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Castel Gandolfo: la crescita della differenziata taglia le frequenze di ritiro del residuo

Castel Gandolfo è un caso di studio da valorizzare.
Nel 2015 la raccolta differenziata era al 2%. Sembrerebbe un modo di dire, ma sono i dati reali che Ispra accreditava al Comune laziale: 2,74%, 6.863 tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti e mandati a smaltimento, 762 kg di rifiuti prodotti annualmente da ogni abitante.
Il 14 marzo 2016 veniva assegnato il nuovo servizio di raccolta Porta a Porta (progettato dagli uffici comunali) alla ditta appaltatrice Tekneko. Contestualmente la Direzione Esecuzione del Contratto, quindi il compito di controllare che il contratto venisse eseguito correttamente, veniva affidata ad ESPER.
I risultati non si sono fati attendere: i dati di ottobre 2018 segnano quota 79%. Un risultato che porta Castel Gandolfo fra i Ricicloni d’Italia, nell’eccellenza assoluta della Regione Lazio.

Raggiunti i livelli di eccellenza di cui sopra, l’Amministrazione, Tekneko ed ESPER si sono trovati a far fronte a flussi di rifiuti che sono oggi molto differenti da quelli esistenti nei giorni in cui si è partiti col nuovo servizio.  È sufficiente pensare che i rifiuti indifferenziati prodotti sono passato a 1.100 tonnellate/anno e che la produzione procapite è passata a 480 kg/anno di cui solo 122,5 di indifferenziato.
Sulla base di questi dati e di quanto già previsto dal progetto iniziale, a partire dal 18 marzo 2019, dopo tre anni esatti dall’avvio del nuovo servizio, la frequenza di ritiro della frazione indifferenziata è stata modificata, passando da bisettimanale a settimanale.

“Il 18 marzo ha dato un ulteriore segnale di cultura e modernità del nostro Comune in tema di rifiuti – afferma il Sindaco Milvia Monachesi – Il risultato ottenuto fino ad oggi grazie alla collaborazione della cittadinanza a cui va la mia gratitudine ed il mio plauso, ci consente di guardare ad ulteriori progetti in tema di rispetto dell’Ambiente e di diminuzione della produzione di rifiuti”.

“Ad oggi – continua  l’Assessore Alberto De Angelis – sono stati ampiamente rispettati i parametri previsti nel Capitolato Speciale di Appalto relativi al raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata (conseguimento del 55% nel primo anno e del 65% nel secondo). L’Amministrazione Comunale, la Tekneko e la ESPER, titolare della Direzione dell’Esecuzione del Contratto (DEC) di comune accordo hanno valutato positivamente l’opportunità di ridurre di un passaggio la raccolta del secco residuo per le utenze domestiche per incrementare ulteriormente la raccolta differenziata. Differenziare meglio permetterà di consolidare il nostro status di essere la città modello e sarà l’inizio di ulteriori sfide da vincere. Dalla nostra abbiamo dei concittadini unici, legati profondamente alla loro città, che saranno motore instancabile in questo cammino verso il miglioramento. Questa è la conferma che l’amministrazione Monachesi sta lavorando al fianco della propria cittadinanza e nel cuore delle esigenze e dei desideri comunitari”.

“La rarefazione delle frequenze della raccolta del rifiuto indifferenziato – conferma Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER – è parte di un percorso “naturale” verso l’eccellenza. Naturale, ma non scontata: solo quando si lavora bene, in comunione d’intenti fra tutte le parti coinvolte si verificano le condizioni perché ciò possa avvenire senza traumi e forzature. A Castel Gandolfo è successo proprio questo: Amministrazione, cittadinanza, azienda appaltatrice e noi come DEC siamo sulla stessa lunghezza d’onda e lavoriamo per i medesimi obiettivi! Abbiamo proposto che risorse liberate dalla raccolta del secco residuo siano utilizzate non solo per ottimizzare i costi del servizio, ma anche per implementare nuovi servizi di spazzamento e pulizia strade, proposta prontamente accolta da amministrazione ed azienda”.

Il mercato dei rifiuti non esce dalla crisi

“Dottò, la monnezza è oro” è la celebre frase del pentito di camorra Nunzio Perrella ai magistrati di Napoli che lo interrogavano nel 1992. Oggi questa frase rischia di tornare ancora d’attualità a causa di un contesto difficilissimo che sta vivendo il mercato dei rifiuti in Italia. Siamo infatti in una crisi senza precedenti dovuta alla mancanza di sbocchi, sia della frazione indifferenziata e residuale (purtroppo ancora consistente) sia dei materiali riciclabili. Questo sta facendo lievitare i prezzi di smaltimento (e deprezzare il valore dei materiali) in alcuni casi anche del 50-60% e in tali situazioni è più facile per la criminalità insinuarsi offrendo prezzi a buon mercato, come già accaduto in passato.

Si è arrivati a questo scenario per due ordini di motivi. Da un lato la saturazione degli spazi nelle discariche ma soprattutto negli inceneritori, cioè gli unici impianti di smaltimento finale che possono trattare i rifiuti non differenziati della raccolta urbana ma anche delle aziende e il residuale che rimane dopo le attività di selezione propedeutiche al riciclo.

