Dal bidone dei rifiuti spunta un tesoro: il riciclo vale 6,5 miliardi di euro

E’ il beneficio ottenuto in termini di minor import di materia prima grazie al recupero degli scarti. Secondo i dati del Was, il Waste Strategy Report 2016, i 75 top player dei rifiuti urbani hanno un fatturato quasi tre volte maggiore di quello del calcio italiano

Economia circolare: prove di crescita. I primi frutti dell’aumento della raccolta differenziata cominciano a vedersi. Il riciclo aiuta in modo significativo la bilancia dei pagamenti italiana: si evitano importazioni di materie prime per 6,5 miliardi di euro. E i 75 maggiori operatori nell’ambito dei rifiuti urbani sono arrivati a un fatturato di 9,7 miliardi di euro, quasi tre volte quello del calcio italiano.

Sono alcuni dei numeri contenuti nel Was, il Waste Strategy Report 2016 presentato da Althesys, società di ricerca in campo ambientale ed energetico. Il settore cresce e c’è un notevole potenziale di occupazione perché ad esempio nel Meridione 2,3 milioni di tonnellate di scarti organici non vengono raccolti in maniera differenziata e quindi non sono trasformati in compost o energia.

“L’evoluzione delle politiche dei rifiuti in direzione dell’economia circolare stanno trasformando profondamente il settore del waste management: le dimensioni del business aumentano e il perimetro delle varie filiere si allarga”, si legge nel rapporto. “E’ un processo che stimola l’innovazione e crea nuovi mercati”.

Per l’Italia, un paese in cui le materie prime non abbondano, lo sviluppo del settore industriale basato sul recupero dei materiali può rappresentare una spinta importante anche in termini occupazionali. Secondo i calcoli della Ue spingendo sull’economia circolare l’Italia entro il 2025 potrebbe portare il beneficio economico a 12 miliardi di euro l’anno grazie al risparmio di materie prime. E, a livello continentale, la posta in gioco – secondo le stime della Commissione europea – è costituita da 580 mila posti di lavoro e da un taglio di circa il 3% delle emissioni serra.

“Finora la carenza di aziende con strutture adeguate ha frenato, soprattutto al Sud, lo sviluppo dell’industria del riciclo”, spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys. “Inoltre ci sono anche ostacoli normativi che hanno rallentato il pieno utilizzo delle materie prime seconde, cioè dei rifiuti trattati in sicurezza e trasformati. Ma cominciano a moltiplicarsi segnali incoraggianti”.

Ad esempio nel settore cartario la produzione di materie prime seconde da raccolta differenziata è quasi raddoppiata passando dal 26% del 2000 al 47,7% del 2015. Per lo sviluppo futuro molto dipenderà da alcuni decreti in ballo. Ad esempio quello sulla tariffa puntuale (in modo da far pagare meno ai cittadini virtuosi e di più a chi butta tutto nell’indifferenziata). E quelli sull’end of waste, che facilitano il processo di recupero stabilendo con chiarezza quando un rifiuto cessa di essere tale e si trasforma in materia prima seconda.

Fonte: Antonio Cianciullo per Repubblica.it

Il Veneto primo in Italia per Raccolta differenziata

Lo dicono i dati dell’Osservatorio Regionale Rifiuti istituito presso l’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto

La situazione della gestione dei rifiuti conferma che il Veneto si colloca ai primi posti tra le regioni italiane quanto a raccolta differenziata che ha raggiunto infatti il 63,6% del totale (+1,1% rispetto al 2012), per una quantità pari a un milione 406 mila tonnellate. Ma ben 455 su 581 comuni veneti hanno già superato l’obiettivo del 65% fissato dall’Unione Europea per il 2015. In parallelo si assiste alla progressiva diminuzione della quantità del rifiuto residuo, che è stata di 806 mila tonnellate (-3,0%). La produzione totale di rifiuti urbani nel 2013 è stata di oltre 2 milioni 213 mila tonnellate, con una diminuzione dello 0,04% rispetto all’anno precedente. La produzione annuale pro capite è stata di 449 kg. per abitante con un leggero aumento (+0,5%), imputabile alla frazione verde in quanto il 2013 è stato un anno piovoso e sono stati quindi raccolti più sfalci e potature rispetto alle annate precedenti.

Il rapporto sulla produzione e la gestione dei rifiuti (urbani e speciali) nel Veneto, realizzato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti, è stato presentato oggi a Palazzo Ferro Fini dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e dal direttore generale dell’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto Carlo Emanuele Pepe. “Sono dati che continuano ad essere più che positivi – ha sottolineato Conte – per effetto di un sistema che funziona e di una sempre più diffusa sensibilità su questi tema da parte della popolazione che sta dando un contributo fondamentale al corretto recupero dei rifiuti”. Da parte sua Pepe ha parlato del sistema dei controlli attuato da ARPAV, in forte crescita, che ha comunque fatto registrare un calo delle infrazioni rilevate.

