Coronavirus: imprese rifiuti, rischio stop raccolta

“Altissimo rischio di possibili interruzioni del servizio” di raccolta dei rifiuti “a partire dalle prossime 24 ore”, nel pieno dell’emergenza per il Covid-19, se non viene “inserito nella rosa dei settori strategici ed essenziali al pari del Sistema Sanitario, Forze dell’Ordine, Armate, Protezione Civile e approvvigionamenti alimentari ed essenziali” e se ad esso non vengano “garantite le forniture degli strumenti di protezione individuale e delle attrezzature di sanificazione oggi irreperibili sul mercato”. L’allarme arriva da Confindustria Cisambiente, che raggruppa le imprese di tutto il settore della ecologia, dell’igiene ambientale e dell’energia rinnovabile da rifiuto, che esprime “sconcerto” per essere stato “dimenticato nel Decreto Cura Italia”. L’associazione chiede “con forza l’aiuto e l’attenzione del Governo” per “scongiurare gravi problemi per la comunità che dovessero derivare dalle fermate del settore” ricordando che “la raccolta dei rifiuti urbani è un servizio pubblico essenziale reso alla comunità: è essenziale garantire, nel pieno dell’emergenza per il Covid-19, il servizio della raccolta e gestione dei rifiuti che non può essere interrotto pena l’insorgere di gravi conseguenze per la salute pubblica. Non possiamo permetterci di avere i rifiuti per le strade con il rischio sanitario che questo comporta in un momento così delicato per il Paese”, avverte Confindustria Cisambiente. “Ai lavoratori del nostro comparto ‘essenziale e prioritario per il Paese al pari dei servizi sanitari’ va il doveroso ringraziamento per la professionalità e abnegazione” prosegue l’associazione ribadendo che “le aziende e sindacati si sono impegnati con i lavoratori, ma rimane altissimo il rischio oggettivo di possibili interruzioni del servizio a partire dalle prossime 24 ore”.

Le attività di igiene ambientale e gestione dei rifiuti rischiano di “bloccarsi in diverse aree del Paese a causa dell’assenza” di mascherine “per tutti i 90mila addetti del settore che ogni giorno, anche in piena emergenza Covid-19, stanno continuando a garantire i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali” afferma Fise Assoambiente (l’associazione che rappresenta le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali) in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulle condizioni di lavoro del settore nel corso della pandemia coronavirus.  L’associazione chiede al Governo di “assicurare un adeguato rifornimento di questi dispositivi alle imprese del settore e di valutare in questa fase di emergenza misure fiscali sui dispositivi di protezione individuali”; cioè “di valutare l’imposizione di un’Iva agevolata al 4% per questi dispositivi e la possibilità di detrarre i costi relativi in forma maggiorata”. Inoltre chiede al ministero dell’Ambiente, “ad oggi assente, di attivarsi urgentemente” per “fornire disposizioni chiare e coordinate”. La situazione di “criticità – osserva Fise Assoambiente – richiede un indirizzo chiaro, uniforme e concreto da parte delle autorità centrali e la garanzia di adeguato stock” di mascherine “alle aziende” per “poter operare in piena sicurezza. Il problema non è più rinviabile; senza la garanzia di adeguati rifornimenti di questi strumenti, le imprese non potranno assicurare il servizio”.

Fonte: Ansa

Rifiuti, ecco come (non) fare la raccolta differenziata in quarantena obbligatoria

L’emergenza coronavirus sta cambiando la quotidianità degli italiani in moltissimi aspetti, non ultimo la gestione dei rifiuti che ognuno di noi continua a produrre all’interno delle mura di casa: ad esempio chi è risultato positivo al virus Sars-Cov-2, come anche chi è in quarantena obbligatoria, in questa fase non deve fare la raccolta differenziata.

A spiegarlo è direttamente l’Istituto superiore di sanità (Iss), che illustra in una nota le nuove regole soprattutto per chi è in isolamento domiciliare poiché risultato positivo al coronavirus. «In quarantena obbligatoria, per esempio, i rifiuti non devono essere differenziati, vanno chiusi con due o tre sacchetti resistenti e gli animali domestici non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti. Se invece non si è positivi la raccolta differenziata può continuare come sempre, usando però l’accortezza, se si è raffreddati, di smaltire i fazzoletti di carta nella raccolta indifferenziata».