Il problema viene da lontano e cioè dal DL 133/2014, cd.”Sblocca Italia” (poi convertito nella legge 11 novembre 2014, n.164) che all’art. 35 autorizza gli inceneritori non solo ad ampliare i volumi fino a saturazione del carico termico ma anche a trattare i rifiuti extraregionali. Una manna dal cielo per questi impianti che, causa l’aumento delle raccolte differenziate e il principio di prossimità, rischiavano di restare senza lavoro; ma anche per le regioni e comuni del Sud, da sempre meno virtuosi. Ciò ha comportato lo spostamento di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti verso il settentrione, con il risultato di una saturazione degli impianti.

Secondo il rapporto Ispra 2018, i rifiuti inceneriti al Nord sono passati dalle 4.082.786 tonnellate del 2013 alle 4.469.251 del 2017. Nello stesso anno – sempre secondo il rapporto – solo la Lombardia ha ricevuto 300 mila tonnellate dalle regioni meridionali, Lazio (101 mila), Campania (52 mila), Abruzzo (33 mila). Il paradosso è che ora i rifiuti lombardi, nonostante i 13 inceneritori, devono trovare sbocchi in altre regioni oppure oltre confine. La saturazione operata dai rifiuti dei Comuni, ai quali viene data priorità, blocca poi anche il settore degli speciali prodotti dalle aziende, aspetto non secondario se consideriamo che in realtà i rifiuti speciali sono il triplo di quelli urbani.

La conseguenza di tutto questo è una regola base del mercato: quando aumenta la domanda e si riducono i posti, i prezzi crescono. Si stima un aumento medio del 30%, con picchi del 50-60% e oltre. Se fino all’estate scorsa un’attività commerciale pagava per smaltire il suo rifiuto non differenziato assimilabile all’urbano tra i 130 e 150 euro a tonnellata, oggi per lo stesso rifiuto si va dai 180 ai 250 euro. Di riflesso, c’è un problema discariche al Sud. Nonostante l’opportunità degli inceneritori del Nord Italia ed le esportazioni (parte dei rifiuti della Campania vanno ad esempio in Portogallo), le discariche rappresentano nel meridione ancora la principale soluzione per gestire l’enorme mole di rifiuti indifferenziati causa del ritardo sulla raccolta differenziata. E anche qui i costi di conferimento stanno lievitando.

Parallelamente, si è abbattuta sul settore un’altra enorme congiuntura negativa: il crollo delle vendite dei materiali oggetto di selezione e destinati all’industria estera del riciclo (es. carta e plastica). L’ultima volta era accaduto dieci anni fa con il valore della carta arrivato a zero. Ma se nel 2008/2009 si era trattato di una fase passeggera dovuta alla crisi mondiale, questa volta il problema è più strutturale perché legato alla drastica riduzione della domanda da parte della Cina, il paese che teneva in piedi il mercato mondiale dell’esportazione. Pechino ha annunciato la svolta green, non vuole più essere la discarica del mondo perchè solo una minima parte dei materiali importati veniva effettivamente riciclata.

Un bel guaio perché il nostro mercato interno non si è strutturato per un’evenienza del genere. Fino al 2017 l’Italia esportava lì oltre il 50% della carta e anche di più per la plastica. Oggi la carta si è ridotta moltissimo e la plastica quasi a zero. Si sono aperti canali alternativi in altri paesi come Thailandia, India, Indonesia ma la richiesta è molto inferiore. Un’altra via è quella della Germania, ma solo di carta per la stampa. La Cina in realtà non ha chiuso i rubinetti, solo non accetta più tutto come prima, ora avviene una rigida selezione della qualità prima della partenza. I controlli sono affidati ad un unico ente, il CCIC di Marsiglia, che ispeziona tutti i carichi e la percentuale di tolleranza delle impurità è bassissima (tra 0,1 e 0,5%); molti imprenditori per non rischiare non fanno più spedizioni. Questo fa sì che i materiali si accumulano negli impianti e aumenta il rischio roghi. Gli incendi dell’ultimo anno hanno infatti interessato sia gli impianti abusivi che quelli regolari che avevano i piazzali pieni di carta e plastica in attesa di piazzarli sul mercato.

