Rapporto Nazionale sul Riutilizzo 2013

Il IV Rapporto Nazionale sul Riutilizzo, realizzato dal Centro di Ricerca Economica e Sociale Occhio del Riciclone, con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, scatta un’istantanea sull’evoluzione normativa, sui mutamenti degli stili di vita e dei consumi legati al riutilizzo che hanno caratterizzato l’anno che si avvia a conclusione. Le oltre 100 pagine di cui si compone il Rapporto prendono in esame le tendenze e le novità che hanno interessato il riutilizzo in Italia, nell’ottica di offrire uno strumento aggiornato di analisi e ragionamento per i decisori e gli addetti chiamati a sviluppare politiche di riutilizzo.

ABSTRACT RAPPORTO NAZIONALE SUL RIUTILIZZO 2013

CONSUMO:

Secondo l’Osservatorio Findomestic negli ultimi 5 anni è cambiato profondamente l’approccio degli italiani verso l’acquisto dell’usato. Il 48% degli italiani ha fatto ricorso all’usato e il 41% dichiara di voler incrementare i suoi acquisti in questo settore. Sociologi ed esperti di mercato dicono che consuma l’usato: 1) chi cerca il risparmio; 2) chi è più colto; 3) i giovani più che gli anziani. Nell’espansione dell’usato la crisi conta, ma si tratta anche di un’evoluzione degli stili di consumo che è indipendente dalla congiuntura economica caratterizzata da una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. La tendenza al ricorso all’usato è dunque destinata ad affermarsi e crescere anche quando si entrerà in un’eventuale fase di ripresa economica.

ANDAMENTO DEL SETTORE:

I dati della Camera di Commercio di Milano sottolineano che il mercato dell’usato in Italia conta 3.283 esercizi commerciali. Leader tra le regioni la Lombardia con 517 imprese attive, una su sei in Italia, davanti al Lazio con 430 e alla Toscana con 386. Tra le province, dopo Roma con più di una impresa nazionale su dieci nel settore, ci sono Milano, Napoli e Torino. Nel computo sono assenti i negozi dell’usato in conto terzi (circa 4000) e gli ambulanti professionisti, ossia i segmenti che hanno maggior tasso di espansione e che spesso vanno sostituendo, territorialmente, le botteghe di rigatteria tradizionali, che invece sono registrate nelle elaborazioni.

Secondo le stime della Rete Nazionale Operatori dell’Usato il comparto dell’usato occuperebbe infatti in Italia oltre 80.000 persone, ma una mappatura puntuale risulta assai problematica a causa dell’informalità nella quale sono costrette circa il 70% delle attività e in attesa di una riforma complessiva del settore che comincia a muovere i primi passi. Va bene l’usato che ha funzione d’uso, va molto male l’usato superfluo (epoca, collezionismo, ecc); soffrono la crisi dunque i rivenditori di usato superfluo, mentre vanno bene quelli di usato generico (o “indifferenziato”). I settori della riparazione di abbigliamento ed elettrodomestici sono in “ricrescita”. Gli operatori informali, specie di etnia rom, sono al centro di iniziative di integrazione a Napoli, Reggio Calabria, Roma e Torino, ma sono anche oggetto, alternativamente, di persecuzione giudiziaria e persecuzione razzista. A Roma la chiusura di esperienze di mercatini autorizzati, sta generando una rinnovata pressione delle comunità straniere sui mercati autorizzati con pesanti ripercussioni per le attività degli stessi operatori dell’usato di Porta Portese che stentano anch’essi a veder formalizzata la loro pluridecennale attività di riutilizzatori. Torino dopo essersi affermata come best practice in questo ambito con l’istituzione delle Aree di Libero Scambio non professionale dell’usato ha davanti la sfida di riconfermarsi come terreno d’avanguardia di sperimentazione di fronte alla crescente richiesta di spazi autorizzati avanzata da ampie fasce della popolazione in stato di bisogno.  A Roma e Milano operai in cassaintegrazione o espulsi dal mercato del lavoro, insieme a precari e studenti hanno messo in moto processi di riconversione partecipata nelle ex-fabbriche fallite che hanno al centro modelli di riutilizzo su scala, riciclo e upcycling.

