RASSEGNA STAMPA – Porta a porta allargato, nuove tecnologie e tariffa puntuale: ecco il piano industriale dell’Aro

La ratio è chiara: aumento della raccolta differenziata per scongiurare l’incubo ecotassa, diminuzione dei costi dello smaltimento dei rifiuti, maggiore occupazione (le previsioni parlano di un incremento del personale del 30%), maggior rispetto delle pratiche e delle tutele ambientali, nonché tecnologie all’avanguardia. Come quelle per esempio, che riguarderanno la raccolta condominiale: via i bidoni della spazzatura (scompariranno per sempre) e raccolta del rifiuto attraverso rastrelliere dove ogni condomino potrà mettere il rastrellino, oppure con un punto di aggancio dotato di codice personale che farà pagare soltanto chi si comporta non secondo le regole.
Il piano industriale dell’Aro Bari 1 (Corato è il capofila, poi Terlizzi, Bitonto, Ruvo di Puglia e più tardi anche Molfetta) sembra essere davvero quella rivoluzione copernicana che dal 1°gennaio 2015 cambierà radicalmente il modo di raccogliere e trattare i rifiuti.
Ma cosa è l’Aro? Sarà una società che si chiamerà “Servizi ambientali del nord barese Spa” e avrà sede nell’Asipu di Corato (l’unica azienda che raccoglie rifiuti in grado di creare profitti e reinvestire, e che ha fatto salire alle stelle la raccolta differenziata a Ruvo, ndr). Sarà una Spa con capitale sociale di 100mila euro e i comuni parteciperanno con possesso di azioni in proporzione agli abitanti riferiti all’ultimo censimento del 2011.
Tutto deve essere pronto entro fine anno. Una volta creata la società, sarà affidato il servizio di raccolta dei rifiuti sulla base di un progetto chiamato appunto “Piano industriale”, che deve essere approvato dai Consigli comunali.
«I punti forti del Piano industriale dell’Aro – ha spiegato Attilio Tornavacca, esperto della Esper che ha messo a punto il documento di 381 pagine, a margine del Consiglio comunale di ieri – sono la raccolta porta a porta totale, il compostaggio domestico (anche sfruttando l’impianto che a breve sarà aperto a Molfetta, ndr), i centri del riuso, la raccolta dell’umido al di fuori dei centri urbani e la tariffazione puntuale». E sarebbe questa la vera novità, «perché – ha illustrato Tornavacca – per la prima volta non si pagherà più in base ai metri quadrati dell’abitazione ma in base all’effettivo conferimento dei rifiuti, e consentirà ai cittadini di cambiare le scelte di consumo e i suoi comportamenti. In Francia è una pratica obbligatoria, mentre in Italia è presente fin dal 1986 in Trentino. I risultati sono incoraggianti, perché tutti coloro che hanno abbracciato questa tariffa hanno portato alle stelle la raccolta differenziata, con percentuali ben sopra l’80%».
Tornavacca, poi, ha ammesso che i risultati da raggiungere non saranno immediati: «Il primo anno– ha chiarito – sarà per forza di transizione, con un inevitabile aumento dei costi per via degli investimenti che faremo in personale e in tecnologie, ma già dal secondo anno si andrà a pieno regime con la nuova raccolta. In realtà, già dal secondo semestre del primo anno i primi risultati inizieranno a vedersi. I cittadini? Saranno sensibilizzati e informati a dovere, e non subiranno per tanto tempo i contraccolpi per questi cambiamenti».
Chiusura dedicata a Bitonto: «Sarà la città – ha concluso – in cui si vedranno meglio gli effetti di questo nuovo servizio».

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata e tariffazione puntuale, i tratti principali del piano industriale Aro

Una seduta di consiglio finalizzata a chiarire lo stato dei fatti riguardo all’Aro (Ambito di raccolta ottimale) e alla futura gestione dei rifiuti. Ad illustrarne gli aspetti salienti Attilio Tornavacca, l’esperto della Esper spa (ente esterno chiamato a redigere gli atti occorrenti alla fase esecutiva dell’Aro).

Dopo aver atteso per circa un’ora Tornavacca, impegnato a Terlizzi per lo stesso tipo di incontro consiliare, ad aprire la seduta è stato il sindaco Mazzilli. Nel suo intervento il primo cittadino ha ripercorso i vari passaggi che, in circa otto anni, hanno portato Corato nell’Aro Bari 1 – composto anche da Ruvo di Puglia, Terlizzi, Bitonto e Molfetta – ad essere riconosciuto come l’unico comune che dispone di un’azienda (l’Asipu), che ha un valore pare i 2,4 milioni di euro ed è in grado di creare profitto e reinvestire. A testimonianza di questo anche il fatto che, ormai da tre anni, l’Asipu gestisce la raccolta rifiuti del comune di Ruvo.

Come sottolineato in passato dal Movimento 5 stelle, una scadenza incombe sui cinque comuni dell’Aro: entro il 31 dicembre devono costituire una nuova società in grado di fornire il servizio, pena l’esclusione dai 10milioni di euro derivanti da finanziamenti regionali. In prima battuta Molfetta rimarrà fuori dalla società a causa di problemi legati alla sua vecchia azienda di gestione rifiuti.

Le principali caratteristiche della società. «Si chiamerà “Servizi ambientali del nord barese Spa” – ha annunciato il sindaco – e avrà sede nell’Asipu di Corato. Sarà una Spa con capitale sociale di 100mila euro e i comuni parteciperanno con possesso di azioni in proporzione agli abitanti riferiti all’ultimo censimento del 2011. Questa proporzione si manterrà anche al momento del voto in assemblea.

Entro il 31 dicembre dovremo approvare lo statuto con i vincoli che obbligano il consiglio di amministrazione ad essere sotto strettissima sorveglianza dei soci. Per esempio, operazioni superiori a 100mila euro necessiteranno dell’approvazione dei soci. Lo stesso varrà per piani strategici, organizzazione del personale e via dicendo».

