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Fiumicino è Comune Riciclone

È stato presentato lo scorso 17 dicembre, durante il Terzo Ecoforum di Legambiente Lazio che si è tenuto a Roma nelle sale dell’Hotel Quirinale e con il contributo della Regione Lazio, l’annuale dossier “Comuni Ricicloni e Ciclo dei Rifiuti nel Lazio”. Dossier che l’associazione ambientalista pubblica per analizzare lo stato di avanzamento delle buone pratiche dell’economia circolare, la quantità di Comuni Ricicloni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata, il numero di Comuni Plastic Free dove si producono meno di 10 kg/abitante all’anno di rifiuti in plastic, i Comuni Rifiuti Free quelli cioè dove vengono prodotti meno di 75 kg/abitante all’anno di indifferenziato.

Il Comune di Fiumicino, per il secondo anno consecutivo viene premiato come Riciclone, con una percentuale del 74,97%. Ma la vera novità è che per la prima volta viene premiato come il COmune che più di ogni altro ha raccolto in maniera differenziata: oltre 25.100 tonnellate di materiali raccolti differenziatamente.

Un risultato assolutamente esaltante se si tiene conto che solo nel 2017 il Comune di Fiumicino non aveva ancora raggiunto il 40% di RD.

Siamo orgogliosi di questo nuovo premio” dichiara l’assessore all’Ambiente Roberto Cini che oggi ha ritirato il premio. “Siamo partiti con 40 mila tonnellate di indifferenziata, sei anni fa – ha spiegato Cini -, siamo arrivati all’80% di differenziata e oggi conferiamo un quarto di secco residuo. Nel nuovo bando della abbiamo previsto che maggiore sarà la percentuale di differenziata, maggiore sarà l’utile dell’azienda che vincerà la gara e, soprattutto, partirà la tariffa puntuale che renderà visibili i risultati a tutti i cittadini. Più riusciremo ad abbassare i costi di conferimento, più sarà possibile abbassare la tassa”.

Dal 2014 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata, siamo riusciti a ridurre drasticamente il volume del Rifiuto Secco Residuo, di una quota pari all’80% circa. In questo modo abbiamo ridimensionato le quantità di rifiuti che finiscono in discarica, con un enorme beneficio ambientale. In base a ciò, si è resa necessaria una razionalizzazione del calendario di raccolta: la quantità di rifiuti raccolti non giustificava un passaggio bisettimanale. Abbiamo valutato un passaggio a settimana per il secco residuo più che sufficiente, ed i risultati ci stanno dando ragione: dopo i primi mugugni la cittadinanza si è facilmente adeguata ai nuovi calendari di raccolta. Non dobbiamo comunque dimenticare che i cittadini (le sole utenze domestiche ndr) hanno a disposizione due centri comunali di raccolta, uno a Fiumicino e uno a Fregene dove possono conferire alcune tipologie di rifiuti. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo anche predisposto delle Postazioni Ecologiche Mobili: contenitori scarrabili che, posizionati periodicamente in varie zone del Comune di Fiumicino, permettono ai cittadini di smaltire gratuitamente alcune tipologie di rifiuti

 

 

Fiumicino ha un tessuto urbanistico complesso: si va dalle abitazioni monofamiliari a condomini di dimensioni titaniche. Come gestite queste differenze?

La gestione delle case monofamiliari o dei palazzi con poche unità abitative, come potete immaginare, non crea particolari difficoltà. Dobbiamo però far fronte anche a condomini di grandissime dimensioni, in particolare in Parco Leonardo. La scelta di non utilizzare contenitori condominiali, in questo caso ha reso ancor più ardua la sfida. Il rischio era quello di trovarsi, nei giorni di conferimento, di fronte ad enormi mucchi di mastelli, con conseguenti difficoltà in fase di ritiro da parte dei cittadini ed un’altissima probabilità di scambio dei mastelli stessi fra condomini. Abbiamo optato, su consiglio di ESPER, per l’installazione di rastrelliere con posti pre-assegnati così da consentire da una parte ad ogni cittadino di ritrovare con facilità il proprio mastello, dall’altra di preservare il decoro urbano nei giorni di conferimento.