Di seguito tutti i dettagli:

Se sei POSITIVO o in quarantena obbligatoria

▪ Non differenziare più i rifiuti di casa tua.

▪ Utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata, se possibile a pedale.

▪ Tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, metallo e indifferenziata) vanno gettati nello stesso contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata.

▪ Anche i fazzoletti o i rotoli di carta, le mascherine, i guanti, e i teli monouso vanno gettati nello stesso contenitore per la raccolta indifferenziata.

▪ Indossando guanti monouso chiudi bene i sacchetti senza schiacciarli con le mani utilizzando dei lacci di chiusura o nastro adesivo.

▪ Una volta chiusi i sacchetti, i guanti usati vanno gettati nei nuovi sacchetti preparati per la raccolta indifferenziata (due o tre sacchetti possibilmente resistenti, uno dentro l’altro). Subito dopo lavati le mani.

▪ Fai smaltire i rifiuti ogni giorno come faresti con un sacchetto di indifferenziata.

▪ Gli animali da compagnia non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti di rifiuti.

Se NON sei positivo al tampone e NON sei in quarantena

▪ Continua a fare la raccolta differenziata come hai fatto finora.

▪ Usa fazzoletti di carta se sei raffreddato e buttali nella raccolta indifferenziata.

▪ Se hai usato mascherine e guanti, gettali nella raccolta indifferenziata.

▪ Per i rifiuti indifferenziati utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore che usi abitualmente.

▪ Chiudi bene il sacchetto.

▪ Smaltisci i rifiuti come faresti con un sacchetto di indifferenziata.

Coripet, ‘adesioni al consorzio sopra le aspettative nel 2019

Coripet, Consorzio che nell’aprile 2018 ha ottenuto dal ministero dell’Ambiente il via libera a operare autonomamente nella gestione del riciclo delle bottiglie Pet, ha chiuso il 2019 con un numero di adesioni superiore alle aspettative. Lo comunica il consorzio ricordando che, tra gli altri, Coripet ha visto l’ingresso sul fronte delle acque minerali di San Bernardo, Fonti di Vinadio Spa (Acqua Sant’Anna), Fonte Ilaria, Fonti di Posina, Sorgenti Monte Bianco, Santa Vittoria e Sorgente Orticaia. Porte aperte anche a Refresco Italy Spa (uno dei maggiori produttori di bevande analcoliche), Conserve Italia e Latte Maremma.

“Questi risultati testimoniano che Coripet compie un passo significativo per il raggiungimento dei propri obiettivi che, in linea con quanto stabiliscono le recenti normative europee, sono diretti ad aumentare i livelli di raccolta, recupero e riciclo delle bottiglie e contenitori in Pet – commenta Corrado Dentis, presidente Coripet – La compagine consortile registra un processo di crescita di rilievo, in quanto con l’ingresso nell’anno appena trascorso di queste grandi realtà industriali, andiamo ad aumentare in maniera consistente la rappresentatività in tema di acque minerali e bevande analcoliche”.

Coripet intende rendere concreto il ciclo “da bottiglia a nuova bottiglia”, e arrivare a raccogliere, riciclare, recuperare il 90% delle bottiglie di plastica Pet immesse sul mercato dalle aziende produttrici consorziate.

Prima tappa raggiungere, dal primo anno, la quantità obbligatoria per legge, almeno il 60%, attraverso due modalità: da un lato integrandosi nell’attuale sistema di raccolta e selezione tramite accordi con gli operatori del settore e, dall’altro, installando eco-compattatori presso i supermercati o gli altri soggetti interessati.

Le bottiglie raccolte con gli eco-compattatori saranno avviate al bottle to bottle grazie ai riciclatori soci in Coripet, tutti in possesso del parere positivo di Efsa per la produzione di Rpet idoneo al diretto contatto alimentare.

