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Comuni Virtuosi, al via il concorso che premia le “buone pratiche” delle amministrazioni locali

Buona gestione del territorio, efficienza energetica, mense biologiche e mobilità sostenibile. Sono questi alcuni dei criteri per valutare le amministrazioni italiane che partecipano al Premio nazionale dei Comuni Virtuosi, patrocinato dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Giunto alla decima edizione, è aperto a tutti i Comuni italiani, che possono candidare uno o più progetti già sperimentati o in fase di sperimentazione a sostegno di politiche che promuovano “buone pratiche locali” e in particolare la “salvaguardia dell’ambiente”.

Presentazione dei progetti entro il 31 ottobre – L’aspetto della “prevenzione e l’accuratezza della rendicontazione e misurazione dei risultati ottenuti” sarà uno dei punti principali considerati dalla giuria. Le adesioni da parte dei Comuni interessati dovranno essere inviate entro e non oltre il 31 ottobre 2016 all’indirizzo email info@comunivirtuosi.org. Necessario includere una scheda riassuntiva di presentazione dell’iniziativa intrapresa come l’ente locale promotore, la categoria specifica del progetto (gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile e nuovi stili di vita), breve descrizione, tempi di realizzazione, enti coinvolti erisultati raggiunti. Possono partecipare al bando anche organizzazioni, onlus, comitati e cooperative che intendano valorizzare le migliori esperienze promosse dall’amministrazione del proprio Comune di residenza.

I vincitori – Entro novembre la graduatoria finale indicherà le idee considerate più rilevanti e i partecipanti saranno informati dei risultati via e-mail. Al vincitore, che sarà premiato sabato 10 dicembre presso il Palazzo del Governatore a Parma, verranno regalati 2.500 euro da vincolare ad iniziative di “risparmio energetico o di educazione ambientale nelle scuole”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

RASSEGNA STAMPA – Fonte Nuova – Caos raccolta porta a porta, Genova: “Situazioni normali in fase di avvio”

E’ partito ufficialmente lunedì 19 settembre il servizio di raccolta differenziata porta a porta a Fonte Nuova. Pochi cittadini sembrano aver già iniziato a separare i rifiuti e in strada, per questi primi giorni, sono stati mantenuti i vecchi cassonetti stradali, protagonisti in questi giorni du una criticità tale da allarmare tutti gli abitanti: colmi di rifiuti.
Le situazioni più delicate di questo avvio alla pap sono relative principalmente alla questione dei condomìni e alla raccolta dell’organico, soprattutto per il settore commerciale. Moderatamente soddisfatto di come sta andando questo prima fase, sembra essere Salvatore Genova, direttore dell’esecuzione del contratto di igiene urbana del comune di Fonte Nuova.Genova è consigliere di amministrazione e direttore tecnico di Esper, società che si occupa di progettazione di servizi e che lavora esclusivamente con le Pubbliche amministrazioni: “Situazioni normali in un avvio del servizio – dice – . Risolto il problema dell’organico, subito al lavoro per l’isola ecologica”.
Il contratto col nuovo gestore è stato firmato il 26 febbraio 2016. Il servizio doveva partire entro trenta giorni dalla firma. Come mai questo ritardo?
Per nuovo servizio si intendono tante cose, come l’inizio della campagna di comunicazione, dell’acquisto di attrezzature, dei monitoraggi, del censimento delle utenze. Si intende un’attività che inizia, per cui non possono essere impiegati meno di tre mesi per un comune grande come Fonte Nuova. Ho espresso anche un parere in merito.
Queste attività, indagini territoriali, consegne dei kit, non dovevano essere fatte prima dell’inizio del servizio?
L’importante è che il servizio funzioni bene. Dobbiamo inoltre ricordarci il ricorso che era pendente. La norma dice che quando si aggiudica un appalto ci sono 35 gg per la firma del contratto e poi c’è la consegna del servizio. Questo lasso di tempo che come minimo dura 50-60 gg serve all’azienda per fare tutte queste attività. Con un ricorso pendente il comune si è ritrovato ad avere la sospensiva a luglio. L’azienda in questo caso, con le pressioni ricevute a Fonte Nuova, ha fatto dei preordini senza avere la certezza dell’aggiudicazione dell’appalto, cioè senza la certezza che il ricorso venisse annullato. Dopo questa certezza l’azienda ha sbloccato gli ordini ed iniziato la distribuzione dopo ferragosto, porta porta tra l’altro e geo-referenziando tutte le utenze. Questo lavoro servirà anche a scoprire tutte le evasioni-elusioni di quelle utenze che hanno sempre conferito nei cassonetti stradali ed ora non potranno più farlo.
Perché sono stati mantenuti in strada i cassonetti dell’indifferenziato mentre nel contratto si stabiliva che dovevano essere tolti contestualmente alla partenza del servizio?
Ci sono delle utenze che sono state raggiunte ma che non sono state trovate. Tecnicamente si lascia sempre una settimana, anche se già da oggi si inizia la rimozione dei contenitori, con l’obiettivo di toglierli tutti entro domenica. Entro due giorni sarà completato il giro delle utenze che non hanno ricevuto il kit. E si cercherà di definire la situazione dei condomìni, ognuno dei quali ha una richiesta particolare che deve essere valutata. Di solito si lascia ad accordi con l’azienda stabilire dove mettere i contenitori, se il mezzo deve entrare etc. C’è qualcuno che è restio a prendersi i contenitori, quando li prendi vieni censito.
Dietro a questo ritardo emerge quindi anche un problema di cittadini che evitano il censimento?
Questo problema c’è in ogni comune. Anche se stiamo notando un’accelerazione positiva in questi ultimi due giorni, quando si è visto che il servizio è stato avviato. Si è notato anche un aumento degli ingombranti nelle postazioni stradali. La gente sta svuotando le cantine.
E’ corretto affermare che anche per i condomìni per cui è prevista la consegna del kit comune, previo accordo tra tutti, c’è la possibilità di richiedere i kit singoli?
L’accordo prevedeva la consegna la consegna dei contenitori condominiali per quei fabbricati formati da quattro utenze in su. Così si sta procedendo. Questa è una modalità progettuale di qualche anno fa perché ora c’è in tanti comuni la tariffazione puntuale, si cerca di far pagare al cittadino ciò che produce. Questo implica che bisogna misurarlo e questa asticella si sta spostando sempre più verso l’alto, in alcuni progetti si parla di 8, 10, 12 utenze per fabbricato. Nel contratto è prevista questa possibilità, ma anche il contrario. Cioè può avvenire che alcune utenze chiedano il kit condominiale.
I disservizi di questi giorni erano previsti o c’è una responsabilità?
Queste situazioni fanno parte di un avvio del servizio. Si è deciso di non rimuovere i cassonetti dalla strada. Per l’azienda questo è un aggravio perché sta svolgendo due servizi, quello stradale e il porta a porta. Sta accadendo che lo svuotamento di tutti i contenitori stradali non avviene la mattina quando si fa il pap ma durante la tarda mattinata, primo pomeriggio. Ho chiesto all’azienda di avere il tracciato dei mezzi, perché tutti sono rilevati per Gps. So che i mezzi sono passati in tutte le strade. Può succedere banalmente che il secchio non è stato messo al posto giusto o è stato esposto mezz’ora dopo che il mezzo è passato. Ora non c’è più il cassonetto stradale che è sempre lì ad aspettare. Ora c’è un operatore con produttività di circa 500 prese al giorno. Tra poco andrà tutto a regime.
I cittadini che differenziano male a che tipo di sanzioni vanno incontro?
Con l’amministrazione abbiamo predisposto il nuovo regolamento di igiene urbana. E così come ci sono sanzioni per l’azienda se produce un disservizio, ci sono quelle per il cittadino che differenzia male. Abbiamo disposto per il momento una procedura di monitoraggio tramite adesivi in modo da informare il cittadino dell’errore fatto, non possiamo utilizzare strumenti sanzionatori subito. Il regolamento è già stato definito e sarà a breve pubblicato sul sito.
Si può affermare quindi che il contratto ha una perfetta esecuzione e che, ad oggi, non c’è inadempimento di nessuna delle due parti?
L’unica cosa che non va in questo momento, la questione spinosa, è il centro comunale di raccolta. Superata questa criticità dell’impianto dell’organico, la prima cosa sulla quale lavorerò è quella del centro comunale di raccolta, che in un comune servito dal servizio porta a porta è necessario. Sicuramente il servizio di queste isole ecologiche itineranti, che ho chiesto a compensazione di questa mancanza, non può sopperire. Cercheremo di accelerare l’iter in regione.
 
