Articoli

Rapporto Comieco, cresce del 3% il riciclo carta in Italia nel 2019

La raccolta differenziata di carta e cartone non arresta la sua corsa e anche nel 2019 conferma il trend degli ultimi anni, migliorando le performance nazionali del 3%. Con 100mila tonnellate in più rispetto al 2018, viene superata quota 3,5 milioni di tonnellate differenziate dai cittadini, con un pro-capite di 57,5 kg/ab. È quanto rileva Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica, nel suo Rapporto annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta. I nuovi dati trovano spiegazione in due diversi fattori: da una parte l’impegno sempre crescente dei cittadini nel fare la raccolta differenziata, dall’altra una filiera efficiente – quella del riciclo – che non si è mai fermata, nemmeno in pieno lockdown.
 
Quanto al tasso di riciclo di carta e cartone in Italia, si attesta all’81%, vicino agli obiettivi previsti dalle Ue per il 2030 (85%). Il gap tra le macroaree Nord, Centro e Sud intanto si riduce. Rispetto al 2018, il Sud Italia supera le 873mila tonnellate, pari a un +8,5%, portando a 41,8 kg la raccolta pro-capite e superando per volumi raccolti le regioni dell’Italia Centrale. A tirare le fila di questa progressione è la Sicilia, con un +15,9%, seguita dal Molise (+12,5%) e dalla Calabria (+9,3%). Nel Centro Italia sono state raccolte oltre 841mila tonnellate di carta e cartone (+2,8% vs. 2018), per una media pro-capite di 69,0 kg. La Toscana guida gli incrementi, mettendo a segno un +4,4%. Malgrado il segno positivo riscontrato in tutte le Regioni, il Centro continua a pagare dazio alle problematiche nella raccolta rifiuti a Roma, che frenano il raggiungimento di risultati in linea con il potenziale. Il Nord Italia si conferma primo nella raccolta differenziata di carta e cartone con 1,8 milioni tonnellate (+0,6%). In volumi la migliore è la Lombardia, con poco meno di 568mila tonnellate, mentre l’Emilia-Romagna si conferma leader per raccolta media pro-capite con 85,2 kg. L’incidenza delle impurità nella raccolta differenziata di carta e cartone svolta dalle “famiglie” torna sotto la soglia del 3%.

Le dichiarazioni – “Adesso è il momento dell’impiantistica”, dichiara il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che giudica troppo poche le sette cartiere del Mezzogiorno. Il ministro punta sul recovery plan per l’apertura di nuovi stabilimenti e sprona le regioni, che hanno appena acquisito la competenza sulla valutazione dell’impatto ambientale, a cogliere “fino in fondo questa opportunità”. Questa posizione è accolta con soddisfazione dal presidente di Comieco, Amelio Cecchini. “Creando questi impianti – dice Cecchini – si crea lavoro, si crea ricchezza e si porta in pareggio la bilancia dei pagamenti perché non importeremmo più carta ma utilizzeremmo la nostra”.

Fonte: E-Gazette

Industria cartaria tra scarti, costi energetici e opportunità

Assemblea pubblica organizzata da Assocarta dal titolo: “Carta ecosistema essenziale circolare”. Il settore si lamenta per il caro bollette e chiede costi del gas più bassi: la valorizzazione energetica degli scarti (e il biogas) resta centrali

“Recuperare energia dagli scarti significa chiudere il ciclo del riciclo e ridurre l’impiego di fonti fossili, oltre a promuovere la capacità di riciclo nazionale”. Sono le conclusioni della nota di Assocarta a commento dell’Assemblea Pubblica organizzata dall’associazione dal titolo: “Carta ecosistema essenziale circolare” con la partecipazione del vice presidente Confindustria Alberto Marenghi (AD Cartiera Mantovana) all’Organizzazione, Sviluppo e Marketing Associativo e Aurelio Regina, delegato energia di Confindustria. Ma queste parole centrano in pieno la principale, o almeno una delle due, criticità della filiera del riciclo e non solo: l’utilizzo degli scarti non riciclabili. Che per il riciclo della carta rappresentano circa il 7% di ogni chilo che entra in produzione (scarto di pulper).

Recuperare l’energia non è la sola cosa che si può fare con gli scarti, è vero, ma ancora gli impieghi alternativi sono pochi e solo il progetto Ecopulplast ha raggiunto risultati concreti e prospettive interessanti (pur essendo fermo da due anni).  E dunque, anche al netto degli altri utilizzi, una parte certamente potrebbe e può aiutare a risolvere l’altra grande criticità: l’energia. L’industria cartaria è infatti tra le più energivore e per questo chiede aiuto per “ridurre il prezzo del gas”, lamentando che “altrimenti non potrà svolgere il suo ruolo essenziale”.