Fonte: ADN Kronos

Coripet, ok anche dal Consiglio di Stato

Nuovo e importante passo in avanti per il Consorzio Coripet, riconosciuto il 24 aprile 2018 da parte del Ministero dell’Ambiente, verso una piena operatività sul mercato della raccolta, recupero e riciclo delle bottiglie in PET. Dopo il Tar del Lazio, cui si è rivolto Corepla per chiedere la sospensione delle misure cautelari disposte nei suoi confronti da Antitrust lo scorso novembre, anche il Consiglio di Stato segue la scia del giudice amministrativo di primo grado e respinge con un’ordinanza l’appello cautelare di Corepla.

L’ordinanza cautelare riconosce il “rischio generale di pregiudizio per la concorrenza” ove venisse impedita l’operatività del sistema Coripet e rileva l’intervenuta eliminazione delle clausole di esclusiva nei rapporti con gli altri operatori del settore, che dunque possono oggi liberamente instaurare rapporti anche con Coripet.

Afferma Corrado DentisPresidente Coripet: “Siamo lieti che anche il Consiglio di Stato, in sede cautelare, abbia confermato le misure dell’Antitrust nella direzione del superamento del monopolio e dell’operatività del consorzio Coripet, che da gennaio sta finalmente gestendo e avviando a riciclo i volumi di propria competenza. Anche questa ordinanza – prosegue Dentis – va nella direzione di rendere concreto il ciclo “da bottiglia a nuova bottiglia”, ed arrivare a intercettare e recuperare il 90% delle bottiglie di plastica PET immesse sul mercato dalle aziende produttrici consorziate.”

Trenitalia, stop alla plastica

Trecento tonnellate di plastica in meno in un anno. É il piano green di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) che prevede una riduzione della plastica monouso nei servizi di ristorazione a bordo delle Frecce, nei FRECCIALounge e FRECCIAClub delle stazioni italiane.

In un anno saranno eliminate 15,2 milioni di bottiglie, 12 milioni di bicchieri e 3,8 milioni di palettine per il caffè, tutti prodotti in plastica. Le bottiglie sono sostituite da bottiglie in vetro o da lattine, facilmente riciclabili. Sono di carta, invece, i bicchieri  e in legno le palette per il caffè. Trenitalia ha scelto sul mercato tutti prodotti confezionati con materiale diverso dalla plastica. I pochi prodotti ancora confezionati in plastica saranno sostituiti quando il mercato offrirà alternative ecocompatibili.

“Ridurre la plastica a bordo delle Frecce – sottolinea Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane –  rafforza l’impegno del Gruppo FS verso i temi della sostenibilità. Un’azione concreta che si inserisce in percorso virtuoso che FS Italiane ha intrapreso da tempo: in dieci anni sono stati oltre 55 i miliardi di euro investiti per migliorare infrastrutture e servizi, con circa 20 milioni di tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera. Il Gruppo FS Italiane è stato anche il primo operatore ferroviario in Europa a emettere green bond per l’acquisto di treni regionali, Alta Velocità e merci ad alta efficienza energetica e ad alto tasso di riciclabilità, oltre che sicuri. Rientrano a pieno nell’orizzonte del Green New Deal della Commissione Europea i 58 miliardi di investimenti del Piano industriale 2019-2023 del Gruppo FS. I risultati permetteranno di raggiungere tre obiettivi a lungo termine (2030-2050): incrementare lo shift modale per passeggeri e merci verso la mobilità sostenibile, aumentare ai massimi livelli la sicurezza sulla rete ferroviaria, stradale e autostradale, e ridurre le emissioni di CO2 per diventare carbon neutral entro il 2050”.

Fonte: FS

Piemonte – In 53 Comuni nuovi mezzi ecologici e raccolta domiciliare dei rifiuti

Uno stanziamento della Regione ammontante ad oltre 1,8 milioni di euro consentirà a 53 Comuni piemontesi di dotarsi di nuovi mezzi ecologici per la raccolta dei rifiuti ed avviare il porta a porta. Lo cifra stanziata deriva dall’ecotassa, regolamentata come dal LR 1/2018.