Vittorio Moriconi

#SaveTheDate – Esperti di fama internazionale ad Isola delle Femmine e San Vito per una Sicilia turistica a Rifiuti Zero

Da Isola delle Femmine e San Vito Lo Capo parte la riscossa della Sicilia per una regione turistica finalmente libera dai rifiuti. Enti pubblici, associazioni ambientaliste locali e partner del settore della raccolta differenziata a livello nazionale ed internazionale si sono uniti per la realizzazione di tre giornate di eventi che vedranno protagonisti esperti nel settore di fama nazionale e internazionale.

isola-delle-femmineIl programma sarà inaugurato,venerdì 7 ottobre alle ore 9, dalla eco-traversata a nuoto da Cinisi a Isola delle Femmine di Enzo Favoino, coordinatore del comitato scientifico di Zero Waste Europe, inserito tra i 50 “Pionieri del Riciclo” scelti a livello nazionale. Favoino attraverserà il golfo nuotando per circa 9 chilometri dal tratto di mare antistante l’aeroporto Falcone-Borsellino fino ad Isola delle Femmine con l’intento di sensibilizzare sulla pulizia del litorale e sulla raccolta differenziata. Durante la nuotata saranno coinvolte le associazioni e le scuole dei vari paesi del golfo (Cinisi, Carini, Capaci, Isola delle Femmine) che saranno impegnate nella pulizia del litorale. “Sarà una giornata di sensibilizzazione e di azione collettiva”, spiega Enzo Favoino, “il tema sta diventando uno degli assi portanti, ed un importante strumento di promozione, delle iniziative globali di lotta al ‘littering’,  l’imbrattamento di mari,  litorali,  campagne e boschi con rifiuti, plastici ma non solo. Iniziative che intendono convergere, a medio termine, in una grande giornata mondiale di ‘Clean up’, di pulizia dell’ambiente, nel Settembre 2018, in cui si mira, per iniziativa del network Mondiale ‘Let’s do it, world’ a coinvolgere 380 milioni di persone (5% della popolazione mondiale) in un evento planetario”.

san-vito-lo-capoL’evento clou del programma si svolgerà invece sabato 8 ottobre, a San Vito Lo Capo, presso il centro “Padre Anselmo Caradonna”, dove, a partire dalle 10 del mattino, si terrà un incontro-dibattito sul tema “Turismo e raccolta differenziata”. L’appuntamento vedrà la partecipazione di esperti di fama nazionale ed internazionale nel campo della raccolta differenziata tra cui Enzo Favoino, Walter GiacettiSalvatore Genova. Saranno presenti i sindaci di San Vito Lo Capo, di Isola delle Femmine e di Paceco, quest’ultimo anche nella qualità di presidente dell’Unione dei Comuni Elimo Ericini, nonché Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia, e Giuseppe D’Angelo, presidente di Rifiuti e Spreco Zero Onlus, che racconterà l’esperienza di Isola delle Femmine e i risultati raggiunti nella raccolta differenziata. A moderare l’incontro sarà il giornalista Max Firreri. Nel pomeriggio è prevista una tavola rotonda con sindaci e tecnici comunali per fare il punto della situazione sull’emergenza rifiuti in Sicilia.

