RASSEGNA STAMPA – Cassano delle Murge primo Comune “EcoCampione” in Puglia e “Riciclone” nel 2015. Al via la nuova campagna di sensibilizzazione

Per Cassano delle Murge il 2015 – ha dichiarato l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente-Rifiuti e Igiene Urbana Michele Maiullaro – è stato l’anno della svolta. Cassano ha chiuso l’anno con la media del 65,04% di raccolta differenziata con un incremento di 5,58 punti percentuali rispetto all’anno 2014 (raccolta differenziata 59,45%) e 31,34 punti percentuali rispetto all’anno 2013 (raccolta differenziata 33,70%) come desumibili dal portale “Osservatorio Rifiuti” della Regione Puglia.

Dopo aver ricevuto il premio da Legambiente come Comune “Riciclone”, la menzione speciale per i risultati dei primi nove mesi dello scorso anno, che sarà pertanto attestato anche per l’anno 2016, nel 2015 Cassano è stato riconfermato nel ristretto Club dei Comuni “EcoCampioni in carta e cartone” riconosciuti da Comieco (il Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), grazie ad una ottima raccolta della carta e cartone pari a 29kg annui per abitante. Cassano è il migliore della Puglia sia nella raccolta di carta e cartone di qualità che di quantità. Vedasi i dati sul portale http://www.comuniecocampioni.org/puglia/cassano-delle-murge. Il nostro è il valore più alto fra tutti, che non è una cosa scontata, ed in Puglia sono rientrati in questa speciale Club solo 11 comuni!

Nell’ambito di questo riconoscimento Comieco ha portato a Cassano Murge lo spettacolo teatrale di Luca Pagliari “Carta d’imbarco”, rivolto agli alunni dell”Istituto di Istruzione Secondaria Leonardo Da Vinci. Più di 250 alunni comprendente il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” e il Liceo classico “Platone” di Cassano delle Murge hanno potuto assistere l’8 febbraio scorso alla performance dell’attore giornalista.

Questo è comunque – ha continuato l’Assessore Michele Maiullaro – solo un punto di inizio. Cassano vuole davvero volare in alto con la differenziata. Con la nuova programmazione ci sono tanti progetti in cantiere con le scuole primarie e le scuole d’infanzia. La scuola è in primo piano con il progetto “A Scuola di Rifiuti” in collaborazione con la Teorema S.p.A. presso i cui impianti conferiamo parte delle frazioni differenziate comunali.

Giovedì scorso è iniziata la consegna da parte dell’amministrazione dei 100 contenitori gettacarte in cartone avuti in premio da Comieco per tutti gli istituti presenti sul territorio comunale dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Leonardo Da Vinci”, all’Istituto Comprensivo Statale di Cassano “Perotti-Ruffo” e alle scuole d’infanzia paritarie “Casa del Fanciullo” e “Associazione Insieme”.

image2Il 15 gennaio 2016 è partito, inoltre, il progetto aperto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di COREPLA (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e la raccolta degli imballaggi in plastica). Sono tre le classi della “Scuola Media” di Cassano Murge che su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale hanno aderito e che sperano di ottenere, oltre all’ambìto riconoscimento, una lavagna LIM per la classe, un tablet per l’insegnante, un mini tablet per ogni alunno della classe che risulterà vincitrice del concorso. Corepla School Contest, sotto la forma del concorso, include percorsi di approfondimento didattico, informazioni, suggerimenti e curiosità che permettono agli studenti di comprendere ed elaborare le tematiche inerenti alla gestione responsabile dei rifiuti degli imballaggi in plastica.

Il Comune è sempre impegnato nella comunicazione e sensibilizzazione che deve essere sempre di pari passo con il servizio di raccolta differenziata. Altre novità sono in cantiere e saranno presentate prossimamente dall’Amministrazione al fine di migliorare la qualità delle raccolte e il decoro urbano della città sperando di ridurre i costi del complesso servizio integrato che posso solo avvenire con la riduzione delle frazioni indifferenziate associate all’aumento delle frazioni differenziate produttive di corrispettivi ed in assenza di aumento dei costi di conferimento.

Si evidenzia che anche grazie alla sperimentazione estiva della raccolta presso i Borghi residenziali extraurbani recintati si è potuto raggiungere ad agosto 2015 il livello di raccolta differenziata del 67,16% con un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno 2014 di ben 14,86 punti percentuali.

Per i risultati del 2015 si ringraziano tutte le componenti attive del sistema, che deve essere sempre più gioco di squadra, a partire in primis dai cittadini, passando per il gestore della raccolta ATI TRA.DE.CO. Srl-Murgia Servizi Ecologici Srl e i rispettivi operatori, i dipendenti preposti degli uffici comunali e la Esper Srl che sovraintende alla corretta esecuzione del contratto di igiene urbana. Si sottolinea il significativo calo di circa 340 tonnellate dei quantitativi di rifiuti avviati a trattamento e poi in discarica finale dell’anno 2015 rispetto al 2014, con una prospettiva sul 2016 di ulteriore calo, a tutto beneficio dell’Ambiente.

Si rimarca l’assoluta necessità di migliorare la qualità delle raccolte differenziate, soprattutto multimateriale plastica-lattine-tetra pack e frazione organica, al fine di non far incorrere il Comune, e di conseguenza i cittadini, nella doppia penalità per abbassamento dei quantitativi avviati a riciclo e remunerati e per i maggiori costi da sostenere relativi alle impurità presenti nei materiali conferiti.

