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Industria cartaria tra scarti, costi energetici e opportunità

Assemblea pubblica organizzata da Assocarta dal titolo: “Carta ecosistema essenziale circolare”. Il settore si lamenta per il caro bollette e chiede costi del gas più bassi: la valorizzazione energetica degli scarti (e il biogas) resta centrali

“Recuperare energia dagli scarti significa chiudere il ciclo del riciclo e ridurre l’impiego di fonti fossili, oltre a promuovere la capacità di riciclo nazionale”. Sono le conclusioni della nota di Assocarta a commento dell’Assemblea Pubblica organizzata dall’associazione dal titolo: “Carta ecosistema essenziale circolare” con la partecipazione del vice presidente Confindustria Alberto Marenghi (AD Cartiera Mantovana) all’Organizzazione, Sviluppo e Marketing Associativo e Aurelio Regina, delegato energia di Confindustria. Ma queste parole centrano in pieno la principale, o almeno una delle due, criticità della filiera del riciclo e non solo: l’utilizzo degli scarti non riciclabili. Che per il riciclo della carta rappresentano circa il 7% di ogni chilo che entra in produzione (scarto di pulper).

Recuperare l’energia non è la sola cosa che si può fare con gli scarti, è vero, ma ancora gli impieghi alternativi sono pochi e solo il progetto Ecopulplast ha raggiunto risultati concreti e prospettive interessanti (pur essendo fermo da due anni).  E dunque, anche al netto degli altri utilizzi, una parte certamente potrebbe e può aiutare a risolvere l’altra grande criticità: l’energia. L’industria cartaria è infatti tra le più energivore e per questo chiede aiuto per “ridurre il prezzo del gas”, lamentando che “altrimenti non potrà svolgere il suo ruolo essenziale”.

L’Assemblea di quest’anno segna il passaggio di testimone tra Girolamo Marchi, presidente uscente Assocarta, al neo eletto dall’Assemblea dei Soci Lorenzo Poli (AD Cartiere Saci) e alla nuova squadra dei Vice Presidenti. Paolo Culicchi è stato inoltre eletto Presidente Onorario.

Per Girolamo Marchi “l’industria cartaria italiana è un ecosistema essenziale e flessibile, che in una fase straordinaria, ha saputo continuare a svolgere i suoi tanti mestieri: dall’alimentare, all’igiene, all’informazione, alle nuove carte “virucide”, utilizzate per la produzione di mascherine, continuando, peraltro, a svolgere il suo ruolo fondamentale di riciclatore nell’ambito del sistema dell’#economiacircolare nazionale”.

“In questo contesto” ha aggiunto Marchi “il gas rimane un combustibile essenziale per la transizione energetica dell’industria cartaria, in Europa il 70% della capacità di riciclo installata utilizza gas naturale: una percentuale che raggiunge il 100% in Italia”. Ma il gas – sebbene sia il più pulito tra i combustibili fossili – ha un elevato impatto climatico e dunque è importante valorizzare al massimo il biogas, ma non solo. Gli scarti del riciclo sono un altro ottimo esempio.

In anticipo sul dibattito che si è sviluppato,intorno al #GreenDeal, il settore cartario italiano ha infatti già presentato un proprio Decalogo: promuovere la cogenerazione ad alta efficienza con l’obiettivo di renderla “carbon neutral”. La cogenerazione fornisce, infatti, fabbisogni che non possono essere coperti con altre fonti. Il DL Rilancio, in fase di conversione, contiene misure importanti per poter accedere al regime di sostegno in corso d’anno e l’allungamento al novembre 2020 dell’anno d’obbligo, con significativi effetti positivi sulla visibilità negli investimenti in cogenerazione per il 2021. Inoltre, come detto, recuperare energia dagli scarti significa chiudere il ciclo del riciclo e ridurre l’impiego di fonti fossili, oltre a promuovere la capacità di riciclo nazionale.

Il differenziale di prezzo, rispetto ai competitor, continua a mantenersi su valori intorno a 2 euro/MWh (2,15 euro/MWh in aprile 2020) con una penalizzazione in termini percentuali che è il 25% del prezzo del combustibile.