“Il convegno prende le mosse, a partire dai buoni esempi già presenti anche in Sicilia, da quello che già amministrazioni, comunità, attività possono fare ‘dal basso’ per migliorare la propria gestione dei materiali post consumo (quelli tradizionalmente definiti “rifiuti” ma che rifiuti non devono essere considerati fino a quando sono suscettibili di valorizzazione) e con essa, migliorare le proprie economie ed i costi connessi, creando peraltro lavoro, oltre alla sostenibilità ambientale”, spiega Enzo Favoino, “ma certamente, vista la congiuntura regionale delicata, sarà anche l’occasione per sviluppare qualche riflessione in merito agli errori passati, alle previsioni dei Piani vigenti ed a come uscirne”. Dello stesso parere è Walter Giacetti: “È un iniziativa ricca di proposte concrete che tocca uno dei temi di maggiore attualità oggi in Sicilia, rivolta a tutta l’opinione pubblica e non solo ad esperti del settore in un momento cruciale e decisivo per il futuro della gestione rifiuti in Sicilia”, commenta Giacetti, “credo che la soluzione del problema non possa prescindere dalla valutazione e consapevolezza dei fallimenti del passato ma anche dalla conoscenza degli esempi di successo che possono guidare le attuali e future scelte”.

A chiudere il programma sarà la passeggiata lenta alla Riserva Naturale di Monte Cofano, che si terrà domenica 9 ottobre alle 8. Per maggiori informazioni e prenotazioni bisogna chiamare al numero 347 5165661 o scrivere a info@elbahira.it. Ma conosciamo meglio gli esperti che prenderanno la parola durante il convegno su “Turismo e raccolta differenziata”:

enzo-favoinoEnzo Favoino. Opera dal 1990 in qualità di tecnico e ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza, un centro di ricerca che ha avuto un ruolo fondamentale in Italia ed Europa per lo sviluppo ed il consolidamento delle pratiche di raccolta differenziata, riciclaggio, compostaggio, riduzione.  In tale ruolo ha contribuito ad attivare e consolidare le esperienze più avanzate di raccolta differenziata e recupero,  inclusa la progettazione delle raccolte in grandi Città italiane (come Milano e Parma) e l’attivazione di strategie e pratiche Rifiuti Zero (in Italia ed all’estero, ad es. Lubiana e la Slovenia). Da tempo ha portato le competenze e conoscenze sviluppate anche in ambito internazionale, operando per la definizione di strategie di sostenibilità, la realizzazione di circuiti pilota di raccolta differenziata e compostaggio, la definizione della legislazione di settore, la formazione di tecnici e decisori. E’ tra i fondatori dell’ECN (European Compost Network) ed è stato membro del Comitato Scientifico della Agenzia Nazionale di Protezione Ambientale ed è attualmente il coordinatore del Comitato Scientifico di Zero Waste Europe. Inoltre ha operato ed opera spesso a supporto della Commissione Europea e delle altre istituzioni comunitarie. Per il ruolo innovatore nei sistemi di raccolta differenziata e riciclaggio, nel 2007 Favoino è stato inserito tra i 50 “Pionieri del Riciclo” scelti a livello nazionale, ricevendo il relativo premio.

walter-giacettiWalter Giacetti. Responsabile R&S Etra e Amministratore Unico di Sintesi sr, è ingegnere chimico e dottore di ricerca. Fin dal 1995 ha avviato e in seguito sviluppato la gestione del ciclo rifiuti urbani implementando la raccolta differenziata integrata in un bacino di oltre 500.000 abitanti fino ad assumere la completa responsabilità periodo (2008-2013) in qualità di Direttore della Divisione Ambiente per la societàETRA spa. Da novembre 2007 ricopre ininterrottamente il ruolo di membro del Comitato Tecnico del Consorzio Nazionale Compostatori. Da Novembre 2014 è membro del Comitato di Verifica organo previsto dall’accordo ANCI-CONAI. Sintesi srl, di cui ETRA spa è socio unico, è nata nel 2001 e opera nel campo della consulenza e supporto relativamente ai servizi connessi alla gestione dei rifiuti dell’energia, all’efficientamento energetico e al contenimento della produzione di CO2. In tale veste è stato redattore o coordinatore, in diverse realtà territoriali a livello Comunale, Provinciale, d’Ambito e Regionale, di numerosi progetti e studi finalizzati all’implementazione di servizi innovativi di gestione dei rifiuti tra i quali si può citare il Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Basilicata (approvato ad agosto 2016) con il ruolo di responsabile coordinatore.

salvatore-genovaSalvatore Genova. Direttore tecnico ESPER. Ha maturato esperienze nella gestione ambientale di organizzazioni pubbliche, specie nell’ambito dei rifiuti urbani. Collabora con la ESPER dall’anno 2007 e si è occupato della redazione di vari studi di settore ed in particolare delle attività di Valutazione Ambientale Strategica per la redazione del Piano Rifiuti della Provincia di Taranto e di attività di sviluppo delle iniziative di riduzione e gestione dei Rifiuti Urbani e della progettazione di servizi di raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti in realtà molto complesse.

