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Comuni, virtuosi e premiati

Nel corso della sua quasi ventennale attività, ESPER ha avuto modo di collaborare con decine di Comuni sparsi su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del 2018 moltissimi di questi hanno raggiunto performances ambientali di assoluta eccellenza, a partire dalle percentuali di raccolta differenziata, fino ad arrivare alla gestione dei materiali post-consumo.

Proviamo a fare un riassunto dei premi ricevuti dai Comuni con cui ESPER ha avuto il piacere di collaborare:

Lanuvio (RM) – Cominciamo dal pluripremiato Comune di Lanuvio. La gestione dei rifiuti organici è il fiore all’occhiello di questa amministrazione: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno. L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata: il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”.
Non solo: Nel corso del 2018 Lanuvio è entrato nel novero del “Comuni Ricicloni” e dei “Comuni Plastic-Free”, e come tale premiato da Legambiente.

Bitritto (BA) – Il Comune di Bitritto vince il titolo di “Comune Riciclone 2018” per la regione Puglia sia per la sua categoria (Comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti) sia nella classifica regionale.

Castelnovo del Friuli (PN) – Con il suo 75% di RD ed i soli 72.8 chilogrammi di rifiuto indifferenziato pro capite rientra nei Comuni Ricicloni del Friuli Venezia Giulia

Trento – E’ il terzo capoluogo di provincia a livello nazionale nella classifica di Legambiente dei Comuni Ricicloni per raccolta e gestione rifiuti, con il suo 80,6% di RD, e risulta anche la città più virtuosa nella raccolta e riciclo del legno, ricevendo per questo il Premio Rilegno

Petrosino (TP) – Petrosino è il terzo comune più virtuoso in Italia. Lo ha decretato la giuria del premio “Comuni Virtuosi 2018”, iniziativa promossa ogni anno dall’Associazione dei Comuni Virtuosi al fine di divulgare le esperienze virtuose, i progetti concreti, le iniziative realizzate a favore dell’ambiente e delle comunità locali

Molfetta (BA) – Il Comune è stato  premiato da Corepla nella categoria «Migliore raccolta degli imballaggi in plastica». nel 2017 ha concluso l’attivazione del porta a porta su tutta la città ha superato la percentuale del 70% di raccolta differenziata e il valore pro capite di raccolta degli imballaggi in plastica ha raggiunto 22 chili

Malegno e gli Antichi Borghi: quota 80% a portata di mano

La Valle Camonica non è solo incisioni rupestri e natura meravigliosa. Valle Camonica è anche un vero e proprio incubatore di buone pratiche.
Nel 2015 l’Unione di Comuni degli Antichi Borghi, un’unione di Comuni che raggruppava sotto di sé sette municipi della Provincia di Brescia (Bienno, Borno, Breno, Malegno, Niardo, Ossimo e Prestine) decise di rivoluzionare il proprio servizio di igiene pubblica e, con il supporto tecnico di ESPER, di passare gradatamente alla raccolta porta a porta integrale e alla tariffazione puntuale.

Nei comuni dell’Unione, e quasi in tutta la Valle, il servizio è svolto dalla Valle Camonica Servizi srl, società interamente pubblica partecipata da 46 enti locali della Valle.  Società che si è dimostrata pronta e collaborativa nel recepire le indicazioni politiche che giungevano dalle Amministrazioni, attiva e propositiva nella fase di progettazione del nuovo servizio e nella sua fase di attuazione.

Oggi il servizio porta a porta ha coinvolto quasi la metà dei Comuni della Valle. Quelli dell’Unione sono tutti attorno all’80% di raccolta differenziata. Nel 2018 Malegno ha attivato la tariffazione puntuale. Ne parliamo con il sindaco, Paolo Erba

Malegno è partita con la tariffazione puntuale: quali sono stati i risultati ottenuti?

Direi buoni, senza dubbio. Rispetto al 2017 i dati aggiornati ad ottobre raccontano di come abbiamo guadagnato poco meno di 5 punti percentuali di raccolta differenziata, che si traducono in una corrispondente riduzione del secco residuo. Una crescita significativa che ci ha portati alla soglia di quota 80%. Il dato registrato ad ottobre è di 78,2% di raccolta differenziata. Se pensiamo che nel 2014 eravamo al 46,5%, possiamo essere orgogliosi della strada che abbiamo percorso. Ovviamente non abbiamo ancora i dati definitivi per il 2018, ma quelli parziali premiano le scelte che abbiamo compiuto con il supporto di ESPER: una raccolta che totalmente domiciliarizzata con tariffazione puntuale a cui si aggiunge una piattaforma ecologica appena ultimata, e che sarà il riferimento per Malegno e Cividate Camuno. Sarà inaugurata all’inizio del 2019, ed è stata realizzata grazie ad un finanziamento ottenuto dal Comune di Malegno. Anche Cividate avrebbe dovuto sistemare la propria, ma abbiamo ritenuto che non fosse il caso di avere due piattaforme a distanza di poche centinaia di metri, quindi abbiamo deciso di condividere la nostra. A fianco della piattaforma ecologica c’era un cassone per il conferimento di sfalci e ramaglie, l’unico punto di raccolta stradale di tutto il Paese. Dal primo gennaio 2019 toglieremo anche quello: Malegno non avrà più nemmeno un punto di raccolta stradale.
Dal punto di vista della produzione di secco residuo, pur essendo in diminuzione costante, dobbiamo ammettere qualche Comune vicino, come Niardo, va leggermente meglio. Ma non possiamo trascurare il fatto che su Malegno grava una grossa fabbrica della Riva, che, per la sua dimensione, è quasi impossibile portare ad una forte diminuzione del secco residuo.
Diciamo che i Comuni dell’Unione che sono a tariffazione puntuale viaggiano a livelli di RD e prestazioni ambientali analoghi. Le percentuali si modificano un po’ a seconda delle situazioni. In un paesino da 2000 abitanti come il nostro, sono sufficienti un paio di situazioni difficilmente governabili per modificare sensibilmente la percentuale di raccolta.