La situazione è aggravata dal continuo aumento del peso degli oneri accessori che sono caricati sulle bollette delle cartiere italiane per il supporto alle politiche di “decarbonizzazione”. Questi oneri non sono previsti nei Paesi europei principali competitor italiani. Si tratta di altri 2 euro/MWh.

“Nonostante le norme europee prevedano la possibilità, per gli Stati membri, di ridurre il peso di tali oneri nelle bollette delle imprese “energivore” e la legge italiana abbia già previsto l’attuazione di queste misure (legge 20 novembre 2017, n. 167), il Ministro dello Sviluppo Economico non ha ancora completato l’iter di perfezionamento di tali misure di sgravi determinando, quindi, il perdurare dello svantaggio competitivo a danno delle imprese cartarie italiane” evidenzia Marchi “se siamo essenziali dobbiamo esserlo sempre e soprattutto rimanere competitivi nei mercati europei ed internazionali”.

Girolamo Marchi ha poi illustrato la congiuntura del settore cartario italiano, che nei primi quattro mesi del 2020/2019 ha visto un calo della produzione del 2,4% (aprile -4,3%) con andamenti diversificati per i vari comparti. Le carte grafiche registrano un calo del 15,4% (aprile -25%), mentre le riviste di settore indicano una caduta della domanda del 39% nell’Europa Occidentale. Resistono le carte per usi igienico-sanitari del 2,3% (e in aprile +5,2%) e quelle per il packaging del 2,5% (aprile +4,5%). Più contenuto l’arretramento delle carte speciali – 1% (aprile – 17,7% ).

Fonte: GreenReport

Assocarta e Legambiente: “Riciclo e raccolta differenziata della carta attività essenziali”

Assocarta e Legambiente sono usciti sui quotidiani nazionali del 23 aprile con una dichiarazione congiunta per chiedere al Governo che la raccolta differenziata e riciclo della carta vengano riconosciute come attività essenziali e strategiche per l’Italia.

Chiediamo al Governo e alle Autorità che le raccolte differenziate della carta vengano considerate essenziali nella gestione dei rifiuti, anche in questa fase di emergenza, e per lo sviluppo dell’Economia circolare italiana. In questo modo sarà possibile mantenere i livelli produttivi richiesti di carte per imballaggio per usi alimentari e farmaceutici, la consegna delle carte per uso igienico sanitario, quelle per uso medicale, per l’informazione e assicurare che l’Economia circolare continui a svolgere il suo ruolo al servizio del Paese nella fase dell’emergenza e in quella successiva della ripresa”affermano, nella dichiarazione congiunta, il Presidente di Assocarta, Girolamo Marchi e il Presidente di Legambiente, Stefano Ciafani che ringraziano cittadini, comuni e imprese che contribuiscono alle raccolta differenziata e all’ Economia circolare in Italia.

Nell’attuale contesto di emergenza, le raccolte differenziate della carta stanno rallentando per motivi organizzativi, mentre alcuni flussi, a causa del fermo imposto alla stragrande maggioranza della attività, sono venuti a mancare.

A fianco della dichiarata essenzialità dell’industria cartaria, le raccolte differenziate della carta devono essere considerate centrali nelle azioni del Governo e delle diverse Autorità.

Il ‘principio di prossimità’ previsto dalla normativa vigente, non solo è un criterio per ridurre i movimenti di rifiuti, ma anche per sviluppare l’Economia circolare nel nostro Paese. L’industria della carta svolge un ruolo strategico nell’economia circolare del Paese: ogni anno più di 5 milioni di tonnellate vengono riciclate dagli stabilimenti italiani (10 tonnellate al minuto) e nell’imballaggio in carta il riciclo supera ormai l’80%. Con investimenti in via di completamento che amplieranno la capacità di riciclo, l’industria della carta italiana realizza concretamente e quotidianamente l’Economia circolare nel nostro Paese.