 

Nasce ‘Close the glass loop’ la piattaforma europea per incrementare la raccolta del vetro. Obiettivo: 90%

L’Industria Europea del packaging in vetro dà il via al “Close the Glass Loop“, un programma che ha l’obiettivo di incrementare il tasso di raccolta per il riciclo del vetro e portarlo al 90% entro il 2030 nell’UE per realizzare un piano d’ azione per l’economia circolare del vetro in Europa. L’iniziativa rappresenta una risposta concreta alle nuove norme europee volte ad aumentare gli obiettivi netti di riciclo degli imballaggi in vetro al 75% entro il 2030.

Oggi, oltre il 76% degli imballaggi in vetro immessi sul mercato europeo viene raccolto per essere riciclato all’interno di un ciclo chiuso “da bottiglia a bottiglia”, collocando già la circolarità del vetro in una categoria a sé stante. Il lancio ufficiale della piattaforma è previsto per giugno 2020.

Il nostro obiettivo è quello di continuare ad aumentare le credenziali di sostenibilità delle soluzioni di imballaggio in vetro che forniamo ai nostri clienti e consumatori“, ha dichiarato il Presidente di FEVE Michel Giannuzzi. “Siamo orgogliosi di condurre il ‘Close the Glass Loop’, un’iniziativa a livello industriale che avrà reali benefici sia per il mercato che per il nostro pianeta: è la nostra call to action per realizzare un ambizioso Piano d’azione per l’economia circolare del vetro“.

Questa iniziativa riunirà i diversi attori del ciclo di raccolta e riciclo del vetro nell’ambito di una piattaforma comune europea, con il duplice obiettivo di colmare le lacune nella raccolta e migliorare la qualità del vetro riciclato (rottame), in modo che le risorse possano essere nuovamente impiegate nel processo di produzione di un nuovo contenitore in vetro. Una maggiore disponibilità di rottame di buona qualità significa un processo di produzione più efficiente in termini di risorse, fornendo un materiale di imballaggio di prima qualità, sicuro e riciclato al 100%.

Tutto inizia con la raccolta. Il programma “Close the Glass Loop” stimolerà la raccolta e coinvolgerà i numerosi partner europei e nazionali, dai comuni ai trasformatori di vetro, ai clienti dell’industria, fino agli schemi nazionali di responsabilità estesa del produttore che operano in tutti gli Stati membri dell’UE.

Il riciclo del vetro per produrre nuovi imballaggi alimentari, nel settore farmaceutico e della cosmetica, consente ad un materiale “permanente” come il vetro di garantire lo sviluppo sostenibile dei consumi, alimentando un perfetto modello di Economia Circolare che si traduce, anche, in un minor utilizzo di risorse naturali, minori emissioni e minor uso di energia, in linea con gli obiettivi comunitari di consumo e produzione sostenibile (SDG 12).

Allo stesso tempo, il riciclo del vetro permette direttamente all’industria di ridurre drasticamente il consumo energetico e le emissioni di CO2, in linea con l’obiettivo di azione per il clima (SDG 13).

Per avere successo, dobbiamo lavorare a livello locale in ogni Stato membro dell’UE, condividendo al tempo stesso le migliori pratiche e aumentando gli obiettivi attraverso una piattaforma europea. Non crediamo in un unico modello europeo per la raccolta del vetro, ma crediamo in un’unica ambizione“, ha sottolineato Michel Giannuzzi.

“Siamo molto contenti di collaborare allo sviluppo di questo progetto, che vede l’Italia tra i principali Paesi da cui dipende il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi”, afferma Gianni Scotti, Presidente Co.Re.Ve. (Consorzio Recupero Vetro).

Il nostro Paese vede in questa forma di cooperazione tra tutti gli attori della filiera, una innovativa formula per fare sistema e diffondere le migliori pratiche per la raccolta ed il riciclo dei rifiuti d’imballaggio in vetro in Europa. In Italia, abbiamo raggiunto tassi di raccolta ormai prossimi all’obiettivo quantitativo del Programma “Close the Glass Loop”, ma ci rimane molto da lavorare sulla qualità. Dobbiamo ridurre assolutamente la quantità di materiale che, a causa della presenza di inquinanti, perdiamo negli impianti di trattamento a valle della raccolta. Nell’ultimo anno, infatti, oltre il 13% del materiale raccolto è stato scartato e smaltito in discarica, anziché tornare a vivere come nuovi imballaggi”, prosegue il Presidente di Co.Re.Ve.