Quindi: Malegno prima affronta il porta a porta integrale, poi, dal 2018, la tariffazione puntuale. Come è stata accolta dalla cittadinanza quest’ultimo cambiamento?

Il primo dato è quello che testimonia l’impegno della cittadinanza tutta: gli incontri di presentazione e di spiegazione della tariffazione puntuale sono stati affollati, animati da persone che volevano capire il meccanismo. Ma questa posso tranquillamente dire che è una costante di tutti questi dieci anni di percorso sulla gestione dei rifiuti. Le riunioni più frequentate che io abbia visto durante la mia carriera da amministratore sono quelle sui rifiuti. Addirittura, abbiamo delle persone anziane che vengono in Comune con pezzettini di rifiuti per capire dove vadano conferiti. C’è senza dubbio molta attenzione.
Il poter lavorare anche se solo in piccola parte sull’incentivo economico desta molto interesse. L’anno scorso siamo riusciti a consentire un minimo risparmio a chi ha fatto bene la raccolta differenziata. Siamo attorno al 10%. Non stiamo parlando di una cifra che cambia la vita, ma è senza dubbio un segnale. E i cittadini sono felici.
Qualche problema in più lo abbiamo sulle utenze non domestiche. Siamo costretti da una questione normativa e ci rendiamo conto che non riusciamo ad andare incontro ad esigenze reali. I nostri negozi sono piccoli esercizi di prossimità, che faticano a sopravvivere. Ci rendiamo conto che spesso la tariffa non è commisurata alle reali capacità di spesa degli esercizi. Ma non abbiamo margine di manovra. Anche in questo caso abbiamo però cercato di fare il massimo: a fronte di una corretta gestione dei propri rifiuti, quasi nessuno ha dovuto far fronte a degli aumenti.

Quali sono i prossimi passi che pensate di fare?

Per il 2019 sicuramente puntiamo a rendere strutturale la tariffazione puntuale. Il primo anno è stato “di prova”… Il primo ciclo di tariffa puntuale lo chiuderemo con l’arrivo dei dati definitivi sugli svuotamenti, quindi nei primi mesi del 2019. Il primo passo dunque è quello di confermare e rendere ancora più solido quanto fatto fino ad ora.
Stiamo ragionando sulla diminuzione della frequenza della raccolta dell’indifferenziato. Osservando i dati è palese come quasi nessuno utilizzi tutti i passaggi: potremmo tranquillamente passare ad una raccolta quindicinale, almeno sull’indifferenziato.
Inoltre ci piacerebbe rendere “puntuale” anche il rapporto con Valle Camonica Servizi, che il comportamento virtuoso dei nostri cittadini possa avere un peso anche nel rapporto con l’azienda. Non possiamo trascurare il fatto che l’Unione dei Comuni degli Antichi Borghi sia stata una sorta di incubatrice, partendo per prima, supportata da Valle Camonica Servizi ed ESPER, nella revisione del servizio con l’introduzione della raccolta domiciliare e poi con il passaggio a tariffa puntuale. Tutto ciò è partito dai nostri Comuni ed oggi coinvolge quasi la metà della Valle, in un’ottica futura di completa omogeneizzazione. L’Unione degli Antichi Borghi ha consentito a Valle Camonica Servizi e a tutto  il territorio Camuno uno slancio: è evidente che quella adottata è una modalità che funziona. La speranza che abbiamo è che Valle Camonica Servizi abbia non voglio dire un occhio di riguardo, ma un’attenzione per i Comuni che stanno facendo da traino e che consentiranno un efficientamento notevole di tutti i servizi gestiti dalla multiutility. Sarebbe un male per tutti se, nonostante gli sforzi profusi da Amministrazioni, Azienda e Cittadini, non ottenessimo i risultati auspicati, o, peggio ancora, ci trovassimo rincari delle tariffe. Infine, con l’attivazione della nuova piattaforma ecologica, vorremmo aumentare le tipologie dei materiali raccolti, e magari dare risposta ad alcuni materiali complicati tipo il polistirolo. Ormai la sensazione è che il lavoro “grosso” lo abbiamo fatto, che possiamo lavorare di fino.