Treviso con il 75,8% si conferma al primo posto tra le province nella classifica regionale della raccolta differenziata, ma tutte le altre province, ad eccezione di Venezia (55,8%), hanno raggiunto o superato l’obiettivo del 60% fissato per il 2011. Zenson di Piave (Treviso) è in assoluto il comune che ha raggiunto la percentuale più alta (85,7%) di raccolta differenziata nel 2013 ma distanziati da poche frazioni di punto percentuale si trovano Castelcucco (85,2%), Castellavazzo (85,2%); Maser (85,1%) e Preganziol (84,9%). Belluno (69,6%) è in testa tra i comuni capoluogo. Il rapporto fa inoltre il punto sui diversi tipi di trattamento, fino all’incenerimento nei tre impianti in attività (216 mila tonnellate di rifiuto urbano avviate a Fusina, Schio e Padova) o lo smaltimento nelle 10 discariche attive nel Veneto (108 mila le tonnellate smaltite con una diminuzione complessiva del 23%). Dall’analisi sul 2013 risulta inoltre che il costo medio annuale pro capite per il servizio di gestione dei rifiuti urbani nel Veneto si attesta attorno a 138 euro per abitante.

La gestione dei rifiuti urbani in Veneto è caratterizzata dalla diffusione della raccolta separata della frazione organica, che rappresenta una realtà oramai consolidata. In 575 comuni del Veneto su 581, dove risiedono più di 4,9 milioni di abitanti pari al 98,7% circa della popolazione, viene effettuata la raccolta secco-umido, ovvero viene attuata dai cittadini la separazione domestica dell’umido, delle frazioni secche recuperabili e del rifiuto residuo secco non riciclabile . Tra questi la modalità domiciliare o porta a porta risulta essere la prevalente con 476 comuni (quasi l’82%) interessati (circa il 68% della popolazione). Sono inoltre 424 i comuni, corrispondenti al 62% degli abitanti residenti nel Veneto, che applicano la raccolta domiciliare spinta, ossia la modalità domiciliare estesa a tutte le frazioni di rifiuto intercettate. Negli ultimi anni si sta estendendo la tendenza ad un controllo del conferimento dei rifiuti anche ai sistemi di raccolta stradale, dove si rileva l’aumento dell’adozione di contenitori dotati di calotta apribile con chiave dedicata o sistemi misti con raccolta dell’organico domiciliare.

La quota del 36,4% relativa al rifiuto residuo è avviata soprattutto al trattamento per la produzione di CDR e biostabilizzato, all’incenerimento e al recupero di materia (ingombranti, spazzamento). In un contesto di così alta differenziazione risulta fondamentale la presenza dei centri di raccolta come strutture connesse e funzionali alla gestione delle raccolte differenziate, che rivestono un ruolo strategico nell’intercettazione di frazioni come verde (sfalci e potature), legno, rifiuti elettrici ed elettronici, rifiuti particolari. Ben 537 comuni su 581, ovvero oltre il 92% dei comuni veneti, possiedono nel proprio territorio uno o più centri di raccolta (422 comuni) o hanno la possibilità di accedere a quelli presenti nei comuni limitrofi.

L’assessore Conte ha detto che l’ottimo lavoro svolto è in linea con gli obiettivi fissati anche dal nuovo Piano regionale per i rifiuti urbani e speciali, che sta completando l’iter per l’approvazione: ridurre la produzione di rifiuti urbani, favorire prioritariamente il recupero di materi a tutti i livelli, incentivare il recupero di energia e minimizzare il ricorso alla discarica. Per la raccolta differenziata si prevede il raggiungimento come media regionale del 70% nei prossimi anni. L’assessore ha ricordato che sono molte le discariche chiuse ma che richiedono un’opera di bonifica “post mortem”. Già un centinaio di milioni sono stati investiti a tal fine e questo sarà uno dei punti strategici dell’azione regionale, puntando anche sul supporto delle nuove tecnologie. Per quanto riguarda, infine, le richieste di apertura di nuovi impianti per i rifiuti, Conte ha detto che verranno valutate non solo in termini imprenditoriali, ma soprattutto in funzione delle esigenze di un sistema che vuole essere autosufficiente.

Fonte: Regione Veneto

“Sicilia turistica a Rifiuti Zero”, due giornate di iniziative per il rispetto dell’ambiente

Turismo a rifiuti zero. E’ questa la sfida lanciata nel convegno tenutosi a San Vito lo Capo in conclusione di una tre giorni di eventi a tema.
Fra gli altri ad alternarsi sul podio dell’oratore gli esperti di fama internazionale Salvatore Genova (direttore tecnico di ESPER), Enzo Favoino (coordinatore del comitato scientifico di Zero Waste Europe) e Walter Giachetti (direttore della divisione ambiente di Etra spa). Presenti i sindaci di San Vito Lo Capo, di Isola delle Femmine e di Paceco, quest’ultimo anche nella qualità di presidente dell’Unione dei Comuni Elimo Ericini, Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia, Giuseppe D’Angelo, presidente di Rifiuti e Spreco Zero Onlus, che ha l’esperienza di Isola delle Femmine e i risultati raggiunti nella raccolta differenziata. Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda con sindaci e tecnici comunali per fare il punto della situazione sull’emergenza rifiuti in Sicilia.

