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Al via la campagna estiva contro l’abbandono dei rifiuti

Dal 10 luglio al 10 settembre FISE Assoambiente promuove la seconda edizione della campagna #NoLittering, Non abbandonarmi!, contro l’abbandono dei rifiuti. Quest’anno l’iniziativa, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, coinvolgerà i cittadini sui social

Estate, tempo di vacanze e di rifiuti! Ma tutti possono contribuire a un cambio di passo. Per questo, il 10 luglio, parte #NoLittering, Non abbandonarmi!, una campagna attiva sul territorio e presente sui social contro l’abbandono dei rifiuti, promossa da FISE Assoambiente, l’Associazione delle imprese che operano nei servizi di igiene ambientale, recupero e smaltimento dei rifiuti e delle bonifiche, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. 

È l’abbandono in aree pubbliche di piccoli rifiuti come cartacce, bottiglie, gomme da masticare e mozziconi di sigarette il focus di #NoLittering. Lo scorso anno l’iniziativa lanciata sui social network ha raggiunto quasi 180.000 persone, motivo per il quale quest’anno, per rendere davvero social la propria iniziativa, cioè in grado di coinvolgere e promuovere nuovi comportamenti virtuosi, l’Associazione ha deciso di integrare gli strumenti digitali con iniziative concrete sul territorio.

Quindi, oltre alla campagna sui social network attraverso immagini e brevi video didascalici, il progetto coinvolgerà gli utenti invitandoli a immortalare concrete azioni di pulizia e di rimozione di rifiuti propri o di altri attraverso la pubblicazione di foto, taggando l’Associazione e indicando gli hashtag #pulisci&scatta #NoLittering.

FISE Assoambiente, inoltre, individuerà e adotterà tre luoghi di interesse turistico nel nord, nel centro e nel sud della Penisola, in cui promuover àfisicamente la campagna mettendo a disposizione buste per le azioni di pulizia.

«Il fenomeno del littering, l’abbandono di piccoli rifiuti senza far uso degli appositi contenitori – osserva il Direttore FISE Assoambiente Elisabetta Perrotta – è un atteggiamento particolarmente evidente nel periodo estivo, soprattutto nelle zone ricreative e nei luoghi di transito; atteggiamento che costringe molti comuni in Italia a investire cifre consistenti per gestire i rifiuti e mantenere puliti gli spazi pubblici».

È per questo, spiega Perrotta, che FISE Assoambiente ha deciso di ampliare la campagna, rinnovandola e puntando sui social per dare più visibilità all’impegno concreto dei cittadini sul territorio: «Siamo convinti che per proteggere l’ambiente sia fondamentale il contributo dei cittadini, attraverso comportamenti più ecosostenibili tesi a inserire i rifiuti nella filiera dell’economia circolare».

La campagna durerà due mesi, fino al 10 settembre, e sarà visibile sui canali social Assoambiente, oltre che sul sito  www.assoambiente.org , dove sarà disponibile per tutti gli utenti un approfondimento dedicato al tema #nolittering.

Fonte: La Stampa

Littering marino: un appello dalla COP22

Il materiale più diffuso tra i rifiuti che infestano il Mar Mediterraneo è la plastica. Lo denuncia l’Unep (il Programma delle nazioni unite per l’ambiente) e lo conferma l’attività di monitoraggio di Legambiente nel Mediterraneo, che ha coinvolto negli anni otto paesi costieri (Algeria, Croazia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Turchia e Tunisia), nella raccolta dei rifiuti sulle spiagge e in mare evidenziando, in particolare, la presenza delle buste di plastica che costituiscono il 16% di tutti i rifiuti individuati(http://www.legambiente.it/marinelitter/). Ulteriori stime internazionali parlano addirittura di 25 milioni di sacchetti ogni 1000 km di costa.

Per questo motivo, a Marrakech, durante la ventiduesima conferenza internazionale sul clima, Legambiente ha lanciato l’appello, cui hanno aderito Kyoto Club e Alleanza‎ per un Mediterraneo sostenibile, con l’obiettivo di estendere la messa al bando delle buste di plastica con spessore inferiore ai 100 microngià in vigore in Italia, Francia e Marocco – che lo ha introdotto proprio quest’anno tra le decisioni di politica ambientale in vista della conferenza internazionale sul clima – a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Solo in Europa, ancora oggi, si utilizzano 100 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno, con un consumo equivalente di 190 milioni di tonnellate di petrolio per la loro produzione. La loro messa al bando, quindi, potrebbe ridurre di molto il loro utilizzo, i consumi di greggio e le conseguenti emissioni di anidrite carbonica che ne derivano. Lo dimostrano i dati relativi all’Italia, primo paese in Europa a mettere il bando ai sacchetti di plastica nel 2011, dove, nonostante il bando non sia ancora del tutto rispettato, ha comunque consentito in cinque anni una riduzione nel consumo di sacchetti di plastica del 55% (da 200mila a 90mila tonnellate/anno) e una diminuzione in termini di CO2 di circa 900 mila tonnellate.

Se il bando fosse esteso a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i risultati in termini climatici sarebbero molto più rilevanti grazie alla consistente riduzione del consumo di greggio e alla diminuzione delle emissioni di CO2, con notevoli vantaggi anche per l’ambiente marino e costiero.

L’impegno di Legambiente insieme a Kyoto Club e Alleanza per un Mediterraneo sostenibile non si esaurisce quindi con la richiesta di messa al bando delle buste di plastica. Nel mirino degli ambientalisti anche le micro particelle di plastica utilizzate nei cosmetici e i cotton fioc non biodegradabili e compostabili, per cui a Marrakech insieme al bando, è partita la proposta della definizione di un piano per ridurre e riciclare la plastica in tutti i settori e una campagna internazionale per incrementare la raccolta differenziata.