 

La Regione Piemonte presenta le linee guida per la tariffazione puntuale

“Se vogliamo migliorare il sistema complessivo dei rifiuti piemontesi dobbiamo puntare sulla raccolta differenziata e sulla tariffa puntuale.”

Sono state queste le parole dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Alberto Valmaggia all’EcoForum per l’economia Circolare del Piemonte organizzato da Legambiente.
Le parole dell’Assessore arrivano a seguito della presentazione dei dati sulla gestione rifiuti in Regione: Appena il 35,5% dei Comuni piemontesi raggiunge il 65% di raccolta differenziata previsto per legge e sono soltanto 36 su 1201 i Rifiuti Free, Comuni che oltre ad aver raggiunto il 65% di RD, producono meno di 75 kg pro capite l’anno di secco residuo, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento.

Regione Piemonte ha scelto Ecoforum per presentare le nuove linee guida per la tariffazione puntuale, redatte in collaborazione il Consorzio Chierese Servizi, Consorzio Covar14, Pegaso 03 ed ESPER.

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Castel Gandolfo: l’80% è a un soffio

Poco più di due anni fa il Comune di Castel Gandolfo scelse di puntare forte sulla raccolta differenziata, abbandonando i cassonetti stradali e passando ad una raccolta porta a porta spinta. Il 14 marzo 2016 veniva assegnato il nuovo servizio di raccolta Porta a Porta progettato internamente al Comune alla ditta appaltatrice Tekneko. Contestualmente la Direzione Esecuzione del Contratto, quindi il compito di controllare che il contratto venisse eseguito correttamente, veniva affidata ad ESPER.
Il servizio, completamente domiciliarizzato prevede 3 passaggi settimanali per l’umido, due per il secco residuo e uno per le frazioni riciclabili (carta, vetro e lattine, plastica). Alle raccolte standard l’amministrazione ha voluto affiancare una raccolta trisettimanale dei tessili sanitari (pannolini e pannoloni) per utenze registrate ed aventi diritto al servizio.
Al fine di agevolare il conferimento di alcune tipologie di rifiuti da parte dell’utenza e rendere più efficienti e flessibili i servizi attivati sul territorio, il Comune di Castel Gandolfo è dotato di un Centro di Raccolta dove i cittadini possono conferire tutte le frazioni valorizzabili più alcune tipologie specifiche di rifiuti (RAEE, Pile, sfalci e potature, oli vegetali esausti).
I risultati non si sono fati attendere: ad oggi il Comune veleggia costantemente sopra quota 70% e i dati di ottobre 2018 segnano quota 79%. Un risultato che porta Castel Gandolfo fra i Ricicloni d’Italia, nell’eccellenza assoluta della Regione Lazio.

Ma la percentuale di raccolta differenziata non è il solo successo ottenuto: la quantità di rifiuti prodotti procapite ha registrato una diminuzione record. Dopo un trend di crescita costante dal 2010 (in controtendenza con i dati nazionali), ed una produzione ampiamente sopra la media nazionale (762kg/abitante anno contro i 513 di media regionale e i 496 nazionale), è scesa sotto tutte le medie di riferimento, raggiungendo i 480 kg/abitante anno nel 2018


2015
2018 *
% Raccolta differenziata 2,74%* 79,04%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (%) 97,26%* 21,96%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) 6.863.250 1.104.570
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) per Abitante anno 741,96* 122,5
Produzione rifiuti (differenziata + indifferenziata) kg/abitante.anno 762,84* 480

*dati normalizzati ad agosto 2018

“Nel nostro territorio siamo il Comune con le migliori performances di raccolta più alte, e ne siamo estremamente soddisfatti – ci dice il sindaco Milvia Monachesi –  È una cosa che ci qualifica molto. Un risultato del quale dobbiamo ringraziare innanzitutto i nostri cittadini, veri protagonisti di questo successo, ma anche l’amministrazione tutta, a partre dall’Assessore De Angelis, l’azienda Tekneko che gestisce il servizio e la ESPER. È un risultato che si è raggiunto solo il contributo di tutti. Il risultato raggiunto però non è una ragione sufficiente per fermarsi. Possiamo senza dubbio crescere ancora. E ci sono dei punti su sui faremo meglio, in particolare sulla lotta all’abbandono di rifiuti”.