 

 

Fonte: Il Giornale di Isola

San Vito Lo Capo: migranti lavorano alla raccolta rifiuti

Integrazione è anche, e soprattutto lavoro e dignità. Da questi presupposti si sono mossi Energeticambiente, gestore del servizio di raccolta rifiuti, e l’ing. Salvatore Genova, direttore esecuzione del contratto, quando hanno proposto al Sindaco Matteo Rizzo di coinvolgere nel servizio di raccolta rifiuti del Comune di san Vito Lo Capo alcuni migranti ospiti presso lo SPRAR gestito dalla Cooperativa sociale Badia Grande di Trapani.
“Ho accolto immediatamente e con piacere il suggerimento – ha dettoil sindaco Matteo Rizzo – e sono felice che il nostro territorio possa aiutare questi migranti nel loro inserimento nella società”. Così sei migranti con la qualifica di “rifugiati”, provenienti da Mali, Gambia, Senegal, ospiti presso lo SPRAR gestito dalla Cooperativa sociale Badia Grande di Trapani, collaboreranno nel servizio di raccolta dei rifiuti per un periodo di novanta giorni.
L’interessante esperimento di integrazione mediante un tirocinio formativo nel campo dei servizi di igiene pubblica ambientale presso il Comune sanvitese rientra nella iniziativa sorta grazie alla sinergia tra lo stesso Comune, la Cooperativa Badia Grande (che è il soggetto promotore) ed Energeticambiente, gestore del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti (soggetto ospitante). Nessun onere finanziario sarà a carico dell’Amministrazione comunale.
San Vito Lo Capo è un Comune turistico ed ogni anni in estate vede crescere vertiginosamente il numero dei residenti, e con essi i rifiuti prodotti. “Il nostro personale sta facendo il possibile e anche l’impossibile – assicura il sindaco Rizzo – Sono sicuro che l’ausilio di questi nostri ospiti potrà regalare a turisti e residenti una efficiente raccolta differenziata, a salvaguardia dell’ambiente e della salute”

 

RASSEGNA STAMPA – CHI BUTTA PAGA!

In tre comuni del milanese inizierà a breve una piccola ma significativa rivoluzione nell’ambito della raccolta dei rifiuti. Canegrate, Magnago e San Giorgio su Legnano partiranno con la sperimentazione della tariffa puntuale dal prossimo giugno, superando la vecchia concezione basata esclusivamente sui metri quadri a disposizione delle utenze.
La nuova tariffazione sarà composta da tre voci: la prima sarà una quota fissa basata sulla metratura dell’immobile, la seconda verrà calcolata sul numero di conferimenti prefissati in base al numero di occupanti per quanto riguarda le utenze domestiche, e sui metri quadri occupati per le attività commerciali. La terza voce, invece, consisterà in una quota variabile sulla base del rifiuto indifferenziato effettivamente conferito e, qualora venisse superato il numero di quelli preassegnati, il costo verrà addebitato all’utente. Infine rimarrà invariata l’addizionale provinciale.
Con la tariffazione puntuale i tre comuni e AEMME Linea Ambiente, la società incaricata della raccolta, vogliono adeguarsi alle principali realtà europee e superare l’ormai obsoleto metodo presuntivo (basato sulla metratura) che non dà alcun incentivo alla cittadinanza per ridurre la produzione di rifiuti. Con il nuovo metodo si vuole andare incontro alle esigenze del cittadino, permettendo un pagamento più equo in base all’effettiva produzione di rifiuti, incoraggiando quindi la popolazione a tenere un comportamento più rispettoso nei confronti dell’ambiente.
Dall’inizio del mese di giugno i 29mila abitanti dei tre comuni riceveranno direttamente a casa, attraverso degli incaricati di AEMME Linea Ambiente, dei sacchetti dotati di transponder elettromagnetico che, attraverso un lettore di cui saranno dotati i mezzi di raccolta, saranno in grado di associare istantaneamente l’utente al contenitore. I sacchetti dotati di microchip trasmetteranno quindi in tempo reale il codice utente, la data, l’ora del ritiro, il veicolo e il suo posizionamento (tramite GPS) e l’operatore incaricato della raccolta. Grazie a questi sacchetti “personalizzati” si eviteranno possibili errori dal momento che verranno associati esclusivamente all’utente in questione.

fonte: ricicloni.it

Lampedusa: cresce la RD, si bonifica l’Isola

Gli interventi sono stati tanti: rimozione degli olii esausti, bonifica dei siti di
conferimento e delle carcasse di auto abbandonate. Allo stesso tempo, le percentuali di raccolta differenziata crescono vertiginosamente. E’ stretta la collaborazione tra Amministrazione e cittadini. I risultati sono già visibili: sono sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola

Dal mese di marzo di quest’anno l’Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha intrapreso una forte azione per cambiare la spinosa situazione relativa alla gestione dei rifiuti nelle isole.
Grazie al supporto tecnico della ESPER e del Suo Direttore Tecnico, Ing. Salvatore Genova, sono state messe in campo numerose iniziative volte a migliorare il servizio di igiene urbana a beneficio di cittadini e turisti.
E’ attivo il Centro di Raccolta Comunale sito in contrada Taccio Vecchio: tutti i cittadini e le utenze commerciali possono utilizzarlo giornalmente, secondo gli orari di apertura, per conferire tutte quelle tipologie di rifiuti che non possono essere raccolte a domicilio o nei contenitori stradali.

