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Torino: la polizia municipale sequestra 25.500 sacchetti di plastica venduti abusivamente agli ambulanti di Porta Palazzo

A seguito di un’attività di monitoraggio e controllo sull’area mercatale di Piazza della Repubblica durata alcune settimane, gli agenti della Polizia Municipale del Comando di Porta Palazzo, hanno intercettato e messo fine ad un’attività di vendita abusiva di sacchetti di plastica per alimenti. I ‘civich’ hanno notato un uomo che già nei giorni precedenti si aggirava in maniera sospetta tra i banchi del mercato. Anche questa mattina, il soggetto è stato osservato mentre consegnava delle scatole contenenti sacchetti di plastica ai venditori ambulanti del settore ortofrutticolo. L’uomo trasportava gli scatoloni contenenti i sacchetti di plastica utilizzando un carrellino a due ruote, facendo la spola tra il furgone dove era accatastata la merca e i banchi del mercato.

Gli agenti hanno seguito da lontano i movimenti dell’uomo e, una volta certi di quanto stesse accadendo, sono intervenuti fermando il sospettato e mettendo sotto sequestro amministrativo 25.500 sacchetti di plastica, 10 scatole di cartone da 10 kg cadauna contenenti altre buste di materiale plastico e 500 confezioni di guanti monouso. Dal controllo della merce è inoltre emerso che 4.500 sacchetti e una scatola di cartone da 10 Kg sono risultati vietati e non utilizzabili, in quanto non compostabili e biodegradabili.

L’uomo, un cinquantanovenne, è stato contravvenuto ai sensi della Lex 114/98 con una sanzione di 5.000 euro ‘vendita senza autorizzazione’ e con un ulteriore sanzione di 5.000 euro ai sensi del DLgs. 152/2006 per ‘vendita di buste non compostabili e biodegradabili’.

Fonte: Eco dalle Città

Bag Waste Reduction Law: dal 1° marzo lo stato di New York mette al bando i sacchetti in plastica monouso

A partire dal 1° marzo nello Stato di New York entra in vigore la Bag Waste Reduction Low, la legge che mette al bando in tutto lo stato i sacchetti in plastica monouso, mentre su tutti gli altri (principalmente quelli in carta) sarà applicata una tassa di cinque centesimi di dollaro (pari a poco meno di cinque centesimi di Euro).

L’obiettivo della legge firmata lo scorso anno dal Governatore Andrew Cuomo è quello di ridurre il più possibile gli oltre 23 miliardi di sacchetti di plastica monouso che circolano nello stato e di azzerare i 10 miliardi di sacchetti distribuiti ogni anno a New York City.

Il nuovo divieto si applicherà a tutti i proprietari di negozi, operatori di centri commerciali e produttori che riscuotono le tasse statali (che per un italiano sono equivalenti alla nostra Iva quando acquistiamo un bene o un servizio), inclusi i negozi di alimentari, distributori di benzina e bodegas.

Ma non tutti i sacchetti in plastica saranno vietati, infatti saranno consentiti quelli per l’acquisto degli alimenti e i farmaci con prescrizione medica. Esenti invece dalla tassa i sacchetti di plastica preconfezionati venduti in blocco, come i sacchetti per i rifiuti o sandwich (in pratica dei sacchetti con chiusura ermetica per conservare il cibo). Saranno anche esenti dalla tassa tutti coloro che partecipano al Programma di assistenza nutrizionale supplementare (SNAP) e al programma Donna, neonati e bambini (WIC).

Dei cinque centesimi di tassa tre andranno al Fondo di protezione ambientale dello Stato, mentre gli altri due centesimi verranno utilizzati per pagare la distribuzione di sacchi riutilizzabili. Si perché l’idea di Cuomo è quella di inondare la città di sacchetti riutilizzabili. La campagna dal nome #BYOBagNY fino ad oggi ha già distribuito gratuitamente ai residenti oltre 700 mila borse riutilizzabili.

