Differenziata porta a porta, a Rosignano al via la campagna di comunicazione

Dopo il buon avvio della raccolta rifiuti porta a porta a Rosignano Marittimo e nelle frazioni collinari, Comune e Rea – ovvero la società operativa locale che gestisce i servizi d’igiene urbana nell’ambito di Retiambiente – hanno deciso di rinviare a dopo l’estate la sua introduzione a Solvay, Castiglioncello e Vada: trattandosi di un’importante novità che andrà a modificare le abitudini quotidiane di privati cittadini e numerose attività economiche, sarà necessario organizzare incontri in presenza, ma nel frattempo l’embrione della campagna di comunicazione è in partenza.

Come spiegano dal Comune, a partire da gennaio si sono svolti i primi incontri con le associazioni di categoria, le agenzie e gli amministratori di condominio, al fine di iniziare un percorso di condivisione del progetto e di ascolto delle varie esigenze. Parallelamente, Rea ha già contattato 708 esercizi commerciali presenti su Rosignano Solvay e proseguirà nelle prossime settimane il lavoro anche nelle frazioni di Vada e Castiglioncello: l’obiettivo delle interviste è quello di mettere a conoscenza in maniera capillare tutte le attività del progetto porta a porta,e di capire che tipo di attrezzature le imprese necessitino anche in correlazione agli spazi a loro disposizione.

«In attesa di poter organizzare nel periodo estivo incontri all’aperto ed iniziative specifiche sul progetto, la campagna di comunicazione – dichiarano dal Comune – sarà organizzata e veicolata sui social dell’Amministrazione e di Rea spa, a partire dal mese di aprile con una specifica rubrica dedicata al Porta a porta dal titolo “Differenzia con la testa”. Si tratterà di un appuntamento settimanale durante il quale saranno affrontate varie tematiche legate al progetto, al riciclo e alla corretta gestione dei rifiuti. Per questo motivo verranno realizzati video e dirette Facebook che coinvolgeranno anche i cittadini delle frazioni collinari in cui il porta a porta è già attivo».

Al proposito è utile ricordare che la raccolta differenziata, porta a porta o meno, non è un fine in sé ma uno step per migliorare il ciclo di gestione integrata dei rifiuti e il loro recupero – sotto forma di materia o, in subordine, di energia – o smaltimento in sicurezza. Nel merito, il “braccio operativo” del Comune sotto il profilo dell’economia circolare – ovvero la società in house Scapigliato – ha avviato un percorso virtuoso per risalire la gerarchia europea di gestione dei rifiuti, lanciando il progetto della Fabbrica del futuro: l’attuale Autorizzazione integrata ambientale prevede lo stop ai conferimenti in discarica entro il 2030 per lasciare spazio ad altri e più innovativi impianti (come un biodigestore) da alimentare con la raccolta differenziata dei cittadini, in grado così di calare la realtà dell’economia circolare sul territorio.

Fonte: Green Report

Nel 2020 raccolte 20.097 tonnellate di rifiuti elettronici

Nel 2020 sono state raccolte e avviate a trattamento oltre 20.097 tonnellate di rifiuti Aee (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, Raee) con Bergamo regina a quota 1.088.619 Kg. Tra i più raccolti computer, telefoni e pannelli solari. Poco più di 3.550 le tonnellate di Rpa (Rifiuti di Pile e Accumulatori) portatili. Lo comunica il Consorzio Erp Italia, tra i principali Sistemi Collettivi senza scopo di lucro nella gestione dei Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e dei Rifiuti di Pile e Accumulatori sottolineando che “le difficoltà generate dalla diffusione del CoVid non hanno arrestato il regolare svolgimento della raccolta e del trattamento”.

Nella categoria R1 (frigoriferi, condizionatori, congelatori) state raccolte 2.200 tonnellate, 1.744 quelle di grandi apparecchiature, come lavatrici e lavastoviglie (categoria R2), 6.493 di tv e monitor (categoria R3), 9.640 le tonnellate di IT e Consumer electronics, come computer e apparecchi informatici, telefoni, apparecchi di illuminazione, pannelli fotovoltaici (categoria R4), e circa 20 le tonnellate di sorgenti luminose, come lampade e led (categoria R5). La quota di Raee che sono stati destinati al recupero di materia e per la produzione di energia – spiega Erp – ammonta all’87,5% del totale di quanto raccolto, mentre si attesta all’8,26% la porzione avviata a valorizzazione e al 4,25% quella indirizzata allo smaltimento. Sul versante territoriale, la Lombardia si conferma la regione in cui Erp raccoglie più volumi di rifiuti Aee (3.781.477 Kg), con la provincia di Bergamo a fare la parte del leone sia sul fronte regionale che nazionale con 1.088.619 Kg raccolti. Seguono il Lazio (2.012.575 Kg) e il Veneto (1.733.221 Kg).