«L’Asipu – precisa Mazzilli – in questi anni si è capitalizzata e sarà messa a servizio delle nuova società nel periodo di transizione. Questo potrà comportare una remunerazione che porterà un vantaggio economico al comune di Corato».

Costituita la società, sarà affidato il servizio di raccolta dei rifiuti sulla base di un progetto chiamato “Piano industriale” che successivamente sarà sottoposto all’approvazione dei cinque consigli comunali. L’obiettivo principale del Piano è quello di aumentare le percentuali di raccolta differenziata per evitare l’ecotassa.

«Al momento – ricorda il sindaco – siamo in regime di deroga perchè dobbiamo raggiungere il 65 % di raccolta differenziata. Secondo i dati della Regione al momento Corato è al 39 %, un 10 % in più rispetto al 2013. Di questo non posso che ringraziare i cittadini e scusarmi per i disagi che a volte si verificano. Abbiamo investito capitale nell’incremento del “porta a porta” ma c’è già stata una riduzione del peso dei rifiuti in discarica».

I principi fondanti del “Piano industriale”. Tornavacca ha puntato a chiarire alcuni concetti chiave del Piano. In primis la necessità di intendere il rifiuto come elemento che può essere governato con un’azione di riduzione a monte. Due mezzi prima di tutto: «il compostaggio domestico sostenuto (con incentivazione economica) e il riuso dei manufatti, dei rifiuti speciali (pensiamo anche a mobili e giochi dismessi). In alcuni comuni vengono addirittura censiti per poter essere poi resi disponibili.

Così possiamo parlare di un buon risultato, non solo se aumentiamo le percentuali di differenziata ma se riusciamo a trovare un buon equilibrio tra costi e qualità del servizio».

Un altro punto fermo del Piano è la tariffazione puntuale, l’elemento di maggiore innovazione. Tornavacca: «è un cambio epocale per la Puglia. Non pagare più in base ai metri quadri dell’appartamento ma in base all’effettivo conferimento dei rifiuti. Nei altri paesi europei è così. Una richiesta che viene anche dal mondo imprenditoriale».

Il costo in bolletta del servizio varierà anche in base al luogo di residenza: «chi abita in campagna – aggiunge Tornavacca – non vedrà ritirato l’umido ma avrà uno sconto in bolletta di circa il 25-30%».

Interrogato dal consigliere Mazzone (Un cantiere in comune), Tornavacca ha concluso spiegando che «in caso di problemi o segnalazioni i cittadini potranno rivolgersi ad un numero verde e – con massima trasparenza – verificare se si tratta di disservizio reale attraverso il controllo effettuabile con il gps».

Fonte: Corato Live

“I rifiuti? Non esistono!”

Il mito della privatizzazione dei servizi pubblici tramonta, al contrario si affermano le eccellenze dei risultati delle società pubbliche italiane che gestiscono i servizi di raccolta dei rifiuti che primeggiano anche sulle performance europee. Intervista a Ezio Orzes, coautore insieme a Marco Boschini, del libro “I Rifiuti? Non esistono”

Il libro “I rifiuti? Non esistono!”, stampato su carta paglia (casa editrice Emi) si divide in quattro capitoli e si presenta in una edizione pratica da sfogliare con taglio comunicativo e agevole da leggere, senza però rinunciare a fornire dati e notizie qualificate. Il libro sfata molti luoghi comuni sui rifiuti (c’è il capitolo: il paese dei “si dice”) e racconta delle eccellenze mondiali – di tipo pubblico – che si trovano in Italia. Alcuni temi trattati (anche nell’intervista): la pratica della raccolta porta a porta con altissime percentuali di differenziata, l’eccellenza dei servizi pubblici e l’esistenza di virtuose realtà aziendali che si occupano di riciclo. Ma in Italia il Governo, al contrario, propone i vecchi modelli della privatizzazione del servizio pubblico. Eppure l’emblema di questa buona gestione pubblica parte proprio da Ponte nelle Alpi, comune passato dal 23% all’80% di raccolta differenziata in un solo mese, fino ad arrivare al 91,5% di adesso, in cui ogni cittadino produce mediamente in un anno solo 28 chili di rifiuto secco, contro i 350 della media nazionale. Il risparmio economico? Ben 430 mila euro all’anno, investiti in lavoro, occupazione e servizi. Ma questo comune virtuoso non è l’unico. Secondo i dati presentati, da più di dieci anni, due milioni e mezzo di italiani sono regolati da eccellenti servizi pubblici che riescono a raggiungere una media del 75% di raccolta differenziata di rifiuti a costi che sono sotto la media nazionale. E questa volta non siamo in Centro o Nord Europa: siamo in Italia.

Le persone che acquisteranno on line il libro sul sito della casa editrice EMI (http://www.emi.it/rifiuti-d-italia-boschini-orzes) potranno scaricare e leggere l’intervista che Orzes ha realizzato ad Antonio Diana, figlio di Mario, ucciso dalla Camorra nel 1985 per non cedere il passo alle cosche dei Casalesi. Oggi Antonio Diana è titolare della Erreplast, un’azienda del casertano che trasforma le bottiglie recuperate con la raccolta differenziata.

Buonasera Ezio Orzes, due assessori all’ambiente dei comuni di Ponte nelle Alpi e di Colorno, Lei e Marco Boschini, si mettono insieme e scrivono un libro “I rifiuti? Non esistono!”. Il titolo del libro è un paradosso o è una affermazione di principio.
E’ un paradosso che va contro quelli che sono i luoghi comuni più utilizzati dalla quella parte della politica che non vuole decidere. Infatti il primo capitolo del libro è: Il paese dei “si dice”. Nella realtà dei rifiuti spesso si dice che fare il porta a porta è complicato ma in realtà si tratta di chiedere ai cittadini di mettere trenta cose nel posto giusto. Oppure spesso si dice che la raccolta domiciliare può funzionare in alcune parti del paese oppure in territori a bassa densità abitativa, ma la realtà dimostra che ci sono comuni di quartieri di grandi città e metropoli che hanno raggiunto ottimi risultati.