L’Assemblea di quest’anno segna il passaggio di testimone tra Girolamo Marchi, presidente uscente Assocarta, al neo eletto dall’Assemblea dei Soci Lorenzo Poli (AD Cartiere Saci) e alla nuova squadra dei Vice Presidenti. Paolo Culicchi è stato inoltre eletto Presidente Onorario.

Per Girolamo Marchi “l’industria cartaria italiana è un ecosistema essenziale e flessibile, che in una fase straordinaria, ha saputo continuare a svolgere i suoi tanti mestieri: dall’alimentare, all’igiene, all’informazione, alle nuove carte “virucide”, utilizzate per la produzione di mascherine, continuando, peraltro, a svolgere il suo ruolo fondamentale di riciclatore nell’ambito del sistema dell’#economiacircolare nazionale”.

“In questo contesto” ha aggiunto Marchi “il gas rimane un combustibile essenziale per la transizione energetica dell’industria cartaria, in Europa il 70% della capacità di riciclo installata utilizza gas naturale: una percentuale che raggiunge il 100% in Italia”. Ma il gas – sebbene sia il più pulito tra i combustibili fossili – ha un elevato impatto climatico e dunque è importante valorizzare al massimo il biogas, ma non solo. Gli scarti del riciclo sono un altro ottimo esempio.

In anticipo sul dibattito che si è sviluppato,intorno al #GreenDeal, il settore cartario italiano ha infatti già presentato un proprio Decalogo: promuovere la cogenerazione ad alta efficienza con l’obiettivo di renderla “carbon neutral”. La cogenerazione fornisce, infatti, fabbisogni che non possono essere coperti con altre fonti. Il DL Rilancio, in fase di conversione, contiene misure importanti per poter accedere al regime di sostegno in corso d’anno e l’allungamento al novembre 2020 dell’anno d’obbligo, con significativi effetti positivi sulla visibilità negli investimenti in cogenerazione per il 2021. Inoltre, come detto, recuperare energia dagli scarti significa chiudere il ciclo del riciclo e ridurre l’impiego di fonti fossili, oltre a promuovere la capacità di riciclo nazionale.

Il differenziale di prezzo, rispetto ai competitor, continua a mantenersi su valori intorno a 2 euro/MWh (2,15 euro/MWh in aprile 2020) con una penalizzazione in termini percentuali che è il 25% del prezzo del combustibile.

La situazione è aggravata dal continuo aumento del peso degli oneri accessori che sono caricati sulle bollette delle cartiere italiane per il supporto alle politiche di “decarbonizzazione”. Questi oneri non sono previsti nei Paesi europei principali competitor italiani. Si tratta di altri 2 euro/MWh.

“Nonostante le norme europee prevedano la possibilità, per gli Stati membri, di ridurre il peso di tali oneri nelle bollette delle imprese “energivore” e la legge italiana abbia già previsto l’attuazione di queste misure (legge 20 novembre 2017, n. 167), il Ministro dello Sviluppo Economico non ha ancora completato l’iter di perfezionamento di tali misure di sgravi determinando, quindi, il perdurare dello svantaggio competitivo a danno delle imprese cartarie italiane” evidenzia Marchi “se siamo essenziali dobbiamo esserlo sempre e soprattutto rimanere competitivi nei mercati europei ed internazionali”.

Girolamo Marchi ha poi illustrato la congiuntura del settore cartario italiano, che nei primi quattro mesi del 2020/2019 ha visto un calo della produzione del 2,4% (aprile -4,3%) con andamenti diversificati per i vari comparti. Le carte grafiche registrano un calo del 15,4% (aprile -25%), mentre le riviste di settore indicano una caduta della domanda del 39% nell’Europa Occidentale. Resistono le carte per usi igienico-sanitari del 2,3% (e in aprile +5,2%) e quelle per il packaging del 2,5% (aprile +4,5%). Più contenuto l’arretramento delle carte speciali – 1% (aprile – 17,7% ).

Fonte: GreenReport

Osservatorio Comieco-Ipsos: ’ La raccolta differenziata si conferma indicatore importante di responsabilità civile’

Dall’Osservatorio Comieco-Ipsos 2020 emerge il risveglio del senso civico degli italiani. Il lockdown sembra aver mitigato l’inclinazione al “familismo amorale” a favore di atteggiamenti più rispettosi nei confronti della collettività

Comiecoha reso disponibile l’edizione 2020 dell’Osservatorio sul Senso Civico degli Italiani realizzato in due tranche, una a febbraio e la seconda a maggio 2020in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Ipsos. Svolta a cadenza annuale o biennale dal 2001, l’indagine Comieco-Ipsos di quest’anno fornisce un contributo analitico e di conoscenza particolarmente significativo a fronte dell’evento globale che ha contrassegnato il primo semestre 2020: l’epidemia di COVID-19.