“Come noto, il 2020 è stato pesantemente caratterizzato dalla pandemia causata dal Covid-19” afferma Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia, “possiamo quindi dire che l’anno appena trascorso – conclude – sia stato un vero e proprio banco di prova rispetto alla tenuta dei Sistemi Raee e Rifiuti di pile e accumulatori, prova che ritengo brillantemente superata anche grazie all’importante contributo di Erp”. (ANSA).

Giornata Mondiale del Riciclo 2021: grazie al riciclo degli imballaggi cellulosici, risparmiate oltre 1 milione di tonnellate di emissioni di CO2 nel 2019

Il 18 marzo è la Giornata Mondiale del Riciclo, ricorrenza dedicata a celebrare l’importanza della corretta differenziazione dei rifiuti per lo sviluppo di un’economia circolare, che valorizzi appieno le risorse e tuteli il futuro del pianeta, sulla quale basare la ripresa post pandemia.

Un obiettivo possibile attraverso l’impegno di istituzioni e governi, ma per raggiungere il quale sono indispensabili anche le buone pratiche sostenibili che fanno parte della nostra quotidianità, ancora più importanti nei momenti difficili come l’anno appena trascorso. Tra queste, spicca senza dubbio la raccolta differenziata, alla quale gli italiani hanno dimostrato di saper guardare con rinnovata responsabilità e attenzione.

Secondo un recente studio Astra Ricerche commissionato da Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, infatti, per 9 italiani su 10 la raccolta differenziata di carta e cartone è un’abitudine quotidiana irrinunciabile, che si è ulteriormente consolidata proprio durante la pandemia. Questo risultato si innesta in un sistema già ampiamente efficiente, che vede l’Italia ai primi posti in Europa con un tasso di riciclo degli imballaggi in carta e cartone che nel 2019 si è attestato all’81%  – ben oltre gli obiettivi di riciclo previsti al 2025 (75%) e vicino all’85% fissato dall’UE per il 2030 – e la raccolta differenziata urbana di carta e cartone che ha raggiunto i 3,5 milioni di tonnellate.

Una tale quantità di materiali cellulosici correttamente differenziati certifica l’affidabilità del sistema di recupero e riciclo in Italia, che ha saputo reggere anche durante i mesi più difficili della pandemia. Risorse preziose in grado di alimentare ulteriormente la circolarità della filiera cartaria che già oggi basa i57% della produzione nazionale sull’utilizzo delle fibre di riciclo. Nel 2019, se si considera solo il riciclo degli imballaggi in carta e cartone, il settore ha risparmiato più di un milione di tonnellate di materia prima vergine, evitando emissioni di CO2 in atmosfera per quasi 1,1 milioni di tonnellate*” – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco.

Con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della raccolta differenziata e far conoscere il funzionamento della filiera del riciclo di carta e cartone, Comieco organizza la Paper Week, una settimana di eventi digitali in programma dal 12 al 18 aprile prossimi. Il calendario degli appuntamenti include iniziative divulgative dedicate al grande pubblico – tra cui spicca la prima edizione interamente virtuale e interattiva di RicicloAperto, l’ormai consueto “porte aperte” della filiera del riciclo della carta che in 20 anni ha coinvolto oltre 300.000 studenti in tutta Italia e che, oggi, porta il “ciclo del riciclo” di carta e cartone nelle case di tutti gli Italiani – accanto a momenti di approfondimento e dibattito rivolti a stakeholder e pubblici specializzati.

Il programma completo e tutti i dettagli di partecipazione saranno presto disponibili sul sito di Comieco.

*fonte: Green Economy Report CONAI

Fare la differenza attraverso semplici gesti

Sono poche e semplici le regole per differenziare carta e cartone in modo corretto: ognuno di noi, rispettandole, può apportare un prezioso aiuto e contribuire al raggiungimento di risultati collettivi importanti.

