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Coronavirus: Costa, in prima linea sul fronte rifiuti

“Siamo in prima linea in questi giorni anche per affrontare i problemi che l’emergenza Covid-19 sta determinando nel campo dei rifiuti”. Così il ministro dell’ Ambiente, Sergio Costa, sottolineando il lavoro svolto di concerto con Iss, Ispra e Agenzie regionali per l’ambiente. In tal senso, dice Costa “determinante è la competenza delle Regioni per la corretta gestione”.

Intervenendo alla cerimonia online di Premiazione dell’11/a Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, Costa ha spiegato che si tratta di gestire la raccolta dei rifiuti ospedalieri, oppure le raccolte che vengono fatte a casa e nei condomini dove ci sono persone covid-positive o che anche sono in quarantena in attesa dei risultati dei test.

“Noi come ministero – ha detto Costa – abbiamo prodotto una serie di indicazioni, considerando le linee guida dell’Iss, insieme a Ispra e al sistema agenziale regionale. Proprio le agenzie regionali hanno approvato all’unanimità le linee tecniche per far confluire questi rifiuti nel sistema di gestione che conosciamo”. 

“La situazione è continuamente monitorata. Ecco perché il ministero non si ferma e io sono sempre qui, insieme al mio staff”, ha detto il ministro dell’Ambiente nel messaggio trasmesso in streaming.

A margine il ministro ha anche tenuto a sottolineare che “le Regioni devono fare di tutto per una tempestiva quanto straordinaria gestione dei rifiuti, intervenendo con tutte quelle misure che sono di loro stretta competenza secondo l’articolo 191 del Codice ambientale. Come d’altronde hanno già fatto, per esempio, la Regione Emilia Romagna e Lazio e come sono certo che anche altre Regioni non tarderanno a fare”.

Coronavirus: Conai,a rischio raccolta rifiuti da imballaggio

L’emergenza coronavirus potrebbe mettere a rischio la raccolta dei rifiuti da imballaggio. E’ l’allarme del Consorzio nazionale imballaggi (Conai), che parla di “problemi indifferibili per l’intera filiera della gestione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio”. Per questo il Consorzio, alla luce del suo ruolo nel supporto dei Comuni italiani e cittadini nelle operazioni di raccolta, riciclo e recupero di questi rifiuti, ha già inviato una lettera al premier, al Capo della Protezione Civile, ai ministri competenti e al Presidente dell’Anci. Obiettivo: un immediato confronto con Governo e Regioni per scongiurare il pericolo della saturazione delle filiere.

Il blocco delle attività produttive non strategiche, denuncia il Conai, sta determinando la cancellazione di molti ordini d’acquisto di materia prima seconda, ossia la materia ottenuta da riciclo. Un problema che potrebbe, in tempi brevi, costringere i riciclatori a bloccare – almeno in parte – i ritiri dei rifiuti selezionati utilizzati per produrre materia riciclata: stanno aumentando gli stoccaggi in tutte le piattaforme di conferimento e selezione dei rifiuti, i cui limiti autorizzati determineranno a breve la sospensione delle attività di raccolta. “La compromissione delle attività presidiate da Conai può mettere a repentaglio la raccolta differenziata, inficiando i positivi risultati ottenuti negli anni e determinando conseguenze gravissime sul sistema di gestione dei rifiuti urbani, già congestionato”, afferma Giorgio Quagliuolo, presidente Conai. «Auspichiamo l’urgente adozione di interventi specifici e utili a preservare il comparto ma soprattutto l’ambiente”. (ANSA).