Il convegno ha preso le mosse, a partire dai buoni esempi già presenti anche in Sicilia, da quello che già amministrazioni, comunità, attività possono fare ‘dal basso’ per migliorare la propria gestione dei materiali post consumo e, con essa, migliorare le proprie economie e i costi connessi, creando anche lavoro, oltre alla sostenibilità ambientale. Vista la congiuntura regionale delicata, è stata anche l’occasione per sviluppare qualche riflessione in merito agli errori passati, alle previsioni dei Piani vigenti ed a come uscirne.

Rassegna stampa

“Sicilia turistica a Rifiuti Zero”, due giornate di iniziative per il rispetto dell’ambiente – Trapani Oggi

PER UNA SICILIA TURISTICA A RIFIUTI ZERO – Telesud

Esperti di fama internazionale ad Isola delle Femmine e San Vito per una Sicilia turistica a Rifiuti Zero – Cinisi On Line

Comuni Virtuosi, al via il concorso che premia le “buone pratiche” delle amministrazioni locali

Buona gestione del territorio, efficienza energetica, mense biologiche e mobilità sostenibile. Sono questi alcuni dei criteri per valutare le amministrazioni italiane che partecipano al Premio nazionale dei Comuni Virtuosi, patrocinato dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Giunto alla decima edizione, è aperto a tutti i Comuni italiani, che possono candidare uno o più progetti già sperimentati o in fase di sperimentazione a sostegno di politiche che promuovano “buone pratiche locali” e in particolare la “salvaguardia dell’ambiente”.

Presentazione dei progetti entro il 31 ottobre – L’aspetto della “prevenzione e l’accuratezza della rendicontazione e misurazione dei risultati ottenuti” sarà uno dei punti principali considerati dalla giuria. Le adesioni da parte dei Comuni interessati dovranno essere inviate entro e non oltre il 31 ottobre 2016 all’indirizzo email info@comunivirtuosi.org. Necessario includere una scheda riassuntiva di presentazione dell’iniziativa intrapresa come l’ente locale promotore, la categoria specifica del progetto (gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile e nuovi stili di vita), breve descrizione, tempi di realizzazione, enti coinvolti erisultati raggiunti. Possono partecipare al bando anche organizzazioni, onlus, comitati e cooperative che intendano valorizzare le migliori esperienze promosse dall’amministrazione del proprio Comune di residenza.

I vincitori – Entro novembre la graduatoria finale indicherà le idee considerate più rilevanti e i partecipanti saranno informati dei risultati via e-mail. Al vincitore, che sarà premiato sabato 10 dicembre presso il Palazzo del Governatore a Parma, verranno regalati 2.500 euro da vincolare ad iniziative di “risparmio energetico o di educazione ambientale nelle scuole”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

RASSEGNA STAMPA – CHI BUTTA PAGA!

In tre comuni del milanese inizierà a breve una piccola ma significativa rivoluzione nell’ambito della raccolta dei rifiuti. Canegrate, Magnago e San Giorgio su Legnano partiranno con la sperimentazione della tariffa puntuale dal prossimo giugno, superando la vecchia concezione basata esclusivamente sui metri quadri a disposizione delle utenze.
La nuova tariffazione sarà composta da tre voci: la prima sarà una quota fissa basata sulla metratura dell’immobile, la seconda verrà calcolata sul numero di conferimenti prefissati in base al numero di occupanti per quanto riguarda le utenze domestiche, e sui metri quadri occupati per le attività commerciali. La terza voce, invece, consisterà in una quota variabile sulla base del rifiuto indifferenziato effettivamente conferito e, qualora venisse superato il numero di quelli preassegnati, il costo verrà addebitato all’utente. Infine rimarrà invariata l’addizionale provinciale.
Con la tariffazione puntuale i tre comuni e AEMME Linea Ambiente, la società incaricata della raccolta, vogliono adeguarsi alle principali realtà europee e superare l’ormai obsoleto metodo presuntivo (basato sulla metratura) che non dà alcun incentivo alla cittadinanza per ridurre la produzione di rifiuti. Con il nuovo metodo si vuole andare incontro alle esigenze del cittadino, permettendo un pagamento più equo in base all’effettiva produzione di rifiuti, incoraggiando quindi la popolazione a tenere un comportamento più rispettoso nei confronti dell’ambiente.
Dall’inizio del mese di giugno i 29mila abitanti dei tre comuni riceveranno direttamente a casa, attraverso degli incaricati di AEMME Linea Ambiente, dei sacchetti dotati di transponder elettromagnetico che, attraverso un lettore di cui saranno dotati i mezzi di raccolta, saranno in grado di associare istantaneamente l’utente al contenitore. I sacchetti dotati di microchip trasmetteranno quindi in tempo reale il codice utente, la data, l’ora del ritiro, il veicolo e il suo posizionamento (tramite GPS) e l’operatore incaricato della raccolta. Grazie a questi sacchetti “personalizzati” si eviteranno possibili errori dal momento che verranno associati esclusivamente all’utente in questione.

fonte: ricicloni.it

RASSEGNA STAMPA – Focus rifiuti/3. Ecco quanto costerà il nuovo servizio di raccolta a Marsala