Si invitano pertanto tutti i cittadini ad un’attenta raccolta che possa consentire a Cassano il raggiungimento di ulteriori traguardi e benefici.

Fonte: L’obiettivo on line

RASSEGNA STAMPA – Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il paradosso di Policoro (Mt)

Il 2016 per la Basilicata è cominciato con l’emergenza rifiuti. Con le discariche sature, un decreto regionale obbliga tutti i comuni ad inviare la loro spazzatura presso l’inceneritore di Melfi (ad altissimi costi). Policoro (e le sue casse comunali) però è l’unico comune non toccato dal decreto grazie ad una differenziata porta a porta con risultati al 70%

La Basilicata sta vivendo un periodo di turbolenza per quanto riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Con la chiusura dell’unica discarica ancora in attività “La Recisa” a Pisticci (Mt), e il conseguente dirottamento dei rifiuti “tal quale” verso l’inceneritore di Melfi (Pz), la gestione e lo smaltimento cominciano a creare qualche problema, sopratutto se si considera che la Basilicata è l’unica regione dove non esistono impianti di compostaggio.
A leggere l’interpellanza parlamentare al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti del deputato lucano Latronico la situazione sembra davvero al collasso. Scrive il parlamentare: “Lo scorso 14 gennaio la Regione Basilicata per fronteggiare l’emergenza rifiuti ha decretato l’obbligo di conferimento di rifiuti urbani “talquale” di tutti i Comuni della provincia di Matera, ad esclusione di Matera e Policoro, presso l’inceneritore Fenice-Edf-Rendina di San Nicola di Melfi. Per alcuni Comuni il trasporto dei rifiuti all’impianto di San Nicola di Melfi si stima intorno a 400 chilometri fra andata e ritorno e questo comporterà enormi disagi causati dal traffico generato dai camion che attraversano mezza regione, l’aumento delle quantità di emissioni di diossine dai camini dell’inceneritore causato dalla combustione dei rifiuti “talquale” e maggiori costi che graveranno sui comuni e sui i cittadini della provincia di Matera”. Considerato che “in questi giorni il sistema impiantistico materano è andato in tilt perché la saturazione dei siti di smaltimento di Potenza e dell’entroterra aveva fatto trasferire i flussi proprio verso la provincia di Matera, saturando anche questi”.
Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il parodosso di Policoro (Mt) Anche Legambiente ha segnalato la situazione e, in un comunicato stampa, ha ribadito il suo punto di vista nella gestione dei rifiuti lucani: “Basta interventi tampone per fermare l’emergenza. Occorre al più presto una pianificazione del sistema rifiuti regionale seria, condivisa e moderna, che permetta finalmente alla Basilicata di uscire da una classifica nazionale che la vede fanalino di coda. Ben venga – continua Legambiente -la realizzazione di impianti di compostaggio, purché non siano sovradimensionati come nel caso di uno dei tre impianti previsti, progettato per il trattamento di rifiuti organici per una quantità pari al doppio di quella prodotta sull’intero territorio regionale. A nulla invece servono impianti che pretrattano la frazione organica al solo fine di trasferirla in altri impianti per il recupero energetico, come è il caso sempre di un secondo impianto del Vulture Melfese, a cui siamo nettamente contrari”.
In tutto questo marasma, anche in Basilicata ci sono delle isole felici che nel tempo, grazie al loro impegno e a una gestione seria dei rifiuti, non vengono interessate più di tanto dall’emergenza regionale. Esempi virtuosi che posso insegnare molto a tutta la regione. Un esempio è quello della cittadina di Policoro (Mt) che non è stata inserita nel decreto regionale che imponeva l’incenerimento dei rifiuti, semplicemente perché differenzia con la raccolta porta a porta mono-materiale i propri rifiuti e produce un indifferenziato privo di rifiuto organico
Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il parodosso di Policoro (Mt) Da una intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno, il sindaco Leone spiega il “Modello Policoro”: Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata, ora siamo al 70%. Abbiamo eliminato la discarica. Il rifiuto indifferenziato lo inviamo a Ferrandina  presso un azienda che lo trasforma in ecoballe. Paghiamo 160 euro a tonnellata anziché 180 euro (costo conferimento in discarica, ndr)”.
“L’umido invece lo raccogliamo a parte e lo portiamo a Ginosa (in Puglia), dato che in Basilicata non c’è un centro per la trasformazione in compost. Se in discarica ci costava 180 euro a tonnellata, il compostaggio in Puglia ci costa 100. In campagna, poi, abbiamo ridotto la tassa del 33% per chi non consegna l’umido. I coltivatori si fanno il compost da se. Carta, cartone, plastica, li portiamo al Conai di Altamura, recuperando un po’ di soldi. Come per il vetro che conferiamo al consorzio Corepo di Trani. Ci fossero centri raccolta in regione risparmieremmo sui trasporti. Purtroppo, manca da noi un piano per il conferimento dei rifiuti differenziati. I metalli, ma sono poca roba, li mandiamo ad un centro di Ferrandina compensando lo smaltimento di rifiuti ingombranti e carcasse di elettrodomestici”.

Insomma a Policoro hanno davvero capito come si fa.

