Arera: via alla “TARI 2”

Il 31 ottobre 2019 ARERA Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha approvato la deliberazione 443/2019/R/RIF “definizione dei criteri di riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento del servizio integrato dei rifiuti, per il periodo 2018-2021”.

Facendo riferimento alle norme di settore Europee, in particolare alla Direttiva sull’Economia Circolare (2018/851/UE) alla legge madre (2008/98/CE) insistendo sui concetti quali “responsabilità estesa del produttore, “chi inquina paga” e con un’attenzione particolare ai sistemi di tariffazione puntuale basati sul concetto di “Pay as you throw” ARERA modifica alcune norme sull’allocazione delle fonti di costo nei documenti economico-finanziari 2020-2021.

L’obiettivo è quello di garantire agli operatori e a tutte le parti interessate un quadro di regole certe e chiare di garantire che le tariffe praticate agli utenti siano coerenti con i principi fondamentali dell’ordinamento tariffario, quali quelli dell’efficienza dei costi.

In prima battuta ARERA stabilisce il perimetro dell’ambito di applicazione. Potranno essere inseriti nel conteggio TARI i costi relativi a: spazzamento e lavaggio delle strade; raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; gestione tariffe e rapporti con gli utenti; trattamento e recupero dei rifiuti urbani; trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani. Esclusi dunque alcuni servizi accessori quali lo spazzamento neve, spesso fino ad oggi conteggiati. Relativamente a tali servizi sono dunque identificate le seguenti componenti tariffarie: costi operativi, costi d’uso del capitale (ammortamenti, immobilizzazioni, etc.)

Elemento importante dell’impianto è quello relativo ai costi inesigibili, ovvero quelli che difficilmente verranno riscossi. Rimane confermato in caso di applicazione della TARI corrispettiva il principio per cui questi possono essere inseriti come costo solo al termine di tutte le procedure per la riscossione previste dalla legge. In caso di TARI tributo, fa fede la normativa vigente.

Il Piano Economico Finanziario dovrà essere presentato dal gestore, ma non potrà essere solo un elenco di costi: sarà infatti obbligatoria una relazione illustrativa ed una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentare del gestore che attesti la veridicità dei dati trasmessi. Il gestore dovrà trasmettere il Pef all’«ente territorialmente competente» (ente di governo dell’Ambito, se istituito ed operativo, oppure la Regione o il Comune). L’ente una volta verificato il Pef lo trasmette ad Arera che «verifica la coerenza regolatoria degli atti, dei dati e della documentazione trasmessa» e in caso di esito positivo approva.

Infine ARERA accoglie le osservazioni dei Comuni per quel che riguarda l’Iva prendendo atto del fatto che, essendo l’Iva indetraibile in caso di applicazione della Tari tributo, va considerata un costo e in quanto tale da inserire nel Piano economico e finanziario. (SC)

ARERA – Rifiuti: al via le consultazioni sul primo metodo tariffario

Al via le consultazioni sugli orientamenti dell’Autorità nel settore rifiuti relativi al primo metodo tariffario e agli obblighi di trasparenza verso gli utenti da applicare in tutta Italia.

L’obiettivo è di coinvolgere tutti i soggetti interessati dal ciclo dei rifiuti, nel processo che porterà a definire i criteri per la determinazione delle tariffe del settore, favorendo la trasparenza verso gli utenti e l’Autorità, l’efficienza e la selettività negli obiettivi da perseguire, introducendo misure che rafforzino la coerenza e la corretta allocazione degli incentivi nelle diverse fasi della filiera.

Le variazioni tariffarie saranno legate al miglioramento della qualità e/o a modifiche nel perimetro gestionale. I gestori dovranno predisporre e rendere accessibile, sul proprio sito, la Carta della qualità dei servizi. Inoltre, saranno previsti specifici obblighi in materia di trasparenza dei documenti di riscossione della tariffa, che dovranno essere chiari e completi di tutte le informazioni utili.

Con il dco 351/2019/R/rif l’ARERA illustra il primo metodo tariffario con cui saranno rideterminati, in una logica di gradualità e secondo criteri di efficienza, i costi riconosciuti per il biennio in corso 2018-2019 e definiti i criteri per i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020-2021.

Viene definito il perimetro della regolazione tariffaria: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, riscossione e rapporto con gli utenti, trattamento recupero e smaltimento.

L’obiettivo, come avvenuto in precedenza nel settore idrico, è di introdurre una metodologia che definisca i criteri per la quantificazione delle tariffe all’interno di una regolazione di carattere asimmetrico, capace di tener conto delle diverse condizioni di partenza a livello territoriale, industriale e di governance.

Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari nell’ambito dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace, a seconda dei propri obiettivi di miglioramento qualitativo, di sviluppo gestionale e delle peculiarità territoriali in termini di limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie.

Lo schema di dco 352/2019/R/rif, dedicato alla trasparenza, prevede invece un primo periodo di regolazione dal 1° aprile 2020 al 31 dicembre 2023 per utenti domestici e non (ad eccezione dei Comuni sotto i 5 mila abitanti, per i quali si prevedrà un’applicazione più graduale).

Per i gestori del servizio, inclusi i Comuni che li gestiscono in economia, diventerà obbligatorio predisporre e pubblicare online la ‘Carta della qualità’ e gli aspetti generali dei servizi.

Gli utenti dovranno poi ricevere nei documenti di riscossione tutti i dati di sintesi sugli importi addebitati e il calcolo della tariffa, le modalità di pagamento, i recapiti e le procedure per i reclami, le informazioni sulle modalità di erogazione del servizio e sul raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Qualsiasi variazione di rilievo nelle condizioni di erogazione del servizio dovrà essere comunicata agli utenti con un largo preavviso e i soggetti coinvolti nella filiera dovranno dialogare tra loro per trasmettere le informazioni richieste agli utenti.

“Questa fase di consultazione sul primo metodo tariffario dedicato ai rifiuti apre il confronto con tutti gli stakeholder”afferma il presidente Stefano Besseghini “all’insegna della trasparenza sui costi complessivi e della regolazione dei corrispettivi. Come abbiamo dichiarato nel Quadro Strategico 2019-2021, l’obiettivo per i rifiuti è una costruzione regolatoria asimmetrica, che tenga conto delle notevoli differenze esistenti sul territorio. È anche per garantire un confronto su queste differenze che ARERA ha deciso l’istituzione di un tavolo permanente con Regioni ed Autonomie locali”.

I soggetti interessati possono far pervenire all’Autorità le loro osservazioni e le loro proposte entro il 16 settembre 2019.

Le tariffe, la trasparenza, i tempi

ARERA organizza un incontro, a Roma, per illustrare i propri documenti di consultazione di recente emanazione:

In linea con l’OS8 del Quadro Strategico 2019-2021, l’Autorità intende impostare un meccanismo tariffario in grado di favorire la capacità del sistema locale di gestire integralmente il ciclo dei rifiuti, in coerenza con le direttive europee e in un’ottica di sviluppo dell’economia circolare fedele al principio pay as you throw. La nuova metodologia proposta prevede quattro tipi diversi di schemi tariffari tra i quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace in base ai propri obiettivi di miglioramento qualitativo, di sviluppo gestionale e delle peculiarità territoriali in termini di limite alla crescita annuale delle entrate.