Tariffazione puntuale, raccolta porta a porta, bidoni e sacchetti con trasponder, centri di raccolta informatizzati, ecocentri itineranti. Questo in sintesi il piano dei rifiuti che è stato progettato dalla Esper per la città di Marsala e che il consiglio comunale dovrà approvare nelle prossime settimane. Un servizio che dovrebbe essere appaltato nei prossimi mesi, in vista della scadenza del contratto con Aimeri Ambiente. Sempre se non ci saranno novità dalla Regione, con l’accentramento delle gare d’appalto a Palermo e l’azzeramento dei poteri dei Comuni che, come Marsala, si sono costituiti in Aro. Nel frattempo Marsala va avanti con il progetto della Esper. Si tratta di un piano che prevede il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata il primo anni, e il 70% negli anni successivi.
In questo viaggio all’interno del piano d’intervento abbiamo visto quali sono le criticità dell’attuale sistema di raccolta, quali sono le soluzioni che consiglia di adottare la Esper.
Adesso vediamo però quali saranno i costi di questi servizi, che saranno tutti a carico dei cittadini attraverso il pagamento della TARI, la tanto odiata Tassa sui rifiuti.

I COSTI

Nel 2015 a Marsala la raccolta dei rifiuti, differenziati e indifferenziati, il loro trattamento e lo spazzamento della città, è costato 14.764.340 euro, una media di 168 euro ad abitante.

Nelle previsioni del Piano della Esper nella fase intermedia del nuovo corso, quindi il primo anno, il risparmio sarà del 9,94%. Quando il servizio entrerà a regime, invece, si prevede un risparmio del 15,7%. Nel primo anno si prevedono due passaggi di raccolta dell’indifferenziata, mentre quando il servizio entrerà a regime ci sarà un solo passaggio settimanale.
Queste riduzioni sono calcolate dalla Esper considerando anche il completo rinnovo del parco mezzi e dei contenitori. “Si è inoltre tenuto conto quindi di un costo di comunicazione pari a 3 euro IVA esclusa per abitante nel primo anno e di 1,5 euro a partire dal secondo anno per il mantenimento delle attività (distribuzione del calendario, sacchetti dell’umido ecc.)”.
In sostanza il costo totale nella fase intermedia dovrebbe essere, secondo le stime di 13.296.594,85 euro. Somma a cui si arriva considerando anche i costi, o i ricavi, sul trattamento delle varie frazioni. Ad esempio sono previsti ricavi per 656 mila euro l’anno per la plastica, nel primo anno, di 83 mila euro per le lattine, di 281 mila euro per carta e cartone, di 53 mila euro per il vetro, il che riduce il costo complessivo per le frazioni. Ma se per alcune frazioni, al costo della raccolta, si sottrae quello per il trattamento, ed entra in gioco la “vendita” dei materiali riciclabili, la stessa cosa non succede per le altre frazioni di rifiuti. Ad esempio per il Secco residuo ai circa 2,5 milioni di euro l’anno per la raccolta si aggiunge un costo di 897 mila euro. Per l’umido non è previsto nessun ricavo, anzi. Il costo per il trattamento è di 930 mila euro per il primo anno, e si aggiunge ai 2,3 milioni per la sua raccolta. Sono tutte stime valide per il primo anno del servizio.
Ecco nel dettaglio.

Una volta entrato a regime il costo annuo dovrebbe essere di 12.448.994,53 euro. In sostanza si dovrebbero risparmiare, sempre secondo le stime, circa due milioni di euro l’anno.
Ecco i costi del servizio a regime.

La raccolta dei rifiuti in fase intermedia costerà, quindi circa 13 milioni di euro, compresi i costi per il trattamento. La maggior parte della spesa sarà per la mano d’opera, circa 7 milioni di euro.

Una volta entrati a regime, prevede la Esper, i costi si ridurranno. Ecco il dettaglio.

GLI INVESTIMENTI
Il piano degli investimenti per il nuovo servizio prevede per la ditta che vincerà la gara l’acquisto di materiali, come sacchetti, bidoni, e mezzi. Le stime fatte dalla Esper prevedono un investimento annuale di 597 mila euro non ammortizabili per sachetti per la raccolta di secco residuo, umido, plastica. Circa 1 milione 394 mila euro serviranno per comprare bidoni, mastelli, container, e altro materiale ammortizzabile. Gli investimenti complessivi, ammortizzabili, per i mezzi per la raccolta, trasporto e i servizi accessori sono di oltre 5 milioni di euro. Per la raccolta si prevede un costo totale di 3 milioni 424 mila euro, per 5 autocompattatori, 4 minicompressori, 16 autocarri con vasca da 7 mc, 11 autocarri con vasca da 5 mc, 4 porter con vasca da 2 mc, 7 automezzi per movimentazione dei container, un furgonato tipo ecomobile, 2 ecocentri mobili.
Per lo spazzamento e i servizi accessori si prevede un costo complessivo di un milione 751 mila euro. Si parla di 8 motocarri a 3 ruote, 3 spazzatrici compatte da 4 mc, e tre spazzatrici medie da 6 mc, 2 autospurgo, 3 mezzi lavastrade con cisterna da 8 mc, un pulisci spiaggia grande, 2 autocarri da 7 mc, un mezzo con vasca da 25 mc e gru, 100 decespugliatori o soffiatori.

