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Economia circolare, Posidonia purificata e trasformata in compost

È il progetto “Rispetta il tuo Capitale” promosso dall’associazione Marevivo e finanziato da Pramerica Sgr. Ripulito un chilometro di spiaggia di Marina di Cecina

Centocinquanta tonnellate di Posidonia (un genere di pianta acquatica) spiaggiata separata dalla sabbia, purificata dai rifiuti antropici e trasformata in compost. Trecentoventi tonnellate di sabbia depurata e riportata sulla spiaggia di provenienza. Dieci tonnellate di rifiuti antropici derivati dal trattamento e smaltiti correttamente. Sono i numeri della prima fase del progetto “Rispetta il tuo Capitale”, promosso dall’associazione ambientalista Marevivo e sostenuto da Pramerica Sgr.

L’iniziativa, articolata in tre momenti, ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo della Posidonia oceanica nella salvaguardia della biodiversità del Mediterraneo e misurare il benessere percepito e il valore aggiunto di tale iniziativa non solo per gli individui, ma per tutta l’economia del territorio.

La spiaggia di Cecina e l’economia circolare

Gli interventi hanno interessato un chilometro della spiaggia Le Gorette nell’area di Marina di Cecina, in Toscana, e consentono, da un lato, il pieno riutilizzo delle risorse utili per l’ambiente e, dall’altro, il corretto conferimento dei rifiuti rinvenuti durante le operazioni.
«Il progetto – spiega Beatrice del Balzo, consigliere di Marevivo – si propone di contribuire all’arresto dell’erosione costiera, restituendo la sabbia al suo luogo di appartenenza, e allo stesso tempo di favorire l’adozione di modelli economici circolari, con la Posidonia recuperata trasformata in compost e i rifiuti smaltiti secondo i principi della raccolta differenziata. Inoltre, stiamo portando avanti una battaglia per consentire l’uso della Posidonia come duna, oggi vietato a causa di paradossi burocratici. Una volta trattata e ripulita, infatti, pur essendo biologicamente compatibile con la funzione, viene etichettata come rifiuto, impedendone l’uso come barriera protettiva».

La seconda fase del progetto

Nel mese di luglio partirà la seconda fase del progetto, quella subacquea che prevede il recupero di rifiuti, relitti e reti fantasma dal fondale. La fase conclusiva, invece, in programma a ottobre, coinvolgerà due università italiane e consentirà di calcolare la variazione di benessere sociale associata alle nuove modalità di pulizia delle spiagge e di trattamento della Posidonia oceanica.

Protagonisti della fase di analisi saranno il Centro GREEN (Geography, Resources, Environment, Energy and Networks) dell’Università Luigi Bocconi di Milano, diretto da Marco Percoco, e il DISTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) dell’Università degli Studi di Genova, con Monica Montefalcone.

«Ci auguriamo che questo progetto possa diventare un modello – continua del Balzo – e che il sostegno dello sponsor possa generare emulazione. Il coinvolgimento di realtà finanziarie è importante, perché riescono a determinare trend di settore». I fondi destinati a “Rispetta il tuo Capitale” derivano dalla devoluzione diretta di parte dell’utile aziendale di Pramerica Sgr e di parte delle commissioni di gestione incassate nello scorso anno dalle strategie socialmente responsabili presenti nell’offerta della società, che includono criteri di sostenibilità nelle scelte di portafoglio e sostengono, da 10 anni, progetti di valenza sociale e ambientale.

«Abbiamo scelto di sostenere il progetto promosso da Marevivo perché è in linea con i valori che la nostra società ha adottato fin dal 2005, anno di lancio del nostro primo prodotto sostenibile – racconta Andrea Ghidoni, amministratore delegato e direttore generale di Pramerica Sgr -. Un’iniziativa concreta, che punta a ripristinare il corretto equilibrio marino, in un’ottica di circolarità. L’attenzione verso i criteri Esg è sempre più elevata tra gli asset manager e i risparmiatori e, per questo, è un tema con il quale tutti gli emittenti sono inevitabilmente chiamati a confrontarsi. In caso contrario saranno costretti a fare i conti con una sensibile stretta all’accesso al mercato dei capitali».

Fonte: Il Sole 24 Ore

Distanziatori ecosostenibili per la spiaggia fatti con la posidonia oceanica

Dal mondo della ricerca arriva una soluzione green per assicurare il corretto distanziamento sulle spiagge nella fase post-emergenza Covid-19: un’innovazione – sviluppata da Enea in collaborazione con Ecofibra che consiste in «pannelli divisori imbottiti con Posidonia, raccolta ed essiccata, per separare gli ombrelloni e creare dei percorsi di accesso all’acqua, in linea con l’attuale normativa sanitaria».

All’Enea spiegano che «L’idea è di utilizzare la Posidonia oceanica, una pianta marina che si deposita in grandi quantitativi sugli arenili mediterranei, per realizzare barriere di sicurezza ecologiche».

Questi prototipi di “separè” ecologici, alti circa 120 cm e larghi 200 cm, sono dotati di telai in acciaio e fodera in plastica riciclata o in materiali naturali; a fine stagione l’imbottitura può essere semplicemente svuotata sulla spiaggia dove torneranno a svolgere l’originaria funzione di protezione dall’azione erosiva provocata dalle onde. I dispositivi rappresentano inoltre una soluzione al problema della corretta gestione della Posidonia spiaggiata che occupa molta superficie, generando cattivi odori: se raccolti insieme ad altri rifiuti, infatti, i cumuli devono essere smaltiti, con costi ingenti per operatori e amministrazioni locali che devono provvedere alla loro rimozione.

I ricercatori Enea ricordano che «La Posidonia oceanica è un importante indicatore dello stato di salute del mare in grado anche di ridurre i fenomeni di erosione costiera, produrre ossigeno, contribuire alla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità. La loro rimozione, oltre a sottrarre quantità elevate di sabbia alle spiagge, privandole della naturale protezione dalle mareggiate, sottrae biomassa e nutrienti importanti per gli ecosistemi costieri, con conseguente impoverimento della biodiversità». Un recente studio ha calcolato che la rimozione meccanica di Posidonia spiaggiata, la cosiddetta “banquette”, in 19 spiagge ha fatto perdere in 9 anni (2010-2018) un volume di sabbia di oltre 39.000 mc, equivalenti a circa 30.000 tonnellate di sabbia.

Sergio Cappucci del Laboratorio ingegneria sismica e prevenzione dei rischi naturali Enea, che ha inventato e brevettato il sistema utile anche per stuoie, sdraio, cuscini e altri arredi, in un’ottica di economia circolare, protezione dell’ambiente e tutela della biodiversità, offrendo nuove opportunità di sviluppo economico, conclude: «L’utilizzo durante la stagione estiva di questi dispositivi economici, facilmente riutilizzabili e che possono essere realizzati anche con materiali 100% naturali, consentirebbe di rendere fruibili in sicurezza superfici di costa altrimenti non balneabili e di ridurre la dispersione di aerosol a beneficio della ricettività turistica».

Per promuovere l’importanza della Posidonia oceanica e valorizzare la “banquette”, dal prossimo giugno, nel Parco Nazionale del Circeo e nel Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, saranno realizzati due “laboratori a cielo aperto” nell’ambito del progetto BARGAIN, realizzato da Ispra, Università di Tor Vergata ed Enea, con il contributo della Regione Lazio.