Ezio Orzes: “Ecco come stiamo progettando la nuova raccolta rifiuti a Marsala”

Marsala si prepara al nuovo servizio di raccolta rifiuti. In autunno scade il contratto con Aimeri e si dovrà predisporre una nuova gara d’appalto per la raccolta. Il Comune si è costituito in Aro, che vuol dire più autonomia nelle decisioni legate alla raccolta, e l’obiettivo è quello di ridurre i costi. Ezio Orzes, progettista della Esper, la società specializzata nella progettazione dei servizi legati ai rifiuti, che sta predisponendo il nuovo piano dei rifiuti per il Comune di Marsala. Una delle vostre caratteristiche è che non lavorate con i privati, ma solo con i comuni.
La nostra è una società specializzata nella progettazione dei servizi di questo tipo. Ha una lunga esperienza maturata in 10 anni di attività. Una caratteristica della nostra società è che noi non lavoriamo per i gestori dei servizi, lavoriamo solo per i comuni. Abbiamo fatto una scelta di campo molto chiara. Sembra poca cosa, ma in realtà è fondamentale. Noi lavoriamo per comuni ma anche per consorzi di comuni, quindi gestendo grosse gare d’appalto.

Il comune o il consorzio vi chiama e vi chiede “aiuto” per fare una gara a puntino.
Esatto. Facciamo la progettazione.

E se vi chiama il privato e vi chiede aiuto per partecipare ad una gara?
Noi diciamo no.

Perché vi siete importi un codice etico. E i singoli esperti della società lavorano con i privati?
Assolutamente no. Non ci sono collaboratori della Esper che hanno incarichi di consulenza per ditte private. Questa è una cosa fondamentale. Se una volta lavori per i comuni e una volta lavori per chi partecipa alle gare, e continui a fare questo in giro per l’Italia, non sai da che parte del tavolo stai seduto.

Quindi vi odiano quelli che partecipano alle gare?
Non credo. Noi progettiamo servizi e regole che tendono a tutelare al massimo i comuni che rappresentiamo. Da quello che succede in giro invece notiamo che qualche volta le gare d’appalto non gestite bene cedono il coltello dalla parte del manico ai gestori.

Da quanto tempo sta seguendo la situazione dei rifiuti a Marsala?
Dal mese di gennaio.

Quattro mesi in cui siete stati in città, avete fatto osservazione sul campo, avete richiesto dati, li avete analizzati, e siete arrivati a quale conclusione sulla raccolta dei rifiuti a Marsala?
Oggi abbiamo a Marsala un servizio che costa molto e che produce risultati scarsi. Siamo al 38% di raccolta differenziata, che è di molto al di sotto dell’obbiettivo minimo del 65%.

Quali sono i nodi critici?
Questo affidamento è stato fatto con una modalità diversa rispetto a quella che proponiamo. Il comune ha definito degli obbiettivi di massima e poi ha lasciato ai proponenti presentare un loro progetto.

Che poi non era stato propriamente il comune di Marsala ma l’Ato Tp1 e magari non rispettando le diverse esigenze.
Naturalmente se sono i proponenti a presentare le proposte lo fanno cercando di tutelare al massimo i loro interessi. Noi stiamo proponendo di definire nel dettaglio la prossima gara.

In questi giorni avete fatto degli incontri con la città. Perché questa intenzione?
E’ una scelta dell’amministrazione comunale quella di portare avanti un percorso di condivisione. Serve anche a noi per affinare anche il progetto.

E’ la prima volta che lavora in Sicilia?
No. Amo la Sicilia, quando è possibile vengo. Abbiamo ad esempio redatto il piano d’intervento per il comune di Ragusa che è stato approvato all’unanimità in consiglio comunale. Si è partiti con una opposizione anche abbastanza articolata.

E lei spera nello stesso risultato a Marsala.
Sarebbe un segnale di grande maturità. E’ un progetto che se portato avanti può davvero vincere tutta la città.

In questi giorni ci sono stati incontri nelle commissioni in consiglio comunale. Che tipo di osservazioni le hanno fatto i consiglieri?
Una preoccupazione per i costi. Ma il nostro progetto permetterà una riduzione dei costi rispetto all’attuale servizio intorno all’8, 10%. Poi tante domande sul metodo che noi proponiamo.

E che metodo è?
Tende a responsabilizzare progressivamente anche i cittadini oltre che avere un controllo sul gestore. Il modello che proponiamo tende ad identificare ogni singola utenza che avrà a disposizione un chip che consente di calcolare i automatico il conferimento del rifiuto.

Oggi la raccolta rifiuti è divisa per giorni, e cambia anche da zona a zona, a Marsala. Come cambierebbe invece la raccolta secondo il vostro schema?
Oggi la raccolta è abbastanza difforme nel territorio. In alcune aree c’è una raccolta porta a porta, in altre aree una raccolta di prossimità, con più condomini che conferiscono negli stessi contenitori. E questo non giova alla qualità del rifiuto. Noi proponiamo la fornitura di un kit di contenitore per ogni utenza. Ci saranno dei contenitori piccoli e impilabili.

Voi avete lavorato anche a Napoli, ma lì la situazione non è delle migliori.
In realtà abbiamo lavorato in un quartiere di Napoli, Colli Aminei. Non tutta Napoli. E’ stata fatta una progettazione sperimentale in quartiere molto critico che però ha superato il 70% di differenziata.