Assocarta: ‘Il riciclo della carta non è in crisi, ogni minuto vengono riciclate 10 tonnellate di carta’

“La capacità europea di riciclo della carta aumenterà di 5,7 milioni di tonnellate nel 2019-2021 e coprirà, da sola, i due terzi dell’export europeo in Cina. Anche l’industria cartaria italiana darà il suo contributo con nuove capacità in via di realizzazione” commenta così Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta alcuni articoli apparsi sulla stampa che fanno riferimento al mercato del riciclo della carta come saturo e che a pagare saranno i cittadini “Le cartiere continuano a produrre in un mercato più difficile rispetto ad un anno fa ed ogni minuto vengono riciclate 10 tonnellate di carta al minuto in Italia, che potranno diventare 12, quando potranno partire le nuove capacità produttive per più di 1 milione di tonnellate”

L’industria cartaria italiana non ha però alcun interesse nell’attuale situazione del mercato delle carte da riciclare, che non riguarda peraltro tutte le tipologie e più in generale gli approvvigionamenti di fibre.

L’intenzione cinese di limitare le importazioni di rifiuti e di carta da riciclare, era stata annunciata ampiamente e non può essere considerata una sorpresa. Negli anni passati i commercianti di rifiuti e materiali per il riciclo sono stati “abituati” da attraenti mercati asiatici, con prezzi fissati da soggetti che, spesso, prescindevano dai meccanismi dell’economia di mercato.

“Di fronte ad un cambiamento strutturale nel mercato dei rifiuti e delle materie prime secondarie, rimane sorprendente come non si colga l’occasione a livello di Paese per chiudere il ciclo in Italia e non si sblocchino, finalmente, gli iter autorizzativi che amplierebbero la capacità di riciclo di carta, come ad esempio quello di Mantova” ggiunge Medugno, che precisa “Il sistema Conai Comieco, nel rispetto del principio di sussidiarietà al mercato, sta intervenendo dove richiesto dai Comuni per assicurare i ritiri del materiale carta a livello comunale, senza costi per i cittadini”.

La collaborazione con partner che forniscano in un mercato stabile, carta da riciclare di qualità e in quantità sufficiente è essenziale e le cartiere e il sistema consortile della filiera della carta sono da sempre impegnate a ritirare i materiali della raccolta differenziata urbana.

“Occorre a questo punto incidere sul “recycling habitat” e cioè sulle relative strutture amministrative e impiantistiche che ne fanno parte ed é inutile lamentarsi che piove se non proviamo almeno ad aprire – come sistema – l’ombrello che abbiamo“ Conclude Medugno che indica una strategia in cinque mosse:

 

  1. lo sblocco degli iter autorizzativi che ampliano il riciclo (ad esempio quello di Mantova)

  2. la veloce applicazione della norma dell’EoW caso per caso, diventata legge all’inizio di novembre;

  3. la disponibilità di impianti che recuperino e smaltiscano gli scarti del riciclo,

  4. il varo dell’End of Waste “Carta” e di quello “Scarto di pulper”;

  5. Infine, ma non meno importante, il miglioramento della qualità delle raccolte differenziate in significative aree del Paese.

Sciogliere i nodi sopra indicati contribuisce a migliorare il mercato della carta da riciclare, ma soprattutto il sistema dell’economia circolare in Italia rilanciando occupazione e sviluppo.

Situazione del settore europeo riciclo carta: la nota di ERPA/EuRIC e il position paper di Assocarta

ERPA, il ramo della carta di EuRIC la federazione europea delle associazioni riciclo, torna a suonare il campanello d’allarme sulla “situazione critica del settore riciclo carta europeo”. Il testo, rilanciato in Italia da Unirima (che aderisce e partecipa a ERPA), riporta i numeri del divario in Europa fra domanda e offerta di carta (+ 8 milioni di tons carta recuperata in eccesso) e riprende punti e temi evidenziati anche da Unirima in questi mesi e posti all’attenzione di EuRIC pure nel corso dell’ultima assemblea ERPA a Dusseldorf.

Situazione del settore europeo riciclo carta: la nota di ERPA/EuRIC e il position paper di Assocarta“Il surplus di carta da macero europeo è strutturale da oltre dieci anni e con prezzi in calo dopo la chiusura del mercato cinese le conseguenze sulle imprese del settore sono pesanti e mettono a repentaglio la loro sopravvivenza” fa notare Unirima (nella foto il grafico riportato nel documento con l’andamento in calo dei prezzi 2017/2019).