Coronavirus: imprese rifiuti, rischio stop raccolta

“Altissimo rischio di possibili interruzioni del servizio” di raccolta dei rifiuti “a partire dalle prossime 24 ore”, nel pieno dell’emergenza per il Covid-19, se non viene “inserito nella rosa dei settori strategici ed essenziali al pari del Sistema Sanitario, Forze dell’Ordine, Armate, Protezione Civile e approvvigionamenti alimentari ed essenziali” e se ad esso non vengano “garantite le forniture degli strumenti di protezione individuale e delle attrezzature di sanificazione oggi irreperibili sul mercato”. L’allarme arriva da Confindustria Cisambiente, che raggruppa le imprese di tutto il settore della ecologia, dell’igiene ambientale e dell’energia rinnovabile da rifiuto, che esprime “sconcerto” per essere stato “dimenticato nel Decreto Cura Italia”. L’associazione chiede “con forza l’aiuto e l’attenzione del Governo” per “scongiurare gravi problemi per la comunità che dovessero derivare dalle fermate del settore” ricordando che “la raccolta dei rifiuti urbani è un servizio pubblico essenziale reso alla comunità: è essenziale garantire, nel pieno dell’emergenza per il Covid-19, il servizio della raccolta e gestione dei rifiuti che non può essere interrotto pena l’insorgere di gravi conseguenze per la salute pubblica. Non possiamo permetterci di avere i rifiuti per le strade con il rischio sanitario che questo comporta in un momento così delicato per il Paese”, avverte Confindustria Cisambiente. “Ai lavoratori del nostro comparto ‘essenziale e prioritario per il Paese al pari dei servizi sanitari’ va il doveroso ringraziamento per la professionalità e abnegazione” prosegue l’associazione ribadendo che “le aziende e sindacati si sono impegnati con i lavoratori, ma rimane altissimo il rischio oggettivo di possibili interruzioni del servizio a partire dalle prossime 24 ore”.

Le attività di igiene ambientale e gestione dei rifiuti rischiano di “bloccarsi in diverse aree del Paese a causa dell’assenza” di mascherine “per tutti i 90mila addetti del settore che ogni giorno, anche in piena emergenza Covid-19, stanno continuando a garantire i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali” afferma Fise Assoambiente (l’associazione che rappresenta le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali) in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulle condizioni di lavoro del settore nel corso della pandemia coronavirus.  L’associazione chiede al Governo di “assicurare un adeguato rifornimento di questi dispositivi alle imprese del settore e di valutare in questa fase di emergenza misure fiscali sui dispositivi di protezione individuali”; cioè “di valutare l’imposizione di un’Iva agevolata al 4% per questi dispositivi e la possibilità di detrarre i costi relativi in forma maggiorata”. Inoltre chiede al ministero dell’Ambiente, “ad oggi assente, di attivarsi urgentemente” per “fornire disposizioni chiare e coordinate”. La situazione di “criticità – osserva Fise Assoambiente – richiede un indirizzo chiaro, uniforme e concreto da parte delle autorità centrali e la garanzia di adeguato stock” di mascherine “alle aziende” per “poter operare in piena sicurezza. Il problema non è più rinviabile; senza la garanzia di adeguati rifornimenti di questi strumenti, le imprese non potranno assicurare il servizio”.

Fonte: Ansa

Giornata Mondiale del Riciclo: il 18 marzo #iorestoacasa e riciclo

Nella Giornata Mondiale del Riciclo che ricorda alle persone l’importanza delle attività di riciclaggio per ridurre l’allarmante riduzione delle risorse naturali del Pianeta, gli italiani che, secondo le indicazioni per fronteggiare l’emergenza del nuovo coronavirus, sono costretti a rimanere in casa, possono compiere quelle  piccole azioni quotidiane che contribuiscono a tutelare l’ambiente.

La Giornata Mondiale del Riciclo (Global Recycling Day) che ricorre il 18 marzo 2020 è un’iniziativa della Global Recycling Foundation, volta a:
– dire ai leader mondiali che il riciclo è fondamentale e deve necessariamente rappresentare un approccio condiviso;
– chiedere alle persone in tutto il mondo di pensare alle risorse, non agli sprechi, quando si tratta delle merci che ci circondano.

Le risorse naturali della terra che sono alla base della nostra esistenza e del nostro benessere, sono limitate e si stanno esaurendo rapidamente. L’ultimo Rapporto sulla disponibilità di risorse naturali redatto dall’IRP (International Resource Panel), il Gruppo di scienziati di fama mondiale istituito dall’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite), ha rilevato che negli ultimi 50 anni il prelievo globale di materiali è passata da 27 miliardi di tonnellate a 92 miliardi di tonnellate e che tale  rapida crescita, peraltro destinata a raddoppiare entro il 2060 sulla base delle attuali tendenze, “è il principale responsabile dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, una sfida che peggiorerà se il mondo non intraprenderà urgentemente una riforma sistemica dell’uso delle risorse”.

Il riciclaggio costituisce una efficace attività di contrasto perché permette di ridurre la pressione sulle risorse e l’emissione di CO2, aumentando al contempo l’occupazione locale in tutto il mondo. Eppure, a tutt’oggi solo l’8,6% di tutti i materiali utilizzati nel 2019 dall’economia globale è stato riutilizzato, secondo il RapportoThe Circularity Gap Report 2020”, presentato in gennaio al World Economic Forum di Davos.

