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Bioplastica. Approvato lo Statuto, Consorzio Biorepack pronto a partire

Con l’approvazione dello statuto da parte del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dello Sviluppo Economico e la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, il consorzio Biorepack diventa ufficialmente il settimo consorzio di filiera CONAI.  

Costituito a Roma il 26 novembre 2018 da sei tra i principali produttori e trasformatori di bioplastiche – Ceplast, Ecozema-Fabbrica Pinze Schio, Ibi plast, Industria Plastica Toscana, Novamont e Polycart – Biorepack si occuperà della gestione a fine vita degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile che possono essere riciclati con la raccolta della frazione organica dei rifiuti e trasformati, con specifico trattamento industriale, in compost o biogas.

“Siamo estremamente soddisfatti – commenta Marco Versari, presidente di Biorepack – perché con l’approvazione dello Statuto viene riconosciuta la specificità di un materiale con un fine vita del tutto peculiare rispetto a quello degli altri presidiati dagli attuali sei consorzi di filiera del CONAI. Essere il primo consorzio europeo per il riciclo organico degli imballaggi in bioplastica significa fare un passo avanti senza confronti nel campo del riconoscimento del valore del riciclo biologico e consentire al nostro Paese di rafforzare la sua leadership nel settore della bioeconomia circolare. Siamo pronti sin da subito a collaborare con il CONAI, gli altri consorzi e l’ANCI per coordinare e ottimizzare la gestione del riciclo, affinché i cittadini possano conferire correttamente nella raccolta dell’umido domestico gli imballaggi in bioplastica e l’Italia incrementare i risultati di riciclo”.

End of Waste: firmato il decreto per i pannolini

È stato un tweet del Ministro Sergio Costa a dare la notizia tanto attesa: è stato firmato il decreto sull’End of Waste per i materiali assorbenti ad uso umano.

Si tratta del provvedimento che disciplinerà la cessazione della qualifica di rifiuto per i cosiddetti PAP, prodotti assorbenti per la persona: pannolini, pannoloni e assorbenti igienici. I criteri “end of waste” sono i parametri che stabiliscono quando i materiali generati da un processo di trattamento possano essere considerati “fine rifiuto”, cioè materia prima seconda tout-court alla stregua di un normale prodotto.

Un provvedimento dal forte valore simbolico, quello firmato oggi da Costa, visto che proprio il riciclo dei prodotti assorbenti è stato per lungo tempo al centro di un contenzioso culminato con la paralisi pressochè totale del riciclo in Italia. L’entrata in vigore del decreto potrebbe infatti finalmente sbloccare il travagliato iter autorizzativo per l’avveniristico impianto di riciclo dei prodotti assorbenti costruito da Fater e Contarina a Lovadina di Spresiano in provincia di Treviso. L’impianto è tuttora unico al mondo nel suo genere ed è capace di recuperare da una tonnellata di prodotti assorbenti usati ben 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente. Peccato però che dalla data dell’inaugurazione, nel 2015, lo stabilimento di Treviso non abbia mai ricevuto le autorizzazioni necessarie ad operare in via ordinaria. Questo perchè la Regione Veneto ha sempre sostenuto di non avere titolarità a stabilire criteri end of waste per tipologie di rifiuto che non fossero state disciplinate dall’Ue o dal Ministero dell’Ambiente, come appunto i prodotti assorbenti.

“Un giorno importante e un passaggio epocale per l’economia circolare – ha commentato Costa -. Oggi ho firmato il decreto con cui può finalmente decollare un’industria tutta italiana, che coniuga riduzione dei rifiuti, riciclo e la creazione di tantissimi posti di lavoro”. In Italia è sorto il primo impianto per il riciclo dei pannolini, il FaterSmart di Lovadina di Spresiano, nel Trevigiano.

Esper ha dedicato un capitolo del volume “Verso una Economia realmente Circolare – Norme, Voci, Storie” (vai al download gratuito)  alla vicenda dell’impianto FATER, con una lunga intervista a Giovanni Teodorani Fabbri, General Manager FaterSMART.