Come se ne esce? Per prima cosa abbiamo bisogno degli impianti. Fino a che non avremo raggiunto livelli altissimi di sostenibilità ambientale, a cominciare dalla raccolta differenziata, l’Italia ha bisogno di impianti di trattamento dei rifiuti, un “male necessario”, solo grazie al quale si può uscire dalla continua emergenza, avere una gestione controllata dei rifiuti e superare l’anacronismo inaccettabile della discarica. Per impianti non si intendono solo quelli di smaltimento ma soprattutto di recupero, dove i rifiuti vengono selezionati e avviati a recupero cioè a riciclaggio di materia. Occorre dunque semplificare la burocrazia che oggi rallenta il rilascio delle autorizzazioni, superando anche pregiudizi ideologici. Certo, le autorizzazioni si devono accompagnare anche a prescrizioni tecniche precise e inderogabili a tutela della salute (ad esempio l’indicazione di delle migliori tecnologie per l’abbattimento dei fumi o degli odori) e a controlli e punizione certa per i trasgressori. Solo così si potrà riconquistare la fiducia dei cittadini. Contemporaneamente urge incentivare in tempi rapidissimi la raccolta differenziata ben oltre il 65% (bisognerebbe arrivare all’80%) nonchè la riduzione a monte dei rifiuti, attraverso riparazione e riutilizzo, end of waste, riduzione degli imballaggi, progressiva sostituzione della plastica con materiali più ecocompatibili, in due parole quella che si chiama economia circolare. Questo è il futuro ma solo quando lo avremo realizzato potremo dire di non aver più bisogno di inceneritori ed altro. Con la consapevolezza di una corsa contro il tempo perchè ogni giorno che passa con costi di smaltimento alle stelle è un’opportunità per i criminali dell’ambiente.

Angelo Brancaccio
Fonte: GreenReport

Ragusa: in meno di un anno raggiunta quota 74%

Cresce la raccolta differenziata a Ragusa e lo fa con aumenti che la pongono ai primissimi posti in Italia. Le rilevazioni di gennaio, infatti, si assestano a quota 74,62%, con una crescita del 5,3% rispetto alle rilevazioni dello scorso ottobre. La crescita percentuale ha un che di clamoroso: la media del 2017 era infatti inferiore al 20%. Nel gennaio 2018 la percentuale di RD era pari al 23%, a maggio si toccava appena quota 26%. Solo sei mesi dopo si è arrivati al 74%, una crescita del 300% in un semestre. Se nel gennaio 2018 il Comune ha dovuto farsi carico dei pagamenti per lo smaltimento di poco meno di 2400 tonnellate di rifiuti indifferenziati, a distanza di 12 mesi le tonnellate di rifiuti da mandare a smaltimento sono state 750.

“E’ un dato – commenta il sindaco Peppe Cassì – che premia l’impegno dei ragusani, che hanno dimostrato di sapersi adattare al sistema di differenziata spinta, considerato il più efficiente dalla comunità di esperti, prima e meglio di molti altri Comuni. A dare soddisfazione a tutta la nostra comunità non è solo la percentuale complessiva del 74,62%, veramente alta, ma la quota di crescita trimestrale del +5,3%: come è noto, saltare in alto fino a due metri è difficile, ma da lì in poi ogni miglioramento, anche di centimetri, è ancora più arduo. Per questo il risultato di Ragusa è veramente straordinario e va correlato ai controlli serrati che abbiamo avviato proprio da novembre, dando un forte giro di vite all’inciviltà e spingendo decine di cittadini ogni settimana a regolarizzare la propria posizione.”
“Ma l’impegno – prosegue il primo cittadino – non è certo concluso e l’asticella può essere ulteriormente alzata andando a incidere su quella sacca di irresponsabili che ancora non si attiene alle regole. Lo faremo con l’istallazione di altre 50 telecamere circa in luoghi strategici, con controlli nelle strade provinciali di nostra competenza e agli operatori di pulizia, con la possibilità di ritirare il kit beneficiando dell’esenzione Tari per le fasce più in difficoltà. Resto convinto però che l’educazione sia la soluzione più efficace: anche i più refrattari non potranno che rassegnarsi al fatto che è più semplice lasciare un mastello sotto casa piuttosto che rischiare sanzioni abbandonando rifiuti nel cuore della notte o caricandoli in auto per kilometri.”

La percentuale è di tutto rispetto, ma Legambiente segnala come la scarsa informazione possa diventare causa di deficit nella qualità della raccolta.

L’amministrazione è dunque pronta a scendere direttamente in campo: “Stiamo lavorando per mettere in atto un’azione simbolica – spiega Sergio Schininà, assessore all’Ambiente – e cioè quella che un gruppo di Consiglieri, insieme allo stesso primo cittadino e i membri della Giunta, siano impegnati in prima persona in attività di pulizia in alcuni punti critici come, per esempio, la strada che conduce al Castello di Donnafugata o in alcune vie di Marina di Ragusa. L’Amministrazione Cassì intende dare il buon esempio e non vogliamo che si tratti di un’iniziativa sporadica, ma di un appuntamento ripetuto e programmata nel tempo. Durante queste iniziative, inoltre, coglieremo l’occasione per effettuare dei sopralluoghi e verificare di persona i diversi problemi di natura ambientale che si verificano nel nostro vasto territorio comunale. Organizzeremo inoltre di alcune giornate informative sulla raccolta differenziata rivolte agli alunni delle scuole elementari e medie. Tramite il coinvolgimento diretto dei più giovani, contribuendo alla formazione della loro coscienza civica ed ecologica, si tenterà di correggere, se ce ne fosse bisogno, i comportamenti errati degli adulti. Insieme all’Ati studieremo nei prossimi giorni le modalità con le quali queste giornate dovranno svolgersi e immaginiamo che si potranno tenere già all’inizio della prossima primavera”.
“Siamo convinti – conclude Schininà – che l’educazione ambientale, il rispetto del territorio e l’abitudine alla raccolta differenziata, che comunque a Ragusa sta toccando punti percentuali elevatissimi, possano essere sostenuti anche da questo genere di iniziative nelle quali, in futuro, prevediamo di coinvolgere anche i cittadini e le associazioni ambientaliste”.