Sono, inoltre, sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola.
Il dato medio di raccolta differenziata è aumentato esponenzialmente: o nel 2015 era pari a 11,85% o nei primi mesi del 2016 è pari a 26,26% con un picco ad aprile del 39,90%.
Nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, sono state inraprese numerose attività volte ad una migliore gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali. L’Amministrazione comunale ha disposto la rimozione degli olii esausti conferiti in modo errato da parte dei fruitori del porto, pescatori e diportisti presso l’area portuale. Inoltre, è stata effettuata la bonifica dei relativi siti.

E’ iniziato da tempo un importante percorso di gestione dei temi ambientali, e in questo contesto è stato ridato il giusto decoro urbano all’area portuale. La Capitaneria di Porto ha strettamente collaborato con l’Amministrazione e si è impegnata a vigilare affinché siano rispettate le corrette modalità di conferimento da parte di tutti i fruitori del porto.
E’ stato, inoltre, disposto il recupero di circa 35 carcasse di automobili e 10 di moto disseminate su tutto il territorio del Comune di Lampedusa.

L’Amministrazione continuerà nell’attività di pulizia del territorio per mantenere il decoro urbano che l’isola merita, ma è determinante la collaborazione di tutti i cittadini affinché diventino sentinella a tutela dell’ambiente.
Questi risultati sono sicuramente incoraggianti, ma per proseguire in questo percorso virtuoso è fondamentale il supporto delle istituzioni e, in particolare, della Regione che dovrebbe fare la sua parte, appaltando il prima possibile le gare per le tanto attese infrastrutture e attrezzature.

RASSEGNA STAMPA – Lampedusa, proseguono le attività di pulizia dell’isola

Dal mese di marzo di quest’anno l’Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha intrapreso una forte azione per cambiare la spinosa situazione relativa alla gestione dei rifiuti nelle isole

Proseguono gli interventi di pulizia sull’isola di Lampedusa: rimozione degli olii esausti, bonifica dei siti di conferimento e delle carcasse di auto abbandonate. Allo stesso tempo, le percentuali di raccolta differenziata crescono vertiginosamente. E’ stretta la collaborazione tra Amministrazione e cittadini. I risultati sono già visibili: sono sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola.

Dal mese di marzo di quest’anno l’Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha intrapreso una forte azione per cambiare la spinosa situazione relativa alla gestione dei rifiuti nelle isole. Grazie al supporto tecnico della ESPER e del suo direttore tecnico, Salvatore Genova, sono state messe in campo numerose iniziative volte a migliorare il servizio di igiene urbana a beneficio di cittadini e turisti.

E’ attivo il Centro di Raccolta Comunale sito in contrada Taccio Vecchio: tutti i cittadini e le utenze commerciali possono utilizzarlo giornalmente, secondo gli orari di apertura, per conferire tutte quelle tipologie di rifiuti che non possono essere raccolte a domicilio o nei contenitori stradali. Sono, inoltre, sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola.

Il dato medio di raccolta differenziata è aumentato esponenzialmente:
nel 2015 era pari a 11,85%;
nei primi mesi del 2016 è pari a 26,26% con un picco ad aprile del 39,90%.

Nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, sono state inraprese numerose attività volte ad una migliore gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali.

L’Amministrazione comunale ha disposto la rimozione degli olii esausti conferiti in modo errato da parte dei fruitori del porto, pescatori e diportisti presso l’area portuale. Inoltre, è stata effettuata la bonifica dei relativi siti. E’ iniziato da tempo un importante percorso di gestione dei temi ambientali, e in questo contesto è stato ridato il giusto decoro urbano all’area portuale. La Capitaneria di Porto ha strettamente collaborato con l’Amministrazione e si è impegnata a vigilare affinché siano rispettate le corrette modalità di conferimento da parte di tutti i fruitori del porto.

E’ stato, inoltre, disposto il recupero di circa 35 carcasse di automobili e 10 di moto disseminate su tutto il territorio del Comune di Lampedusa. L’Amministrazione continuerà nell’attività di pulizia del territorio per mantenere il decoro urbano che l’isola merita, ma è determinante la collaborazione di tutti i cittadini affinché diventino sentinella a tutela dell’ambiente.

Questi risultati sono sicuramente incoraggianti, ma, come tende a sottolineare anche l’Amministrazione, per proseguire in questo percorso virtuoso è fondamentale il supporto delle istituzioni e, in particolare, della Regione che dovrebbe fare la sua parte, appaltando il prima possibile le gare per le tanto attese infrastrutture e attrezzature.

Fonte: Agrigentonotizie.it

RASSEGNA STAMPA – Focus rifiuti/3. Ecco quanto costerà il nuovo servizio di raccolta a Marsala

Tariffazione puntuale, raccolta porta a porta, bidoni e sacchetti con trasponder, centri di raccolta informatizzati, ecocentri itineranti. Questo in sintesi il piano dei rifiuti che è stato progettato dalla Esper per la città di Marsala e che il consiglio comunale dovrà approvare nelle prossime settimane. Un servizio che dovrebbe essere appaltato nei prossimi mesi, in vista della scadenza del contratto con Aimeri Ambiente. Sempre se non ci saranno novità dalla Regione, con l’accentramento delle gare d’appalto a Palermo e l’azzeramento dei poteri dei Comuni che, come Marsala, si sono costituiti in Aro. Nel frattempo Marsala va avanti con il progetto della Esper. Si tratta di un piano che prevede il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata il primo anni, e il 70% negli anni successivi.
In questo viaggio all’interno del piano d’intervento abbiamo visto quali sono le criticità dell’attuale sistema di raccolta, quali sono le soluzioni che consiglia di adottare la Esper.
Adesso vediamo però quali saranno i costi di questi servizi, che saranno tutti a carico dei cittadini attraverso il pagamento della TARI, la tanto odiata Tassa sui rifiuti.

