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Coldiretti: ‘In Puglia sprecate 310mila tonnellate di cibo l’anno’

E’ lo yogurt scaduto l’alimento in cima alla top ten del cibo più buttato dalle famiglie pugliesi. E’ quanto emerge dalla studio elaborato da Coldiretti Puglia, in collaborazione con Campagna Amica e Istituto Pugliese per il Consumo, presentato in Consiglio regionale con il consigliere regionale Ruggiero Mennea, proponente del disegno di legge regionale contro gli sprechi alimentari. “Per 3 settimane, dal 13 al 31 marzo, un campione di 150 famiglie selezionate in tutta la regione dalle Associazioni dei consumatori dell’IPC – spiega il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – ha segnato sul ‘taccuino anti spreco’ quanto, quando e quale cibo finisce nella spazzatura. E’ risultato che i giorni in cui le famiglie buttano più cibo sono il lunedì ed il giovedì. Oltre al cibo cotto e buttato perché non consumato e ai prodotti scaduti, è emerso che gli alimenti più sprecati sono pasta, pane, salumi, verdure, frutta, pesce. In sintesi in 21 giorni sono stati buttati oltre 25 chili di cibo. I risultati dello studio serviranno ad orientare meglio i consumi e gli acquisti delle famiglie pugliesi e a sostenere i contenuti della proposta di legge regionale contro gli sprechi alimentari, presentata dal consigliere Mennea”.
Lo studio è stato effettuato nell’ambito delle attività “Usi e Consumi di Puglia” del programma PugliaInFormAlimentazione, promosso dal  Servizio Consumatori della Regione Puglia, dall’Istituto Pugliese per il Consumo e dal MISE.
In Puglia il cibo buttato sfiora – sottolinea Coldiretti Puglia – le 310mila tonnellate all’anno. Gli sprechi alimentari si rivelano per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2 per cento nella trasformazione. La situazione è grave, basti pensare che ogni pugliese butta nella spazzatura durante l’anno fino a 76 chili di prodotti agroalimentari.
“E’ necessario far crescere la consapevolezza di tutti rispetto al consumo corretto degli alimenti in termini di qualità e quantità, semplificare i percorsi per assicurare le donazioni e per la prima volta riconoscere all’agricoltura un ruolo da protagonista, attraverso le donazioni dirette agli indigenti. Il mondo agricolo potrebbe svolgere uno straordinario ruolo di sussidierà e utilità sociale – aggiunge il Direttore Corsetti – recuperando e donando alle persone bisognose  prodotti  agricoli  e agroalimentari, ritirati dalla vendita per assenza di domanda, per eventuali danni provocati da eventi meteorologici o invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione aziendale. La nostra grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometro zero di Campagna Amica è già impegnata da anni nel contenimento degli sprechi, perché la vendita diretta contribuisce a ridurre le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti”. Per Coldiretti Puglia si riuscirebbe così anche a limitare gli impatti negativi sull’ambiente grazie alla riduzione della produzione di rifiuti, informando e sensibilizzando i consumatori sul consumo consapevole di cibo, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
Dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la richiesta della ‘agribag’ negli agriturismi di Campagna Amica e della doggy bag al ristorante e la spesa a chilometro zero nei Mercati di Campagna Amica che, tagliando le intermediazioni, consente di acquistare prodotti più freschi che durano di più, sono i consigli di Coldiretti Puglia per tagliare il quantitativo di cibo buttato.
Una soluzione contro gli sprechi alimentari va trovata proprio in cucina, da qui il progetto ‘buttiamoli….in padella’. Gli agrichef di Campagna Amica Carlo Barnaba (Tenuta Chianchizza – Monopoli), Maria Serena Minunni (Masseria Serena – Conversano) e Giuseppe Fanizzi (Masseria Fanizzi – Conversano) hanno proposto ricette utili per riutilizzare il cibo da buttare nei ‘piatti del giorno’, una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi e mantenere vive tradizioni culinarie che hanno generato ricette simbolo della cultura enogastronomica pugliese.
Sul fronte dei prodotti scaduti, il latte scaduto si rivela un alleato prezioso contro le macchie più ostinate sui tessuti. Basta lavare i capi con acqua e sapone e tamponare la zona sporca con una spugna imbevuta di latte, riscaldandolo leggermente se avete a che fare con una macchia di vino. Anche le scarpe di vernice torneranno a splendere se pulite con un panno di lana imbevuto di latte.
Lo yogurt scaduto è perfetto per lucidare l’ottone, spalmandolo sulla superficie, lasciandolo agire per circa 10 minuti e rimuovendolo con una spugnetta umida. Lo yogurt scaduto può divenire, anche con l’aggiunta di alcune gocce d’olio, una crema di bellezza, ideale per donare elasticità alla pelle.