Siamo molto orgogliosi di essere riusciti a gettare le fondamenta per un programma così ambizioso, che ha un forte sostegno tra i nostri membri e corrisponde perfettamente agli scopi sia degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) e sia del Green Deal europeo della nuova Commissione Europea“, ha dichiarato Adeline Farrelly, Segretario Generale di FEVE.

Fonte: Assovetro

In Europa nella plastica cresce solo il riciclo

PlasticsEurope ha presentato ieri al K2019 il report “Plastics – the Facts 2019”, contenente i dati 2018 sull’industria della plastica europea. Numeri che confermano la sensazione di un clima di stagnazione in atto nel vecchio continente, sia sul lato della produzione, che su quello della trasformazione in prodotti finiti.

PRODUZIONE DI PLASTICA. Secondo il report (scaricabile qui), l’anno scorso sono state prodotte a livello mondiale 359 milioni di tonnellate di materie plastiche e gomme, in crescita rispetto alle 348 milioni di tonnellate dell’anno prima, volume che considera termoplastiche, termoindurenti, elastomeri e poliuretani (escludendo le fibre). Di queste, 61,8 milioni sono state prodotte in Europa, in calo rispetto alle 64,4 milioni di tonnellate del 2017.
Le stime di PlasticsEurope indicano che il declino proseguirà anche quest’anno, condizionato dalla debolezza dell’economia a livello globale, dal crescente clima di incertezza e dallo stato di stagnazione industriale in cui versano settori chiave come l’auto e, più di recente, il packaging.
La parte del leone la fa l’Asia, che rappresenta orma il 51% della produzione mondiale (30% la sola Cina), contro il 17% dell’Europa e il 18% del Nord America.

FERMA LA TRASFORMAZIONE. Per quanto riguarda la trasformazione di materie plastiche nel vecchio continente, il 2018 si è stabilizzato sui livelli del 2017, intorno a 51,2 milioni di tonnellate: la Germania si conferma al primo posto con il 24,5% dei consumi totali, seguita dall’Italia con il 13,9%, dalla Francia con il 9,4% e dalla Spagna con il 7,6%; seguono Regno Unito con il 7,3% e Polonia con il 6,8% per citare solo i paesi che trasformano ogni anno oltre 3 milioni di tonnellate di plastiche e gomme.
A livello di applicazioni finali, il 40% circa delle plastiche trasformate in Europa finisce nell’imballaggio, il 20% nelle costruzioni e poco meno del 10% nel settore automotive; il resto è suddiviso tra elettrico/elettronico (6,2%), casalinghi, sport e tempo libero (4,1%), agricoltura (3,4%) e altro (16,7%).

AUMENTANO RACCOLTA E RICICLO. A crescere, in Europa, sono solamente la raccolta e il riciclo di rifiuti plastici: la prima è passata dalle 27,1 milioni di tonnellate del 2016 alle 29,1 milioni di tonnellate dell’anno scorso, mentre il volume avviato a riciclo è cresciuto del +12% toccando 9,4 milioni di tonnellate. Dei rifiuti in plastica raccolti l’anno scorso, il 32,5% è stato rigenerato per via meccanica, il 42,6% è stato destinato a recupero energetico, mentre il 24,9% è stato conferito in discarica. Va però detto che se si confronta la situazione attuale con quella del 2006, a fronte di una raccolta aumentata del +19%, il riciclo meccanico è raddoppiato, il recupero energetico è cresciuto del +77%, mentre l’lo smaltimento in discarica, nello stesso periodo, è crollato del -44%.

COSÍ NEL PACKAGING. Limitando l’analisi ai soli rifiuti da imballaggio, la raccolta si è attestata l’anno scorso su 17,8 milioni di tonnellate, il 42% delle quali è stata riciclata per via meccanica e il 39% mediante recupero energetico, mentre la discarica ha inciso per il 18,5%. La situazione, però è tutt’altro che omogenea a livello continentale: c’è un drappello di paesi che ricicla per via meccanica oltre il 50% dei rifiuti da imballaggio in plastica (Repubblica Ceca, Olanda, Spagna), un folto plotone di inseguitori che si situa tra il 40 e il 50 percento (tra cui Italia, Germania, Regno Unito e Paesi scandinavi) e un gruppo in fondo alla classifica, che non arriva al 30% (Francia, Grecia, Ungheria e Finlandia).