“Sono molto soddisfatto per i risultati che stiamo ottenendo – ribadisce l’assessore De Angelis – Rappresentano il frutto di un serio lavoro dell’Amministrazione Comunale e di una visione avanzata della raccolta differenziata. Il lavoro sinergico con l’azienda gestore e il DEC ci porta ad investire e cercare sempre nuovi obiettivi per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini, che meritano tanto rispetto e considerazione perché con il loro operato meticoloso garantiscono risultati eccellenti di raccolta differenziata. Vogliamo migliorare ancora i servizi aggiuntivi come lo spazzamento e sfalcio stradale per far sì che il decoro della nostra città rimanga una priorità ed un fiore all’occhiello”.
Anche Diego Simonetti, responsabile per Tekneko del cantiere di Castel Gandolfo esprime piena soddisfazione per i risultati raggiunti: “Un risultato che premia un lavoro di squadra tra amministrazione azienda e cittadini. Sono onorato di rappresentare questa splendida azienda in un Comune così virtuoso.  Un grazie di cuore ai miei ragazzi che mi seguono diligentemente”.

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata in amministrazione e azienda gestore” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendosi a disposizione dell’Amministrazione con la propria esperienza pluriennale nell’affiancamento di Pubbliche Amministrazioni che cercassero una via sostenibile nella gestione dei rifiuti, individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie”.

La prossima sfida? Tutti gli interessati concordano: la tariffazione puntuale. (SC)

Differenziata dell’umido in tutta Italia entro il 2020. Lo prevede un nuovo emendamento

Entro il 2020, i rifiuti organici dovranno essereraccolti in modo differenziato su tutto il territorio nazionale. Lo prevede un emendamento M5s, a firma unica Alberto Zolezzi, approvato in commissione Ambiente della Camera al ddl di delegazione europea. L’emendamento interviene sull’articolo 15 del ddl che recepisce la direttiva Ue 851 del 2018 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

La VIII commissione, nel corso di una seduta notturna, ha esaminato gli emendamenti di sua competenza depositati in XIV commissione, dove dovranno tornare per essere riapprovati. Sempre sull’articolo 15, un altro emendamento Zolezzi ha aggiunto un criterio di delega per “prevedere che i rifiuti aventi analoghe proprietà di biodegradabilità e compostabilità, rispettanti gli standard europei per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione siano raccolti insieme ai rifiuti organici, assicurando la tracciabilità di tali flussi e dei rispettivi dati, al fine di conteggiare il relativo riciclo organico negli obiettivi nazionali di riciclaggio dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggi”. Un’altra proposta M5s approvata ha previsto che dovranno essere predisposti standard uniformi su tutto il territorio nazionale anche su “sistemi di misurazione puntuale e presuntiva dei rifiuti prodotti”.

Ancora un emendamento Zolezzi ha poi modificato il criterio di delega che prevedeva l’assegnazione alle regioni della funzione di individuazione delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e di recupero, tenendo conto della pianificazione territoriale di area vasta. Con la modifica apportata, le regioni dovranno invece individuare le zone “non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e di recupero, tenendo conto della pianificazione nazionale e di criteri ambientali oggettivi, come ad esempio il dissesto idrogeologico, la saturazione del carico ambientale, l’assenza di adeguate infrastrutture d’accesso”.

Fonte: E-Gazette

Toscana: cresce la differenziata; Capannori è l’eccellenza

La Regione Toscana ha appena pubblicato i dati certificati riguardo all’andamento della raccolta differenziata a livello regionale.

È salita di quasi 3 punti rispetto al 2016 la percentuale di raccolta differenziata e la produzione di rifiuti non differenziati è calata in modo sostanziale. Nel dettaglio, la percentuale della raccolta differenziata a scala regionale di attesta al 53,9%, con un incremento di 2,9 punti rispetto all’anno precedente. La produzione di rifiuti urbani è stata pari a 2,24 milioni di tonnellate in diminuzione del 2,9% rispetto all’anno precedente (- 67.000 tonnellate) con il dato pro capite che è passato da 617 a 600 kg/abitante (pur sempre un quantitativo molto elevato in confronto ai 497 kg/abitante anno medi a livello nazionale). Molto positiva la sostanziale diminuzione, pari a circa 98.000 t, della parte non differenziata dei rifiuti.

“I dati certificati – commenta l’assessore Federica Fratoni – ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta e le risorse messe a disposizione dalla Regione pari a 30 milioni di euro saranno utili a spingere in avanti le performance, così da raggiungere nei tempi stabiliti l’obiettivo che siamo posti di 70% di raccolta al 2020. Nei dati mi preme sottolineare – prosegue Fratoni – il calo dell’indifferenziato e quello della stessa produzione generale pro capite, a dimostrazione che la raccolta differenziata porta come effetto indotto la diminuzione di rifiuti”.*

Maglia nera della Toscana il Comune di Abetone Cutignano con duemila abitanti e 12 % di differenziata ma anche altri comuni ben più conosciuti, ad esempio Orbetello, sono fermi al 15% ed i peggiori capoluoghi rimangono Grosseto (34%) e Massa (32%).

A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale (implementata con la collaborazione di ESPER) che, quando ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.