La top ten dei cibo buttato in Puglia
1.      Yogurt scaduto 2.      Latte scaduto 3.      Salumi 4.      Avanzi pasta 5.      Insalata 6.      Pane 7.      Arancia, limone 8.      Dado scaduto 9.      Pesce 10.  Patate*

Fonte: Coldiretti Puglia

 

Puglia: gestione unica? Il no degli ambientalisti

Approvato dalla Giunta il nuovo piano regionale rifiuti, in attesa di approvazione del Consiglio, che prevede la soppressione di Ato o Oga e istituisce un unico ambito territoriale per tutta la regione. L’Agenzia Regionale sarà l’organo di governo

Con il disegno di legge n. 128 del 14 luglio 2016, la regione Puglia è in procinto di modificare la legge regionale n. 24/2012 istituendo un’Agenzia unica regionale sul modello dell’Emilia Romagna, che l’ha istituita a dicembre 2011.

A fine luglio la gestione dei rifiuti in Puglia potrebbe cambiare radicalmente se dovesse passare in consiglio la nuova legge regionale appena approvato dalla giunta. La norma prevede la soppressione di Ato o Oga, gli organismi locali che si occupano rispettivamente della raccolta dei rifiuti e della conduzione degli impianti di riferimento, per lasciare spazio ad un unico Ambito Territoriale Ottimale che corrisponderà all’intera regione.
Istituisce inoltre l’Agenzia Regionale, organo di governo che avrà il compito di attuare il piano regionale dei rifiuti, e sostituisce gli Ambiti di Raccolta Ottimale con le Aree omogenee i cui confini saranno determinati dalla Giunta regionale “al fine di ottenere migliori economie di scala per l’erogazione dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto”. (vd. Scheda di presentazione della nuova Agenzia – Fonte Regione Puglia)

Sono molte le reazioni a tale piano. Per il no si sono schierati ISDE (International Society of Doctor for Environment) per bocca di Agostino Di Ciaula, coordinatore del comitato scientifico ; Movimento Rifiuti Zero ; ANCI Puglia .
Non ci si limita però solo al no: le realtà “ambientaliste” che hanno partecipato all’audizione tenuta in Commissione Ambiente della Regione Puglia hanno emesso il seguente comunicato congiunto