Regione Lazio: presentate le linee guida per il nuovo Piano Regionale

L’economia Circolare diventa il perno attorno al quale si redigerà il nuovo Piano Regionale. E’ quanto si evince dalla nota diffusa dalla Regione Lazio:

Piano regionale rifiuti 2019 – 2025: da un’economia lineare a un’economia circolare. Un atto importante che darà un forte impulso alla svolta sostenibile del Lazio, e si inserisce in un’iniziativa organica che il Lazio ha intrapreso con tante diverse azioni concrete: come quella della lotta all’inquinamento dell’aria, della guerra ai rifiuti plastici, al sostegno alle imprese green. L’approvazione in Consiglio avverrà entro luglio 2019.

Un lavoro che va avanti insieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l’Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.      

Un’alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sull’uso consapevole delle risorse. Un impegno etico, ma anche una grande occasione di crescita duratura.

Dalla Regione Lazio un grande passo in avanti in questa direzione: il nuovo piano rifiuti è stato approvato nei tempi previsti.

Cinque grandi azioni, con l’obiettivo di far entrare il Lazio in una dinamica virtuosa di economia circolare: 

  1. 70% di differenziata entro il 2025: sosterremo con 57 milioni nei prossimi tre anni isole ecologiche e impianti di compostaggio e con il passaggio alla Tarip (Tariffa puntuale) entro il 2020 per tutti i Comuni. “Chi produce meno rifiuti, meno paga”.
  2. Riduzione dei rifiuti Riduzione del 50% del fabbisogno di conferimento in discarica e inceneritori.
  3. Riconversione di Colleferro abbiamo previsto la riconversione dell’impianto di termovalorizzazione di Colleferro, una delle aree a maggior tasso d’inquinamento del Lazio, puntando sulla realizzazione di un presidio industriale altamente tecnologico e senza impatto ambientale.
  4. Stop all’export dei rifiuti Ogni territorio – come avviene in tutta Italia e in tutta Europa e come prevedono la legge e le normative europee – deve chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio.
  5. Lotta senza quartiere ai reati ambientali legati ai rifiuti. Un fatto che, purtroppo, riguarda anche la nostra regione.

 

Proprio il punto 4 di quelli previsti aprirà un confronto con Roma Capitale: “Di fronte al trend e ai ritmi attuali, al fatto poi che ogni 20 giorni devo cercare un presidente di regione che prenda i rifiuti di Roma – ha detto Zingaretti – abbiamo il dovere morale di indicare le soluzioni più congrue e cioè che una città di tre milioni di abitanti deve avere un sito dove far conferire materiale trattato”.

Bitritto, il Riciclone di Puglia

Bitritto è un Comune di 11.000 abitanti in Puglia. Rappresenta l’eccellenza pugliese per quel che riguarda la gestione dei rifiuti: una raccolta differenziata pari all’83% e una produzione di residuo di soli 59 kg/abitante anno. Numeri che la mettono al vertice regionale e che fanno di Bitritto l’unico Comune pugliese ad essere stato premiato da Legambiente contemporaneamente sia come Comune Riciclone che come Comune Rifiuti Free.

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 E dire che solo a fine 2016 la percentuale era ancora su livelli estremamente bassi, che non raggiungevano nemmeno il 20%

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Con l’aumento della raccolta differenziata si è assistito ad un contemporaneo calo della produzione dei rifiuti prodotti raggiungendo quota 326 kg/abitante all’anno con un abbattimento di oltre 100 kg pro capite.

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 Ne parliamo con il sindaco di Bitritto, il dottor Giuseppe Giulitto

Sono orgoglioso del lavoro che stiamo svolgendo! Il Comune di Bitritto è stato premiato da Legambiente come Comune Riciclone della Puglia per i risultati ottenuti nel 2017. Non solo, però: siamo stati premiati anche a livello Nazionale: per la prima volta un Comune Pugliese riceve il premio come Comune Riciclone, ma anche come Comune Rifiuti Free. Due premi differenti legati da una parte alla percentuale di raccolta differenziata che ha sfiorato l’83%, dall’altra alla produzione di secco residuo pro capite che è intorno ai 59 kg/abitante all’anno.

Una storia di eccellenza recente. Da dove si partiva?

