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Regione Lazio: approvato dal Consiglio il nuovo piano rifiuti 2019/2025. Meno rifiuti, gestiti meglio

Riduzione della produzione dei rifiuti, sostegno alla raccolta differenziata, equilibrio impiantistico e sviluppo dell’economia circolare. Sono questi i principali obiettivi del nuovo Piano Rifiuti del Lazio 2019/2025 approvato dal Consiglio regionale

Riduzione della produzione dei rifiuti, sostegno alla raccolta differenziata, equilibrio impiantistico e sviluppo dell’economia circolare. Sono questi i principali obiettivi del nuovo Piano Rifiuti del Lazio 2019/2025 redatto con il supporto tecnico di ESPER, Ambiente Italia e Scuola Agraria del Parco di Monza ed approvato dal Consiglio regionale. Il Lazio si dota di un fondamentale strumento di pianificazione, con l’obiettivo  di mettere in sicurezza l’intero ciclo dei rifiuti nella nostra regione, garantendo maggiore efficacia e produttività, nel nome della legalità e della sostenibilità ambientale. Grazie a questo nuovo piano, infine, tutti i Comuni hanno i mezzi necessari per realizzare, in tempi determinati, le opere utili alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Approvato oggi il nuovo Piano Rifiuti 2019/2025 da parte del Consiglio regionale del Lazio.

Tra i principali obiettivi, il Piano indica da una parte le azioni di contrasto alla produzione dei rifiuti e allo sviluppo della raccolta differenziata, mentre dall’altra parte prevede l’indicazione degli impianti necessari per il trattamento e lo smaltimento delle varie tipologie di rifiuti, da quelli urbani a quelli industriali, dai rifiuti speciali ai fanghi dei depuratori, all’interno delle localizzazioni fornite dalle province. Sono pertanto due i pilastri della nuova pianificazione regionale: l’autosufficienza del Lazio e un’equa ripartizione territoriale del peso impiantistico – per chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno dei propri confini – e l’economia circolare con investimenti e interventi concreti per favorire la raccolta differenziata, il riciclo e il riuso delle materie, sostenendo la realizzazione di una filiera industriale ecosostenibile. 

Le linee guida del Piano regionale erano state approvate dalla Giunta il 31 gennaio dello scorso anno per poi dare avvio alla procedura di Valutazione ambientale strategica e a tutti i vari passaggi amministrativi nei tempi e nelle modalità previste dalla legge. Al termine di questa fase, si è giunti alla definitiva approvazione dello strumento di pianificazione da parte della Giunta regionale lo scorso 5 dicembre, con il conseguente invio del provvedimento alla competente Commissione consiliare. L’emergenza legata al Covid-19 ha inevitabilmente provocato dei ritardi nella valutazione e nel confronto politico sui contenuti del Piano, ma oggi si è arrivati all’approvazione finale da parte del Consiglio regionale, dotando il Lazio di uno strumento di programmazione in grado di delineare una corretta gestione del sistema dei rifiuti.

Economia circolare

La Regione ha già avviato politiche e investimenti – previsti nel Piano – per favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell’economia circolare. Dagli accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi al contrasto del consumo della plastica monouso nelle sedi istituzionali e delle aziende partecipate. Dall’introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio “che meno si inquina e meno si paga”, ai contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio, che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione.

Dal progetto sperimentale per il recupero della plastica in mare, che ha già permesso di raccogliere e riciclare circa 70 tonnellate di plastica, alla promozione dei centri per il riuso. Dai corsi di formazione per Green Manager, con l’obiettivo di promuovere la corretta gestione del ciclo dei rifiuti in istituzioni, ospedali, scuole e grandi aziende pubbliche e private, alle campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole del Lazio. Fino alla realizzazione di un innovativo compound industriale a Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