Accanto a questo, saranno introdotti obblighi di trasparenza verso gli utenti da applicare in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, a partire dalla pubblicazione della “Carta della qualità” da parte di tutti i gestori del servizio.

L’incontro è dedicato ai gestori dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti, agli operatori di igiene ambientale, all’industria del riciclo e del riuso, agli Enti di Governo d’Ambito, alle istituzioni e agli enti locali, ai consorzi nazionali e a tutte le associazioni dei consumatori, degli ambientalisti e degli operatori del settore e a tutti i soggetti interessati.

Il programma, in via di definizione, prevederà una prima sessione dedicata all’illustrazione da parte degli uffici di ARERA dei due documenti in consultazione e un successivo momento di ascolto e confronto con i principali attori del settore.

La partecipazione è aperta, previa iscrizione da effettuarsi esclusivamente online entro lunedì 9 settembre o comunque fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala.

ARERA Rifiuti: entro fine anno il primo metodo tariffario

Sarà oggetto di uno specifico documento di consultazione entro la fine di luglio e verrà presentato entro il 31 ottobre, con effetti a partire dal 1° gennaio 2020, il primo metodo tariffario per il settore dei rifiuti, destinato ad unificare la complessità delle tariffe e delle imposte sui rifiuti urbani e assimilati, anche differenziati.

Le scadenze sono contenute nella delibera 303/2019/R/rif, pubblicata oggi, che formalmente unifica due precedenti provvedimenti – 225/2018/R/rif e 715/2018/R/rif – attraverso i quali l’Autorità aveva dapprima avviato il procedimento per la definizione del metodo tariffario e successivamente introdotto il monitoraggio delle tariffe esistenti per il 2018 e 2019.
La rilevanza della delibera odierna è nella tempistica degli adempimenti che l’Autorità si è posta e nel numero di soggetti e processi coinvolti dal prossimo metodo tariffario, primi tra tutti gli enti locali e gli operatori del settore.

Entro la fine dell’anno infatti, come ricorda la delibera, i consigli comunali devono approvare le tariffe della TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Pubblicando il metodo tariffario entro la fine di ottobre ARERA intende, pertanto, fornire gli elementi necessari ad includerne i principi già dalle tariffe in fase di approvazione per il 2020, coniugando le iniziative avviate dall’Autorità con le tempistiche previste dalla normativa vigente in ordine al processo di valutazione e di determinazione delle modalità di prelievo.

Nella delibera odierna, ispirata alla semplificazione dell’azione amministrativa e al rispetto dei tempi per le determinazioni tariffarie in corso, l’Autorità ricorda alcuni dei passaggi principali che ispireranno la prossima azione regolatoria sui rifiuti:

  • definizione dei criteri di monitoraggio e di riconoscimento dei costi efficienti, da applicarsi sulle annualità 2018 e 2019, comunque coperte dall’attribuzione di funzioni regolatorie all’Autorità;
  • introduzione di una prima metodologia tariffaria per il riconoscimento dei costi efficienti della gestione del ciclo dei rifiuti a partire dal 2020;
  • avvio di adeguate attività informative e, ove necessario, formative per la corretta adozione dei piani finanziari richiesti entro l’anno, al fine di garantire l’efficace e rapida applicazione, ai diversi livelli istituzionali, delle regole sopra richiamate;
  • avvio di attività di confronto interistituzionale, finalizzate a definire le procedure di validazione dei dati e le modalità di approvazione dei piani finanziari e dei corrispettivi, al fine di garantire, da un lato, veridicità, chiarezza, completezza e congruità delle informazioni e, dall’altro, coerenza tra corrispettivi e costi efficienti.

“L’Autorità è consapevole dell’impegno necessario per accompagnare l’accelerazione delineata dall’odierna delibera – afferma il presidente dell’ARERA, Stefano Besseghini – Servirà uno sforzo da parte delle istituzioni, degli enti locali e dei gestori dei servizi di igiene ambientale. La cronaca dimostra quotidianamente, tuttavia, quanto il tema dei rifiuti sia urgente ai limiti dell’emergenza e siamo convinti che regole chiare per le tariffe, definizione dei costi standard, efficienza del servizio e dotazione infrastrutturale del Paese, siano alcuni degli elementi principali da fissare per uscire da questa fase”.

CGIL “Tariffa Puntuale ed operatori al centro del progetto: la via della virtuosità passa da questi punti”

Si è tenuto il 28 giugno 2019 presso il Museo archeologico di Olbia il convegno “Riduzione e riciclo dei rifiuti: Uno strumento per la valorizzazione del territorio”, organizzato dalla Funzione pubblica Cgil e dalla Cgil Gallura. «Per la Cgil – afferma Luisella Maccioni segretario della Funzione pubblica Cgil Gallura – è possibile tenere insieme tutela dell’ambiente, legalità e creazione di lavoro. La fase storica attuale è attraversata da due profonde transizioni: quella ambientale e quella tecnologica, che incideranno profondamente nei modelli di vita, nell’economia e inevitabilmente nel lavoro, e che dunque dobbiamo imparare rapidamente a gestire. Ed è questa una sfida che possiamo vincere solo con un’azione integrata che tenga assieme sviluppo, ricerca di piena occupazione, rispetto del pianeta e diritti umani».

La relazione tecnica del convegno è stata illustrata dal Direttore Generale di ESPER, dott. Attilio Tornavacca, con un intervento dal titolo “Le migliori pratiche a livello europeo e nazionale per l’adozione della tariffazione puntuale e la corretta incentivazione degli utenti e degli addetti alla raccolta differenziata”.

Tre i concetti base esplicitati dal Dott. Tornavacca. In primo luogo, a valle di una azione di riduzione della produzione dei rifiuti e di un aumento del riutilizzo e del riuso, il necessario superamento della percentuale di raccolta differenziata come unico indicatore di bontà del servizio. “Senza abbandonare l’indicatore percentuale, che non solo deve continuare ad esistere, ma deve essere continuamente aumentato – ha affermato il Direttore ESPER – si deve assumere come indicatore significativo anche la qualità della raccolta differenziata, ovvero abbassare il più possibile la percentuale di frazioni estranee all’interno dei materiali raccolti differenziatamente. Da questo oggi dipendono i contributi che i vari consorzi di filiera del Conai devono riconoscere alle amministrazioni locali, da questo dipende anche l’abbassamento dei costi del servizio”. In secondo luogo, la responsabilizzazione delle utenze e il contestuale meccanismo di incentivazione economica di quelle più attente nella separazione e nell’abbattimento del quantitativo di rifiuti indifferenziati, raggiungibile solo con l’applicazione della tariffazione puntuale. “Il meccanismo del “pago in base a quanti rifiuti conferisco” è stato implementato ormai da anni in gran parte dell’Europa del Nord, in molte parti d’Italia, ed è in costante diffusione – ha continuato Tornavacca – Funziona anche in città grandi e dall’elevata complessità urbanistica come Trento e Parma. La scelta di un’automazione della rilevazione attraverso l’apposizione di TAG RFiD UHF su contenitori fissi e sacchetti è la scelta tecnologica più premiante, a giudicare dalle esperienze italiane. Livelli di eccellenza possono essere ottenuti più facilmente con l’implementazione di un sistema di misurazione e tariffazione puntuale premianti per l’utenza, modulato sulla base della virtuosità dei comportamenti della stessa, ed introducendo sistemi di controllo dei percorsi (quali sistemi GPS sui mezzi)”.