Malgrado lo stravolgimento della quotidianità dovuto all’emergenza sanitaria, 1 italiano su 2 ha dichiarato di prestare maggiore attenzione alle abitudini che hanno a che fare con le regole di convivenza civile. Tra queste spicca la raccolta differenziata che per il 30% degli intervistati è stata fatta anche più diligentemente” – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco. “In particolare La filiera della raccolta differenziata di carta e cartone ha continuato a garantire l’efficienza del riciclo anche in piena pandemia. Solo nei mesi di marzo, aprile e maggio Comieco ha erogato ai Comuni in convenzione per i servizi di raccolta oltre 30 milioni di euro. In definitiva possiamo dire con orgoglio che tutto il sistema della raccolta differenziata ha tenuto in un momento difficile, anche grazie all’impegno e alla collaborazione dei cittadini”.

Noi & gli altri prima e dopo la “Fase 1”

Lo spartiacque costituito dalle drastiche misure di distanziamento sociale emerge chiaramente nella crescita dell’attenzione e della fiducia degli italiani nei confronti degli altri e della collettività. Rispetto a prima dell’epidemia, infatti, cala di 4 punti – dal 26% al 22% – la percentuale di coloro che considerano che la principale responsabilità di una persona sia verso la propria famiglia e non verso la collettività. È lecito perciò affermare che la pandemia abbia mitigato quella inclinazione al “familismo amorale” che era aumentata costantemente da inizio millennio (11% nel 2001, 28% nel 2018), accelerando peraltro un trend in discesa già in atto.

Rispetto alla rilevazione di febbraio, inoltre, cresce il consenso verso affermazioni di fiducia nei confronti degli altri (+4%).

Responsabilità civile

Messi di fronte alla situazione emergenziale del tutto inedita, gli italiani hanno riscoperto una rinnovata responsabilità civile che conferma, tuttavia, la sua origine nella sfera privata. Il campione Ipsos, infatti, è omogeneo nell’indicare come fonte del senso civico i valori individuali (79%) che si formano principalmente  all’interno della famiglia (65%): fondamentale in questo senso è insegnare fin da piccoli a prendersi le proprie responsabilità nei confronti della collettività (72%). Ma nella formazione del senso civico cresce anche il ruolo chiave riconosciuto all’educazione (51%+1%) mentre è secondaria la rilevanza attribuita alle sanzioni (42%, -2%).

È interessante notare come l’indagine Comieco-Ipsos metta in luce un tangibile miglioramento nella percezione della classe dirigente come esempio di senso civico. Chiusa la Fase 1, infatti, la percentuale di quanti si dichiarano molto/abbastanza d’accordo nel guardare alla classe dirigente come esempio, pur rimanendo su livelli piuttosto bassi, è comunque passata dal 14 al 25%.

Il lockdown ha confermato il ruolo della raccolta differenziata come espressione del senso civico

La raccolta differenziata, espressione elettiva del senso civico inteso come attenzione all’ambiente e alla collettività, non ha subito battute d’arresto a causa del lockdown.  La maturazione della sensibilità ambientale avvenuta nell’arco di 15 anni – con l’attenzione alla qualità dell’ambiente che sale al terzo posto nelle priorità degli italiani accanto a “sicurezza e “amore” e l’aumento dal 65 al 91% per quanto riguarda l’attenzione nel differenziare carta e cartone – è confermata dall’indagine demoscopica. Ben l’88% dichiara che farsi carico della raccolta differenziata è un gesto utile alla collettività a maggior ragione perché fatto in assenza di benefici economici individuali.

Fonte: Eco dalle Città

Anci-Conai, rinnovato l’allegato per gli imballaggi in carta: passerà a 128 euro/t nel 2025

In vigore dal 1° maggio, prevede anche un aumento della percentuale di imballaggio riconosciuto per la raccolta domestica e introduce strumenti per la tracciabilità dei rifiuti

Comieco, ANCI e CONAI hanno sottoscritto il nuovo Allegato Tecnico Carta, l’accordo che disciplina i rapporti, anche economici, tra Comieco e i Comuni in convenzione per la gestione dei rifiuti di imballaggio cellulosico. Comieco è il primo tra i Consorzi a sottoscrivere il nuovo Allegato tecnico, in vigore dal 1° maggio e valido per i prossimi 5 anni, che prevede importanti novità per rendere la raccolta differenziata di carta e cartone sempre più efficiente, adeguando il contributo economico per i Comuni con l’80% dei costi, in linea con le nuove direttive Europee, assicurando l’avvio a riciclo su tutto il territorio nazionale, tra queste l’ aumento dei corrispettivi economici riconosciuti ai Comuni in convenzione. Il contributo per l’imballaggio in carta e cartone (raccolta selettiva) passerà da subito da 98,91 €/t a 115 €/t, per aumentare progressivamente fino a raggiungere i 128 euro a tonnellata.
 