Con il disegno di legge n° 128 del 14.07.2016, la regione Puglia è in procinto di modificare la legge regionale n° 24/2012 istituendo un’Agenzia unica regionale sul modello dell’Emilia Romagna, che l’ha istituita a dicembre 2011.
L’esperienza di quella regione ha dimostrato che lo strumento dell’Agenzia unica, specie se accentra tutte le parti della gestione (pianificazione degli impianti, organizzazione e affidamento dei sistemi di raccolta, affidamento delle concessioni, loro controllo e regolazione tariffaria) non è affatto garanzia di efficienza e comporta rischi di inadeguatezza, rallentando l’evoluzione virtuosa del sistema anziché favorirla.
Secondo dati ISPRA (Istituto Sup. per la Protezione dell’Ambiente) l’Emilia Romagna è in questo momento la regione con la più alta produzione pro capite di rifiuti. Negli anni successivi alla creazione dell’agenzia questo dato non è cambiato, come è rimasto invariato lo smaltimento in discarica. Il costo pro capite di gestione del servizio di igiene urbana in E.R. è attualmente più alto del 4% rispetto alla Puglia (che pure ha costi elevatissimi) e tra il 2011 e il 2014 l’aumento dei costi è stato identico in entrambe le regioni (+20%).
È semplicistico e pericoloso pensare che la grave crisi generata dalla gestione dei rifiuti in Puglia possa essere risolta solo modificando la “governance” di un sistema pessimo e ignorando la necessità URGENTE di superare e migliorare il Piano vigente, che continua a favorire l’incenerimento (siamo ai primi posti in Italia per produzione di combustibile da rifiuti) e la discarica rispetto alla riduzione della produzione di rifiuti ed al recupero di materia.
Il piano vigente non può fare a meno, per come è costruito, di prevedere la combustione di rifiuti negli inceneritori di Massafra, Taranto, Cerignola, nella cementeria Buzzi Unicem di Barletta e, in caso di necessità, nella centrale ENEL di Brindisi, con pesanti conseguenze ambientali, economiche e, soprattutto, sanitarie. Continua a tollerare città, come Bari, che produce circa il 40% dei rifiuti indifferenziati dell’intera provincia e prevede un utilizzo inadeguato degli impianti di trattamento meccanico-biologico (orientati alla produzione di combustibile da rifiuti o alla discarica) e quote troppo basse di riduzione della produzione di rifiuti e di recupero di materia, discostandosi in maniera evidente dagli obiettivi di economia circolare richiesti dalla Comunità Europea e necessari ai pugliesi per una evoluzione sostenibile e virtuosa del sistema di gestione dei rifiuti. Non viene identificata adeguatamente la vera criticità del trattamento della frazione organica, che non è la carenza impiantistica tout court ma la gestione monopolistica, la presenza di impianti sovradimensionati, mal localizzati ed operanti con tariffe slegate dalla libera concorrenza di mercato.
Nell’Emilia Romagna degli 8 inceneritori la realizzazione di un’agenzia regionale non è riuscita sino ad ora a evitare che una ben definita parte di imprenditoria privata accrescesse i propri profitti a danno dell’ambiente e della salute, in alcuni casi addirittura favorendo queste pratiche, esattamente come è avvenuto in Puglia.
Inoltre, il d.d.l. 128/2016 va letto unitamente alle notizie di stampa sull’Acquedotto Pugliese che sembra avviarsi a diventare un altro tassello delle politiche di privatizzazione, trasformandosi in una multi-utility, aperta anche a capitali (e interessi) privati, con una mission molto lontana da quella propria di un ente che deve garantire il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici essenziali. Acqua, rifiuti ed energia potrebbero così essere definitivamente sottratti alla sovranità popolare e al controllo dei cittadini.
Alla luce delle considerazioni esposte si propone che:
1. contestualmente alla revisione dei processi di governance, sia realizzata una rapida revisione del piano regionale di gestione dei rifiuti urbani (PRGRU) da attuarsi mediante procedure concretamente partecipate;
2. siano riscritte le regole del governo dei beni comuni sul modello dei più avanzati esempi di governo pubblico e partecipato dei servizi pubblici locali;
3. discostandosi dal “modello Emilia Romagna”, all’Agenzia regionale vengano destinati i compiti di guida, supporto tecnico-amministrativo e controllo, con facoltà di intervenire direttamente in situazioni in essere che si discostino palesemente dagli obiettivi posti dal Piano e dalla Comunità Europea.
4.  la funzione di organizzazione dei servizi di raccolta debba restare di esclusiva competenza dei raggruppamenti di Comuni con dimensionamenti rispettosi del nuovo codice degli appalti, mentre la pianificazione, la realizzazione degli impianti e la regolazione tariffaria delle concessioni debba essere condivisa equamente tra Agenzia regionale ed Enti locali in base al rispetto del principio di sostenibilità, delle economie di scala e della tutela ambientale e sanitaria dei residenti, aspetto troppo spesso dimenticato nella nostra Regione.
La quasi totalità delle associazioni e comitati regionali intervenuti numerosi in audizione in Commissione Ambiente, nonostante il limitato spazio e tempo concessi, ha espresso con varie motivazioni dubbi e contrarietà sui contenuti del d.d.l. 128. Con la nuova legge regionale sui rifiuti il Governo regionale pugliese potrà offrire, come ci auguriamo, dimostrazione concreta di utilizzo della partecipazione democratica o, al contrario, assumere atteggiamenti centralistici e autoritari lontani dalla logica di quella cittadinanza attiva che, nella nostra Regione, da anni si occupa con atteggiamenti propositivi delle ricadute negative di decisioni amministrative sbagliate, offrendo soluzioni alternative sino ad ora ignorate.
È nostra intenzione continuare ad offrire collaborazione e supporto, se si riterrà adeguato accettarli.