Questo, in sintesi, quello che prevede il piano. Saranno i consiglieri a decidere cosa farne, come trattarlo, come modificarlo. Martedì intanto ci sarà una seduta di consiglio comunale aperta proprio per parlare del nuovo piano dei rifiuti.

Fonte:TP24.it

RASSEGNA STAMPA – Focus rifiuti/2. Ecco come potrebbe essere la nuova raccolta a Marsala

Le prossime settimane saranno decisive sul tema rifiuti a Marsala. Il consiglio comunale dovrà approvare il piano di intervento preparato dalla Esper per conto del Comune sul nuovo sistema di raccolta rifiuti in città. Al momento il servizio di raccolta è gestito da Aimeri Ambiente, il cui contratto scade a ottobre. Allora si sta cercando di mettere mano al sistema rifiuti per non commettere gli stessi errori del passato. Questa volta però gestisce tutto il Comune di Marsala, che ha costituito l’Aro, l’Ambito di Raccolta Ottimale, che permette ai singoli Comuni di decidere sul proprio futuro in tema rifiuti. In passato invece, il servizio di raccolta rifiuti è stato determinato altrove, con l’Ato Terra dei Fenici, che predisponeva le gare d’appalto, decideva che tipo di servizi offrire. E le cose non sono andate tanto bene, ne sono dimostrazione le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la provincia di Trapani sulla gestione dei rifiuti, e la qualità del servizio.
Nella seconda parte cerchiamo di fare sintesi sui punti principali di quello che dovrebbe essere il nuovo sistema di raccolta rifiuti a Marsala.

COME RIDURRE I RIFIUTI
Il cavallo di battaglia di questo piano è quello della riduzione dei rifiuti indifferenziati, e puntare all’obiettivo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, che è il limite minimo per non incorrere in sanzioni. Al momento la città di Marsala raggiunge il 38% di differenziata.
Per ridurre i rifiuti si vuole puntare al binomio raccolta porta a porta e tariffazione puntuale. Il passaggio alla tariffazione puntuale del rifiuto indifferenziato – secondo le stime della Esper – determina normalmente una consistente diminuzione del quantitativo complessivo di rifiuti urbani prodotti (-10/20%)”. Per Esper e Comune di Marsala la riorganizzazione della raccolta porta a porta e la tariffazione puntuale “implicherà ricadute positive”. L’intenzione è quella di partire subito con la tariffazione puntuale (poi ci arriviamo) per incidere subito sui comportamenti della cittadinanza. La tariffazione puntuale, in sostanza, consentirà agli utenti che produrranno meno rifiuti indifferenziati di avere delle premialità, questo secondo il piano. E allora si procederà con “attivazione di specifiche azioni di prevenzione della formazione dei rifiuti. Applicazioni di sistemi tariffari che consentano di applicare il principio “chi inquina paga”. Adozione di sistemi organizzativi che consentano di meglio controllare i flussi, con particolare riferimento ai rifiuti provenienti dalle utenze non domestiche”.

GLI OBIETTIVI
Attraverso il nuovo sistema di raccolta rifiuti e la tariffazione puntuale il Comune di Marsala vuole raggiungere nel primo anno la percentuale del 65% di raccolta differenziata. Una volta entrato a regime il nuovo servizio si prevede di arrivare, dal secondo anno, al 70% di differenziata. Se non si raggiungeranno questi obbiettivi ci saranno delle “sanzioni” anche per l’azienda che si occuperà del servizio. In sede di gara, infatti, la Esper, propone di stabilire che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi nel primo anno (obiettivo 65 %) o a partire dal secondo anno (70 % di RD), “gli eventuali maggiori oneri di smaltimento vengono accollati al gestore unico nella misura del 50 % nel caso in cui la percentuale di RD media nel primo anno di esecuzione del nuovo servizio dovesse essere inferiore al 60 % e dal secondo anno fosse inferiore al 70 % su media annuale”. Il tutto secondo quello che viene chiamato “principio della responsabilità condivisa”. Non ci sono però solo “penalità”, a carico del gestore. Sono previste anche delle premialità in caso di superamento degli obiettivi minimi previsti. Sono poi previste premialità anche per gli operatori.

GESTIONE NEI COMUNI A VOCAZIONE TURISTICA
Uno dei problemi di Marsala, sul tema rifiuti, è garantire un servizio efficiente durante la stagione estiva. Il tutto per la Esper parte dalla comunicazione, cioè informare i turisti delle modalita con cui viene raccolta la spazzatura in città, tenendo conto che Marsala ha un turismo prevalentemente “mordi e fuggi”. Bisogna coinvolgere anche gestori di strutture ricettive, ristoratori e commercianti. Gli obiettivi sono quelli di garantire maggior flessibilità possibile del sistema di raccolta. Tenere conto delle esigenze degli utenti non residenti che hanno la seconda casa in campagna.

