’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’: intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)

In diverse realtà europee sono implementate forme di tariffa puntuale. ESPER le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione incentivante.

Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera: in diverse realtà europee sono implementate forme di tariffazione puntuale. ESPER (Ente di Studio Per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione puntuale. Ad impreziosire il volume una prefazione di Rossano Ercolini (Presidente Zero Waste Europe e Zero Waste Italy, nonché vincitore del Goldman Enrivonmental Prize 2013 ) e di Marco Boschini (Coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi). Eco dalle Città presenta il volume ’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’ con un’intervista ad Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER:

Quali sono a livello europeo le principali modalità operative per la realizzazione della tariffazione puntuale?

Nel contesto europeo la diffusione dei sistemi di tariffazione incentivante risulta largamente estesa tra le municipalità degli Stati Membri del Nord Europa, in particolare in Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Germania e viene prevalentemente applicato attraverso la previsione di sistemi e tariffe calcolate in funzione della volumetria rapportata alla frequenza di svuotamento del rifiuto residuo e spesso anche del rifiuto organico. Gli strumenti attraverso cui viene applicata in Europa, negli Usa e in Australia sono diversi e si sono recentemente molto evoluti soprattutto grazie allo sviluppo delle tecnologie legate alla tracciabilità in genere che hanno fatto abbassare i costi rendendo possibile l’applicazione dei singoli transponder (anche denominati Tag RFId acronimo di Radio-Frequency IDentification) perfino sui sacchi a perdere. Negli ultimi anni si è infatti diffusa rapidamente l’istallazione di Tag RFId su mastelli e contenitori per i costi sempre più contenuti ed i vantaggi gestionali ottenibili in particolare laddove tali sistemi vengono abbinati a sistemi GPS di tracciatura ed ottimizzazione dei percorsi dei mezzi di raccolta. I sistemi basati invece sulla pesatura dei singoli contenitori o sacchetti non hanno invece registrato una notevole diffusione poiché sono stati rilevati maggiori costi di gestione per le rilevanti problematiche legate al rilevamento del peso in condizioni sfavorevoli (mezzi in moto con vibrazioni e spesso non in piano). Le soluzioni tecniche più diffuse sono relativamente semplici sia per i sistemi ad identificazione dell’utenza – che avviene tramite un badge RFId o con una tessera magnetica – che ad identificazione del contenitore che avviene tramite lettura del Tag RFId (in rapida diffusione quelli di tipo UHF acronimo di Ultra High Frequency).

'10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante': intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)Concentrando l’attenzione sui centri urbani più grandi all’estero, quali sono gli esempi più virtuosi?

Gli esempi più virtuosi in grandi centri urbani sono quelli delle Città di Lipsia (530.000 ab.) e Dresda (500.000 ab.) in Germania, di Gand (250.000 ab.) in Belgio e di Parma (190.000 ab.) e Trento (118.000 ab.) in Italia. I risultati ottenuti in Italia a Trento (oltre 81% di RD) e Parma (72% di RD) con progetti di introduzione sviluppati anche grazie al supporto tecnico della ESPER sono tra i migliori (se non i migliori) a livello europeo ed internazionale e sono stati inseriti tra i migliori casi studio nel sito Zero Waste Europe.

In che modo, nei casi da voi analizzati, sono state superate eventuali resistenze da parte cittadini poco virtuosi?