Fonte: Luigi Vendola per Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – Policoro (Basilicata) avvia la raccolta porta a porta con la tariffazione puntuale

E’ il primo comune della Basilicata ad aver avviato la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale prevedendo anche il sistema di tariffazione puntuale. Via i cassonetti dalle strade per far posto ai bidoncini impilabili. Il comune a vocazione turistica ha previsto per le utenze turistiche un centro attrezzato di raccolta e un sistema di prenotazione mediante numero verde

Parte il 2 febbraio 2015 a Policoro, il primo servizio in Basilicata che prevede su tutto il territorio comunale la raccolta porta a porta con tariffazione puntuale. Infatti, tutti i bidoncini consegnati ai circa 17.000 abitanti (ma che quasi raddoppiano durante i periodi festivi estivi) sono stati tutti dotati di microchip. Questi transponder serviranno a premiare a fine anno gli utenti virtuosi che faranno la raccolta differenziata.

“Ogni cittadino deve capire – ha dichiarato a TRM Network il sindaco di Policoro Rocco Leone – che per il comune la raccolta differenziata non è un lusso ma è una necessità perché i costi di smaltimento dei rifiuti indifferenziati sono cospicui e tenderanno nel tempo sempre di più a aumentare”.

Il presidente del Consiglio Comunale, con delega all’ambiente, Giovanni Lippo, ha spiegato che la raccolta differenziata, ormai obbligatoria per legge, servirà ad abbattere il costo di un milione di euro. “Con la raccolta differenziata – ha dichiarato Lippo – lo scarto non è più un “rifiuto” ma acquista un valore e viene definito “materia prima seconda”. I cittadini differenziando carta, plastica, vetro (etc.), destinano questi materiali nel circuito del riciclo. In questo modo queste materie porteranno dei ricavi al comune. E’ indubbio che ridurre al minimo l’indifferenziato, comporterà un rilevante risparmio economico alla collettività, poiché significa abbattere un enorme costo all’amministrazione”.

I bidoncini consegnati alle utenze sono impilabili e con l’apertura anteriore sempre disponibile. Tra questi c’è anche il bidoncino marrone aerato (sottolavello), molto comodo e apprezzato per contenere l’umido in cucina (senza odori) nelle buste bio-compostabili.

Il progetto realizzato dalla Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile delle Risorse) prevede la raccolta domiciliare del vetro anziché stradale con le campane. Non ci saranno, dunque, punti di riferimento per quei cittadini sporcaccioni che abbandonano i rifiuti per la strada. La scelta, in particolare, è stata dettata anche in virtù delle ultime esperienze vissute da alcuni comuni pugliesi. Infatti, i comuni di Andria (100.000 abitanti) e Rutigliano (20.000 ab), stanno rimodulando il servizio del porta a porta al fine di contenere i fenomeni di abbandono rifiuti attorno alle campane di vetro. Il sindaco Giorgino di Andria lo ha riferito a Eco dalle Città in una intervista.

Il comune Policoro, a forte vocazione turistica, ha pensato anche ai villeggianti. Saranno previsti, infatti, dei ritiri supplementari gratuiti per le utenze turistiche che si trovano a vivere in affitto o per coloro che vivono nelle campagne (vedi qui). Sarà possibile prenotare contattando il numero verde 800.262.629. Nelle campagne non verrà effettuato il ritiro dell’umido ma dovrà essere conferito nelle apposite compostiere consegnate ad hoc dall’amministrazione.

Lungo la via Agri, la strada che porta agli alberghi e alle marine del comune, è stata prevista l’apertura di uno strategico Centro Comunale Di Raccolta. Lo spazio attrezzato per il conferimento diretto e gratuito di diverse tipologie di rifiuto non conferibili con il normale servizio “porta a porta”, servirà a raccogliere i rifiuti dei turisti in gita fuori porta o dei bagnanti al ritorno dalla spiaggia. Gli orari: (dal lunedì al sabato dal 1 luglio al 31 agosto ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00 dal 1 settembre al 30 giugno ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00).

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – ARO Ba 5: Pubblicata la gara di igiene urbana

IN ITALIA È IL PRIMO BANDO DI GARA “VERDE” A ESSERE PUBBLICATO DA UN ENTE SOVRA COMUNALE CHE ASSUME I CRITERI MINIMI AMBIENTALI

I 105.000 ABITANTI DEI COMUNI DI GIOIA DEL COLLE, ACQUAVIVA DELLE FONTI, ADELFIA, CASAMASSIMA, SAMMICHELE DI BARI E TURI, POTRANNO USUFRUIRE DELLE MODALITA’ PIU’ AVANZATE DI RACCOLTA DOMICILIARE ANCHE PER LE CASE SPARSE. L’OBIETTIVO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DAL SECONDO ANNO È DEL 70%. PREVISTE INGENTI PREMIALITA’ SIA PER GLI UTENTI CHE PER GLI OPERAI VIRTUOSI

I comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) hanno pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.

Due le principali novità previste dall’appalto. L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/5, infatti, è il primo ente sovracomunale in Italia che ha bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani» che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.

In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.

In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.

Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.

Tra le altre novità del servizio, c’è anche l’adozione della raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. L’impresa aggiudicataria dovrà infatti garantire il raggiungimento minimo del 60% medio di raccolta differenziata già a partire dal primo anno, per raggiungere dal successivo almeno il 70%.

La gara prevede, coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 30% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.

I Sindaci dell’ARO Ba5

Fonte: AcquavivaNet

RASSEGNA STAMPA – Puglia, l’Aro Bari 5 pubblica il primo bando di gara “Verde” relativo ai rifiuti

I comuni dell’ARO BARI/5 (Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Adelfia Sammichele di Bari e Turi) hanno pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 i documenti di gara per il nuovo appalto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e di rifiuti differenziati, nonché dei servizi complementari. Innovativo il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, che prevede un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata.