PROPOSTE PER OTTIMIZZARE RACCOLTA RIFIUTI
L’obiettivo è quindi di diminuire la produzione di rifiuti e aumentare la percentuale di raccolta differenziata. La Esper ha pensato che il modo migliore per farlo è quello attraverso una raccolta porta a porta in maniera più precisa di quella che si vede oggi e la tariffazione puntuale. Il servizio di raccolta porta a porta prevede la consegna e l’utilizzo di contenitori personalizzati (sacchetti, mastelli, bidoni, e cassonetti) per tutte le utenze domestiche e non domestiche. I contenitori saranno esposti in luogo pubblico dagli utenti solo nelle ore antecedenti alla raccolta e ritirati per lo svuotamento dagli operatori secondo un calendario prefissato.
Ecco, in questa tabella, la frequenza della raccolta delle varie frazioni di rifiuto per il primo anno.

E poi come ottimizzare i rifiuti.
Umido: Fornire un cestello areato. Con sacchetti di plastica biodegradabile o carta. Per le utenze non domestiche eliminare i vecchi grandi bidoni con le ruote. Inoltre si intende incentivare il compostaggio domestico.
Carta. Abbandonare il vecchio sistema misto della raccolta porta a porta e per strada. Concentrarsi sul porta a porta, e permettere solo una ridotta parte di materiali estranei nel bidone.
Plastica. Dovrà essere conferita sfusa negli appositi sacchetti semitrasparenti che fornirà il comune.
Lattine. Non si raccoglierà più, secondo il piano, vetro e lattine insieme, ma solo le lattine o comunque rifiuti in alluminio. I rifiuti verranno esposti in apposite borse in polipropilene con trasponder per tracciare l’utenza.
Vetro. Verrà raccolto da solo e gli utenti lo metteranno in appositi mastelli da 40 litri o bidoni da 120-240 litri.
Secco residuo. E’ la frazione che si vuole diminuire considerevolmente. Lo si vuole fare conferendo in un contenitore dedicato associato ad ogni singola utenza. Questa modalità di raccolta richieda soluzioni tecnologiche “per la rilevazione puntuale dei conferimenti”. In sostanza i mastelli o i bidoni non devono essere posizionati sul fronte della strada ma all’interno delle aree di proprietà delle utene, davanti l’ingresso dell’abitazione o del condominio, soltanto nelle ore che precedono la raccolta. Se non sarà possibile posizionare i bidoni in aree private si possono posizionare contenitori carrellati con chiavistello per evitare conferimenti non autorizzati. Tutti i contenitori avranno un trasponder.

I CENTRI COMUNALI DI RACCOLTA E GLI ECOCENTRI MOBILI
L’intenzione è quella di potenziare i Centri comunali di Raccolta con la loro informatizzazione, e la possibilità di conferire i rifiuti. Poi ci saranno due centri di raccolta “semplificati”, uno nella zona del porto e uno nella zona balneare. Sono previsti anche degli ecocentri mobili, itineranti, che opereranno nel periodo estivo. Non servirà solo per conferire i rifiuti ma anche per avere informazioni e sacchetti della spazzatura, tra le altre cose. All’ecocentro mobile si possono portare piccoli elettrodomestici, pentolame, neon e lampade a basso consumo, abiti usati, oli, batterie e pile usati.

LA TARIFFAZIONE PUNTUALE
La tariffazione puntuale è il punto centrale del nuovo servizio di raccolta rifiuti. La tariffa puntuale è composta da una parte fissa (che comprende per esempio i costi del personale, dello spazzamento, della raccolta) e da una parte variabile che dipende dall’effettiva produzione di rifiuti di ogni singola utenza e nella sostanza, dalla capacità del cittadino di differenziare. Il tutto per eliminare l’iniquità della tassa sui rifiuti che calcolava la tassa in base alla superficie dell’abitazione.
In sostanza si devono tracciare i conferimenti e serve la tecnologia. “La tracciatura dei conferimenti – si legge nel piano – avviene utilizzando un Trasponder RFId sul contenitore del secco residuo o sul sacchetto monoutenza utilizzato per l’esposizione e di un dispositivo capace di rilevare, elaborare e processare i dati per poi trasferirli ad un sistema gestionale”. Sacchetti e bidoni avranno quindi un trasponder, che segnalerà quanti rifiuti sono stati prodotti, quanti riciclabili e quanti no, per determinare la tariffa.

PERSONALE
Le intenzioni sono chiare. Attualmente il Comune di Marsala impiega 153 addetti per l’espletamento del servizio di raccolta e spazzamento, personale che rimane lo stesso anche d’estate, quando la situazione si fa più critica. Il Piano di intervento individua un fabbisogno nella fase intermedia di circa 147 operatori full time come media annuale con un fabbisogno del servizio base di circa 140 operatori a tempo indeterminato full time ed un ulteriore fabbisogno estivo (per tre mesi) di circa altri 26 operatori a tempo determinato. Una volta entrato a regime il servizio avrà bisogno di circa 139 operatori full time come media annuale con un fabbisogno del servizio base di circa 133 operatori a tempo indeterminato full time ed un ulteriore fabbisogno estivo (per tre mesi) di circa altri 23 operatori a tempo determinato.