Sullo stesso tema è intervenuta anche Assocarta con un position paper. “La capacità europea di riciclo della carta aumenterà di 5,7 milioni di tonnellate nel 2019-2021 e coprirà, da sola, i due terzi dell’export europeo in Cina. Anche l’industria cartaria italiana darà il suo contributo con nuove capacità in via di realizzazione, qualche volta colpevolmente bloccate a livello locale” sottolinea l’Associazione di categoria. “Oltre al miglioramento della qualità, gli aumenti di capacità, lo sblocco degli iter autorizzativi e la disponibilità, a prezzi ragionevoli, di impianti che recuperino e smaltiscano gli scarti del riciclo e il varo dell’End of Waste, soprattutto in Italia, possono dare una forte contributo al miglioramento del mercato delle carte da riciclare.

Dichiarazione ERPA/EuRIC sulla situazione critica del settore europeo riciclo carta

Qui la dichiarazione completa: ERPA Statement on the critical situation faced by the European paper recycling sector

Qui la dichiarazione EuRIC richiamata nel documento e che riguarda lo sviluppo del settore riciclo carta europeo: ERPA_Statement_June2018

La posizione di Assocarta sull’attuale mercato della carta da riciclare

Economia circolare e carta: mancano gli impianti

L’industria della carta, in Italia, è presente con 117 imprese e 19.300 addetti in 150 stabilimenti: si tratta in molti casi di veri e propri impianti industriali dediti al riciclo, dato che complessivamente vi si riciclano 10 tonnellate di carta ogni minuto. Una capacità che potrebbe crescere fino a 12 tonnellate al minuto secondo le stime fornite ieri a Terni da Assocarta, durante il convegno Chiudere il Cerchio: recuperare gli scarti per migliorare il riciclo e l’economia circolare nel settore della carta, organizzato insieme ad Acea Ambiente, Assocarta e Comieco. Un obiettivo per raggiungere il quale è però necessario chiudere davvero l’anello dell’economia circolare: come da ogni processo industriale anche nel riciclo esitano scarti che necessitano di essere gestiti, e nel caso delle cartiere questi scarti sono in primo luogo pulper.

«Lo scarto di pulper viene generato dalle cartiere nel momento in cui viene spappolata la carta da riciclare – spiega il direttore di Assocarta, Massimo Medugno – Si potrebbe quindi presupporre che questo scarto sia dovuto a un’inefficienza del processo produttivo e che la sua generazione, per qualità e quantità, possa dipendere dalla capacità tecnologiche e gestionali delle imprese cartarie. In realtà lo scarto di pulper è per la cartiera inevitabile in quanto deriva dalla raccolta e dalla selezione della carta da riciclare, che contiene al suo interno impurità, ma anche alcune parti non cellulosiche legate indissolubilmente alla carta. Si tratta in buona sostanza di rifiuti domestici provenienti dalla raccolta urbana che vanno avviati in via prioritaria in discarica e al recupero energetico in quanto derivanti dal riciclo. Le uniche destinazioni ad oggi disponibili per lo scarto di pulper sono la discarica e il recupero energetico tramite combustione in impianti di termovalorizzazione».

Come nel caso di Acea Ambiente, che utilizza come combustibile del suo impianto di termovalorizzazione UL1, a Terni, esclusivamente il pulper, uno scarto della lavorazione della carta altrimenti non riciclabile e quindi destinato alla discarica. L’impianto, che tratta 100.000 tonnellate annue di rifiuti, si colloca tra i primi soggetti industriali su scala nazionale per quantità di pulper convertito in energia elettrica, mediamente 75.000 MWh/anno.

«Forme alternative alla discarica e al recupero energetico sono state studiate e sperimentate e alcuni progetti di studio sono tuttora in corso, ad esempio nell’ambito del progetto Life EcoPulpPlast e nel progetto del Conai/Cnr. Al momento non sono però ancora disponibili tecnologie applicate su scala industriale e sostenibili da un punto di vista tecnico, economico ed ambientale», conclude Medugno.

Fonte: Green Report