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Caso Sardegna: dal 5% al 74,52% di raccolta differenziata

Dopo aver raggiunto il vertice della classifica nazionale per riduzione dei rifiuti e raccolta della differenziata, la Regione Sardegna adotta un meccanismo tariffario per incentivare la diffusione della tariffazione puntuale.

A cura di Igor Staglianò

Nel 2004 la Sardegna era la penultima Regione in Italia con il 5% di raccolta differenziata, nel 2020 secondo ISPRA ha raggiunto il 74,52%. Un bel salto in avanti! Ne parliamo con l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Gianni Lampis, nella Giunta Solinas da tre anni.

La Sardegna ha anche una produzione pro-capite di 445 kg per abitante all’anno, nonostante gli elevati flussi turistici. Lunica Regione a far meglio di voi oggi è  il Veneto con il 76,1% di differenziata. Quali sono gli strumenti adottati per raggiungere questi risultati?

«La principale azione adottata è stata lattuazione, sin dal 2004, di un meccanismo di premialità/penalità, attraverso il quale vengono premiati i Comuni che raggiungono percentuali di raccolta differenziata annualmente stabiliti dalla Giunta regionale e vengono penalizzati se non li raggiungono. Il premio consiste in uno sconto sul costo di conferimento del secco residuo indifferenziato; analogamente la penalità consiste in una maggiorazione di tale costo. Lultima pianificazione ha fissato obiettivi molto ambiziosi: 80% nella raccolta differenziata e 70% di riciclo al 2022. Allo stato attuale abbiano conseguito il 74% di raccolta differenziata e il 60% di riciclo. Occorre sottolineare che la Regione ha investito molto nellimpiantistica (termovalorizzatori, discariche, impianti di compostaggio, digestori anaerobici, piattaforme per la valorizzazione degli imballaggi) e in ecocentri. È importante sottolineare anche gli accordi di programma sottoscritti con CONAI e CIC, i Consorzi di filiera degli imballaggi e dellumido, che hanno supportato la Sardegna nelle azioni attuative di settore».

Con la Deliberazione n. 9/44 del 24 marzo scorso la Regione Sardegna ha introdotto anche un meccanismo tariffario per incentivare la tariffazione puntuale. Come è stata accolta dagli enti locali questa innovazione?

«Non abbiamo elementi di riscontro specifici, ma finora non sono pervenute lamentele. Questa riforma era attesa e diversi Comuni stanno adeguando i sistemi di raccolta per continuare a ricevere le premialità regionali. Infatti, la deliberazione ha previsto un adeguamento del meccanismo premialità/penalità che incentiva il mantenimento delle premialità regionali in caso di attivazione della tariffazione puntuale. In sua assenza, le premialità regionali vengono dimezzate».

Quale supporto offre la Regione ai Comuni per introdurre la tariffazione puntuale? 

«Abbiamo predisposto linee guida che descrivono i principali sistemi di tariffazione e forniscono criteri per la scelta della configurazione più adatta al Comune (numero di frazioni di rifiuto da contabilizzare, tipologia di formula per il calcolo della tariffa, attrezzature per la raccolta e la contabilizzazione del rifiuto)».

Quali esigenze hanno evidenziato gli Enti locali rispetto al nuovo obiettivo di riduzione della produzione pro-capite sino a 415 kg per abitante all’anno e come hanno accolto tale obiettivo?

«Lobiettivo della riduzione della produzione pro-capite non sembra particolarmente sentito dai nostri Comuni. Non abbiamo ricevuto osservazioni in tal senso. I Comuni si concentrano in genere sul posizionamento degli impianti e sui contributi per i servizi di raccolta, in modo da poter essere continuamente efficientata sul piano organizzativo».

Come pensate di promuovere la diffusione del Centri del riuso?

«I centri per il riuso servono a prevenire la produzione dei rifiuti. Si tratta di spazi per lesposizione temporanea e di scambio fra privati, di beni usati e funzionanti, idonei al riutilizzo diretto. Intendiamo finanziare i Centri per il riuso attraverso le risorse comunitarie del PO FESR 2021-2027. Allo scopo intendiamo predisporre le linee guida, come previsto dal Piano regionale, che consentano di regolamentarne realizzazione e gestione».

Sardegna seconda in Italia per raccolta differenziata

La Sardegna, con il 73% di rifiuti divisi tra carta, plastica e umido, è la seconda regione in Italia nella raccolta differenziata. È quanto emerge dall’EcoForum Sardegna dedicato all’economia circolare organizzato da Legambiente.