Due le principali novità previste dall’appalto. L’Ambito di Raccolta Ottimale BA/5, infatti, è il primo ente sovracomunale in Italia che ha bandito una gara di igiene urbana classificata come “Verde”, ai sensi Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 Criteri ambientali minimi per «Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani» che contiene principi finalizzati a promuovere maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale degli appalti pubblici, avendo assunto i Criteri Minimi Ambientali, sia quelli “di base”, necessari ai fini del monitoraggio dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione e vigilanza sui Contratti pubblici), sia quelli definiti “premianti”, cioè i criteri di aggiudicazione. Infatti, attraverso l’associazione a ciascun criterio ambientale e, ove possibile, sociale, di un determinato punteggio tecnico, emergeranno le offerte che si saranno qualificate per la maggiore sostenibilità delle proprie caratteristiche e prestazioni, rispetto a quelle corrispondenti ai soli criteri “di base”.

In questo modo sarà possibile premiare l’innovazione e l’eccellenza in “sostenibilità”, senza però imporre ai partecipanti l’esecuzione di prestazioni, servizi o lavori, insoliti o particolarmente complessi, evitando così il rischio di compromettere la partecipazione alla gara e di condizionarne l’esito.

In secondo luogo, il bando di gara è stato redatto in conformità con il Decreto Ministeriale (ambiente) 6 giugno 2012 “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” (G.U. n. 159 del 10 luglio 2012) che prende in considerazione diversi aspetti sociali, tutti ricompresi nell’ampia definizione di “appalti pubblici socialmente responsabili”. Sarà per esempio promosso il “lavoro dignitoso” lungo l’intera catena di fornitura, ossia il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization – ILO), nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, l’adeguatezza del salario, dell’orario di lavoro, della previdenza e dell’assistenza.
Rilevanti novità riguardano anche le modalità del servizio, nonché gli importanti obiettivi che le Amministrazioni Comunali (105.000 mila abitanti) si sono prefissate. Il servizio previsto dal bando di gara infatti prevede l’obbligo di raggiungere entro due anni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata, e di poter conseguentemente introdurre la tariffazione “puntuale” a partire dall’inizio del secondo anno. Ogni singola utenza, cioè, pagherà “su misura” la tariffa in base alla propria effettiva produzione di rifiuti.
Tra le altre novità del servizio, c’è anche l’adozione della raccolta domiciliare in tutto il territorio, comprese le case sparse, di tutte le principali frazioni recuperabili (quindi anche del vetro) e, contestualmente, la completa rimozione dei cassonetti stradali. L’impresa aggiudicataria dovrà infatti garantire il raggiungimento minimo del 60% medio di raccolta differenziata già a partire dal primo anno, per raggiungere dal successivo almeno il 70%.

La gara prevede, coerentemente alle disposizioni appalti “Verdi”, la creazione di “economie di scopo” per incentivare ulteriormente e quindi oltrepassare tali obiettivi minimi, attraverso uno specifico e collaudato meccanismo di premialità e penalità. Quest’ultimo intende coinvolgere anche i singoli operatori in tutte le attività di sensibilizzazione degli utenti e di controllo dei conferimenti dei rifiuti. Negli atti di gara è stato infatti stabilito che “La Ditta aggiudicataria dovrà versare agli operatori, quale premio di produttività annua, almeno il 30% della somma percepita dai singoli Comuni a titolo di premialità”, ed è stato previsto al contempo, un punteggio migliorativo in sede di valutazione delle offerte, per quelle imprese che, decidessero, attingendo a tali premialità, di riconoscere ai propri operatori una percentuale anche maggiore.

Fonte: Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, differenziata alle stelle grazie agli occhi del microchip

È Bienno il Comune più riciclone della Valle Camonica. Titolo conquistato dopo uno scatto da centometrista che gli è valso anche l’ingresso nel circolo dei virtuosi bresciani.
A dargli una mano a scalare l’ambita classifica, ad ottobre, il passaggio al metodo di raccolta puntuale, che ha fatto di Bienno l’ente capofila del progetto pensato dall’unione «Antichi borghi» e Vallecamonica Servizi.
IL NUOVO SISTEMA funziona secondo l’idea del più ricicli meno paghi. Grazie a un bidone, di cui è stata dotata ogni famiglia, che dispone di un microchip che calcola il numero di svuotamenti. Dentro solo l’indifferenziato. «Ad ottobre abbiamo raggiunto il 75% di differenziata – commenta il sindaco Massimo Maugeri – e raggiunto un risparmio pari al 10%. È un sistema che dev’essere ancora affinato, ma abbiamo già in mente dove e come farlo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati: la tutela dell’ambiente e il risparmio per i cittadini».
I numeri sono più che positivi se si considera che i dati dell’indifferenziato in un solo anno sono crollati: nell’ottobre del 2013 il Comune conferiva 32mila 762 chili di rifiuti generici; un anno dopo, con il sistema di raccolta puntuale, i chilogrammi sono diventati 17mila 227, ben il 47,41% in meno.
«Ma l’obiettivo che vogliamo raggiungere è quello dell’80% e sappiamo che possiamo farcela», cittadinanza permettendo. Perché anche a Bienno i furbetti (o almeno quelli che si credono tali) non sono mancati. Anche per ora il Comune ha dato il via solo al sistema di raccolta e non alla tariffazione virtuosa, che inizierà a breve. «Invito chi getta i sacchi nei cestini pubblici – chiude il primo cittadino – a conferirli correttamente perché stanno per partire controlli severi, anche con il supporto di telecamere, per punire i trasgressori con multe salate». Dopo il primo banco di prova a Bienno, verranno attivate campagne informative sul corretto conferimento dei rifiuti, oltre che repressive nei confronti di alcuni comportamenti sbagliati. Quindi si partirà anche con il sistema di tariffazione puntuale, che permetterà ai biennesi di pagare in bolletta quanto effettivamente prodotto in termini di rifiuti. Una volta che Bienno sarà a regime, saranno i comuni di Malegno e Breno a passare alla raccolta puntuale; i tempi sono ancora incerti, dipenderà molto anche dagli investimenti di Vallecamonica servizi in mezzi e bidoni ad hoc, ma di certo sarà entro la fine del 2015.