Equilibrio impiantistico

Il Piano Rifiuti persegue il riequilibrio territoriale degli impianti e all’autosufficienza del Lazio nella chiusura del ciclo dei rifiuti. La Regione ha confermato la suddivisione degli Ambiti territoriali ottimali prevista nel precedente Piano regionale 2012, individuando 5 Ato per la gestione dei rifiuti urbani, coincidenti con i territori delle 5 province, che dovranno essere autonome nel trattamento e nello smaltimento, secondo i principi di autosufficienza e prossimità. Sulla scorta della delibera sulla Qualità dell’Aria, inoltre, la Giunta regionale ha deciso la dismissione dell’impianto di termovalorizzatore di Colleferro, assegnando a LazioAmbiente la progettazione di un innovativo presidio industriale, in cui sarà possibile eseguire processi di lavorazione a freddo per estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai Tmb. 

È fondamentale, infatti, attuare uno degli obiettivi previsti dal Piano, vale a dire la promozione di investimenti nelle nuove tecnologie per la trasformazione e l’innovazione dell’impiantistica esistente, sia in relazione al nuovo compound di Colleferro che all’ammodernamento dei Tmb. Un programma che la Regione vuole perseguire attraverso una strategia integrata e un rilevante stanziamento di risorse, che potranno consentire al Lazio di essere all’avanguardia nel sistema di gestione dei rifiuti.

Differenziata al 70% nel 2025

Il Piano rifiuti mira a raggiungere il 70% di raccolta differenziata nel Lazio entro il 2025. Attualmente la differenziata a livello regionale è al 47,3%, con un aumento di oltre 25 punti percentuali negli ultimi sette anni, mentre per la prima volta dal 2003 è diminuita la produzione di rifiuti nel Lazio, scendendo sotto i 3 milioni di tonnellate all’anno (riduzione di 53.000 tonnellate). 


Nel prossimo triennio verranno investite ulteriori risorse, pari ad oltre 50 milioni di euro, per sostenere i Comuni nell’applicazione della Tarip, nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno promosse agevolazioni per imprese e Comuni che riducono la produzione di rifiuti, verrà favorita la realizzazione di centri per il riuso, oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti.

Legalità e controllo

Dopo i diversi casi illeciti che si sono registrati nella gestione del ciclo dei rifiuti si è deciso di inserire tra gli obiettivi specifici del Piano anche il rafforzamento delle attività di controllo e di vigilanza in materia di tutela ambientale e misure per la legalità e la sicurezza. Uno strumento che sarà un aiuto importante nella gestione delle attività amministrativa, sia per i procedimenti autorizzatori da concedere e in rinnovo, che per la realizzazione di nuove strutture di trasformazione o trattamento sul territorio regionale. 

Un ulteriore piano di rafforzamento deve riguardare la tematica delle verifiche sugli impianti autorizzati, attraverso controlli in rete con altre autorità competenti, che possano ampliare la gamma degli accertamenti in ragione delle competenze di ciascun ente (Arpa Lazio, Asl, Carabinieri Forestali ecc.).

“Il nuovo Piano dei Rifiuti 2019/2025 rappresenta una preziosa opportunità per sostenere una corretta gestione del ciclo dei rifiuti: dobbiamo affrontare con serietà e lungimiranza questo tema per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, l’autosufficienza e sull’uso consapevole delle risorse. Un impegno etico, ma anche una grande occasione di crescita duratura. Ringrazio il Consiglio per l’importante contributo apportato al Piano: un lavoro emendativo che ha saputo arricchire diversi aspetti del nuovo strumento di pianificazione”.

Così, Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei Rifiuti.

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Trento, a giugno raccolta differenziata all’84% e la produzione rifiuti torna a livelli pre-covid

Il Comune di Trento si conferma tra le migliori realtà a livello europeo sul fronte della raccolta differenziata. Dai dati del primo semestre 2020 emerge non solo la perseveranza dei cittadini a una corretta e puntuale gestione dei rifiuti superando per due mesi di fila l’84%, ma è anche possibile leggere e anticipare le tendenze sulla produzione rifiuti a livello nazionale che vedono una ripresa della produzione rifiuti dal mese di maggio.