Il Consorzio Chierese per i Servizi potrà acquistare, grazie ad un contributo regionale di 856.000 euro e un co-finanziamento di 1.195.000 euro, 95 automezzi a metano, gpl benzina e gasolio di categoria Euro 6 in sostituzione di quelli vecchi e inquinanti.

Il Consorzio Servizi Rifiuti del Novese, Tortonese, Acquese e Ovadese e Gestione Ambiente S.p.A completeranno il servizio di raccolta porta a porta nei 33 Comuni dell’area omogenea Novese-Tortonese, consentendo un netto miglioramento della percentuale di raccolta differenziata e della qualità del materiale raccolto ed una netta riduzione della produzione pro capite di rifiuto indifferenziato, che dal 2021 si dovrà attestare ad un valore non superiore a 159 kg/ab all’anno secondo gli obiettivi del Piano regionale. Nello stesso territorio è prevista l’adozione della tariffazione puntuale dal 2021. Per la realizzazione del progetto la Regione stanzia 776.500 euro e la società Gestione Ambiente interviene con 3,5 milioni.

Infine, il Consorzio Servizi Ecologia ed Ambiente di Saluzzo attiverà dal 1° aprile il servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti urbani a Bagnolo Piemonte. A questo scopo la Regione inteverrà con 239.000 euro e il Consorzio con 86.000.

“Con questi stanziamenti – aggiunge l’assessore Marnati – la Regione aiuta gli enti che svolgono il servizio di raccolta rifiuti ad aumentare la percentuale di differenziata raggiungendo centinaia di edifici con contenitori separati, ma anche di incrmentare il numero di utenze raggiunte dalla tariffazione puntuale e infine di rottamare i mezzi inquinanti destinati alle operazioni di raccolta”.

Fonte: Regione Piemonte

Cresce la Raccolta differenziata nell’Aro Ba/4

 

Nel 2019 la percentuale di raccolta è pari al 70,27%; il 2018 si attestava al 44,31%, il 2017 al 22,92%.

Il servizio di igiene urbana nell’Aro Ba/4, affidato alla Teknoservice e alla Raccolio, ha toccato percentuali di raccolta differenziata significative, passando nell’arco di un triennio dal 2017 al 2019 dal 23% al 70,27%. Il servizio comprende nei sette Comuni di Gravina In Puglia , Altamura, Grumo Appula, Cassano Delle Murge, Poggiorsini, Santeramo In Colle e Toritto per un totale di oltre 177.000 abitanti.

La crescita della percentuale di raccolta differenziata è un evidente segnale della crescente sensibilità ambientale dei cittadini, in particolare sui temi legati ai rifiuti, alla loro raccolta ed infine al riciclo. E’ estremamente interessante ed indicativo seguire la crescita delle performances ambientali durante gli anni.
Se nel 2017 la media dell’intero ARO si attestava sul 22,92% di raccolta differenziata (partendo dal 18,85% di gennaio) con una produzione di rifiuti totale di 66.000 tonn di Rifiuti Solidi Urbani (RSU), nel 2018 si è toccata quota 44,31% (stabilmente sopra il 65% a partire dal mese di agosto) con una produzione totale di 64.060 tonn di RSU. Infine il 2019 rappresenta l’anno del superamento degli obiettivi di legge: in attesa dei dati ufficiali sull’intero anno, la proiezione sulla base dell’andamento dei primi tre mesi di raccolta è pari al 70,27% con una produzione di 56.867 tonn di RSU, mentre l’Osservatorio Rifiuti della Regione Puglia segnala un 71,7%. Comunque ampiamente sopra il 65% richiesto dalle norme di legge.

Oltre alla crescita costante della percentuale di raccolta differenziata sono evidenti il calo sensibile della produzione dei rifiuti in generale (- 9.133 tonn di RSU pari ad una diminuzione del 13,84%) e quello ancor più sensibile della frazione indifferenziata mandata a smaltimento che passa da 51.015 tonn/anno a 16.905 tonn/anno, pari ad una diminuzione del 66,9% in un triennio.