Fonte: Polimerica

Accordo Quadro Anci Conai, al via la definizione della trattativa sugli allegati tecnici

Dopo la presentazione lo scorso 17 ottobre in Commissione Ambiente delle principali novità contenute nel nuovo Accordo Quadro Anci Conai, parte generale, per il prossimo quinquennio, l’Anci nazionale ha avviato la trattativa sulla parte, non meno importante ed impegnativa, degli allegati tecnici.
Soddisfazione è stata espressa a chiusura dei lavori dal delegato politico ANCI Ivan Stomeo, dal presidente del Consiglio nazionale Enzo Bianco e dai componenti tutti della delegazione trattante, che hanno illustrato alla Commissione Ambiente il lungo, complesso e delicato lavoro fatto nell’ultimo anno.
Molti gli spunti innovativi già contenuti nella bozza di Accordo Quadro parte generale che hanno trovato unanime condivisione da parte dei componenti della Commissione Ambiente in cui è stato sottolineato come la negoziazione sia avvenuta in un periodo di profonda revisione dell’assetto ordinamentale in materia di rifiuti, con gli obblighi di adeguamento per il nostro Paese alle nuove direttive UE sulla responsabilità estesa del produttore e le ricadute che gli stessi avranno sugli oneri della gestione, anche dei rifiuti di imballaggio.
La Commissione Ambiente ha preso atto e ha approvato la bozza di nuovo Accordo, sottolineando come sia stato raggiunto un risultato molto importante e cioè la possibilità di modificarlo, nel suo periodo di vigenza, qualora non fosse più coerente con le succitate direttive.
Tra le novità più rilevanti introdotte vi è quello della terzietà delle analisi merceologiche, vera e propria conquista dell’Associazione, accettata dalla controparte e declinata, in quest’Accordo, non solo in un principio verso il quale orientarsi, ma anche nella definizione di azioni concrete. E’ stato infatti previsto il meccanismo dell’individuazione di un soggetto terzo, incaricato di scegliere le società qualificate per eseguire le analisi merceologiche, attribuendogli anche il compito della verifica e del controllo a campione delle analisi effettuate dai laboratori.
Altra importantissima innovazione raggiunta, è quella relativa alla tema della tracciabilità che attiene non solo ai flussi di materia ma anche a quelli economici lungo tutta la filiera (deleghe comprese). Viene inoltre previsto che qualora vi sia una delega o sub-delega, nei casi in cui la stessa è ammessa,  i delegati debbano trasmettere ai Comuni, ogni 6 mesi, il report contenete valori economici e materiali ricevuti dai consorzi. Si tratta di uno strumento che riconosce la centralità ai Comuni e consente loro di avere conoscenza dei risvolti qualitativi ed economici derivanti dalle attività di gestione dei rifiuti da imballaggio.
Infine, in materia di trasparenza, tutti i dati contenuti nella Banca Dati Anci Conai, saranno pubblicamente disponibili a chiunque, a mezzo web, ne faccia richiesta.
Sono infine incrementati i fondi, per i progetti territoriali e sperimentali, da destinare ai territori e dunque ai Comuni, che ammonteranno a circa 3 milioni di euro annue.
A conclusione dei lavori, ampia condivisione del metodo e dei contenuti della bozza di Accordo da parte di tutti i presenti cui è stato chiesto, pur senza stravolgerne l’assetto, un contributo di osservazioni e proposte entro 10 giorni, in modo da poter arrivare alla chiusura definitiva celermente.
Nel ricordare che la proroga dell’attuale Accordo Quadro scade il 31 dicembre, la Commissione è stata altresì informata del fatto che sono state avviate le trattative anche sugli allegati tecnici, altra fase delicata e complessa cui l’Anci dedicherà energie e attenzione per arrivare presto alla chiusura della negoziazione nei termini dati.

Fonte: anci.it

Aro Bari 4: il 75% di raccolta differenziata è realtà

Spesso abbiamo raccontato gli exploit in termini di raccolta differenziata di alcuni Comuni del territorio Italiano. Questa volta a stupire non sono i numeri di un singolo Comune, ma quelli di un Ambito di Raccolta Ottimale, nella fattispecie dell’ARO Bari 4. Quasi 180.000 abitanti suddivisi in 7 Comuni (Gravina in Puglia, Grumo Appula, Toritto, Poggiorsini, Santeramo in Colle, Altamura e Cassano delle Murge) che a metà del 2018 sono passati ad una raccolta porta a porta spinta, che per alcuni di essi rappresentava una novità assoluta.

