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RASSEGNA STAMPA – Aggiudicato l’appalto ARO BA/2

Gestione rifiuti in forma associata con altri comuni, il comune di Modugno capofila nell’aro dei primati
L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/2 è il primo tra gli ‘ARO’ non commissariati di Puglia ad aggiudicare la gara d’appalto per il porta a porta. e il primo a introdurre in Puglia la tariffazione puntuale: chi più inquina più paga.

“E’ un momento particolarissimo e decisivo – dice Nicola Magrone, Sindaco del Comune di Modugno e presidente dell’Aro Ba/2 – nel lungo cammino di sette Comuni per un approdo di civiltà nel metodo e nel merito. L’amministrazione comunale di Modugno è orgogliosa di questo risultato. Sono sicuro che la cittadinanza farà la sua parte. Fino a qui è stato un percorso importante ma anche complicato, caratterizzato da enormi sforzi per tenere assieme le esigenze di ben sette Comuni. Questa amministrazione è riuscita a stare da protagonista dentro questo percorso, nonostante l’interruzione forzata di un anno, per costruire un sistema che è unico nella regione: la tariffazione puntuale infatti è un sistema virtuoso che induce il cittadino a differenziare bene anche per avere maggiori sconti sulla bolletta della tassa rifiuti.”
Nei sette comuni dell’ARO BA/2 – Modugno , Bitetto, Bitritto, Binetto, Giovinazzo, Palo del Colle e Sannicandro – dei quali Modugno è Comune capofila, il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani fatto porta a porta, è stato assegnato all’associazione temporanea di imprese ‘CNS – Cogeir – Del Fiume’. Parte da questo momento un cambiamento culturale decisivo per le abitudini della comunità in favore di una gestione rifiuti sostenibile. Si consuma un passaggio storico anche perché per la prima volta a livello regionale si introduce il principio “chi più inquina più paga” applicato con il metodo della tariffazione puntuale: il costo del nuovo servizio unico di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani sarà giustamente legato e commisurato alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto dalle singole utenze. Uno standard che in Puglia ancora non esisteva. E questo accade, a conclusione di un iter durato due anni e avviato dalla precedente amministrazione Magrone, in un comune che non ha mai conosciuto davvero la raccolta differenziata.

“L’aggiudicazione della gara – sostiene l’assessore all’ambiente del comune di Modugno, T. Luciano – segna la chiusura di una fase ma ne apre una nuova nella quale diventa fondamentale il comportamento dei cittadini. L’auspicio è che tutti acquisiscano consapevolezza dell’importanza della collaborazione e dimostrino di saper fare proprio il cambiamento culturale richiesto traducendolo in una pratica quotidiana improntata a una buona differenziazione dei rifiuti, all’abitudine al riuso e al riciclo  degli scarti e a una maggiore sensibilità verso la logica di consumo a ‘chlimoetro zero’.”
È stata infatti, questa, la tappa conclusiva di un lungo e complesso percorso, all’interno della strategia ‘Rifiuti Zero’, percorso avviato dall’amministrazione Magrone nel 2013, dopo che la legislazione regionale sull’organizzazione dei servizi pubblici locali aveva obbligato i Comuni ad associarsi in Ambiti di Raccolta Ottimale e a bandire una gara unitaria per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani.
L’Aro Ba/2 nel 2013 ha incaricato la ESPER, una società di professionisti di comprovata esperienza nel settore, della redazione del progetto unico del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani per l’intero territorio dell’ambito. Ne è scaturito un piano industriale innovativo che presenta indubbiamente nella Tariffazione Puntuale il suo aspetto più rivoluzionario e che  contempera le esigenze di tutti i territori Aro. Da quel momento, secondo le prescrizioni di legge, incombeva sui sette comuni coinvolti una serie di obblighi che sono stati rispettati ma il cui adempimento non era affatto scontato: così come previsto, infatti, nel 2014 il Piano Industriale è stato prima adottato dai Sindaci Aro e poi approvato dai rispettivi consigli comunali. Esso descrive, inoltre, in modo particolareggiato, l’articolazione territoriale del servizio, le modalità di esecuzione del servizio di raccolta differenziata (con l’indicazione del numero dei passaggi settimanali per la raccolta delle varie tipologie di rifuti differenziati), gli obiettivi di prevenzione e riduzione dei rifiuti, i costi. Il sistema della Tariffazione Puntuale, che prevede che l’utente paghi in relazione alla quantità di indifferenziato svuotato, poggia sulla volumetria dei contenitori forniti alle singole utenze e sul numero di svuotamenti dei mastelli. Gli obiettivi di raccolta differenziata sono il 60% entro il primo anno, il 70% e oltre con servizio a regime dopo il primo anno.

