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Consumi e rifiuti in era COVID. CONAI: -7% immesso al consumo ma +1% riciclo

Una diminuzione degli imballaggi immessi sul mercato pari al 7%, ossia un milione di tonnellate di packaging in meno. Ma un aumento dell’1% del loro riciclo, che dal 70% del 2019 dovrebbe passare al 71% per il 2020: ossia 9 milioni di tonnellate di imballaggi riciclati. È la prima stima sui dati dell’anno della pandemia che CONAI rende nota in occasione della Giornata mondiale del riciclo.

Il COVID-19, insomma, non frena la filiera del riciclo degli imballaggi in Italia. «L’immesso al consumo è diminuito nel 2020, soprattutto per il venir meno dei pack destinati ai settori commerciali e industriali» spiega il presidente del Consorzio Nazionale Imballaggi Luca Ruini. «Sono ovviamente calati i conferimenti dal circuito di hotel, bar e ristoranti. Ma, grazie alla crescita della raccolta differenziata urbana, stimiamo che la contrazione delle quantità complessive avviate a riciclo sia più contenuta. Il riciclo dei rifiuti di imballaggio di origine domestica, quindi, ci ha permesso di superare il 70% del 2019: dovremmo aver messo a segno un 71% di riciclo totale, anche in un anno così difficile».

CONAI rivela anche una prima previsione per l’anno in corso.

Compatibilmente con un andamento della situazione sanitaria non in peggioramento, il 2021 autorizza a prevedere nuovi miglioramenti nei risultati: è infatti atteso un incremento dell’immesso al consumo di imballaggi e dei loro quantitativi avviati a riciclo, che a fine anno dovrebbero arrivare a rappresentare il 71,4%. È quindi legittimo aspettarsi che il 2021 possa chiudersi con quasi 9 milioni e mezzo di tonnellate di packaging riciclate.

Pesantemente segnato dalla pandemia, il primo quadrimestre 2020 aveva visto scongiurare un’emergenza rifiuti grazie all’efficace collaborazione fra il sistema consortile, le Istituzioni, i gestori e gli impianti. Già prima della fine di marzo, infatti, il blocco di settori economici che tradizionalmente impiegano il materiale riciclato stava mettendo in difficoltà la filiera. Il sistema consortile aveva così lanciato l’allarme e proposto un modello di intervento capace di gestire la fase più acuta attraverso provvedimenti urgenti per l’anello della catena più sotto pressione: gli impianti di trattamento per il riciclo, aumentandone temporaneamente i limiti di stoccaggio.

«Anche durante i mesi dell’esplosione dell’emergenza i ritiri dei rifiuti di imballaggio da raccolta urbana non si sono mai interrotti» commenta il presidente Ruini. «Anzi, hanno continuato a crescere. Il primo quadrimestre del 2020, quello che ha segnato l’inizio della pandemia, ha visto i conferimenti al sistema consortile aumentare per tutti i sei materiali d’imballaggio, pur con percentuali diverse. Un fenomeno chiaramente legato all’aumento degli acquisti di prodotti imballati nei comparti dell’alimentare, della detergenza e della farmaceutica».

Nel 2020, sul totale degli imballaggi avviati a riciclo in Italia, la percentuale di quelli riciclati grazie al contributo del sistema CONAI è prevista in aumento: dovrebbe risultare pari al 53% (nel 2019 si assestava sul 50%).

«Come spesso accade in situazioni di crisi, i Consorzi di Filiera che fanno capo a CONAI  dimostrano ancora una volta il loro ruolo di sussidiarietà al mercato» commenta Luca Ruini. «Un vero e proprio valore aggiunto per l’intera filiera del riciclo e del recupero dei rifiuti di imballaggio. CONAI, del resto, rimane il garante del raggiungimento degli obiettivi di riciclo imposti dall’Unione Europea, che chiede di raggiungere il 65% entro il 2025. Anche alla luce di questo dato, il 71% con cui stimiamo di aver chiuso il 2020 ci rende soddisfatti e, pur fra tante difficoltà, rende ottimista il nostro sguardo di lungo periodo».

Fonte: Eco dalle Città

Eco-design: al via il nuovo Bando CONAI. In palio 500.000 euro

L’ottava edizione parte il 3 marzo, Giornata Mondiale della Natura Selvatica. Le aziende che hanno rivisto i loro imballaggi in chiave sostenibile hanno tempo fino al 31 maggio per candidarsi. Poi una giuria di tecnici sceglierà i vincitori

Un nuovo invito alla sostenibilità: l’emergenza sanitaria non frena la nuova call-to-action rivolta da CONAI alle aziende italiane che hanno rivisto in chiave green i loro pack.

L’ottava edizione del Bando CONAI per l’eco-design degli imballaggi nell’economia circolare si apre domani, 3 marzoGiornata Mondiale della Natura Selvatica (World Wildlife Day). «Quest’anno vogliamo sottolineare come la difesa dell’ambiente passi anche dalla prevenzione» commenta il presidente CONAI Luca Ruini. «Produrre packaging con impatti sempre più bassi è una delle strade verso il rispetto delle risorse naturali del nostro pianeta».

Il Bando nasce per valorizzare le soluzioni di imballo più innovative in termini di sostenibilità. È aperto a tutte le aziende consorziate che hanno rivisto i propri imballaggi con interventi di eco-design adottando almeno una fra queste sette leve di prevenzione: riutilizzo, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materie provenienti da riciclo, risparmio di materia prima, ottimizzazione della logistica, semplificazione del sistema imballo e ottimizzazione dei processi produttivi.