Solo nel maggio 2018, infatti la percentuale media di Raccolta differenziata sul territorio dell’ARO era inferiore al 25%. Gravina di Puglia era al 10%; Altamura al 21,5%; Toritto al 25%; Santeramo al 15%. Spiccavano le prestazioni di Grumo Appula (71%) e Cassano (68%).
Nel gennaio del 2018 si sottoscrisse il nuovo contratto per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nelle città dell’ARO 4 Bari, che ha come Ente capofila l’Unione dei Comuni dell’Alta Murgia – UNICAM.  Un appalto con base d’asta di oltre 143 milioni di euro, che fino al 2025 garantirà l’igiene urbana. Un progetto ambizioso, realizzato con il supporto tecnico di ESPER nel ruolo di Direzione Esecuzione Contratto, che prevedeva il raggiungimento del 50% di RD medio al nono mese dalla data di avvio del servizio e il 65% di RD medio nel secondo anno e successivi di esecuzione del nuovo servizio.

Percentuali che sembravano di difficile raggiungimento, e che invece sono state raggiunte e superate in tempi più brevi di quanto ci si aspettasse. La percentuale media di raccolta differenziata su tutto l’ARO registrata nel mese di Agosto 2019 è del 75,13%, ben oltre gli obiettivi fissati e nel pieno rispetto della normativa vigente. Gravina è schizzata al 68,5, Altamura al 66,6%, Toritto al 75%, Santeramo al 71%. Anche i Comuni già virtuosi hanno incrementato i propri risultati: Grumo al 76%, Cassano al 70%.

Nessuno si aspettava di ottenere risultati così buoni in tempi così rapidi – dichiara Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava obiettivi più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati a punte che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è toccata quota 83%. Non possiamo che essere più che felici di come sta procedendo il progetto”.

UN progetto che ha avuto bisogno di qualche piccola correzione in corso d’opera, ma che non si discosta da quello originario. “Nella realtà, tranne qualche piccola modifica non c’è stata una variazione significativa rispetto a quello che era previsto nel progetto originario – Continua D’Amore –  Abbiamo modificato in alcuni casi le modalità di raccolta nei condomini più grandi dotandoli di mastelli in alcuni Comuni, ma fondamentalmente abbiamo seguito quello che era il progetto iniziale. Andrebbe apportata ancora qualche modifica, ma serve la collaborazione dei Comuni, che ogni tanto non è facile formalizzare in atti: gli iter decisionali dei Comuni sono abbastanza complicati. Ma ciò significa che abbiamo ancora potenziale per migliorare gli ottimi risultati ottenuti fino ad oggi, ed è sicuramente incoraggiante e stimolante”. (SC)

Raccolta differenziata dell’organico corretta anche in vacanza

In vacanza, ma senza dimenticare il rispetto per l’ambiente: soprattutto in agosto e con questo gran caldo, nei luoghi di villeggiatura occorre prestare ancora più attenzione alla separazione dei rifiuti, perché possono provocare diverse criticità, anche igieniche.

Il Consorzio Italiano Compostatori (Cic) ha stilato alcuni consigli per la corretta raccolta dei rifiuti organici per tutti coloro che sono in partenza, così da arrivare preparati sulle modalità e i giorni di raccolta dei rifiuti.

Differenziare l’organico correttamente – ricorda il Cic – è importante perché, una volta avviati negli impianti di compostaggio, i rifiuti si trasformano in compost, un fertilizzante naturale che può essere utilizzato per restituire sostanza organica alla terra. Un vero e proprio circolo virtuoso, esempio di economia circolare: ciò che era rifiuto diventa una risorsa importante per nutrire la terra.

– Informarsi sulle modalità di raccolta della località di villeggiatura: potrebbe essere attiva la raccolta con il porta a porta, oppure con il cassonetto stradale, così come potrebbero essere differenti i colori utilizzati per diversificare i bidoni dell’immondizia. Bisogna chiedere al locatore, nel caso di una casa vacanze in affitto, oppure contattare il comune o l’azienda di igiene urbana locale per essere informati anche sugli eventuali giorni di passaggio dei mezzi. Alcuni comuni si sono dotati di applicazioni per smartphone dedicate proprio alla raccolta differenziata, per segnalare dove buttare le varie tipologie di rifiuto e dare tutte le informazioni necessarie.

