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RASSEGNA STAMPA – Boom della differenziata e niente rifiuti in discarica

Policoro: il sindaco Rocco Leone è trionfante: «Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata. Oggi siamo al 70%»

Il Comune jonico è il più riciclone della Basilicata, l’unico che non smaltisce i rifiuti solidi urbani in discarica. Tanto che è stato il solo ad essere escluso dall’ultimo decreto del presidente della Regione, Marcello Pitttella, dal conferire all’inceneritore “La Fenice”, di Melfi. Il sindaco Rocco Leone (FI) è trionfante: «Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata. Oggi siamo al 70%. Ed abbiamo eliminato la discarica. Siamo disponibili a mettere a disposizione il nostro modello per quanti vorranno seguirlo. La bellissima Basilicata può essere liberata dalle discariche».

Il “modello Policoro” di raccolta differenziata è basato su contenitori con microchip personalizzati consegnati a famiglie ed attività imprenditoriali. Ogni notte, domenica esclusa, i “produttori” lasciano i rifiuti, differenziati, davanti ai portoni per lo scarico da parte della ditta incaricata.

«Così – ha spiegato il primo cittadino – noi raccogliamo l’umido e lo portiamo a Ginosa, dato che in Basilicata non c’è un centro per la trasformazione in compost. Se in discarica ci costava 180 euro a tonnellata, in Puglia 100. In campagna, poi, abbiamo ridotto la tassa del 33% per chi non consegna l’umido. I coltivatori si fanno il compost da se. Carta, cartone, plastica, li portiamo al Conai di Altamura, recuperando un po’ di soldi. Come per il vetro che conferiamo al consorzio Corepo di Trani. Ci fossero centri raccolta in regione risparmieremmo sui trasporti. Purtroppo, manca da noi un piano per il conferimento dei rifiuti differenziati. I metalli, ma sono poca roba, li mandiamo ad un centro di Ferrandina compensando lo smaltimento di rifiuti ingombranti e carcasse di elettrodomestici».

L’indifferenziato, allora, non esiste più a Policoro? «Esiste – ha risposto il nostro interlocutore – ma, essendo un indifferenziato pulito, privo di inquinanti, lo conferiamo, sempre a Ferrandina, ad un centro a circuito energetico che lo trasforma in ecoballe. Paghiamo 160 euro a tonnellata e non 180 come in discarica». Insomma, il risparmio è assicurato anche per i cittadini in abbinamento alla tutela dell’ambiente. Policoro aspetta il premio di comune riciclone da Legambiente. Leone: «È la nostra risposta ai tuttologi e ai maestri di iattura. Quando si lavora con competenza e onestà intellettuale il tempo è maestro e la verità esce allo scoperto».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

 

RASSEGNA STAMPA – Nuovo piano rifiuti a Ragusa

Il Consiglio comunale ha approvato la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia del Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale, il relativo quadro economico e i conseguenti atti di gara. Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio l’Esper, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, evidenzia che “il servizio porta a porta sarà esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione a ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali; il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta)”. “La riorganizzazione del servizio – secondo l’Esper – e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano”. Attilio Tornavacca, direttore della Esper, dichiara che “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato e ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di Esper stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea Cense”.

Fonte: telenovaragusa.com

Filiera rifiuti e occupazione. RD: se l’Italia rispettasse gli obiettivi europei, 50.000 posti di lavoro in più

Pubblichiamo una sintesi dello studio di ESPER sulle possibilità lavorative legate ad una corretta gestione dei rifiuti

Studio elaborato da Ezio Orzes, Lucia Michelini, Fabio Gasperini, Attilio Tornavacca e Salvatore Genova. Anno 2015

L’odierna politica ambientale dell’Unione europea sta puntando alla realizzazione di azioni connesse alla gestione dei rifiuti che portino ad un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse. Infatti, essendo la perdita di risorse preziose una costante delle nostre economie, la domanda di materiali finiti o scarsi continua ad aumentare con la conseguenza inevitabile che la pressione su queste risorse degrada e indebolisce l’ambiente. In questo contesto, l’Europa sta esortando le comunità ad agire per progredire verso un’economia maggiormente imperniata sul riutilizzo e sul riciclaggio di alta qualità delle risorse e molto meno sulle materie prime, la cosiddetta economia circolare.
Il presente studio si colloca in questo contesto, ponendosi come obiettivo quello di valutare le esternalità positive connesse alla gestione dei rifiuti urbani, analizzando, in particolare, i possibili posti di lavoro ottenibili dalle varie fasi di lavorazione dei RSU. A tal fine, sono stati ipotizzati vari metodi di calcolo che hanno portato alla definizione di tre ipotesi di bilancio.