Quindi quanti raccoglitori ci saranno a Marsala?
Un raccoglitore per l’indifferenziato, per l’organico, carta, vetro, plastica e lattine. Avevamo ipotizzato la raccolta assieme di plastica e lattine, perchè nel Nord Italia ci sono impianti che dividono i due materiali a costi ridotti, qui non ci sono questi impianti e quindi i costi di selezione supererebbero i costi della raccolta monomateriale. Quindi faremo così.

Ogni bidone è chippato. Quindi se il cittadino sbaglia a mettere la spazzatura che succede?
Viene fatta una segnalazione bonaria, l’operatore metterà un adesivo nel contenitore per segnalare la difformità. Se questo viene ripetuto si arriva anche alla contravvenzione. Su queste cose però non servono i vigili urbani e le sanzioni serve di più una campagna di comunicazione molto attenta, coinvolgere la gente e le scuole.

Se si mette un contenitore chippato per ogni frazione e per ogni utenza i costi potrebbero ancora aumentare.
I costi non aumenteranno perchè ci sarà una riduzione consistente del costo dello smaltimento del rifiuti indifferenziato. Se la bottiglia di plastica si mette nell’indifferenziato diventa un costo, se si getta nel differenziato è una risorsa. Bisogna dire che gli imballaggi li paghiamo, ad esempio le bottiglie di plastica che compriamo. E sugli imballaggi c’è una tassa che il cittadino inconsapevolmente paga, una tassa trattenuta dal consorzio nazionale sugli imballaggi e viene restituita ai comuni quando questa bottiglia va in una delle piattaforme gestita dai consorzi. Quindi l’unico modo per far tornare questo costo è, nell’esempio della bottiglia, gettarla nel rifiuto differenziato. Se la si mette nell’indifferenziato la si paga due volte.

Come lo si fa capire ai marsalesi? Perchè al di là delle inefficienze della raccolta rifiuti c’è spesso un comportamento ostinatamente incivile da parte dei cittadini che gettano rifiuti in maniera selvaggia, come i materassi e le lavatrici gettate nel centro storico.
Sono alcuni cittadini. Accadono anche nel nord Italia. Bisogna ridurre il numero dei cittadini che si comportano in maniera poco virtuosa. Questo metodo di raccolta responsabilizza i cittadini, perchè ogni contenitore è collegato all’utente che è responsabile di quello che mette dentro. E questo fa anche capire chi butta i rifiuti bene e chi in mezzo alla strada.

La comunicazione dell’Ato e dell’Aimeri negli ultimi anni è stata molto disastrosa, la classica campagna pubblicitaria che non parla a nessuno. Quale potrebbe essere il vostro piano sulla comunicazione?
Avrà un costo importante nell’appalto. Siamo sui tre euro ad abitante per il primo anno e un euro e mezzo per gli anni successivi. E’ importante non smettere di comunicare i risultati che si ottengono. Il cittadino si vedrà premiato nella bolletta anche perché ha compreso meglio come differenziare.

In maniera pragmatica come si farebbe la campagna di comunicazione?
Contano tutti gli strumenti con cui il cittadino “dialoga” con il servizio. Quindi lettere, istruzioni, calendario a casa con i giorni dell’esposizione. Poi verranno moltiplicati i momenti di incontro con i cittadini e con le utenze specializzate, con i condomini che devono avere una informazione specializzata, e anche con le utenze non domestiche. Il confronto diretto è una cosa fondamentale. Altra cosa su cui si deve investire è la comunicazione nelle scuole. A volte si considera banale, ma la forza della comunicazione nelle scuole sta nella coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Se formi bene i giovani cittadini è come se metti dei piccoli carabinieri nelle case.

Nelle scuole non solo si deve fare comunicazione sulla differenziata, ma soprattutto la stessa raccolta differenziata. Nelle scuole marsalesi non ci sono cestini differenziati, e i bambini non conoscono, in maniera pratica, la differenziazione del rifiuto.
Ci sono dei progetti nelle scuole in cui ci sono i raccoglitori per la raccolta differenziata e ogni classe è a turno responsabile di una frazione. Si possono mettere in concorrenza i veri istituti per cpire che raccoglie di più la plastica, o l’alluminio.

Che succede se il vostro piano non passa?
Perderà la città. Oggi proponiamo qualcosa di possibile, di cui si sono visti i risultati in molte parti d’Italia. E’ la cosa giusta che serve alla città. Spero che prevalga il buonsenso piuttosto che l’appartenenza politica.

C’è chi dice che Marsala dovrebbe ancora ragionare in ambito comprensoriale e non in Aro perchè in questo modo si possono gestire meglio, su scala, le risorse e progettare impianti comuni.
Il servizio che c’è oggi è stato progettato in ambito comprensoriale. Sarebbe una cosa senza senso, perchè Marsala ha un’entità particolare e ha il titolo per determinare le scelte che riguardano il futuro del territorio.

Un altro punto del vostro piano è la tariffazione puntuale. Cos’è e come funziona?
Il sistema che noi proponiamo porterà a una riduzione dell’8-10% rispetto a quanto si è pagato nel 2015. Ci sarà la possibilità dei cittadini di essere premiati in base a come conferiscono i rifiuti.