In terzo luogo, il Direttore di ESPER ha sottolineato la centralità degli operatori per il raggiungimento di buone performances ambientali. “Quando si scrive un bando di gara – dichiara l’esperto – è necessario prestare moltissima attenzione alla figura degli operatori ecologici. Sono il cardine su cui si snoda l’intero servizio e sono determinanti per il raggiungimento di obiettivi di alto profilo. Proprio per questo ad oggi sistemi completamente automatizzati di raccolta hanno fallito in molte parti d’Italia: ai costi elevatissimi di acquisto e manutenzione (sono infatti spesso oggetto di vandalismi e danneggiamenti) si aggiunge il mancato controllo umano che troppo spesso fa di queste “isole ecologiche” dei veri e propri catalizzatori di abbandoni di rifiuti. Tornando alla centralità dell’operatore ecologico, è sempre più necessario tutelarne la salute ed il comfort lavorativo. In un servizio che cambia costantemente e diventa più usurante, l’inserimento in appalto ad esempio di mezzi con guida a destra, aria condizionata, cambio automatico e soprattutto freni di stazionamento automatici (semplici optionals che evitano moltissimi infortuni) o di contenitori ergonomicamente adeguati, possono tutelare la sicurezza degli operatori ed incrementare la qualità del proprio servizio. Inoltre è auspicabile che il concetto di ‘corresponsabilità’, solitamente limitato al rapporto fra azienda appaltatrice e stazione appaltante, venga esteso agli operatori: al superamento di obiettivi contrattualizzati l’azienda riceverà una quota dei risparmi realizzati dall’amministrazione. Parte di questa cifra dovrà essere girata agli operatori. Così abbiamo fatto nell’appalto dell’ARO Bari 2 e i risultati sono stati eccellenti: percentuali di raccolta elevate e operatori premiati del loro buon operato con cifre sostanziose e incentivati a lavorare sempre meglio”.

Bitritto, il Riciclone di Puglia

Bitritto è un Comune di 11.000 abitanti in Puglia. Rappresenta l’eccellenza pugliese per quel che riguarda la gestione dei rifiuti: una raccolta differenziata pari all’83% e una produzione di residuo di soli 59 kg/abitante anno. Numeri che la mettono al vertice regionale e che fanno di Bitritto l’unico Comune pugliese ad essere stato premiato da Legambiente contemporaneamente sia come Comune Riciclone che come Comune Rifiuti Free.

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 E dire che solo a fine 2016 la percentuale era ancora su livelli estremamente bassi, che non raggiungevano nemmeno il 20%

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Con l’aumento della raccolta differenziata si è assistito ad un contemporaneo calo della produzione dei rifiuti prodotti raggiungendo quota 326 kg/abitante all’anno con un abbattimento di oltre 100 kg pro capite.

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 Ne parliamo con il sindaco di Bitritto, il dottor Giuseppe Giulitto

Sono orgoglioso del lavoro che stiamo svolgendo! Il Comune di Bitritto è stato premiato da Legambiente come Comune Riciclone della Puglia per i risultati ottenuti nel 2017. Non solo, però: siamo stati premiati anche a livello Nazionale: per la prima volta un Comune Pugliese riceve il premio come Comune Riciclone, ma anche come Comune Rifiuti Free. Due premi differenti legati da una parte alla percentuale di raccolta differenziata che ha sfiorato l’83%, dall’altra alla produzione di secco residuo pro capite che è intorno ai 59 kg/abitante all’anno.

Una storia di eccellenza recente. Da dove si partiva?

Il Comune di Bitritto fa parte dell’ARO Bari 2, con capofila Modugno. Nel 2014 è stato dato l’incarico ad ESPER per la redazione di un nuovo piano industriale  dei servizi di raccolta e igiene urbana per l’implementazione della tariffa puntuale. Sulla base di questo si è andati a gara e nel 2016 si è partiti con il nuovo servizio. L’ARO Bari 2 devo dire che funziona particolarmente bene, tanto da ottenere il plauso del dott. Cantone dell’ANAC per come si è svolto il percorso tecnico, amministrativo e anche giuridico che ha portato al nuovo servizio*.
Si è partiti nel luglio 2016 con una fase di start-up in cui abbiamo avuto un confronto pressoché quotidiano con la cittadinanza. E credo questo sia stato il segreto del successo di una pianificazione di per sé già ottima: i cittadini di Bitritto hanno vinto una scommessa culturale. A questo si aggiungano una ditta come la S.i.Eco che svolge bene il proprio lavoro, gli uffici dell’Aro Bari 2 che hanno guidato l’operazione in maniera magistrale, la ESPER che ne controlla l’operato attraverso il servizio DEC, e il risultato non poteva essere differente da questo.  Il servizio vero e proprio è partito a novembre 2016, e da subito abbiamo avuto risultati eccellenti.

Nel 2015 la media della raccolta differenziata era di poco superiore al 15%…

Si. Nel 2015 avevamo una differenziata attorno al 15% ed uno smaltimento attorno al 85%. Il dato interessante è che in un anno siamo riusciti a capovolgere queste percentuali, sostanzialmente. È questo il grande risultato che abbiamo ottenuto con la collaborazione di tutti.
Ci tengo a sottolineare come i cittadini del Mezzogiorno d’Italia possano vincere queste scommesse, infrangendo luoghi comuni.

Dove vuole andare Bitritto? Quali sono i prossimi passi?

Il primo obiettivo è quello di rispettare gli step già previsti: ovvero il passaggio a tariffazione puntuale. Uno strumento che responsabilizza ancora di più il cittadino premiandone i comportamenti virtuosi. Arriverà il momento in cui il cittadino pagherà realmente per la quantità di rifiuto indifferenziato che produce.
Ovviamente questo concorrerà al fatto di avere un Comune sempre più pulito, sempre più all’avanguardia in cui anche il trattamento del rifiuto diventi una risorsa. Attraverso la differenziata infatti stiamo avendo nuove disponibilità economiche in entrata, che andranno a favore dei cittadini stessi sia in termini di servizi più efficienti che di vantaggio economico. UN premio che è giusto che i veri artefici di questa rivoluzione culturale possano avere.