1.         Ogni rifiuto al suo posto! Carta e cartone da riciclare vanno collocati all’interno degli appositi contenitori; 

2.         Si chiama “carta”, va bene? Non sempre! Materiali come la carta oleata, ad esempio, non vanno con la carta. Così come la carta stagnola…

3.         E il sacchetto in cui tengo la carta da buttare? Se è di plastica, non va con la carta!

4.         Solo carta e cartone puliti. Gli imballaggi con residui di cibo, o sostanze chimiche/velenose, non vanno con carta e cartone

5.         I fazzoletti di carta? Nemmeno loro vanno con la carta perché, anche se puliti, sono anti spappolo e difficili da trattare

6.         Diventa rompiscatole! Scatole e scatoloni vanno appiattiti e compressi per ridurne il volume

7.         E gli scontrini? Non vanno gettati con la carta perché sono fatti con carte termiche che generano problemi nel riciclo

8.         Niente scotch! Tutti i pacchi o gli scatoloni vanno ripuliti da nastro adesivo o parti metalliche

9.         Dubbi sui cartoni per liquidi? Questi imballaggi si riciclano con la carta ma ogni Comune ha la sua modalità di raccolta. Informati sul corretto conferimento nella tua zona

Sicilia Munnizza Free. Quattro milioni di cittadini senza raccolta differenziata efficiente sull’isola

Si è celebrata nei giorni scorsi la terza edizione di Sicilia Munnizza Free, organizzata da Legambiente in tutto il territorio regionale per migliorare la gestione del ciclo dei rifiuti e la qualità dell’economia circolare sull’isola. 

Alla presentazione hanno partecipato, oltre all’assessore regionale all’Energia, Daniela Baglieri, al  suo primo intervento pubblico, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente; Luca Ruini, presidente del CONAI; Calogero Foti, dirigente generale del Dipartimento regionale Rifiuti; Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia;  Mario Alvano, segretario generale Anci Sicilia; Tommaso Castronovo, coordinatore Sicilia Munnizza Free. Diversi gli spunti di riflessione utili, emersi nel corso della presentazione, per accelerare il processo di transizione verso l’economia circolare anche nell’isola. “Sono ancora quasi 4 milioni i cittadini siciliani non raggiunti da un servizio efficiente di raccolta differenziata, come accade nelle tre città metropolitane, con percentuali inferiori il 25%” ha dichiarato il coordinatore Tommaso Castronovo.  “Per questo continueremo a confrontarci con tutti i soggetti che hanno responsabilità politica, gestionale, sociale su idee e progetti e individuare soluzioni tecniche, normative gestionali per superare gli ostacoli che impediscono, ancora oggi, la corretta applicazione della gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia, così come continueremo ad organizzare  iniziative di sensibilizzazione ed educazione ambientale rivolte ai  cittadini e alle scuole, come “100 piazze per differenziare” e le nostre campagne storiche come “Puliamo il Mondo”. 

A queste si aggiunge una novità: “La carovana dell’economia circolare”, con la quale ci recheremo nei comuni con una popolazione superiore ai 40.000 abitanti, ma con differenziata sotto il 50% (attualmente 15 comuni, comprese le città metropolitane) per fare informazione  e  formazione, se il caso anche  porta a porta, sulla raccolta differenziata di qualità”.  Il primo appuntamento di Sicilia Munnizza Free è programmato per il prossimo 12 marzo a Caltagirone con l’EcoForum provinciale sui rifiuti e l’economia circolare che potrà essere seguito anche in diretta streaming sui canali social di Legambiente Sicilia e Sicilia Munnizza Free.

Fonte: E-Gazette

Sardegna seconda in Italia per raccolta differenziata

La Sardegna, con il 73% di rifiuti divisi tra carta, plastica e umido, è la seconda regione in Italia nella raccolta differenziata. È quanto emerge dall’EcoForum Sardegna dedicato all’economia circolare organizzato da Legambiente.