Fonte: Brescia Oggi

RASSEGNA STAMPA – Nuovo piano industriale dei rifiuti, diminuiscono i costi se aumenta la differenziata

Messa da parte la bufera sollevata dai consiglieri di opposizione che, abbandonando i propri banchi, hanno causato la sospensione del consiglio per mancanza del numero legale, la maggioranza ha ascoltato la prevista relazione di Attilio Tornavacca. Il consulente della Esper (l’ente che si occupa dello studio sulla pianificazione ecosostenibile dei rifiuti) ha illustrato il piano industriale per la gestione associata dei rifiuti urbani nell’Aro Ba/1, che coinvolge i comuni di Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato e Molfetta.

L’obiettivo strategico del piano – a detta di Tornavacca – è quello di «conciliare la qualità del servizio dei materiali raccolti in differenziata con i costi da sostenere, dando priorità alla riduzione a monte dei rifiuti». Sarebbe questo, dunque, il punto essenziale su cui si dovrà focalizzare l’informazione rivolta ai cittadini e la raccolta dei rifiuti nei prossimi anni, a partire dalla massima diffusione del compostaggio domestico. «Massimizzare questa pratica» – ha detto il consulente Esper – «vuol dire consentire la riduzione dei costi di raccolta in modo sensibile».

Ma, altro punto fondamentale del servizio, occorre garantire una tassazione equa nelle diverse zone, a seconda che il servizio di raccolta differenziata si attui o meno. «Se non si eroga il servizio di raccolta nella zona esterna, mentre lo si eroga nel centro urbano, non si può chiedere di pagare la stessa tariffa della città. È necessario uno sconto importante, almeno del 25-30% per la mancata raccolta dell’umido, perché se una fetta della popolazione non può conferire l’umido, automaticamente consente al Comune un risparmio nei costi di servizio».

Tra le alte azioni possibili per ottimizzare la raccolta c’è la pratica del riuso, effettuata in centri idonei. «Questa buona pratica consente di intercettare materiali che sono considerati rifiuti, ma che invece possono essere riutilizzati, come mobili, giochi per bambini, box, televisori», ha affermato Tornavacca. Che ha aggiunto: «Un centro di riuso, realizzato nei pressi del centro comunale di raccolta, consente di intercettare quote consistenti di materiali, risparmiandone i costi di  smaltimento», con ovvio beneficio del Comune e dei cittadini.

Ma – secondo il consulente Esper – sarebbe la tariffazione puntuale la vera svolta da applicare nei Comuni, come già avvenuto in diverse regioni italiane, come il Trentino (già dal 1996), tutto in nord Italia e alcune zone del centro sud, oltre a molte nazioni europee. La ragione dell’efficacia della tariffazione puntuale sarebbe la “responsabilizzazione” del cittadino: «Ognuno ha il suo contenitore, misura quante volte lo espone e quanta volumetria consuma a sua disposizione. Questo crea incentivazione ad una maggiore attenzione al consumo. Se voglio pagare poco, non accumulo materiali non differenziabili. Perciò anche la piccola distribuzione cambia, perché mette in vendita solo il vuoto a rendere, come per esempio le bottiglie di latte in policarbonato», ha spiegato Tornavacca.

«Nel nord Europa siamo noi l’eccezione, perché continuiamo a far pagare la tassa sui rifiuti in base ai metri quadrati. Cosa c’entrano con il servizio di raccolta? È un elemento che non ha attinenza con la produzione di rifiuti e si porta dietro gravi iniquità», ha continuato il consulente, portando l’attenzione sulla tipologia di tariffazione da applicare.
Anche la Confcommercio pare sia intervenuta sulla questione, accorgendosi delle iniquità a scapito di esercenti che, pur consumando pochi rifiuti, si trovavano a pagare ingenti somme in base all’estensione dei locali.

«Nelle regioni che hanno applicato la tariffazione puntuale si paga solo sull’effettivo consumo del servizio. La Confcommercio ha chiesto al governo e ai comuni di scegliere questa strada di  buon senso, che permette alle aziende di sopravvivere, come avveniva anche con la Tarsu, per cui il Comune poteva regolare le tariffe in base alla capacità economica degli esercizi commerciali. Oggi non è più così», ha precisato Tornavacca, spiegando come, ad esempio, negozi di frutta e verdura debbano subire un aumento dei costi del 300-400%, mentre le Banche hanno usufruito di una riduzione di tre quattro volte rispetto alle somme pagate in precedenza.