Una prima ipotesi prevede degli scenari dove, ad una produzione costante di rifiuti urbani pari a quella registrata nell’anno 2013, corrispondono dei valori incrementali di %RD raggiungibili nell’intero territorio nazionale. Gli scenari proposti dall’analisi prevedono quattro livelli di %RD: 42,3% (situazione al 2013, in Italia), 65%, 70% e 80%. L’analisi, poi, applica ad ogni scenario di %RD dei coefficienti occupazionali ottenuti dalla media dei valori citati dalla letteratura e necessari per stimare i posti di lavoro potenzialmente ottenibili dalle attività di raccolta, riciclaggio, industria manifatturiera materie seconde, smaltimento in discarica e incenerimento. I risultati mostrano che con una RD pari all’80% si potrebbero creare un totale di 269.064 posti di lavoro, di cui 251.008 destinati alle attività di raccolta e industria manifatturiera delle materie seconde, 6.216 allo smaltimento in discarica e 11.840 all’incenerimento dei RSU. Questo calcolo mostra chiaramente come all’aumentare del grado di %RD, e a parità di produzione nazionale di RSU, corrisponda un diretto aumento delle unità lavorative connesse alle fasi di raccolta, riciclaggio, industria manifatturiera delle materie seconde, a discapito delle attività legate allo smaltimento in discarica e all’incenerimento dei rifiuti.

La seconda analisi fa una proiezione all’anno 2020 e per stimare i potenziali posti di lavoro applica ai dati di %RD e di produzione di rifiuti urbani degli anni 2013 e 2020 i coefficienti di conversione citati in letteratura per le attività di raccolta, trattamento rifiuti e per la lavorazione delle materie seconde. Dalla produzione totale di tonnellate di rifiuti urbani la presente analisi arriva a stimare la presenza di circa 69.110 posti di lavoro totali al 2013 e la possibile creazione di 118.088 posti al 2020. I risultati raggiunti illustrano che dal 2013 al 2020, a fronte di un ipotetico aumento della %RD dal 42,3 all’82%, il fabbisogno occupazionale legato alle attività di raccolta e trattamento e lavorazione delle materie seconde, potrebbe aumentare di circa 48.978 unità lavorative.

La terza ipotesi, infine,  si concentra in un primo momento sulla fase della raccolta/conferimento dei R.S.U. per passare poi ad analizzare le attività di post-raccolta/conferimento. Unendo i due aspetti dell’occupazione collegata ai RSU si ha il quadro complessivo delle opportunità di lavoro generate dai rifiuti. Per il territorio nazionale, raggiungendo i limiti indicati come obiettivo dalla legge (65%), si otterrebbero un totale di 126.550 posti di lavoro e, con una RD all’80%, ben 156.064. Questo scenario mostra che promuovere pratiche virtuose per ridurre lo spreco energetico e di materie prime attraverso il riuso e il riciclaggio, riduce la cattiva occupazione legata alle attività della gestione del secco (discariche e inceneritori) e fa crescere la buona occupazione.