    Sono 194 i Comuni “Rifiuti Free”, quelli dove ogni cittadino produce al massimo 75 chili di secco residuo annuo: rappresentano il 51% dei Comuni e interessano il 19% della popolazione della Sardegna; 363 Comuni con l’81% della popolazione hanno superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, solo 14 Comuni non raggiungono il 65% ma rappresentano il 19% della popolazione.
    Non solo: Cagliari è prima tra le città metropolitane d’Italia, con il 71,4% di differenziata, +13,6 punti rispetto al 2018.
    “È importante accelerare in questa direzione – questo il messaggio lanciato oggi alla Mem di Cagliari da Legambiente – facendo sì che l’economia circolare diventi davvero uno dei pilastri del Recovery Plan italiano per aiutare il nostro Paese a uscire da un periodo così difficile, grazie al quale superare le criticità nella gestione dei rifiuti ancora presenti in diverse regioni. Si devono valorizzare le tante esperienze positive, condividere le conoscenze, promuovere le motivazioni di un settore dalle grandi potenzialità. E per farlo sono indispensabili volontà politica e strumenti adeguati”.
    Secondo l’associazione ambientalista, l’economia circolare – si parla in generale di tutta l’Italia – può creare nuova occupazione, fino a un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, portare risparmi per le imprese (600 miliardi ogni anno) e benefici per la qualità dell’ambiente, tra il 2% e il 4% del taglio delle emissioni di gas serra.

Fonte: Ansa

L’Europa raggiunge quota 2 miliardi di lampadine riciclate

In Europa ad oggi, in oltre 15 anni di attività, sono state riciclate 2 miliardi di lampadine, una quantità sufficiente a riempire più di 200 piscine olimpioniche.

L’Italia ha contribuito, dal 2008, con la raccolta di circa 170 milioni di sorgenti luminose, pari ad oltre 20 mila tonnellate e 44 volte la superficie di Piazza San Pietro a Roma. E’ l’importante traguardo raggiunto da EucoLight, l’associazione europea dei sistemi di conformità per i Raee di illuminazione, di cui il consorzio italiano Ecolamp è un socio fondatore, celebrato con il webinar “2Billion Lamps Recycled”.

“Il percorso che ha portato a questo risultato – spiega Hervè Grimauld, presidente di EucoLight, di cui fanno parte 19 organizzazioni di responsabilità del produttore presenti in altrettante nazioni europee, – è iniziato nei primi anni 2000, quando l’Unione Europea ha introdotto il principio di Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) per i Raee. Da allora i produttori di lampadine – aggiunge – hanno assunto proattivamente quest’obbligo sviluppando una rete europea di organizzazioni di responsabilità del produttore (Orp) e fissando fin dal principio un obiettivo chiaro: raccogliere e riciclare più lampadine possibile in modo rispettoso dell’ambiente”.

In Italia Ecolamp, organizza oltre 10 mila missioni all’anno e fornisce servizi a più di 5 mila clienti professionali.

Attualmente il consorzio conta circa 1.700 punti di raccolta serviti e gestisce ogni anno 3.500 tonnellate di Raee, in particolare sorgenti luminose, apparecchi di illuminazione e piccoli elettrodomestici. “Quello raggiunto oggi è un grande traguardo, ma non è ancora sufficiente” ricorda Fabrizio D’Amico, direttore generale del consorzio Ecolamp, poi conclude: “Vogliamo puntare a nuovi obiettivi e raggiungere quanto prima i target stabiliti dalla Direttiva Europea. Questo è il grande impegno a cui intendiamo dedicarci nei prossimi anni”. (ANSA)

Olanda: in arrivo un deposito anche per le lattine

Anche le lattine di bevande dal 31 dicembre del 2022 verranno incluse nel sistema di deposito per bevande olandese . La lunga battaglia dell’ampio fronte a favore dei depositi cauzionali ha portato a casa un secondo risultato importante con questa nuova decisione presa dal governo olandese lo scorso 3 febbraio.

Una prima vittoria per i fautori dei sistemi cauzionali c’era stata con la decisione presa dal governo olandese nel 2020 di includere nel sistema di deposito le bottigliette con formato inferiore al litro. Come unico caso al mondo il sistema di deposito entrato in vigore nel 2005 includeva solamente le bottiglie in plastica superiori al litro. Nonostante il fatto che il 94% delle bottiglie coperte da deposito rispetto all’immesso venissero raccolte e riciclate, mentre le bottigliette di piccolo formato e le lattine disperse nell’ambiente creassero costi ed inquinamento evitabili, ci sono voluti oltre 16 anni per arrivare a questa decisione. Addirittura c’è stato un momento nel 2015 in cui l’industria delle bevande aveva quasi convinto il governo a cancellare il sistema esistente.

Il sistema di restituzione del deposito ridurrà il numero di lattine disperse nell’ambiente dal 70 al 90%. Questa è una grande vittoria per l’ambiente ”, affermano in un comunicato stampa congiunto le sei organizzazioni ambientali che si sono spese a favore di un sistema di deposito, e in particolare nell’ultimo decennio: Recycling Netwerk, Stichting De Noordzee, Plastic Soup Foundation, Plastic Soup Surfer, Greenpeace e Natuur & Milieu.