La tariffazione puntuale, inoltre, fa leva sui trasponder elettormagnetici, piccoli francobolli senza batteria che costano pochi centesimi e che funzionano inviando i dati ad un’antenna, con segnali radio, in base ad un codice univoco, proprio di ogni contribuente. Con questo dispositivo, da applicare sui contenitori o sulle buste per la raccolta, l’operatore del servizio non deve leggere il codice a barre e perdere tempo a comunicare o registrare i dati, perché il segnale viene automaticamente inviato all’antenna ogni volta che il contenitore o la busta vengono esposti fuori dalle abitazioni. «Il rischio, con questo metodo, è che i rifiuti vengano lasciati ovunque, per evitare di pagare in base ai rifiuti depositati fuori dalle proprie case. Ma c’è una quota fissa che viene comunque addebitata al contribuente, in base ad un numero minimo di sacchetti calcolato per famiglia. E poi c è un sistema monitoraggio automatico contro conferimenti anonimi o irregolari», ha precisato Tornavacca.

Inoltre, con la tariffazione puntuale, anche i costi si ridurrebbero, come il consulente ha illustrato attraverso un grafico. I Comuni che applicavano questa tipologia di tariffa, pagavano tra i 30 e i 50 euro in meno a famiglia all’anno. «Questo accade perché si paga vuoto per pieno. La tariffa non è correlata al peso ma al numero di volte in cui il contenitore viene esposto, con un conseguente risparmio anche dell’ente che raccoglie. Dunque si conciliano i costi contenuti con livelli di qualità e di raccolta differenziata molto elevati», ha concluso il consulente Esper. Il quale non ha mancato di far notare come, sulla tassa dei tributi e sui costi sostenuti dal Comune, pesino anche le tariffe dei centri di compostaggio dei rifiuti. Tariffe raddoppiate negli ultimi tempi, perché in provincia di Bari esiste un solo impianto di compostaggio per la raccolta differenziata dell’umido. Infine – ha sottolineato Tornavacca – i costi aggiunti per il personale impiegato per la raccolta porta a porta, che sarà estesa anche al centro urbano, verranno ammortizzati già dal secondo anno di attività, con il conseguente aumento della raccolta differenziata.

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata e tariffazione puntuale, i tratti principali del piano industriale Aro

Una seduta di consiglio finalizzata a chiarire lo stato dei fatti riguardo all’Aro (Ambito di raccolta ottimale) e alla futura gestione dei rifiuti. Ad illustrarne gli aspetti salienti Attilio Tornavacca, l’esperto della Esper spa (ente esterno chiamato a redigere gli atti occorrenti alla fase esecutiva dell’Aro).

Dopo aver atteso per circa un’ora Tornavacca, impegnato a Terlizzi per lo stesso tipo di incontro consiliare, ad aprire la seduta è stato il sindaco Mazzilli. Nel suo intervento il primo cittadino ha ripercorso i vari passaggi che, in circa otto anni, hanno portato Corato nell’Aro Bari 1 – composto anche da Ruvo di Puglia, Terlizzi, Bitonto e Molfetta – ad essere riconosciuto come l’unico comune che dispone di un’azienda (l’Asipu), che ha un valore pare i 2,4 milioni di euro ed è in grado di creare profitto e reinvestire. A testimonianza di questo anche il fatto che, ormai da tre anni, l’Asipu gestisce la raccolta rifiuti del comune di Ruvo.

Come sottolineato in passato dal Movimento 5 stelle, una scadenza incombe sui cinque comuni dell’Aro: entro il 31 dicembre devono costituire una nuova società in grado di fornire il servizio, pena l’esclusione dai 10milioni di euro derivanti da finanziamenti regionali. In prima battuta Molfetta rimarrà fuori dalla società a causa di problemi legati alla sua vecchia azienda di gestione rifiuti.

Le principali caratteristiche della società. «Si chiamerà “Servizi ambientali del nord barese Spa” – ha annunciato il sindaco – e avrà sede nell’Asipu di Corato. Sarà una Spa con capitale sociale di 100mila euro e i comuni parteciperanno con possesso di azioni in proporzione agli abitanti riferiti all’ultimo censimento del 2011. Questa proporzione si manterrà anche al momento del voto in assemblea.

Entro il 31 dicembre dovremo approvare lo statuto con i vincoli che obbligano il consiglio di amministrazione ad essere sotto strettissima sorveglianza dei soci. Per esempio, operazioni superiori a 100mila euro necessiteranno dell’approvazione dei soci. Lo stesso varrà per piani strategici, organizzazione del personale e via dicendo».

«L’Asipu – precisa Mazzilli – in questi anni si è capitalizzata e sarà messa a servizio delle nuova società nel periodo di transizione. Questo potrà comportare una remunerazione che porterà un vantaggio economico al comune di Corato».

Costituita la società, sarà affidato il servizio di raccolta dei rifiuti sulla base di un progetto chiamato “Piano industriale” che successivamente sarà sottoposto all’approvazione dei cinque consigli comunali. L’obiettivo principale del Piano è quello di aumentare le percentuali di raccolta differenziata per evitare l’ecotassa.

«Al momento – ricorda il sindaco – siamo in regime di deroga perchè dobbiamo raggiungere il 65 % di raccolta differenziata. Secondo i dati della Regione al momento Corato è al 39 %, un 10 % in più rispetto al 2013. Di questo non posso che ringraziare i cittadini e scusarmi per i disagi che a volte si verificano. Abbiamo investito capitale nell’incremento del “porta a porta” ma c’è già stata una riduzione del peso dei rifiuti in discarica».

I principi fondanti del “Piano industriale”. Tornavacca ha puntato a chiarire alcuni concetti chiave del Piano. In primis la necessità di intendere il rifiuto come elemento che può essere governato con un’azione di riduzione a monte. Due mezzi prima di tutto: «il compostaggio domestico sostenuto (con incentivazione economica) e il riuso dei manufatti, dei rifiuti speciali (pensiamo anche a mobili e giochi dismessi). In alcuni comuni vengono addirittura censiti per poter essere poi resi disponibili.