Dal confronto con i dati di raccolta differenziata registrati nel 2019, scrivono dal Servizio Urbanistica e Ambiente del Comune, si evidenzia che agiugno 2020 è stato registratol’84,22% di raccolta differenziata mentre la “quantità di rifiuti totale prodotta nei mesi di maggio e giugno 2020 è ritornata a valori in linea con quelli registrati prima del periodo di lockdown”.

In sostanza nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2019, si è comunque avuta una diminuzione del 6,7% dei rifiuti totali prodotti, e del 8,7% dei rifiuti smaltiti in discarica. Inoltre “la percentuale di raccolta differenziata nei mesi di maggio e giugno 2020 è molto alta: in entrambi i mesi la raccolta differenziata ha superato l’84%”.

Cresce la Raccolta differenziata nell’Aro Ba/4

 

Nel 2019 la percentuale di raccolta è pari al 70,27%; il 2018 si attestava al 44,31%, il 2017 al 22,92%.

Il servizio di igiene urbana nell’Aro Ba/4, affidato alla Teknoservice e alla Raccolio, ha toccato percentuali di raccolta differenziata significative, passando nell’arco di un triennio dal 2017 al 2019 dal 23% al 70,27%. Il servizio comprende nei sette Comuni di Gravina In Puglia , Altamura, Grumo Appula, Cassano Delle Murge, Poggiorsini, Santeramo In Colle e Toritto per un totale di oltre 177.000 abitanti.

La crescita della percentuale di raccolta differenziata è un evidente segnale della crescente sensibilità ambientale dei cittadini, in particolare sui temi legati ai rifiuti, alla loro raccolta ed infine al riciclo. E’ estremamente interessante ed indicativo seguire la crescita delle performances ambientali durante gli anni.
Se nel 2017 la media dell’intero ARO si attestava sul 22,92% di raccolta differenziata (partendo dal 18,85% di gennaio) con una produzione di rifiuti totale di 66.000 tonn di Rifiuti Solidi Urbani (RSU), nel 2018 si è toccata quota 44,31% (stabilmente sopra il 65% a partire dal mese di agosto) con una produzione totale di 64.060 tonn di RSU. Infine il 2019 rappresenta l’anno del superamento degli obiettivi di legge: in attesa dei dati ufficiali sull’intero anno, la proiezione sulla base dell’andamento dei primi tre mesi di raccolta è pari al 70,27% con una produzione di 56.867 tonn di RSU, mentre l’Osservatorio Rifiuti della Regione Puglia segnala un 71,7%. Comunque ampiamente sopra il 65% richiesto dalle norme di legge.

Oltre alla crescita costante della percentuale di raccolta differenziata sono evidenti il calo sensibile della produzione dei rifiuti in generale (- 9.133 tonn di RSU pari ad una diminuzione del 13,84%) e quello ancor più sensibile della frazione indifferenziata mandata a smaltimento che passa da 51.015 tonn/anno a 16.905 tonn/anno, pari ad una diminuzione del 66,9% in un triennio.

La nuova progettazione per i servizi di Igiene Urbana, il contratto derivatone e la Direzione di Esecuzione Contratto sono stati il motore di un cambiamento fortemente voluto dall’Amministrazione dell’ARO Bari4 che ha portato al raggiungimento di tutti gli obiettivi, sia quelli imposti dalle normative nazionali ed europee che quelli messi a contratto.

La produzione dei rifiuti, è diminuita rispetto al 2013, del 13%, centrando sia l’obiettivo previsto dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti della Regione Puglia (-10% rispetto all’anno 2013) che quello previsto dal Programma Nazionale di Riduzione dei Rifiuti, che fissava un obiettivo di riduzione del 5%, misurato in relazione ai valori del 2010, da conseguire entro il 2020.

Inoltre l’Aro Bari 4, nel giro di pochi mesi, è diventato uno dei cinque Ambiti di Raccolta Ottimali con percentuali superiori di raccolta differenziata al 70%, e dunque superiori agli obiettivi di legge fissati dalla normativa nazionale pari al 65%.