RIUTILIZZO E GESTIONE RIFIUTI:

A Ottobre, a Vicenza, nel quadro del progetto Life+ PRISCA, è stato autorizzato il primo grande impianto italiano di preparazione al riutilizzo (dove vengono trattati rifiuti riutilizzabili; prima risposta concreta per non destinare più a smaltimento l’irriducibile flusso di beni usati che viene conferito tra i rifiuti).

Nell’ambito dello stesso Progetto sono stati prodotti approfondimenti normativi che hanno evidenziato gli ostacoli e le possibili soluzioni autorizzative per azioni volte al massimo riutilizzo. Nell’Autunno 2013 i progetti europei Lifeplus Ambiente sviluppati in Italia, le Agende 21, la Rete ONU e Occhio del Riciclone hanno prodotto una lettera appello rivolta alle Istituzioni Nazionali per la rimozione degli ostacoli che inibiscono lo sviluppo della filiera del riuso. Progetti Life+ come quello No Waste hanno contribuito ad analizzare il possibile ruolo della Grande Distribuzione Organizzata nella realizzazione di un Centro di riuso e riparazione.

I primi importanti segnali di politiche di riutilizzo integrate con la gestione dei rifiuti sono gli interventi d’indirizzo prodotti da Regioni come la Puglia e la Campania che nei loro regolamenti prevedono il coinvolgimento della filiera economica dell’usato; per la prima volta un atto pubblico nazionale, come il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti (Ministero dell’Ambiente), riconosce che “per incrementare i volumi di riutilizzo occorre pianificare azioni che rimuovano o contribuiscano a rimuovere gli ostacoli che inibiscono lo sviluppo del settore dell’usato. Oltre al problema logistico e strutturale rappresentato dall’assenza di flussi certi di approvvigionamento, l’usato soffre di gravi problemi legati a sommersione, fiscalità e concessione di spazio pubblico”. L’avvio della sperimentazione congiunta Rete ONU-Federambiente è un ulteriore segnale che va nella direzione di migliorare l’efficienza del servizio di gestione dei rifiuti (riducendo il volume di rifiuti ancora in buono stato destinati oggi allo smaltimento o recupero energetico) e sostenere un’economia dell’usato che spesso assume anche una connotazione sociale.

ANALISI AMBIENTALE:

Per la prima volta sono stati misurati, con metodo scientifico (da ODR e Mercatino SRL) peso e impatti ambientali del riutilizzo degli operatori dell’usato. Su 210 negozi conto terzi presi a campione, risulta una media di beni avviati a riutilizzo pari a 100 tonnellate all’anno. Ciascuno di essi evita ogni anno l’emissione di 475 tonnellate di CO2 equivalente. La ricerca ha dato la possibilità di confrontare il contributo ambientale offerto da varie iniziative messe in atto da attori pubblici e privati a favore del riutilizzo, fornendo possibili spunti di riflessione anche sulla concessione di adeguati contributi e sgravi annunciati tra gli allegati alla Legge di Stabilità.

Dall’analisi emerge che un negozio conto terzi medio a conduzione familiare riesce a riutilizzare poco meno di quanto sono riusciti a riutilizzare tutti i centri di riuso del Centro Italia, ma a differenza di questi ultimi non ha potuto godere di alcun aiuto pubblico e paga proporzionalmente più tasse e tariffe di chi vende nuovo. Tenendo conto che in Italia i negozi in conto terzi sono circa 4000 è possibile valutare il loro volume complessivo di riutilizzo in centinaia di migliaia di tonnellate ogni anno.

MODA E RIUTILIZZO:

Negli ultimi anni, le proposte di moda e riutilizzo hanno avuto successo principalmente nei mercati dei Paesi a reddito più basso. In quelli a reddito elevato la proposta si rivolge ad una fascia d’elite per alcuni marchi affermati e proliferano le produzioni amatoriali che a stento riescono a trovare un punto d’equilibrio; produzione su scala e internazionalizzazione del mercato le ricette per far fiorire il settore.