Il Comune di Bitritto fa parte dell’ARO Bari 2, con capofila Modugno. Nel 2014 è stato dato l’incarico ad ESPER per la redazione di un nuovo piano industriale  dei servizi di raccolta e igiene urbana per l’implementazione della tariffa puntuale. Sulla base di questo si è andati a gara e nel 2016 si è partiti con il nuovo servizio. L’ARO Bari 2 devo dire che funziona particolarmente bene, tanto da ottenere il plauso del dott. Cantone dell’ANAC per come si è svolto il percorso tecnico, amministrativo e anche giuridico che ha portato al nuovo servizio*.
Si è partiti nel luglio 2016 con una fase di start-up in cui abbiamo avuto un confronto pressoché quotidiano con la cittadinanza. E credo questo sia stato il segreto del successo di una pianificazione di per sé già ottima: i cittadini di Bitritto hanno vinto una scommessa culturale. A questo si aggiungano una ditta come la S.i.Eco che svolge bene il proprio lavoro, gli uffici dell’Aro Bari 2 che hanno guidato l’operazione in maniera magistrale, la ESPER che ne controlla l’operato attraverso il servizio DEC, e il risultato non poteva essere differente da questo.  Il servizio vero e proprio è partito a novembre 2016, e da subito abbiamo avuto risultati eccellenti.

Nel 2015 la media della raccolta differenziata era di poco superiore al 15%…

Si. Nel 2015 avevamo una differenziata attorno al 15% ed uno smaltimento attorno al 85%. Il dato interessante è che in un anno siamo riusciti a capovolgere queste percentuali, sostanzialmente. È questo il grande risultato che abbiamo ottenuto con la collaborazione di tutti.
Ci tengo a sottolineare come i cittadini del Mezzogiorno d’Italia possano vincere queste scommesse, infrangendo luoghi comuni.

Dove vuole andare Bitritto? Quali sono i prossimi passi?

Il primo obiettivo è quello di rispettare gli step già previsti: ovvero il passaggio a tariffazione puntuale. Uno strumento che responsabilizza ancora di più il cittadino premiandone i comportamenti virtuosi. Arriverà il momento in cui il cittadino pagherà realmente per la quantità di rifiuto indifferenziato che produce.
Ovviamente questo concorrerà al fatto di avere un Comune sempre più pulito, sempre più all’avanguardia in cui anche il trattamento del rifiuto diventi una risorsa. Attraverso la differenziata infatti stiamo avendo nuove disponibilità economiche in entrata, che andranno a favore dei cittadini stessi sia in termini di servizi più efficienti che di vantaggio economico. UN premio che è giusto che i veri artefici di questa rivoluzione culturale possano avere.

 

*Fra i Comuni dell’ARO Bari 2, seguito da ESPER, anche Bitetto è stato premiato come Comune Riciclone

Vuoto a rendere in Europa: il rapporto di ACR+

Nel mezzo di rinnovate discussioni su come raggiungere l’efficienza delle risorse e promuovere l’economia circolare in Europa, gli incentivi al vuoto a rendere ed al cauzionamento degli imballi sono ormai argomento fisso nelle discussioni intorno a potenziali strumenti per aiutare a raggiungere obiettivi ambiziosi di raccolta e riciclo e combattere il littering. ACR + ha esplorato le esperienze esistenti con i sistemi di rimborso dei depositi in tutta Europa in un rapporto appena pubblicato, incentrato sulle confezioni delle bevande monouso.

Il piano d’azione per l’economia circolare dell’UE e la legislazione sui rifiuti recentemente riveduta stanno aprendo la strada a una vera economia circolare nell’UE. Affinché ciò si realizzi, è necessario attuare misure concrete a livello nazionale, regionale e locale nei prossimi anni. Sono possibili diversi strumenti e appalti e gli esperti e i responsabili politici sono alla ricerca di soluzioni per quanto riguarda la loro attuazione e i possibili effetti.

Tra gli strumenti possibili, attualmente oggetto di accese discussioni, ci sono sistemi di rimborso dei depositi in base ai quali un consumatore è invitato a pagare una somma di denaro – un “deposito” visibile ed evidenziato – oltre al prezzo del prodotto e può richiedere il rimborso dello stesso se lo riconsegna il prodotto (o la sua confezione vuota) in un punto di raccolta approvato.

Su richiesta dei suoi membri, ACR + ha esaminato l’applicazione dei sistemi di rimborso dei depositi per gli imballaggi di bevande monouso. ACR + ha esplorato esperienze esistenti in dieci paesi europei: Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. Le informazioni sono state redatte in un rapporto intitolato “Sistemi di rimborso dei depositi per imballaggi di bevande monouso in Europa”. Basandosi su fatti e dati disponibili, il rapporto presenta una panoramica informativa degli esempi e degli approcci esistenti in Europa. Mira a supportare i responsabili politici nel prendere decisioni migliori e più informate.

Scarica il rapporto completo o i singoli casi di studio:
Croazia
Danimarca
Estonia
Finlandia
Germania
Islanda
Lituania
Paesi Bassi
Norvegia
Svezia

Comuni, virtuosi e premiati

Nel corso della sua quasi ventennale attività, ESPER ha avuto modo di collaborare con decine di Comuni sparsi su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del 2018 moltissimi di questi hanno raggiunto performances ambientali di assoluta eccellenza, a partire dalle percentuali di raccolta differenziata, fino ad arrivare alla gestione dei materiali post-consumo.