Bari, 21 luglio 2016

Movimento Legge rifiuti zero – Puglia
AmbientiAmo Cerignola – Cerignola (Fg)
ISDE Puglia – Ass. Int.le Medici per l’Ambiente
Ambiente Territorio Salute – Apricena (Fg)
Comitato pugliese Acqua Bene Comune
L’Airone – Stornarella (Fg)
Federazione Verdi della provincia di Brindisi
Italia Nostra – Sez. Sud Salento – Parabita (Le)
Federazione Verdi della provincia di Taranto
Brindisi Bene Comune
Federazione Verdi – Bisceglie
Capitanata Rifiuti Zero – Foggia

Dalla giunta, per bocca dell’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia Santorsola, arrivano di esegnali di disponibilità al confronto:
“Siamo disponibili ad ascoltare i suggerimenti e le proposte che verranno dalle istituzioni, dalle parti sociali e dalle associazioni, ANCI in primis, suggerimenti e proposte che, laddove accoglibili e condivisibili, permetteranno un ulteriore miglioramento della normativa. Ma il presupposto deve essere l’approccio costruttivo al problema”

Cassano: premi e penalità

La via verso la sostenibilità prevede premi e penalità. Lo sanno bene a Cassano delle Murge, comune che nel breve volgere di due anni è passato dal 6% al 67% di raccolta differenziata.

La crescita della percentuale ha portato all’amministrazione riconoscimenti importanti: in un primo tempoLegambiente  ha assegnato al Comune di Cassano il “Premio di Seconda Categoria” che viene attribuito a quei Comuni che hanno raggiunto nei primi nove mesi del 2015 una media di raccolta pari o superiore al 65%; poi, recentemente, è stato il turno di Comieco, insignire Cassano del titolo di EcoCampione.

Ma non solo premi, a Cassano. L’amministrazione non si siede sugli allori e tiene alta l’attenzione, per non perdere quanto di buono fatto e per continuare nel percorso di crescita intrapreso. A fronte del rilevamento di elementi di difformità rispetto a quanto sottoscritto in sede di gara, si è infatti provveduto ad elevare pesanti sanzioni nei confronti dell’ATI aggiudicataria.

RASSEGNA STAMPA – Cassano delle Murge primo Comune “EcoCampione” in Puglia e “Riciclone” nel 2015. Al via la nuova campagna di sensibilizzazione

Per Cassano delle Murge il 2015 – ha dichiarato l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente-Rifiuti e Igiene Urbana Michele Maiullaro – è stato l’anno della svolta. Cassano ha chiuso l’anno con la media del 65,04% di raccolta differenziata con un incremento di 5,58 punti percentuali rispetto all’anno 2014 (raccolta differenziata 59,45%) e 31,34 punti percentuali rispetto all’anno 2013 (raccolta differenziata 33,70%) come desumibili dal portale “Osservatorio Rifiuti” della Regione Puglia.