 

*fonte: e-Gazette

 

A Fiumicino decolla anche la raccolta differenziata

La città laziale, nota destinazione turistica, è da qualche mese stabilmente all’80% di raccolta differenziata. Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’ambiente del Comune di Fiumicino

Di Sergio Capelli, Attilio Tornavacca, Salvatore Genova, Andrea Cappello ESPER

Agli annosi problemi relativi alla raccolta ed alla gestione dei rifiuti urbani della Capitale, fa ormai da contraltare una gestione sempre più virtuosa nei centri della provincia Romana.  Il Comune di Fiumicino, che conta circa 80.000 abitanti residenti, è ormai da qualche anno simbolo di questa rinascita green pur a fronte delle complessità determinate dei flussi turistici, dalle attività aeroportuali.

Partiamo da quello che è il dato finale. A Settembre 2018 il Comune di Fiumicino ha raggiunto nel mese di agosto l’80,3% di Raccolta Differenziata, percentuale ormai consolidata dallo scorso febbraio. In una Provincia che veleggia al di sotto del 50% (i dati ISPRA certificano un 42,3% alla fine del 2016), al pari di quella regionale (42,4% nel 2016) il risultato ottenuto dal Comune di Fiumicino acquista un valore ancora maggiore. Un risultato che lo pone nella élite italiana dei Ricicloni. Il percorso per l’eccellenza parte però da lontano. Per la precisione dal 2014 quando il Comune, procedendo con il supporto tecnico di ESPER ad una riorganizzazione del progetto esistente, estese il porta a porta a tutto il territorio comunale.

Proprio dal 2014 parte la crescita delle percentuali di RD del Comune di Fiumicino. Il dato di Partenza non era particolarmente lusinghiero: nel 2012 si era al 4%, nel 2013 ci si assestava su un 11,29%[1].

graficoRD

L’inserimento progressivo della raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale ha dunque portato nel 2017 al raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata ben al di sopra degli obiettivi nazionali (65%). Ma alla crescita della raccolta differenziata ha fatto eco una sostanziosa riduzione dei rifiuti prodotti dalle utenze fiumicinesi, con un abbattimento di oltre 200 kg/anno pro capite fra il 2012 e il 2016 (da 749,4 a 542,3 kg/anno pro capite).

produzione

Tali risultati sono stati conseguito a seguito dell’introduzione di un servizio di raccolta porta a porta con le seguenti frequenze:

 

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 2/7 2/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 1 – Frequenze raccolta porta a porta pre-2018

Frequenze che dal febbraio 2018 sono state ottimizzate riducendo ad un solo passaggio settimanale la raccolta del secco residuo.

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 1/7 1/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 2- Frequenze raccolta porta a porta 2018

Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’Ambiente del Comune di Fiumicino.
ass.cini

Dal 2014 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata, siamo riusciti a ridurre drasticamente il volume del Rifiuto Secco Residuo, di una quota pari all’80% circa. In questo modo abbiamo ridimensionato il numero dei rifiuti che finiscono in discarica, con un enorme beneficio ambientale. In base a ciò, si è resa necessaria una razionalizzazione del calendario di raccolta: la quantità di rifiuti raccolti non giustificava un passaggio bisettimanale. Abbiamo valutato un passaggio a settimana per il secco residuo più che sufficiente, ed i risultati ci stanno dando ragione: dopo i primi mugugni la cittadinanza si è facilmente adeguata ai nuovi calendari di raccolta. Non dobbiamo comunque dimenticare che i cittadini (le sole utenze domestiche ndr) hanno a disposizione due centri comunali di raccolta, uno a Fiumicino e uno a Fregene dove possono conferire alcune tipologie di rifiuti. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo anche predisposto delle Postazioni Ecologiche Mobili: contenitori scarrabili che, posizionati periodicamente in varie zone del Comune di Fiumicino, permettono ai cittadini di smaltire gratuitamente alcune tipologie di rifiuti

L’aumento della raccolta differenziata e la contestuale diminuzione dei rifiuti mandati a smaltimento, oltre ad un evidente beneficio ambientale, ha certamente liberato delle risorse economiche…

Le risorse liberate ci hanno permesso di implementare ulteriori servizi per i cittadini. A partire dalla raccolta, a richiesta, di pannolini e pannoloni: i cittadini che ne avranno bisogno (vuoi per il lieto arrivo di un bebè, vuoi per l’utilizzo di tessili sanitari legati a patologie), avranno a disposizione due passaggi settimanali dedicati alla raccolta di questo tipo specifico di rifiuti, che andranno a sommarsi al passaggio settimanale del residuo. Non solo: sono a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio ed un servizio di ritiro del verde. Ovviamente, per evitare utilizzi impropri da parte del servizio, abbiamo dovuto mettere dei limiti quantitativi: 2 mc a conferimento (5 mc/anno) per gli ingombranti e due sacchi da 120 litri per il verde (conferibili contestualmente alla frazione organica. Qualora i cittadini avessero quantità superiori da smaltire, potranno farlo presso il CdR o le Postazioni Ecologiche Mobili”.

Oggi più della percentuale della raccolta differenziata conta la qualità e la pulizia del materiale raccolto. Qual è la situazione?