Ecco alcuni delle principali novità derivanti dall’accordo:
           
Aumento della percentuale di imballaggio cellulosico riconosciuta nel circuito della raccolta domestica (congiunta) – Dal 35% al 40% per poi arrivare al 44% a regime con conseguente aumento del corrispettivo che per il 2020 passa da 34,62 euro/t a 46 euro/t. Si tratta di un segnale importante che recepisce il cambiamento nelle abitudini degli Italiani che da una parte consumano meno carta grafica e dall’altra ricorrono sempre più a forme di acquisto online.
           
Confermata la garanzia di ritiro volontario della componente di carta grafica non imballaggio – Prevista una remunerazione che varia in funzione delle quotazioni della carta da macero sul mercato ma sconta gli eventuali costi di lavorazione a valle. Resta quindi confermato l’impegno al ritiro anche del materiale cellulosico non imballaggio (le cosiddette Frazioni Merceologiche Similari) che Comieco ha sempre garantito anche in condizioni di mercato dove la carta da macero ha avuto valore negativo, allineandone la valorizzazione al mercato.
           
Incremento significativo delle verifiche merceologiche –  Serviranno a garantire una maggiore qualità del materiale avviato a riciclo e, di conseguenza, una ancora maggiore efficienza complessiva della filiera volta a stimolare un miglioramento della qualità in fase di raccolta e a supportare un corretto comportamento del cittadino.
                       
Rafforzamento del sistema di tracciabilità della carta e del cartone raccolti per Comune – Per identificare l’origine del macero avviato a riciclo e implementare azioni di continuo miglioramento per tutto il ciclo.

Introduzione di specifiche regole per la presa in carico della raccolta imballaggi effettuata sulle superfici privati. In ottemperanza al principio di sussidiarietà al mercato che ispira l’attività di Comieco a garanzia della concorrenza.
 
Queste novità consolideranno ulteriormente un sistema di gestione della raccolta differenziata che, anche in un periodo di grande difficoltà come la pandemia da coronavirus, non ha subito rallentamenti ma anzi ha continuato a crescere e a garantire il ritiro e il riciclo di carta e cartone su tutto il territorio nazionale, Isole comprese. Le stime per il 2020 mostrano infatti un incremento di circa il 3% della raccolta differenziata di carta e cartone, che si dovrebbe assestare sui 3,5 milioni di tonnellate di cui 2,5 milioni gestite da Comieco (+24% rispetto al 2019)

Assocarta e Legambiente: “Riciclo e raccolta differenziata della carta attività essenziali”

Assocarta e Legambiente sono usciti sui quotidiani nazionali del 23 aprile con una dichiarazione congiunta per chiedere al Governo che la raccolta differenziata e riciclo della carta vengano riconosciute come attività essenziali e strategiche per l’Italia.

Chiediamo al Governo e alle Autorità che le raccolte differenziate della carta vengano considerate essenziali nella gestione dei rifiuti, anche in questa fase di emergenza, e per lo sviluppo dell’Economia circolare italiana. In questo modo sarà possibile mantenere i livelli produttivi richiesti di carte per imballaggio per usi alimentari e farmaceutici, la consegna delle carte per uso igienico sanitario, quelle per uso medicale, per l’informazione e assicurare che l’Economia circolare continui a svolgere il suo ruolo al servizio del Paese nella fase dell’emergenza e in quella successiva della ripresa”affermano, nella dichiarazione congiunta, il Presidente di Assocarta, Girolamo Marchi e il Presidente di Legambiente, Stefano Ciafani che ringraziano cittadini, comuni e imprese che contribuiscono alle raccolta differenziata e all’ Economia circolare in Italia.

Nell’attuale contesto di emergenza, le raccolte differenziate della carta stanno rallentando per motivi organizzativi, mentre alcuni flussi, a causa del fermo imposto alla stragrande maggioranza della attività, sono venuti a mancare.

A fianco della dichiarata essenzialità dell’industria cartaria, le raccolte differenziate della carta devono essere considerate centrali nelle azioni del Governo e delle diverse Autorità.

Il ‘principio di prossimità’ previsto dalla normativa vigente, non solo è un criterio per ridurre i movimenti di rifiuti, ma anche per sviluppare l’Economia circolare nel nostro Paese. L’industria della carta svolge un ruolo strategico nell’economia circolare del Paese: ogni anno più di 5 milioni di tonnellate vengono riciclate dagli stabilimenti italiani (10 tonnellate al minuto) e nell’imballaggio in carta il riciclo supera ormai l’80%. Con investimenti in via di completamento che amplieranno la capacità di riciclo, l’industria della carta italiana realizza concretamente e quotidianamente l’Economia circolare nel nostro Paese.

Carta. Unirima: l’emergenza Coronavirus si aggiunge allo ‘allo stato di crisi in cui versa il nostro settore da mesi’

“Le recenti vicende che si aggiungono allo stato di crisi in cui versa il nostro settore da mesi” hanno indotto Unirima ad inviare due lettere (di cui alleghiamo due estratti).