Proviamo a fare un riassunto dei premi ricevuti dai Comuni con cui ESPER ha avuto il piacere di collaborare:

Lanuvio (RM) – Cominciamo dal pluripremiato Comune di Lanuvio. La gestione dei rifiuti organici è il fiore all’occhiello di questa amministrazione: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno. L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata: il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”.
Non solo: Nel corso del 2018 Lanuvio è entrato nel novero del “Comuni Ricicloni” e dei “Comuni Plastic-Free”, e come tale premiato da Legambiente.

Bitritto (BA) – Il Comune di Bitritto vince il titolo di “Comune Riciclone 2018” per la regione Puglia sia per la sua categoria (Comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti) sia nella classifica regionale.

Castelnovo del Friuli (PN) – Con il suo 75% di RD ed i soli 72.8 chilogrammi di rifiuto indifferenziato pro capite rientra nei Comuni Ricicloni del Friuli Venezia Giulia

Trento – E’ il terzo capoluogo di provincia a livello nazionale nella classifica di Legambiente dei Comuni Ricicloni per raccolta e gestione rifiuti, con il suo 80,6% di RD, e risulta anche la città più virtuosa nella raccolta e riciclo del legno, ricevendo per questo il Premio Rilegno

Petrosino (TP) – Petrosino è il terzo comune più virtuoso in Italia. Lo ha decretato la giuria del premio “Comuni Virtuosi 2018”, iniziativa promossa ogni anno dall’Associazione dei Comuni Virtuosi al fine di divulgare le esperienze virtuose, i progetti concreti, le iniziative realizzate a favore dell’ambiente e delle comunità locali

Molfetta (BA) – Il Comune è stato  premiato da Corepla nella categoria «Migliore raccolta degli imballaggi in plastica». nel 2017 ha concluso l’attivazione del porta a porta su tutta la città ha superato la percentuale del 70% di raccolta differenziata e il valore pro capite di raccolta degli imballaggi in plastica ha raggiunto 22 chili

Malegno e gli Antichi Borghi: quota 80% a portata di mano

La Valle Camonica non è solo incisioni rupestri e natura meravigliosa. Valle Camonica è anche un vero e proprio incubatore di buone pratiche.
Nel 2015 l’Unione di Comuni degli Antichi Borghi, un’unione di Comuni che raggruppava sotto di sé sette municipi della Provincia di Brescia (Bienno, Borno, Breno, Malegno, Niardo, Ossimo e Prestine) decise di rivoluzionare il proprio servizio di igiene pubblica e, con il supporto tecnico di ESPER, di passare gradatamente alla raccolta porta a porta integrale e alla tariffazione puntuale.

Nei comuni dell’Unione, e quasi in tutta la Valle, il servizio è svolto dalla Valle Camonica Servizi srl, società interamente pubblica partecipata da 46 enti locali della Valle.  Società che si è dimostrata pronta e collaborativa nel recepire le indicazioni politiche che giungevano dalle Amministrazioni, attiva e propositiva nella fase di progettazione del nuovo servizio e nella sua fase di attuazione.

Oggi il servizio porta a porta ha coinvolto quasi la metà dei Comuni della Valle. Quelli dell’Unione sono tutti attorno all’80% di raccolta differenziata. Nel 2018 Malegno ha attivato la tariffazione puntuale. Ne parliamo con il sindaco, Paolo Erba

Malegno è partita con la tariffazione puntuale: quali sono stati i risultati ottenuti?

Direi buoni, senza dubbio. Rispetto al 2017 i dati aggiornati ad ottobre raccontano di come abbiamo guadagnato poco meno di 5 punti percentuali di raccolta differenziata, che si traducono in una corrispondente riduzione del secco residuo. Una crescita significativa che ci ha portati alla soglia di quota 80%. Il dato registrato ad ottobre è di 78,2% di raccolta differenziata. Se pensiamo che nel 2014 eravamo al 46,5%, possiamo essere orgogliosi della strada che abbiamo percorso. Ovviamente non abbiamo ancora i dati definitivi per il 2018, ma quelli parziali premiano le scelte che abbiamo compiuto con il supporto di ESPER: una raccolta che totalmente domiciliarizzata con tariffazione puntuale a cui si aggiunge una piattaforma ecologica appena ultimata, e che sarà il riferimento per Malegno e Cividate Camuno. Sarà inaugurata all’inizio del 2019, ed è stata realizzata grazie ad un finanziamento ottenuto dal Comune di Malegno. Anche Cividate avrebbe dovuto sistemare la propria, ma abbiamo ritenuto che non fosse il caso di avere due piattaforme a distanza di poche centinaia di metri, quindi abbiamo deciso di condividere la nostra. A fianco della piattaforma ecologica c’era un cassone per il conferimento di sfalci e ramaglie, l’unico punto di raccolta stradale di tutto il Paese. Dal primo gennaio 2019 toglieremo anche quello: Malegno non avrà più nemmeno un punto di raccolta stradale.
Dal punto di vista della produzione di secco residuo, pur essendo in diminuzione costante, dobbiamo ammettere qualche Comune vicino, come Niardo, va leggermente meglio. Ma non possiamo trascurare il fatto che su Malegno grava una grossa fabbrica della Riva, che, per la sua dimensione, è quasi impossibile portare ad una forte diminuzione del secco residuo.
Diciamo che i Comuni dell’Unione che sono a tariffazione puntuale viaggiano a livelli di RD e prestazioni ambientali analoghi. Le percentuali si modificano un po’ a seconda delle situazioni. In un paesino da 2000 abitanti come il nostro, sono sufficienti un paio di situazioni difficilmente governabili per modificare sensibilmente la percentuale di raccolta.