La nuova progettazione per i servizi di Igiene Urbana, il contratto derivatone e la Direzione di Esecuzione Contratto sono stati il motore di un cambiamento fortemente voluto dall’Amministrazione dell’ARO Bari4 che ha portato al raggiungimento di tutti gli obiettivi, sia quelli imposti dalle normative nazionali ed europee che quelli messi a contratto.

La produzione dei rifiuti, è diminuita rispetto al 2013, del 13%, centrando sia l’obiettivo previsto dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti della Regione Puglia (-10% rispetto all’anno 2013) che quello previsto dal Programma Nazionale di Riduzione dei Rifiuti, che fissava un obiettivo di riduzione del 5%, misurato in relazione ai valori del 2010, da conseguire entro il 2020.

Inoltre l’Aro Bari 4, nel giro di pochi mesi, è diventato uno dei cinque Ambiti di Raccolta Ottimali con percentuali superiori di raccolta differenziata al 70%, e dunque superiori agli obiettivi di legge fissati dalla normativa nazionale pari al 65%.

Inoltre la rimozione dalle strade dei vecchi cassonetti, spesso rotti e fonte di odori sgradevoli, ha sensibilmente aumentato il decoro urbano dei

“Nessuno si aspettava di ottenere risultati così buoni in tempi così rapidi – dichiara Francesco D’Amore responsabile unico del procedimento relativo al servizio di igiene urbana in ambito ARO Bari 4 – tanto è vero che il contratto fissava obiettivi più modesti: il 50% entro i primi nove mesi per poi raggiungere il 65% successivamente. Siamo arrivati a punte che nei mesi hanno superato l’80%: a Santeramo in Colle nel mese di agosto 2019 si è toccata quota 83%. Non possiamo che essere più che felici di come sta procedendo il progetto

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata in amministrazione e azienda gestore” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendosi a disposizione dell’Amministrazione con la propria esperienza pluriennale nell’affiancamento di Pubbliche Amministrazioni che cercassero una via sostenibile nella gestione dei rifiuti, individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie”.

I numeri parlano da soli –  conclude Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia e presidente Unicam – Quando nel 2013 intraprendemmo questo percorso qualcuno ci diede dei folli. I risultati raggiunti dimostrano invece la lungimiranza della nostra azione: non solo abbiamo posto termine ad una situazione che di proroga in proroga si protraeva da un quarto di secolo, penalizzando la nostra città e l’intero territorio murgiano sotto il profilo dei servizi, del decoro urbano e della tutela ambientale, ma abbiamo dato via ad un modello che può considerarsi esempio di best pratice, che ci ha permesso di recuperare antichi ritardi e di guardare con fiducia all’avvenire, come attestano anche i recenti riconoscimenti di Legambiente, che ha premiato molti enti tra i quali Gravina come Comuni ricicloni. Un traguardo insperato, se si pensa che nel Maggio 2018 la differenziata era ferma sotto la soglia del 10%”.

Lanuvio, riciclone

Nel corso della sua quasi ventennale attività, ESPER ha avuto modo di collaborare con decine di Comuni sparsi su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del 2018 moltissimi di questi hanno raggiunto performances ambientali di assoluta eccellenza, a partire dalle percentuali di raccolta differenziata, fino ad arrivare alla gestione dei materiali post-consumo.

Il Comune di Lanuvio è sicuramente uno di questi. Con il supporto tecnico di ESPER, Lanuvio ha imboccato nel 2016 la via della raccolta porta a porta, arrivando già alla fine dell’anno a superare abbondantemente quota 50% (novembre 2016 69,4%). Oggi la percentuale di raccolta differenziata è stabilmente fra il 70 ed il 75%, a fronte di una media provinciale di 42,34% e una regionale del 42,37% . E se da una parte crescono le percentuali di raccolta differenziata, dall’altra è sensibile il calo di produzione generale dei rifiuti: se nel 2015 ci si assestava sui 432 kg/abitante all’anno, i dati del 2018 proiettati su base annua sono calati fino a raggiungere i 336 kg/abitante all’anno.