    Sono 194 i Comuni “Rifiuti Free”, quelli dove ogni cittadino produce al massimo 75 chili di secco residuo annuo: rappresentano il 51% dei Comuni e interessano il 19% della popolazione della Sardegna; 363 Comuni con l’81% della popolazione hanno superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, solo 14 Comuni non raggiungono il 65% ma rappresentano il 19% della popolazione.
    Non solo: Cagliari è prima tra le città metropolitane d’Italia, con il 71,4% di differenziata, +13,6 punti rispetto al 2018.
    “È importante accelerare in questa direzione – questo il messaggio lanciato oggi alla Mem di Cagliari da Legambiente – facendo sì che l’economia circolare diventi davvero uno dei pilastri del Recovery Plan italiano per aiutare il nostro Paese a uscire da un periodo così difficile, grazie al quale superare le criticità nella gestione dei rifiuti ancora presenti in diverse regioni. Si devono valorizzare le tante esperienze positive, condividere le conoscenze, promuovere le motivazioni di un settore dalle grandi potenzialità. E per farlo sono indispensabili volontà politica e strumenti adeguati”.
    Secondo l’associazione ambientalista, l’economia circolare – si parla in generale di tutta l’Italia – può creare nuova occupazione, fino a un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, portare risparmi per le imprese (600 miliardi ogni anno) e benefici per la qualità dell’ambiente, tra il 2% e il 4% del taglio delle emissioni di gas serra.

Fonte: Ansa

Regione Sardegna: pubblicato il Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani (dati 2015)

L’attività di monitoraggio del Catasto rifiuti, istituito presso l’ARPAS, ha prodotto, anche quest’anno, con la collaborazione degli Osservatori Provinciali dei rifiuti e dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione, il rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, relativo all’anno 2015.
Il rapporto analizza la produzione, le raccolte differenziate, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani, e costituisce un utile strumento per il monitoraggio degli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti.
Nel corso degli ultimi anni, in attuazione del Piano regionale del 2008, la Regione ha adottato delle azioni che hanno portato i Comuni della Sardegna dal 2008 al 2015 a modificare radicalmente la propria gestione dei rifiuti, fino a raggiungere il risultato del 56% di raccolta differenziata: rappresenta senz’altro un ottimo traguardo considerando, fra l’altro, che proprio i centri maggiori non hanno avviato una raccolta efficiente. Si tratta di un risultato che colloca la Sardegna fra le migliori realtà a livello nazionale, unica regione del Sud Italia a vantare una raccolta differenziata sopra il 50%.
Prosegue l’andamento decrescente della produzione già osservato negli anni precedenti, con un calo importante dei rifiuti a smaltimento grazie in particolare all’adozione di sistemi di gestione dei rifiuti più efficienti anche in alcuni grossi centri e in centri interessati da fenomeni turistici importanti, con l’adozione sempre più estesa del sistema porta a porta domiciliare integrale e l’apertura di nuovi ecocentri. In particolare è di rilievo il cambio di passo registrato da una delle province storicamente più in ritardo, e anche fra le più impattanti in termini di produzione procapite, la provincia di Olbia – Tempio, dove la conversione al porta a porta della città di Olbia e di altri centri rilevanti per la produzione di rifiuti, ha consentito un vero e proprio salto verso il raggiungimento degli obbiettivi della raccolta differenziata.
Esistono tuttavia in ogni provincia delle realtà di vera eccellenza, con 206 Comuni su 377 che superano il 65% di raccolta differenziata e fra essi ben 47 che superano il 75%, tra cui centri di media dimensione interessati da notevoli flussi turistici, come Orosei e Siniscola che addirittura superano l’80% ma anche Tortoli’, Budoni e Oristano, il primo a superare il 70% fra i Comuni di dimensione maggiore.
Contrastano con queste esperienze i risultati non ancora eccellenti dei Comuni che continuano a persistere nella raccolta stradale, che non assicura, come oramai la realtà dei fatti ha ampiamente dimostrato, efficienti raccolte in quantità e qualità, determinando anche sprechi di risorse in fatto di mancati contributi dai consorzi di filiera e costi di smaltimento delle frazioni indifferenziate e delle impurezze e scarti della raccolta separata.
Nel 2015 si è assistito ad un ulteriore miglioramento per quasi tutte le raccolte delle singole tipologie di rifiuti, in particolare si segnala l’incremento dell’organico separato, che rappresenta una delle eccellenze della raccolta regionale.
Ancora molto positivi sono gli incrementi nella raccolta di vetro, carta, metalli e plastica, mentre sempre ad un ottimo livello, anche nazionale, è la raccolta dei RAEE. Meno soddisfacente è la raccolta del verde e del legno e da migliorare appare quella dei tessili, seppure in crescita.
A livello impiantistico qualche ritardo si è accumulato nell’avvio del rinnovo ed ammodernamento degli impianti di termovalorizzazione; ha chiuso, invece, l’impianto di selezione di Carbonia, di cui è in corso la conversione in impianto di compostaggio. Questi eventi hanno portato all’aumento, dopo anni di continuo decremento, dei rifiuti conferiti direttamente a discarica per far fronte alle necessità urgenti di smaltimento comunque esistenti a causa dell’impossibilità di recuperare energeticamente tutto il secco residuo prodotto, che pure è risultato in netto aumento nel 2015.
Migliora, grazie ai risultati raggiunti sul fronte della separazione dei rifiuti ed al maggior ricorso all’incenerimento, la percentuale dei rifiuti urbani biodegradabili in discarica (cosiddetti RUB), che continua a raggiungere buoni risultati nel centro-sud della Regione, mentre meno soddisfacenti sono i risultati delle province del nord Sardegna anche per il 2015, malgrado il miglioramento della raccolta differenziata.

Diciassettesimo Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna [file .pdf]