Le grandi città a questo punto non hanno più alibi per non fare la riaccolta differenziata porta a porta. Questo è un aspetto che avete trattato nel libro?
Certo, ma non solo. Nel capitolo “Bravi da morire” si racconta una cosa che in realtà non si conosce. Molto spesso pensiamo che l’eccellenza della gestione dei rifiuti faccia riferimento solo ad alcuni paesi del Centro-Nord Europa (altro luogo comune), siamo abituati a individuare quei paesi come l’eccellenza per la gestione dei servizi pubblici. In realtà lo sono per alcuni servizi, ma forse è anche giunto il momento di imparare a dirci che l’eccellenza non solo europea ma mondiale per gestione dei servizi di raccolta differenziata, è tutta italiana: perchè in Europa non c’è nessun paese dove il cittadino come a Ponte nelle Alpi produca meno di 28 chilogrammi procapite al’anno. Oppure non c’è nessuno, e penso alla realtà al consorzio Priula Contarina spa, società pubblica che gestisce oramai 550 mila abitanti, con l’84% di raccolta differenziata. E parliamo di una eccellenza mondiale.

Riguardo alla gestione dei rifiuti in Italia le eccellenze sono pubbliche o private?
L’altra realtà che emerge è questa: In Italia nella gestione delle raccolta dei servizi di igiene urbana l’eccellenza è esclusivamente pubblica. Tutti i livelli di eccellenza di gestione (comprensori o singoli comuni che raggiungono questi risultati) sono pubblici. L’Italia, paradossalmente, continua invece negli anni a riproporre norme che tendono verso la privatizzazione dei servizi: in realtà abbiamo degli esempi straordinari di gestione dei servizi pubblici, sia dal punto di vista che dei costi e delle performance dei risultati.

Può fornirci qualche esempio
Riguardo alla raccolta differenziata, grazie allo studio coordinato dal Consorzio Intercomunale Priula di Treviso, ci siamo resi conto, che alcune tra le migliori società pubbliche (che attualmente gestiscono il servizio di raccolta differenziata per quasi due milioni e mezzo di cittadini) avevano una raccolta differenziata del 73,5% a fronte della media nazionale del 35% del 2012! Ben oltre i limiti di legge (65%): lo studio dei dati ha messo in evidenza che i cittadini hanno nel tempo ridotto anche la loro produzione totale di rifiuti fino a 414 kg per abitante all’anno rispetto ai 532 della media italiana. Ciò che va a finire in discarica è poco meno di 92 chilogrammi per persona all’anno, contro i 346 della media del paese! E non costa di più di altri luoghi in cui le raccolte sono ferme ancora al 5% di RD. Il costo medio per abitante/anno delle gestioni pubbliche virtuose è di 107 euro contro i 175 della media italiana e ogni famiglia paga in media 162 euro di bolletta all’anno al posto dei 240 euro che è il costo medio delle bollette italiane. E questa volta non siamo in Centro o Nord Europa: siamo in Italia.

Si sfata dunque, anche in questo campo, il mito della privatizzazione dei servizi pubblici
In Italia c’è il luogo comune che “privato è meglio” e che solo questo riesce a mettere nel sistema “know how” e efficienza. Ma in realtà al contrario le eccellenze di cui abbiamo parlato sono soltanto pubbliche. Dal punto di vista gestionale, se ci allontaniamo da questi luoghi comuni, a parità di servizi, la gestione di questi deve essere sempre di tipo pubblico. Perchè il privato, a parità di rischio di impresa, ha comunque l’obiettivo di perseguire l’utile di impresa. L’obiettivo delle società pubbliche (società erogatrici di servizi) non è quello di fare utili ma bensì di dare dei servizi di qualità i cittadini, reinvestendo gli utili conseguiti nel miglioramento di questi, raggiungendo a latere gli obiettivi al minor costo possibile. Qui in Italia, c’è una politica che invece tende a spostare verso ambiti diversi: e cioè verso la privatizzazione e non c’è un ragionevole motivo. Le evidenze e le esperienze oramai ci sono in molti parti del paese e penso a Ponte nelle Alpi, Trento, Treviso, ma ce ne sono tante altre raccontate nel libro.

In alcune regioni del paese (soprattutto al sud) manca ancora sia nel pubblico che nel privato, una imprenditorialità di questo tipo. Cosa possiamo dire invece di quelle aziende pubbliche che non hanno superato gli obiettivi?
Nelle conclusione del capitolo il messaggio che lanciamo non è che il pubblico funziona “per forza” in ogni luogo: qui in Italia, se ci pensiamo, abbiamo paradossalmente il migliore e contemporaneamente forse il peggiore servizio pubblico di gestione relativo alla raccolta dei rifiuti. Qual è allora il tema? Perchè si vuole togliere il soggetto pubblico anche in regime di concorrenza da questo tipo di gestione? E non si individuano degli indicatori di qualità? In Germania ci sono tremila gestioni “in house”, cioè gestioni pubbliche. Ma hanno un tipo di legislazione che punisce i cattivi risultati. Non è che il comune è obbligato a mantenere una gestione di tipo pubblico: ad esempio se l’azienda pubblica non ha raggiunto gli obiettivi minimi per legge (percentuali di raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti) entro un certo periodo di tempo, se non ha un bilancio in utile o pari a zero, se ha un costo dei servizi superiore rispetto alla media nazionale, deve andare a casa perché non è in grado di svolgere il suo lavoro. In Italia una legge di questo tipo finora nessun Governo (persino il governo dei tecnici) l’ha voluta attuare.
Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – Seminario “Raccolta porta a porta, i modelli vincenti. Come premiare gli utenti virtuosi e rendere più efficienti i servizi”

Mercoledì 19 settembre (ore 16), il Comune di Corigliano d’Otranto, l’AssociazioneComuni Virtuosi e la ESPER organizzano il seminario dal titolo “Raccolta porta a porta, i modelli vincenti. Come premiare gli utenti virtuosi e rendere più efficienti i servizi” con il contributo di SMP di Barletta, Ecotecnica e TEEA di Lecce.