La diffusione del compostaggio domestico è elevatissima: al di fuori del centro urbano tutte le utenze sono tenute al compostaggio domestico a fronte di una riduzione del 10% della parte variabile della TARI. Il risultato di tale politica è eccellente: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno.
L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata :12 mesi fa  il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”.
Oggi un nuovo riconoscimento: nell’ambito dell’EcoForum organizzato da Legambiente Lazio, Lanuvio è stato premiato come “Comune Riciclone” (i Comuni con una RD superiore al 65%)e come “Comune Plastic Free” (i Comuni dove si producono meno di 10 kg/abitante all’anno di rifiuti in plastica).

Nasce ‘Close the glass loop’ la piattaforma europea per incrementare la raccolta del vetro. Obiettivo: 90%

L’Industria Europea del packaging in vetro dà il via al “Close the Glass Loop“, un programma che ha l’obiettivo di incrementare il tasso di raccolta per il riciclo del vetro e portarlo al 90% entro il 2030 nell’UE per realizzare un piano d’ azione per l’economia circolare del vetro in Europa. L’iniziativa rappresenta una risposta concreta alle nuove norme europee volte ad aumentare gli obiettivi netti di riciclo degli imballaggi in vetro al 75% entro il 2030.

Oggi, oltre il 76% degli imballaggi in vetro immessi sul mercato europeo viene raccolto per essere riciclato all’interno di un ciclo chiuso “da bottiglia a bottiglia”, collocando già la circolarità del vetro in una categoria a sé stante. Il lancio ufficiale della piattaforma è previsto per giugno 2020.

Il nostro obiettivo è quello di continuare ad aumentare le credenziali di sostenibilità delle soluzioni di imballaggio in vetro che forniamo ai nostri clienti e consumatori“, ha dichiarato il Presidente di FEVE Michel Giannuzzi. “Siamo orgogliosi di condurre il ‘Close the Glass Loop’, un’iniziativa a livello industriale che avrà reali benefici sia per il mercato che per il nostro pianeta: è la nostra call to action per realizzare un ambizioso Piano d’azione per l’economia circolare del vetro“.

Questa iniziativa riunirà i diversi attori del ciclo di raccolta e riciclo del vetro nell’ambito di una piattaforma comune europea, con il duplice obiettivo di colmare le lacune nella raccolta e migliorare la qualità del vetro riciclato (rottame), in modo che le risorse possano essere nuovamente impiegate nel processo di produzione di un nuovo contenitore in vetro. Una maggiore disponibilità di rottame di buona qualità significa un processo di produzione più efficiente in termini di risorse, fornendo un materiale di imballaggio di prima qualità, sicuro e riciclato al 100%.

Tutto inizia con la raccolta. Il programma “Close the Glass Loop” stimolerà la raccolta e coinvolgerà i numerosi partner europei e nazionali, dai comuni ai trasformatori di vetro, ai clienti dell’industria, fino agli schemi nazionali di responsabilità estesa del produttore che operano in tutti gli Stati membri dell’UE.

Il riciclo del vetro per produrre nuovi imballaggi alimentari, nel settore farmaceutico e della cosmetica, consente ad un materiale “permanente” come il vetro di garantire lo sviluppo sostenibile dei consumi, alimentando un perfetto modello di Economia Circolare che si traduce, anche, in un minor utilizzo di risorse naturali, minori emissioni e minor uso di energia, in linea con gli obiettivi comunitari di consumo e produzione sostenibile (SDG 12).

Allo stesso tempo, il riciclo del vetro permette direttamente all’industria di ridurre drasticamente il consumo energetico e le emissioni di CO2, in linea con l’obiettivo di azione per il clima (SDG 13).

Per avere successo, dobbiamo lavorare a livello locale in ogni Stato membro dell’UE, condividendo al tempo stesso le migliori pratiche e aumentando gli obiettivi attraverso una piattaforma europea. Non crediamo in un unico modello europeo per la raccolta del vetro, ma crediamo in un’unica ambizione“, ha sottolineato Michel Giannuzzi.