Come?
Questo metodo prevede una quota fissa, e una quota variabile calcolata sul numero degli svuotamenti del contenuto del rifiuto indifferenziato. Meno indifferenziato produci più risparmi.

Attualmente ci sono i cosiddetti premi all’isola ecologica. Si portano i rifiuti e vengono pesati e registrati e poi i più virtuosi ottenevano una premialità. Anche se la cosa non funzionava per il verso giusto, con ricevute pazza, e spesso maggiorate a discrezione dell’operatore. Non sarà così?
Questi chip messi in ogni contenitore consentono di individuare la produzione di ogni rifiuto di ogni utenza.

Quali sono i vostri obbiettivi?
Il 65% di raccolta differenziata per il primo anno. E il 70% a partire dal secondo anno. Se il primo anno questo obbiettivo non verrà raggiunto saranno applicate delle penalità all’azienda. Se il primo ano l’azienda raggiunge un obbiettivo che è il 70% c’è una premialità. Il risparmio sul conferimento in discarica andrà una parte al Comune, e una parte all’azienda che gestisce il servizio che però sarà costretta a riportare una parte di questi soldi agli operatori sul territorio.

Non è che poi non si presenta nessuno a partecipare a questa gara?
Una gara per oltre 90 milioni di euro per sette anni, vorrei vedere che non ci sia concorrenza.

Quando arriverà il vostro piano in consiglio comunale?
C’è la gara da fare, e l’attuale servizio è in scadenza a settembre, e bisognerà arrivare con il servizio affidato.

Fonte: TP24.it

Lampedusa: sequestrata discarica abusiva segnalata da ESPER

Una operazione di controllo e prevenzione territoriale, condotta nell’ambito delle attività straordinarie di bonifica rifiuti, ha permesso di individuare sequestrare, già prima di Pasqua, una area adiacente il Centro Comunale di Raccolta nella quale erano stati indebitamente conferiti rifiuti ingombranti.

Tra materassi e elettrodomestici di vario genere anche un notevole numero di vecchi serbatoi in amianto. Il sequestro, operato dagli agenti di Polizia Municipale del Comune di Lampedusa e Linosa, ha dato il via ufficiale alla “caccia ai rifiuti ingombranti e speciali” indebitamente conferiti sul territorio. A dare man forte all’attività della Polizia Municipale contribuisce la recente ordinanza con le previste sanzioni da cento a mille euro.

Nel caso specifico, l’area sottoposta a sequestro contava una rilevante quantità di amianto – in massima parte vecchi serbatoi d’acqua – frutto di una probabile dismissione illegale e a discapito della salute pubblica. L’attività di bonifica rientra nel processo di riorganizzazione del conferimento e smaltimento rifiuti voluto dall’Amministrazione Nicolini.

La stessa attività che ha prodotto l’incarico ad Esper quale direttore esecutivo di contratto. Sul sito internet del Comune di Lampedusa e Linosa è visibile il numero di telefono per le richieste di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti. Per quanti potranno invece recarsi autonomamente al Centro Comunale di Raccolta, personale addetto collaborerà al corretto conferimento degli ingombranti e dei rifiuti speciali nei predisposti moduli di raccolta.

Fonte: Agrigento Web

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, incontro a Lampedusa tra Amministrazione e Raggruppamento di imprese

Incontro tra il Comune di Lampedusa e Linosa e Rti Iseda per il raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata con il Dec di Esper

Rifiuti, incontro a Lampedusa tra Amministrazione e Raggruppamento di imprese

Incontro tra le parti, questa mattina a Lampedusa, sulla questione rifiuti per gli obiettivi previsti dal capitolato di gara. Questa volta, però, l’Amministrazione ha istituito una direzione esecutiva del contratto. Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) ha tenuto questa mattina la prima riunione operativa con le imprese Iseda, Seap e Sea presentando il quadro della attuale condizione igienico-sanitaria dell’isola e le criticità a cui il raggruppamento di imprese dovrà porre rimedio.

La riunione ha quindi avuto un inizio non privo di contrasti. A fronte degli obiettivi previsti dal capitolato di gara, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 30per cento nel 2008 e al 5per cento dal 2009 in poi, l’attuale quota è ferma al 14,5per cento (dato anno 2015). Malgrado gli sforzi e i solleciti dall’insediamento dell’attuale Amministrazione, nel 2012, il dato dell’allora 6per cento ha visto un incremento appena marginale.

Non sono quindi mancati scambi piccati con l’ad della capofila Iseda, Giancarlo Alongi. La prima cittadina ha colto l’occasione per ribadire che l’appalto non viene attualmente rispettato e che sulle isole non sono presenti le dotazioni previste, dai cassonetti ai punti di raccolta per farmaci e pile esauste.

«Ci sono degli obiettivi di razionalizzazione da perseguire – ha puntualizzato la sindaca – e quello che si chiede alle imprese è che operino in ottemperanza dell’appalto che hanno sottoscritto». L’intervento di Giusi Nicolini ha, infatti, sottolineato che la razionalizzazione in questione produrrebbe una riduzione della trasferenza e dei conseguenti costi attualmente gravi sulle spalle dei cittadini. Tasse che potrebbero essere quindi sensibilmente ridimensionate e rese più sostenibili per i cittadini delle isole pelagiche.