Lo studio conclude che, attraverso una prima analisi del contesto tramite le fonti bibliografiche attualmente presenti e dalle stime successivamente eseguite, un modello economico-sociale dove sia privilegiata una gestione virtuosa dei rifiuti può avere degli effetti importanti per la ripresa economica del Paese e degli Stati membri in generale. Inoltre, i risultati ottenuti evidenziano che cogliere gli obiettivi UE sulla gestione efficiente delle risorse porterà a delle consistenti ricadute positive in termini occupazionali e che migliorare l’efficacia e la qualità delle pratiche di differenziazione dei rifiuti significa anche favorire filiere produttive di qualità, svuotando quelle a maggiore impatto ambientale e sociale come inceneritori e discariche.
In generale il presente rapporto enfatizza la necessità di (i) avere a disposizione dei dati certi di riferimento, dove le informazioni siano reperite non solo da fonti bibliografiche ma anche da studi legati a realtà locali, di (ii) trovare metodi standard di analisi e raccolta dati e di (iii) avere dei parametri condivisi di normalizzazione per iniziare a delineare un quadro conoscitivo di riferimento e, se non completo, quanto meno attendibile. Queste informazioni, se meglio approfondite, potrebbero rappresentare uno strumento decisivo per guidare legislatori e attori politici verso l’adozione di pratiche sostenibili per l’ambiente e che possano contribuire alla ripresa economica negli Stati membri.

IPOTESI 1: Possibili posti di lavoro ottenibili in Italia con vari scenari di %RD, per le attività di raccolta e industria manifatturiera delle materie seconde, smaltimento in discarica e tramite incenerimento.

IPOTESI 3: Posti di lavoro totali in Italia con una RD del 65% e 80%.

Scarica lo studio integrale (.pdf – 3MB)

10 anni di ESPER

Esper compie dieci anni. Abbiamo deciso di celebrare questa importante scadenza in compagnia dei nostri coetanei di Associazione Comuni Virtuosi pubblicando un libro che racconta i nostri “Dieci anni di percorsi virtuosi verso Riduzione, Riuso, Riciclo e Tariffazione Incentivante”.

Ma a raccontare tali percorsi sono intervenuti con le loro preziose testimonianze i reali protagonisti, gli attori principali di queste attività: amministratori e tecnici, presenti e passati. Tutti uniti da una caratteristica comune: sono stati il motore dei cambiamenti sul loro territorio.

L’introduzione e scritta da un compagno di strada eccellente: il premio Goldman Environmental Prize 2013 per l’ambiente Rossano Ecolini, presidente di Zero Waste Europe, Zero Waste Italy e coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori.

La pubblichiamo qui di seguito:

Da anni Zero Waste Italy lavora perché la strategia “rifiuti zero”, attualmente il modo più veloce ed economico attraverso cui i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi” e alla promozione della sostenibilità locale, sia diffusa ed ottenga nuove e numerose adesioni. Siamo convinti che la gestione sostenibile delle risorse passi attraverso il raggiungimento di tre obiettivi generali:
1. responsabilità dei produttori, a monte del processo produttivo: produzione e progettazione industriale;
2. responsabilità della comunità, a valle: modelli di consumo, gestione dei rifiuti e smaltimento;
3. responsabilità della classe politica, per coniugare responsabilità industriale e della comunità in un contesto armonioso.
Insomma riduzione, riuso e riciclo sono tre parole d’ordine di importanza fondamentale. Nel 1996, grazie al movimento “Non bruciamoci il futuro”, viene sconfitta l’ipotesi di costruzione di un inceneritore nel Comune di Capannori . Non ci accontentiamo del successo ma iniziamo a lavorare per la creazione di reali alternative all’incenerimento fondando il Centro di Ricerca Rifiuti Zero quale primo esempio di centro di questo genere in Europa. Proprio su questi temi abbiamo avviato un percorso a Capannori e nella nostra strada verso un futuro di sostenibilità abbiamo più volte collaborato con l’Associazione Comuni Virtuosi (di cui Capannori fa parte) e con i tecnici della ESPER nelle nostre iniziative di formazione tecnica degli aderenti al movimento rifiuti zero, in particolare quando abbiamo promosso l’introduzione della tariffazione puntuale nel Comune di Capannori ( uno dei 10 passi fondamentali della strategia verso rifiuti zero), anche grazie al prezioso e qualificato supporto tecnico della ESPER.
La tariffazione puntuale era l’obiettivo che, dopo l’adozione della raccolta porta a porta, ancora mancava a Capannori per garantire trasparenza ed equità contributiva agli utenti e permettere l’ulteriore ottimizzazione del servizio di raccolta con un conseguente contenimento dei costi e delle emissioni ad esso collegate. Un passo fondamentale, capace di scatenare reazioni sinergiche e virtuose non solo nella cittadinanza, ma anche nel tessuto produttivo. Le ormai numerose esperienze in Italia e soprattutto in Europa, come anche gli studi di ESPER riportati in questa pubblicazione, dimostrano: il meccanismo incentivante per cui si paga in base alla reale produzione di rifiuti, e dunque al reale utilizzo del servizio di raccolta, non modifica solo le abitudini del cittadino per quel che riguarda la raccolta e la gestione dei propri rifiuti, ma anche e soprattutto quelle di acquisto.
Anche a Capannori a seguito dell’adozione della Tariffa puntuale in cittadini privilegiano sempre di più l’acquisto di prodotti con meno imballaggi, con imballaggi facilmente differenziabili, di prodotti sfusi.
È quello che avviene dove la tariffa puntuale è attiva da molto tempo, come in Trentino Alto Adige. Gli esempi non mancano: la tariffazione puntuale è stata in grado, ovunque sia stata implementata, di attivare le migliori sinergie fra buone pratiche di riduzione, riuso e riciclo. Buone pratiche che devono essere condivise, diffuse, affinate ulteriormente. Questo è il lavoro che il movimento internazionale Rifiuti Zero (che in Italia conta su 218 amministrazioni locali impegnate ad applicare concretamente questa strategia) sta promuovendo incessantemente per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni ed anche l’azione di diffusione di buone pratiche che ESPER sta operando anche fuori dai confini nazionali, in Croazia, Slovenia e San Marino, sta contribuendo al consolidamento internazionale di questo percorso virtuoso.