Scarica il rapporto integrale

Fonte: Occhio del Riciclone

E’ nato il Programma Nazionale per la Prevenzione

Con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha adottato il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti. Il documento adottato è il risultato di un percorso di condivisione iniziato lo scorso anno che, con modalità diverse, ha coinvolto i rappresentanti degli enti locali, del mondo della produzione, dell’associazionismo ambientale e della cittadinanza più ampia. Tale adozione è avvenuta nel rispetto della scadenza comunitaria prevista dalla Direttiva 2008/98/CE per il prossimo 12 dicembre 2013.

La Direttiva definisce “prevenzione” le misure prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto, che riducono:

a) la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita;

b) gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana; oppure

c) il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti.

Il Programma fissa obiettivi il cui scopo è dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti. Sulla base dei dati rilevati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), il Programma fissa i seguenti obiettivi di prevenzione al 2020 rispetto ai valori registrati nel 2010:

  • Riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unità di Pil. Nell’ambito del monitoraggio per verificare gli effetti delle misure, verrà considerato anche l’andamento dell’indicatore Rifiuti urbani/consumo delle famiglie.
  • Riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Pil;
  • Riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di Pil.

Il Programma fornisce anche indicatori specifici finalizzati alla valutazione dell’efficacia dei singoli interventi/progetti ed alla definizione di benchmark specifici e dovranno essere monitorati.

Al fine di assicurare la massima trasparenza e condivisione del Programma, sarà istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare un Tavolo di lavoro permanente che coinvolga i soggetti pubblici e i portatori di interesse attivi nell’attuazione delle misure previste dal Programma. Compito del Tavolo è quello di effettuare il monitoraggio dell’attuazione del Programma nazionale e dei programmi regionali, individuare le criticità e proporre specifiche azioni prioritarie e misure integrative al fine dell’aggiornamento dei programmi stessi.

Nella redazione del Programma sono state considerate una serie di misure di carattere generale che possono contribuire in misura rilevante al successo delle politiche di prevenzione nel loro complesso.

Tra le misure generali rientrano la produzione sostenibile, il Green Public Procurement per le pubbliche amministrazioni, il riutilizzo, l’informazione esensibilizzazione, gli strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, nonché la promozione della ricerca.
Ruolo fondamentale ha la tariffazione puntuale: “L’obiettivo è quello di definire la cornice della nuova tassa sui rifiuti prevista nella service tax e consentire l’applicazione di tariffe puntuali che i Comuni potranno scegliere in sostituzione della tassa ispirate al principio comunitario “chi inquina paga”.
In base a quanto stabilito in materia dalle linee guida della Commissione europea su particolari flussi di prodotti/rifiuti ritenuti prioritari, nel Programma sono state scelte alcune misure specifiche di prevenzione dei rifiuti.

Il carattere “prioritario” di tali flussi è legato alla rilevanza quantitativa degli stessi rispetto al totale dei rifiuti prodotti o alla loro suscettibilità ad essere ridotti con facilità e in modo efficiente. Tali flussi prioritari sono: i rifiuti biodegradabili con particolare attenzione agli scarti alimentari, i rifiuti cartacei, i rifiuti da imballaggio ed i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Secondo quanto previsto dalla normativa nazionale, le Regioni integreranno la loro pianificazione territoriale con le indicazioni contenute nel Programma nazionale. A tal fine, viene stabilito per  le regioni  il  termine di un anno per l’adozione del Programma nazionale.