Dopo un avvio dei lavori stridente, la riunione si è sciolta con un impegno di collaborazione da parte dei rispettivi amministratori delegati presenti. Iseda, Seap e Sea si sono quindi impegnate a rispettare le direttive del Dec e le ordinanze del Comune di Lampedusa e Linosa. Presenti al tavolo tecnico anche alcuni familiari dei lavoratori che hanno colto l’occasione per ottenere spiegazioni dai responsabili d’impresa circa lo stato dei pagamenti salariali.

Fonte: Agrigento Notizie

RASSEGNA STAMPA – Cassano delle Murge primo Comune “EcoCampione” in Puglia e “Riciclone” nel 2015. Al via la nuova campagna di sensibilizzazione

Per Cassano delle Murge il 2015 – ha dichiarato l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente-Rifiuti e Igiene Urbana Michele Maiullaro – è stato l’anno della svolta. Cassano ha chiuso l’anno con la media del 65,04% di raccolta differenziata con un incremento di 5,58 punti percentuali rispetto all’anno 2014 (raccolta differenziata 59,45%) e 31,34 punti percentuali rispetto all’anno 2013 (raccolta differenziata 33,70%) come desumibili dal portale “Osservatorio Rifiuti” della Regione Puglia.

Dopo aver ricevuto il premio da Legambiente come Comune “Riciclone”, la menzione speciale per i risultati dei primi nove mesi dello scorso anno, che sarà pertanto attestato anche per l’anno 2016, nel 2015 Cassano è stato riconfermato nel ristretto Club dei Comuni “EcoCampioni in carta e cartone” riconosciuti da Comieco (il Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), grazie ad una ottima raccolta della carta e cartone pari a 29kg annui per abitante. Cassano è il migliore della Puglia sia nella raccolta di carta e cartone di qualità che di quantità. Vedasi i dati sul portale http://www.comuniecocampioni.org/puglia/cassano-delle-murge. Il nostro è il valore più alto fra tutti, che non è una cosa scontata, ed in Puglia sono rientrati in questa speciale Club solo 11 comuni!

Nell’ambito di questo riconoscimento Comieco ha portato a Cassano Murge lo spettacolo teatrale di Luca Pagliari “Carta d’imbarco”, rivolto agli alunni dell”Istituto di Istruzione Secondaria Leonardo Da Vinci. Più di 250 alunni comprendente il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” e il Liceo classico “Platone” di Cassano delle Murge hanno potuto assistere l’8 febbraio scorso alla performance dell’attore giornalista.

Questo è comunque – ha continuato l’Assessore Michele Maiullaro – solo un punto di inizio. Cassano vuole davvero volare in alto con la differenziata. Con la nuova programmazione ci sono tanti progetti in cantiere con le scuole primarie e le scuole d’infanzia. La scuola è in primo piano con il progetto “A Scuola di Rifiuti” in collaborazione con la Teorema S.p.A. presso i cui impianti conferiamo parte delle frazioni differenziate comunali.

Giovedì scorso è iniziata la consegna da parte dell’amministrazione dei 100 contenitori gettacarte in cartone avuti in premio da Comieco per tutti gli istituti presenti sul territorio comunale dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Leonardo Da Vinci”, all’Istituto Comprensivo Statale di Cassano “Perotti-Ruffo” e alle scuole d’infanzia paritarie “Casa del Fanciullo” e “Associazione Insieme”.

image2Il 15 gennaio 2016 è partito, inoltre, il progetto aperto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di COREPLA (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e la raccolta degli imballaggi in plastica). Sono tre le classi della “Scuola Media” di Cassano Murge che su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale hanno aderito e che sperano di ottenere, oltre all’ambìto riconoscimento, una lavagna LIM per la classe, un tablet per l’insegnante, un mini tablet per ogni alunno della classe che risulterà vincitrice del concorso. Corepla School Contest, sotto la forma del concorso, include percorsi di approfondimento didattico, informazioni, suggerimenti e curiosità che permettono agli studenti di comprendere ed elaborare le tematiche inerenti alla gestione responsabile dei rifiuti degli imballaggi in plastica.

Il Comune è sempre impegnato nella comunicazione e sensibilizzazione che deve essere sempre di pari passo con il servizio di raccolta differenziata. Altre novità sono in cantiere e saranno presentate prossimamente dall’Amministrazione al fine di migliorare la qualità delle raccolte e il decoro urbano della città sperando di ridurre i costi del complesso servizio integrato che posso solo avvenire con la riduzione delle frazioni indifferenziate associate all’aumento delle frazioni differenziate produttive di corrispettivi ed in assenza di aumento dei costi di conferimento.

Si evidenzia che anche grazie alla sperimentazione estiva della raccolta presso i Borghi residenziali extraurbani recintati si è potuto raggiungere ad agosto 2015 il livello di raccolta differenziata del 67,16% con un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno 2014 di ben 14,86 punti percentuali.

Per i risultati del 2015 si ringraziano tutte le componenti attive del sistema, che deve essere sempre più gioco di squadra, a partire in primis dai cittadini, passando per il gestore della raccolta ATI TRA.DE.CO. Srl-Murgia Servizi Ecologici Srl e i rispettivi operatori, i dipendenti preposti degli uffici comunali e la Esper Srl che sovraintende alla corretta esecuzione del contratto di igiene urbana. Si sottolinea il significativo calo di circa 340 tonnellate dei quantitativi di rifiuti avviati a trattamento e poi in discarica finale dell’anno 2015 rispetto al 2014, con una prospettiva sul 2016 di ulteriore calo, a tutto beneficio dell’Ambiente.