– Il sacchetto giusto. I rifiuti organici vanno smaltiti utilizzando i sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile certificati (a NORMA UNI EN 13432) in carta o in bioplastica. Per riconoscere un sacchetto conforme alla legge bisogna controllare se riporta la scritta “biodegradabile e compostabile” la dicitura dello standard europeo “UNI EN 13432:2002” e il logo rilasciato dall’ente di certificazione, come ad esempio il marchio “Compostabile Cic”. Da evitare assolutamente le buste di plastica tradizionale, che per legge non possono essere utilizzate per la raccolta del rifiuto organico. Al sacchetto compostabile va associato preferibilmente un contenitore aerato per gli scarti umidi, evitando cattivi odori, che fermentino e si formino liquidi.

– Cosa buttare nell’umido. Tutti gli scarti di preparazione dei cibi, sia di tipo vegetale che animale, i resti di cibo secco degli animali domestici, fiori appassiti che possono rientrare nel processo di compostaggio, tornare alla terra e contribuire a nuove fioriture. Anche il sughero è un materiale naturale e biodegradabile, quindi i tappi in sughero possono essere avviati al compostaggio. Non vanno invece raccolti con l’umido oggetti in vetro, metallo, plastica, lattine. Scarti di legname trattato o verniciato non sono idonei al compostaggio.

– Attenzione agli sprechi in cucina. Il caldo può accelerare il deterioramento del cibo, aumentando non soltanto gli sprechi, ma anche i cattivi odori in cucina. Per questo, il consiglio del Cic è di non esagerare negli acquisti, per non ritrovarsi ad avere frutta e verdura in eccesso, e allo stesso tempo di mettere gli alimenti in luoghi freschi e al riparo dal sole.

Infine, prima di gettare gli avanzi nell’umido, si può pensare a come riutilizzarli: la frutta avanzata o troppo matura può essere l’ingrediente perfetto per una macedonia, mentre piccole quantità avanzate di verdura possono essere mischiate in un’insalata.

A Porto Cervo la plastica da riciclo si scambia con oggetti

La spazzatura la puoi portare a Porto Cervo. Ma non per buttarla via. Entri nel punto Exchange Miniwiz alla Promenade du Port con la plastica da riciclare (bottiglie, buste, piatti, bicchieri, coppette e cucchiaini da gelato), e ti guardi intorno per vedere se c’è qualcosa che ti piace: sedie, occhiali, cappelli. Ogni oggetto ha un prezzo in punti. Ma anche la plastica che tu porti vale dei punti. Non ci sono soldi da aggiungere: più rifiuti riciclabili consegni al negozio e più hai la possibilità di portarti via l’oggetto che desideri.

Funziona così. E il motto è “dalla spazzatura all’oro”. Un negozio ‘etico’ nato dall’idea di un ingegnere di Taipei: ogni stanza è piena di prodotti innovativi e rispettosi dell’ambiente. Con la tecnologia che si mette al servizio della lotta all’inquinamento da rifiuti plastici e chimici. La parola chiave è Exchange. “Scambia l’impatto del tuo inquinamento con soluzioni e prodotti che tu sia orgoglioso di condividere, e ‘scambia’ i tuoi disattenti consumi monouso con nuovi elementi costruttivi durevoli per la tua casa e città”, spiegano i promotori dell’iniziativa.

Non solo: si può partecipare ai workshop per assistere in pochi minuti all’intero processo di riutilizzo di questi materiali. Proprio come avviene in un panificio tradizionale con acqua, sale e farina. Il riciclo creativo si svolge al Miniwiz Trashlab martedì, mercoledì, sabato e domenica alle 19. Con gli ingegneri pronti a condividere l’esperienza e a illustrare progetti e materiali sviluppati negli ultimi 15 anni. Un percorso pratico dove si imparerà l’intero processo: separazione, lavaggio, asciugatura, triturazione, fusione e formazione del prodotto finito.

Miniwiz è un’azienda che dal 2005 si occupa di realizzare soluzioni innovative legate all’economia circolare. Il punto Exchange è inserito nella Promenade du Port, centro creativo e artistico con 60 realtà tra ristoranti, bar, gallerie d’arte e design, concept store, boutique artigianali e alcuni dei più influenti marchi di moda internazionali.