Una buona parte del merito va riconosciuta all’infaticabile azione di pressing politico e industriale esercitata dalle Ong prima citate, sforzi che sono poi confluiti nel 2017 nella coalizione Statiegeld Alliantie (Alleanza per un sistema cauzionale) che ha riunito i diversi portatori di interesse tra cui : i comuni (99% favorevoli)l’associazione degli allevatori e coltivatori LTO Nederland, l’associazione dei consumatori Consumenten Bond.

La preoccupazione per l’inquinamento da plastica cresciuta negli ultimi anni nell’opinione pubblica, unitamente all’urgenza di trovare delle soluzioni ha dato nuova forza alle iniziative del fronte ambientalista che recentemente aveva coinvolto decine di enti locali e associazioni di varia natura nella campagna mirata alle lattine YES WE CAN . Campagna molto sentita e partecipata dalla categoria degli allevatori particolarmente colpita dall’abbandono di lattine nei campi che causa il ferimento di 12.000 mucche ogni anno a seguito dell’ingestione di frammenti di lattine, di cui 4.000 circa non sopravvivono.

Il segretario di Stato per le infrastrutture e la gestione delle risorse idriche Stientje van Veldhoven (D66) aveva deciso nel 2020 per un cauzionamento per le bottigliette di plastica poiché, non solamente l’industria non era riuscita a ridurre del 70% (come minimo) la quantità di bottigliette presente nel littering –come pattuito rispetto ai valori del periodo 2016-2017– ma si era verificato un incremento. A seguito delle mozioni dei parlamentari Jan Paternotte (D66) e Carla Dik-Faber (ChristenUnie) il governo aveva inoltre deciso nell’aprile 2020 di imporre lo stesso target di riduzione alle lattine, con scadenza al 2021.

Quando però i dati di monitoraggio del governo hanno rilevato già nella prima metà del 2020 un aumento del 19% delle lattine nel littering , e uno studio commissionato dallo stesso governo ha concluso che la presenza di lattine e bottiglie nel littering (rifiuti dispersi nell’ambiente) si riduce del 70-90% solo con i sistemi cauzionali, si è chiusa l’ultima finestra di negoziazione possibile anche per le lattine.

Ecco perché la richiesta arrivata al governo da più parti di anticipare la decisione sull’inclusione delle lattine nel sistema cauzionale prima delle elezioni (marzo 2021) ha avuto un esito favorevole.

La dimissionaria segretario di stato del Ministero alle Infrastrutture e alla gestione delle acque Stientje van Veldhoven ha dichiarato in un video pubblicato sul profilo twitter e facebook che è entusiasta di avere potuto realizzare un provvedimento che rappresenta una grande svolta per l’ambiente e che le è stato di grande aiuto l’enorme sostegno che le è arrivato dalla società, e in particolare da campagne come Yes we can che hanno reso evidente che gli olandesi fossero a favore di un sistema di deposito. Concludendo che questo tipo di impegno che arriva dalla società è qualcosa di cui la politica ha bisogno per agire.

Il modello di sistema cauzionale che probabilmente verrà adottato In Olanda per la restituzione dei contenitori (e il ritiro della cauzione) non dovrebbe interessare il circuito Horeca (bar e ristoranti) ma avvenire nella modalità return-to-retail (ovvero ritorno al rivenditore) già operativa dal 2005 presso i supermercati per le bottiglie di formato superiore al litro.

Non è ancora noto se i settori dei latticini e dei succhi (quando confezionati in lattina) resti fuori dal sistema di deposito come è stato deciso quando confezionati in bottiglie di plastica. Le organizzazioni ambientaliste, e soprattutto i comuni, sottolineano tuttavia che sarebbe necessario che tutte le tipologie di imballaggi per bevande fossero coperti da un cauzionamento, incluse le “pouch” buste da spremere che si ritrovano frequentemente nel littering.