Si arriva così ad oggi, 22 settembre 2015. La commissione giudicatrice ha concluso l’iter della gara d’appalto aggiudicando col criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa (democraticamente scelto dai sindaci), il servizio all’Ati ‘CNS-Cogeir- Del Fiume’: riunita in seduta pubblica nella sede dell’ARO BA/2 presso il Comune di Modugno, la commissione ha dapprima comunicato l’attribuzione dei punteggi su aspetti qualitativi e quantitativi delle prestazioni previste nelle offerte tecniche giunte dalle ditte partecipanti alla gara, ha quindi provveduto all’apertura delle buste contenenti le offerte economiche, ed ha infine comunicato l’aggiudicazione provvisoria, sulla base di una graduatoria redatta combinando punteggi tecnici e offerte economiche, dell’appalto del servizio integrato di igiene urbana in forma associata dell’AROBA/2.

Fonte: barisudovest.it

Augusta contro gli sprechi alimentari

La riduzione degli scarti alimentari, insieme alla valorizzazione di quelli non eliminabili, è uno dei punti fissi di qualsiasi piano di prevenzione, come stabilisce la gerarchia delle azioni.

Se la prevenzione e la riduzione sono, come stabilito dalla direttiva europea  2008/98/CE, il primo passo per la corretta gestione dei rifiuti, quello degli scarti alimentari è un tassello fondamentale per agire efficacemente.
Lo sa bene la Francia che lo scorso maggio ha presentato una proposta di legge per obbligare i supermercati a donare il cibo avanzato. Ora il piano per ridurre gli sprechi alimentari si concretizza e i deputati francesi hanno votato la nuova legge, che dovrebbe entrare in vigore nel gennaio 2016, all’unanimità.
Lo sa bene anche il Comune di Augusta che, con il supporto tecnico di ESPER e grazie ad un finanziamento del MATTM di 700mila euro, sta portando avanti un progetto di prevenzione e riduzione all’interno del quale il recupero degli scarti alimentari è un punto focale.
La prima azione che il Comune di Augusta metterà in campo sarà quella della valorizzazione degli scarti delle mense presenti sul territorio attraverso la diffusione ed il sostegno del compostaggio domestico e di comunità. Saranno coinvolte le famiglie e comunità con giardini, orti e spazi verdi privati; gli studenti, gli insegnanti ed il personale didattico delle scuole comunali; i detenuti e personale carcerario della Casa di Reclusione di Augusta. È prevista una riduzione attorno alle 340 tonnellate ad un anno dall’avvio della campagna, pari a quasi il 4% dell’intero rifiuto organico prodotto in un anno (escluso gli sfalci e le potature).
A regime, se tutte le famiglie della periferia usassero la compostiera e non conferissero al servizio di gestione dei rifiuti, si potrebbero prevenire fino a 680 tonnellate annue, quasi l’8% del rifiuto organico prodotto.