Inoltre la rimozione dalle strade dei vecchi cassonetti, spesso rotti e fonte di odori sgradevoli, ha sensibilmente aumentato il decoro urbano dei

“Nessuno si aspettava di ottenere risultati così buoni in tempi così rapidi – dichiara Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava obiettivi più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati a punte che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è toccata quota 83%. Non possiamo che essere più che felici di come sta procedendo il progetto

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata in amministrazione e azienda gestore” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendosi a disposizione dell’Amministrazione con la propria esperienza pluriennale nell’affiancamento di Pubbliche Amministrazioni che cercassero una via sostenibile nella gestione dei rifiuti, individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie”.

I numeri parlano da soli –  conclude Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia e presidente Unicam – Quando nel 2013 intraprendemmo questo percorso qualcuno ci diede dei folli. I risultati raggiunti dimostrano invece la lungimiranza della nostra azione: non solo abbiamo posto termine ad una situazione che di proroga in proroga si protraeva da un quarto di secolo, penalizzando la nostra città e l’intero territorio murgiano sotto il profilo dei servizi, del decoro urbano e della tutela ambientale, ma abbiamo dato via ad un modello che può considerarsi esempio di best pratice, che ci ha permesso di recuperare antichi ritardi e di guardare con fiducia all’avvenire, come attestano anche i recenti riconoscimenti di Legambiente, che ha premiato molti enti tra i quali Gravina come Comuni ricicloni. Un traguardo insperato, se si pensa che nel Maggio 2018 la differenziata era ferma sotto la soglia del 10%”.

Sogni Comuni

Per gran parte dei suoi quindici anni di attività Esper ha avuto il piacere e l’onore di essere partner tecnico della coetanea Associazione Comuni Virtuosi.

Negli anni passati abbiamo collaborato alla realizzazione e alla pubblicazione di volumi monotematici in free download.
Quest’anno abbiamo avuto il piacere di cambiare supporto, pur mantenendo lo stesso obiettivo. Sogni Comuni è il docu-film che racconta 10 storie di ordinaria virtuosità (una paio di Comuni con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare).

Vi invitiamo alla visione, nella speranza che possa interessare, e, perché no, essere anche di ispirazione!

#esper15

https://youtu.be/RXrrT8NHrO4 

ESPER: da 15 anni dalla parte dei Comuni

2005 – 2020 – 15 anni di ESPER

15 anni di passione, competenza, coinvolgimento, lavoro duro, sostenibilità, ricerca, divulgazione, progettazione di un futuro migliore, recupero e valorizzazione risorse .
15 anni di esperienze ed esperienza.
15 anni dalla parte dei Comuni e delle amministrazioni pubbliche virtuose o che alla virtuosità hanno deciso di tendere.

Tre lustri non sono pochi, ma sono volati sulle ali dell’entusiasmo e dell’amore che proviamo per il nostro lavoro.

A tutti coloro che hanno percorso un tratto di strada con noi, un grazie. Un semplice, ma estremamente sincero grazie!

Il team ESPER

Aro Bari 4: il 75% di raccolta differenziata è realtà

Spesso abbiamo raccontato gli exploit in termini di raccolta differenziata di alcuni Comuni del territorio Italiano. Questa volta a stupire non sono i numeri di un singolo Comune, ma quelli di un Ambito di Raccolta Ottimale, nella fattispecie dell’ARO Bari 4. Quasi 180.000 abitanti suddivisi in 7 Comuni (Gravina in Puglia, Grumo Appula, Toritto, Poggiorsini, Santeramo in Colle, Altamura e Cassano delle Murge) che a metà del 2018 sono passati ad una raccolta porta a porta spinta, che per alcuni di essi rappresentava una novità assoluta.