 

*Fra i Comuni dell’ARO Bari 2, seguito da ESPER, anche Bitetto è stato premiato come Comune Riciclone

Malegno e gli Antichi Borghi: quota 80% a portata di mano

La Valle Camonica non è solo incisioni rupestri e natura meravigliosa. Valle Camonica è anche un vero e proprio incubatore di buone pratiche.
Nel 2015 l’Unione di Comuni degli Antichi Borghi, un’unione di Comuni che raggruppava sotto di sé sette municipi della Provincia di Brescia (Bienno, Borno, Breno, Malegno, Niardo, Ossimo e Prestine) decise di rivoluzionare il proprio servizio di igiene pubblica e, con il supporto tecnico di ESPER, di passare gradatamente alla raccolta porta a porta integrale e alla tariffazione puntuale.

Nei comuni dell’Unione, e quasi in tutta la Valle, il servizio è svolto dalla Valle Camonica Servizi srl, società interamente pubblica partecipata da 46 enti locali della Valle.  Società che si è dimostrata pronta e collaborativa nel recepire le indicazioni politiche che giungevano dalle Amministrazioni, attiva e propositiva nella fase di progettazione del nuovo servizio e nella sua fase di attuazione.

Oggi il servizio porta a porta ha coinvolto quasi la metà dei Comuni della Valle. Quelli dell’Unione sono tutti attorno all’80% di raccolta differenziata. Nel 2018 Malegno ha attivato la tariffazione puntuale. Ne parliamo con il sindaco, Paolo Erba

Malegno è partita con la tariffazione puntuale: quali sono stati i risultati ottenuti?

Direi buoni, senza dubbio. Rispetto al 2017 i dati aggiornati ad ottobre raccontano di come abbiamo guadagnato poco meno di 5 punti percentuali di raccolta differenziata, che si traducono in una corrispondente riduzione del secco residuo. Una crescita significativa che ci ha portati alla soglia di quota 80%. Il dato registrato ad ottobre è di 78,2% di raccolta differenziata. Se pensiamo che nel 2014 eravamo al 46,5%, possiamo essere orgogliosi della strada che abbiamo percorso. Ovviamente non abbiamo ancora i dati definitivi per il 2018, ma quelli parziali premiano le scelte che abbiamo compiuto con il supporto di ESPER: una raccolta che totalmente domiciliarizzata con tariffazione puntuale a cui si aggiunge una piattaforma ecologica appena ultimata, e che sarà il riferimento per Malegno e Cividate Camuno. Sarà inaugurata all’inizio del 2019, ed è stata realizzata grazie ad un finanziamento ottenuto dal Comune di Malegno. Anche Cividate avrebbe dovuto sistemare la propria, ma abbiamo ritenuto che non fosse il caso di avere due piattaforme a distanza di poche centinaia di metri, quindi abbiamo deciso di condividere la nostra. A fianco della piattaforma ecologica c’era un cassone per il conferimento di sfalci e ramaglie, l’unico punto di raccolta stradale di tutto il Paese. Dal primo gennaio 2019 toglieremo anche quello: Malegno non avrà più nemmeno un punto di raccolta stradale.
Dal punto di vista della produzione di secco residuo, pur essendo in diminuzione costante, dobbiamo ammettere qualche Comune vicino, come Niardo, va leggermente meglio. Ma non possiamo trascurare il fatto che su Malegno grava una grossa fabbrica della Riva, che, per la sua dimensione, è quasi impossibile portare ad una forte diminuzione del secco residuo.
Diciamo che i Comuni dell’Unione che sono a tariffazione puntuale viaggiano a livelli di RD e prestazioni ambientali analoghi. Le percentuali si modificano un po’ a seconda delle situazioni. In un paesino da 2000 abitanti come il nostro, sono sufficienti un paio di situazioni difficilmente governabili per modificare sensibilmente la percentuale di raccolta.

Quindi: Malegno prima affronta il porta a porta integrale, poi, dal 2018, la tariffazione puntuale. Come è stata accolta dalla cittadinanza quest’ultimo cambiamento?

Il primo dato è quello che testimonia l’impegno della cittadinanza tutta: gli incontri di presentazione e di spiegazione della tariffazione puntuale sono stati affollati, animati da persone che volevano capire il meccanismo. Ma questa posso tranquillamente dire che è una costante di tutti questi dieci anni di percorso sulla gestione dei rifiuti. Le riunioni più frequentate che io abbia visto durante la mia carriera da amministratore sono quelle sui rifiuti. Addirittura, abbiamo delle persone anziane che vengono in Comune con pezzettini di rifiuti per capire dove vadano conferiti. C’è senza dubbio molta attenzione.
Il poter lavorare anche se solo in piccola parte sull’incentivo economico desta molto interesse. L’anno scorso siamo riusciti a consentire un minimo risparmio a chi ha fatto bene la raccolta differenziata. Siamo attorno al 10%. Non stiamo parlando di una cifra che cambia la vita, ma è senza dubbio un segnale. E i cittadini sono felici.
Qualche problema in più lo abbiamo sulle utenze non domestiche. Siamo costretti da una questione normativa e ci rendiamo conto che non riusciamo ad andare incontro ad esigenze reali. I nostri negozi sono piccoli esercizi di prossimità, che faticano a sopravvivere. Ci rendiamo conto che spesso la tariffa non è commisurata alle reali capacità di spesa degli esercizi. Ma non abbiamo margine di manovra. Anche in questo caso abbiamo però cercato di fare il massimo: a fronte di una corretta gestione dei propri rifiuti, quasi nessuno ha dovuto far fronte a degli aumenti.

Quali sono i prossimi passi che pensate di fare?

Per il 2019 sicuramente puntiamo a rendere strutturale la tariffazione puntuale. Il primo anno è stato “di prova”… Il primo ciclo di tariffa puntuale lo chiuderemo con l’arrivo dei dati definitivi sugli svuotamenti, quindi nei primi mesi del 2019. Il primo passo dunque è quello di confermare e rendere ancora più solido quanto fatto fino ad ora.
Stiamo ragionando sulla diminuzione della frequenza della raccolta dell’indifferenziato. Osservando i dati è palese come quasi nessuno utilizzi tutti i passaggi: potremmo tranquillamente passare ad una raccolta quindicinale, almeno sull’indifferenziato.
Inoltre ci piacerebbe rendere “puntuale” anche il rapporto con Valle Camonica Servizi, che il comportamento virtuoso dei nostri cittadini possa avere un peso anche nel rapporto con l’azienda. Non possiamo trascurare il fatto che l’Unione dei Comuni degli Antichi Borghi sia stata una sorta di incubatrice, partendo per prima, supportata da Valle Camonica Servizi ed ESPER, nella revisione del servizio con l’introduzione della raccolta domiciliare e poi con il passaggio a tariffa puntuale. Tutto ciò è partito dai nostri Comuni ed oggi coinvolge quasi la metà della Valle, in un’ottica futura di completa omogeneizzazione. L’Unione degli Antichi Borghi ha consentito a Valle Camonica Servizi e a tutto  il territorio Camuno uno slancio: è evidente che quella adottata è una modalità che funziona. La speranza che abbiamo è che Valle Camonica Servizi abbia non voglio dire un occhio di riguardo, ma un’attenzione per i Comuni che stanno facendo da traino e che consentiranno un efficientamento notevole di tutti i servizi gestiti dalla multiutility. Sarebbe un male per tutti se, nonostante gli sforzi profusi da Amministrazioni, Azienda e Cittadini, non ottenessimo i risultati auspicati, o, peggio ancora, ci trovassimo rincari delle tariffe. Infine, con l’attivazione della nuova piattaforma ecologica, vorremmo aumentare le tipologie dei materiali raccolti, e magari dare risposta ad alcuni materiali complicati tipo il polistirolo. Ormai la sensazione è che il lavoro “grosso” lo abbiamo fatto, che possiamo lavorare di fino.