È inoltre prevista una campagna per la raccolta delle derrate alimentari ancora commestibili e pasti non consumati da vari soggetti della filiera agro-alimentare per destinarli ad enti assistenziali che assistono persone in condizioni di disagio e/o gestiscono mense per indigenti, sulla base della legge 155/03 detta “del Buon Samaritano”.
Con il potenziamento del “Progetto Pellicano”, attivato nel 2011 dalla Camera di Commercio, l’Arcidiocesi (attraverso al Caritas diocesana) e alcune Associazioni operanti nella provincia di Siracusa, l’obiettivo è quello di far fronte alle emergenze contingenti di accoglienza e sostentamento delle persone o dei nuclei familiari in condizione di disagio e formare e incrementare nella cittadinanza l’attenzione ai bisogni dell’altro, soprattutto del più debole.  Al Progetto Pellicano hanno già dato la propria adesione formale alcune sigle come la CNA, l’ASSOINDUSTRIA, l’API Siracusa, la Confcommercio, la Confcooperative, la Confesercenti, l’Unione Coltivatori, la Confagricoltura, la CIA, la Coldiretti, l’AGCI e i Sindacati dei lavoratori dipendenti CGIL, CISL, UIL e UGL.
Aderendo al progetto Pellicano il Comune accederà ad una rete di raccolta già parzialmente strutturata facendosi carico di attivare il circuito di recupero derrate e pasti nel territorio comunale, individuando i possibili donatori (mense aziendali, mense ospedaliere, refettori scolastici, hotel, ristoranti, società di catering, punti vendita gdo e commercio al dettaglio, mercati ortofrutticoli ), ma anche i soggetti beneficiari (onlus, associazioni…).
Sull’esempio del progetto BeeApp dell’Associazione Banco Alimentare Roma Onlus, il progetto sarà implementato facendo uso delle possibilità di comunicazione in tempo reale offerte dalle tecnologie web-based. In questo modo le segnalazioni di eccedenze alimentari arriveranno in modo istantaneo alle strutture caritative grazie a una piattaforma web sostenuta da una specifica app.
È prevista una riduzione intorno alle 510 tonnellate di rifiuto organico ad un anno dall’avvio della campagna, pari a più del 4% dell’intero rifiuto organico prodotto (escluso gli sfalci e le potature).
A regime si potrebbero prevenire fino a più di 1.020 tonnellate annue di rifiuto, pari a oltre il 12% dei rifiuti organici prodotti.

Sprechi alimentari: in Francia i supermercati doneranno per legge il cibo avanzato

Lo scorso maggio la Francia ha presentato una proposta di legge per obbligare i supermercati a donare il cibo avanzato. Ora il piano per ridurre gli sprechi alimentari si concretizza e i deputati francesi hanno votato la nuova legge all’unanimità.

Il Parlamento francese sembra davvero intenzionato a portare i supermercati verso un cambiamento, dato che la Francia getta letteralmente nei rifiuti 7,8 milioni di tonnellate di cibo ogni anno. Tra i maggiori responsabili degli sprechi alimentari troviamo ristoranti, negozi e supermercati.

La legge dovrebbe entrare in vigore a partire da gennaio 2016. Permetterà ai cittadini di organizzarsi per la raccolta e la distribuzione del cibo che i supermercati dovranno tenere da parte in modo che venga donato in beneficenza, anziché gettarlo tra i rifiuti.

A Parigi già 100 ristoranti si stanno organizzando per mettere a punto un programma per la distribuzione del cibo avanzato alle famiglie povere e agli affamati. Nel frattempo la catena di supermercati Carrefour ha presentato il marchio Tous AntiGaspi con cui metterà in vendita i cibi imperfetti dal punto di vista estetico ad un prezzo scontato, per ridurre gli sprechi alimentari. Un’iniziativa simile aveva preso il via lo scorso anno sempre in Francia nei punti vendita Intermarché.

Ora che i deputati hanno votato a favore della nuova legge per ridurre gli sprechi alimentari, i supermercati potranno dedicarsi alla distribuzione gratuita degli alimenti invenduti e lo stesso potranno fare i ristoranti.