L’analisi della maggioranza delle esperienze europee ha dimostrato che i sistemi misti (quelli in cui convivono la raccolta con contenitori stradale ad uso collettivo e sistemi di raccolta porta a porta) creano generalmente una serie di problemi relativi agli abbandoni dei rifiuti nei pressi delle postazioni stradali dove risultano meno efficaci ed agevoli i controlli. Tale problema è stato rilevato soprattutto in Francia, Svizzera, Italia e Spagna e nelle Città di maggiore dimensione. L’altro problema che è stato rilevato nei contesti che hanno introdotto la tariffazione puntuale del residuo (spesso con sistemi stradali a calotta) mantenendo però la raccolta stradale delle frazioni recuperabili è stato il peggioramento della qualità merceologiche delle frazioni recuperabili. Tali problemi sono stati spesso superati grazie alla rimozione dei contenitori stradali ed all’estensione di un servizio domiciliare a tutte le utenze. Nei casi caratterizzati dal semplice uso di sacchetti prepagati per il residuo è stato invece rilevato l’uso di sacchi non conformi soprattutto nei contesti di maggiori dimensioni. Con il sacco conforme ci si limita infatti a differenziare la serigrafia del sacchetto per ogni comune servito ma il sacco conforme non è dotato di sistemi di identificazione ed abbinamento ad ogni singola utenza servita e quindi, se vengono abitualmente conferiti rifiuti non conformi di fronte ad un condominio, risulta più difficile responsabilizzare correttamente gli utenti ed individuare i soggetti che non rispettano le regole di conferimento. Per risolvere tale problematica vengono quindi spesso adottati sacchetti oppure mastelli impilabili rigidi dotati di transponder UHF con cui si può identificare ogni utente poiché allo stesso viene fornito un set di sacchetti caratterizzati da un codice specifico non modificabile. Tale modalità consente inoltre di individuare facilmente i soggetti che non conferiscono mai o quasi mai i sacchetti o i mastelli/bidoni con transponder UHF consentendo di organizzare controlli mirati relativi a tali specifiche soggetti a cui può essere inoltre preventivamente comunicato di essere stata individuate quali “utenze con conferimenti anomali” chiedendo al contempo di fornire eventuali spiegazioni in merito ad uno specifico numero verde. Questa comunicazione, operata preventivamente ai primi controlli a campione, consente solitamente di ridurre in modo decisivo i comportamenti anomali poiché tali utenti comprendono che il sistema adottato consente di individuare e sanzionare più facilmente i conferimenti ed abbandoni illeciti. I sistemi di identificazione dei singoli conferimenti consentono inoltre di governare più efficacemente i flussi delle utenze delle seconde case e dei flussi turistici per i quali vengono solitamente organizzati specifici servizi integrativi in orari conformi alle loro specifiche esigenze (ad es. conferimenti nel fine settimana).

Ci sono differenze significative tra i modelli implementati in Italia e all’estero?

Per quanto riguarda i sistemi con calotte di immissione è stata rilevata una sostanziale differenza tra i modelli implementati in Italia e all’estero. Tali sistemi sono stati utilizzati già dagli anni ’90 in Germania e Austria soprattutto per risolvere i problemi legati alla gestione dei conferimenti nei grandi complessi condominiali periferici delle grandi città. Tali sistemi sono stati invece introdotti in Italia per cercare di applicare la tariffazione puntuale senza dover modificare il precedente sistema di raccolta stradale anche in contesti a media e bassa densità abitativa dove l’adozione della raccolta domiciliare non risultava problematica. Per contro si deve segnalare che in Italia, in Svizzera, in Francia ed in Spagna, diversamente da quanto rilevato nel nord Europa, nei pressi dei contenitori stradali dotati di sistemi di identificazione sono spesso molto frequenti i fenomeni di abbandono dei rifiuti non solo da parte di cittadini dotati di scarso senso civico ma anche da parte di persone che non riescono a raggiungere le manovelle da azionare per l’apertura della calotta (anziani, portatori di handicap ecc.), utenti che non intendono perdere troppo tempo (la fase di identificazione risulta spesso laboriosa), utenti che non hanno ritirato o non hanno con se la chiavetta o e-card, utenti non abilitati (turisti di passaggio) o male informati.

NdR: Per scaricare gratuitamente l’Ebook “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” inviare una mail a volume@esper.pro

Olbia: lotta agli abbandoni

C’È chi riporta i rifiuti a casa di chi li aveva abbandonati, come il sindaco del paesino francese, e chi condanna  i cittadini indisciplinati alla gogna mediatica, come il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi. Da ieri nelle strade della città sarda circola un camion vela, di quelli usati di solito per fare pubblicità, con alcune immagini di olbiesi restii alla differenziata colti sul fatto mentre abbandonano i rifiuti per strada. “Ripresi con le mani nel sacco” c’è scritto sul camion, dove campeggiano fotogrammi estratti da un video girato da telecamere nascoste nelle zone trasformate in discariche abusive dall’inciviltà di alcuni .