Dopo aver ricevuto il premio da Legambiente come Comune “Riciclone”, la menzione speciale per i risultati dei primi nove mesi dello scorso anno, che sarà pertanto attestato anche per l’anno 2016, nel 2015 Cassano è stato riconfermato nel ristretto Club dei Comuni “EcoCampioni in carta e cartone” riconosciuti da Comieco (il Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), grazie ad una ottima raccolta della carta e cartone pari a 29kg annui per abitante. Cassano è il migliore della Puglia sia nella raccolta di carta e cartone di qualità che di quantità. Vedasi i dati sul portale http://www.comuniecocampioni.org/puglia/cassano-delle-murge. Il nostro è il valore più alto fra tutti, che non è una cosa scontata, ed in Puglia sono rientrati in questa speciale Club solo 11 comuni!

Nell’ambito di questo riconoscimento Comieco ha portato a Cassano Murge lo spettacolo teatrale di Luca Pagliari “Carta d’imbarco”, rivolto agli alunni dell”Istituto di Istruzione Secondaria Leonardo Da Vinci. Più di 250 alunni comprendente il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” e il Liceo classico “Platone” di Cassano delle Murge hanno potuto assistere l’8 febbraio scorso alla performance dell’attore giornalista.

Questo è comunque – ha continuato l’Assessore Michele Maiullaro – solo un punto di inizio. Cassano vuole davvero volare in alto con la differenziata. Con la nuova programmazione ci sono tanti progetti in cantiere con le scuole primarie e le scuole d’infanzia. La scuola è in primo piano con il progetto “A Scuola di Rifiuti” in collaborazione con la Teorema S.p.A. presso i cui impianti conferiamo parte delle frazioni differenziate comunali.

Giovedì scorso è iniziata la consegna da parte dell’amministrazione dei 100 contenitori gettacarte in cartone avuti in premio da Comieco per tutti gli istituti presenti sul territorio comunale dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Leonardo Da Vinci”, all’Istituto Comprensivo Statale di Cassano “Perotti-Ruffo” e alle scuole d’infanzia paritarie “Casa del Fanciullo” e “Associazione Insieme”.

image2Il 15 gennaio 2016 è partito, inoltre, il progetto aperto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di COREPLA (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e la raccolta degli imballaggi in plastica). Sono tre le classi della “Scuola Media” di Cassano Murge che su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale hanno aderito e che sperano di ottenere, oltre all’ambìto riconoscimento, una lavagna LIM per la classe, un tablet per l’insegnante, un mini tablet per ogni alunno della classe che risulterà vincitrice del concorso. Corepla School Contest, sotto la forma del concorso, include percorsi di approfondimento didattico, informazioni, suggerimenti e curiosità che permettono agli studenti di comprendere ed elaborare le tematiche inerenti alla gestione responsabile dei rifiuti degli imballaggi in plastica.

Il Comune è sempre impegnato nella comunicazione e sensibilizzazione che deve essere sempre di pari passo con il servizio di raccolta differenziata. Altre novità sono in cantiere e saranno presentate prossimamente dall’Amministrazione al fine di migliorare la qualità delle raccolte e il decoro urbano della città sperando di ridurre i costi del complesso servizio integrato che posso solo avvenire con la riduzione delle frazioni indifferenziate associate all’aumento delle frazioni differenziate produttive di corrispettivi ed in assenza di aumento dei costi di conferimento.

Si evidenzia che anche grazie alla sperimentazione estiva della raccolta presso i Borghi residenziali extraurbani recintati si è potuto raggiungere ad agosto 2015 il livello di raccolta differenziata del 67,16% con un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno 2014 di ben 14,86 punti percentuali.

Per i risultati del 2015 si ringraziano tutte le componenti attive del sistema, che deve essere sempre più gioco di squadra, a partire in primis dai cittadini, passando per il gestore della raccolta ATI TRA.DE.CO. Srl-Murgia Servizi Ecologici Srl e i rispettivi operatori, i dipendenti preposti degli uffici comunali e la Esper Srl che sovraintende alla corretta esecuzione del contratto di igiene urbana. Si sottolinea il significativo calo di circa 340 tonnellate dei quantitativi di rifiuti avviati a trattamento e poi in discarica finale dell’anno 2015 rispetto al 2014, con una prospettiva sul 2016 di ulteriore calo, a tutto beneficio dell’Ambiente.