I supermercati, in particolare, saranno obbligati a firmare un protocollo per la donazione del cibo invenduto. La merce non dovrà assolutamente finire tra i rifiuti. In Francia però non si pensa soltanto alla soluzione dei problemi ma anche alla loro prevenzione all’origine.

Infatti ci si occuperà di educazione contro gli sprechi alimentari già a partire dalle scuole. La legge verrà presentata al Senato entro l’inizio del 2016 e la sua entrata in vigore avverrà nel minor tempo possibile. A quando una decisione analoga anche per l’Italia?

Fonte: greenbiz.it

Le conseguenze dello Sblocca Italia

di Luca Fioretti, membro del direttivo nazionale dell’Associazione Comuni Virtuosi

La possibile realizzazione di un inceneritore da 200.000 tonnellate nella regione Marche, prevista dal Decreto del Presidente del Consiglio 29/07/2015 in attuazione dell’Art. 35 del D.L. 133/2014, il cosiddetto “sblocca Italia”, si prefigura come una scelta scellerata per i nostri territori.

Nella nostra regione sono ormai decine i Comuni, piccoli medi e grandi, partendo dal capoluogo regionale, che gestiscono con successo la raccolta dei rifiuti con il metodo “porta a porta”, rispettando così l’obbiettivo comunitario del 65% di raccolta differenziata.

Tra i vari passaggi del Decreto, si richiama la Direttiva CE 98/2008, che stabilisce una precisa gerarchia dei rifiuti, partendo direttamente dal punto 4 di tale gerarchia, il “recupero di energia”, saltando così i primi tre punti che, trattandosi appunto di una gerarchia, devono essere invece applicati: 1 prevenzione; 2 preparazione per il riutilizzo; 3 riciclaggio. Attraverso l’applicazione di tale gerarchia infatti, si può evitare il cosiddetto “recupero energetico” e ridurre di conseguenza in modo sostanziale lo “smaltimento” (p.5).

Alla luce di tale gerarchia, i punti chiave della CE 98/2008 sono:

il principio “chi inquina paga”, per cui il produttore iniziale di rifiuti deve pagare i costi di gestione dei rifiuti; il concetto di “responsabilità estesa del produttore”;

la gestione dei rifiuti deve essere effettuata senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna, senza causare inconvenienti da rumori o odori, o senza danneggiare il Paesaggio o i siti di particolare interesse.

Il mancato rispetto di tale gerarchia, e del raggiungimento degli obbiettivi fissati per la percentuale di raccolta differenziata, provoca automaticamente procedura di infrazione, che il nostro Paese sta già pagando per varie centinaia di milioni di euro

L’Art. 35 dello “sblocca Italia”, brutta copia della famigerata “Legge Obbiettivo” di Berlusconi, scavalca di fatto i Territori e le loro Comunità, dalla Regione fino al Comune più piccolo, distruggendo ogni meccanismo di partecipazione e condivisione, individuando in modo autonomo e non condiviso “infrastrutture ed insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”, tra cui appunto gli inceneritori.

La nostra regione dovrebbe quindi ospitare un “mostro” in grado di bruciare rifiuti, urbani e non, per una capacità di 200.000 tonnellate/anno, sopperendo all’incapacità delle altre regioni di attuazione di efficaci piani di gestione dei rifiuti. Praticamente verrebbero gettati via anni di programmazione e di buone pratiche realizzate concretamente dai nostri Territori (penso ad esempio al consorzio Cosmari della provincia di Macerata, con una raccolta media di oltre il 70% e il recente spegnimento dell’unico inceneritore regionale di Tolentino), e i passi concreti compiuti dalla nostra regione sul piano legislativo, con il Piano regionale di gestione dei rifiuti da poco realizzato.