Solo nel maggio 2018, infatti la percentuale media di Raccolta differenziata sul territorio dell’ARO era inferiore al 25%. Gravina di Puglia era al 10%; Altamura al 21,5%; Toritto al 25%; Santeramo al 15%. Spiccavano le prestazioni di Grumo Appula (71%) e Cassano (68%).
Nel gennaio del 2018 si sottoscrisse il nuovo contratto per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nelle città dell’ARO 4 Bari, che ha come Ente capofila l’Unione dei Comuni dell’Alta Murgia – UNICAM.  Un appalto con base d’asta di oltre 143 milioni di euro, che fino al 2025 garantirà l’igiene urbana. Un progetto ambizioso, realizzato con il supporto tecnico di ESPER nel ruolo di Direzione Esecuzione Contratto, che prevedeva il raggiungimento del 50% di RD medio al nono mese dalla data di avvio del servizio e il 65% di RD medio nel secondo anno e successivi di esecuzione del nuovo servizio.

Percentuali che sembravano di difficile raggiungimento, e che invece sono state raggiunte e superate in tempi più brevi di quanto ci si aspettasse. La percentuale media di raccolta differenziata su tutto l’ARO registrata nel mese di Agosto 2019 è del 75,13%, ben oltre gli obiettivi fissati e nel pieno rispetto della normativa vigente. Gravina è schizzata al 68,5, Altamura al 66,6%, Toritto al 75%, Santeramo al 71%. Anche i Comuni già virtuosi hanno incrementato i propri risultati: Grumo al 76%, Cassano al 70%.

Nessuno si aspettava di ottenere risultati così buoni in tempi così rapidi – dichiara Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava obiettivi più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati a punte che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è toccata quota 83%. Non possiamo che essere più che felici di come sta procedendo il progetto”.

UN progetto che ha avuto bisogno di qualche piccola correzione in corso d’opera, ma che non si discosta da quello originario. “Nella realtà, tranne qualche piccola modifica non c’è stata una variazione significativa rispetto a quello che era previsto nel progetto originario – Continua D’Amore –  Abbiamo modificato in alcuni casi le modalità di raccolta nei condomini più grandi dotandoli di mastelli in alcuni Comuni, ma fondamentalmente abbiamo seguito quello che era il progetto iniziale. Andrebbe apportata ancora qualche modifica, ma serve la collaborazione dei Comuni, che ogni tanto non è facile formalizzare in atti: gli iter decisionali dei Comuni sono abbastanza complicati. Ma ciò significa che abbiamo ancora potenziale per migliorare gli ottimi risultati ottenuti fino ad oggi, ed è sicuramente incoraggiante e stimolante”. (SC)

Adottato il nuovo PRGR della Regione Lazio. Le novità.

Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del Lazio. Obiettivi: riduzione a 469 kg/anno per abitante; 70% di raccolta differenziata come livello minimo al 2025 con l’obiettivo dell’80 % di RD come scenario avanzato, incremento del riciclo effettivo e nuova impiantistica con sostegno di quella pubblica

 

Roma, 02/08/2019 – È stato adottato oggi dalla Giunta Regionale il nuovo PRGR – Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR), lo strumento principale di programmazione attraverso il quale Regione Lazio definisce in maniera integrata le politiche in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare, realizzato con il supporto tecnico di Ambiente Italia, Scuola Agraria del Parco di Monza ed ESPER – Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti.
Si tratta di un piano completamente pensato nell’ottica di uno sviluppo ed incentivo dell’ “Economia Circolare”, sostanziata in norme ed azioni che realmente avvicineranno all’obiettivo ultimo.
Le linee direttrici del nuovo PRGR sono chiare. Nel rispetto delle normative comunitarie e della gerarchia nella gestione rifiuti (Direttiva 2008/98/CE) si prevedono: nuovi strumenti di riduzione e riuso che portino ad una produzione massima di 469 kg/abitante*anno; una raccolta differenziata minima del 70% entro il 2025 sia a livello complessivo regionale che a livello di singolo Comune; una nuova impiantistica finalizzata al recupero di materia (riciclo) e, solo residualmente, allo smaltimento del rifiuto residuo.