Infatti la messa al bando è stata accompagnata da una massiccia campagna di comunicazione dove vengono spiegati ai cittadini non solo i danni ambientali dei sacchetti ma anche le modalità su come evitare di dover pagare cinque centesimi ogni volta che si fa un acquisto. Ovviamente la soluzione è semplice, basta avere con se sempre un sacchetto riutilizzabile.

Inoltre per aumentare l’efficacia della legge tutti i negozi sul quale si applica il NYS Plastic Bag Reduction, Reuse and Recycling Act saranno tenuti a raccogliere i sacchetti di plastica e altre materie plastiche (come film in plastica, sacchetti di pane e involucri di plastica che provengono da scatole di acqua, asciugamani di carta e altri oggetti simili) per incentivare il riciclo.

Ci sono voluti quasi quattro anni ma tra qualche giorno anche New York potrà dire di essere in prima fila nella battaglia contro i sacchetti in plastica.

Fonte: Luigi Vendola per Eco dalle Città

Olanda, a un anno dalla nuova legge l’uso dei sacchetti in plastica è sceso del 71%

Secondo un sondaggio commissionato dal Ministero delle Infrastrutture e Ambiente olandese, l‘uso dei sacchetti monouso in plastica è sceso del 71% dal gennaio 2016, da quando in pratica il governo ha deciso di istituire il divieto di cessione gratuita dei sacchetti in plastica monouso.

I dati sono stati diffusi direttamente dalla ministra dell’ambiente Sharon Dijksma, e raccontano di come grazie all’introduzione del divieto i comportamenti degli olandesi in un anno siano cambiatidrasticamente. Infatti circa il 60% dei clienti di panettieri e macellai porta con se una borsa riutilizzabile quando va a fare acquisti, mentre la percentuale scende al 40% peri clienti della grande distribuzione.

Come già accaduto in Irlanda e Gran Bretagna, anche in Olanda la maggior parte dei commercianti e rivenditori ha sposato lo spirito della legge contro i sacchetti monouso e, nel giro di dodici mesi, ha sostituito i comuni sacchetti in plastica con sacchetti riutilizzabili in carta o in tela. Mentre solo il 3 per cento dei venditori ambulanti e il 5 per cento dei grandi magazzini continuano a offrire ai propri clienti sacchetti in plastica monouso. Sempre secondo i dati diffusi dalla ministra Dijksma, gli ambulanti fanno pagare ai propri clienti una media di 6,9 centesimi a sacchetto di plastica, mentre la cifra sale nella grande distribuzione fino a 10 centesimi per sacchetto. In casi eccezionali, come verificato dal ministero, un sacchetto di plastica può costare fino a 29 centesimi.

Un altro dato che giustifica l’entusiasmo della ministra è relativo alla composizione dei rifiuti prodotti e abbandonati dagli olandesi, Infatti dalle analisi e dai controlli condotti dal ministero risulta un calo del 40% del numero di sacchetti di plastica abbandonati: “Non solo sono meno sacchetti in commercio – ha commentato la ministra Sharon Dijksma – ma il divieto ha portato ad una riduzione tangibile della quantità di rifiuti di plastica sulle strada e in acqua”.

La legge olandese contro i sacchetti in plastica

Dal 1 ° gennaio 2016 i commercianti olandesi non possono più cedere gratuitamente al cliente sacchetti in plastica ma possono solamente venderlo. Il divieto di cessione gratuita è esteso a tutti i tipi di sacchetti in plastica, di plastica riciclata, biodegradabili e compostabili. Il divieto non si applica ai soli sacchetti in plastica per la protezione dei prodotti alimentari.

Inoltre il governo olandese non ha fissato un prezzo, o una tassa come è accaduto per esempio in Gran Bretagna o Irlanda, ma se da un lato ha lasciato i commercianti liberi di fissare il prezzo di ricarica per ogni singolo sacchetto, dall’altro ha consigliato ai negozianti “un prezzo raccomandato” di 0,25 centesimi di euro per sacchetto. Inoltre il sacchetto è assoggettato a suo volta ad una imposta sul valore aggiunto (Iva) del 21% di IVA così da obbligare il commerciante a dover indicare il prezzo (e quindi la cessione non gratuita) all’interno dello scontrino.

Fonte: Eco dalle Città