Fonte: ansa.it

Rifiuti, ecco come (e perché) fare una buona raccolta differenziata del vetro

L’ultimo anno è stato caratterizzato da una grande crescita della raccolta differenziata e dell’avvio al riciclo degli imballaggi in vetro: i dati i dati ufficiali di CoReVe – il Consorzio recupero vetro – mostrano infatti che nel 2018 a livello nazionale la raccolta differenziata ha registrato un incremento dell’8,4% rispetto al 2017, con un totale intercettato di circa 2.189.000 tonnellate. E anche il tasso di riciclo, ovvero il rapporto tra quanto avviato a riciclato e quanto immesso al consumo in Italia, è cresciuto dal 72,8% al 76,3%, in quanto le tonnellate di rifiuti d’imballaggio in vetro avviate a sono state 1.885.957 (+6,6%) e l’immesso al consumo è stato di circa 2.472.000 tonnellate (+1,,7%). Rimane però ancora molto da migliorare, soprattutto per quanto riguarda la qualità della raccolta differenziata.

«Un punto dolente – spiega il presidente Coreve, Gianni Scotti – rimane la qualità del materiale: lo sviluppo delle quantità raccolte è infatti accompagnato da una crescente presenza di materiale improprio conferito, erroneamente, nella raccolta differenziata del vetro, il che comporta un aumento degli scarti nella fase di trattamento che precede il riciclo in vetreria. Oltre il 13% del totale raccolto, che potrebbe essere riciclato alimentando un perfetto esempio di economia circolare, è purtroppo perso e smaltito in discarica. Uno spreco dannoso ed oneroso. Una maggior attenzione, da parte del cittadino, nell’evitare di conferire frazioni estranee come la ceramica, il pyrex, il cristallo, o i sacchetti di plastica, che troviamo sempre più spesso associati alla diffusione della raccolta “porta a porta”, potrebbe evitare tutto ciò».

Dallo studio dei dati qualitativi sulle raccolte differenziate, infatti, la raccolta del vetro risulta infatti alterata, oltre che da ceramica e porcellana che sono senz’altro l’inquinante più diffuso, anche da altri tipi di materiali come quelli citati da Scotti: oggetti di cristallo, pirofile di Pyrex o vetroceramica, vetri retinati e altri materiali inerti, che possono sembrare erroneamente simili al vetro da imballaggio, mentre in realtà sono materiali contaminanti, che vanno a inficiare il fine ultimo della raccolta differenziata – il riciclo – e sono costosi anche per la collettività.

Fonte: Green Report

Italia sempre più plastic free

Continua l’ondata plastic-free all’interno dei confini nazionali: sono sempre di più le amministrazioni e le istituzioni che assumono iniziative per liberarsi dalla plastica monouso.

Aversa – Nel territorio comunale di Aversa sarà progressivamente eliminata la plastica monouso, così come stabilito dall’ordinanza comunale emanata dal sindaco Alfonso Golia “Comune Plastic free” con la quale si dà disposizione per la minimizzazione dei rifiuti, l’incremento della raccolta differenziata e la riduzione dell’impatto della plastica. Una serie di misure e azioni concrete per incentivare l’uso dei materiali bio, ridurre la produzione di rifiuti e rafforzare la raccolta differenziata, promuovere comportamenti consapevoli e virtuosi, rispettare e difendere l’ambiente.

ConfCommercio Como – a breve verrà installato nella sede di Como, Via Ballarini un erogatore di acqua e contestualmente saranno distribuite a tutti i dipendenti apposite borracce realizzate con materiali ecologici. L’obiettivo è far partire un processo ampio mirato alla progressiva riduzione dell’utilizzo della plastica monouso in tutti i campi, cominciando con le bottigliette di plastica. In numeri parliamo di un risparmio di circa 100 bottigliette al giorno, 400 al mese, 4800 all’anno. Se pensiamo che per produrre una bottiglia di plastica vengono emessi in atmosfera circa 100 gr. di CO2, il risultato può davvero essere esponenziale. Inoltre, in questo modo, si evita che ulteriore plastica finisca nei mari già pesantemente compromessi.
Non solo: bisogna anche considerare l’impatto dei trasporti e la relativa emissione di anidride carbonica.