Al Ministro Delle Finanze, al Ministro Dello Sviluppo Economico e al Ministro Dell’Ambiente ed avente ad oggetto: richiesta interventi urgenti a supporto del settore recupero/riciclo nella quale chiediamo, oltre ad interventi urgenti di natura economico-finanziaria anche la modifica delle tempistiche di invio del MUD e delle attività di registrazione di FIR registri di carico e scarico

Abbiamo informato da tempo e istituzioni della profonda crisi che da oltre un anno sta affliggendo il nostro comparto industriale determinata dal crollo delle esportazioni verso la Cina, principale Paese di destinazione, con una conseguente caduta dei prezzi di mercato della materia prima secondaria (prezzo cartone = -90% da gennaio 2019 a gennaio 2020) per eccesso di domanda rispetto all’offerta. Il comparto della carta da macero è un anello chiave nelle strategie di sostenibilità della filiera cartaria e può dare un contributo significativo agli obiettivi di sviluppo dell’economia circolare del nostro Paese. Riteniamo pertanto sia fondamentale sostenere l’industria del recupero materia dai rifiuti, in linea con le direttive sull’Economia Circolare e le strategie europee del “Green New Deal”, quindi sostenere il mercato delle materie prime secondarie e l’uso di prodotti contenenti materiali da riciclo anche mediante fiscalità̀ agevolata, dato che la catena del riciclo riduce le emissioni climalteranti apportando indubbi benefici ambientali.

Vi chiediamo pertanto di intervenire con urgenza a supporto di tale fondamentale e indispensabile comparto industriale della green economy italiana, che sta subendo anche le conseguenze connesse al diffondersi del coronavirus, agendo intanto con provvedimenti immediati che di seguito vi riportiamo, sia di carattere economico-finanziario che di deroga ad adempimenti normati, volti a salvaguardare le imprese ed i lavoratori della filiera del riciclo meccanico della carta:

• sospensione per il 2020 mesi dell’imposizione fiscale a carico delle imprese;
• sgravi fiscali facili da applicare come la riduzione del costo dell’energia elettrica;
• disposizione alle banche per dare maggior credito alle imprese del settore;
• favorire i mercati di sbocco delle materie prime seconde supportando l’export con accordi bilaterali.

Data la riduzione del personale che svolge mansioni tecnico-amministrative, come da disposizioni di cui al comma 7 art. 1 del DPCM 11 marzo 2020, alle suddette richieste aggiungiamo le seguenti indirizzate specificamente al Ministro dell’Ambiente affinché emetta un provvedimento urgente volto a modificare la tempistica di cui alla parte IV del D.lgs 152/06 dei seguenti adempimenti:

• prorogare la scadenza dell’invio del MUD almeno al 31 luglio 2020;
• deroga alla tempistica di registrazione Formulari Identificazione Rifiuti e registri di carico e scarico.

Al Commissario Straordinario per l’emergenza Coronavirus e al Capo della Protezione Civile avente ad oggetto l’urgente richiesta DPI (mascherine) per addetti del settore gestione impianti di trattamento rifiuti

Come previsto dal D.lgs 152/06, art. 177 comma 2 “La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse”, inoltre le autorizzazioni al trattamento dei rifiuti rilasciate alle nostre imprese per l’esercizio dell’attività comportano “la dichiarazione di pubblica utilità” ai sensi dell’art. 208, comma 6 del D.lgs 152/06, pertanto il nostro settore deve essere garantito al fine di evitare emergenze nei servizi di raccolta dei rifiuti.

Il personale addetto alle mansioni lavorative nei suddetti impianti usa regolarmente, come previsto dalla vigente normativa sulla sicurezza del lavoro, dispositivi di protezione individuale tra i quali le mascherine tipo FFP2.

Data la generale situazione di emergenza connessa al diffondersi del virus Covid-19, il costo delle mascherine non solo è oltremodo lievitato con conseguenti danni economici per chi ne deve far uso per rispettare le normative del settore ma, come riferitoci dalle imprese nostre associate, sta diventando sempre difficile reperirle. Le normali scorte di magazzino sono quasi esaurite ed il rischio è quello di non poter garantire per il nostro personale sia le disposizioni normative ex D.Lgs 81/2008 e s.m.i. che quelle connesse ai recenti decreti ministeriali.

Vi chiediamo pertanto di intervenire con urgenza a supporto delle nostre imprese prevedendo per il nostro settore una fornitura specifica di mascherine, al fine di garantire lo svolgimento delle attività ed evitare il fermo di tale comparto della gestione dei rifiuti che rappresenta un “servizio pubblico” e che pertanto non dovrebbe essere interrotto.