Il seminario, che si terrà presso il Castello de Monti di Corigliano d’Otranto, avrà l’obiettivo di mostrare i numerosi vantaggi economici e di qualità della vita che i cittadini possono godere con il passaggio dalla tassa alla tariffa puntuale per mezzo dei sistemi di raccolta differenziata porta a porta.
Aprirà il seminario Ada Fiore, Sindaco di Corigliano d’Otranto, Comune che ha sperimento per primo, insieme al Comune di Carpignano Salentino, il sistema di raccolta domiciliare monomateriale (oggi esteso a tutti i Comuni dell’ex ARO 4) raggiungendo un percentuale di RD pari al 75-80 %.
Introdurrà il seminario il commissario ad Acta dell’Autorità d’Ambito della Provincia di Lecce, Giovanni Campobasso.
Interverranno poi l’Assessore alle politiche Ambientali Alessio Ciacci del comune di Capannori (LU), primo Comune in Italia ad aver approvato la delibera “Verso rifiuti zero entro il 2020” e ad aver utilizzato i sacchetti con transponder per l’introduzione della tariffazione puntuale, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi (Belluno) Ezio Orzes, il cui Comune è risultato vincitore negli ultimi tre anni del premio di Legambiente come “Comune più riciclone d’Italia”. Ponte delle Alpi inoltre vanta una serie di record: raccolta differenziata porta a porta nel 2010 all’89% e riduzione della produzione di rifiuti da discarica (quattro volte meno della media nazionale) e delle tariffe per i cittadini (in media 160 euro a famiglia contro le 240 euro della media nazionale), e infine il sindaco Ivan Stomeo di Melpignano (Lecce), comune cofondatore dell’associazione italiana “Comuni virtuosi”, primo comune in Puglia ad aver raggiunto l’obiettivo del 65 % di raccolta differenziata già nel 2008.
Interverrà anche Attilio Tornavacca quale direttore generale della ESPER, Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti, che è stato scelto dall’Associazione Comuni Virtuosi quale partner tecnico di riferimento per il settore della gestione dei rifiuti. I tecnici forniranno la loro esperienza nel campo della raccolta differenziata porta a porta, soffermandosi in particolar modo sulla riduzione dei costi che è possibile soprattutto realizzare mediante l’introduzione della tariffazione puntuale.
Interverranno infine il direttore scientifico dell’Arpa Puglia, Massimo Blonda, il dirigente del settore Ciclo rifiuti e bonifiche della Regione Puglia, Federico Cangialosi ed infine, Luigi Zilli, il rappresentante dell’azienda affidataria del servizio di raccolta unitario dell’ex ARO 4 dell’ATO LE2.
La partecipazione al seminario non è sottoposta a costi di iscrizione ed i posti a sedere verranno riservati in via prioritaria ai soggetti che confermeranno la loro partecipazione alla segreteria organizzativa entro il 18 settembre 2012
Segreteria organizzativa e ufficio stampa:

Giuseppe Miccoli – ESPER Tel. 3470003325 e-mail: g.miccoli@esper.to.it

PROGRAMMA

ore 16.00: Apertura dei lavori da parte di Ada Fiore, Sindaco di Corigliano d’Otranto
modera gli interventi Tommaso Condò, Ass. all’Ambiente Comune di Corigliano d’Otranto

ore 16.20: Introduzione Giovanni Campobasso, Commissario ad Acta dell’ATO Provincia di Lecce

ore 16.25: Verso rifiuti zero anche grazie all’introduzione della tariffazione puntuale
Alessio Ciacci, Assessore all’Ambiente Comune di Capannori

ore 16.50: La riduzione dei costi del servizio grazie all’adozione della tariffazione puntuale
Ezio Orzes, Assessore all’Ambiente Comune Ponte nelle Alpi

ore 17.15: L’esperienza del primo Comune pugliese che ha superato il 65 % di RD
Ivan Stomeo, Sindaco Comune di Melpignano

ore 17.40: Analisi tecnica ed economica delle esperienze più avanzate di riduzione e riciclaggio
Attilio Tornavacca, Direttore generale ESPER

ore 18.05: Coffee break

ore 18.30: Il ruolo dell’ARPA a supporto degli Enti locali per la gestione ecosostenibile dei RU
Massimo Blonda – Direttore scientifica ARPA Puglia

ore 18.55: Le attività della Regione per lo sviluppo della riduzione e riciclaggio dei rifiuti urbani
Federico Cangialosi, Dirigente Servizio Ciclo Rifiuti Regione Puglia

ore 19.20: I risultati della gestione unitaria del servizio di raccolta monomateriale nell’ex ARO 4
Luigi Zilli, Amministratore Ecotecnica capofila ATI affidataria del servizio di raccolta

ore 19.45: Interventi programmati dei rappresentanti dei Comuni dell’ex ARO4 dell’ATO LE2,
Bagnolo del Salento, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano de Greci, Cursi, Martano, Palmariggi, Sternatia, Zollino.

