglie povere e agli affamati. Nel frattempo la catena di supermercati Carrefour ha presentato il marchio Tous AntiGaspi con cui metterà in vendita i cibi imperfetti dal punto di vista estetico ad un prezzo scontato, per ridurre gli sprechi alimentari. Un’iniziativa simile aveva preso il via lo scorso anno sempre in Francia nei punti vendita Intermarché.

Ora che i deputati hanno votato a favore della nuova legge per ridurre gli sprechi alimentari, i supermercati potranno dedicarsi alla distribuzione gratuita degli alimenti invenduti e lo stesso potranno fare i ristoranti.

I supermercati, in particolare, saranno obbligati a firmare un protocollo per la donazione del cibo invenduto. La merce non dovrà assolutamente finire tra i rifiuti. In Francia però non si pensa soltanto alla soluzione dei problemi ma anche alla loro prevenzione all’origine.

Infatti ci si occuperà di educazione contro gli sprechi alimentari già a partire dalle scuole. La legge verrà presentata al Senato entro l’inizio del 2016 e la sua entrata in vigore avverrà nel minor tempo possibile. A quando una decisione analoga anche per l’Italia?

Fonte: greenbiz.it