Fonte: Eco dalle Città

Stati generali della carta da macero: ‘In crisi uno dei principali cardini dell’economia circolare italiana’

Il settore del riciclo della carta è in crisi. Tra mercati saturi, esportazioni bloccate e carenza impiantistica (cartiere), il comparto rischia la paralisi completa. In Italia ogni anno si producono circa 6,6 milioni di tonnellate di carta da macero, oltre la metà di tale materia prima secondaria proviene dalle raccolte differenziate di carta e cartone delle attività commerciali, artigianali ed industriali, sono quindi rifiuti speciali, mentre il resto, pari a circa 3,5 milioni di tonnellate, proviene dai rifiuti urbani. Una parte della carta da macero prodotta è destinata alle cartiere italiane (circa 4,8 milioni di tonnellate) mentre il resto viene esportato. Da circa 15 anni, dunque, il nostro Paese è un esportatore netto di quei quantitativi di carta da macero che nel sistema economico nazionale rappresentano un “surplus” rispetto al fabbisogno interno delle cartiere.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un notevole incremento delle quantità di carta proveniente dalle raccolte differenziate (sia “speciali” che “urbani”), in linea con i target delle direttive europee, a cui non ha fatto seguito un pari incremento della capacità delle cartiere nazionali. Questo surplus, arrivato a circa 1,9 milioni di tonnellate nel 2018, è stato finora assorbito principalmente dalla Cina e da altri paesi asiatici. Ma il blocco delle importazioni da parte del governo cinese, connesso anche la guerra con gli Stati Uniti nonché all’incremento del loro sistema interno di raccolta, hanno di fatto portato al calo drastico delle nostre esportazioni di carta da macero. Basti pensare che, se negli anni 2015 e 2016 venivano esportate in Cina oltre un milione di tonnellate di carta da macero, nel 2019 le esportazioni sono scese sotto le 250.000 tonnellate. Inoltre, gran parte del materiale americano che veniva utilizzato nel mercato cinese, è stato dirottato su altri mercati causandone la completa saturazione.

La crisi del settore, però, interessa non solo l’Italia ma tutta l’Europa che ha un surplus di produzione di carta da macero rispetto alla capacità delle cartiere europee pari a circa 8 milioni di tonnellate. «Tutte le criticità segnalate – dichiara Fabio Montinaro, componente Consiglio Direttivo di Unirima – sono ancor più gravi se contestualizzate nei territori del mezzogiorno e delle isole, dove, a fronte di incrementi sempre più importanti nelle percentuali di raccolta differenziata, non sempre corrispondono livelli di qualità accettabili. A ciò si aggiunga la cronica penuria infrastrutturale e la maggiore distanza dai mercati di riferimento del settore rispetto al centro-nord».

L’assenza di uno sbocco sul mercato per la carta da macero ha causato un crollo netto dei prezzi, nel 2019 molte tipologie di carta da macero non trovano più una negoziazione o la trovano a valori residuali. Nel caso del cartone, ad esempio, il prezzo da gennaio a dicembre 2019 è sceso dell’88%, toccando il minimo da sempre.

Inoltre il Contributo Ambientale Conai (CAC), che nel 2014 era sceso a 4,00 € a tonnellata ed è rimasto tale fino al 2017, a causa di tale situazione dal 1 gennaio 2020 è passato a 35,00 € a tonnellata con un incremento del 40% rispetto al 2019 e del 250% rispetto al 2018.

«La filiera della carta – commenta il Vicepresidente di Unirima Pio Savoriti – e nello specifico la nostra attività di raccolta e recupero, sono sempre state una eccellenza. Siamo ormai da anni degli ottimi raccoglitori e recuperatori, in termini di quantità e soprattutto di qualità: la produzione di materia prima seconda “nostrana” ammonta a circa 13 ton/min. L’Italia ne ricicla circa 10 ton/min e attualmente c’è un surplus di 3 ton/min che in 1 anno fa oltre 1,5 milioni di tonnellate: abbiamo quindi bisogno di nuove cartiere e di export, in poche parole di sbocchi. Ne va delle tasche degli Italiani e delle imprese ma soprattutto dell’ambiente».

Unirima sta da mesi ponendo all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica tale grave situazione del nostro comparto industriale, in ultimo il comunicato stampa del 25 novembre scorso. Cosa c’è da fare a medio lungo-termine lo abbiamo già scritto nel nostro Rapporto 2019 pubblicato a luglio con le nostre proposte di policy per una reale circular economy. Ma intanto il nostro comparto rischia adesso di essere schiacciato sia per la perdita di importanti quote di mercato, a causa dei sempre più frequenti casi di assimilazione di rifiuti speciali ai rifiuti urbani (spostamento della gestione dei flussi di rifiuti speciali con costi a carico del produttore verso gli urbani che ricevono i corrispettivi dei consorzi di filiera del Conai), sia per il rischio, sempre più concreto, di blocco totale degli impianti per mancanza di sbocco al materiale in uscita, a cui si aggiungono bilanci pesantemente intaccati con imprese che hanno già chiuso o sono sul punto di farlo con la conseguente perdita di migliaia posti di lavoro. Nel frattempo, la politica tace, malgrado tre audizioni parlamentari durante le quali abbiamo ampiamente esposto la problematica che sta impattando pesantemente sul nostro settore.