Fonte: Confindustria Lecce

RASSEGNA STAMPA – Raccolta Rifiuti a Menfi: la consulenza sul Piano di Intervento va seguita alla lettera

Lo scorso 16 ottobre si è tenuto un consiglio comunale aperto per discutere la relazione sul Piano di Intervento per la gestione dei rifiuti elaborata dalla società Esper, incaricata  dall’Amministrazione Comunale (costo della consulenza: 24.487,80 euro).
Il MoVimento 5 Stelle a Menfi si occupa di rifiuti da più di due anni, e ha organizzato vari incontri, tra cui uno proprio con un consulente della Esper, il dott. Ezio Orzes, chiamato in qualità di assessore del comune di Ponte nelle Alpi (il comune più riciclone d’Italia nel 2012 e 2013). Era il periodo della campagna elettorale per le Amministrative a Menfi, e il M5S aveva curato la parte di programma elettorale riguardante la gestione dei rifiuti proprio sulla strada tracciata dall’assessore Orzes in quell’incontro. Ci fa piacere constatare che l’Amministrazione abbia seguito fin qui la nostra stessa linea per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, e ci auguriamo che la prosegua.
Abbiamo inoltre organizzato e partecipato a vari incontri sul tema “Rifiuti Zero”, a riprova che per noi è un argomento di fondamentale importanza per la nostra comunità.
Veniamo alla relazione sul Piano di Intervento.
La società di consulenza fa una disamina dell’attuale servizio, individuando inefficienze ovunque. Una gestione dei rifiuti che si poneva come obiettivo il 50% di differenziata oggi in realtà fa solo il 15%, con costi di manutenzione elevatissimi, tante inefficienze ed un servizio a grandi tratti inadeguato.
Tutto ciò ha ripercussioni sull’ambiente e sulle tasche dei cittadini, costretti a vivere in un paese sporco pur pagando tariffe salatissime.
La relazione sul Piano di Intervento per la Raccolta dei Rifiuti elaborata dalla Esper contiene a nostro avviso tutta una serie di soluzioni che, se correttamente applicate, potranno far fare a Menfi un salto di qualità, non solo sotto il profilo della pulizia e della riduzione di tasse, ma anche a livello economico e culturale.
La relazione prevede infatti una raccolta differenziata porta a porta più spinta e più frequente, anche nelle località suburbane, con un rafforzamento nel periodo estivo. Si parla di utilizzare contenitori e sacchetti idonei, forniti di chip capaci di calcolare e registrare a nome dell’utente il peso esatto dei rifiuti in modo da poter stabilire la quantità puntuale dei rifiuti prodotti, con un sistema a punteggio in grado di premiare i cittadini più “ricicloni” con uno sconto sulla TARI . E poi compostiere domestiche, rafforzamento del CCR, creazione di mercatini di riuso, coinvolgimento delle associazioni.
Ci ha colpito però una frase scritta nella relazione: il primo ostacolo ad un progetto virtuoso come quello previsto dalla società di consulenza è la volontà politica. Saprà l’Amministrazione fare tesoro della consulenza ricevuta applicando alla lettera le sue prescrizioni? Noi saremo lì a verificare che ciò avvenga, con intransigenza.
I 24mila euro spesi per la consulenza possono sembrare tanti soldi, soprattutto in un periodo come questo. Ma se paragonati all’attuale costo del servizio (1.800.000 euro) e se si considerano gli enormi benefici che un corretto Piano dei Rifiuti può portare a tutta la nostra comunità, non solo sull’ambiente e sui risparmi dei cittadini, ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro, sono una cifra più che accettabile secondo il nostro punto di vista. Tutto sta nella capacità dell’Amministrazione Comunale di fare tesoro della consulenza ricevuta, perché se così non sarà a quel punto si potrà parlare dell’ennesimo spreco di denaro pubblico, e soprattutto di un’occasione sprecata per portare Menfi nel futuro.
Nel frattempo potete scaricare da qui la Relazione sul Piano di Intervento dei Rifiuti: se avete un’idea per migliorare il Piano o una proposta da fare, commentate questo articolo o scriveteci a menfi5stelle@gmail.com.
Il nostro portavoce al consiglio comunale farà pervenire le vostre istanze al Sindaco e all’Amministrazione Comunale.

Fonte: menfi5stelle.it

RASSEGNA STAMPA – Vertice sulle strategie per aumentare la raccolta differenziata

Un incontro per definire quali strategie adottare per lo smaltimento dei rifiuti, in modo da potenziare ulteriormente la raccolta differenziata e avvicinarsi sempre più all’obiettivo “rifiuti zero”.

Con questi scopi il 20 novembre 2012 in municipio si è tenuta una riunione, a cui hanno preso parte il sindaco Federico Vantini, Gianni Moratello e Loriano Tomelleri (rispettivamente, amministratore delegato e direttore generale della partecipata Sgl Multiservizi), Ezio Orzes, assessore all’ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi e due rappresentanti di Esper (Ente di studio per la pianificazione ecosostenibile dei rifiuti), ovvero l’amministratore delegato Attilio Tornavacca e il consulente Sergio Capelli.

L’amministrazione comunale, recentemente, ha preso contatti con Esper, autorevole ente di ricerca nato nel 2005 e specializzato nella programmazione eco-efficiente della gestione delle risorse, in particolare dei rifiuti e dell’energia. I professionisti di Esper lavorano da anni nel campo della progettazione dei servizi della raccolta differenziata integrata e delle iniziative di prevenzione dei rifiuti.

«Come promesso in uno degli ultimi consigli comunali, ci stiamo attivando per iniziare una progettazione concreta, per aumentare il livello di raccolta differenziata sul territorio – riferisce il sindaco Federico Vantini –. In particolare, intendiamo verificare la possibilità di introdurre nel sistema di tassazione dei rifiuti la tariffa puntuale: questa permetterebbe ad ogni singolo utente di pagare per l’effettiva quantità di rifiuti prodotta e non, come ora, in base alla superficie dei locali (una delle voci su cui è calcolata la Tarsu). Nei prossimi giorni incaricheremo ufficialmente Esper perché sia fatto uno studio completo sul potenziamento dello smaltimento dei rifiuti nel nostro Comune: questo ci consentirà di proseguire nella direzione dei “rifiuti zero”, valutando i sistemi più efficaci per raggiungere l’obiettivo – conclude il primo cittadino –. Contiamo di avere i risultati dello studio per la metà del 2013».

Nella foto, da sinistra: Loriano Tomelleri, Gianni Moratello, Federico Vantini, Ezio Orzes, Sergio Capelli e Attilio Tornavacca.