Il tema della Giornata quest’anno è #RecyclingHeroes ovvero persone, luoghi e attività che ricoprono un ruolo importante nel contribuire al riciclo e alla tutela del Pianeta. Ma per noi, come propone ECCO (Economie Circolari di Comunità) il Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e coordinato da Legambiente per aumentare la consapevolezza sui temi dell’economia circolare, gli eroi sono tutti i cittadini che in questo momento, secondo le indicazioni per fronteggiare l’emergenza da Covid-19, cioè #iorestoacasa, non dimenticano che, anche con piccole azioni quotidiane, si deve tutelare l’ambiente.

Molti di noi in questi giorni, riaprono cassetti e rovistano nei garage e soffitte con l’intento di riordinare oggetti e materiali che vi sono stati accumulati. Quale miglior occasione per far rifunzionare piccoli elettrodomestici che non avevamo avuto tempo od occasione di aggiustare? Quante ricette alimentari possiamo inventare con tutti gli avanzi che abbiamo conservato nei vari reparti del frigorifero?

Anche questo è un modo per riflettere se con i nostri comportamenti individuali di spreco e sperpero non abbiamo contribuito a rendere il Pianeta sempre meno sostenibile.

Carta. Unirima: l’emergenza Coronavirus si aggiunge allo ‘allo stato di crisi in cui versa il nostro settore da mesi’

“Le recenti vicende che si aggiungono allo stato di crisi in cui versa il nostro settore da mesi” hanno indotto Unirima ad inviare due lettere (di cui alleghiamo due estratti).

Al Ministro Delle Finanze, al Ministro Dello Sviluppo Economico e al Ministro Dell’Ambiente ed avente ad oggetto: richiesta interventi urgenti a supporto del settore recupero/riciclo nella quale chiediamo, oltre ad interventi urgenti di natura economico-finanziaria anche la modifica delle tempistiche di invio del MUD e delle attività di registrazione di FIR registri di carico e scarico

Abbiamo informato da tempo e istituzioni della profonda crisi che da oltre un anno sta affliggendo il nostro comparto industriale determinata dal crollo delle esportazioni verso la Cina, principale Paese di destinazione, con una conseguente caduta dei prezzi di mercato della materia prima secondaria (prezzo cartone = -90% da gennaio 2019 a gennaio 2020) per eccesso di domanda rispetto all’offerta. Il comparto della carta da macero è un anello chiave nelle strategie di sostenibilità della filiera cartaria e può dare un contributo significativo agli obiettivi di sviluppo dell’economia circolare del nostro Paese. Riteniamo pertanto sia fondamentale sostenere l’industria del recupero materia dai rifiuti, in linea con le direttive sull’Economia Circolare e le strategie europee del “Green New Deal”, quindi sostenere il mercato delle materie prime secondarie e l’uso di prodotti contenenti materiali da riciclo anche mediante fiscalità̀ agevolata, dato che la catena del riciclo riduce le emissioni climalteranti apportando indubbi benefici ambientali.

Vi chiediamo pertanto di intervenire con urgenza a supporto di tale fondamentale e indispensabile comparto industriale della green economy italiana, che sta subendo anche le conseguenze connesse al diffondersi del coronavirus, agendo intanto con provvedimenti immediati che di seguito vi riportiamo, sia di carattere economico-finanziario che di deroga ad adempimenti normati, volti a salvaguardare le imprese ed i lavoratori della filiera del riciclo meccanico della carta:

• sospensione per il 2020 mesi dell’imposizione fiscale a carico delle imprese;
• sgravi fiscali facili da applicare come la riduzione del costo dell’energia elettrica;
• disposizione alle banche per dare maggior credito alle imprese del settore;
• favorire i mercati di sbocco delle materie prime seconde supportando l’export con accordi bilaterali.

Data la riduzione del personale che svolge mansioni tecnico-amministrative, come da disposizioni di cui al comma 7 art. 1 del DPCM 11 marzo 2020, alle suddette richieste aggiungiamo le seguenti indirizzate specificamente al Ministro dell’Ambiente affinché emetta un provvedimento urgente volto a modificare la tempistica di cui alla parte IV del D.lgs 152/06 dei seguenti adempimenti:

• prorogare la scadenza dell’invio del MUD almeno al 31 luglio 2020;
• deroga alla tempistica di registrazione Formulari Identificazione Rifiuti e registri di carico e scarico.

