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Comuni rifiuti-free crescono

Proprio nel momento in cui si torna a parlare con insistenza della crisi rifiuti per Roma Capitale, Legambiente premia i comuni laziali virtuosi, che crescono di numero e di dimensione.
Durante Ecoforum Nazionale 2019 l’associazione ambientalista, dopo aver premiato nello scorso dicembre i cento “Comuni Ricicloni” che hanno superato quota 65% di raccolta differenziata, ha premiato tutti i Comuni Rifiuti Free, quelli cioè che hanno registrano un secco residuo nel 2018 inferiore a 75kg per abitante. Dieci i Comuni del Lazio: miglior piccolo comune sotto i 5.000 abitanti è Colle San Magno (FR) e migliore nella categoria tra 5.000 e 15.000 abitanti è Aquino (FR). Per la prima volta premiato nel Lazio anche un grande comune sopra i 15.000 abitanti, quello di Fonte Nuova (RM).

“Nella nostra Regione, sulla gestione dei rifiuti, al disastro totale di Roma si contrappongono realtà virtuose che stanno raggiungendo picchi di eccellenza – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, questi comuni dimostrano che una gestione virtuosa è possibile per tutti, con porta a porta, isole ecologiche e cittadinanze virtuose: congratulazioni a tutti i premiati, comuni grandi al confine con la capitale come Fonte Nuova (RM), località turistiche della costa come Itri (LT), piccoli comuni del territorio e comuni come Castelnuovo di Porto (RM) che da oltre dieci anni viene premiato come virtuoso e rischia di ritrovarsi la discarica della capitale alle sue porte, contra la quale combattiamo. I comuni rifiuti free sono eccellenze che riescono a ridurre al minimo l’indifferenziato e quindi il conferimento in discarica o termovalizzazione, dimostrando contemporaneamente l’inutilità di progetti per nuovi inceneritori o discariche come quello di Pian dell’Olmo. Queste buone amministrazioni devono essere anche un forte segnale per il Campidoglio, in giorni di crisi totale con immondizia su tutte le strade, rischio sanitario e immagini che stanno girando il mondo facendo crollare ulteriormente l’immagine della bellezza di Roma”. Legambiente ricorda che il dato del secco residuo annuo di Roma è superiore ai 330 kg per abitante, 5 volte di più rispetto ai comuni rifiuti free, con un  complessivo di 960.000 tonnellate di indifferenziata che ogni anni dalla capitale va in discarica e incenerimento.

ESPER collabora con Fonte Nuova ormai da tre anni. Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti con grandissimo merito dall’Amministrazione!

 

End of Waste: firmato il decreto per i pannolini

È stato un tweet del Ministro Sergio Costa a dare la notizia tanto attesa: è stato firmato il decreto sull’End of Waste per i materiali assorbenti ad uso umano.

Si tratta del provvedimento che disciplinerà la cessazione della qualifica di rifiuto per i cosiddetti PAP, prodotti assorbenti per la persona: pannolini, pannoloni e assorbenti igienici. I criteri “end of waste” sono i parametri che stabiliscono quando i materiali generati da un processo di trattamento possano essere considerati “fine rifiuto”, cioè materia prima seconda tout-court alla stregua di un normale prodotto.

Un provvedimento dal forte valore simbolico, quello firmato oggi da Costa, visto che proprio il riciclo dei prodotti assorbenti è stato per lungo tempo al centro di un contenzioso culminato con la paralisi pressochè totale del riciclo in Italia. L’entrata in vigore del decreto potrebbe infatti finalmente sbloccare il travagliato iter autorizzativo per l’avveniristico impianto di riciclo dei prodotti assorbenti costruito da Fater e Contarina a Lovadina di Spresiano in provincia di Treviso. L’impianto è tuttora unico al mondo nel suo genere ed è capace di recuperare da una tonnellata di prodotti assorbenti usati ben 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente. Peccato però che dalla data dell’inaugurazione, nel 2015, lo stabilimento di Treviso non abbia mai ricevuto le autorizzazioni necessarie ad operare in via ordinaria. Questo perchè la Regione Veneto ha sempre sostenuto di non avere titolarità a stabilire criteri end of waste per tipologie di rifiuto che non fossero state disciplinate dall’Ue o dal Ministero dell’Ambiente, come appunto i prodotti assorbenti.