Si rimarca l’assoluta necessità di migliorare la qualità delle raccolte differenziate, soprattutto multimateriale plastica-lattine-tetra pack e frazione organica, al fine di non far incorrere il Comune, e di conseguenza i cittadini, nella doppia penalità per abbassamento dei quantitativi avviati a riciclo e remunerati e per i maggiori costi da sostenere relativi alle impurità presenti nei materiali conferiti.

Si invitano pertanto tutti i cittadini ad un’attenta raccolta che possa consentire a Cassano il raggiungimento di ulteriori traguardi e benefici.

Fonte: L’obiettivo on line

RASSEGNA STAMPA – ARO Bari 5: si va verso l’aggiudicazione del nuovo servizio alla Cns di Bologna

In arrivo il “porta a porta” e la tariffazione puntuale

Giunge così alla fine il servizio di raccolta dei rifiuti gestito dalla ditta Lombardi Ecologia ad Acquaviva, un contratto “preistorico” (fu stipulato nel 1997), un vero e proprio cadavere che da tredici anni è stato mantenuto in vita artificialmente a colpi di proroghe e ordinanze. Martedì 6 ottobre l’Aro Bari 5 ha aperto in seduta pubblica le buste contenenti le offerte per la gestione del nuovo servizio di gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Si va verso l’aggiudicazione della gara d’appalto al raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) Consorzio nazionale servizi società cooperativa di Bologna, Cogeir costruzioni e gestioni srl di San Vito dei Normanni (Br), Impresa del Fiume spa di Taranto.

L’Rti ha presentato un ribasso economico dello 0,5%, inferiore rispetto alle altre due offerte ammesse (1,02%), ma una migliore offerta tecnica, raggiungendo un punteggio di 70,139. La nuova ditta opererà sui comuni di Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle, Adelfia, Casamassima, Sammichele di Bari e Turi, un bacino che conta 105mila abitanti).

Il nuovo servizio potrebbe entrare in funzione già da Gennaio 2015, al termine di alcuni passaggi burocratici importanti, come la trasmissione di tutti gli atti in Procura per verificare se la ditta Cns è in regola con i requisiti previsti dalla legge. C’è poi da mettere in conto la possibilità di ricorsi contro l’aggiudicazione dell’appalto che, se presentati, potrebbero far slittare l’aggiudicazione definitiva all’emissione di una sentenza da parte del TAR.

Per il primo anno è previsto un aumento del costo del servizio. Questo andrà ad abbattersi nel corso dei primi due anni, fino ad assesstarsi ad un livello economico più basso di quello attuale.

L’aumento iniziale è dovuto soprattutto ad un periodo di transizione di tre mesi in cui si continuerà a fare la raccolta stradale, per poi passare gradualmente alla raccolta a domicilio.

Il “porta a porta” garantirà una percentuale nettamente più alta di raccolta differenziata. L’obiettivo per il primo anno di servizio è del 60%, per poi arrivare al 70% l’anno successivo (un abisso rispetto al 22% registrato a giugno di quest’anno). Questo permetterà di abbattere notevolmente i costi relativi al conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati e di risparmiare sull’ecotassa regionale.

Solo per il primo anno, poi, si pagherà secondo l’attuale regime tassativo, ovvero la TARI, che calcola la tariffa in base ai metri quadri dell’abitazione. Dal 2017, invece, entrerà in vigore la tariffazione puntuale, che premierà i cittadini che sapranno differenziare al meglio i propri rifiuti.

Tutti questi elementi insieme dovrebbero quindi portare ad un minore costo in bolletta e ad una raccolta più efficiente dei rifiuti.

Fonte: Acquaviva Live

I Trashmob pugliesi: un successo!

Con la fine dell’edizione 2015 di #PugliaDifferente proviamo a tracciare, a caldo, un primo resoconto del Trash Mob, ossia l’azione “ideata” e promossa da Eco dalle Città per la sensibilizzazione dei cittadini sulla raccolta differenziata.