Scarica “Dieci percorsi virtuosi verso Riduzione, Riuso, Riciclo e Tariffazione Incentivante”
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Ragusa – ll consiglio comunale approva all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento e gli atti di gara

Il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 17 dicembre ha approvato all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento per la raccolta rifiuti, i relativi atti di gara e la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia. Dopo anni di affidamenti diretti e proroghe (sistema che ha anche attirato l’attenzione della magistratura, come dimostra questo articolo del Corriere di Ragusa), il servizio è nuovamente messo a gara.
Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio si possono evidenziare i seguenti:

  • il servizio porta a porta esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione ad ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali nonché la contestuale di tutti i bidoni condominiali e dei cassonetti stradali;
  • il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta). Una modalità di tariffazione più equa (ogni cittadino pagherà in base ai propri comportamenti: più saranno virtuosi più basso sarà l’importo della bolletta), trasparente (i cittadini possono conteggiare i propri conferimenti e confrontarli con quelli riportati in bolletta), incentivante (per i cittadini più virtuosi, che si vedranno applicare degli sconti in bolletta per l’amministrazione che vedrà annullarsi o quasi i casi di contestazione, per l’azienda che avrà la possibilità di ottimizzare il servizio).

La riorganizzazione del servizio e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano.

Tra gli effetti positivi dell’applicazione della tariffazione puntuale applicata in sinergia con la raccolta porta a porta, si possono evidenziare soprattutto i seguenti:

  • l’incentivazione economica al minor conferimento di rifiuti indifferenziati non riciclabili stimola una maggiore consapevolezza dei cittadini verso comportamenti virtuosi, sia in fase di gestione dei propri rifiuti, sia in fase di acquisto (dove si è applicata la tariffazione puntuale si è registrato un cambio nelle preferenze d’acquisto, a favore di prodotti con imballi più ridotti, più ecologici, quando non addirittura sfusi).
  • una maggiore responsabilizzazione degli utenti rispetto alla qualità dei materiali conferiti che consente un aumento non solo della quantità della raccolta differenziata, ma anche e soprattutto della sua qualità, elemento fondamentale per ottenere il massimo dei corrispettivi sulla base dell’accordo nazionale ANCI-CONAI.
  • una maggiore responsabilizzazione del gestore e degli operatori del servizio rispetto alla auspicata riduzione dei costi complessivi grazie all’introduzione di meccanismi evoluti di penalizzazione al gestore (in caso di mancato raggiungimento dei risultati) ma anche di riconoscimento di premialità economiche (in casi di superamento degli obiettivi) da riconoscere agli operatori. Tali risorse aggiuntive deriveranno dai maggiori ricavi derivanti dall’auspicato aumento della qualità delle frazioni riciclate.