In palio, anche quest’anno, ci sono 500.000 euro.

450.000 saranno suddivisi fra tutti i casi premiati sulla base di una graduatoria ottenuta valutando l’adozione delle sette leve di prevenzione.

50.000 euro saranno invece destinati a cinque super premi per l’innovazione circolare da 10.000 euro. Riconosceranno gli sforzi di cinque aziende, e ognuna sarà premiata per uno di questi incentivi: la facilitazione delle attività di riciclo di un imballaggio, la possibilità di riutilizzarlo, l’uso di materiale riciclato nel crearlo, l’implementazione di nuove tecnologie o applicazioni progettuali di grande portata innovativa, e le novità di imballaggi meno impattanti ideate per l’e-commerce e per l’home delivery.

Uno fra i cinque casi premiati per l’innovazione circolare riceverà – novità 2021 – anche una menzione speciale da parte di Legambiente.

Per presentare le candidature c’è tempo fino al 31 maggio 2021.

I nuovi casi di pack “virtuosi” devono essere presentati tramite il form on line disponibile su www.ecotoolconai.org.

Saranno poi analizzati attraverso l’Eco Tool CONAI, uno strumento di Life Cycle Assessment semplificato in grado di calcolare gli effetti delle azioni di prevenzione in termini di risparmio energetico, di risparmio idrico e di riduzione delle emissioni di CO₂, oltre che (solo per i casi di imballaggi che facilitano le attività di riciclo) di quantità di materia prima seconda generata.

«Sono molto legato al Bando: ne ho seguito l’ideazione e la nascita otto anni fa. Per questo sono orgoglioso che il numero  dei casi di imballaggi presentati sia cresciuto ogni anno» aggiunge il presidente Ruini. «Nemmeno il lockdown e la pandemia hanno frenato le adesioni delle aziende: l’edizione 2020 ha visto 289 casi presentati e 160 ammessi, in crescita rispetto ai 145 del 2019 nonostante una situazione socio-economica di grave criticità. È la prova che lo sguardo delle imprese italiane non rinuncia ad essere sostenibile. Il passaggio verso un sistema di economia circolare sempre più virtuoso si realizza anche attraverso la prevenzione: del resto, la maggior parte degli impatti che un packaging avrà nel corso del suo ciclo di vita si definisce nella fase della sua progettazione».

L’EcoD Tool

Fra le armi che il Consorzio Nazionale Imballaggi mette a disposizione di ogni azienda consorziata per vincere la sfida dell’eco-design c’è l’EcoD Tool, il software on-line che permette di valutare l’impatto di ciascuna fase del ciclo di vita del pack analizzato e di simulare interventi di miglioramento per renderlo più sostenibile. Elabora i dati forniti dalle aziende mediante un questionario guidato e dà indicazioni sull’impatto dell’imballaggio in tutte le fasi del suo ciclo di vita prendendo in considerazione il consumo di acqua, il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica. In relazione a questi tre indicatori, l’EcoD Tool suggerisce anche azioni di eco-design personalizzate per ridurre l’impatto dell’imballaggio stesso, ed è in grado di effettuare simulazioni confrontabili mostrando le caratteristiche ambientali dell’imballaggio prima e dopo gli interventi di eco-design suggeriti.

A questi indicatori, il Tool aggiunge quello della circolarità: una sorta di valutazione complessiva dell’imballaggio, tanto più circolare quanto più usa materia riciclata, quanto più è riciclabile e quanto più è riutilizzabile.

Il regolamento completo del Bando CONAI per l’eco-design degli imballaggi nell’economia circolare è disponibile su www.conai.org e su www.ecotoolconai.org.

Fonte: Conai.org

Biorepack: il settimo Consorzio di CONAI muove i primi passi

CONAI annuncia che il settimo consorzio del sistema, Biorepack, muove i primi passi. Dopo l’approvazione del suo statuto, arrivata con la pubblicazione del decreto costitutivo in Gazzetta Ufficiale il 14 novembre 2020, il Consorzio Nazionale Imballaggi inizia a dare concretezza alle disposizioni ministeriali.

CONAI diventa così il primo sistema di responsabilità estesa del produttore in Europa ad avere al suo interno un Consorzio dedicato alla valorizzazione degli imballaggi in bioplastica.

«Siamo felici di dare ufficialmente il benvenuto a Biorepack all’interno del sistema consortile» afferma il presidente CONAI Luca Ruini. «Vi aggiungo la soddisfazione di veder nascere il nostro settimo Consorzio durante il primo semestre del mio mandato. È importante far capire al cittadino che il fine vita della bioplastica ha bisogno di una corretta gestione, come quello di tutti gli altri materiali di imballaggio. Siamo pronti a lavorare anche su questo importante e delicato tema di educazione e sensibilizzazione ambientale».

«Il consorzio Biorepack è orgoglioso di entrare a far parte del sistema CONAI» dichiara il presidente Marco Versari. «In Europa siamo il primo consorzio per il riciclo organico degli imballaggi in bioplastica: un primato che consente al nostro Paese di rafforzare la leadership nel settore della bioeconomia circolare e della valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Lavoreremo fianco a fianco con il CONAI affinché i cittadini possano conferire correttamente nella raccolta dell’umido domestico gli imballaggi in bioplastica consentendo così ai Comuni e al sistema Paese di incrementare sempre più i risultati di riciclo, compreso quello organico».