L’esempio della vicina Germania

L’esempio della vicina Germania è seguito con molto interesse in Olanda. Per rispondere ai dubbi dei consumatori e per motivi di ordine economico e ambientale lo scorso 20 gennaio il governo tedesco ha deciso di includere nel sistema di deposito nazionale tutti i contenitori per bevande entro il 2022. Il criterio che regolerà l’obbligo di adesione al sistema sarà l’imballaggio come tipologia di contenitore, e non più l’appartenenza ad una specifica categoria di bevande come è stato ad oggi. La distinzione che verrà abolita in Germania ( ma ancora attuale in altri sistemi di deposito) permetteva ad esempio di distinguere tra bevande gassate e non, ragione per cui i succhi di frutta non gassati e altre tipologie di bevande venivano esclusi del cauzionamento. Dal prossimo anno oltre a tutti i tipi di succhi di frutta anche il settore vinicolo e dei cocktail a basso grado alcolico verranno assoggettati al sistema, indipendentemente dal fatto che siano confezionati in vetro, cartone, lattina o plastica. Per i prodotti a base di latticini il tempo di adeguamento concesso è un pò più lungo ma dovrà concludersi entro il 2024. Il caso del prossimo sistema di deposito che dovrà entrare in vigore in Scozia già riflette questa nuova impostazione e vengono indicate le tipologie di imballaggio incluse nel sistema e non il contenuto.

La lenta marcia verso un sistema di deposito completo

Un ristretto ma influente gruppo di membri dell’industria alimentare e delle bevande olandese, è riuscito sistematicamente ad eludere per decenni ogni decisione e legislazione sul packaging, con particolare riferimento all’ampliamento del sistema di deposito introdotto nel 2005 che copre, come anticipato in apertura, solamente le bottiglie di formato superiore al litro.

Le tattiche che sono state utilizzate in Olanda dall’industria delle bevande – tra cui tentare di ritardare l’introduzione di qualche misura a loro sfavore con promesse (puntualmente disattese) o addossare le responsabilità industriali su altri soggetti– si ritrovano negli esempi portati nel Rapporto Talking Trash dello scorso anno per descrivere tre strategie comuni alle multinazionali dei prodotti di largo consumo : Delay-Distract-Derail.

La cronostoria degli eventi, e alcuni retroscena inediti per l’Italia, che hanno caratterizzato il contesto olandese di opposizione ai sistemi cauzionali, li avevamo raccontati in una serie di post nel 2015.

Un ruolo importante nel determinare il corso degli eventi – sino alla svolta dell’ultimo anno– lo ha avuto l’insediamento del governo Rutte che ha contribuito ad innescare un processo di depotenziamento del ministero all’ambiente. A seguito delle politiche di rigore introdotte da Rutte il ministero all’Ambiente, dal 2010 in poi, si è spogliato di tutti quei dirigenti e funzionari esperti in grado di resistere e rispondere alle azioni di lobbying delle multinazionali del beverage, che hanno esercitato da allora una maggiore influenza sulle politiche relative agli imballaggi, e non solo.

Fonte: Associazione Comuni Virtuosi

Ecopneus: 96% di PFU raccolti nel 2020 rispetto all’immesso a consumo

Il sistema di raccolta e riciclo degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) gestito da Ecopneus, la società senza scopo di lucro principale operatore della gestione degli PFU in Italia, nonostante le criticità incontrate nel corso dell’anno, dovute all’emergenza sanitaria che stiamo purtroppo ancora vivendo e alla conseguente netta flessione della sostituzione di pneumatici, grazie ad un servizio di ritiro senza interruzione presso gli operatori del ricambio in tutta Italia, ha chiuso il 2020 con un bilancio positivo.

Sono state infatti 189.569 le tonnellate degli PFU raccolte da Ecopneus, checostituiscono, rispetto agli obiettivi di raccolta previsti dalla legge, calcolati sui quantitativi di pneumatici immessi nel mercato dalle aziende socie nell’anno solare precedente, il 96%: un risultato importante soprattutto a fronte di un crollo nel 2020 delle vendite di pneumatici e delle conseguenti risorse economiche derivanti dal contributo ambientale che finanziano il sistema (circa -20%). Una flessione analoga sarebbe stata attesa anche nella raccolta degli PFU, per la mancanza delle risorse economiche necessarie e per i volumi inferiori degli PFU presenti fisicamente presso gli operatori del ricambio.

Viceversa, il sistema Ecopneus ha mantenuto i consueti standard di performance, grazie:
– da un lato, alla gestione efficiente delle risorse economiche e all’impiego dell’avanzo di gestione del 2019;
– dall’altro, andando ad erodere le giacenze deglii PFU comunque presenti presso gli operatori e derivanti principalmente dai flussi irregolari di pneumatici che entrano nel nostro Paese senza documentazione fiscale.
Peraltro, al 15 gennaio 2021 è stata già raccolta anche la coda residua dello scorso anno.