Così possiamo parlare di un buon risultato, non solo se aumentiamo le percentuali di differenziata ma se riusciamo a trovare un buon equilibrio tra costi e qualità del servizio».

Un altro punto fermo del Piano è la tariffazione puntuale, l’elemento di maggiore innovazione. Tornavacca: «è un cambio epocale per la Puglia. Non pagare più in base ai metri quadri dell’appartamento ma in base all’effettivo conferimento dei rifiuti. Nei altri paesi europei è così. Una richiesta che viene anche dal mondo imprenditoriale».

Il costo in bolletta del servizio varierà anche in base al luogo di residenza: «chi abita in campagna – aggiunge Tornavacca – non vedrà ritirato l’umido ma avrà uno sconto in bolletta di circa il 25-30%».

Interrogato dal consigliere Mazzone (Un cantiere in comune), Tornavacca ha concluso spiegando che «in caso di problemi o segnalazioni i cittadini potranno rivolgersi ad un numero verde e – con massima trasparenza – verificare se si tratta di disservizio reale attraverso il controllo effettuabile con il gps».

Fonte: Corato Live

RASSEGNA STAMPA – Seminario “Raccolta porta a porta, i modelli vincenti. Come premiare gli utenti virtuosi e rendere più efficienti i servizi”

Mercoledì 19 settembre (ore 16), il Comune di Corigliano d’Otranto, l’AssociazioneComuni Virtuosi e la ESPER organizzano il seminario dal titolo “Raccolta porta a porta, i modelli vincenti. Come premiare gli utenti virtuosi e rendere più efficienti i servizi” con il contributo di SMP di Barletta, Ecotecnica e TEEA di Lecce.

Il seminario, che si terrà presso il Castello de Monti di Corigliano d’Otranto, avrà l’obiettivo di mostrare i numerosi vantaggi economici e di qualità della vita che i cittadini possono godere con il passaggio dalla tassa alla tariffa puntuale per mezzo dei sistemi di raccolta differenziata porta a porta.
Aprirà il seminario Ada Fiore, Sindaco di Corigliano d’Otranto, Comune che ha sperimento per primo, insieme al Comune di Carpignano Salentino, il sistema di raccolta domiciliare monomateriale (oggi esteso a tutti i Comuni dell’ex ARO 4) raggiungendo un percentuale di RD pari al 75-80 %.
Introdurrà il seminario il commissario ad Acta dell’Autorità d’Ambito della Provincia di Lecce, Giovanni Campobasso.
Interverranno poi l’Assessore alle politiche Ambientali Alessio Ciacci del comune di Capannori (LU), primo Comune in Italia ad aver approvato la delibera “Verso rifiuti zero entro il 2020” e ad aver utilizzato i sacchetti con transponder per l’introduzione della tariffazione puntuale, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi (Belluno) Ezio Orzes, il cui Comune è risultato vincitore negli ultimi tre anni del premio di Legambiente come “Comune più riciclone d’Italia”. Ponte delle Alpi inoltre vanta una serie di record: raccolta differenziata porta a porta nel 2010 all’89% e riduzione della produzione di rifiuti da discarica (quattro volte meno della media nazionale) e delle tariffe per i cittadini (in media 160 euro a famiglia contro le 240 euro della media nazionale), e infine il sindaco Ivan Stomeo di Melpignano (Lecce), comune cofondatore dell’associazione italiana “Comuni virtuosi”, primo comune in Puglia ad aver raggiunto l’obiettivo del 65 % di raccolta differenziata già nel 2008.
Interverrà anche Attilio Tornavacca quale direttore generale della ESPER, Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti, che è stato scelto dall’Associazione Comuni Virtuosi quale partner tecnico di riferimento per il settore della gestione dei rifiuti. I tecnici forniranno la loro esperienza nel campo della raccolta differenziata porta a porta, soffermandosi in particolar modo sulla riduzione dei costi che è possibile soprattutto realizzare mediante l’introduzione della tariffazione puntuale.
Interverranno infine il direttore scientifico dell’Arpa Puglia, Massimo Blonda, il dirigente del settore Ciclo rifiuti e bonifiche della Regione Puglia, Federico Cangialosi ed infine, Luigi Zilli, il rappresentante dell’azienda affidataria del servizio di raccolta unitario dell’ex ARO 4 dell’ATO LE2.
La partecipazione al seminario non è sottoposta a costi di iscrizione ed i posti a sedere verranno riservati in via prioritaria ai soggetti che confermeranno la loro partecipazione alla segreteria organizzativa entro il 18 settembre 2012
Segreteria organizzativa e ufficio stampa:

Giuseppe Miccoli – ESPER Tel. 3470003325 e-mail: g.miccoli@esper.to.it

PROGRAMMA

ore 16.00: Apertura dei lavori da parte di Ada Fiore, Sindaco di Corigliano d’Otranto
modera gli interventi Tommaso Condò, Ass. all’Ambiente Comune di Corigliano d’Otranto

ore 16.20: Introduzione Giovanni Campobasso, Commissario ad Acta dell’ATO Provincia di Lecce

ore 16.25: Verso rifiuti zero anche grazie all’introduzione della tariffazione puntuale
Alessio Ciacci, Assessore all’Ambiente Comune di Capannori

ore 16.50: La riduzione dei costi del servizio grazie all’adozione della tariffazione puntuale
Ezio Orzes, Assessore all’Ambiente Comune Ponte nelle Alpi

ore 17.15: L’esperienza del primo Comune pugliese che ha superato il 65 % di RD
Ivan Stomeo, Sindaco Comune di Melpignano

ore 17.40: Analisi tecnica ed economica delle esperienze più avanzate di riduzione e riciclaggio
Attilio Tornavacca, Direttore generale ESPER

ore 18.05: Coffee break

ore 18.30: Il ruolo dell’ARPA a supporto degli Enti locali per la gestione ecosostenibile dei RU
Massimo Blonda – Direttore scientifica ARPA Puglia

ore 18.55: Le attività della Regione per lo sviluppo della riduzione e riciclaggio dei rifiuti urbani
Federico Cangialosi, Dirigente Servizio Ciclo Rifiuti Regione Puglia

ore 19.20: I risultati della gestione unitaria del servizio di raccolta monomateriale nell’ex ARO 4
Luigi Zilli, Amministratore Ecotecnica capofila ATI affidataria del servizio di raccolta

ore 19.45: Interventi programmati dei rappresentanti dei Comuni dell’ex ARO4 dell’ATO LE2,
Bagnolo del Salento, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano de Greci, Cursi, Martano, Palmariggi, Sternatia, Zollino.

Fonte: Confindustria Lecce

RASSEGNA STAMPA – Raccolta Rifiuti a Menfi: la consulenza sul Piano di Intervento va seguita alla lettera

Lo scorso 16 ottobre si è tenuto un consiglio comunale aperto per discutere la relazione sul Piano di Intervento per la gestione dei rifiuti elaborata dalla società Esper, incaricata  dall’Amministrazione Comunale (costo della consulenza: 24.487,80 euro).
Il MoVimento 5 Stelle a Menfi si occupa di rifiuti da più di due anni, e ha organizzato vari incontri, tra cui uno proprio con un consulente della Esper, il dott. Ezio Orzes, chiamato in qualità di assessore del comune di Ponte nelle Alpi (il comune più riciclone d’Italia nel 2012 e 2013). Era il periodo della campagna elettorale per le Amministrative a Menfi, e il M5S aveva curato la parte di programma elettorale riguardante la gestione dei rifiuti proprio sulla strada tracciata dall’assessore Orzes in quell’incontro. Ci fa piacere constatare che l’Amministrazione abbia seguito fin qui la nostra stessa linea per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, e ci auguriamo che la prosegua.
Abbiamo inoltre organizzato e partecipato a vari incontri sul tema “Rifiuti Zero”, a riprova che per noi è un argomento di fondamentale importanza per la nostra comunità.
Veniamo alla relazione sul Piano di Intervento.
La società di consulenza fa una disamina dell’attuale servizio, individuando inefficienze ovunque. Una gestione dei rifiuti che si poneva come obiettivo il 50% di differenziata oggi in realtà fa solo il 15%, con costi di manutenzione elevatissimi, tante inefficienze ed un servizio a grandi tratti inadeguato.
Tutto ciò ha ripercussioni sull’ambiente e sulle tasche dei cittadini, costretti a vivere in un paese sporco pur pagando tariffe salatissime.
La relazione sul Piano di Intervento per la Raccolta dei Rifiuti elaborata dalla Esper contiene a nostro avviso tutta una serie di soluzioni che, se correttamente applicate, potranno far fare a Menfi un salto di qualità, non solo sotto il profilo della pulizia e della riduzione di tasse, ma anche a livello economico e culturale.
La relazione prevede infatti una raccolta differenziata porta a porta più spinta e più frequente, anche nelle località suburbane, con un rafforzamento nel periodo estivo. Si parla di utilizzare contenitori e sacchetti idonei, forniti di chip capaci di calcolare e registrare a nome dell’utente il peso esatto dei rifiuti in modo da poter stabilire la quantità puntuale dei rifiuti prodotti, con un sistema a punteggio in grado di premiare i cittadini più “ricicloni” con uno sconto sulla TARI . E poi compostiere domestiche, rafforzamento del CCR, creazione di mercatini di riuso, coinvolgimento delle associazioni.
Ci ha colpito però una frase scritta nella relazione: il primo ostacolo ad un progetto virtuoso come quello previsto dalla società di consulenza è la volontà politica. Saprà l’Amministrazione fare tesoro della consulenza ricevuta applicando alla lettera le sue prescrizioni? Noi saremo lì a verificare che ciò avvenga, con intransigenza.
I 24mila euro spesi per la consulenza possono sembrare tanti soldi, soprattutto in un periodo come questo. Ma se paragonati all’attuale costo del servizio (1.800.000 euro) e se si considerano gli enormi benefici che un corretto Piano dei Rifiuti può portare a tutta la nostra comunità, non solo sull’ambiente e sui risparmi dei cittadini, ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro, sono una cifra più che accettabile secondo il nostro punto di vista. Tutto sta nella capacità dell’Amministrazione Comunale di fare tesoro della consulenza ricevuta, perché se così non sarà a quel punto si potrà parlare dell’ennesimo spreco di denaro pubblico, e soprattutto di un’occasione sprecata per portare Menfi nel futuro.
Nel frattempo potete scaricare da qui la Relazione sul Piano di Intervento dei Rifiuti: se avete un’idea per migliorare il Piano o una proposta da fare, commentate questo articolo o scriveteci a menfi5stelle@gmail.com.
Il nostro portavoce al consiglio comunale farà pervenire le vostre istanze al Sindaco e all’Amministrazione Comunale.

Fonte: menfi5stelle.it