Oltre l’enorme impatto ambientale, e le previste – giuste – azioni dei cittadini e, spero, delle Istituzioni locali, derivati dalla individuazione e realizzazione di tale impianto, si assisterebbe al traffico di centinaia di camion in giro per l’Italia, con migliaia di tonnellate di rifiuti trasportati, anche di indubbia matrice e provenienza. Il tutto, a costi esorbitanti, insostenibili (l’inceneritore di Parma, l’ultimo realizzato, dove tra l’altro si è giocata una partita politica devastante per il Partito Democratico, già in perdita e con poco più di 100.000 tonnellate di portata, è costato quasi 300 milioni di soldi pubblici…). Cifre folli con cui si potrebbero realizzare impianti di compostaggio e gestione del secco residuo in tutte le provincie, mantenendo a livelli adeguati le attuali discariche, chiudendo in modo assolutamente virtuoso il ciclo dei rifiuti, creando molta più occupazione fissa ed impatti ambientali enormemente minori.

L’incenerimento dei rifiuti è ormai da tempo pratica obsoleta, antieconomica, in forte contrasto con i Territori e dai pesantissimi impatti ambientali, riguardo emissioni e indotto. Molti non lo sanno, ma l’Italia è Paese virtuoso e all’avanguardia, a livello locale, nella gestione della “risorsa rifiuto”, con Comuni, piccoli medi e grandi, che raggiungono punte dell’80-90% di raccolta differenziata, con una costante diminuzione della produzione dei rifiuti e smaltimento in discarica. Cicli gestiti da società locali interamente pubbliche, che operano ad esclusivo vantaggio e crescita, ambientale ed economica, delle loro Comunità.

In Europa inceneritori praticamente non se ne costruiscono più, si tengono in vita solo per coprire i costi esorbitanti di gestione: forni del genere devono poter funzionare “h24” per avere un minimo di resa economica, e tengono praticamente “in ostaggio” i Territori dove sono stati realizzati. In Italia, l’impianto di Brescia ne rappresenta il caso più eclatante. Ci si ostina a bruciare, ad emettere, a gestire ceneri e scorie, in una visione obsoleta, quasi ottocentesca. Di concetti avanzati e altrettanto acquisiti, come quello di ?”economia circolare”, ci si riempie la bocca, al solito, nei convegni e nei post, di politici e di municipalizzate.

Azioni che vanno nella direzione opposta a tutto quello che dovrebbe essere fatto per rimettere in sesto e restituire dignità e bellezza ad un Paese e alle nostre Marche, al loro Paesaggio ed al loro ricchissimo patrimonio paesaggistico e culturale, autentiche risorse per la crescita e la ripresa dell’economia.

Azioni che vanno in direzione opposta rispetto soprattutto alla tecnologia e alle ormai acquisite gestioni avanzate della “risorsa rifiuto”, che permettono di ridurre drasticamente la produzione, creare economia e abbattere gli impatti ambientali sulle Comunità.

Questo Decreto attuativo va direttamente a contrastare il programma politico presentato da Luca Ceriscioli ai cittadini marchigiani per le elezioni regionali dello scorso 31 maggio. Anche per questi motivi, l’auspicio è quello di una forte presa di posizione della Regione Marche, come già fatto in merito alle trivellazioni petrolifere nelle nostre coste, già all’interno del “tavolo tecnico” del prossimo 9 settembre al Ministero dell’Ambiente, che dovrà discutere sullo schema del Decreto attuativo, per la redazione del parere che sullo stesso dovrà essere rilasciato dalla Conferenza Stato/Regioni. Su tale questione ci si gioca un pezzo di futuro della nostra regione, futuro che deve avere la Sostenibilità e la tutela del Paesaggio come priorità.

fonte: comunivirtuosi.org

Fare più con meno, torna la Settimana Europea Riduzione Rifiuti

Dedicata quest’anno alla dematerializzazione, ovvero come “fare più con meno”, torna dal 21 al 29 novembre, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, la settima edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Lo annuncia il Comitato promotore nazionale. La Settimana nasce all’interno del Programma Life+ della Commissione europea con obiettivo di sensibilizzare istituzioni, stakeholder e consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’Unione Europea e che gli Stati membri sono chiamati ad attuare.