Il 2021 è partito infatti sin dai primi giorni con anche maggior sollecitudine di quella con cui abbiamo chiuso il 2020 e che ci ha permesso di raggiungere risultati soddisfacenti nonostante il contesto critico che il Paese ha vissuto – ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus – Abbiamo messo in campo un importante sforzo gestionale per assicurare la raccolta di Pneumatici Fuori Uso presso gli operatori, costantemente tutto l’anno anche durante il lockdown, in tutte le Province italiane, dalle località montane alle isole minori, e ponendo maggiore attenzione anche ai piccoli centri di ricambio che generano modeste quantità di PFU, dove la raccolta è più onerosa in termini di costi e logistica. Oltre il 70% dei nostri interventi di raccolta viene infatti effettuato presso esercizi di piccole e medie dimensioni, dove vengono prelevati meno di 300 pezzi per intervento”.

Nonostante il calo delle vendite e dei relativi contributi ambientali associati, nei primi mesi dell’emergenza e del conseguente lockdown il numero di interventi di raccolta effettuati da Ecopneus presso i gommisti è rimasto nella media degli anni precedenti anche se si erano notevolmente ridotte le richieste di prelievo degli PFU.

A fine 2020, inoltre, un provvedimentodella Direzione Generale Economia Circolare del Ministero dell’Ambiente ha posto dal 1° gennaio 2021 l’obbligo ai soggetti autorizzati come Ecopneus di raccogliere una quota aggiuntiva di PFU del 15% rispetto ai target di riferimento, intervenendo sull’annosa questione degli “extra-quantitativi” di PFU non prelevati rispetto agli obiettivi di raccolta dei soggetti responsabili. Un fenomeno che inficia il meccanismo della raccolta e causa stoccaggi eccessivi degli PFU presso i gommisti.

Grazie al provvedimento emesso, nei prossimi mesi la situazione di attuale congestione di molti punti di sostituzione pneumatici andrà progressivamente ad alleviarsi e risolversi; resta però più che mai attuale l’imperativo di arrivare ad un sistema di tracciamento e controllo che permetta di combattere l’ingresso irregolare di pneumatici nel mercato nazionale.

Ecopneus si è impegnata molto in questi anni per elevare la qualità del processo di trattamento degli Pneumatici Fuori Uso con l’obiettivo di ottenere materiali di qualità sempre più alta da poter impiegare poi nei settori degli asfalti stradali, dell’impiantistica sportiva, del benessere animale, dell’edilizia, negli impieghi industriali, nell’arredo urbano, favorendo gli investimenti nella filiera della green economy.

Di recente Ecopneus è stato inserito tra i finalisti dei Recycle Awards 2021, promossi Autopromotec e dalle prestigiose riviste di settore B2B Retreading Business e Tyre & Rubber Recycling, per la categoria Best Publicity Capmpaign”, per la campagna pubblicitaria “La più grande invenzione dopo la ruota”. L’iniziativa è volta a valorizzare e premiare l’impegno e il contributo di aziende e individui, facenti parte del settore di produzione, ricostruzione e riciclo di pneumatici, che con la loro attività contribuiscono allo sviluppo dell’economia circolare del Paese.
Il vincitore, scelto dal grande pubblico che potrà votare onlinesarà annunciato il prossimo 15 marzo del 2021.

Fonte: Regioni & Ambiente

Monouso in bioplastica a Cortina 2021

Durante i Campionati del mondo di sci alpino Cortina 2021, in programma da oggi fino al 21 febbraio a Cortina d’Ampezzo, per il consumo di pasti di atleti, media, staff e volontari verranno impiegate stoviglie monouso in Mater-Bi, la bioplastica biodegradabile e compostabile di Novamont. All’iniziativa, a fianco del produttore novarese di biopolimeri, parteciperanno i partner EcozemaILIP e IMB.

Una volta usate, le stoviglie in bioplastica verranno smaltite nei punti di raccolta differenziata del rifiuto organico, presidiati da volontari, per poi essere conferite nell’impianto di compostaggio Maserot di Santa Giustina (BL).