“Siamo molto contenti di collaborare allo sviluppo di questo progetto, che vede l’Italia tra i principali Paesi da cui dipende il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi”, afferma Gianni Scotti, Presidente Co.Re.Ve. (Consorzio Recupero Vetro).

Il nostro Paese vede in questa forma di cooperazione tra tutti gli attori della filiera, una innovativa formula per fare sistema e diffondere le migliori pratiche per la raccolta ed il riciclo dei rifiuti d’imballaggio in vetro in Europa. In Italia, abbiamo raggiunto tassi di raccolta ormai prossimi all’obiettivo quantitativo del Programma “Close the Glass Loop”, ma ci rimane molto da lavorare sulla qualità. Dobbiamo ridurre assolutamente la quantità di materiale che, a causa della presenza di inquinanti, perdiamo negli impianti di trattamento a valle della raccolta. Nell’ultimo anno, infatti, oltre il 13% del materiale raccolto è stato scartato e smaltito in discarica, anziché tornare a vivere come nuovi imballaggi”, prosegue il Presidente di Co.Re.Ve.

Siamo molto orgogliosi di essere riusciti a gettare le fondamenta per un programma così ambizioso, che ha un forte sostegno tra i nostri membri e corrisponde perfettamente agli scopi sia degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) e sia del Green Deal europeo della nuova Commissione Europea“, ha dichiarato Adeline Farrelly, Segretario Generale di FEVE.

Fonte: Assovetro

Parma: parte la sperimentazione del bottle to bottle

A Parma prenderà forma la prima sperimentazione territoriale in Italia, per allinearsi alla direttiva europea (SUP) che disciplina l’utilizzo della plastica monouso e che porterà le amministrazioni pubbliche ad intercettare bottiglie e contenitori in Pet destinati al beverage, per dare vita a nuove bottiglie. Si chiama “bottle to bottle” e Parma sarà la prima città italiana ad avviarlo, con una collaborazione tra pubblico e privato.

Il progetto viene presentato cogliendo la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2019 dall’Assessore alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Parma Tiziana Benassi, da Giovanni Albetti, Direttore Consorzio Coripet e Antonio Manente Ufficio Stampa Iren Spa.

Efsa, da tempo, ha sviluppato le linee guida per tracciare la filiera di recupero di questi materiali che verranno applicate al progetto e ATERSIR ha dato parere favorevole all’avvio della sperimentazione che durerà fino alla fine del 2020. Il recupero del Pet si svolgerà in collaborazione tra Comune, Iren Ambiente e Coripet. Caratteristica principale dell’iniziativa è l’installazione di eco-compattatori posizionati in aree strategiche della città, al fine di avviare a riciclo bottiglie PET per produrre nuove bottiglie in PET riciclato.

“L’accordo che presentiamo oggi” ha sottolineato Tiziana Benassi “va a toccare una necessità stringente: quella della riduzione dei rifiuti. Ridurre rifiuti vuol dire non solo inquinare meno e salvaguardare la qualità dell’ambiente in cui viviamo, ma anche diminuire i loro costi di gestione. Il progetto agisce sulla riduzione della quota di plastica. Applica una buona pratica, soluzioni concrete di economia circolare. La premialità che offre ai cittadini, insieme alle campagne educative che lo accompagneranno ne fortificherà la diffusione e la partecipazione a Parma. I cittadini e le cittadine troveranno gli eco-compattatori a portata di mano, vicini alle loro abitudini di vita e pronti a smaltire un rifiuto voluminoso, ma facilmente trasportabile, che, grazie alle nuove tecnologie arriverà ad un nuovo e completo ciclo vitale“.

I raccoglitori verranno installati a Parma in luoghi di elevato passaggio, nei pressi di centri commerciali, negli spazi di grandi aziende del territorio e presso gli uffici pubblici, al fine di intercettare le bottiglie utilizzate fuori casa. Si tratta di compattatori di ultima generazione che andranno a raccogliere agevolmente bottiglie in PET usate e a “premiare” (tramite l’utilizzo di una card ed una APP) chi le raccoglie con regolarità.

Fonte: Comuni Virtuosi