Nello specifico:

  • Strategia generale: il sistema di obiettivi del Piano inoltre sposa l’obiettivo generale della Strategia rifiuti zero (DGR 614/2018 e DGR n. 49/2019) dell’incenerimento come opzione residuale. Il residuo del rifiuti infatti dovrà essere inviato solo a trattamento di recupero, riservando lo smaltimento residuale solo per la frazione biostabilizzata.
  • Riduzione e prevenzione: L’obiettivo relativamente al contenimento della produzione dei rifiuti urbani totali rispetto al valore del 2017 (505 kg/ab*anno) è stato stabilito, riducendolo in riferimento al quantitativo stimato secondo un aumento tendenziale previsto inizialmente (484 kg/ab*anno), al valore massimo di 479 kg/ab*anno con lo scenario uno (minimale) ed a 469 kg/ab*anno con lo scenario tre (avanzato) anche grazie al sostegno regionale all’implementazione della tariffazione puntuale che, in altre Regioni, ha determinato effetti molto positivi sia per quanto riguarda il contenimento della produzione di RU che per l’aumento della quota di conferiti come RD.
  • Raccolta differenziata: si è scelto di non limitarsi al semplice rispetto degli standard di raccolta differenziata alla normativa nazionale (65%), ma di assumere un obiettivo minimo pari al 70% al 2025, con la definizione di due scenari più spinti (scenario intermedio 75% e scenario avanzato 80%) per quantificare una forbice regionale sui flussi di rifiuti e stimare il conseguente fabbisogno impiantistico in base a scelte più o meno ambiziose o, viceversa, cautelative.

Tali scenari, pur non vincolanti, sono comunque plausibilmente raggiungibili in fase di attuazione del Piano a seconda del grado di realizzazione delle azioni previste.

  • La qualità della raccolta differenziata, in linea con le strategie comunitarie, è stata individuata come elemento discriminante per un processo di recupero di materia di qualità. Per massimizzarla si è individuato un modello uniforme per la raccolta differenziata, indicando come sempre preferibile l’attivazione di modalità di raccolta domiciliare, rispetto ad altre possibili modalità (raccolta di prossimità, centri urbani di raccolta, etc.).
  • Recupero Frazione Organica: in considerazione del fatto che il flusso dei rifiuti organici da RD è determinante per il conseguimento degli obiettivi di Piano ed è quello per cui viene previsto il maggiore incremento in termini assoluti rispetto alla situazione attuale, è evidente come la priorità strategica assoluta sia dare risposta alle necessità di trattamento delle frazioni organiche da RD. Promozione del compostaggio domestico, una rete di attività di compostaggio di comunità, sistemi di compostaggio professionale di piccola scala, rete degli impianti di bacino sono individuati come strumenti utili in un approccio multi-livello ottimale.
  • Impiantistica: recupero e smaltimento. Il Piano sposa l’obiettivo generale della Strategia rifiuti zero (come definito dall’ art. 47 della LR n. 4/2015 e DGR n. 506/2015), che assegna all’incenerimento un ruolo residuale e progressivamente marginale. I rifiuti residui infatti dovranno essere inviati a impianti di trattamento a freddo con priorità al recupero di materia, riservando lo smaltimento alla sola frazione biostabilizzata e marginalizzando il ruolo degli inceneritori esistenti. Per tal ragione si evidenzia la necessità di conversione alle strategie di Piano (intese a realizzare recuperi di materia anche dal RUR) degli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) attraverso la sostituzione delle attrezzature dedicate alla produzione di con attrezzature finalizzate ai recuperi di materia.

Il Piano prevede inoltre la realizzazione di un nuovo impianto di Trattamento e Valorizzazione della Risorsa Rifiuto da localizzarsi probabilmente nel comune di Colleferro. Tale impianto ha l’obiettivo di massimizzare il recupero di materia adottando le migliori tecnologie disponibili (B.A.T.).