Le adesioni a Biorepack sono già aperte. E dal 1° gennaio 2021 sarà disponibile la modulistica dichiarativa CONAI aggiornata, con evidenza delle tipologie di imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile.

Per plastica biodegradabile e compostabile si intende quella certificata conforme alle norme europee armonizzate UNI EN 13432:2002 e/o UNI EN 14995:2007 da parte di organismi accreditati  (art. 1, comma 1, dello Statuto di Biorepack).

Conai, i benefici del riciclo valgono un miliardo di euro

L’energia primaria risparmiata, rileva il Green Economy Report, può coprire il fabbisogno elettrico di 6 milioni di famiglie italiane in un anno. Un impegno che in vent’anni ha evitato al Paese il riempimento di 160 nuove discariche

I benefici diretti del riciclo in Italia, nel 2019, hanno superato il miliardo di euro in valore economico. A renderlo noto è CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi che, in partnership con la Fondazione Sviluppo Sostenibile, ha presentato i risultati generati dall’attività del sistema consortile attraverso il suo Green Economy Report. A raccontarlo, tra gli altri, il presidente CONAI Luca Ruini e il presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi
 
I numeri del Report
Il valore economico della materia recuperata grazie al riciclo è di 402 milioni di euro. Quello dell’energia prodotta da recupero energetico raggiunge i 27 milioni di euro. L’indotto economico generato dalla filiera è invece di 592 milioni di euro. Impressionante il risparmio di materia prima vergine. Nel 2019 è stato pari al peso di 440 torri Eiffel: 4 milioni e 469mila tonnellate. Nel dettaglio, 270mila tonnellate di acciaio, pari a quello usato per 702 treni Frecciarossa. Oltre 19mila tonnellate di alluminio, che corrispondono a 1,8 miliardi di lattine. Un milione e 80mila tonnellate di carta, ossia più di 433 milioni di risme di fogli A4. 907mila tonnellate di legno, l’equivalente di 41 milioni di pallet. 433mila tonnellate di plastica, pari a 9 miliardi di flaconi in PET per detersivi da un litro. E un milione e 760mila tonnellate di vetro, il corrispettivo di quasi 5 miliardi di bottiglie di vino da 0,75 litri.
 
Energia
Il riciclo degli imballaggi derivato dalla gestione CONAI ha permesso di risparmiare anche quasi 23 terawattora di energia primaria (l’anno precedente il risparmio era stato di 21 terawattora). Ossia il consumo elettrico medio annuo di 6 milioni di famiglie italiane. È stata così evitata l’emissione di oltre 4 milioni e 300mila tonnellate di CO2: corrispondono al quantitativo di emissioni generate da circa 10mila tratte aeree Roma-New York andata e ritorno.
Il beneficio indiretto di questa quantità di CO2 risparmiata è pari a 124 milioni di euro, calcolato secondo quanto definito dalla Direttiva 2009/33 del Parlamento Europeo.
 
Discariche evitate
Un dato significativo è anche quello relativo alle discariche, vere e proprie cicatrici sul territorio. Il Green Economy Report ne stima il numero evitato. Tra il 1998 e il 2019 il sistema CONAI ha garantito l’avvio a riciclo di quasi 32 milioni di tonnellate di imballaggi: significa che in ventidue anni è stato evitato il riempimento di 160 nuove discariche di medie dimensioni (calcolo effettuato considerando per ciascuna frazione merceologica un dato di densità apparente da fonte ERICA con uno specifico grado di compattazione).
 
“Sono numeri che fanno riflettere – commenta Luca Ruini. – Come ricordo spesso, l’Italia in Europa è seconda solo alla Germania per riciclo pro-capite dei rifiuti di imballaggio. Abbiamo praticamente già raggiunto gli obiettivi europei di riciclo richiesti entro il 2025, e il nostro sistema Paese continua a fare scuola in Europa. Anche perché ha uno dei sistemi di responsabilità estesa del produttore meno costosi e più efficienti. Ora dobbiamo continuare a lavorare per incentivare l’eco-design e per sviluppare e potenziare le tecnologie per il riciclo, auspicando al più presto incentivi fiscali per chi usa materia prima seconda: la sua domanda sta purtroppo calando, e non possiamo permetterci di lasciare inutilizzati gli enormi quantitativi di materiale che il Paese ricicla. Ci auguriamo per questo si arrivi presto anche a una concreta attuazione del Green Public Procurement e alla chiusura di nuovi provvedimenti sull’End of Waste”.
 
“Nel 2020, l’anno della pandemia, la domanda e i prezzi di mercato delle materie prime vergini sono fortemente calati, per il calo delle attività produttive e dei consumi, in particolare delle plastiche e della carta – dichiara Edo Ronchi. – Di conseguenza, sono calati in modo consistente anche domanda e prezzi di mercato delle materie prime seconde ricavate dal riciclo dei rifiuti. Se il nostro sistema non fosse stato adeguatamente organizzato e fosse dipeso solo dal mercato, avremmo corso il serio rischio di avere i rifiuti per strada perché il loro riciclo – che attualmente è la loro principale forma di gestione – non era conveniente dato il forte calo dei prezzi di mercato delle materie prime seconde ricavate dal riciclo. Questa crisi è stata evitata grazie al sistema CONAI che, col contributo ambientale pagato, con bassissima elusione, dai produttori e utilizzatori di imballaggi, ha assicurato il ritiro dei rifiuti d’imballaggio della raccolta differenziata  sull’intero territorio nazionale, di tutti i tipi compresi quelli meno convenienti, a prescindere dalle condizioni di mercato delle MPS, ha consentito ai Comuni di continuare ad incassare un corrispettivo economico e ai riciclatori, in particolare difficoltà, di beneficiare di un sostegno dei prezzi, mantenendo in funzione la filiera e evitando la chiusura degli impianti di riciclo. Purtroppo, in Italia si continua a sottovalutare il valore del sistema CONAI e a cercare di  bloccare una delle poche iniziative ambientali che hanno prodotto risultati importanti”.
 