Al Commissario Straordinario per l’emergenza Coronavirus e al Capo della Protezione Civile avente ad oggetto l’urgente richiesta DPI (mascherine) per addetti del settore gestione impianti di trattamento rifiuti

Come previsto dal D.lgs 152/06, art. 177 comma 2 “La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse”, inoltre le autorizzazioni al trattamento dei rifiuti rilasciate alle nostre imprese per l’esercizio dell’attività comportano “la dichiarazione di pubblica utilità” ai sensi dell’art. 208, comma 6 del D.lgs 152/06, pertanto il nostro settore deve essere garantito al fine di evitare emergenze nei servizi di raccolta dei rifiuti.

Il personale addetto alle mansioni lavorative nei suddetti impianti usa regolarmente, come previsto dalla vigente normativa sulla sicurezza del lavoro, dispositivi di protezione individuale tra i quali le mascherine tipo FFP2.

Data la generale situazione di emergenza connessa al diffondersi del virus Covid-19, il costo delle mascherine non solo è oltremodo lievitato con conseguenti danni economici per chi ne deve far uso per rispettare le normative del settore ma, come riferitoci dalle imprese nostre associate, sta diventando sempre difficile reperirle. Le normali scorte di magazzino sono quasi esaurite ed il rischio è quello di non poter garantire per il nostro personale sia le disposizioni normative ex D.Lgs 81/2008 e s.m.i. che quelle connesse ai recenti decreti ministeriali.

Vi chiediamo pertanto di intervenire con urgenza a supporto delle nostre imprese prevedendo per il nostro settore una fornitura specifica di mascherine, al fine di garantire lo svolgimento delle attività ed evitare il fermo di tale comparto della gestione dei rifiuti che rappresenta un “servizio pubblico” e che pertanto non dovrebbe essere interrotto.

Fonte: Eco dalle Città

Rifiuti, ecco come (non) fare la raccolta differenziata in quarantena obbligatoria

L’emergenza coronavirus sta cambiando la quotidianità degli italiani in moltissimi aspetti, non ultimo la gestione dei rifiuti che ognuno di noi continua a produrre all’interno delle mura di casa: ad esempio chi è risultato positivo al virus Sars-Cov-2, come anche chi è in quarantena obbligatoria, in questa fase non deve fare la raccolta differenziata.

A spiegarlo è direttamente l’Istituto superiore di sanità (Iss), che illustra in una nota le nuove regole soprattutto per chi è in isolamento domiciliare poiché risultato positivo al coronavirus. «In quarantena obbligatoria, per esempio, i rifiuti non devono essere differenziati, vanno chiusi con due o tre sacchetti resistenti e gli animali domestici non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti. Se invece non si è positivi la raccolta differenziata può continuare come sempre, usando però l’accortezza, se si è raffreddati, di smaltire i fazzoletti di carta nella raccolta indifferenziata».

Di seguito tutti i dettagli:

Se sei POSITIVO o in quarantena obbligatoria

▪ Non differenziare più i rifiuti di casa tua.

▪ Utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata, se possibile a pedale.

▪ Tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, metallo e indifferenziata) vanno gettati nello stesso contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata.

▪ Anche i fazzoletti o i rotoli di carta, le mascherine, i guanti, e i teli monouso vanno gettati nello stesso contenitore per la raccolta indifferenziata.

▪ Indossando guanti monouso chiudi bene i sacchetti senza schiacciarli con le mani utilizzando dei lacci di chiusura o nastro adesivo.

▪ Una volta chiusi i sacchetti, i guanti usati vanno gettati nei nuovi sacchetti preparati per la raccolta indifferenziata (due o tre sacchetti possibilmente resistenti, uno dentro l’altro). Subito dopo lavati le mani.

▪ Fai smaltire i rifiuti ogni giorno come faresti con un sacchetto di indifferenziata.

▪ Gli animali da compagnia non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti di rifiuti.

Se NON sei positivo al tampone e NON sei in quarantena

▪ Continua a fare la raccolta differenziata come hai fatto finora.

▪ Usa fazzoletti di carta se sei raffreddato e buttali nella raccolta indifferenziata.

▪ Se hai usato mascherine e guanti, gettali nella raccolta indifferenziata.

▪ Per i rifiuti indifferenziati utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore che usi abitualmente.

▪ Chiudi bene il sacchetto.

▪ Smaltisci i rifiuti come faresti con un sacchetto di indifferenziata.