Oggi abbiamo una qualità del materiale raccolto buona, ancora migliorabile per quanto la plastica e le lattine, ma non è stato un risultato semplice ed immediato. Inizialmente abbiamo avuto vari problemi di conferimenti impropri. Siamo dunque corsi ai ripari: abbiamo formato gli operatori che effettuano il servizio per organizzare il controllo del materiale. Qualora nel sacco semitrasparente del residuo risultino chiaramente presenti ingenti quantitativi di materiali riciclabili, il sacco viene contrassegnato con un apposito adesivo e non ritirato. Così facendo abbiamo abituato la cittadinanza ad una differenziazione corretta dei propri rifiuti. Un’altra azione intrapresa ha riguardato il contrasto all’utilizzo di sacchi neri non trasparenti che non garantiscono il controllo delle frazioni conferite, fondamentale per avere un’ottima qualità merceologica.

adesivo

1 – Sacchetto segnalato come non conforme

 

Fiumicino ha un tessuto urbanistico complesso: si va dalle abitazioni monofamiliari a condomini di dimensioni titaniche. Come gestite queste differenze?

La gestione delle case monofamiliari o dei palazzi con poche unità abitative, come potete immaginare, non crea particolari difficoltà. Dobbiamo però far fronte anche a condomini di grandissime dimensioni, in particolare in Parco Leonardo. La scelta di non utilizzare contenitori condominiali, in questo caso ha reso ancor più ardua la sfida. Il rischio era quello di trovarsi, nei giorni di conferimento, di fronte ad enormi mucchi di mastelli, con conseguenti difficoltà in fase di ritiro da parte dei cittadini ed un’altissima probabilità di scambio dei mastelli stessi fra condomini. Abbiamo optato, su consiglio di ESPER, per l’installazione di rastrelliere con posti pre-assegnati così da consentire da una parte ad ogni cittadino di ritrovare con facilità il proprio mastello, dall’altra di preservare il decoro urbano nei giorni di conferimento.

rastrelliera2 – Fiumicino, Rastrelliere per conferimento rifiuti nei complessi di grande dimensione

 

Il decoro urbano è senza dubbio importantissimo. A maggior ragione per una città come Fiumicino che ospita stabilimenti balneari e che ha corposi flussi turistici. Come riuscite a preservarlo?

Abbiamo dovuto porre molta attenzione sul tema, in particolare per quel che riguarda il lungomare. Gli stabilimenti balneari avevano la necessità di posizionare i propri contenitori per la raccolta il più possibile in prossimità della strada e dei marciapiedi per ragioni logistiche. D’altro canto l’amministrazione aveva la necessità (anche nell’interesse degli stabilimenti stessi) di evitare assembramenti di cassonetti a vista, sia per evidenti ragioni estetiche e di decoro, sia per evitare conferimenti impropri da parte di passanti, che avrebbero potuto creare problemi ai titolari dei cassonetti stessi. Abbiamo dunque stabilito con un’ordinanza che gli stabilimenti balneari dovessero dotarsi di strutture che nascondessero i contenitori alla vista dei passanti e impedissero loro l’accesso. Sono nate così quelle che chiamiamo “Ecobox”. Ogni stabilimento ha scelto e realizzato la propria, spesso con risultati estetici molto gradevoli.

ecobox1

4- Esempio di Ecobox in graticcio di bambù

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5 – Esempio di Ecobox in legno e muratura

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6 – Esempio di Ecobox in graticcio di Bambù

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7 – Ecobox

 

Nel 2019 scadrà l’attuale contratto per i servizi di Igiene Urbana. L’attuale ha portato risultati apprezzabili. Quali gli obiettivi per il futuro?

Senza dubbio il prossimo passo è quello di predisporre una nuova gara per l’appalto dei servizi di igiene urbana in cui sarà posta particolare attenzione all’obiettivo strategico dell’amministrazione comunale dell’introduzione della tariffazione puntuale quale sistema equo ed incentivante per continuare ad aumentare le performance del sistema. Abbiamo messo a gara la progettazione del prossimo servizio ed il servizio di Direzione dell’esecuzione del contratto e con determinazione 152 dello scorso 10 maggio abbiamo aggiudicato tali servizi ad ESPER. L’attività di direzione dell’esecuzione del contratto da parte dei tecnici di ESPER è iniziata e proseguita fin dal 2014. I risultati raggiunti sono scaturiti anche grazie ad un accurato controllo del servizio ed alla individuazione di migliorie al servizio da parte dei tecnici del Comune e di ESPER. Riteniamo quindi che il gruppo di lavoro che sta redigendo i nuovi atti di gara sia all’altezza degli ambiziosi obiettivi che l’amministrazione si è posta anche grazie al qualificato e quotidiano supporto tecnico garantito da ESPER soprattutto per quanto riguarda il tema dell’ottimale introduzione della tariffa puntuale.

 

[1] Dati ISPRA

RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE

Il 22 settembre scorso ESPER ha partecipato, nella persona del suo Direttore Generale Attilio Tornavacca, al Convegno RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE, organizzato dal Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero.