 

La Regione Piemonte presenta le linee guida per la tariffazione puntuale

“Se vogliamo migliorare il sistema complessivo dei rifiuti piemontesi dobbiamo puntare sulla raccolta differenziata e sulla tariffa puntuale.”

Sono state queste le parole dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Alberto Valmaggia all’EcoForum per l’economia Circolare del Piemonte organizzato da Legambiente.
Le parole dell’Assessore arrivano a seguito della presentazione dei dati sulla gestione rifiuti in Regione: Appena il 35,5% dei Comuni piemontesi raggiunge il 65% di raccolta differenziata previsto per legge e sono soltanto 36 su 1201 i Rifiuti Free, Comuni che oltre ad aver raggiunto il 65% di RD, producono meno di 75 kg pro capite l’anno di secco residuo, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento.

Regione Piemonte ha scelto Ecoforum per presentare le nuove linee guida per la tariffazione puntuale, redatte in collaborazione il Consorzio Chierese Servizi, Consorzio Covar14, Pegaso 03 ed ESPER.

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Toscana: cresce la differenziata; Capannori è l’eccellenza

La Regione Toscana ha appena pubblicato i dati certificati riguardo all’andamento della raccolta differenziata a livello regionale.

È salita di quasi 3 punti rispetto al 2016 la percentuale di raccolta differenziata e la produzione di rifiuti non differenziati è calata in modo sostanziale. Nel dettaglio, la percentuale della raccolta differenziata a scala regionale di attesta al 53,9%, con un incremento di 2,9 punti rispetto all’anno precedente. La produzione di rifiuti urbani è stata pari a 2,24 milioni di tonnellate in diminuzione del 2,9% rispetto all’anno precedente (- 67.000 tonnellate) con il dato pro capite che è passato da 617 a 600 kg/abitante (pur sempre un quantitativo molto elevato in confronto ai 497 kg/abitante anno medi a livello nazionale). Molto positiva la sostanziale diminuzione, pari a circa 98.000 t, della parte non differenziata dei rifiuti.

“I dati certificati – commenta l’assessore Federica Fratoni – ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta e le risorse messe a disposizione dalla Regione pari a 30 milioni di euro saranno utili a spingere in avanti le performance, così da raggiungere nei tempi stabiliti l’obiettivo che siamo posti di 70% di raccolta al 2020. Nei dati mi preme sottolineare – prosegue Fratoni – il calo dell’indifferenziato e quello della stessa produzione generale pro capite, a dimostrazione che la raccolta differenziata porta come effetto indotto la diminuzione di rifiuti”.*

Maglia nera della Toscana il Comune di Abetone Cutignano con duemila abitanti e 12 % di differenziata ma anche altri comuni ben più conosciuti, ad esempio Orbetello, sono fermi al 15% ed i peggiori capoluoghi rimangono Grosseto (34%) e Massa (32%).

A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale (implementata con la collaborazione di ESPER) che, quando ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.

 

*fonte: e-Gazette

 

Lanuvio: il Comune più organico d’Italia

Lanuvio è un Comune dei Castelli Romani di poco più di 13.500 abitanti. Nel giugno 2016 la percentuale di raccolta differenziata del Comune era estremamente bassa e si attestava sul 16%, ben lontano da quanto prescritto dalla normativa nazionale ed europea. Con il supporto tecnico di ESPER, Lanuvio ha imboccato la via della raccolta porta a porta, arrivando già alla fine dell’anno a superare abbondantemente quota 50% (novembre 2016 69,4%). Oggi la percentuale di raccolta differenziata è stabilmente fra il 70 ed il 75%, a fronte di una media provinciale di 42,34% e una regionale del 42,37% .

RD_annua

RD_mensile

E se da una parte crescono le percentuali di raccolta differenziata, dall’altra è sensibile il calo di produzione generale dei rifiuti: se nel 2015 ci si assestava sui 432 kg/abitante all’anno, i dati del 2018 proiettati su base annua sono calati fino a raggiungere i 336 kg/abitante all’anno.
Se i dati esposti testimoniano l’impegno ed il grande lavoro dell’Amministrazione Comunale e della cittadinanza di Lanuvio, analizzandoli ulteriormente si scopre che il vero capolavoro è la gestione dell’organico. La diffusione del compostaggio domestico è elevatissima: al di fuori del centro urbano tutte le utenze sono tenute al compostaggio domestico a fronte di una riduzione del 10% della parte variabile della TARI.
Il risultato di tale politica è eccellente: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno.
L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata: il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”, la cui cerimonia ufficiale di premiazione si terrà venerdì 9 novembre 2018 alle ore 9.30 nell’ambito di Ecomondo, il prestigioso Salone Internazionale della green economy, della trasformazione delle materie seconde e dei rifiuti, dell’efficientamento energetico, delle soluzioni e tecnologie volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire lo sviluppo dei territori in chiave sostenibile.

Ne parliamo con Mario Di Pietro, Assessore all’Ambiente di Lanuvio

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Partiamo dal premio ricevuto. Lanuvio è a tutti gli effetti una eccellenza nazionale…
Sì. Lo siamo. Ed è una soddisfazione immensa.
A Lanuvio abbiamo fatto delle scelte che, soprattutto nel momento in cui abbiamo deciso di compierle, ovvero appena prima di una campagna elettorale, potevano risultare “forti”. Considerate che siamo un Comune dei Castelli Romani con una superficie di circa 44 km quadrati, quindi con una prevalenza forte di abitazioni nelle zone meno urbanizzate, in campagna. Su circa 6.000 utenze registrate nel nostro Comune, più di un terzo sono nella zona definita “case sparse”. In questa zona il servizio di raccolta ha ovviamente delle frequenze e delle modalità differenti rispetto al centro urbano. Bene abbiamo deciso che in questa zona tutti avrebbero fatto il compostaggio domestico. All’inizio sembra una scelta un po’ forte, però ci abbiamo creduto e l’abbiamo ragionata e condivisa innanzitutto con l’ing. Salvatore Genova, direttore tecnico di ESPER che per noi è stato sempre un punto di riferimento importante. Abbiamo valutato i pro e i contro e ci siamo imbarcati in questa avventura.