L’impegno sul territorio
In Italia è rimasto superiore al 92% il numero dei Comuni italiani che hanno stipulato convenzioni con il sistema consortile grazie all’Accordo con ANCI.
Per coprire i maggiori oneri della raccolta differenziata, nel corso del 2019 CONAI ha trasferito ai Comuni del nostro paese 653 milioni di euro. 1 milione e 300mila euro sono stati invece destinati a progetti territoriali che hanno interessato circa 6 milioni e 500mila cittadini. Il Green Economy Report CONAI sottolinea anche come, nel 2019, il 53% dei rifiuti di imballaggio conferiti in convenzione ANCI-CONAI sia arrivato dal Nord Italia. Il 28% dalle Regioni del Sud e il 19% da quelle del Centro.
Le Regioni del Mezzogiorno sono però quelle che negli ultimi cinque anni hanno registrato il maggior conferimento di rifiuti di imballaggio pro-capite: uno scatto di 36 kg per abitante che, nel 2019, ha permesso di raggiungere una media complessiva di 86 kg. Un risultato che inizia ad avvicinarsi a quello delle Regioni settentrionali, sempre in testa con un pro-capite che sfiora i 100 kg di imballaggi conferiti in raccolta differenziata.
“Le aree del Sud Italia hanno maggiori margini di miglioramento – conferma il presidente Ruini, – e stanno facendo passi da gigante nell’avvicinarsi alle cifre del Nord del Paese, che storicamente performa meglio quando si parla di raccolta differenziata. Continuiamo a lavorare con progetti specifici per affiancare i Comuni del Centro-Sud nello sviluppo di piani per la raccolta differenziata; molti di loro hanno raggiunto in pochi anni grandissimi risultati. Il Sud continua però a scontare un problema di grave carenza impiantistica per il trattamento dei rifiuti: l’augurio è che parte delle risorse del Recovery Fund possa essere impiegata per risolverlo”.

Fonte: E- Gazette

Bioplastica. Approvato lo Statuto, Consorzio Biorepack pronto a partire

Con l’approvazione dello statuto da parte del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dello Sviluppo Economico e la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, il consorzio Biorepack diventa ufficialmente il settimo consorzio di filiera CONAI.  

Costituito a Roma il 26 novembre 2018 da sei tra i principali produttori e trasformatori di bioplastiche – Ceplast, Ecozema-Fabbrica Pinze Schio, Ibi plast, Industria Plastica Toscana, Novamont e Polycart – Biorepack si occuperà della gestione a fine vita degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile che possono essere riciclati con la raccolta della frazione organica dei rifiuti e trasformati, con specifico trattamento industriale, in compost o biogas.

“Siamo estremamente soddisfatti – commenta Marco Versari, presidente di Biorepack – perché con l’approvazione dello Statuto viene riconosciuta la specificità di un materiale con un fine vita del tutto peculiare rispetto a quello degli altri presidiati dagli attuali sei consorzi di filiera del CONAI. Essere il primo consorzio europeo per il riciclo organico degli imballaggi in bioplastica significa fare un passo avanti senza confronti nel campo del riconoscimento del valore del riciclo biologico e consentire al nostro Paese di rafforzare la sua leadership nel settore della bioeconomia circolare. Siamo pronti sin da subito a collaborare con il CONAI, gli altri consorzi e l’ANCI per coordinare e ottimizzare la gestione del riciclo, affinché i cittadini possano conferire correttamente nella raccolta dell’umido domestico gli imballaggi in bioplastica e l’Italia incrementare i risultati di riciclo”.

CONAI, rimodulato il contributo ambientale per gli imballaggi in acciaio, plastica e vetro

Il contributo per gli imballaggi in acciaio passerà da 3 EUR/tonnellata a 18 EUR/tonnellata, Aumenteranno anche gli imballaggi in plastica di fascia B2 e di fascia C e quelli in vetro da 31 EUR/tonnellata a 37 EUR/tonnellata

CONAI ha deliberato per gli imballaggi in acciaio, in plastica e in vetro un aumento del contributo ambientale, utilizzato per finanziare le attività di raccolta e valorizzazione dei rifiuti di imballaggio, prioritariamente provenienti da raccolta urbana. L’aumento avrà effetto a partire dal 1° gennaio 2021. Una decisione che nasce dalla richiesta dei consorzi di filiera RICREA, COREPLA e COREVE,  frutto di profondi cambiamenti intervenuti nel corso del 2020 per il sistema e per l’intero settore della gestione dei rifiuti di imballaggio.