Quindi: Malegno prima affronta il porta a porta integrale, poi, dal 2018, la tariffazione puntuale. Come è stata accolta dalla cittadinanza quest’ultimo cambiamento?

Il primo dato è quello che testimonia l’impegno della cittadinanza tutta: gli incontri di presentazione e di spiegazione della tariffazione puntuale sono stati affollati, animati da persone che volevano capire il meccanismo. Ma questa posso tranquillamente dire che è una costante di tutti questi dieci anni di percorso sulla gestione dei rifiuti. Le riunioni più frequentate che io abbia visto durante la mia carriera da amministratore sono quelle sui rifiuti. Addirittura, abbiamo delle persone anziane che vengono in Comune con pezzettini di rifiuti per capire dove vadano conferiti. C’è senza dubbio molta attenzione.
Il poter lavorare anche se solo in piccola parte sull’incentivo economico desta molto interesse. L’anno scorso siamo riusciti a consentire un minimo risparmio a chi ha fatto bene la raccolta differenziata. Siamo attorno al 10%. Non stiamo parlando di una cifra che cambia la vita, ma è senza dubbio un segnale. E i cittadini sono felici.
Qualche problema in più lo abbiamo sulle utenze non domestiche. Siamo costretti da una questione normativa e ci rendiamo conto che non riusciamo ad andare incontro ad esigenze reali. I nostri negozi sono piccoli esercizi di prossimità, che faticano a sopravvivere. Ci rendiamo conto che spesso la tariffa non è commisurata alle reali capacità di spesa degli esercizi. Ma non abbiamo margine di manovra. Anche in questo caso abbiamo però cercato di fare il massimo: a fronte di una corretta gestione dei propri rifiuti, quasi nessuno ha dovuto far fronte a degli aumenti.

Quali sono i prossimi passi che pensate di fare?

Per il 2019 sicuramente puntiamo a rendere strutturale la tariffazione puntuale. Il primo anno è stato “di prova”… Il primo ciclo di tariffa puntuale lo chiuderemo con l’arrivo dei dati definitivi sugli svuotamenti, quindi nei primi mesi del 2019. Il primo passo dunque è quello di confermare e rendere ancora più solido quanto fatto fino ad ora.
Stiamo ragionando sulla diminuzione della frequenza della raccolta dell’indifferenziato. Osservando i dati è palese come quasi nessuno utilizzi tutti i passaggi: potremmo tranquillamente passare ad una raccolta quindicinale, almeno sull’indifferenziato.
Inoltre ci piacerebbe rendere “puntuale” anche il rapporto con Valle Camonica Servizi, che il comportamento virtuoso dei nostri cittadini possa avere un peso anche nel rapporto con l’azienda. Non possiamo trascurare il fatto che l’Unione dei Comuni degli Antichi Borghi sia stata una sorta di incubatrice, partendo per prima, supportata da Valle Camonica Servizi ed ESPER, nella revisione del servizio con l’introduzione della raccolta domiciliare e poi con il passaggio a tariffa puntuale. Tutto ciò è partito dai nostri Comuni ed oggi coinvolge quasi la metà della Valle, in un’ottica futura di completa omogeneizzazione. L’Unione degli Antichi Borghi ha consentito a Valle Camonica Servizi e a tutto  il territorio Camuno uno slancio: è evidente che quella adottata è una modalità che funziona. La speranza che abbiamo è che Valle Camonica Servizi abbia non voglio dire un occhio di riguardo, ma un’attenzione per i Comuni che stanno facendo da traino e che consentiranno un efficientamento notevole di tutti i servizi gestiti dalla multiutility. Sarebbe un male per tutti se, nonostante gli sforzi profusi da Amministrazioni, Azienda e Cittadini, non ottenessimo i risultati auspicati, o, peggio ancora, ci trovassimo rincari delle tariffe. Infine, con l’attivazione della nuova piattaforma ecologica, vorremmo aumentare le tipologie dei materiali raccolti, e magari dare risposta ad alcuni materiali complicati tipo il polistirolo. Ormai la sensazione è che il lavoro “grosso” lo abbiamo fatto, che possiamo lavorare di fino.

 

La Regione Piemonte presenta le linee guida per la tariffazione puntuale

“Se vogliamo migliorare il sistema complessivo dei rifiuti piemontesi dobbiamo puntare sulla raccolta differenziata e sulla tariffa puntuale.”

Sono state queste le parole dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Alberto Valmaggia all’EcoForum per l’economia Circolare del Piemonte organizzato da Legambiente.
Le parole dell’Assessore arrivano a seguito della presentazione dei dati sulla gestione rifiuti in Regione: Appena il 35,5% dei Comuni piemontesi raggiunge il 65% di raccolta differenziata previsto per legge e sono soltanto 36 su 1201 i Rifiuti Free, Comuni che oltre ad aver raggiunto il 65% di RD, producono meno di 75 kg pro capite l’anno di secco residuo, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento.