CAMPAGNE PROMOZIONALI
Punta molto il Piano di Intervento anche sulla comunicazione. Una campagna di comunicazione che deve essere capillare e non di secondo piano. Si punta molto sulla “formazione e motivazione” dell’utente. Tutte le famiglie e le aziende dovranno ricevere del materiale informativo. Come le buste illustrate, la lettera formale dell’amministrazione all’utenza, il pieghevole che illustra in modo semplice il funzionamento del sistema, il calendario e il “riciclabolario” un vocabolario con indicati tutti i rifiuti domestici e l’indicazione del contenitore giusto. Le comunciazioni devono essere visibili, come i cartelloni pubblicitari in formato gigante, ma si vuole puntare anche ai banchetti informativi e a serate pubbliche per informare. Ci sarà anche un numero verde.

Questi sono i punti principali del Piano di Intervento sul nuovo sistema di raccolta rifiuti a Marsala. Bisogna capire però quanto costeranno i nuovi dispositivi, e che tipo di costi complessivi ci saranno. Lo vedremo domani.

Fonte: TP24.it

Regione Piemonte: verso la tariffa puntuale

Approvato in via definitiva il Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione (Pgru) 2015-2020, la Regione Piemonte fissa obiettivi e strumenti.

Il panorama entro cui ci si muove è quello dell’Economia Circolare, un sistema in cui tutte le attività produttive sono organizzate in modo che i rifiuti di uno diventino risorse per qualcun altro.

Il Piano è uno strumento di pianificazione con obiettivi in termini di sostenibilità e promozione di una cultura ambientale improntata alla riduzione dei rifiuti, al riuso di beni a fine vita e al riciclaggio.

I principali obiettivi della programmazione al 2020 sono:
– riduzione della produzione dei rifiuti a 455 kg per abitante (a fronte di una stima di produzione al 2020 pari a 486 kg/ab);
– raccolta differenziata di almeno il 65% a livello di ciascun Ambito territoriale ottimale. A livello regionale si è attestata al 52,5% nel 2013 e al 53,5% nel 2014;
– produzione pro capite annua di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 159 kg (212,6 kg/ab nel 2013 e 212,2 kg/ab nel 2014);
– raggiungimento di un tasso di riciclaggio pari ad almeno il 55% in termini di peso. Nel 2013 la percentuale era del 50,1%;
– avvio a recupero energetico solo delle frazioni di rifiuto per le quali non è tecnicamente ed economicamente possibile il recupero di materia;
– in via prioritaria autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi a livello di Ambito territoriale ottimale; in ogni caso tale autosufficienza deve essere garantita a livello regionale;
– riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili (Rub) fino ad un loro azzeramento a partire dal 2020;
– abbandono del ricorso allo smaltimento in discarica dei rifiuti recuperabili.

Ma soprattutto, per raggiungere questi obiettivi, il Piano individua alcune azioni prioritarie:

* la riorganizzazione dei servizi di raccolta rifiuti, finalizzata al passaggio da raccolta stradale a domiciliare almeno per i rifiuti urbani indifferenziati residuali, la frazione organica, la carta e il cartone;
* la previsione di strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, tra i quali prioritariamente la diffusione della tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani, individuata quale principale strumento di responsabilizzazione dei cittadini.

In Piemonte dunque, si apre una nuova era, sulla scia di Consorzi (su tutti il CSS-Consorzio Chierese) e Comuni che già stanno adottando le azioni indicate dal piano regionale con risultati eccellenti: proprio il CSS risulta infatti il Consorzio con le migliori performances regionali quanti-qualitative ed economiche.

Vai al Comunicato Stampa della Regione

Fiumicino porta a porta, lo speciale di Canale10

Mentre l’amministrazione di Fiumicino continua il suo percorso per l’estensione della raccolta porta a porta (http://bit.ly/1TBlU9I) con incontri con la cittadinanza e tramite il sito fiumicinodifferenzia.it, l’emittente locale Canale 10 dedica uno speciale alla differenziata.
Il sindaco Montino, la presidente del Consiglio Michela Califano, l’assessore all’Ambiente Roberto Cini, tecnici e dirigenti, spiegheranno tutte le modalità del corretto conferimento e gli obiettivi da raggiungere con la partenza del servizio.

Con il contributo qualificato di ESPER e del suo direttore tecnico ing. Salvatore Genova

Guarda lo speciale “Porta a porta” di Canale10

RASSEGNA STAMPA – Cassano delle Murge primo Comune “EcoCampione” in Puglia e “Riciclone” nel 2015. Al via la nuova campagna di sensibilizzazione

Per Cassano delle Murge il 2015 – ha dichiarato l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente-Rifiuti e Igiene Urbana Michele Maiullaro – è stato l’anno della svolta. Cassano ha chiuso l’anno con la media del 65,04% di raccolta differenziata con un incremento di 5,58 punti percentuali rispetto all’anno 2014 (raccolta differenziata 59,45%) e 31,34 punti percentuali rispetto all’anno 2013 (raccolta differenziata 33,70%) come desumibili dal portale “Osservatorio Rifiuti” della Regione Puglia.