Prima di tutto, cosa è un Trash Mob? Con parole semplici si può definire come quell’azione di sensibilizzazione che prevede lo sversamento di un cassonetto della raccolta dei rifiuti indifferenziati in un luogo pubblico, per poi (ri)differenziarne il contenuto, mostrando ai cittadini quanti rifiuti differenziabili vengono conferiti in modo errato e quanto sia semplice fare la raccolta differenziata. Definendolo in questo modo sembra qualcosa di molto semplice e per certi versi lo è, ma in realtà i fattori in campo sono molti e quasi tutti di origine culturale, infatti il Trash Mob distrugge il costrutto culturale negativo che noi tutti abbiamo del rifiuto, ovvero di quel qualcosa di estraneo, inutile e ripugnante da tener lontano da noi e dalla nostra vista, trasformandolo in qualcosa di positivo che ha in se un valore, non solo economico ma anche etico.

Nelle dieci tappe che hanno coperto tutto il territorio pugliese, a detta del pubblico il Trash Mob è stato il momento più interessante in quanto i cittadini, sorpresi dall’iniziativa, venivano colti del tutto impreparati e non si attendevano nulla di quello che, di li a poco, avrebbero osservato. L’azione inizialmente veniva percepita come qualcosa di estraneo, secondo alcuni commenti “a tratti disgustosa” ma poi, guardando i rifiuti, osservando che i rifiuti analizzati non erano diversi da quelli prodotti nelle loro case, soffermandosi sulle loro tipologie e le quantità di rifiuti (ri)differenziati, gli spettatori si ricredevano e tutti, nessuno escluso, rimanevano colpiti dall’impatto, non solo visivo, dell Trash Mob e suggerivano di ripeterlo più spesso e in zone differenti della città, per “far capire ad altri “cittadini il significato di una corretta raccolta differenziata.

Bisogna precisare che le città scelte per il progetto #PugliaDifferente rappresentano un campione significativo dello stato della raccolta differenziata in Puglia, infatti si passa dai comuni “indifferenti” come Cerignola e Stornara, dove la raccolta differenziata nel 2014 non ha superato il 10%, a quelli virtuosi come Cassano delle Murge che nel 2014 ha consolidato un ottimo 60,4% e nei primi mesi del 2015 viaggia abbondantemente sopra il limite imposto dall’Unione Europea del 65%.
Per la realizzazione dei Trash Mob, oltre agli animatori di Eco che sapevano già cosa stavano per fare, sono stati reclutati alcuni soci delle associazioni aderenti al progetto, cittadini, amministratori locali, rifugiati e bambini (in particolare a Stornara), che dopo un primo momento tra il nervoso e lo stupore, superavano le barriere culturali prodotte dal rifiuto e si “tuffavano” nella (ri)differenziazione dei rifiuti. Più la loro barriera culturale cadeva e più le percentuali di (ri)differenziata salivano, andando a toccare il 100% di rifiuti differenziati come nel caso di Carovigno, o il 98% di Castellaneta, come il 97% di Cerignola, fino al 66% di Terlizzi e Cassano delle Murge.
Durante i Trash Mob è stato curioso osservare come i commenti degli spettatori cambiavano, passando da commenti distaccati, come se quello che stessero vedendo non appartenesse al loro mondo, a commenti che nel finale diventavano affascinati e entusiasti di quello che avevano visto, come se il Trash Mob avesse cambiato qualcosa in loro. Esemplare è stato il commento di una coppia di turisti francesi che hanno osservato il Trash Mob svoltosi a Giovinazzo. Dopo esser rimasti in disparte per tutta la tappa, osservando e tentanto di capire il motivo di quello che accadeva sotto i loro occhi. Nel finale si sono avvicinati dichiarando di esser rimasti “scioccati e affascinati” di quello che avevano visto, che secondo loro “il Trash Mob è forse l’unico modo per spronare i cittadini a far qualcosa, perché la città di Giovinazzo e le sue spiagge sono davvero sporche”, paragonando il livello di pulizia delle città e delle spiagge della loro terra, la Bretagna, con la situazione di Giovinazzo e delle città pugliesi che avevano visitato, rimanendo increduli della situazione di degrado e sporcizia, e che da loro non potrebbe mai esserci una situazione del genere “perché hanno una sensibilità ambientale diversa”.