Regione Piemonte ha scelto Ecoforum per presentare le nuove linee guida per la tariffazione puntuale, redatte in collaborazione il Consorzio Chierese Servizi, Consorzio Covar14, Pegaso 03 ed ESPER.

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Castel Gandolfo: l’80% è a un soffio

Poco più di due anni fa il Comune di Castel Gandolfo scelse di puntare forte sulla raccolta differenziata, abbandonando i cassonetti stradali e passando ad una raccolta porta a porta spinta. Il 14 marzo 2016 veniva assegnato il nuovo servizio di raccolta Porta a Porta progettato internamente al Comune alla ditta appaltatrice Tekneko. Contestualmente la Direzione Esecuzione del Contratto, quindi il compito di controllare che il contratto venisse eseguito correttamente, veniva affidata ad ESPER.
Il servizio, completamente domiciliarizzato prevede 3 passaggi settimanali per l’umido, due per il secco residuo e uno per le frazioni riciclabili (carta, vetro e lattine, plastica). Alle raccolte standard l’amministrazione ha voluto affiancare una raccolta trisettimanale dei tessili sanitari (pannolini e pannoloni) per utenze registrate ed aventi diritto al servizio.
Al fine di agevolare il conferimento di alcune tipologie di rifiuti da parte dell’utenza e rendere più efficienti e flessibili i servizi attivati sul territorio, il Comune di Castel Gandolfo è dotato di un Centro di Raccolta dove i cittadini possono conferire tutte le frazioni valorizzabili più alcune tipologie specifiche di rifiuti (RAEE, Pile, sfalci e potature, oli vegetali esausti).
I risultati non si sono fati attendere: ad oggi il Comune veleggia costantemente sopra quota 70% e i dati di ottobre 2018 segnano quota 79%. Un risultato che porta Castel Gandolfo fra i Ricicloni d’Italia, nell’eccellenza assoluta della Regione Lazio.

Ma la percentuale di raccolta differenziata non è il solo successo ottenuto: la quantità di rifiuti prodotti procapite ha registrato una diminuzione record. Dopo un trend di crescita costante dal 2010 (in controtendenza con i dati nazionali), ed una produzione ampiamente sopra la media nazionale (762kg/abitante anno contro i 513 di media regionale e i 496 nazionale), è scesa sotto tutte le medie di riferimento, raggiungendo i 480 kg/abitante anno nel 2018


2015
2018 *
% Raccolta differenziata 2,74%* 79,04%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (%) 97,26%* 21,96%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) 6.863.250 1.104.570
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) per Abitante anno 741,96* 122,5
Produzione rifiuti (differenziata + indifferenziata) kg/abitante.anno 762,84* 480

*dati normalizzati ad agosto 2018

“Nel nostro territorio siamo il Comune con le migliori performances di raccolta più alte, e ne siamo estremamente soddisfatti – ci dice il sindaco Milvia Monachesi –  È una cosa che ci qualifica molto. Un risultato del quale dobbiamo ringraziare innanzitutto i nostri cittadini, veri protagonisti di questo successo, ma anche l’amministrazione tutta, a partre dall’Assessore De Angelis, l’azienda Tekneko che gestisce il servizio e la ESPER. È un risultato che si è raggiunto solo il contributo di tutti. Il risultato raggiunto però non è una ragione sufficiente per fermarsi. Possiamo senza dubbio crescere ancora. E ci sono dei punti su sui faremo meglio, in particolare sulla lotta all’abbandono di rifiuti”.

“Sono molto soddisfatto per i risultati che stiamo ottenendo – ribadisce l’assessore De Angelis – Rappresentano il frutto di un serio lavoro dell’Amministrazione Comunale e di una visione avanzata della raccolta differenziata. Il lavoro sinergico con l’azienda gestore e il DEC ci porta ad investire e cercare sempre nuovi obiettivi per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini, che meritano tanto rispetto e considerazione perché con il loro operato meticoloso garantiscono risultati eccellenti di raccolta differenziata. Vogliamo migliorare ancora i servizi aggiuntivi come lo spazzamento e sfalcio stradale per far sì che il decoro della nostra città rimanga una priorità ed un fiore all’occhiello”.
Anche Diego Simonetti, responsabile per Tekneko del cantiere di Castel Gandolfo esprime piena soddisfazione per i risultati raggiunti: “Un risultato che premia un lavoro di squadra tra amministrazione azienda e cittadini. Sono onorato di rappresentare questa splendida azienda in un Comune così virtuoso.  Un grazie di cuore ai miei ragazzi che mi seguono diligentemente”.

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata in amministrazione e azienda gestore” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendosi a disposizione dell’Amministrazione con la propria esperienza pluriennale nell’affiancamento di Pubbliche Amministrazioni che cercassero una via sostenibile nella gestione dei rifiuti, individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie”.

La prossima sfida? Tutti gli interessati concordano: la tariffazione puntuale. (SC)