Nel 2014 sono stati 27 i Paesi partecipanti che hanno messo in campo circa 12.000 azioni, di cui 5.643 solo in Italia (record europeo per il quarto anno consecutivo). Come sempre, anche per il 2015 l’obiettivo sarà coinvolgere il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini a proporre azioni volte a prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale.

Ci si potrà iscrivere alla Serr 2015 dal 1 settembre al 31 ottobre, collegandosi al sito www.ewwr.eu e registrando la propria azione. Per maggiori informazioni sulle modalità d’iscrizione è possibile consultare la pagina dedicata sul sito www.envi.info.

Tema di quest’anno sarà la dematerializzazione, cioè la riduzione o l’eliminazione dell’uso di materiali nello svolgimento di una funzione, nell’erogazione di un servizio, e/o la sostituzione di un bene con un servizio. Un esempio è la digitalizzazione dei documenti e l’informatizzazione dei processi e delle comunicazioni (es. il pagamento di bollette online, l’acquisto di biglietti elettronici ecc.), ma anche la condivisione di uno stesso bene fra più persone con il conseguente passaggio dal possesso all’utilizzo (es. il car sharing).

Alla dematerializzazione è indirettamente riconducibile anche il miglioramento dell’efficienza con cui si utilizzano le risorse materiali grazie, ad esempio, al riutilizzo di un bene, all’eliminazione o all’alleggerimento di un imballaggio e così via.

Nel creare la propria azione ci si potrà quindi sbizzarrire: informazioni più dettagliate su com’è strutturata la Serr e sulle modalità d’adesione sono disponibili alla pagina Facebook dedicata all’evento o scrivendo a serr@envi.info.

PAYT – Tariffazione puntuale. Il convegno a Modugno

Pubblichiamo il filmato dell’intervento del direttore Attilio Tornavacca al convegno “Tariffazione Puntuale dei rifiuti: dalla teoria alla pratica”, organizzato dall’associazione PAYT (www.payt.it).

Se siete interessati a visionare il filmato dell’intero incontro, lo potete fare a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=g2_XGHtGCDA

RASSEGNA STAMPA – Policoro (Basilicata) avvia la raccolta porta a porta con la tariffazione puntuale

E’ il primo comune della Basilicata ad aver avviato la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale prevedendo anche il sistema di tariffazione puntuale. Via i cassonetti dalle strade per far posto ai bidoncini impilabili. Il comune a vocazione turistica ha previsto per le utenze turistiche un centro attrezzato di raccolta e un sistema di prenotazione mediante numero verde

Parte il 2 febbraio 2015 a Policoro, il primo servizio in Basilicata che prevede su tutto il territorio comunale la raccolta porta a porta con tariffazione puntuale. Infatti, tutti i bidoncini consegnati ai circa 17.000 abitanti (ma che quasi raddoppiano durante i periodi festivi estivi) sono stati tutti dotati di microchip. Questi transponder serviranno a premiare a fine anno gli utenti virtuosi che faranno la raccolta differenziata.

“Ogni cittadino deve capire – ha dichiarato a TRM Network il sindaco di Policoro Rocco Leone – che per il comune la raccolta differenziata non è un lusso ma è una necessità perché i costi di smaltimento dei rifiuti indifferenziati sono cospicui e tenderanno nel tempo sempre di più a aumentare”.

Il presidente del Consiglio Comunale, con delega all’ambiente, Giovanni Lippo, ha spiegato che la raccolta differenziata, ormai obbligatoria per legge, servirà ad abbattere il costo di un milione di euro. “Con la raccolta differenziata – ha dichiarato Lippo – lo scarto non è più un “rifiuto” ma acquista un valore e viene definito “materia prima seconda”. I cittadini differenziando carta, plastica, vetro (etc.), destinano questi materiali nel circuito del riciclo. In questo modo queste materie porteranno dei ricavi al comune. E’ indubbio che ridurre al minimo l’indifferenziato, comporterà un rilevante risparmio economico alla collettività, poiché significa abbattere un enorme costo all’amministrazione”.