I COSTI

Nel 2015 a Marsala la raccolta dei rifiuti, differenziati e indifferenziati, il loro trattamento e lo spazzamento della città, è costato 14.764.340 euro, una media di 168 euro ad abitante.

Nelle previsioni del Piano della Esper nella fase intermedia del nuovo corso, quindi il primo anno, il risparmio sarà del 9,94%. Quando il servizio entrerà a regime, invece, si prevede un risparmio del 15,7%. Nel primo anno si prevedono due passaggi di raccolta dell’indifferenziata, mentre quando il servizio entrerà a regime ci sarà un solo passaggio settimanale.
Queste riduzioni sono calcolate dalla Esper considerando anche il completo rinnovo del parco mezzi e dei contenitori. “Si è inoltre tenuto conto quindi di un costo di comunicazione pari a 3 euro IVA esclusa per abitante nel primo anno e di 1,5 euro a partire dal secondo anno per il mantenimento delle attività (distribuzione del calendario, sacchetti dell’umido ecc.)”.
In sostanza il costo totale nella fase intermedia dovrebbe essere, secondo le stime di 13.296.594,85 euro. Somma a cui si arriva considerando anche i costi, o i ricavi, sul trattamento delle varie frazioni. Ad esempio sono previsti ricavi per 656 mila euro l’anno per la plastica, nel primo anno, di 83 mila euro per le lattine, di 281 mila euro per carta e cartone, di 53 mila euro per il vetro, il che riduce il costo complessivo per le frazioni. Ma se per alcune frazioni, al costo della raccolta, si sottrae quello per il trattamento, ed entra in gioco la “vendita” dei materiali riciclabili, la stessa cosa non succede per le altre frazioni di rifiuti. Ad esempio per il Secco residuo ai circa 2,5 milioni di euro l’anno per la raccolta si aggiunge un costo di 897 mila euro. Per l’umido non è previsto nessun ricavo, anzi. Il costo per il trattamento è di 930 mila euro per il primo anno, e si aggiunge ai 2,3 milioni per la sua raccolta. Sono tutte stime valide per il primo anno del servizio.
Ecco nel dettaglio.

Una volta entrato a regime il costo annuo dovrebbe essere di 12.448.994,53 euro. In sostanza si dovrebbero risparmiare, sempre secondo le stime, circa due milioni di euro l’anno.
Ecco i costi del servizio a regime.

La raccolta dei rifiuti in fase intermedia costerà, quindi circa 13 milioni di euro, compresi i costi per il trattamento. La maggior parte della spesa sarà per la mano d’opera, circa 7 milioni di euro.

Una volta entrati a regime, prevede la Esper, i costi si ridurranno. Ecco il dettaglio.

GLI INVESTIMENTI
Il piano degli investimenti per il nuovo servizio prevede per la ditta che vincerà la gara l’acquisto di materiali, come sacchetti, bidoni, e mezzi. Le stime fatte dalla Esper prevedono un investimento annuale di 597 mila euro non ammortizabili per sachetti per la raccolta di secco residuo, umido, plastica. Circa 1 milione 394 mila euro serviranno per comprare bidoni, mastelli, container, e altro materiale ammortizzabile. Gli investimenti complessivi, ammortizzabili, per i mezzi per la raccolta, trasporto e i servizi accessori sono di oltre 5 milioni di euro. Per la raccolta si prevede un costo totale di 3 milioni 424 mila euro, per 5 autocompattatori, 4 minicompressori, 16 autocarri con vasca da 7 mc, 11 autocarri con vasca da 5 mc, 4 porter con vasca da 2 mc, 7 automezzi per movimentazione dei container, un furgonato tipo ecomobile, 2 ecocentri mobili.
Per lo spazzamento e i servizi accessori si prevede un costo complessivo di un milione 751 mila euro. Si parla di 8 motocarri a 3 ruote, 3 spazzatrici compatte da 4 mc, e tre spazzatrici medie da 6 mc, 2 autospurgo, 3 mezzi lavastrade con cisterna da 8 mc, un pulisci spiaggia grande, 2 autocarri da 7 mc, un mezzo con vasca da 25 mc e gru, 100 decespugliatori o soffiatori.

Questo, in sintesi, quello che prevede il piano. Saranno i consiglieri a decidere cosa farne, come trattarlo, come modificarlo. Martedì intanto ci sarà una seduta di consiglio comunale aperta proprio per parlare del nuovo piano dei rifiuti.

Fonte:TP24.it

RASSEGNA STAMPA – Focus rifiuti/1 – Come sarà la nuova raccolta a Marsala. Ecco i problemi da risolvere

E’ un dossier da oltre 300 pagine quello che stanno esaminando in consiglio comunale. E’ il nuovo piano sulla raccolta dei rifiuti a Marsala. Un piano d’interventi, così viene chiamato, preparato dalla Esper, l’agenzia esterna incaricata dall’Amministrazione guidata dal sindaco Alberto Di Girolamo per studiare il nuovo servizio della raccolta rifiuti in città. Quello che il consiglio comunale dovrà approvare nei prossimi giorni genererà una gara d’appalto da circa 100 milioni di euro, che determinerà le sorti della città sul tema rifiuti per i prossimi anni.
Al momento il servizio di raccolta è gestito da Aimeri Ambiente, il cui contratto scade a ottobre. Allora si sta cercando di mettere mano al sistema rifiuti per non commettere gli stessi errori del passato. Questa volta però gestisce tutto il Comune di Marsala, che ha costituito l’Aro, l’Ambito di Raccolta Ottimale, che permette ai singoli Comuni di decidere sul proprio futuro in tema rifiuti. In passato invece, il servizio di raccolta rifiuti è stato determinato altrove, con l’Ato Terra dei Fenici, che predisponeva le gare d’appalto, decideva che tipo di servizi offrire. E le cose non sono andate tanto bene, ne sono dimostrazione le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la provincia di Trapani sulla gestione dei rifiuti, e la qualità del servizio. Ora la Esper ha messo mano al sistema rifiuti a Marsala, partendo proprio dalla situazione attuale e definendo quali sono le criticità. Il piano si divide in tre parti, sostanzialmente: situazione e criticità attuali, proposte, costi. Oggi partiamo dallo stato dell’arte, e dalle criticità dell’attuale servizio.