 

PLASMARE sarà parte delle “realtà eccellenti” de Il Sole 24 Ore

Il progetto PLASMARE, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e nato dalla collaborazione fra l’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN), l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (IIA) (entrambi organi del Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR) e l’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti (ESPER) è stato scelto da Il Sole 24 Ore come rappresentante delle eccellenze italiane da inserire nell’inserto “Plastic free – Realtà eccellenti”.

PLASMARE mira a sviluppare e potenziare il riciclo e la gestione di rifiuti domestici in plastica dura, riducendo i quantitativi smaltiti in discarica o inceneriti; ad incentivare il riutilizzo delle materie prime seconde derivanti da plastiche dure in nuovi cicli produttivi, promuovendo la crescita di una filiera di gestione dedicata; a studiare e sviluppare tecnologie ecosostenibili applicabili su scala industriale per un corretto riciclo e ad incentivare l’ecodesign di prodotti così da allungarne il ciclo di vita.

Nell’articolo si parlerà della genesi del progetto, dei suoi obiettivi e dello stato dell’arte.
“Plastic Free – Realtà eccellenti” sarà in edicola il 18 luglio 2019 con Il Sole 24 Ore

Per info: www.progettoplasmare.it

CGIL “Tariffa Puntuale ed operatori al centro del progetto: la via della virtuosità passa da questi punti”

Si è tenuto il 28 giugno 2019 presso il Museo archeologico di Olbia il convegno “Riduzione e riciclo dei rifiuti: Uno strumento per la valorizzazione del territorio”, organizzato dalla Funzione pubblica Cgil e dalla Cgil Gallura. «Per la Cgil – afferma Luisella Maccioni segretario della Funzione pubblica Cgil Gallura – è possibile tenere insieme tutela dell’ambiente, legalità e creazione di lavoro. La fase storica attuale è attraversata da due profonde transizioni: quella ambientale e quella tecnologica, che incideranno profondamente nei modelli di vita, nell’economia e inevitabilmente nel lavoro, e che dunque dobbiamo imparare rapidamente a gestire. Ed è questa una sfida che possiamo vincere solo con un’azione integrata che tenga assieme sviluppo, ricerca di piena occupazione, rispetto del pianeta e diritti umani».

La relazione tecnica del convegno è stata illustrata dal Direttore Generale di ESPER, dott. Attilio Tornavacca, con un intervento dal titolo “Le migliori pratiche a livello europeo e nazionale per l’adozione della tariffazione puntuale e la corretta incentivazione degli utenti e degli addetti alla raccolta differenziata”.

Tre i concetti base esplicitati dal Dott. Tornavacca. In primo luogo, a valle di una azione di riduzione della produzione dei rifiuti e di un aumento del riutilizzo e del riuso, il necessario superamento della percentuale di raccolta differenziata come unico indicatore di bontà del servizio. “Senza abbandonare l’indicatore percentuale, che non solo deve continuare ad esistere, ma deve essere continuamente aumentato – ha affermato il Direttore ESPER – si deve assumere come indicatore significativo anche la qualità della raccolta differenziata, ovvero abbassare il più possibile la percentuale di frazioni estranee all’interno dei materiali raccolti differenziatamente. Da questo oggi dipendono i contributi che i vari consorzi di filiera del Conai devono riconoscere alle amministrazioni locali, da questo dipende anche l’abbassamento dei costi del servizio”. In secondo luogo, la responsabilizzazione delle utenze e il contestuale meccanismo di incentivazione economica di quelle più attente nella separazione e nell’abbattimento del quantitativo di rifiuti indifferenziati, raggiungibile solo con l’applicazione della tariffazione puntuale. “Il meccanismo del “pago in base a quanti rifiuti conferisco” è stato implementato ormai da anni in gran parte dell’Europa del Nord, in molte parti d’Italia, ed è in costante diffusione – ha continuato Tornavacca – Funziona anche in città grandi e dall’elevata complessità urbanistica come Trento e Parma. La scelta di un’automazione della rilevazione attraverso l’apposizione di TAG RFiD UHF su contenitori fissi e sacchetti è la scelta tecnologica più premiante, a giudicare dalle esperienze italiane. Livelli di eccellenza possono essere ottenuti più facilmente con l’implementazione di un sistema di misurazione e tariffazione puntuale premianti per l’utenza, modulato sulla base della virtuosità dei comportamenti della stessa, ed introducendo sistemi di controllo dei percorsi (quali sistemi GPS sui mezzi)”.