La risposta della cittadinanza è stata da subito buona?
Senza dubbio siamo stati agevolati dal fatto che chi fa la scelta di abitare nelle case sparse, sia che venisse dal centro urbano, sia che abitasse nella zona da generazioni, ha un rapporto con la natura molto più stretto e vede il compostaggio come un’azione ordinaria. Tanti fra l’altro hanno ancora l’animale da cortile e quindi già smaltivano autonomamente i propri scarti organici. Certo non è stato facile e scontato: come tutte le imposizioni, inizialmente c’è stata qualche resistenza. Anche perché da subito abbiamo chiarito che non si trattava di una scelta a cui non avremmo dato seguito: con gli uffici e con gli ispettori ambientali abbiamo da subito effettuato controlli e verifiche per far sì che il compostaggio avvenisse realmente, così da giustificare pienamente gli sconti in bolletta previsti. Dobbiamo dare atto all’azienda gestore del progetto di averci sempre seguiti.
Abbiamo fatto un’ottima campagna di sensibilizzazione e di comunicazione, e devo dire che dopo le prime resistenze, la cittadinanza ha dimostrato di crederci e di condividere il progetto. Tutto ciò ha portato ad avere pressoché da subito un riscontro positivo. Anche perché l’avere un mastello in meno da gestire è un vantaggio per chi, come chi abita in case sparse, spesso deve trasportarlo per lunghi tratti dall’abitazione al cancello.
La somma di tutti i fattori espressi fasi che nel Comune di Lanuvio 2.169 abbiano intrapreso la via del compostaggio domestico.

Lanuvio però non è solo compostaggio.
Nell’ultimo anni in effetti ci siamo assestati su livelli di raccolta differenziata molto alti. Vista l’esperienza estremamente soddisfacente che alcuni Comuni del territorio avevano fatto altrettanto prima di noi, abbiamo deciso di affidarci per la progettazione del nuovo servizio di raccolta alla ESPER. Ma la progettazione non è tutto: ci abbiamo messo del nostro e ci teniamo a far bene.
Mediamente stiamo fra il 73 ed il 75% di raccolta differenziata. Valori reali, veri, che non gonfiamo e non vogliamo gonfiare con escamotage che abbiamo visto utilizzare altrove. Quello della gestione rifiuti è un settore delicato, che riguarda diretamente il futuro nostro e dei nostri figli. Ci teniamo a far bene e ce la mettiamo tutta per ottenere i buoni risultati che tutti oggi possono apprezzare.

Nel breve volgere di due anni e mezzo siete passati dal 16% del giugno 2016 a sfiorare il 75%. Ma non finisce qui: si passerà alla tariffazione puntuale?
Certo. Ci siamo già attivati a proposito. Nel prossimo consiglio comunale del 30 ottobre si voterà il regolamento TARIP e saremo pronti a partire con la tariffazione puntuale dal 1 gennaio 2019. Anche in questo passo abbiamo scelto di chiedere un supporto tecnico ad ESPER, in continuità con quanto fatto in precedenza. Siamo il secondo comune dell’hinterland che parte con la tariffazione puntuale dopo Ariccia, che però partì a lavorare sul tema rifiuti molti anni fa. In pochissimi anni abbiamo recuperato molto terreno. E mi sento di rispondere a tutti quelli che ci rimproveravano di aver preso il riferimento di Ariccia, a loro dire troppo ambizioso, che se ancora non abbiamo superato le loro performances, è questione di giorni. Con il passaggio a Tariffa Puntuale e il meccanismo incentivante ad essa connesso, supereremo certamente i “maestri”. E questo è un motivo d’orgoglio per me e per l’Amministrazione intera. Siamo riusciti a dare al cittadino un servizio puntuale e preciso, sia sotto il profilo della raccolta che sotto quello dello spazzamento, considerando anche il nuovo centro Comunale di Raccolta aperto tutti i giorni. Abbiamo fatto molto, ma siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare. Non è un problema. Ci piacciono le sfide. Soprattutto quando le vinciamo. (S.C.)

Convegno: “Lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo della tariffa puntuale nel nostro paese”

L’appuntamento del 19 settembre a Roma per il convegno TARIFFA PUNTUALE RIFIUTI: come orientarsi nella normativa in evoluzione ha confermato una tradizione.

Quella per cui i convegni nazionali con i quali ogni anno Payt Italia fa il punto sulla diffusione della tariffa puntuale nel nostro paese sono un momento di confronto di alto livello tecnico tra operatori, politici e amministratori.

La Finestra sulla prevenzione dei rifiuti li ha sempre seguiti con attenzione perchè la tariffa puntuale si è rivelata il principale strumento economico per le politiche di prevenzione dei rifiuti.

Come si può vedere dal programma1 l’appuntamento di Roma è stato pensato in due sessioni, una formula già sperimentata da Payt e che si è confermata di successo, vista la qualità dei contributi e la grossa partecipazione da parte di un pubblico formato da tecnici e amministratori

  • una sessione mattutina per l’approfondimento dei temi ancora aperti;
  • una sessione pomeridiana con tavoli di lavoro tematici in parallelo

La mattina la bella sala della Protomoteca in Campidoglio, messa a disposizione del Comune di Roma ha visto alternarsi interventi di personaggio di peso nella storia della gestione rifiuti in Italia e sollecitazioni di soci Payt sulle questioni di attualità per la gestione della tariffa puntuale. Con l’attenta regia di Gianni Pioltini (sindaco di Albairate MI e socio fondatore di Payt Italia) sono stati proposti spunti innovativi che poi in gran parte sarebbero stati ripresi negli approfondimenti pomeridiani.

Dopo il saluto del Comune di Roma, il Presidente Gaetano Drosi ha introdotto i lavori presentando l’associazione e la sua mission2

La forza di Payt sta nel non essere una “associazione di categoria” che rappresenta specifici portatori di interesse, ma una felice e sinergica combinazione di tutti i soggetti che operano nella filiera che dalla misurazione dei rifiuti e dalla sua attribuzione alle utenze porta alla definizione e alla applicazione della tariffa puntuale.

Avere al proprio interno costruttori e venditori dei sistemi di misurazione, aziende di gestione che li applicano, i tecnici che progettano le raccolte e la tariffa e le istituzioni che governano il settore e implementano le scelte consente di offrire al legislatore un punto di vista sistemico e non di parte –

È quel che serve per andare ad una riforma dell’istituto tariffario basata sulle migliori pratiche realizzate nel nostro paese e per superare una tariffa che oggi appare ed è ingiusta e stressante nell’applicazione.

Ivan Stomeo, delegato Anci Energia e Rifiuti, ha dato testimonianza delle iniziative che l’Associazione sta sviluppando per diffondere tra un numero più ampio dei Comuni attualmente coinvolti la pratica della tariffa puntuale, che Anci ha riconosciuto come importante e fa propria.

