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A Treviso il primo impianto al mondo per il riciclo di pannolini

 

Ne avevamo parlato lo scorso luglio. Ora il riciclo dei pannolini è realtà.

Una sfida ambiziosa, tecnologicamente innovativa e che tutela l’ambiente. Alle porte di Treviso è stato inaugurato il primo impianto su scala industriale al mondo in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati vale a dire pannolini per bambini, per l’incontinenza e assorbenti igienici. Un rifiuto che fino ad ora non era riciclabile e che invece, grazie alla tecnologia tutta italiana sviluppata e brevettata da Fater Spa, joint venture paritetica fra Procter & Gamble ed il Gruppo Angelini, viene trasformato in materie prime ad alto valore aggiunto, come spiega Giovanni Teodorani Fabbri, General Manager di Fater: “Il progetto nasce dalla strategia di sostenibilità che è propria dei nostri azionisti, Procter & Gamble ed il Gruppo Angelini, e che noi abbiamo fatto nostra. Le basi di questo progetto sono le economie circolari in cui noi, come penso ogni azienda leader dovrebbe fare, crediamo pienamente”.

Un procedimento innovativo che permette di ottenere da 1 tonnellata di rifiuti raccolti in maniera differenziata fino a 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente, che potranno essere impiegati in nuovi processi produttivi come racconta Marcello Somma responsabile divisione ricerca e sviluppo di Fater: “Il riciclo dei pannolini si basa essenzialmente su tre fasi: ricezione e stoccaggio del rifiuto senza alcun contatto umano, processo in autoclave di sanitizzazione e smembramento dei prodotti e processo di essiccazione e separazione delle materie prime e seconde”.

Un esempio concreto di economia circolare, che può essere esportato, perché il problema è globale, spiega Teodorani Fabbri: “A livello di peso, ogni anno l’Italia produce circa 900 mila tonnellate di prodotti assorbenti per le persone usati. Se parliamo dell’Europa siamo intorno agli 8 milioni e mezzo. Il nostro obiettivo è di moltiplicarlo e creare tanti stabilimenti; una volta completata questa fase del processo di industrializzazione qui a Contarina il nostro obiettivo è andare all’estero e portare questa tecnologia made in Italy anche in altri paesi”.

Su scala internazionale il progetto di Fater sarà sostenuto da P&G che ha appena ricevuto il Premio delle Nazioni Unite Momentum for Change, per l’impegno nel proporre innovazioni concrete per combattere il cambiamento climatico. Fondamentale anche il rapporto col territorio e la sensibilizzazione dei cittadini al problema della raccolta differenziata come conferma Franco Zanata, Presidente di Contarina, lo stabilimento che ha accolto questo nuovo processo di riciclaggio: “Oltre alla novità dell’ impianto, c’è un elemento di grande interesse per tutti perché ci troviamo di fronte ad aziende che si preoccupano della fine che fanno i beni da loro prodotti dopo che sono stati usati, questo è un esempio straordinario di economia circolare che esattamente quello che ci chiede l’Europa.

Un impianto che economicamente si autosostiene e che a pieno regime tratterà 10 mila tonnellate l’anno di rifiuti, spiega Marcello Somma: “Questo è un impianto che è progettato per servire a regime un milione di abitanti e per ogni tonnellata trattata salva l’equivalente di circa 400 kg di co2, il che significa che il processo è addirittura carbon negative, cioè risparmia più emissioni di quante ne consumi e questo equivale a piantare alberi”.

Il tema dello smaltimento dei prodotti assorbenti, che fino ad ora finivano in discarica, è cruciale dal punto di vista sociale e ambientale perché questi prodotti accompagnano un po tutta l’esistenza della gente, dalla nascita alla vecchiaia. Una sfida che oggi Fater, Procter & Gamble e Gruppo Angelini possono dire di aver vinto.

Fonte: Il Sole 24 Ore