“I risultati regionali finora raggiunti sulla gestione dei rifiuti non sono incoraggianti tuttavia per una piccola regione come l’Umbria dovrebbe essere più facile gestire bene il ciclo dei rifiuti secondo le linee guida europee dell’economia circolare e cioè CON UTILITÀ E PROFITTO PER LA COLLETTIVITÀ e visti i primi risultati del nuovo servizio del sub Auri 4 possiamo dire che un ciclo virtuoso in Umbria dipende solo dalla volontà politica” afferma Rifiuti zero Umbria.

Al Convegno hanno partecipato fra gli altri:

Marco Montanucci Consigliere del Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
Walter Ganapini Direttore Generale Arpa Umbria
Enzo Favoino Coordinatore scientifico Centro Ricerche Rifiuti Zero di Capannori e di Zero Waste Europe
Sandro Bisonni Consigliere Regionale Marche
Attilio Tornavacca Direttore Generale Esper
Rossano Ercolini Presidente dell’associazione Zero Waste Europe

Scarica il programma completo del convegno

Studio Cnr: Gli inceneritori uccidono. Ministro Costa: stop ai nuovi di Renzi

Sblocca Italia di Renzi ha previsto la costruzione di 12 nuovi inceneritori. Ministro Costa li blocca. Studio del Cnr prova la generale nocività degli impianti

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha proposto la modifica dell’art.35 dello Sblocca Italia, voluto dall’ex premier Matteo Renzi e diventato legge tra il 2014 e il 2015. L’articolo delineava le regole per l’autorizzazione alla realizzazione di 12 nuovi inceneritori da costruire in dieci regionidue in Toscana e Sicilia, uno a testa in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo e Puglia (guarda nella cartina in basso, anche se parziale, se anche tu vivi vicino ad un inceneritore)

Impianti che dovevano aggiungersi ai 42 già funzionanti in Italia e ad altri 6 autorizzati ma ancora in via di costruzione. Con questo profilo dello Sblocca Italia era diventato importante bruciare e non fare una differenziata radicale alla fonte, cioè finalizzata principalmente a riconvertire i rifiuti in altri prodotti.

E da ricordare che in molte città italiane anche i rifiuti differenziati dai cittadini finiscono negli inceneritori (chiamati anche termovalorizzatori, la sostanza non cambia). La raccolta differenziata serve in questi casi a ridurre i costi di incenerimento e a bruciare i rifiuti a temperature differenti, a seconda della consistenza e natura (più si spende energia per bruciare più costa l’incenerimento). E va rammentato che una parte della bolletta elettrica pagata dagli italiani sostiene economicamente proprio gli inceneritori, con contributi statali pari a 224 milioni di euro, secondo gli ultimi dati del Gse del 2015, anche se negli anni precedenti raggiungevano cifre più consistenti.

Nell’ottobre scorso (2017) un studio molto accurato del CNR (gruppo di Epidemiologia Ambientale e Registri di Patologia dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa) sugli inquinanti del territorio di Pisa e commissionato dal Comune ha dato nuove evidenze sulla nocività degli impianti. “Lo studio ha valutato l’effetto delle esposizioni agli inquinanti emessi da inceneritore, impianti industriali e traffico veicolare sulla mortalità ed ospedalizzazione per causa della popolazione residente a Pisa”, si scrive nel testo che si può leggere integralmente qui.

“La coorte (l’unità in oggetto, ndr) in studio è costituita da tutte le 132.293 persone residenti per almeno un anno tra il 1 gennaio 2001 ed il 31 dicembre 2014 nel comune di Pisa con gli indirizzi di residenza georeferenziati. Per le analisi degli esiti riproduttivi sono stati considerati 4.276 nati, da 3.626 parti, tra il 2008 e il 2014”.

Nello specifico: “Tra le tre fonti di emissione considerate (inceneritore, insieme delle industrie, traffico veicolare), i segnali più numerosi sono emersi a carico dell’inceneritore, talvolta confermati anche per le industrie, mentre sporadici sono quelli emersi considerando il traffico veicolare, che tuttavia va ricordato che è stato stimato mediante un modello non testato allo scopo”. Spiegando nel particolare che “dall’analisi della mortalità per esposizione ad inceneritore si osservano, tra gli uomini della classe a più alta esposizione, un eccesso del 9% della mortalità generale, in particolare per le cause naturali +10%, un eccesso di mortalità del 79% per tumore del sistema linfoemopoieticoed un eccesso del 21% della mortalità per le malattie del sistema circolatorio. Tra le donne si osserva un aumento del 152% della mortalità per le malattie respiratorie acute”

Lo studio non ha avuto risalto sui media nazionali.