Dopo aver ricevuto il premio da Legambiente come Comune “Riciclone”, la menzione speciale per i risultati dei primi nove mesi dello scorso anno, che sarà pertanto attestato anche per l’anno 2016, nel 2015 Cassano è stato riconfermato nel ristretto Club dei Comuni “EcoCampioni in carta e cartone” riconosciuti da Comieco (il Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), grazie ad una ottima raccolta della carta e cartone pari a 29kg annui per abitante. Cassano è il migliore della Puglia sia nella raccolta di carta e cartone di qualità che di quantità. Vedasi i dati sul portale http://www.comuniecocampioni.org/puglia/cassano-delle-murge. Il nostro è il valore più alto fra tutti, che non è una cosa scontata, ed in Puglia sono rientrati in questa speciale Club solo 11 comuni!

Nell’ambito di questo riconoscimento Comieco ha portato a Cassano Murge lo spettacolo teatrale di Luca Pagliari “Carta d’imbarco”, rivolto agli alunni dell”Istituto di Istruzione Secondaria Leonardo Da Vinci. Più di 250 alunni comprendente il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” e il Liceo classico “Platone” di Cassano delle Murge hanno potuto assistere l’8 febbraio scorso alla performance dell’attore giornalista.

Questo è comunque – ha continuato l’Assessore Michele Maiullaro – solo un punto di inizio. Cassano vuole davvero volare in alto con la differenziata. Con la nuova programmazione ci sono tanti progetti in cantiere con le scuole primarie e le scuole d’infanzia. La scuola è in primo piano con il progetto “A Scuola di Rifiuti” in collaborazione con la Teorema S.p.A. presso i cui impianti conferiamo parte delle frazioni differenziate comunali.

Giovedì scorso è iniziata la consegna da parte dell’amministrazione dei 100 contenitori gettacarte in cartone avuti in premio da Comieco per tutti gli istituti presenti sul territorio comunale dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Leonardo Da Vinci”, all’Istituto Comprensivo Statale di Cassano “Perotti-Ruffo” e alle scuole d’infanzia paritarie “Casa del Fanciullo” e “Associazione Insieme”.

image2Il 15 gennaio 2016 è partito, inoltre, il progetto aperto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di COREPLA (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e la raccolta degli imballaggi in plastica). Sono tre le classi della “Scuola Media” di Cassano Murge che su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale hanno aderito e che sperano di ottenere, oltre all’ambìto riconoscimento, una lavagna LIM per la classe, un tablet per l’insegnante, un mini tablet per ogni alunno della classe che risulterà vincitrice del concorso. Corepla School Contest, sotto la forma del concorso, include percorsi di approfondimento didattico, informazioni, suggerimenti e curiosità che permettono agli studenti di comprendere ed elaborare le tematiche inerenti alla gestione responsabile dei rifiuti degli imballaggi in plastica.

Il Comune è sempre impegnato nella comunicazione e sensibilizzazione che deve essere sempre di pari passo con il servizio di raccolta differenziata. Altre novità sono in cantiere e saranno presentate prossimamente dall’Amministrazione al fine di migliorare la qualità delle raccolte e il decoro urbano della città sperando di ridurre i costi del complesso servizio integrato che posso solo avvenire con la riduzione delle frazioni indifferenziate associate all’aumento delle frazioni differenziate produttive di corrispettivi ed in assenza di aumento dei costi di conferimento.

Si evidenzia che anche grazie alla sperimentazione estiva della raccolta presso i Borghi residenziali extraurbani recintati si è potuto raggiungere ad agosto 2015 il livello di raccolta differenziata del 67,16% con un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno 2014 di ben 14,86 punti percentuali.

Per i risultati del 2015 si ringraziano tutte le componenti attive del sistema, che deve essere sempre più gioco di squadra, a partire in primis dai cittadini, passando per il gestore della raccolta ATI TRA.DE.CO. Srl-Murgia Servizi Ecologici Srl e i rispettivi operatori, i dipendenti preposti degli uffici comunali e la Esper Srl che sovraintende alla corretta esecuzione del contratto di igiene urbana. Si sottolinea il significativo calo di circa 340 tonnellate dei quantitativi di rifiuti avviati a trattamento e poi in discarica finale dell’anno 2015 rispetto al 2014, con una prospettiva sul 2016 di ulteriore calo, a tutto beneficio dell’Ambiente.

Si rimarca l’assoluta necessità di migliorare la qualità delle raccolte differenziate, soprattutto multimateriale plastica-lattine-tetra pack e frazione organica, al fine di non far incorrere il Comune, e di conseguenza i cittadini, nella doppia penalità per abbassamento dei quantitativi avviati a riciclo e remunerati e per i maggiori costi da sostenere relativi alle impurità presenti nei materiali conferiti.

Si invitano pertanto tutti i cittadini ad un’attenta raccolta che possa consentire a Cassano il raggiungimento di ulteriori traguardi e benefici.

Fonte: L’obiettivo on line