Scarica il Programma Nazionale di prevenzione per i rifiuti (Pdf, 240 KB)

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2013

Sono aperte le iscrizioni alla SERR 2013, la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti. C’è tempo fino al 30 ottobre.
La Settimana è nata all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, gli stakeholder e tutti i consumatori sulle strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea e che gli Stati membri sono tenuti a seguire.
Obiettivo del Comitato italiano è stimolare quanti più soggetti possibile – Enti e Istituzioni nazionali e locali, Autorità territoriali e Pubbliche Amministrazioni, Associazioni e Organizzazioni no profit, Scuole e Università, Aziende e Imprese, Associazioni di categoria, ecc. (i cosiddetti “Project Developer”), a mettere in piedi iniziative ed azioni volte alla riduzione dei rifiuti, a livello nazionale e locale, nei giorni dal 16 al 24 novembre 2013. Lo scorso anno fu record di partecipazione, con ben 5261 azioni  sulla riduzione dei rifiuti condotte in Italia, il paese con maggiori adesioni tra i 27 aderenti.

Per maggiori informazioni  www.menorifiuti.org

Esper partner tecnico di CEN – Comunità Ecosostenibile Novarese

La sostenibilità dev’essere uno dei primi obiettivi di un’amministrazione. A Novara è Così.
E proprio il Comune di Novara si è fatto partner del progetto CEN – Comunità Ecosostenibile Novarese, messo in campo dall’ente capofila, la Cooperativa Sociale La Ringhiera, dall’associazione Mille Città del Sole (responsabile di tutte le azioni legate ai temi acqua ed energia) con il contributo tecnico e tecnologico della società Esper.
Il progetto è stato presentato con successo alla Fondazione Cariplo, che ha contribuito al suo finanziamento attraverso i bandi 2012. Altri finanziatori: Novamont, Fondazione Comunità Novarese, Acqua Novara VCO
Partecipano al progetto anche il Consorzio di Bacino Basso Novarese, ASSA, Coop Sociale Terra Promessa, Coop Sociale Triciclo, Associazione Linox.

Un progetto complesso che si pone l’ambizioso obiettivo di contribuire a cambiare le abitudini dei novaresei relativamente a temi sensibili queli la produzione dei rifiuti, l’ottimizzazione energetica e l’utilizzo dell’acqua potabile.
Una serie di azioni fortemente interlacciate fra di loro, che puntano coinvolgimento del maggior numero possibile di cittadini e delle loro associazioni in esperienze concrete che aiutino lo sviluppo della consapevolezza e delle implicazioni connesse alla sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale.

Nello specifico queste le azioni messe in campo da CEN:

Azioni relative alla gestione rifiuti

Mercatino del Riuso non commerciale: Presso la sede del progetto in viale Curtatone 15. I cittadini novaresi sono invitati a conferire i beni che non possono più usare e che sarebbero destinati a diventare rifiuti pur essendo ancora funzionalmente validi (mobili, piatti, posate, elettrodomestici, manufatti, oggetti elettronici, …). Il gestore del mercatino opera la necessaria selezione e pulizia dell’oggetto per poi metterlo in esposizione nella “vetrina virtuale” accessibile nel sito del progetto (www.cenovara.it). ASSA S.p.a. adegua e fornisce i locali in locazione.

Ecofeste: Creazione del marchio da attribuire agli organizzatori di eventi che adottano le azioni prestabilite nei requisiti per l’utilizzo del marchio (minimizzazione packaging, stoviglie riusabili o stoviglie biodegradabili, distribuzione alla spina di bevande, bottiglie vetro e lattine vendute al pubblico con cauzione, distributori acqua pubblica, gestione degli scarti, disposizione contenitori per raccolta differenziata all’interno delle zone di preparazione dei cibi, ecc). Le Ecofeste potranno accedere a benefit e vantaggi tariffari che ammortizzeranno eventuali extracosti rispetto a una gestione “ordinaria”

Mense ecosostenibili: Le scuole pubbliche del comune di Novara coinvolte in questa prima fase sono quelle materne, elementari e medie, dove viene promosso l’uso di acqua potabile in caraffa in tutte le scuole. Ove siano usati piatti monouso si propone una dotazione di stoviglie compostabili, che saranno offerte anche nelle mense cittadine per indigenti.
Inoltre sono incentivate le buone abitudini per il riuso e vengono posizionati i cassonetti per la raccolta degli abiti usati all’interno dei cortili scolastici.