Trebisacce – Dalla prossima estate niente più plastica sulle spiagge Bandiera Blu del Comune di Trebisacce. È quanto annunciato dal delegato all’Ambiente, Franz Apolito che ha confermato l’adesione di Trebisacce al programma Plastic Free della Regionale Calabria. “Sotto il profilo ambientale – ha dichiarato il delegato Apolito – siamo ad una svolta epocale. La Regione Calabria ha messo in campo un bando che può davvero cambiare il nostro approccio al consumo di un elemento fortemente inquinante come gli oggetti realizzati con plastica monouso. Come Comune Bandiera Blu siamo stati chiamati per concertare e condividere i criteri per l’erogazione di incentivi agli stabilimenti balneari e agli esercizi commerciali aperti al pubblico che vogliano erogare servizi ecosostenibili, rinunciando alla plastica monouso e riducendo, dunque, la produzione dei rifiuti”

Tremiti – Un’isola “plastic free”: questo è il proposito che ha spinto la giunta comunale delle Isole Tremiti ad emanare un’ordinanza, in vigore, che vieti sull’isola la commercializzazione degli shopper in polietilene e l’uso di contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili. In ottemperanza alla normativa comunitaria e all’obbligo dei Comuni di creare un sistema integrato per favorire il massimo recupero di risorse, il sindaco, Antonio Fentini, ha scelto di impostare un dialogo con commercianti, privati, associazioni ed enti presenti sul territorio isolano, per l’utilizzo di materiali compostabili e biodegradabili, al fine di ridurre in maniera sensibile la quantità di rifiuti indifferenziati da destinare alle discariche e rendere quindi più economico lo smaltimento. Eppure, c’è ancora un problema inquinamento da combattere, tanto subdolo quanto atavico, ed è quello delle cassette in polistirolo che si usano per la pesca: il basso costo di questo materiali, le cattive abitudini di alcuni pescatori e le correnti, ci costringono a convivere con un inquinante che ritroviamo frantumato e portato dal vento perfino in pineta.

Milano, borracce nelle scuole – Al rientro dalle vacanze estive per l’inizio dell’anno scolastico 2019/2020, gli studenti di elementari e medie di Milano troveranno una sorpresa… il Comune ha infatti deciso di regalare a tutti gli studenti delle borracce di alluminio da sostituire alle bottigliette di plastica usa e getta così da ridurne il consumo: è il primo passo verso una scuola plastic free. Il sindaco Sala sta facendo il possibile per realizzare il progetto entro settembre, in tempo per la ripresa delle lezioni. L’idea è quella di far consegnare le borracce dagli assessori del comune durante una piccola cerimonia in cui verrà spiegato ai ragazzi (e non solo) il significato dell’iniziativa.

Milano oltre il 60% di RD

Una volta si diceva che nelle grandi città non era possibile fare il porta a porta. Che nelle grandi città non si potevano ottenere buoni risultati. Che le grandi città avevano una complessità urbanistica troppo elevata, una multietnicità eccessiva che impediva progetti di raccolta avanzata e capillare.

Mentre si dicevano queste cose, Novara stava stabilmente sopra il 70% di RD.
Nel 2007 Roma scelse di sperimentare con il supporto tecnico di ESPER il porta a porta nei quartieri Colli Aniene, Decima e Massimina, dove si superò il 65%. L’esperimento fu poi azzerato dalle giunte successive.
Nel 2008 toccò a Napoli sperimentare con il supporto tecnico di ESPER il porta a porta nel quartiere di Colli Aminei, dove si raggiunse il 78% in un solo anno, partendo dal 12% del 2017.
Nel frattempo nascevano l’esperienza Parma e quella di Trento (entrambe sopra l’80%); centri di tutte le dimensioni e di ogni latitudine sceglievano il porta a porta con risultati ottimi. Molti arrivavano all’eccellenza implementando un sistema di tariffazione incentivante (tariffa puntuale).

Ora tocca alla seconda città d’Italia superare quota 60%: continua la crescita della raccolta differenziata a Milano che nel primo semestre del 2019 raggiunge il 61,8% (nello stesso periodo del 2018 la percentuale è stata del 59,5%). I dati Amsa mostrano una crescita di tutte le principali frazioni urbane: umido (+2,73%), carta (+2,62%), vetro (+2,62%), imballaggi in plastica e metallo (+4,83%).
Non siamo di fronte a risultati d’eccellenza (la norma prevede quota 65%), ma l’esempio è significativo e toglie alibi ad altre città meno “riciclone”.