Come dichiara il Dott. Attilio Tornavacca quale direttore della ESPER, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato ed ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di ESPER stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea CENSE (Circular Economy from North to South Europe 2020 –  che mira a promuovere la cooperazione tra reti di città su tematiche chiave dell’Unione Europea ndr.) . Cogliamo l’occasione dell’approvazione del Piano per ringraziare in particolare l’Assessore all’Ambiente, Dott. Antonio Zanotto, per l’infaticabile opera di confronto, condivisione e supporto operativo che, coadiuvato dagli uffici tecnici del proprio settore, ha garantito in questi mesi dimostrando di credere profondamente nel carattere innovativo e nelle potenzialità di questo Piano portando avanti fino in fondo questa sfida”.

Il progetto, sviluppatosi a seguito di numerose occasioni di confronto che hanno coinvolto la cittadinanza, gruppi di interessi, associazioni di categoria e gruppi sindacali, rappresenta per la Sicilia un elemento di forte innovazione tanto che Comieco, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi, ha scelto il progetto del Comune di Ragusa come realtà campione, ovvero come progetto pilota per l’ottimizzazione della raccolta della carta e del cartone nel contesto siciliano. Come ha dichiarato il dott. Roberto Di Molfetta di Comieco, durante il proprio intervento durante conferenza tenutasi il 28 novembre scorso a Ragusa in occasione della a Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti “La scelta di affiancare e sostenere il progetto di Ragusa deriva dall’analisi e dalla valutazione estremamente positiva delle potenzialità di tale metodologia di intervento, dalla profonda e preventiva condivisione con le parti sociali e della elevata determinazione che caratterizza l’Amministrazione comunale ragusana”.

RASSEGNA STAMPA – Raccolta rifiuti, alla Cna di Ragusa presentato il nuovo piano d�intervento

E’ risultato molto partecipato, oltre settanta rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca, che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. “Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende”. Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. “D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni”.

Fonte: Telenova Ragusa

RASSEGNA STAMPA – Il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti a Ragusa

E’ risultato molto partecipato, oltre 70 rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca (foto), che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. «Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende».

Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. «D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni».

Fonte: Il Corriere di Ragusa

PAYT – Tariffazione puntuale. Il convegno a Modugno

Pubblichiamo il filmato dell’intervento del direttore Attilio Tornavacca al convegno “Tariffazione Puntuale dei rifiuti: dalla teoria alla pratica”, organizzato dall’associazione PAYT (www.payt.it).

Se siete interessati a visionare il filmato dell’intero incontro, lo potete fare a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=g2_XGHtGCDA

RASSEGNA STAMPA – Continuano i lavori per la gara d’appalto dell’Aro Bari 2

Si è conclusa martedì sera la due giorni della commissione giudicatrice per l’espletamento della gara d’appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari, dell’Aro Bari 2. Aro che comprende i Comuni di Modugno (capofila), Bitetto, Bitritto, Binetto, Palo del Colle, Sannicandro e Giovinazzo.

L’appalto durerà per 9 anni, per un importo di circa 132 milioni di euro. La commissione si era riunita una prima volta il 18 dicembre scorso (http://www.palolive.it/news/Attualita/343821/news.aspx).

Verificata la corretta sigillatura dei plichi pervenuti, è stata aperta la Busta A Documentazione, per la verifica dei requisiti di partecipazione alla gara, provvedendo alle operazioni finalizzate all’ammissione o all’esclusione motivata dei concorrenti. Delle 6 aziende che si sono presentate, è stata esclusa la Linea Gestioni srl di Crema perché all’interno della busta A si è riscontrata la presenza di un documento a corredo delle offerte economiche, circostanza che comportava l’esclusione dal bando.