I DATI
Prima però i dati. A Marsala si fa la raccolta differenziata, con il sistema del porta porta e alcune isole ecologiche.
La percentuale di raccolta differenziata del 2015 è stata pari al 38,83%. Un dato che secondo la Esper “testimonia le evidenti criticità strutturali dell’attuale modello di gestione ed uno scarso livello di intercettazione delle frazioni differenziate”. La percentuale di differenziata  infatti, è ben lontana dal raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla normativa regionale, nazionale ed europea. La produzione totale pro capite di rifiuti, è pari a 430,98 kg/ab.anno, inferiore rispetto alla media della produzione pro capite della Regione Sicilia che si attesta sui 517 kg/ab.anno. Il Comune di Marsala, fino a prima della costituzione dell’Aro era nell’Ato Tp1 poi Srr a cui partecipa con una percentuale azionaria del 26,32%. Il servizio di raccolta effettuato dalla ditta Aimeri Ambiente srl è porta a porta su tutto il territorio. Chiamarlo “porta a porta” in realtà è fuorviante, perchè, come evidenzia il dossier, in molti casi “si effettua una raccolta di prossimità con l’utilizzo di contenitori e cassonetti posizionati in aree di pertinenza condominiale in cui conferiscono più utenze”. Il territorio è suddiviso in 6 aree di raccolta: due per l’area del Centro Storico, due per l’area Marsala Nord e due per l’area Marsala Sud.

PERCENTUALI BASSE, LIMITI STRUTTURALI
“La situazione analizzata – si legge nel dossier – mette in evidenza un limite strutturale dell’attuale gestione che entra in crisi con l’intensificarsi dei flussi turistici stagionali”. Durante il mese di agosto, in particolare,  una parte significativa delle raccolte differenziate finisce nel rifiuto indifferenziato e quindi conferite in discarica, quindi maggiori costi di smaltimento.

Nello studio sono stati analizzati i dati delle raccolte mensili per gli anni 2013-2015. Qui sono state evidenziate alcune criticità sull’attuale modello di raccolta differenziata che “ha raggiunto il suo limite strutturale”.
Nello studio viene evidenziata una bassa percentuale di raccolta differenziata, ben al di sotto degli obiettivi di legge. L’efficienza del servizio è poi al di sotto degli standard minimi ed entra in crisi durante la stagione turistica. Nello studio viene detto anche che l’intercettazione delle frazioni differenziate è bassa e potenzialmente incrementabile.
“Non vi è traccia, nella documentazione trasmessa, della destinazione finale delle terre provenienti dallo spazzamento stradale. Non c’è alcuna comunicazione del gestore al comune circa il numero di accessi ai Centri comunali di raccolta né delle quantità e tipologie di rifiuti conferiti negli stessi da utenze domestiche e non domestiche; Le frazioni differenziate hanno una elevata presenza di rifiuti non conformi”.

STRUTTURE, CENTRI DI RACCOLTA, ISOLE ECOLOGICHE

Sono due i centri comunali di raccolta a Marsala, Ponte Fiumarella e Cutusio.
L’Aimeri utilizza il Centro di Trasferenza di Ponte Fimarella, come stazione di travaso e trasferimento verso la discarica del rifiuto indifferenziato. Il Centro di Trasferenza è di proprietà del Comune di Marsala e affidato in concessione all’attuale gestore del servizio.
Poi c’è il Ccr di Cutusio. L’Aimeri ha a disposizione un “cantiere” con officina. Si tratta di un deposito per il ricovero dei mezzi, con officina per manutenzione degli stessi. E si trova in contrada Cutusio. Il cantiere fungerebbe anche da centro comunale di raccolta, ma “l’evidente promiscuità delle attività del centro suggerirebbe una migliore organizzazione delle stesse in termini di spazi, orari e modalità gestionali”.
Anche su questo aspetto la relazione specifica che non c’è “un sistema efficace di tracciatura dei conferimenti presso i CCR né una puntuale rendicontazione degli stessi al Comune di Marsala”. L’Aimeri infatti registra su moduli cartacei gli accessi, ma i dati non vengono successivamente gestiti, organizzati e rendicontati al Comune.
Poi c’è l’isola ecologica di Amabilina, che però “non risponde agli standard gestionali minimi previsti”. Un modo elegante per dire che è una discarica.
In sostanza la situazione attuale dei centri di raccolta è pessima. La Esper nel suo rapporto indica che i Ccr dovrebbero essere dotati di un sistema elettronico per il controllo degli accessi e l’identificazione automatica degli utenti. Che ci vorrebbe un terminale per ogni operatore per gestire gli accessi all’impianto, i conferimento in ingresso di utenze domestiche e non domestiche, e rilasciare ricevute e registrare i conferiMenti. E poi un sistema che sia in grado di gestire gli smaltimenti e i conferimenti in uscita, ed effettuare, ad esempio, un bilancio di massa dei materiali. Si parla anche di tessere identificative per ogni utente. Insomma i centri di raccolta non sono per niente informatizzati, e questo non consente di controllare gli accessi e non consente di “introdurre incentivi diretti a premiare gli utenti particolarmente attivi nei conferimenti”.
L’Aimeri Ambiente, poi, dichiara di impegnare complessivamente 76 mezzi per la raccolta rifiuti, lo spazzamento, e il conferimento agli impianti. Sono mezzi di diverse tipologie, piccoli e grandi. I lavoratori sono invece 165.
E’ stato esaminato anche l’aspetto del compostaggio domestico. Il Comune di Marsala non conosce il numero di famiglie che praticano il compostaggio domestico. La stima effettuata dagli uffici comunali tende a quantificare la percentuale di adesione in circa il 10% delle utenze domestiche.