In terzo luogo, il Direttore di ESPER ha sottolineato la centralità degli operatori per il raggiungimento di buone performances ambientali. “Quando si scrive un bando di gara – dichiara l’esperto – è necessario prestare moltissima attenzione alla figura degli operatori ecologici. Sono il cardine su cui si snoda l’intero servizio e sono determinanti per il raggiungimento di obiettivi di alto profilo. Proprio per questo ad oggi sistemi completamente automatizzati di raccolta hanno fallito in molte parti d’Italia: ai costi elevatissimi di acquisto e manutenzione (sono infatti spesso oggetto di vandalismi e danneggiamenti) si aggiunge il mancato controllo umano che troppo spesso fa di queste “isole ecologiche” dei veri e propri catalizzatori di abbandoni di rifiuti. Tornando alla centralità dell’operatore ecologico, è sempre più necessario tutelarne la salute ed il comfort lavorativo. In un servizio che cambia costantemente e diventa più usurante, l’inserimento in appalto ad esempio di mezzi con guida a destra, aria condizionata, cambio automatico e soprattutto freni di stazionamento automatici (semplici optionals che evitano moltissimi infortuni) o di contenitori ergonomicamente adeguati, possono tutelare la sicurezza degli operatori ed incrementare la qualità del proprio servizio. Inoltre è auspicabile che il concetto di ‘corresponsabilità’, solitamente limitato al rapporto fra azienda appaltatrice e stazione appaltante, venga esteso agli operatori: al superamento di obiettivi contrattualizzati l’azienda riceverà una quota dei risparmi realizzati dall’amministrazione. Parte di questa cifra dovrà essere girata agli operatori. Così abbiamo fatto nell’appalto dell’ARO Bari 2 e i risultati sono stati eccellenti: percentuali di raccolta elevate e operatori premiati del loro buon operato con cifre sostanziose e incentivati a lavorare sempre meglio”.

RASSEGNA STAMPA – Il Tar dà ragione a Camaiore: ok all’affidamento a Ersu

CAMAIORE – Il Tar Toscana ha respinto il ricorso di Sea Ambiente contro l’affidamento diretto del Comune di Camaiore del servizio di igiene ambietale ad Ersu. La sentenza, attesa con impazienza da mesi, è arrivata nella serata di martedì scuotendo tutto il sistema dei rifiuti, versiliese e toscano.

I giudici amministrativi di Firenze hanno dato ragione su tutta la linea all’amministrazione Del Dotto, che in vari passaggi dal Consiglio comunale, dalla giunta e dagli uffici, aveva scaricato il gestore Sea per passare alla vicina Ersu, entrambe società della capogruppo RetiAmbiente. Non era necessaria un bando di gara, come contestava sostanzialmente Sea, in quanto trattasi non di concessione ma di appalto di servizio, affidato in via urgente e transitoria. Determinante la consulenza della società Esper che aveva valutato le prestazioni delle due società. Esulta il sindaco Alessandro Del Dotto.

Resta un solo aspetto da chiarire: ovvero se sia legittima la decisione di Camaiore di recedere unilateralmente dal contratto con Sea. Sarà il giudice ordinario a stabilirlo e valutare eventuali indennizzi per Sea Ambiente. Ma ciò non cambierà le sorti del servizio di raccolta rifiuti, che passerà comunque ad Ersu.

Per Del Dotto questa sentenza avrà conseguenze sul sistema rifiuti toscano. Altri Comuni potrebbero come Camaiore cambiare gestore rimanendo nel perimetro di Reti Ambiente.