In ogni città attraversata da #PugliaDifferente, in ogni piazza e in ogni tappa i cittadini rimanevano incantati dai Trash Mob, quasi “innamorati” di quello che stavano osservando. Questo atteggiamento ci ha spinto a interrogarci sul perché di questo entusiasmo, chiedendo a due dei protagonisti -Francesco Paolo di Puliamo Terlizzi e Dario di LED Giovinazzo- il loro punto di vista sul Trash Mob e come mai sia piaciuto così tanto e queste sono state le loro risposte.

Francesco Paolo di Puliamo Terlizzi. Il Trash-Mob credo sia molto efficace però occorre farlo in luoghi in cui la gente è costretta a fermarsi, in mezzo ad una via pedonale di grande affluenza per esempio, o nella piazza di un quartiere magari durante una festa. I commenti al Trash Mob fatto a Terlizzi sono stati tutti positivi, è stato molto d’impatto. Lo riproporremo durante la nostra iniziativa n°100 perché, per l’appunto, è d’impatto e mostra immediatamente il problema della scarsa qualità della raccolta differenziata dovuta alla disinformazione e alla pigrizia dei cittadini.

Dario di LED Giovinazzo. La valutazione non può non essere che positiva. Molto positiva. A vedere l’interazione che c’è stata con il pubblico, si può facilmente dire che è stato efficace e di conseguenza, chi ha assistito alla manifestazione, di sicuro è stato sensibilizzato alla tematica della “differenziata”. In merito ai commenti, il feedback è stato positivo da parte di tutti. Un’iniziativa simile, qualora ce ne fosse l’occasione, si potrebbe riproporre in futuro in una zona diversa del paese.

Fonte: Luigi Vendola per Eco dalle Città

Puglia: raccolta domiciliare, tariffazione puntuale e appalti verdi

Due enti sovracomunali (Aro BARI/2 e ARO BARI/5) hanno messo a bando i nuovi servizi di raccolta e trasporto rifiuti: raccolta domiciliare e tariffazione puntuale, premialità e penalità sulla base dei risultati raggiunti, e per la prima volta in Italia Appalti verdi. 

I Comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) e quelli dell’ARO BARI/2 (Binetto, Bitetto, Bitritto, Giovinazzo, Modugno, Palo Del Colle e Sannicandro) hanno pubblicato, a distanza di pochi giorni gli uni dagli altri (rispettivamente  10 e 24 ottobre), i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.
Due le principali novità previste dall’appalto. Si tratta, infatti, dei primi enti sovracomunali in Italia che abbiano bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani». Gara che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.
In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.
In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.
Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti per l’ARO BARI/5, 115.000 per l’ARO BARI/2) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede un sistema di raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. Inoltre è previsto l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.
Proprio per raggiungere tali obiettivi  , coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 50% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.
Con i due bandi predisposti da ESPER, anche in Puglia partirà dunque su vasta scala un sistema di raccolta domiciliare integrale e di tariffazione puntuale. Bandi che non hanno  registrato un solo ricorso e che hanno visto un’ampia partecipazione: 6 ATI nell’ARO Bari/2 e 7 ATI nell’ARO BARI/5. Da registrare come in molte delle ATI che hanno voluto partecipare siano presenti aziende pugliesi, e come, in alcuni casi, ci siano ATI formate da sole aziende locali. Un segnale importante di come non solo le amministrazioni abbiano voluto  imboccare la strada della sostenibilità e della virtuosità nella gestione dei rifiuti, ma anche il tessuto economico e  industriale locale abbia fatto sua la sfida.