Oltre all’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Rifiuti, che recepisce due delle quattro direttive europee contenute nel Pacchetto Economia Circolare, l’emergenza sanitaria in corso – si legge in una nota – sta indubbiamente condizionando la filiera della valorizzazione dei rifiuti di imballaggio. L’effetto COVID-19 ha infatti generato una crescita nella raccolta urbana, anche a causa di una generalizzata preferenza dei consumatori verso i prodotti imballati e del venir meno dei consumi fuori casa. Ma, nonostante le difficoltà dei primi mesi di brusco lockdown, le attività di raccolta differenziata non si sono interrotte e tutti i rifiuti di imballaggio sono sempre stati puntualmente ritirati. Il blocco di alcuni settori di sbocco delle materie prime seconde sia in Italia sia verso l’estero, inoltre, ha causato un eccesso di offerta che ha fatto crollare il valore della materia da riciclo e ridotto gli sbocchi di mercato, soprattutto nel mondo della plastica.
Gli aumenti del contributo ambientale devono quindi mettere il mondo delle imprese nella condizione di poter continuare a garantire le attività di raccolta anche in questi mesi di pandemia, che rappresentano un momento di preoccupazione e difficoltà per tutti.

Acciaio
Il contributo per gli imballaggi in acciaio passerà da 3 EUR/tonnellata a 18 EUR/tonnellata. Un valore che torna simile a quelli del 2015, quando il CAC acciaio passò da 26 a 21 EUR/tonnellata e infine a 13 EUR/tonnellata.
Questo aumento è determinato da tre fattori. In primis l’aumento dei corrispettivi per la raccolta differenziata legato al nuovo Allegato Tecnico dell’Accordo Quadro ANCI-CONAI, i cui valori si posizionano sostanzialmente in linea con le nuove Direttive Europee. In secondo luogo, il significativo incremento delle quantità di imballaggi in acciaio recuperate: nel primo quadrimestre del 2020 l’acciaio è stato il materiale di imballaggio che ha registrato la crescita più significativa – rispetto all’anno precedente – nei conferimenti al sistema CONAI; in particolare, +19,6% in marzo e +23,7% in aprile. Infine, i calo in atto da tre anni a questa parte del valore economico del rottame ferroso, che erode la principale fonte di ricavi del Consorzio dopo il CAC attraverso la vendita alle Acciaierie di rottame da imballaggio proveniente da raccolta differenziata.
Il tutto senza poter far ricorso alle riserve patrimoniali, ridotte negli ultimi anni per effetto di una politica di contenimento richiesta dal Ministero.

Plastica
Oltre ai motivi di carattere generale, che hanno fortemente impattato sui valori di vendita dei materiali a riciclo e sui costi di valorizzazione delle frazioni non ancora riciclabili, l’aumento dei CAC per gli imballaggi in plastica è determinato anche da fattori specifici legati alla filiera.
Il Consorzio COREPLA sta registrando infatti un aumento dei conferimenti di imballaggi in plastica del 5% nel corso del 2020, e al contempo una riduzione delle quantità assoggettate al contributo ambientale. L’Europa, inoltre, impone un tasso di riciclo della plastica che nel 2025 dovrà raggiungere il 50%: è quindi sempre più necessario investire in ricerca e sviluppo e sostenere il riciclo meccanico, per favorire l’avvio a riciclo di alcune frazioni merceologiche che i riciclatori non avrebbero altrimenti interesse a recuperare. Il blocco delle attività produttive che normalmente usano materiale da riciclo, causato la scorsa primavera dal Coronavirus, ha inoltre dimezzato i ricavi delle aste, influenzati dalla minore richiesta di materiale.
I valori del CAC resteranno invariati per gli imballaggi in plastica di fascia A (150 EUR/tonnellata) e di fascia B1 (208 EUR/tonnellata), ossia per gli imballaggi maggiormente riciclabili. Aumenteranno invece per gli imballaggi di fascia B2 e di fascia C: per la prima si passa da 436 EUR/tonnellata a 560 EUR/tonnellata, per la seconda invece da 546 EUR/tonnellata a 660 EUR/tonnellata.
Pur con questi aumenti, i valori fissati per gli imballaggi in plastica risultano ancora tra i più bassi in Europa. È stato comunque preso un impegno a revisionare e aggiornare criteri e logiche di diversificazione, confrontandosi anche con quanto avviene in Europa e legando i valori del CAC non solo alla riciclabilità e al circuito di destinazione degli imballaggi, ma anche ai reali costi di raccolta e riciclo. Le decisioni verranno prese entro giugno 2021.

Vetro
Il contributo ambientale per gli imballaggi in vetro passerà da 31 EUR/tonnellata a 37 EUR/tonnellata. L’aumento è determinato dall’entità dei nuovi corrispettivi da riconoscere ai Comuni per il servizio di raccolta differenziata previsti dall’Allegato Tecnico dell’Accordo Quadro ANCI-CONAI, i cui valori progressivi sono stati definiti, da qui al 2024, in linea con quanto richiesto dalle nuove Direttive Europee sui rifiuti d’imballaggio. Senza questa necessità, il consorzio COREVE sarebbe prevedibilmente rimasto in equilibrio economico, grazie al lavoro e agli sforzi fatti negli ultimi due anni, senza ricorrere a questo incremento.

Procedure semplificate per l’import
L’aumento avrà effetto anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2021.
Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni (in EUR) passeranno da 0,18 a 0,20% per i prodotti alimentari imballati e da 0,09 a 0,10% per i prodotti non alimentari imballati. Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) passerà da 92 a 107 EUR/tonnellata.
I nuovi valori delle altre procedure semplificate saranno a breve disponibili sul sito CONAI.