Si rimarca l’assoluta necessità di migliorare la qualità delle raccolte differenziate, soprattutto multimateriale plastica-lattine-tetra pack e frazione organica, al fine di non far incorrere il Comune, e di conseguenza i cittadini, nella doppia penalità per abbassamento dei quantitativi avviati a riciclo e remunerati e per i maggiori costi da sostenere relativi alle impurità presenti nei materiali conferiti.

Si invitano pertanto tutti i cittadini ad un’attenta raccolta che possa consentire a Cassano il raggiungimento di ulteriori traguardi e benefici.

Fonte: L’obiettivo on line

RASSEGNA STAMPA – Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il paradosso di Policoro (Mt)

Il 2016 per la Basilicata è cominciato con l’emergenza rifiuti. Con le discariche sature, un decreto regionale obbliga tutti i comuni ad inviare la loro spazzatura presso l’inceneritore di Melfi (ad altissimi costi). Policoro (e le sue casse comunali) però è l’unico comune non toccato dal decreto grazie ad una differenziata porta a porta con risultati al 70%

La Basilicata sta vivendo un periodo di turbolenza per quanto riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Con la chiusura dell’unica discarica ancora in attività “La Recisa” a Pisticci (Mt), e il conseguente dirottamento dei rifiuti “tal quale” verso l’inceneritore di Melfi (Pz), la gestione e lo smaltimento cominciano a creare qualche problema, sopratutto se si considera che la Basilicata è l’unica regione dove non esistono impianti di compostaggio.
A leggere l’interpellanza parlamentare al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti del deputato lucano Latronico la situazione sembra davvero al collasso. Scrive il parlamentare: “Lo scorso 14 gennaio la Regione Basilicata per fronteggiare l’emergenza rifiuti ha decretato l’obbligo di conferimento di rifiuti urbani “talquale” di tutti i Comuni della provincia di Matera, ad esclusione di Matera e Policoro, presso l’inceneritore Fenice-Edf-Rendina di San Nicola di Melfi. Per alcuni Comuni il trasporto dei rifiuti all’impianto di San Nicola di Melfi si stima intorno a 400 chilometri fra andata e ritorno e questo comporterà enormi disagi causati dal traffico generato dai camion che attraversano mezza regione, l’aumento delle quantità di emissioni di diossine dai camini dell’inceneritore causato dalla combustione dei rifiuti “talquale” e maggiori costi che graveranno sui comuni e sui i cittadini della provincia di Matera”. Considerato che “in questi giorni il sistema impiantistico materano è andato in tilt perché la saturazione dei siti di smaltimento di Potenza e dell’entroterra aveva fatto trasferire i flussi proprio verso la provincia di Matera, saturando anche questi”.
Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il parodosso di Policoro (Mt) Anche Legambiente ha segnalato la situazione e, in un comunicato stampa, ha ribadito il suo punto di vista nella gestione dei rifiuti lucani: “Basta interventi tampone per fermare l’emergenza. Occorre al più presto una pianificazione del sistema rifiuti regionale seria, condivisa e moderna, che permetta finalmente alla Basilicata di uscire da una classifica nazionale che la vede fanalino di coda. Ben venga – continua Legambiente -la realizzazione di impianti di compostaggio, purché non siano sovradimensionati come nel caso di uno dei tre impianti previsti, progettato per il trattamento di rifiuti organici per una quantità pari al doppio di quella prodotta sull’intero territorio regionale. A nulla invece servono impianti che pretrattano la frazione organica al solo fine di trasferirla in altri impianti per il recupero energetico, come è il caso sempre di un secondo impianto del Vulture Melfese, a cui siamo nettamente contrari”.
In tutto questo marasma, anche in Basilicata ci sono delle isole felici che nel tempo, grazie al loro impegno e a una gestione seria dei rifiuti, non vengono interessate più di tanto dall’emergenza regionale. Esempi virtuosi che posso insegnare molto a tutta la regione. Un esempio è quello della cittadina di Policoro (Mt) che non è stata inserita nel decreto regionale che imponeva l’incenerimento dei rifiuti, semplicemente perché differenzia con la raccolta porta a porta mono-materiale i propri rifiuti e produce un indifferenziato privo di rifiuto organico
Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il parodosso di Policoro (Mt) Da una intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno, il sindaco Leone spiega il “Modello Policoro”: Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata, ora siamo al 70%. Abbiamo eliminato la discarica. Il rifiuto indifferenziato lo inviamo a Ferrandina  presso un azienda che lo trasforma in ecoballe. Paghiamo 160 euro a tonnellata anziché 180 euro (costo conferimento in discarica, ndr)”.
“L’umido invece lo raccogliamo a parte e lo portiamo a Ginosa (in Puglia), dato che in Basilicata non c’è un centro per la trasformazione in compost. Se in discarica ci costava 180 euro a tonnellata, il compostaggio in Puglia ci costa 100. In campagna, poi, abbiamo ridotto la tassa del 33% per chi non consegna l’umido. I coltivatori si fanno il compost da se. Carta, cartone, plastica, li portiamo al Conai di Altamura, recuperando un po’ di soldi. Come per il vetro che conferiamo al consorzio Corepo di Trani. Ci fossero centri raccolta in regione risparmieremmo sui trasporti. Purtroppo, manca da noi un piano per il conferimento dei rifiuti differenziati. I metalli, ma sono poca roba, li mandiamo ad un centro di Ferrandina compensando lo smaltimento di rifiuti ingombranti e carcasse di elettrodomestici”.