Le altre 5, invece, sono state ammesse con riserva alle verifiche sulle dichiarazioni fatte in sede di gara. Sono aziende che, per lo più, si sono costituite in Ati (associazione temporanea d’impresa).

L’Eco Nord di Milano è in associazione con Tra.de.co di Altamura rispettivamente al 63% e al 37%. L’Asv San Galli di Monza è in Ati con Avr di Roma e Asv di Bitonto rispettivamente al 64%, 28% e 8%. Ambiente 2.0 di Assago è invece il consorzio di cui fanno parte Pianeta Ambiente al 2% e Aimeri Ambiente al 98%. Il consorzio Cns di Bologna ha come imprese esecutrici Navita di Modugno al 42% e A.s.a. di Latina al 32%. Cogeir e Imprtesa dal Fiume sono in Ati con Cns al 17% e all’8,5%. Infine la Repuperi pugliese (capogruppo) ha come imprese mandanti la Teknoservice al 27%, la Camastambiente al 27% e la Tekneko al 18%.

Successivamente ci sarà un sorteggio ai sensi dell’art.48 del d.lgs. 163/06, in cui ogni azienda dovrà dichiarare i requisiti previsti in sede di gara. Subito dopo ci sarà l’ammissione dei progetti e, in seduta riservata, la valutazione del progetto tecnico. Infine l’apertura delle buste economiche, con la comunicazione dei punteggi dell’offerta tecnica e la dichiarazione di aggiudicazione provvisoria.

Fonte: Palo Live

RASSEGNA STAMPA – Nuovo piano industriale dei rifiuti, diminuiscono i costi se aumenta la differenziata

Messa da parte la bufera sollevata dai consiglieri di opposizione che, abbandonando i propri banchi, hanno causato la sospensione del consiglio per mancanza del numero legale, la maggioranza ha ascoltato la prevista relazione di Attilio Tornavacca. Il consulente della Esper (l’ente che si occupa dello studio sulla pianificazione ecosostenibile dei rifiuti) ha illustrato il piano industriale per la gestione associata dei rifiuti urbani nell’Aro Ba/1, che coinvolge i comuni di Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato e Molfetta.

L’obiettivo strategico del piano – a detta di Tornavacca – è quello di «conciliare la qualità del servizio dei materiali raccolti in differenziata con i costi da sostenere, dando priorità alla riduzione a monte dei rifiuti». Sarebbe questo, dunque, il punto essenziale su cui si dovrà focalizzare l’informazione rivolta ai cittadini e la raccolta dei rifiuti nei prossimi anni, a partire dalla massima diffusione del compostaggio domestico. «Massimizzare questa pratica» – ha detto il consulente Esper – «vuol dire consentire la riduzione dei costi di raccolta in modo sensibile».

Ma, altro punto fondamentale del servizio, occorre garantire una tassazione equa nelle diverse zone, a seconda che il servizio di raccolta differenziata si attui o meno. «Se non si eroga il servizio di raccolta nella zona esterna, mentre lo si eroga nel centro urbano, non si può chiedere di pagare la stessa tariffa della città. È necessario uno sconto importante, almeno del 25-30% per la mancata raccolta dell’umido, perché se una fetta della popolazione non può conferire l’umido, automaticamente consente al Comune un risparmio nei costi di servizio».

Tra le alte azioni possibili per ottimizzare la raccolta c’è la pratica del riuso, effettuata in centri idonei. «Questa buona pratica consente di intercettare materiali che sono considerati rifiuti, ma che invece possono essere riutilizzati, come mobili, giochi per bambini, box, televisori», ha affermato Tornavacca. Che ha aggiunto: «Un centro di riuso, realizzato nei pressi del centro comunale di raccolta, consente di intercettare quote consistenti di materiali, risparmiandone i costi di  smaltimento», con ovvio beneficio del Comune e dei cittadini.