L’adozione dei monouso in bioplastica rientra tra le linee guida fissate dal comitato organizzatore insieme con acquisti  secondo criteri green, alimenti e bevande provenienti dal territorio ampezzano o sostenibili, raccolta differenziata, compensazione delle emissioni dirette di CO2 attraverso progetti di agricoltura e forestazione, adozione degli standard internazionali ISO 20121:2012 e ISO 14064-1:2019, certificazione di sostenibilità da parte di organismi indipendenti esterni, rendicontazione agli stakeholder con indicatori numerici.

A Cortina 2021 sarà anche adottato il Contatore ambientale di Conai, strumento di misurazione dei benefici generati dal sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani, del minore impatto rispetto al conferimento indifferenziato in discarica e della sua trasformazione in un nuovo oggetto, già sperimentato a Expo Milano 2015. Il modello si basa sul Life Cycle Assessment (LCA) per valutare gli impatti ambientali attraverso l’identificazione dei consumi energetici e dei materiali, dei mezzi e delle apparecchiature usate, e conseguentemente delle emissioni rilasciate in atmosfera.

Fonte: Polimerica

Roma, nel 2020 raccolte oltre 4.600 tonnellate di rifuti ingombranti abbandonati in strada

Oltre 4.600 tonnellate di materiali ingombranti abbandonati su suolo pubblico (e/o accanto ai cassonetti) di Roma, pari a circa 2mila camion scarrabili, raccolte attraverso l’azione di squadre dedicate. Sono i dati di Ama sugli scarichi abusivi di rifiuti di grossa taglia del 2020, che hanno determinato 55mila interventi di rimozione costati quasi 2milioni 600mila euro. “Solo negli 4 ultimi mesi dell’anno (settembre/dicembre) queste operazioni mirate hanno consentito di liberare le strade della città da quasi 1.750 tonnellate di materiali sversati illegalmente, oltre 330 in più rispetto allo stesso periodo del 2019“.

“Questi deprecabili fenomeni di inciviltà, pur riguardando tutti quadranti cittadini, nell’anno appena trascorso hanno investito con maggiore incidenza l’area est della Capitale“, spiega l’azienda rifiuti, e nello specifico i municipi V (580 tonnellate raccolte in 6.500 interventi), VI (550 tonnellate in 6mila interventi) e VII (390 tonnellate in 5mila interventi). Particolarmente presi di mira anche alcuni municipi del quadrante sud-ovest come l’XI (425 tonnellate raccolte in 6.400 interventi), il X (330 tonnellate in 3.600 interventi) e il XIV (320 tonnellate in 3.600 interventi).

I “classici” rifiuti ingombranti (mobili, materassi, divani, eccetera) si confermano essere i materiali abbandonati con maggiore frequenza con circa 3800 tonnellate raccolte nel corso dell’anno. A seguire sono state rimosse 300 tonnellate di frigoriferi, 290 tonnellate di apparecchiature elettriche varie, 110 tonnellate di televisori e monitor, 60 tonnellate di penumatici. Tutti i materiali una volta raccolti vengono avviati alle rispettive filiere di trattamento/recupero.

“L’inciviltà degli svuota cantine, poco importa se ‘professionisti’ o occasionali, non si è fermata nemmeno nel 2020 – sottolinea l’amministratore unico di AMA Stefano Zaghis – Anche in questo anno segnato da un’emergenza sanitaria senza precedenti abbiamo dovuto impiegare uomini, mezzi e risorse supplementari per contrastare questi fenomeni di degrado urbano sostenendo costi extra per quasi 2milioni e 600mila euro. Dopo una flessione registrata solo nel corso del lockdown nazionale della scorsa primavera, gli scarichi indiscriminati di materiali di ogni sorta sono infatti ripresi con numeri preoccupanti in tutta la città costringendoci ad onerosi interventi di ripristino del decoro”.

AMA ricorda che l’abbandono di rifiuti particolari ed ingombranti su suolo pubblico è sanzionabile con multe fino a 500 euro. Per smaltire gratuitamente e in modo corretto questi materiali, l’azienda mette a disposizione i propri Centri di Raccolta e il servizio “Riciclacasa” di ritiro a domicilio al piano strada fino a 2 metri cubi di volume che può essere prenotato tramite il ChiamaRoma 060606 oppure compilando l’apposito modulo on line di richiesta.

Domenica 31 gennaio, inoltre, ha ripreso nei municipi dispari della città la campagna AMA-Tgr Lazio “Il tuo quartiere non è una discarica”.

Fonte: Eco dalle Città