“Un giorno importante e un passaggio epocale per l’economia circolare – ha commentato Costa -. Oggi ho firmato il decreto con cui può finalmente decollare un’industria tutta italiana, che coniuga riduzione dei rifiuti, riciclo e la creazione di tantissimi posti di lavoro”. In Italia è sorto il primo impianto per il riciclo dei pannolini, il FaterSmart di Lovadina di Spresiano, nel Trevigiano.

Esper ha dedicato un capitolo del volume “Verso una Economia realmente Circolare – Norme, Voci, Storie” (vai al download gratuito)  alla vicenda dell’impianto FATER, con una lunga intervista a Giovanni Teodorani Fabbri, General Manager FaterSMART.

Comuni, virtuosi e premiati

Nel corso della sua quasi ventennale attività, ESPER ha avuto modo di collaborare con decine di Comuni sparsi su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del 2018 moltissimi di questi hanno raggiunto performances ambientali di assoluta eccellenza, a partire dalle percentuali di raccolta differenziata, fino ad arrivare alla gestione dei materiali post-consumo.

Proviamo a fare un riassunto dei premi ricevuti dai Comuni con cui ESPER ha avuto il piacere di collaborare:

Lanuvio (RM) – Cominciamo dal pluripremiato Comune di Lanuvio. La gestione dei rifiuti organici è il fiore all’occhiello di questa amministrazione: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno. L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata: il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”.
Non solo: Nel corso del 2018 Lanuvio è entrato nel novero del “Comuni Ricicloni” e dei “Comuni Plastic-Free”, e come tale premiato da Legambiente.

Bitritto (BA) – Il Comune di Bitritto vince il titolo di “Comune Riciclone 2018” per la regione Puglia sia per la sua categoria (Comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti) sia nella classifica regionale.

Castelnovo del Friuli (PN) – Con il suo 75% di RD ed i soli 72.8 chilogrammi di rifiuto indifferenziato pro capite rientra nei Comuni Ricicloni del Friuli Venezia Giulia

Trento – E’ il terzo capoluogo di provincia a livello nazionale nella classifica di Legambiente dei Comuni Ricicloni per raccolta e gestione rifiuti, con il suo 80,6% di RD, e risulta anche la città più virtuosa nella raccolta e riciclo del legno, ricevendo per questo il Premio Rilegno

Petrosino (TP) – Petrosino è il terzo comune più virtuoso in Italia. Lo ha decretato la giuria del premio “Comuni Virtuosi 2018”, iniziativa promossa ogni anno dall’Associazione dei Comuni Virtuosi al fine di divulgare le esperienze virtuose, i progetti concreti, le iniziative realizzate a favore dell’ambiente e delle comunità locali

Molfetta (BA) – Il Comune è stato  premiato da Corepla nella categoria «Migliore raccolta degli imballaggi in plastica». nel 2017 ha concluso l’attivazione del porta a porta su tutta la città ha superato la percentuale del 70% di raccolta differenziata e il valore pro capite di raccolta degli imballaggi in plastica ha raggiunto 22 chili

Comuni ricicloni 2018, oltre 500 quelli “rifiuti free”. È boom al Sud

Aumentano e sfondano il tetto delle 500 unità i Comuni italiani “rifiuti free”, dove cioè la raccolta differenziata funziona correttamente e ogni cittadino produce al massimo 75 chili di rifiuti indifferenziati: erano 486 amministrazioni lo scorso anno, sono 505 nel 2018 (+19%), per un totale di 3.463.849 cittadini, circa 200.000 in più del 2017.

A dirlo è il XXV rapporto “Comuni Ricicloni” di Legambiente, presentato a Roma nell’ambito dell’EcoForum, che si è concluso con la premiazione di comunità locali e amministratori che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti urbani.

Migliora il Sud, che registra un exploit, passando da 43 a 76 Comuni, e peggiora il Nord che ne perde 26, per un totale di 264 tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (che restano le tre regioni leader) a causa di un leggero aumento della produzione di rifiuti indifferenziati. Rimane in stallo il Centro (da 38 a 43). Molto bene la Basilicata: con 11 Comuni passa dall’1,5% all’8% del totale dei Comuni rifiuti free.