Ma – secondo il consulente Esper – sarebbe la tariffazione puntuale la vera svolta da applicare nei Comuni, come già avvenuto in diverse regioni italiane, come il Trentino (già dal 1996), tutto in nord Italia e alcune zone del centro sud, oltre a molte nazioni europee. La ragione dell’efficacia della tariffazione puntuale sarebbe la “responsabilizzazione” del cittadino: «Ognuno ha il suo contenitore, misura quante volte lo espone e quanta volumetria consuma a sua disposizione. Questo crea incentivazione ad una maggiore attenzione al consumo. Se voglio pagare poco, non accumulo materiali non differenziabili. Perciò anche la piccola distribuzione cambia, perché mette in vendita solo il vuoto a rendere, come per esempio le bottiglie di latte in policarbonato», ha spiegato Tornavacca.

«Nel nord Europa siamo noi l’eccezione, perché continuiamo a far pagare la tassa sui rifiuti in base ai metri quadrati. Cosa c’entrano con il servizio di raccolta? È un elemento che non ha attinenza con la produzione di rifiuti e si porta dietro gravi iniquità», ha continuato il consulente, portando l’attenzione sulla tipologia di tariffazione da applicare.
Anche la Confcommercio pare sia intervenuta sulla questione, accorgendosi delle iniquità a scapito di esercenti che, pur consumando pochi rifiuti, si trovavano a pagare ingenti somme in base all’estensione dei locali.

«Nelle regioni che hanno applicato la tariffazione puntuale si paga solo sull’effettivo consumo del servizio. La Confcommercio ha chiesto al governo e ai comuni di scegliere questa strada di  buon senso, che permette alle aziende di sopravvivere, come avveniva anche con la Tarsu, per cui il Comune poteva regolare le tariffe in base alla capacità economica degli esercizi commerciali. Oggi non è più così», ha precisato Tornavacca, spiegando come, ad esempio, negozi di frutta e verdura debbano subire un aumento dei costi del 300-400%, mentre le Banche hanno usufruito di una riduzione di tre quattro volte rispetto alle somme pagate in precedenza.

La tariffazione puntuale, inoltre, fa leva sui trasponder elettormagnetici, piccoli francobolli senza batteria che costano pochi centesimi e che funzionano inviando i dati ad un’antenna, con segnali radio, in base ad un codice univoco, proprio di ogni contribuente. Con questo dispositivo, da applicare sui contenitori o sulle buste per la raccolta, l’operatore del servizio non deve leggere il codice a barre e perdere tempo a comunicare o registrare i dati, perché il segnale viene automaticamente inviato all’antenna ogni volta che il contenitore o la busta vengono esposti fuori dalle abitazioni. «Il rischio, con questo metodo, è che i rifiuti vengano lasciati ovunque, per evitare di pagare in base ai rifiuti depositati fuori dalle proprie case. Ma c’è una quota fissa che viene comunque addebitata al contribuente, in base ad un numero minimo di sacchetti calcolato per famiglia. E poi c è un sistema monitoraggio automatico contro conferimenti anonimi o irregolari», ha precisato Tornavacca.

Inoltre, con la tariffazione puntuale, anche i costi si ridurrebbero, come il consulente ha illustrato attraverso un grafico. I Comuni che applicavano questa tipologia di tariffa, pagavano tra i 30 e i 50 euro in meno a famiglia all’anno. «Questo accade perché si paga vuoto per pieno. La tariffa non è correlata al peso ma al numero di volte in cui il contenitore viene esposto, con un conseguente risparmio anche dell’ente che raccoglie. Dunque si conciliano i costi contenuti con livelli di qualità e di raccolta differenziata molto elevati», ha concluso il consulente Esper. Il quale non ha mancato di far notare come, sulla tassa dei tributi e sui costi sostenuti dal Comune, pesino anche le tariffe dei centri di compostaggio dei rifiuti. Tariffe raddoppiate negli ultimi tempi, perché in provincia di Bari esiste un solo impianto di compostaggio per la raccolta differenziata dell’umido. Infine – ha sottolineato Tornavacca – i costi aggiunti per il personale impiegato per la raccolta porta a porta, che sarà estesa anche al centro urbano, verranno ammortizzati già dal secondo anno di attività, con il conseguente aumento della raccolta differenziata.