Fonte: 37057

RASSEGNA STAMPA – Raccolta rifiuti a Petrosino: mezzi, modalità e costi del nuovo Piano.

Il sindaco Giacalone: “Entro la prima metà del 2015 l’avvio”

Un servizio più efficiente e la conseguente riduzione dei costi. E’ quanto ambito dall’amministrazione comunale di Petrosino per mezzo del nuovo Piano d’Intervento del Servizio di Igiene Urbana che, già precedentemente approvato dalla Regione Sicilia, lo scorso 16 ottobre ha avuto esito positivo anche dal Consiglio comunale, che ha detto sì allo stanziamento della relativa spesa in bilancio.
“Per noi, si tratta di una rivoluzione straordinaria”- ha dichiarato il Sindaco Gaspare Giacalone. “Il Comune di Petrosino è il primo dei comuni dell’ex Belice Ambiente- aggiunge l’Assessore Luca Badalucco- ad aver approvato un piano d’intervento di gestione raccolta rifiuti. Questo ci pone in una posizione privilegiata rispetto alle scelte che la nuova Srr farà in merito alla gestione delle operazioni di conferimento dei rifiuti raccolti nei comuni dell’ex Ato Tp2”.
Petrosino, effettivamente, è stato il primo tra i comuni del trapanese, a recepire la nuova legge regionale sulla gestione integrata dei rifiuti- la n°3 del 9 gennaio 2013, che modifica la n°9 dell’8 aprile 2010- che, abolendo gli Ambiti Territoriali Ottimali (Ato) e istituendo gli Ambiti di Raccolta Ottimale (Aro, costituiti dai comuni, in forma singola o associata), abilita i Comuni a gestire la raccolta rifiuti autonomamente. Mentre alle nuove Srr (Società per la regolamentazione del servizio rifiuti) sono affidati il coordinamento dell’azione degli Aro che ne fanno parte e le decisioni riguardanti i centri di conferimento dei rifiuti.
Il piano d’intervento del comune, affidato all’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti (ESPER)- con, in prima linea, il famoso esperto Ezio Orzes, assessore del comune di Ponte delle Alpi, riconosciuto più volte il 1° comune d’Italia tra i Ricicloni- prevede, tra le altre cose, nuovi mezzi di raccolta, cassonetti e sacchetti con chip elettronico, per identificare tipologia rifiuto e relativo peso depositato, ed una campagna di comunicazione ad hoc per informare i cittadini sulle nuove modalità di gestione della raccolta rifiuti. “Condividiamo a pieno l’approccio formativo e collaborativo, e non repressivo- spiega il sindaco Giacalone- previsto nel progetto: non andremo a punire chi non fa la raccolta differenziata, ma piuttosto a premiare chi la fa. Ci saranno premi settimanali per chi differenzia di più”.
“L’obiettivo- aggiunge l’assessore Badalucco- è raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il secondo anno dall’avvio del nuovo sistema”. Attualmente, la percentuale di raccolta differenziata a Petrosino si attesta al di sotto del 20%.
Il piano ha una durata di 7 anni. “Si tratta di un investimento- puntualizza il sindaco di Petrosino- che prevediamo di ammortizzare entro questi tempi”.
Ad occuparsi del nuovo servizio di raccolta sarà il soggetto che si aggiudicherà la relativa gara d’appalto, il cui importo a base d’asta sarà di 1.378.267 € oltre Iva al 10%. “Contiamo di inserire il nuovo bando in calendario entro i prossimi dieci giorni- dichiara Giacalone-, e di espletare la gara entro i prossimi quattro mesi. L’obiettivo è che il nuovo servizio venga avviato entro la prima metà del 2015”. Sia il sindaco che Badalucco ci tengono inoltre a precisare che gli attuali 16 operatori ecologici che lavorano nel territorio resteranno in servizio. “Se poi la nuova ditta reputerà di aver bisogno di altro personale- dice l’assessore Badalucco- valuterà l’assunzione di nuovi dipendenti, fermo restando il posto di quelli attuali”.
Nel piano d’intervento redatto da Orzes, è poi previsto un Ecocentro. “Che non è un’isola ecologica- dice il sindaco Giacalone- ma molto di più. In questo spazio ecologico, infatti, ci sarà uno spazio apposito per qualsiasi tipo di materiale e rifiuto, dai vestiti a quelli ingombranti, come mobili e televisori”. Si prospetta dunque un’area abbastanza grande che l’amministrazione comunale di Petrosino ha già individuato nella zona dello Stadio. La spesa per la realizzazione di questa area attrezzata non è però prevista all’interno dell’importo della gara su citata. “L’obiettivo è quello di accedere ai finanziamenti regionali- afferma Giacalone-, se non dovessimo riuscirci, troveremo una soluzione per ammortizzare anche questa spesa”.
Intanto, mentre il comune di Petrosino sembrerebbe già proiettato verso il nuovo sistema regionale di gestione rifiuti, tanti sono i dubbi e le perplessità che ruotano attorno alla costituzione di Srr e Aro al posto degli ex Ato, per molti solo un cambio di denominazioni. Di diverso avviso il sindaco Giacalone: “Sebbene la nuova Srr Tp2 sia costituita da quasi tutte le istituzioni che facevano parte dell’ex Ato Belice Ambiente, tranne la provincia ovviamente, in realtà Ato e Srr sono due soggetti che non hanno nulla a che vedere. Mentre l’Ato Belice Ambiente aveva infatti in suo potere non solo la gestione della raccolta rifiuti e del conferimento in discarica, ma persino quella degli appalti e della bollettazione (che, solo dopo la scoperta della truffa sulla bollettazione falsa, venne affidata ai comuni), la nuova Srr ha il compito esclusivo di coordinamento degli Aro nelle operazioni di conferimento dei rifiuti”.