Fonte: E-Gazette

Ariccia: la miglior differenziata della Provincia di Roma

Nel 2016 il Comune di Ariccia ha superato quota 65% di RD, entrando di diritto nel novero dei Comuni Ricicloni, come attesta il dossier di Legambiente Lazio presentato il 21 dicembre scorso all’Ecoforum Lazio a Roma, piazzandosi, fra i Comuni con oltre 15.000 abitanti, al 4° posto nel Lazio e al 1° posto tra i Comuni della Provincia di Roma.

Nel 2017 le cose sono ulteriormente migliorate: “Abbiamo abbondantemente superato quota 70%” ha detto il sindaco Roberto Di Felice. Ariccia è stata anche la prima cittadina a praticare la tariffa puntuale, dopo l’approvazione, da parte della Giunta Regionale del Lazio, della deliberazione sulle “Linee guida regionali per l’applicazione della tariffazione puntuale da parte dei Comuni”.

Il risultati raggiunti dell’Amministrazione Comunale, rappresentata dal sindaco Di Felice e dall’Assessore all’Ambiente Indiati, non sono dunque passati inosservati: la premiazione da parte di Legambiente e lo scettro di Comune con la miglior raccolta differenziata della Provincia di Roma sono i giusti riconoscimenti all’impegno e all’ottimo lavoro svolto.

 

Comuni Ricicloni: aperte le iscrizioni per la XXIV edizione

L’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.

Comuni Ricicloni è un importante momento di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata, e, in prospettiva più ampia, un vero e proprio sistema integrato di gestione dei propri rifiuti, da parte di Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane e Consorzi.

Come aderire? Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane dovranno comunicare i propri dati attraverso:

* la compilazione della scheda di partecipazione on line, oppure
* scaricando il pdf da compilare a mano e inviare via fax al numero 02.97699303.

I Consorzi dovranno, invece, obbligatoriamente utilizzare:
* file excel opportunamente predisposto, senza apportare modifiche in nessuna sua parte, e trasmetterlo all’indirizzo di posta elettronica comuniricicloni@legambiente.it.

Le adesioni devono pervenire, tassativamente, entro il 5 maggio 2017. Al fine di inviare i dati correttamente si invita ad una attenta lettura del bando di partecipazione.

Infine, qualche spiegazione sulla riduzione dei rifiuti indifferenziati prodotti: viene confermato il criterio premiante per entrare nelle graduatorie, i Comuni, oltre ad aver raggiunto la soglia di legge del 65% di raccolta differenziata, dovranno aver prodotto un quantitativo di rifiuto indifferenziato inferiore o uguale ai 75 Kg/abitante/anno.

Fonte: Achab Group

Premio Comuni Ricicloni 2016

Quest’anno il Premio Comuni Ricicloni 2016 di Legambiente riserva una bella e inaspettata sorpresa, che lascia ben sperare per un’Italia finalmente libera dai rifiuti. Crescono nella Penisola i comuni Rifiuti free, quelli che oltre ad essere ricicloni, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento. Sono ben 525, contro i 356 dello scorso anno, le realtà che producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato, (pari al 7% del totale nazionale), per una popolazione che sfiora i 3 milioni di cittadini. Risultati ottenuti con ricette diverse ma con un denominatore comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una raccolta domiciliare, una comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso. Non è un caso che dei 525 comuni Rifiuti free 255 hanno un sistema di tariffazione puntuale e 136 uno normalizzato.
A livello geografico, il Nord Italia è al top con i suoi 413 comuni Rifiuti free, pari al 79% del totale. Segue il Sud con 87 municipi (pari al 17% del totale) e il Centro con 25 (pari al 5%). Le regioni che superano la media nazionale del 7% di Rifiuti free rispetto al totale sono invece: il Veneto (con il 35% di comuni Rifiuti Free), il Friuli-Venezia Giulia (29%), il Trentino-Alto Adige (17%) e la Campania (9%). Mancano all’appello solo Valle d’Aosta, Umbria, Puglia e Sicilia dove non ci sono comuni con alta percentuale di differenziata e bassa produzione di rifiuto secco residuo. Dai numeri alle belle esperienze green, il passaggio è breve: tra le storie segnalate nel rapporto “Comuni Ricicloni” di Legambiente non poteva mancare l’Emilia Romagna con il sistema di penalità e premialità della nuova legge regionale, la città di Parma in prima linea nella tariffazione puntuale come Treviso e l’esperienza della raccolta porta a porta avviata a Catanzaro, in Calabria. Bene anche i capoluoghi del Nord come Belluno e Pordenone e le medie e le piccole città come: Empoli (50mila abitanti), Conegliano (TV) e Castelfranco Veneto (35mila abitanti), e poi Baronissi (SA), Cassano Magnago (VA), Suzzara (MN), Castelfidardo (AN), Monsummano Terme (PT), Fucecchio (FI), Certaldo (FI), Castelfiorentino (FI), Pergine Valsugana (TN), Feltre (BL), Vittorio Veneto (TV), Paese (TV) Montebelluna (TV), Oderzo (TV), Este (PD).
Ma per un’Italia Rifiuti free e per far vincere l’economia circolare, secondo Legambiente serve ora l’ultimo sprint finale per far diventare queste buone pratiche uno standard su tutto il territorio nazionale a partire dalla diffusione su larga scala di un sistema di tariffazione puntuale.