I bidoncini consegnati alle utenze sono impilabili e con l’apertura anteriore sempre disponibile. Tra questi c’è anche il bidoncino marrone aerato (sottolavello), molto comodo e apprezzato per contenere l’umido in cucina (senza odori) nelle buste bio-compostabili.

Il progetto realizzato dalla Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile delle Risorse) prevede la raccolta domiciliare del vetro anziché stradale con le campane. Non ci saranno, dunque, punti di riferimento per quei cittadini sporcaccioni che abbandonano i rifiuti per la strada. La scelta, in particolare, è stata dettata anche in virtù delle ultime esperienze vissute da alcuni comuni pugliesi. Infatti, i comuni di Andria (100.000 abitanti) e Rutigliano (20.000 ab), stanno rimodulando il servizio del porta a porta al fine di contenere i fenomeni di abbandono rifiuti attorno alle campane di vetro. Il sindaco Giorgino di Andria lo ha riferito a Eco dalle Città in una intervista.

Il comune Policoro, a forte vocazione turistica, ha pensato anche ai villeggianti. Saranno previsti, infatti, dei ritiri supplementari gratuiti per le utenze turistiche che si trovano a vivere in affitto o per coloro che vivono nelle campagne (vedi qui). Sarà possibile prenotare contattando il numero verde 800.262.629. Nelle campagne non verrà effettuato il ritiro dell’umido ma dovrà essere conferito nelle apposite compostiere consegnate ad hoc dall’amministrazione.

Lungo la via Agri, la strada che porta agli alberghi e alle marine del comune, è stata prevista l’apertura di uno strategico Centro Comunale Di Raccolta. Lo spazio attrezzato per il conferimento diretto e gratuito di diverse tipologie di rifiuto non conferibili con il normale servizio “porta a porta”, servirà a raccogliere i rifiuti dei turisti in gita fuori porta o dei bagnanti al ritorno dalla spiaggia. Gli orari: (dal lunedì al sabato dal 1 luglio al 31 agosto ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00 dal 1 settembre al 30 giugno ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00).

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – VIDEO – Rifiuti, gara Aro Bari2: 5 società ammesse, una esclusa

Conclusa la fase della valutazione tecnica delle buste

Cinque ammesse e una esclusa: esaurita la prima fase, quella tecnica, della gara d’appalto da 132 milioni di euro per nove anni per la gestione unica dei rifiuti Aro Bari 2 (che coinvolge i comuni di Binetto, Bitetto, Bitritto, Giovinazzo, Modugno, Sannicandro e Palo del Colle). Delle 6 aziende che si sono presentate, è stata esclusa la Linea Gestioni srl di Crema (la stessa che nei prossimi giorni presenterà ricorso). Le altre 5, costituite in Ati (associazione temporanea di impresa), invece, sono state ammesse, con riserva, alle verifiche sulle dichiarazioni fatte in sede di gara. Sono: Eco Nord di Milano in associazione con Tra.de.co di Altamura rispettivamente al 63% e al 37%. L’Asv San Galli di Monza è in Ati con Avr di Roma e Asv di Bitonto al 64%, 28% e 8%. Ambiente 2.0 di Assago è invece il consorzio costituito da Pianeta Ambiente al 2% e Aimeri Ambiente al 98%. Il Cns di Bologna ha invece come imprese esecutrici Navita di Modugno al 42% e A.s.a. di Latina al 32%. Cogeir e Imprtesa dal Fiume sono in Ati con Cns al 17% e all’8,5%. Infine la Recuperi pugliese (capogruppo) ha come imprese mandanti la Teknoservice al 27%, la Camassambiente al 27% e la Tekneko al 18%. Soddisfazione è stata espressa dagli amministratori. In particolare il sindaco di Giovinazzo Tommaso De Palma spiega: “E’ un buon risultato, la commissione sta lavorando bene, si sta procedendo nei tempi previsti. E’ auspicabile che già a marzo ci possa essere l’assegnazione provvisoria”.