Fonte: Marsala Oggi

RASSEGNA STAMPA – Presentato il bando Aro per gestire la raccolta rifiuti nei prossimi nove anni

Ieri mattina nel Comune capofila di Modugno. Depalma: «La vera sfida spetta ai cittadini. La tassa si abbatterà facendo bene la differenziata»

Si è svolta ieri mattina la conferenza stampa di presentazione del bando dell’Aro, l’Ambito di raccolta ottimale, ente nato nel 2012 per gestire la questione dei rifiuti nei sette paesi costituenti, ovvero Modugno, Bitetto, Palo, Binetto, Bitritto, Sannicandro e Giovinazzo. Erano presenti all’incontro, nella sala del comando di Polizia Municipale del Comune capofila di Modugno, i commissari prefettizi e i Sindaci coinvolti, oltre ai tecnici dottor Tornavacca e avvocato Ingravalle della ditta Espert e la responsabile del procedimento dottoressa Magrone.

Il bando consentirà di affidare il servizio di raccolta all’azienda vincitrice per i prossimi nove anni. La scadenza per la consegna delle offerte è il 16 dicembre e l’apertura delle buste avverrà immediatamente dopo, il 18. Un bando definito “verde”, perché seguirà strategie e pratiche ecosostenibili: «Si punta al rifiuto zero», ha affermato Tornavacca, dicendo anche che si prevedono «premialità e penalità molto rigide». Le prime «anche nei confronti degli operatori ecologici, che se faranno un ottimo lavoro e quindi aiuteranno l’azienda a raggiungere gli obiettivi, si vedranno accreditati direttamente sul loro stipendio la premialità. L’appalto inoltre segue l’approccio inclusivo, perché permette alle cooperative sociali di far parte del progetto, a supporto quindi delle politiche di inclusione sociale. Per Giovinazzo, ha collaborato al progetto anche l’ingegner Carrieri.

Certo non è tutto rose e fiori. La stima emersa prevede che per il primo anno i costi per i cittadini siano maggiori rispetto ai precedenti, ma si spera in un’offerta al ribasso che possa compensarli; si tratta però di un’ipotesi tutta da verificare al momento dell’apertura delle buste.

Nel suo intervento il sindaco Depalma sprona tutti a fare del proprio meglio: «Giovinazzo è l’unico Comune con la costa e la sfida è stata quella di trovare accordi con paesi aventi peculiarità differenti. Ma la vera sfida spetta ai cittadini, in base a come raccoglieranno: la tassa sui rifiuti non si abbatterà gettando rifiuti altrove, ma facendo bene quello che a loro viene chiesto (la raccolta differenziata, ndr). Ad oggi ci ritroviamo costi esagerati per servizi inefficienti. Con questo bando non solo miglioreremo il servizio, ma ci proietteremo al futuro. Per raggiungere gli obiettivi, però, è necessario fare squadra. Chiediamo quindi collaborazione da parte dei cittadini. Obiettivo, infatti, è quello di avere un servizio migliore ad un costo minore». Il Primo Cittadino si è rivolto anche noi della stampa affinché si attivi una vera e propria campagna mediatica di sensibilizzazione e di informazione sull’importanza della raccolta differenziata, che comunque, nelle nuove modalità, «non partirà prima della metà del prossimo anno.

In merito alla nostra discarica – ha poi aggiunto -, devo dire che è in fase di esaurimento e abbiamo poche volumetrie ancora perché Giovinazzo è l’unica discarica del territorio», mentre riguardo i Centri Comunali di Raccolta, i cosiddetti CCR, ha detto che «per funzionare devono essere collocati all’interno del paese. Noi ci stiamo attrezzando, ma i cittadini non li vogliono». Ma, ha concluso, «meglio avere un CCR sotto casa che rifiuti sparsi ovunque».

Fonte: GiovinazzoLive

RASSEGNA STAMPA – Piano Aro Ba/2, “la sfida delle sfide”

Si punta a rifiuti zero. Presentato il bando per la raccolta rifiuti. Consegna delle offerte entro il 16 dicembre, ma il servizio non partirà prima di metà 2015

«E’ la sfida delle sfide, la svolta culturale, il cambio epocale». Così è stato presentato il nuovo bando Aro Bari 2, alla conferenza stampa che si è tenuta ieri nella sala del comando di Polizia municipale di Modugno, alla quale hanno preso parola i commissari prefettizi di Modugno e Bitetto, i sindaci di Palo, Binetto, Bitritto, Sannicandro e Giovinazzo, il dottor Tornavacca, che si è occupato dell’aspetto tecnico del piano, e l’avvocato Ingravalle, che ha curato l’aspetto giuridico legale (tecnici della ditta partner Esper) e la responsabile del procedimento, la dottoressa Magrone, che ha curato la parte istruttoria.

L’Ambito di raccolta ottimale, costituitosi nel 2012, vede Modugno comune capofila tra i 7 comuni aderenti. Il servizio di raccolta rifiuti sarà affidato ad un’azienda che lo gestirà per 9 anni. Il termine ultimo per la consegna delle offerte è il 16 dicembre e l’apertura delle buste è prevista per il 18. Ma il servizio non partirà prima della seconda metà del prossimo anno.

«Non è facile unire attorno ad uno stesso tavolo, 7 comuni di forze politiche differenti – ha commentato il sindaco Domenico Conte – ma ciò rappresenta un cambio epocale perché è il secondo bando “verde” in Italia». “Verde”, perché sarà a passo con la tecnologia ecoambientale. Diversamente da quanto è emerso nell’ultimo consiglio comunale di Palo, nel corso del quale è stata criticata la scarsa aderenza del bando alle esigenze del territorio, per costi e mancate migliorie, il sindaco Conte dichiara che «il bando tiene conto delle nostre peculiarità e calza a pennello. Grazie alla tariffa puntuale, ogni cittadino pagherà in base a quello che produce e quanto riesce a differenziare».