LE CRITICITA’
Comunicazione. Per la Esper che ha predisposto il piano d’intervento uno dei punti centrali per ottenere un buon servizio è innanzitutto che i cittadini sappiano come conferire i rifiuti. Cioè che siano informati. Però “attualmente non c’è un progetto di comunicazione efficace sulla corretta gestione dei rifiuti. L’unico strumento di comunicazione reperito durante le visite sul territorio e le ricerche sul web, è il calendario delle raccolte per le Utenze Domestiche e Non domestiche e scarne indicazioni su come effettuare la raccolta differenziata”. Eppure negli scorsi anni l’Ato Tp1 ha speso una barca di soldi per pubblicità e campagne di comunicazione. Una comunicazione non proprio mirata e funzionale da quello che emerge dal Piano. “La quasi totalità dei cittadini intervistati dimostrano di avere un’idea approssimativa delle regole dell’attuale svolgimento del servizio di raccolta e delle corrette modalità di conferimento delle diverse frazioni di rifiuto. La maggior parte dei cittadini intervistati, al contrario, si dichiara disponibile ad approcciare un modello di raccolta differenziata maggiormente responsabilizzante e premiante anche sul piano dell’equità contributiva”.

Esposizione e frequenze di raccolta. Un’altra criticità riguarda le modalità di gestione delle fasi di separazione e conferimento dei materiali. Per la Esper i contenitori, per una corretta raccolta, devono essere custoditi all’interno delle abitazioni o in aree di pertinenza, ed esposti al limite della proprietà su suolo pubblico, solamente quando pieni e solo nella giornata di raccolta secondo un calendario prestabilito. “Le verifiche effettuate sul territorio mettono in evidenza un’ elevatissima percentuale di esposizione, anche di modeste quantità delle diverse frazioni di rifiuto. Le frequenze di esposizione, e di conseguenza il numero di prese degli operatori, è molto elevato in relazione alle quantità complessive effettivamente raccolte. Tale evidenza è ancora più significativa per la raccolta del Secco Residuo dove il tasso di esposizione si può stimare ad oltre il 80% delle utenze per ogni giro di raccolta. Le risicate pertinenze interne ed esterne degli esercizi commerciali nella zona del Centro Storico richiedono in ogni caso, soprattutto durante la stagione turistica, elevate frequenze di raccolta.

Scarsa intercettazione delle frazioni differenziate. Il problema è quello. Si differenzia poco e c’è un’alta percentuale di indifferenziato. I dati dicono che c’è una “insufficiente percentuale media di raccolta differenziata dell’attuale servizio di raccolta. I risultati attuali non sono coerenti con gli obiettivi di settore comunitari, nazionali e regionali”. Il Piano indica però che è possibile abbattere la produzione pro capite di rifiuti indifferenziati “con una riorganizzazione dei servizi di raccolta ed una adeguata campagna di comunicazione”. La frazione organica poi decresce vistosamente nel mese di agosto con l’intensificazione del servizio estivo.
Abbandoni. Vera piaga per la città in tema di rifiuti è il sacchetto selvaggio, quando finisce bene. Perchè non sono poche le piccole discariche a cielo aperto in cui si trovano non solo sacchetti di spazzatura ma rifiuti di ogni genere, da eternit a mobili usati, a televisori e altri elettrodomestici. Mantenendoci sulla piccola inciviltà gli abbandoni dei sacchetti avviene soprattutto nei quartieri residenziali ad elevata densità abitativa, in aree immediatamente limitrofe al concentrico urbano e nei pressi delle Isole Ecologiche.
Crisi strutturale dell’attuale sistema di raccolta in presenza di contenuti flussi turistici stagionali. Un limite strutturale dell’attuale gestione è che entra in crisi con l’intensificarsi dei flussi turistici stagionali. Durante il mese di agosto una parte significativa delle raccolte differenziate finisce nel rifiuto indifferenziato e quindi conferite in discarica. Il tutto fa crollare i dati della differenziata, e aumentare i costi.
Qualità dei materiali raccolti. C’è poi la qualità del rifiuto. Dipende dalla purezza dei materiali e dalla bassa presenza dei materiali non conformi a quelli che si devono raccogliere. Ad esempio quando si butta il bicchiere di plastica con un tovagliolo all’interno, per essere proprio spiccioli. Per la Esper “le raccolte domiciliari porta a porta garantiscono intrinsecamente una migliore qualità delle frazioni di rifiuto conferite rispetto alle raccolte stradali o di prossimità”. Però non basta. Occorre un “efficiente modello gestionale”. “La corretta separazione dei materiali in casa dipende dalla qualità delle informazioni date, dall’assegnazione, di contenitori e attrezzature correttamente dimensionati oltre che da precise modalità di conferimento, prelievo e gestione dei materiali raccolti”.

Questa in sostanza è la situazione adesso. Come funziona il sistema dei rifiuti a Marsala e quali sono le sue criticità, secondo gli esperti che hanno predisposto il nuovo piano rifiuti. Come si vogliono sistemare le cose? Lo vedremo domani.

 

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