Insomma a Policoro hanno davvero capito come si fa.

Fonte: Luigi Vendola per Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – Policoro (Basilicata) avvia la raccolta porta a porta con la tariffazione puntuale

E’ il primo comune della Basilicata ad aver avviato la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale prevedendo anche il sistema di tariffazione puntuale. Via i cassonetti dalle strade per far posto ai bidoncini impilabili. Il comune a vocazione turistica ha previsto per le utenze turistiche un centro attrezzato di raccolta e un sistema di prenotazione mediante numero verde

Parte il 2 febbraio 2015 a Policoro, il primo servizio in Basilicata che prevede su tutto il territorio comunale la raccolta porta a porta con tariffazione puntuale. Infatti, tutti i bidoncini consegnati ai circa 17.000 abitanti (ma che quasi raddoppiano durante i periodi festivi estivi) sono stati tutti dotati di microchip. Questi transponder serviranno a premiare a fine anno gli utenti virtuosi che faranno la raccolta differenziata.

“Ogni cittadino deve capire – ha dichiarato a TRM Network il sindaco di Policoro Rocco Leone – che per il comune la raccolta differenziata non è un lusso ma è una necessità perché i costi di smaltimento dei rifiuti indifferenziati sono cospicui e tenderanno nel tempo sempre di più a aumentare”.

Il presidente del Consiglio Comunale, con delega all’ambiente, Giovanni Lippo, ha spiegato che la raccolta differenziata, ormai obbligatoria per legge, servirà ad abbattere il costo di un milione di euro. “Con la raccolta differenziata – ha dichiarato Lippo – lo scarto non è più un “rifiuto” ma acquista un valore e viene definito “materia prima seconda”. I cittadini differenziando carta, plastica, vetro (etc.), destinano questi materiali nel circuito del riciclo. In questo modo queste materie porteranno dei ricavi al comune. E’ indubbio che ridurre al minimo l’indifferenziato, comporterà un rilevante risparmio economico alla collettività, poiché significa abbattere un enorme costo all’amministrazione”.

I bidoncini consegnati alle utenze sono impilabili e con l’apertura anteriore sempre disponibile. Tra questi c’è anche il bidoncino marrone aerato (sottolavello), molto comodo e apprezzato per contenere l’umido in cucina (senza odori) nelle buste bio-compostabili.

Il progetto realizzato dalla Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile delle Risorse) prevede la raccolta domiciliare del vetro anziché stradale con le campane. Non ci saranno, dunque, punti di riferimento per quei cittadini sporcaccioni che abbandonano i rifiuti per la strada. La scelta, in particolare, è stata dettata anche in virtù delle ultime esperienze vissute da alcuni comuni pugliesi. Infatti, i comuni di Andria (100.000 abitanti) e Rutigliano (20.000 ab), stanno rimodulando il servizio del porta a porta al fine di contenere i fenomeni di abbandono rifiuti attorno alle campane di vetro. Il sindaco Giorgino di Andria lo ha riferito a Eco dalle Città in una intervista.

Il comune Policoro, a forte vocazione turistica, ha pensato anche ai villeggianti. Saranno previsti, infatti, dei ritiri supplementari gratuiti per le utenze turistiche che si trovano a vivere in affitto o per coloro che vivono nelle campagne (vedi qui). Sarà possibile prenotare contattando il numero verde 800.262.629. Nelle campagne non verrà effettuato il ritiro dell’umido ma dovrà essere conferito nelle apposite compostiere consegnate ad hoc dall’amministrazione.

Lungo la via Agri, la strada che porta agli alberghi e alle marine del comune, è stata prevista l’apertura di uno strategico Centro Comunale Di Raccolta. Lo spazio attrezzato per il conferimento diretto e gratuito di diverse tipologie di rifiuto non conferibili con il normale servizio “porta a porta”, servirà a raccogliere i rifiuti dei turisti in gita fuori porta o dei bagnanti al ritorno dalla spiaggia. Gli orari: (dal lunedì al sabato dal 1 luglio al 31 agosto ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00 dal 1 settembre al 30 giugno ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00).

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – ARO Ba 5: Pubblicata la gara di igiene urbana

IN ITALIA È IL PRIMO BANDO DI GARA “VERDE” A ESSERE PUBBLICATO DA UN ENTE SOVRA COMUNALE CHE ASSUME I CRITERI MINIMI AMBIENTALI

I 105.000 ABITANTI DEI COMUNI DI GIOIA DEL COLLE, ACQUAVIVA DELLE FONTI, ADELFIA, CASAMASSIMA, SAMMICHELE DI BARI E TURI, POTRANNO USUFRUIRE DELLE MODALITA’ PIU’ AVANZATE DI RACCOLTA DOMICILIARE ANCHE PER LE CASE SPARSE. L’OBIETTIVO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DAL SECONDO ANNO È DEL 70%. PREVISTE INGENTI PREMIALITA’ SIA PER GLI UTENTI CHE PER GLI OPERAI VIRTUOSI

I comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) hanno pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.