Mezzi di raccolta con sistema di frenatura rigenerativa: I mezzi utilizzati per la raccolta rifiuti sono, al pari di tutti gli altri mezzi con motore a scoppio, fonte di emissioni inquinanti; in particolare in Comuni in cui si effettua la raccolta domiciliare, le continue frenate e ripartenze a cui sono sottoposti gli automezzi, fa aumentare sia i consumi di carburanti, sia le emissioni inquinanti. Sono ormai disponibili sul mercato mezzi ibridi con il recupero energetico della frenata per la ricarica delle batterie dell’automezzo stesso, ci si propone pertanto la sperimentazione su due mezzi impiegati per la raccolta “porta a porta” a Novara di questi nuovi sistemi di frenatura rigenerativa, progettati con la collaborazione del Politecnico di Milano.

Azioni relative all’efficienza energetica

Spazio sostenibilità: Presso la sede del progetto in viale Curtatone 15
Un servizio di assistenza è a disposizione di cittadini e imprese novaresi per razionalizzare l’uso di energia. In particolare il servizio è rivolto a chi effettua interventi su edifici esistenti, che rappresentano la quota di consumi energetici più consistente della città, sia sull’involucro (tetto, facciata, serramenti, …), sia sull’impiantistica (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda, …): purtroppo spesso tali interventi sono volti a ripristinare la situazione originale, non adeguata al contesto attuale: quando tali edifici furono costruiti il petrolio costava 3 dollari al barile. Il servizio assiste gli interessati nella ricerca dei preventivi, nella loro analisi, nella valutazione degli incentivi eventualmente disponibili, nel percorso di realizzazione dei lavori, nonché nella valutazione dei risultati concretamente conseguiti.

Condominio ecosostenibile: Identificati alcuni condomini intenzionati a realizzare interventi di manutenzione importanti (tetto, facciata, impianto distribuzione riscaldamento, pavimenti, ecc.) si sviluppano azioni di presentazione e discussione delle possibili forme di riqualificazione energetica (cappotto, isolamento coperture, impianti a pavimento, sistema di ventilazione con recupero di energia, ecc, cui potrà seguire l’assistenza passo passo alle diverse fasi dell’intervento (analisi di preventivi, gestione delle pratiche per l’ottenimento di incentivi disponibili, monitoraggio dei lavori, collaudo finale, monitoraggio a regime dei risultati).
Promuoviamo inoltre:
– la realizzazione di semplici impianti di recupero dell’acqua piovana almeno per servizi di irrigazione dei giardini condominiali;
– la realizzazione di “Case dell’acqua” condominiali.

Azioni relative al ciclo dell’acqua

Meno acqua calda negli scarichi: Presso lo Spazio Sostenibilità sono disponibili kit rompigetto, il loro uso viene presentato nelle scuole della zona e le famiglie che si impegnano a rilevare i risparmi concretamente conseguiti con la loro adozione (consumi di acqua ed energia per la produzione di acqua calda per usi sanitari) riceveranno una dotazione di ricambio per i rompigetto utilizzati in casa per ogni bimestre di monitoraggio effettuato.

Meno acqua in bottiglia: Quattro case dell’acqua sono in fase di allestimento da parte del Comune e di Acqua Novara VCO, sempre accessibili con erogazione di acqua filtrata, a temperatura controllata, naturale o frizzante. La prima Casa dell’Acqua sarà inaugurata il 13 aprile 2013 e operativa dal 15 aprile 2013. Il prelievo d’acqua, disponibile a costi minimi (5 centesimi al litro), produrrà effetti indiretti sulla riduzione dei rifiuti (meno imballi e bottiglie in plastica) e sui relativi trasporti. Il progetto CEN, oltre ad incentivare l’uso delle Case dell’acqua propone un programma di coinvolgimento dei cittadini per aumentare la consapevolezza e monitorare i risultati dell’introduzione di queste nuove fontane pubbliche.

ulteriori Info al sito di CEN – Comunità Ecosostenibile Novarese