Ma su quanto siano nocivi gli impianti vi sono anche altri studi scientifici recenti. Le associazioni di oncologi italiani che si sono interessati alla problematica, al fine di ridurre gli effetti nefasti sulla salute (aumento mortalità, ospedalizzazione, esiti avversi alla nascita e malformazioni, problemi cardiovascolari e respiratori e sul lungo termine tumori), consigliano sempre di avere i centri abitati ad una distanza dagli impianti almeno superiore ai 7 km e di valutare le caratteristiche dei venti in zona che spostano i fumi.

inceneritori

La proposta del ministro Sergio Costa di modifica dell’art.35 dello Sblocca Italia arriva dopo l’impugnazione da parte dello stesso ministro della legge della Regione Marche n. 22 del giugno 2018. “Proprio perché la competenza è statale”, ha detto Costa, “ho dato disposizione agli uffici legislativi affinché sia modificato l’art.35 dello Sblocca Italia contro cui tantissimi cittadini e comitati si sono sempre battuti. È arrivato il momento di non puntare più sull’incenerimento ma sulla differenziata di qualità e sull’economia circolare”. Costa è stato in passato comandante regionale del Corpo di polizia forestale della Campania, guidando l’indagine sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella Terra dei Fuochi ed ha un Master in diritto dell’Ambiente.

Fonte: Affari Italiani

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata: ad Agosto la percentuale vola oltre il 68%

A Gennaio a Gravina – scrivono in una nota inviata in redazione dall’ufficio stampa di Palazzo di città – veniva differenziato solo il 7% dei rifiuti. A Luglio, ad un mese e mezzo dall’attivazione del servizio, s’era già arrivati a toccare il 43%. Ad Agosto è stato record: superato il 68%.”

“Se qualche dubbio c’era, – spiegano da via Vittorio Veneto – è stato spazzato via dai numeri: i gravinesi stanno sostenendo con entusiasmo i primi passi della raccolta differenziata porta a porta. Lo confermano i dati che arrivano dall’assessorato all’igiene urbana guidato da Paolo Calculli, sulla base dei report giornalieri trasmessi al Comune dalla Raccolio srl, la società affidataria del servizio in città sulla base del contratto d’appalto sottoscritto lo scorso Gennaio, a conclusione di un iter che ha mandato in archivio il precedente contratto, tra una proroga e l’altra rimasto in vigore per quasi 23 anni. ”

«Attendevamo con ansia i risultati di Agosto – spiega Calculli – perché solo negli ultimi giorni di Luglio il servizio era entrato a regime in tutta la città». Un test dunque importante, superato di slancio. «Nei 31 giorni agostani – precisa Calculli – siamo arrivati a toccare il 68,61%. Un livello che certo può e deve essere ancora migliorato, ma che indica innegabilmente un netto cambio di tendenza: la rimozione dei cassonetti ha lasciato rimpianti in una parte davvero minoritaria della città, all’interno della quale si annida la frangia che continua a depositare spazzatura ai bordi di alcune vie o in periferia. Il più delle volte vandali, o gente che nel tentativo di sfuggire all’anagrafe tributaria comunale si disfa dei sacchetti scaricandoli ovunque. Nelle prossime settimane intensificheremo ulteriormente i controlli, anche con l’ausilio della tecnologia, ma l’impegno profuso dalla Polizia Municipale, insieme ai tecnici della Raccolio, ha già consentito di elevare diversi verbali a carico dei trasgressori individuati».

“I numeri: ad Agosto ritirati 390.430 chili di organico, 85.120 di carta, 87.590 di vetro, 92.720 di plastica, 49.700 di cartone, 40.633 di ingombranti, 21.990. Insieme ad altre tipologie di rifiuti avviati al riciclo, un totale di 768.437 chili di differenziata su 1.120.057 chili di pattume complessivamente raccolto (compresa l’indifferenziata). In percentuale, il 68,61%. «La macchina organizzativa – sottolinea l’assessore – ha finalmente preso a girare a pieno ritmo, anche se difficoltà e disagi non mancano. Ne siamo consapevoli, e grazie all’impegno del Servizio Municipale Ambiente e della Polizia Municipale siamo impegnati a ricercare, insieme all’azienda, le soluzioni opportune. Le nostre preoccupazioni principali sono, al momento, la definizione del servizio in zona Pip e l’avvio delle isole ecologiche itineranti, per le quali siamo in attesa del via libera dell’Aro Ba4».

“Restano la soddisfazione per il buon risultato conseguito e la consapevolezza di poter fare ancora di più, con la collaborazione della cittadinanza. «Questa esperienza – dice Calculli – è utile a dimostrare anche quanto esteso sia il senso civico, spesso offuscato dai comportamenti insensati di una parte marginale della cittadinanza. Occorre insistere, per mettere in moto un cambiamento culturale generalizzato. Ai cittadini vanno il nostro sincero ringraziamento per la collaborazione e la rassicurazione che faremo il possibile per migliorare la qualità del servizio».

Da segnalare: su impulso dell’assessorato, nei prossimi giorni si terranno nuovi incontri informativi pubblici, mentre nelle scuole, con la ripresa delle attività didattiche, ripartirà la campagna di educazione alla differenziata curata da Teknoservice.”

Fonte: Gravina Live