Dalle stime, però, una cosa emerge chiaramente: per il primo anno, i cittadini registreranno un aumento dei costi rispetto al 2013, dovuto proprio al passaggio alla raccolta porta a porta. Secondo la previsione elaborata da Tornavacca, però, l’incremento dei prezzi potrebbe essere ammortizzato dal ribasso d’asta nell’affidamento dell’appalto. Inoltre, «Il bando prevede premialità e penalità». A parte anche i costi del servizio di deratizzazione, disinfestazione e disinfezione.

Parere favorevole anche del sindaco di Giovinazzo (unico Comune dell’Aro avente la costa), Tommaso De Palma: «La tassa sui rifiuti non si abbatterà gettando rifiuti altrove, ma facendo bene la raccolta differenziata. Ad oggi ci ritroviamo costi esagerati per servizi inefficienti. Con questo bando non solo miglioreremo il servizio, ma ci proietteremo al futuro. Obiettivo, infatti, è quello di avere un servizio migliore ad un costo minore». Il primo cittadino ha poi spiegato che la discarica di Giovinazzo è in esaurimento, per cui i Comuni saranno costretti a conferire altrove i rifiuti. «Con un aggravio dei costi di trasporto», ha aggiunto Conte.

Problema che sarà presto risolto, secondo Tornavacca, perché si mira alla strategia dei rifiuti zero, e presto saranno attrezzati i Centri Comunali di Raccolta e i Centri di Riuso. Vera innovazione del bando, perché molti materiali che prima venivano gettati, con i centri di riuso potranno avere nuova vita.

Al via anche campagne di informazione e sensibilizzazione per educare il cittadino alla corretta pratica della differenziata. Il messaggio sarà chiaro: il rifiuto è risorsa.

fonte: PaloLive

RASSEGNA STAMPA – In Puglia sette Comuni puntano a “rifiuti zero”

«È una svolta epocale. È il secondo bando di gara “verde” in Italia. Spariranno i cassonetti e verranno distribuite pattumelle con codice a barre»

Dopo la notizia circa l’Aro Bari 2 che ha pubblicato la gara per il servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari, stamattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della suddetta gara presso il Comando di Polizia Municipale di Modugno. Sono intervenuti il Commissario Straordinario del Comune di Modugno Mario Ruffo, in qualità di Presidente dell’Aro Bari/2, e i Sindaci dei sette Comuni aderenti. Sindaci delle città di Modugno, Bitetto, Binetto, Palo del Colle, Giovinazzo, Sannicandro e Bitritto. Il Responsabile Unico del Procedimento Maria Magrone ed i tecnici incaricati della progettazione Attilio Tornavacca e Massimo Ingravalle hanno illustrato tecnicamente tutto l’apparato.
Maria Magrone ha presentato tutto l’iter partendo «dal 2012 con l’assessore Di Ciaula (amministrazione Gatti) che fece una lettera d’intenti. Con quell’atto si costituirono i sette comuni. L’atto vero e proprio di costituzione fu fatto, però, l’8 marzo del 2013. Successivamente l’amministrazione Magrone portò avanti il tutto. Ringrazio davvero tutti gli attori protagonisti. Il termine ultimo per l’apertura delle buste è il 18 dicembre prossimo».
Per Conte, sindaco di Palo del colle, «è una svolta epocale. È il secondo bando di gara “verde” in Italia. Spariranno i cassonetti e verranno distribuite pattumelle con codice a barre».
Sulla stesa lunghezza d’onda De Palma, sindaco di Giovinazzo, per il quale «la sfida è ragionare come comunità. Tutti dobbiamo collaborare, specialmente i cittadini».
Per Novielli, sindaco di Sannicandro «non è stato per nulla facile il tutto. Quello che abbiamo iniziato è un percorso importante».
Giulitto, sindaco di Bitritto, pensa che «i veri ringraziamenti vadano fatti al mio predecessore, io sono arrivato solo alla fine. Spero ci sia un miglioramento per tutta la cittadinanza».
Grande attenzione è stata riservata a Tornavacca che ha spiegato più nei dettagli l’intera vicenda. «Esper, la nostra società, è improntata su un grande codice etico. Tutte le gare predisposte da Esper non hanno mai ricevuto contraccolpi. È una gara con principi di premialità e penalità molto severi. Tutte le amministrazioni hanno anche aderito alla strategia “Rifiuti Zero”. A livello nazionale sono 313 le società che potranno partecipare al bando, 30 in Puglia. L’obiettivo sarà quello del 60% di raccolta differenziata il primo anno e del 70% il secondo e così via».
L’avvocato Ingravalle avrà invece un compito «arduo. Lavorerò io, adesso. Ci potrebbero essere molti ricorsi anche se il nostro è un bando “coraggioso”».
Alla fine spazio alle domande dei giornalisti presenti. A cui ha risposto Tornavalle specificando che «sì, ci saranno dei piccoli aumenti per i cittadini ma il primo anno sarà di transizione. Indispensabili saranno i centri di raccolta come quelli di Binetto, Modugno e Bitritto. Gli altri si doteranno di altri bandi messi a disposizione della Regione. I centri di riuso, poi, andranno ad aggiungersi a quelli di raccolta. Entro metà anno 2015 dovrebbe essere avviato il tutto».
A chi gli chiedeva se la discarica di Giovinazzo, ormai stracolma, possa far avviare progetti di inceneritori Tornavacca è stato lapidario: «spero di no. Gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) si occupano dell’impiantistica, non noi. L’Ato è un ente sovra ordinario a noi. Se riusciremo ad arrivare all’obiettivo del 65% di differenziata credo proprio che di inceneritori non si potrà mai parlare. Saranno decisivi i cittadini». E De Palma, ironizzando sulla sindrome Nimbi, ha dichiarato: «se tra un inceneritore sotto casa e una discarica mi dicessero cosa scegliere direi sicuramente il primo. Paradossalmente i fumi posso controllarli. In discarica, nel sottosuolo, non si sa mai cosa ci entra».

Fonte: Villaggio Globale