Se la politica industriale vuole veramente puntare sull’economia circolare e sulla sostenibilità dovrebbe supportare con più decisione il settore industriale del recupero di materia dai rifiuti. Spiega Giuliano Tarallo, Presidente di UnirimaL’industria italiana ed europea del recupero/riciclo non può più sopportare tali condizioni di mercato per un terzo anno consecutivo a cui si aggiungono barriere normative ed aumento dei costi di gestione connessi all’ eccesso di burocrazia. Nel breve termine, in attesa dell’incremento delle capacità annunciate dal settore cartiere, visto lo sviluppo notevole delle raccolte differenziate finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di riciclo fissati dalle nuove direttive europee, urgono interventi urgenti e rapidi volti a favorire l’export e fermare l’applicazione di restrizioni commerciali per ripristinare un accesso libero ed equo ai mercati internazionali necessario per bilanciare domanda e offerta. Chiediamo inoltre un controllo ed una maggiore attenzione verso fenomeni di assimilazione di dubbia legittimità.

fonte. Eco dalle Città

Assocarta: ‘Il riciclo della carta non è in crisi, ogni minuto vengono riciclate 10 tonnellate di carta’

“La capacità europea di riciclo della carta aumenterà di 5,7 milioni di tonnellate nel 2019-2021 e coprirà, da sola, i due terzi dell’export europeo in Cina. Anche l’industria cartaria italiana darà il suo contributo con nuove capacità in via di realizzazione” commenta così Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta alcuni articoli apparsi sulla stampa che fanno riferimento al mercato del riciclo della carta come saturo e che a pagare saranno i cittadini “Le cartiere continuano a produrre in un mercato più difficile rispetto ad un anno fa ed ogni minuto vengono riciclate 10 tonnellate di carta al minuto in Italia, che potranno diventare 12, quando potranno partire le nuove capacità produttive per più di 1 milione di tonnellate”

L’industria cartaria italiana non ha però alcun interesse nell’attuale situazione del mercato delle carte da riciclare, che non riguarda peraltro tutte le tipologie e più in generale gli approvvigionamenti di fibre.

L’intenzione cinese di limitare le importazioni di rifiuti e di carta da riciclare, era stata annunciata ampiamente e non può essere considerata una sorpresa. Negli anni passati i commercianti di rifiuti e materiali per il riciclo sono stati “abituati” da attraenti mercati asiatici, con prezzi fissati da soggetti che, spesso, prescindevano dai meccanismi dell’economia di mercato.

“Di fronte ad un cambiamento strutturale nel mercato dei rifiuti e delle materie prime secondarie, rimane sorprendente come non si colga l’occasione a livello di Paese per chiudere il ciclo in Italia e non si sblocchino, finalmente, gli iter autorizzativi che amplierebbero la capacità di riciclo di carta, come ad esempio quello di Mantova” ggiunge Medugno, che precisa “Il sistema Conai Comieco, nel rispetto del principio di sussidiarietà al mercato, sta intervenendo dove richiesto dai Comuni per assicurare i ritiri del materiale carta a livello comunale, senza costi per i cittadini”.

La collaborazione con partner che forniscano in un mercato stabile, carta da riciclare di qualità e in quantità sufficiente è essenziale e le cartiere e il sistema consortile della filiera della carta sono da sempre impegnate a ritirare i materiali della raccolta differenziata urbana.

“Occorre a questo punto incidere sul “recycling habitat” e cioè sulle relative strutture amministrative e impiantistiche che ne fanno parte ed é inutile lamentarsi che piove se non proviamo almeno ad aprire – come sistema – l’ombrello che abbiamo“ Conclude Medugno che indica una strategia in cinque mosse:

 

  1. lo sblocco degli iter autorizzativi che ampliano il riciclo (ad esempio quello di Mantova)

  2. la veloce applicazione della norma dell’EoW caso per caso, diventata legge all’inizio di novembre;

  3. la disponibilità di impianti che recuperino e smaltiscano gli scarti del riciclo,

  4. il varo dell’End of Waste “Carta” e di quello “Scarto di pulper”;

  5. Infine, ma non meno importante, il miglioramento della qualità delle raccolte differenziate in significative aree del Paese.

Sciogliere i nodi sopra indicati contribuisce a migliorare il mercato della carta da riciclare, ma soprattutto il sistema dell’economia circolare in Italia rilanciando occupazione e sviluppo.