Fonte: E-Gazette

La gestione circolare dei rifiuti nel Sud Italia: luci ed ombre

Workshop Green City Network, Fondazione Sviluppo Sostenibile, Conai: esaminate 7 regioni e 31 città per produzione di rifiuti urbani, raccolta differenziata e riciclo. Stabile la produzione di RU. Per Raccolta differenziata, 14 città sopra la media nazionale, spicca Oristano con il 75%%, seguita da Cagliari e Avellino. Abruzzo e Sardegna superano la media nazionale per raccolta differenziata.

Una fotografia con luci ed ombre quella scattata alle Regioni e alle città del sud Italia sulla gestione circolare dei rifiuti urbani La produzione di rifiuti è restata stabile con Calabria, Molise e Basilicata che registrano una diminuzione; la raccolta differenziata è cresciuta del 18% tra il 2013 e il 2018, 5 Regioni però registrano dati inferiori alle media nazionale, ma c’è una città, Oristano che arriva addirittura al 75%; ancora basso il tasso di riciclo. Le città svolgono un ruolo sempre maggiore nell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti per raggiungere gli obiettivi fissati dall’ Unione Europea e si trovano di fronte nuove sfide. La gestione dei rifiuti urbani nelle città italiane ha operato, infatti, grandi cambiamenti nei decenni trascorsi con lo sviluppo delle raccolte differenziate, il sistema dei Consorzi, l’affermazione di attività industriali di riciclo.

Per approfondire la gestione circolare dei rifiuti in 6 Regioni del sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria) e in Sardegna e in 31 città si è svolto il terzo dei workshop on line che stanno attraversando l’ Italia da nord a sud “Gestione circolare dei rifiuti nelle città e le nuove direttive europee” organizzato dal Green City Network, iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, in collaborazione con Conai, in cui è stato presentato il Rapporto sui rifiuti urbani e l’economia circolare nel Sud Italia.

Il Rapporto sul sud Italia e sulla Sadegna

Per la redazione del Rapporto, il Green City Network ha svolto un’indagine qualitativa a campione fra le città Capoluogo di provincia e tra quelle medie e piccole (tra i 50.000 e i 15.000 abitanti). Dal Rapporto emerge che la produzione dei Rifiuti Urbani (RU) nel corso degli ultimi anni (2013-2018) è cresciuta: a livello nazionale, nelle Regioni studiate invece è restata pressoché stabile. La Puglia ha il maggior incremento (+6 kg/ab/anno), seguita da Abruzzo e Sardegna (+3 kg/ab/anno) e Campania (+1 kg/ab/anno). Calabria, Molise e Basilicata registrano invece una riduzione dei rifiuti rispettivamente di -10, -15 e -21 kg/ab/anno.

Per la raccolta differenziata 5 Regioni hanno una RD inferiore alla media nazionale (58%), solo Abruzzo e Sardegna superano la media nazionale col 60% e 67%. Tra le città, 14 Città hanno RD superiore alla media nazionale, con Oristano che arriva al 75%, seguita da Cagliari (74%), Avellino (72%), mentre 13 città hanno la RD minore del 50%, con Crotone ferma all’8% e Taranto al 18% .Per quanto riguarda la raccolta differenziata delle plastica 9 Capoluoghi (su 31) hanno una performance superiore alla media nazionale con il testa Lecce con il 57,2%, Isernia con il 52,6% e Oristano con il 41,1%. Rispetto alla RD pro capite del 2013, l’incremento maggiore si registra a Catanzaro, che incrementa la sua raccolta da 0,2 a 10 kg/ab*anno. Il tasso di riciclo dei rifiuti urbani nel Sud è pari al 39% contro il 45% di media nazionale, nessuna Regione ha raggiunto l’obiettivo di riciclo previsto per il 2025 (55%), la Sardegna arriva al 54% ed è l’unica Regione che supera il 50%. Abruzzo e Campania hanno un riciclo tra il 40 e il 50%. Lo sforzo maggiore di incremento del riciclo dovrà essere compiuto dal Molise perché parte dai tassi di RD più bassi (25%). Lo smaltimento in discarica al Sud è pari al 26%, con punte del 52% in Calabria.

Le novità del 2020 per la transizione verso un’economia circolare delle città 

L’economia circolare e il nuovo pacchetto di Direttive europee forniscono importanti e innovativi riferimenti per la gestione dei rifiuti nelle città: per sviluppare iniziative di prevenzione per ridurre la produzione di rifiuti, per rafforzare il riutilizzo, per migliorare quantità e qualità delle raccolte differenziate, le attività di riciclo e l’utilizzo dei materiali e dei prodotti ricavati dal riciclo. Queste attività richiedono anche l’adeguamento delle infrastrutture, delle tecniche e delle buone pratiche, necessarie a supportarle.

Tra le novità del 2020, il Piano d’azione europeo sull’economia circolare che approfondisce il tema della necessità di creare città più circolari; il recepimento delle quattro Direttive del “pacchetto economia circolare e rifiuti” che modificano le precedenti Direttive su rifiuti, imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici, veicoli fuori uso e pile; l’attuazione del nuovo Accordo di Programma Quadro nazionale ANCI-CONAI per la gestione dei rifiuti di imballaggio.