È quanto emerge dal rapporto Comuni ricicloni 2016 di Legambiente presentato a Roma, nell’ambito della tre giorni del Forum Rifiuti realizzato con Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club e in partenariato con il Coou, e durante il quale sono stati premiati i comuni Rifiuti free. Alla presentazione di Comuni ricicloni 2016 hanno partecipato Rossella Muroni presidente di Legambiente, Massimo Caleo, vicepresidente Commissione Ambiente Senato della Repubblica, Salvatore Micillo, Commissione Ambiente Camera dei Deputati, Serena Pellegrino, Vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e Silvia Velo, sottosegretario Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Quest’anno Legambiente ha introdotto dei nuovi criteri nella classifica: per entrare nella rosa della gestione sostenibile dei rifiuti di Comuni ricicloni, non solo si deve rispettare l’obiettivo di legge del 65% sulla raccolta differenziata ma si deve anche puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione. Per questo nelle graduatorie, suddivise su base regionale e per capoluoghi, sopra e sotto i 10mila abitanti, compaiono solo quei comuni ricicloni i cui cittadini hanno conferito nel contenitore del secco meno di 75 Kg all’anno di rifiuto non riciclabile. Nel rapporto sono comunque elencati tutti i comuni (1520 come quelli dello scorso anno) che, rispettando gli obiettivi stabiliti dal D.Lgs 152/06, hanno differenziato e avviato a riciclaggio almeno il 65% dei rifiuti prodotti.

“I risultati emersi in questa nuova edizione del nostro rapporto – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – sono assolutamente incoraggianti. Quella dei Comuni ricicloni e soprattutto dei quelli Rifiuti free è una rivoluzione e una riforma anti-spreco che fa bene al Paese, perché dimostra che l’economia circolare è già in parte in atto e che un’Italia libera dai rifiuti è un sogno realizzabile. Abbiamo comuni virtuosi nella raccolta differenziata ed eccellenze che hanno quasi annullato la necessità di smaltimento di quasi tutti i rifiuti normalmente prodotti. Ora la vera scommessa è quella far diventare nei prossimi 3 anni tutta l’Italia ‘Rifiuti free’, traghettando i tanti comuni ricicloni verso la nuova sfida della riduzione del secco residuo da avviare in impianti di incenerimento e in discarica, per accompagnarli verso la rottamazione di questo sistema impiantistico che ha caratterizzato gli anni ’90 e 2000. Per realizzare ciò oltre all’impegno delle amministrazioni e dei cittadini, è però importante che anche la politica faccia la sua parte attraverso l’introduzione di un sistema di tariffazione puntuale su larga scala, dicendo stop ai nuovi inceneritori e avviando una graduale dismissione a partire dagli impianti più obsoleti. Ed ancora replicando le buone pratiche su tutto il territorio e definendo un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per far in modo che la prevenzione e il riciclo siano sempre più convenienti”.