Unirima: ‘Il mercato del riciclo della carta è saturo e non c’è più sbocco’

La crisi del settore del riciclo della carta sembra inarrestabile e sta mettendo in ginocchio i gestori degli impianti di trattamento rifiuti che ricevono le raccolte differenziate di carta e cartone provenienti sia dai Comuni (rifiuti urbani) che da attività commerciali, artigianali, industriali e terziarie (rifiuti speciali) e che producono la Materia Prima Secondaria conforme alle norme di settore (c.d. “carta da macero”) per le cartiere.

Questa difficoltà è dovuta sostanzialmente al fatto che, soprattutto in Italia, ad un notevole incremento delle quantità di carta proveniente raccolte differenziate, in linea con i target delle direttive europee, non ha fatto seguito un pari incremento della capacità ricettiva delle cartiere.

Il surplus dovuto all’incremento delle raccolte differenziate è stato negli ultimi 15 anni assorbito dalla Cina (ed altri paesi asiatici) che però recentemente hanno sviluppato un proprio modello di economia circolare e hanno di fatto cessato il consumo di materiale proveniente dalle raccolte differenziate degli altri paesi. Ad appesantire ulteriormente la situazione ci sono i cambiamenti dello scenario internazionale, intervenuti a seguito della guerra commerciale fra Cina e USA, e la congiuntura economica sfavorevole a livello globale.

Pertanto, il comparto industriale degli impianti di recupero/riciclo – che rappresenta uno dei principali cardini dell’economia circolare italiana con tassi di riciclaggio elevatissimi (sono stati raggiunti con anni di anticipo gli obiettivi di riciclo previsti dalle direttive europee) – rischia la paralisi dovuta a due fattori: da un lato l’incremento delle raccolte differenziate di carta e cartone e dall’altro l’assenza di sbocchi per la carta in uscita dagli impianti di recupero/riciclo (i nostri associati).

Il surplus di materiale sta diventando tale che molte tipologie di carta da macero non trovano più una negoziazione o la trovano a valori residuali, prova ne sono le ultime rilevazioni della Camera di commercio di Milano in cui alcune voci non sono quotate e altre hanno rilevazione pari a zero mentre il cartone da gennaio ad ottobre 2019 è sceso del 75% arrivando a minimi storici.

Tutto questo potrebbe portare a breve alla sospensione dei conferimenti delle raccolte differenziate negli impianti di recupero/riciclo carta. L’associazione si sta attivando per coinvolgere tutti i soggetti interessati alla soluzione del problema ma a tutt’oggi non è stata intrapresa alcuna iniziativa concreta ed il rischio di vedere il blocco del sistema di recupero/riciclo della carta diventa ogni giorno più concreto.

fonte: Unirima

Situazione del settore europeo riciclo carta: la nota di ERPA/EuRIC e il position paper di Assocarta

ERPA, il ramo della carta di EuRIC la federazione europea delle associazioni riciclo, torna a suonare il campanello d’allarme sulla “situazione critica del settore riciclo carta europeo”. Il testo, rilanciato in Italia da Unirima (che aderisce e partecipa a ERPA), riporta i numeri del divario in Europa fra domanda e offerta di carta (+ 8 milioni di tons carta recuperata in eccesso) e riprende punti e temi evidenziati anche da Unirima in questi mesi e posti all’attenzione di EuRIC pure nel corso dell’ultima assemblea ERPA a Dusseldorf.

Situazione del settore europeo riciclo carta: la nota di ERPA/EuRIC e il position paper di Assocarta“Il surplus di carta da macero europeo è strutturale da oltre dieci anni e con prezzi in calo dopo la chiusura del mercato cinese le conseguenze sulle imprese del settore sono pesanti e mettono a repentaglio la loro sopravvivenza” fa notare Unirima (nella foto il grafico riportato nel documento con l’andamento in calo dei prezzi 2017/2019).

Sullo stesso tema è intervenuta anche Assocarta con un position paper. “La capacità europea di riciclo della carta aumenterà di 5,7 milioni di tonnellate nel 2019-2021 e coprirà, da sola, i due terzi dell’export europeo in Cina. Anche l’industria cartaria italiana darà il suo contributo con nuove capacità in via di realizzazione, qualche volta colpevolmente bloccate a livello locale” sottolinea l’Associazione di categoria. “Oltre al miglioramento della qualità, gli aumenti di capacità, lo sblocco degli iter autorizzativi e la disponibilità, a prezzi ragionevoli, di impianti che recuperino e smaltiscano gli scarti del riciclo e il varo dell’End of Waste, soprattutto in Italia, possono dare una forte contributo al miglioramento del mercato delle carte da riciclare.

Dichiarazione ERPA/EuRIC sulla situazione critica del settore europeo riciclo carta

Qui la dichiarazione completa: ERPA Statement on the critical situation faced by the European paper recycling sector

Qui la dichiarazione EuRIC richiamata nel documento e che riguarda lo sviluppo del settore riciclo carta europeo: ERPA_Statement_June2018

La posizione di Assocarta sull’attuale mercato della carta da riciclare