Al seminario sono intervenuti i rappresentanti di alcune amministrazioni:

Anci Puglia – Florenza Pascazio, Delegato all’Ambiente e rifiuti; Anci Campania – Francesco Morra, Delegato all’Ambiente; Comune di Altamura – Loretta Moramarco, Assessore all’Ambiente; Comune di Assemini – Alessia Meloni, Assessore all’Igiene Urbana; Comune di Barletta – Ruggiero Passero, Assessore all’Ambiente¸

Comune di Cagliari – Alessandro Guarracino, Assessore all’Ambiente;

Comune di Napoli – Raffaele Del Giudice, Assessore all’Ambiente;

Comune di Potenza – Alessandro Galella, Assessore all’Ambiente¸

Comune di Santeramo in Colle – Maria Anna Labarile, Vicesindaco con delega all’Ambiente;

Ecolan Spa – Massimo Ranieri, Presidente

La gestione circolare dei rifiuti: dove funziona meglio nel Nord Italia

Workshop Green City Network, Fondazione Sviluppo Sostenibile, Conai. Esaminate 38 città di 9 regioni del settentrione per produzione di rifiuti, raccolta differenziata e riciclo

Un maggior ruolo delle città nell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti per raggiungere gli obiettivi fissati dall’ Unione Europea. La gestione dei rifiuti urbani nelle città italiane ha operato, infatti, grandi cambiamenti nei decenni trascorsi con lo sviluppo delle raccolte differenziate, il sistema dei Consorzi, l’affermazione di attività industriali di riciclo di grandi quantità di rifiuti, ma permangono tuttavia ancora alcune difficoltà e si pongono nuove sfide. Regioni e città del nord Italia hanno accettato queste sfide e mostrano performnaces superiori alla media nazionale.

Per approfondire la gestione circolare dei rifiuti nelle Regioni del nord, si è svolto a Milano il primo di quattro Workshop che attraverseranno l’ Italia da nord a sud “Gestione circolare dei rifiuti nelle città e le nuove direttive europee” organizzato dal Green City Network, iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, in collaborazione con Conai, in cui è stato presentato il Rapporto sui rifiuti urbani e l’economia circolare nel Nord Italia.

I trend di crescita della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e le stime regionali sull’attuale tasso di riciclo dei rifiuti urbani e degli imballaggi mostrano il Nord con una buona performance, superiore al dato medio nazionale – ha dichiarato il Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, presentando il Rapporto- Questi risultati portano le Regioni del Nord ad aver raggiunto una quota del riciclo del 55% dei rifiuti urbani nel 2019, anticipando il nuovo target europeo che fissa tale quota al 2025Nel modello di economia circolare occorrerà prestare maggiore attenzione alla prevenzione della produzione dei rifiuti migliorando la durata, la riparabilità e il riutilizzo dei prodotti . Crescendo il riciclo occorrerà aumentare anche lo sbocco di mercato delle materie prime seconde

Il Nord si conferma l’area del Paese con le performance migliori anche per quel che riguarda recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggio – ha spiegato il nuovo Presidente di CONAI Luca Ruini – Nella top5 delle Regioni italiane più virtuose, tre sono settentrionali: Veneto, Lombardia e Trentino. Nonostante performance già ottime, nel 2019 le Regioni del Nord hanno messo a segno un ulteriore +12% di raccolta in convenzione con il sistema CONAI. Stiamo parlando di un’area geografica avvantaggiata anche da un sistema di impianti più capillare rispetto a quello di molte aree del Mezzogiorno, che purtroppo ne sono prive. Il Settentrione, del resto, traina le ottime performance del Paese in termini di economia circolare e riciclo degli imballaggi: l’Europa impone un tasso di riciclo degli imballaggi pari al 65% entro il 2025, e lo scorso anno il sistema ha già raggiunto il 70%.”

Il Rapporto sull’ Italia del nord

Per la redazione del Rapporto, il primo di un’iniziativa nazionale, il Green City Network ha svolto un’indagine qualitativa a campione fra le città Capoluogo di provincia e tra quelle medie e piccole (tra i 50.000 e i 15.000 abitanti) di 7 Regioni : Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta.. Dal Rapporto emerge che la produzione pro capite media nelle province del nord Italia è di 513 kg/ab/anno e la più virtuosa è la provincia di Treviso con una produzione pro capite inferiore a 400 kg/ab/anno. Più alta la produzione nei capoluoghi: 522/kg/ab/anno. Per quanto riguarda la raccolta differenziata (RD) 9 città (Treviso, Pordenone, Mantova, Belluno, Trento, Biella, Verbania, Vicenza, Cremona) hanno superato il 75%, con Treviso che arriva all’87% e Pordenone, Mantova, Belluno e Trento che superano l’80%, mentre in 6 città è inferiore al 50% con Genova ferma al 33%. I trend complessivi di crescita della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, avvicinano le Regioni del Nord agli obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani fissati a livello europeo per il 2025, 2030 e 2035. L’unica Regione che registra qualche ritardo nelle raccolte differenziate e, conseguentemente, del riciclo dei rifiuti urbani è la Liguria. Per quanto riguarda gli imballaggi in plastica 14 capoluoghi arrivano e superano il 30% con in testa Verbania con il 53%. L’ incremento maggiore si è registrato a La Spezia che ha incrementato dal 2013 al 2018 la raccolta di oltre tre volte arrivando al 22%. Sul fronte del riciclo, il Rapporto evidenzia che Veneto, Trentino e Lombardia hanno tassi di riciclo maggiori e hanno già raggiunto e superato l’obiettivo 2025. Il Friuli Venezia Giulia si ferma al 54%, Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria hanno un riciclo inferiore al 50%. Per il riciclo degli imballaggi in plastica, la Valle d’Aosta ha già raggiunto l’obiettivo 2025 del 50%.