Edo Ronchi, il “padre” della tariffa puntuale3, ha spiegato, motivato e rilanciato la natura corrispettiva di una tariffa pensata come strumento economico per modernizzare il settore.

Una modernizzazione oggi ancora più attuale di allora nel nuovo clima che si sta creando con il pacchetto comunitario che inserisce la gestione dei rifiuti nell’ottica dell’economia circolare.

Dopo un intervento di Andrea Ferri – responsabile finanziario di Anci / Ifel, che ha insistito su un approccio tributario alla tariffa puntuale, si è passati agli interventi con i quali alcuni soci hanno portato gli stimoli più innovativi e che riflettono il lavoro recente svolto dell’Associazione.

Consiglio una visione approfondita di questi contributi (forniti per esteso in nota e qui ripresi per cenni), dato che si tratta di approcci spesso innovativi4.

Giorgio Ghiringhelli ha evidenziato il ruolo che l’Authority ARERA potrebbe assumere per il miglioramento del ciclo dei rifiuti. Sono stati esaminati i nuovi livelli di governance che stanno maturando per il settore, evidenziando la tendenza ad un controllo sull’approvazione della tariffa che passerà per gli ambiti ottimali e in ultima istanza per l’Autorità.

Elisabetta Martignoni (responsabile della Commissioni Norme e regolamenti) ha aggiornato l’analisi della normativa vigente e delle criticità sul tappeto, sulla base di una vasta ed esauriente disamina delle norme vigenti ai vari livelli e delle tendenze in atto.

Mario Santi (responsabile della Commissione Misurazione censimento esprienze) ha presentato la proposta Open Data (una banca dati per aiutare Comuni e gestori a implementare i sistemi di misurazione della produzione dei rifiuti e la gestione puntuale della tariffa) e di Payt Compliance. (per arrivar e ad una certificazione di conformità della qualità dei sistemi di misurazione e di gestione puntuale della tariffa).

Monica Bettiol si è soffermata sui principi e sulle fonti del tributo puntuale e della tariffa corrispettiva nella vigente normativa, chiarendo le possibili fattispecie di prelievo (tributaria e non tributaria) e modalità di tariffazione che stanno alle spalle del pagamento dei servizi di gestione rifiuti.

Attilio Tornavacca ha introdotto la questione dei fabbisogni standard, con le criticità (non aggiornamento, scostamento tra diverse fonti governative, non tener conto di alcune voci di costo, quali i costi di amministrazione/riscossione del tributo o tariffa e quelli derivanti dalle mancate riscossioni per crediti inesigibili), le proposte migliorative possibili, la sinergia tra misurazione puntuale ed obiettivi perseguiti con l’introduzione dei fabbisogni standard.

A fine mattinata l’intervento di Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente del Comune di Roma, ha lasciato un segno importante sulla giornata. La politica dei rifiuti del Comune di Roma5 programmata nell’arco della consiliatura, quindi fino al 2021) si è rivelata di largo respiro, centrata su riduzione dei rifiuti prodotti e aumento della raccolta differenziata al 70% (con una tariffa puntuale da implementare per gradi, anche partendo dai condomini) e impiantistica sostenibile (2 impianti di compostaggio, uno di selezione e lo sviluppo delle fabbriche dei materiali – una bella differenza rispetto a quando tutto . o quasi – andava a Malagrotta …).

Il dato più sorprendete è che, mentre la realtà romana dei rifiuti viene rappresentata mediaticamente dai maiali attorno ai cassonetti, Roma in realtà non ha solo dei bei progetti, ma è già oggi la capitale europea con il più alto tasso di raccolta differenziata: meglio di Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Vienna.

Mi ripropongo nel tornare più approfonditamente sulla situazione romana con un altro numero delle Finestra sulla prevenzione dei rifiuti.

Il pomeriggio è stato dedicato agli approfondimenti. Ha visto la partecipazione di una buona parte dei presenti alla mattinata, distribuiti tra i tre tavoli costruiti per approfondire tematiche che Payt giudica tra le più urgenti ad attuali. Anche e soprattutto in questo caso gli elementi di seguito riportati sono solo stimoli alla lettura dei documenti di sintesi prodotti dai tre gruppi, che meglio rendono ricchezza e articolazione dei lavori. Essi sono disponibili sul sito di Payt Italia6.

Il primo era dedicato a Misurazione e applicazione della tariffa puntuale. Moderato da Christian Migliorati e Italia Mario Santi appena sfiorato il tema dell’open data su Sistemi di misurazione e applicazione puntuale della tariffa che si ritiene tecnicamente giunti a maturità, con riferimento alle schede e ai tracciati presentati nella mattinata relazione di Santi in mattinata 7. Bisognerà ora concentrarsi sullo sblocco della situazione politica che ne consenta il passaggio ad una fase operativa. Per la quale peraltro i soggetti presenti sono stati allertati come possibili protagonisti della fase sperimentale.

Ci si è invece soffermati sul tema della Payt compliance, cioè sulla identificazione di quell’ insieme di indicatori che attestino la conformità di un sistema di gestione a misurare i rifiuti consegnati al servizio da parte dei singoli produttori e ad attribuire la tariffa puntuale. Non considerandone singoli aspetti (tecnologie misurazione e trasmissione dati; SW per gestione della tariffa – impostazione e gestione PeF, simulazione e calcolo tariffe; emissione bollette; riscossione e gestione contenzioso – sui quali possono esistere certificazioni di prodotto) ma puntando ad una certificazione di processo, di sistema.

Nella prima parte diverse esperienze che si sono misurati con questa tematica hanno sottolineato gli aspetti con i quali hanno fatto i conti, sempre con estrema attenzione ai rispettivi contesti (rilevanti quelle riportate da Cristian Migliorati sul Consorzio dei Navigli, da Fabio Cela su Amaga, da Mario Bertoldi su Ascit).

Nella seconda parte sono state riprese due tabelle della relazione di Santi della mattinata sulla base delle quali avviare la discussione sulla costruzione di indicatori che permettano di definire la situazione di Payt compliance: la prima (Proposte per la definizione di uno schema di Payt compliance) porterà a capire come scegliere e calibrare gli indicatori. La seconda fornisce un primo elenco (aperto) di variabili tra le quali scegliere quelle da selezionare per arrivare alla valutazione della Payt compliance, con i valori e i pesi relativi.

Starà ora al lavoro della commissione (cui verrà fornita la sintesi dei lavori del gruppo con e le due tabelle) sviluppare questi input.

Il secondo gruppo ha affrontato il tema dell’Assimilazione e dei suoi impatti sulla tariffa. La discussione è stata coordinata da Guido Trentini e Walter Giacetti. Ha visto confrontarsi Aziende di Consulenza e fornitura software, Soggetti Gestori e Autorità Regionali, Associazioni di Categoria (Utilitalia) presenti sia funzionari tecnici che amministratori da varie parti d’Italia Nord, Centro e Sud.