Due le principali novità previste dall’appalto. L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/5, infatti, è il primo ente sovracomunale in Italia che ha bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani» che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.

In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.

In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.

Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.

Tra le altre novità del servizio, c’è anche l’adozione della raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. L’impresa aggiudicataria dovrà infatti garantire il raggiungimento minimo del 60% medio di raccolta differenziata già a partire dal primo anno, per raggiungere dal successivo almeno il 70%.

La gara prevede, coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 30% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.

I Sindaci dell’ARO Ba5

Fonte: AcquavivaNet

RASSEGNA STAMPA – Puglia, l’Aro Bari 5 pubblica il primo bando di gara “Verde” relativo ai rifiuti

I comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) hanno pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.

Due le principali novità previste dall’appalto. L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/5, infatti, è il primo ente sovracomunale in Italia che ha bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani» che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.

In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.

In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.
Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.
Tra le altre novità del servizio, c’è anche l’adozione della raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. L’impresa aggiudicataria dovrà infatti garantire il raggiungimento minimo del 60% medio di raccolta differenziata già a partire dal primo anno, per raggiungere dal successivo almeno il 70%.

La gara prevede, coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 30% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, differenziata alle stelle grazie agli occhi del microchip

È Bienno il Comune più riciclone della Valle Camonica. Titolo conquistato dopo uno scatto da centometrista che gli è valso anche l’ingresso nel circolo dei virtuosi bresciani.
A dargli una mano a scalare l’ambita classifica, ad ottobre, il passaggio al metodo di raccolta puntuale, che ha fatto di Bienno l’ente capofila del progetto pensato dall’unione «Antichi borghi» e Vallecamonica Servizi.
IL NUOVO SISTEMA funziona secondo l’idea del più ricicli meno paghi. Grazie a un bidone, di cui è stata dotata ogni famiglia, che dispone di un microchip che calcola il numero di svuotamenti. Dentro solo l’indifferenziato. «Ad ottobre abbiamo raggiunto il 75% di differenziata – commenta il sindaco Massimo Maugeri – e raggiunto un risparmio pari al 10%. È un sistema che dev’essere ancora affinato, ma abbiamo già in mente dove e come farlo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati: la tutela dell’ambiente e il risparmio per i cittadini».
I numeri sono più che positivi se si considera che i dati dell’indifferenziato in un solo anno sono crollati: nell’ottobre del 2013 il Comune conferiva 32mila 762 chili di rifiuti generici; un anno dopo, con il sistema di raccolta puntuale, i chilogrammi sono diventati 17mila 227, ben il 47,41% in meno.
«Ma l’obiettivo che vogliamo raggiungere è quello dell’80% e sappiamo che possiamo farcela», cittadinanza permettendo. Perché anche a Bienno i furbetti (o almeno quelli che si credono tali) non sono mancati. Anche per ora il Comune ha dato il via solo al sistema di raccolta e non alla tariffazione virtuosa, che inizierà a breve. «Invito chi getta i sacchi nei cestini pubblici – chiude il primo cittadino – a conferirli correttamente perché stanno per partire controlli severi, anche con il supporto di telecamere, per punire i trasgressori con multe salate». Dopo il primo banco di prova a Bienno, verranno attivate campagne informative sul corretto conferimento dei rifiuti, oltre che repressive nei confronti di alcuni comportamenti sbagliati. Quindi si partirà anche con il sistema di tariffazione puntuale, che permetterà ai biennesi di pagare in bolletta quanto effettivamente prodotto in termini di rifiuti. Una volta che Bienno sarà a regime, saranno i comuni di Malegno e Breno a passare alla raccolta puntuale; i tempi sono ancora incerti, dipenderà molto anche dagli investimenti di Vallecamonica servizi in mezzi e bidoni ad hoc, ma di certo sarà entro la fine del 2015.

Fonte: Brescia Oggi

RASSEGNA STAMPA – Nuovo piano industriale dei rifiuti, diminuiscono i costi se aumenta la differenziata

Messa da parte la bufera sollevata dai consiglieri di opposizione che, abbandonando i propri banchi, hanno causato la sospensione del consiglio per mancanza del numero legale, la maggioranza ha ascoltato la prevista relazione di Attilio Tornavacca. Il consulente della Esper (l’ente che si occupa dello studio sulla pianificazione ecosostenibile dei rifiuti) ha illustrato il piano industriale per la gestione associata dei rifiuti urbani nell’Aro Ba/1, che coinvolge i comuni di Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato e Molfetta.

L’obiettivo strategico del piano – a detta di Tornavacca – è quello di «conciliare la qualità del servizio dei materiali raccolti in differenziata con i costi da sostenere, dando priorità alla riduzione a monte dei rifiuti». Sarebbe questo, dunque, il punto essenziale su cui si dovrà focalizzare l’informazione rivolta ai cittadini e la raccolta dei rifiuti nei prossimi anni, a partire dalla massima diffusione del compostaggio domestico. «Massimizzare questa pratica» – ha detto il consulente Esper – «vuol dire consentire la riduzione dei costi di raccolta in modo sensibile».