Fonte: Punto TV

RASSEGNA STAMPA – Continuano i lavori per la gara d’appalto dell’Aro Bari 2

Si è conclusa martedì sera la due giorni della commissione giudicatrice per l’espletamento della gara d’appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari, dell’Aro Bari 2. Aro che comprende i Comuni di Modugno (capofila), Bitetto, Bitritto, Binetto, Palo del Colle, Sannicandro e Giovinazzo.

L’appalto durerà per 9 anni, per un importo di circa 132 milioni di euro. La commissione si era riunita una prima volta il 18 dicembre scorso (http://www.palolive.it/news/Attualita/343821/news.aspx).

Verificata la corretta sigillatura dei plichi pervenuti, è stata aperta la Busta A Documentazione, per la verifica dei requisiti di partecipazione alla gara, provvedendo alle operazioni finalizzate all’ammissione o all’esclusione motivata dei concorrenti. Delle 6 aziende che si sono presentate, è stata esclusa la Linea Gestioni srl di Crema perché all’interno della busta A si è riscontrata la presenza di un documento a corredo delle offerte economiche, circostanza che comportava l’esclusione dal bando.

Le altre 5, invece, sono state ammesse con riserva alle verifiche sulle dichiarazioni fatte in sede di gara. Sono aziende che, per lo più, si sono costituite in Ati (associazione temporanea d’impresa).

L’Eco Nord di Milano è in associazione con Tra.de.co di Altamura rispettivamente al 63% e al 37%. L’Asv San Galli di Monza è in Ati con Avr di Roma e Asv di Bitonto rispettivamente al 64%, 28% e 8%. Ambiente 2.0 di Assago è invece il consorzio di cui fanno parte Pianeta Ambiente al 2% e Aimeri Ambiente al 98%. Il consorzio Cns di Bologna ha come imprese esecutrici Navita di Modugno al 42% e A.s.a. di Latina al 32%. Cogeir e Imprtesa dal Fiume sono in Ati con Cns al 17% e all’8,5%. Infine la Repuperi pugliese (capogruppo) ha come imprese mandanti la Teknoservice al 27%, la Camastambiente al 27% e la Tekneko al 18%.

Successivamente ci sarà un sorteggio ai sensi dell’art.48 del d.lgs. 163/06, in cui ogni azienda dovrà dichiarare i requisiti previsti in sede di gara. Subito dopo ci sarà l’ammissione dei progetti e, in seduta riservata, la valutazione del progetto tecnico. Infine l’apertura delle buste economiche, con la comunicazione dei punteggi dell’offerta tecnica e la dichiarazione di aggiudicazione provvisoria.

Fonte: Palo Live

Aumentano nel 2014 gli imballaggi immessi al consumo: + 1,85 sul 2013

Arriva un’anticipazione sulla quantità complessiva di imballaggi immessi al consumo nel 2014 nel mercato nazionale. In attesa del report ufficiale Conai, le stime parlano di un lieve aumento rispetto al 2013, quando l’immesso al consumo fu di 11,3 milioni di tonnellate. Nell’anno passato si è arrivati a quota 11 milioni e 550 mila, 250 mila tonnellate pari all’ 1,85% in più, la metà delle quali nel settore carta e cartone. Si stima che nel 2015 l’immesso al consumo sarà di 11 milioni e 700 mila tonnellate, quindi un ulteriore incremento dell’ 1,5%. Nel 2012 l’immesso al consumo fu di 11,2 milioni.

La produzione annua di rifiuti urbani in Italia è di circa 29,9 milioni di tonnellate(Rapporto ISPRA 2013). Secondo Conai, l’incidenza in peso dei rifiuti di imballaggio è di circa il 25%, in quanto una quota considerevole degli imballaggi prodotti sono “secondari” e “terziari” – usati perlopiù nel circuito industriale e commerciale – che non finiscono nei rifiuti urbani.