Dopo aver toccato i punti caldi aperti dalla sentenza del TAR del Lazio n. 426/2017 del 13 aprile 2017 e della conseguente apertura da parte del Ministero dell’Ambiente del dibattito su una bozza di decreto recante i criteri qualitativi e quali – quantitativi per l’assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani ai sensi dell’articolo 195, comma 2, lettera e) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 la discussione ha toccato i principali punti sul tappeto, tra i quali cito a titolo di esempio: la necessità, per assicurare tariffe eque ad ogni utenza, di riformare il metodo di calcolo delle tariffe piuttosto che intervenire nella assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani; il fatto che una corretta applicazione della tariffa puntuale, in ragione della maggiore equità rispetto alla tariffa presuntiva, di fatto potrebbe determinare una automatica “autoregolazione” di quei conflitti che stanno alla base delle istanze di deassimilazione da parte alcuni dei soggetti produttori; l’opportunità di una doppia modalità di regolazione (in regime di tariffa puntuale e presuntiva) relativamente alla assimilazione – in sostanza nel caso di tariffa puntuale si auspica che i comuni possano fissare nel regolamento ex art. 198, comma 2, D.lgs. 152/2006 i limiti quantitativi annui di assimilazione della frazione RUR (Rifiuto Urbano Residuo), non sulla base di vincoli precisi definiti a livello centrale, ma avendo come riferimento i quantitativi complessivamente rilevati sul territorio di competenza in modo coerente con gli esiti del locale sistema di misurazione dei rifiuti conferiti.

Ho preso lo spunto solo da alcuni dei punti toccati da un’analisi ben più approfondita per introdurre al fatto che alla fine si è arrivati alla conclusione che, al di là delle conseguenze di un DM Assimilazione che non ha ancora preso forma, risulta chiaro che la regolazione della questione, determinerà problematiche applicative e difficoltà operative che graveranno principalmente nei comuni.

Si ritiene allora che a livello nazionale l’applicazione della misurazione e tariffa puntuale ovvero dei sistemi PAYT (Pay as You Throw) potrà costituire, laddove è stata già applicata e dove lo sarà anche sulla spinta di queste nuove problematiche, un percorso innovativo ed efficace, non solo come metodo alternativo e particolarmente adatto a proiettare i sistemi di gestione dei rifiuti urbani verso la massimizzazione del riciclo e la riduzione dei rifiuti, ma anche come strumento principale di gestione di molte delle problematiche che stanno alla base della necessità della regolazione della assimilazione e della riformulazione della tariffa attraverso la riforma del DPR 158/99.

Il terzo gruppo è stato coordinato da Elisabetta Martignoni e Monica Bettiol e ha affrontato il tema delle Proposte di modifiche legislative per una norma organica sulla tariffa puntuale.

Si sono affrontati diversi temi.

Piano economico e Finanziario (PF).

È stata messa in evidenza la necessità di regole che impongano una univoca e non discrezionale compilazione del PF, al fine di permettere una reale comparazione tra aziende in rapporto costi/qualità del servizio. Al riguardo, si ritiene fondamentale l’intervento di ARERA per l’attribuzione dei costi comuni, attraverso la definizione di precise regole di unbundling.

È stata rappresentata l’esigenza di poter disporre di indici a integrazione del PF, al fine di effettuare le necessarie valutazioni di coerenza/efficienza della gestione.

Schema di regolamento tipo.

È stata espressa l’esigenza che Payt diffonda modelli di Regolamento Tarip che possano essere utilizzati come base di lavoro e come modello cui ispirarsi, da calare ed articolare poi nelle singole realtà locali.

Sul tema è di interesse comune poter interloquire con Arera per la definizione del modello tariffario di tariffa puntuale che vedrà la luce.

Governance.

Sono state individuate due tipi di criticità, legate al fatto che la normativa mantiene in capo ai Comuni il ruolo di detentori del regime di privativa sulla raccolta e smaltimento di rifiuti urbani e assimilati:

  1. L’esistenza di Gestori che rappresentano realtà industriali di rilevante importanza economica a livello nazionale, consolidatesi nelle pratiche favorite in alcuni modelli Regionali, in cui i Comuni non hanno più alcuna possibilità di esprimere esigenze o necessità e dalle quali pare impossibile retrocedere, riappropriandosi di un servizio legato al proprio territorio oppure chiedendo servizi connessi a particolari criticità evidenziate dalla cittadinanza;
  2. L’esigenza che il processo di definizione degli Ambiti, nelle realtà in cui sia almeno ancora possibile farlo, venga innescato con una modalità botton down, in cui i Comuni vengano ascoltati e possano esprimere le loro esigenze al fine di costituire Ambiti omogenei non solo per territorio ma anche per visione.

In conclusione: all’appuntamento romano sono venuto in molti, e qualificati.

Ne sono entrati con la coscienza di essere nel posto migliore per discutere e confrontarsi sulla tariffa puntuale.

Non con generici “esperti”, ma con chi in Italia la vive e la pratica fin delle prime esprienze.

E ha creato una Associazione professionale per costruire una visione sistemica in cui abbiano un ruolo tutti gli attori della filiera: da chi fornisce contenitori e sistemi di misurazione a chi gestisce il servizio, da chi progetta il sistema a chi definisce e riscuote la tariffa.

Chi è stato a Roma il 19 settembre 2018 è uscito con la consapevolezza di essere in un cantiere aperto, come è da vent’anni per chi si occupa di tariffa rifiuti nel nostro paese.

Ma un cantiere al quale lavorano i migliori progettisti, i migliori operai e i migliori direttori dei lavori.

Dove però si sente la mancanza di una normativa di sostegno chiara e inequivocabile.

Come se – per restare nella metafora – le fondamenta fossero sempre un po’ “fragili” o se si stesse lavorando a costruzioni destinate a restare “prototipi” o tutt’al è più a diventare “quartieri modello”, ma isolati.

Quando invece quei pazzi di Payt mirano a costruire prima una città, poi una Regione, poi l’intero Paese.

Ed allora bisogna rafforzare la fondamenta, il sistema di dati, modelli, regole e norme che porti ad una riforma dell’istituto tariffario che leghi direttamente il pagamento alla produzione dei rifiuti da parte delle utenze e ai servizi di cui ognuna usufruisce.

Perchè chi inquina, paghi …

1 file:///C:/Users/rifiu/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/RDNEYLQD/9-Programma-convegno-payt-A4_9.pdf

3 Che è nata con l’art. 49 del Dlgs 22/97 (il Decreto che ha preso il suo nome) e con il successivo DPR 158/99.

4 Relazioni disponibili in http://www.payt.it/?p=1100

5 Basata sul PIANO DI RIDUZIONE E GESTIONE DEI MATERIALI POST CONSUMO 2017-2021 Deliberazione Giunta Capitolina n.47 del 30 marzo 2017

6 V. sopra. È possibile che al momento dell’uscita di questo contributo le sintesi dei lavori dei tre tavoli pomeridiani siano ancora in fase di raccolta a caricamento (a differenza delle relazioni della sessione mattutina, da subito presenti).

 

Fonte: labelab