Ma, altro punto fondamentale del servizio, occorre garantire una tassazione equa nelle diverse zone, a seconda che il servizio di raccolta differenziata si attui o meno. «Se non si eroga il servizio di raccolta nella zona esterna, mentre lo si eroga nel centro urbano, non si può chiedere di pagare la stessa tariffa della città. È necessario uno sconto importante, almeno del 25-30% per la mancata raccolta dell’umido, perché se una fetta della popolazione non può conferire l’umido, automaticamente consente al Comune un risparmio nei costi di servizio».

Tra le alte azioni possibili per ottimizzare la raccolta c’è la pratica del riuso, effettuata in centri idonei. «Questa buona pratica consente di intercettare materiali che sono considerati rifiuti, ma che invece possono essere riutilizzati, come mobili, giochi per bambini, box, televisori», ha affermato Tornavacca. Che ha aggiunto: «Un centro di riuso, realizzato nei pressi del centro comunale di raccolta, consente di intercettare quote consistenti di materiali, risparmiandone i costi di  smaltimento», con ovvio beneficio del Comune e dei cittadini.

Ma – secondo il consulente Esper – sarebbe la tariffazione puntuale la vera svolta da applicare nei Comuni, come già avvenuto in diverse regioni italiane, come il Trentino (già dal 1996), tutto in nord Italia e alcune zone del centro sud, oltre a molte nazioni europee. La ragione dell’efficacia della tariffazione puntuale sarebbe la “responsabilizzazione” del cittadino: «Ognuno ha il suo contenitore, misura quante volte lo espone e quanta volumetria consuma a sua disposizione. Questo crea incentivazione ad una maggiore attenzione al consumo. Se voglio pagare poco, non accumulo materiali non differenziabili. Perciò anche la piccola distribuzione cambia, perché mette in vendita solo il vuoto a rendere, come per esempio le bottiglie di latte in policarbonato», ha spiegato Tornavacca.

«Nel nord Europa siamo noi l’eccezione, perché continuiamo a far pagare la tassa sui rifiuti in base ai metri quadrati. Cosa c’entrano con il servizio di raccolta? È un elemento che non ha attinenza con la produzione di rifiuti e si porta dietro gravi iniquità», ha continuato il consulente, portando l’attenzione sulla tipologia di tariffazione da applicare.
Anche la Confcommercio pare sia intervenuta sulla questione, accorgendosi delle iniquità a scapito di esercenti che, pur consumando pochi rifiuti, si trovavano a pagare ingenti somme in base all’estensione dei locali.

«Nelle regioni che hanno applicato la tariffazione puntuale si paga solo sull’effettivo consumo del servizio. La Confcommercio ha chiesto al governo e ai comuni di scegliere questa strada di  buon senso, che permette alle aziende di sopravvivere, come avveniva anche con la Tarsu, per cui il Comune poteva regolare le tariffe in base alla capacità economica degli esercizi commerciali. Oggi non è più così», ha precisato Tornavacca, spiegando come, ad esempio, negozi di frutta e verdura debbano subire un aumento dei costi del 300-400%, mentre le Banche hanno usufruito di una riduzione di tre quattro volte rispetto alle somme pagate in precedenza.

La tariffazione puntuale, inoltre, fa leva sui trasponder elettormagnetici, piccoli francobolli senza batteria che costano pochi centesimi e che funzionano inviando i dati ad un’antenna, con segnali radio, in base ad un codice univoco, proprio di ogni contribuente. Con questo dispositivo, da applicare sui contenitori o sulle buste per la raccolta, l’operatore del servizio non deve leggere il codice a barre e perdere tempo a comunicare o registrare i dati, perché il segnale viene automaticamente inviato all’antenna ogni volta che il contenitore o la busta vengono esposti fuori dalle abitazioni. «Il rischio, con questo metodo, è che i rifiuti vengano lasciati ovunque, per evitare di pagare in base ai rifiuti depositati fuori dalle proprie case. Ma c’è una quota fissa che viene comunque addebitata al contribuente, in base ad un numero minimo di sacchetti calcolato per famiglia. E poi c è un sistema monitoraggio automatico contro conferimenti anonimi o irregolari», ha precisato Tornavacca.

Inoltre, con la tariffazione puntuale, anche i costi si ridurrebbero, come il consulente ha illustrato attraverso un grafico. I Comuni che applicavano questa tipologia di tariffa, pagavano tra i 30 e i 50 euro in meno a famiglia all’anno. «Questo accade perché si paga vuoto per pieno. La tariffa non è correlata al peso ma al numero di volte in cui il contenitore viene esposto, con un conseguente risparmio anche dell’ente che raccoglie. Dunque si conciliano i costi contenuti con livelli di qualità e di raccolta differenziata molto elevati», ha concluso il consulente Esper. Il quale non ha mancato di far notare come, sulla tassa dei tributi e sui costi sostenuti dal Comune, pesino anche le tariffe dei centri di compostaggio dei rifiuti. Tariffe raddoppiate negli ultimi tempi, perché in provincia di Bari esiste un solo impianto di compostaggio per la raccolta differenziata dell’umido. Infine – ha sottolineato Tornavacca – i costi aggiunti per il personale impiegato per la raccolta porta a porta, che sarà estesa anche al centro urbano, verranno ammortizzati già dal secondo anno di attività, con il conseguente aumento della raccolta differenziata.