Le novità del 2020 per la transizione verso un’economia circolare delle città

Tra le novità del 2020, il Piano d’azione europeo sull’economia circolare che approfondisce il tema della necessità di creare città più circolari; il recepimento delle quattro Direttive del “pacchetto economia circolare e rifiuti” che modificano le precedenti Direttive su rifiuti, imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici, veicoli fuori uso e pile; l’attuazione del nuovo Accordo di Programma Quadro nazionale ANCI-CONAI per la gestione dei rifiuti di imballaggio.

Queste novità forniscono importanti e innovativi riferimenti per la gestione dei rifiuti nelle città: in

particolare per sviluppare iniziative di prevenzione per ridurre la produzione di rifiuti, per rafforzare il riutilizzo, per migliorare quantità e qualità delle raccolte differenziate, le attività di riciclo e l’utilizzo dei materiali e dei prodotti ricavati dal riciclo. Queste attività richiedono anche l’adeguamento delle infrastrutture, delle tecniche e delle buone pratiche, necessarie a supportarle.

Al seminario sono intervenuti i rappresentanti di alcune amministrazioni:

Comune di Milano – Marco Granelli, Assessore all’Ambiente; ANCI – Franco Bonesso, Comitato di Coordinamento ANCI/CONAI; Regione Lombardia – Mario Nova, Direttore Generale Ambiente e clima; Comune di Asti – Renato Berzano, Assessore all’Ambiente; Comuni di Cologno Monzese, Cormano, Pioltello, Segrate e Sesto San Giovanni – Marco Cipriano,Amministratore unico di CORE SpA; Comune di Padova – Chiara Gallani, Assessore all’Ambiente; Comune di Pordenone – Stefania Boltin, Assessore all’Ambiente; Comune di Verona – Loretta Castagna, Direzione Affari Generali – Responsabile Ecosportello -Centro di Riuso.

Fonte: Eco dalle Città

CONAI: Prevenzione e gestione dei rifiuti da imballaggi

É stato approvato e pubblicato dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai) il Programma Generale di Prevenzione e di Gestione degli Imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, contenente le linee di azione e la previsione dei risultati di riciclo e di recupero dei rifiuti di imballaggio.

Come previsto dalla normativa vigente (art. 225 del TUA), il documento illustra le linee di intervento e gli obiettivi per il prossimo quinquennio (2020-2024), sulla base di quanto contenuto nei documenti istituzionali dei Consorzi di filiera e dei sistemi autonomi.

Quattro i punti fondamentali individuati dal documento in tema di prevenzione: eco-design e valutazione ambientale a monte, mediante strumenti scientifici per permettere di valutare le diverse scelte progettuali; riutilizzo e relative applicazioni ambientalmente sostenibili, attraverso la modulazione del contributo ambientale e la promozione di momenti di confronto scientifico; raccolta differenziata di qualità, al fine di ottimizzare i flussi a riciclo e crearne di nuovi; ricerca e sviluppo di nuove tecnologie di selezione e riciclo, e promozione dell’utilizzo di materiale riciclato.

Vedi anche: Programma generale prevenzione e gestione imballaggi 2020 (PDF)

Fonte: Polimerica

Conai, Ruini nuovo presidente

Luca Ruini è il nuovo presidente del Consorzio nazionale imballaggi (Conai). Lo ha eletto all’unanimità, durante la sua prima riunione a Milano, il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio che aveva già designato i nuovi consiglieri lo scorso 6 luglio a Milano in occasione dell’Assemblea annuale. Ruini prende oggi il testimone da Giorgio Quagliuolo: sarà presidente per il triennio 2020-2022.

Emiliano d’adozione, 55 anni, è già stato membro del Consiglio di Amministrazione Conai dal 2002 al 2008 e dal 2011 al 2017, operando su tutti i tavoli coinvolti nella definizione del sistema italiano di gestione del Packaging Waste e guidando il Gruppo di lavoro Prevenzione.

Laureato in Ingegneria elettronica all’Università di Bologna con indirizzo microelettronico-gestionale, dal 2008 Ruini è Direttore Sicurezza, Ambiente & Energia del Gruppo Barilla.

Sono stati eletti vice presidenti del Consorzio Angelo Tortorelli, in rappresentanza della componente degli utilizzatori commerciali e distributori, e Domenico Rinaldini, in rappresentanza della componente produttori.

Istituito dal Decreto Ronchi del 1997, Conai opera senza fini di lucro e si occupa dell’avvio a riciclo o a recupero energetico dei rifiuti di imballaggio su tutto il territorio nazionale.

Nel 2019 il sistema consortile ha permesso di avviare a riciclo il 70% dei rifiuti di imballaggio: un totale di 9 milioni e 560mila tonnellate sui 13 milioni e 655mila immessi al consumo. Se alle cifre del riciclo si sommano quelle del recupero energetico, le tonnellate di rifiuti di imballaggio recuperate superano gli 11 milioni, quasi l’81% dell’immesso al consumo.