Comuni Rifiuti free e consorzi – Sono quattro le regioni che superano la media nazionale del 7% di rifiuti free rispetto al totale. In particolare il Veneto si distingue per ben 204 comuni “liberi dai rifiuti”, seguito dalla Lombardia con 76 comuni (grazie soprattutto alla provincia di Mantova che rappresentano il 5% del totale dei comuni lombardi). Importanti i numeri arrivano anche dal Friuli-Venezia Giulia (63 comuni), dal Trentino Alto Adige (56) e dalla Campania con le sue 50 realtà virtuose su 550 comuni totali. Indietreggia, invece, il Piemonte che quest’anno conta solo 8 comuni “targati” Rifiuti Free.
Oltre ai territori di eccellenza, ci sono anche le tante esperienze delle gestioni consortili che confermano ancora una volta la loro validità ed efficacia: praticamente tutti i Rifiuti Free, con pochissime eccezioni, fanno parte di un consorzio o di una comunità montana. A guidare la classifica dei Consorzi Rifiuti free al di sopra dei 100mila abitanti è il Consiglio di bacino Priula (Tv) che può vantare per i suoi 556mila abitanti quasi l’83% di differenziata a fronte di poco più di 50 kg/abitante/anno di secco residuo. Tra quelli al di sotto dei 100mila abitanti si distingue invece Amnu, in provincia di Trento, con quasi 43 kg/abitante/anno. Gran parte dei consorzi si trovano in Triveneto.

Proposte Legambiente: Per un’Italia libera dall’emergenza rifiuti, Legambiente rilancia sei delle dieci proposte contenute nel Manifesto Rifiuti free (le altre quattro sono diventate realtà) e torna a ribadire l’importanza di introdurre l’obbligo di tariffazione puntuale su tutto il territorio nazionale. Anche se ad oggi ci sono stati diversi passi avanti, dal punto di vista normativo, (vedi la legge sulle agenzie ambientali, fresca di approvazione, quella sugli ecoreati e il collegato ambientale, la legge della Regione Marche sul tributo speciale sullo smaltimento in discarica e quella della Regione Emilia Romagna verso rifiuti zero), per promuovere riciclo e prevenzione bisogna fare di più. In particolare Occorre: 1) utilizzare i proventi dell’ecotassa per politiche di prevenzione, riuso e riciclo; 2) premiare i comuni virtuosi e le popolazioni con sistema di tariffazione; 3) eliminare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti; 4) completare la rete impiantistica italiana per il riciclaggio e il riuso dei rifiuti con gli impianti anaerobici e aerobici per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nelle regioni ancora sprovviste, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo e tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili, come ad esempio i pannolini usa e getta; 5) “Chi inquina paga”: lotta allo spreco e prevenzione della produzione di rifiuti; 6) stop a qualsiasi commissariamento per l’emergenza rifiuti. Per l’associazione ambientalista sono tutti obiettivi che si possono raggiungere e che l’Italia è in grado di fare, come dimostrano le numerose esperienze censite nel rapporto.

Esperienze green – Infine non poteva mancare un passaggio sulle storie di eccellenza, come l’Emilia Romagna che continua il suo percorso green a favore dell’ambiente. La nuova legge regionale dell’autunno 2015 e il conseguente piano sull’economia circolare, approvato qualche settimana fa, prevede un innovativo e condivisibile sistema di premialità e penalità che si basa sul quantitativo di secco residuo avviato a smaltimento e non sulla percentuale di raccolta differenziata. Tra le città dell’Emilia Romagna, si distingue in modo particolare Parma, tra i capoluoghi decretati “Ricicloni” nel 2015, che dal 1 luglio 2015 ha attivato una tariffazione puntuale su tutta la città incentivando i cittadini a un comportamento virtuoso e rispettoso dell’ambiente, con una riduzione del costo della bolletta. In particolare sono oltre 92mila le famiglie che ne hanno beneficiato. Altra esperienza positiva arriva questa volta dal Sud, dalla Calabria, dove il comune di Catanzaro ha avviato con successo la raccolta differenziata domiciliare (come già avvenuto in altri capoluoghi del meridione come Salerno, Andria e Cosenza). Il Comune, che partiva dal 10% di raccolta differenziata nel 2015, a maggio di quest’anno ha raggiunto una media di raccolta differenziata pari all’80% nelle prime due aree servite, elevando la percentuale complessiva della raccolta cittadina al 32%.

Comuni Ricicloni 2016 è stato realizzato da Legambiente con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In collaborazione con Associazione Nazionale Comuni Italiani, Conai, Utilitalia, Fise Assoambiente, CiAl, Comieco, CoRePla, CoReVe, Ricrea, Rilegno, Centro di Coordinamento RAEE, Consorzio Italiano Compostatori e Assobioplastiche

Fonte: Legambiente