La campagna del sindaco olbiese è stata annunciata all’inizio di settembre, quando in una conferenza stampa Nizzi ha chiesto aiuto ai cittadini per denunciare chi abbandona i rifiuti per strada. “Chiediamo a tutti di continuare a segnalarci la presenza di rifiuti anche attraverso foto e video, che finora sono stati fondamentali”. Ma senza aspettare le segnalazioni degli olbiesi, che pure sono state molto numerose, Nizzi è andato all’attacco installando le telecamere nelle zone a rischio immondezzaio. Il video è stato fatto circolare sui social e poi rielaborato in fermo-immagini esposte sul camion vela. Dopo un solo giorno in giro per le strade di Olbia il camion-gogna ha raccolto molti consensi e sul sito Olbia.it i commenti sono entusiasti. C’è chi si preoccupa per la violazione della privacy, ma nelle immagini gli “zozzoni” non sono riconoscibili, almeno non in maniera immediata.

“Da una parte la raccolta differenziata ha dato ottimi risultati, dall’altra la scarsa attenzione di alcuni residenti e turisti sta mettendo a dura prova l’accoglienza del servizio da parte della cittadinanza – ha detto il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi -. Le critiche sono tantissime. Il ritrovamento di grandi quantità di rifiuti abbandonati è continuo”. A Olbia si effettua la raccolta differenziata con ritiro porta a porta secondo un calendario fisso, ma tra luglio e Agosto la De Vizia ha raccolto 5.500 sacchi di spazzatura non differenziata sparsi ovunque. Contro chi non rispetta le regole, oltre alla campagna di sensibilizzazione (o meglio, di esposizione al pubblico ludibrio) Nizzi ha anche annunciato di aver destinato più uomini delle polizia locale e della De Vizia, la società che ha in appalto il servizio di raccolta porta a porta, per bonificare le discariche abusive. Chi abbandona i rifiuti viene punito con una multa di 250 euro, una cifra non altissima, ma la sanzione dà poi il via a una serie di controlli incrociati, fatti con Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, per accertare che il contribuente sia perfettamente in regola con tutte le imposte dovute, da quelle sulla casa al bollo auto.

A sporcare la città, però,  non sono soltanto gli olbiesi, ma i tanti turisti che affollano la zona portuale soprattutto in estate.  Il porto di Olbia Isola Bianca è il primo scalo in Italia e il secondo in Europa dopo quello del Pireo per traffico passeggeri, dal primo gennaio al 31 agosto i movimenti nave sono stati 4mila e 400, solo 300 in meno rispetto al totale del 2015. Per questo il sindaco ha annunciato l’apertura di nuovi ecobox per servire proprio le zone vicine allo scalo.

Fonte Repubblica

RASSEGNA STAMPA – Fonte Nuova – Caos raccolta porta a porta, Genova: “Situazioni normali in fase di avvio”

E’ partito ufficialmente lunedì 19 settembre il servizio di raccolta differenziata porta a porta a Fonte Nuova. Pochi cittadini sembrano aver già iniziato a separare i rifiuti e in strada, per questi primi giorni, sono stati mantenuti i vecchi cassonetti stradali, protagonisti in questi giorni du una criticità tale da allarmare tutti gli abitanti: colmi di rifiuti.
Le situazioni più delicate di questo avvio alla pap sono relative principalmente alla questione dei condomìni e alla raccolta dell’organico, soprattutto per il settore commerciale. Moderatamente soddisfatto di come sta andando questo prima fase, sembra essere Salvatore Genova, direttore dell’esecuzione del contratto di igiene urbana del comune di Fonte Nuova.Genova è consigliere di amministrazione e direttore tecnico di Esper, società che si occupa di progettazione di servizi e che lavora esclusivamente con le Pubbliche amministrazioni: “Situazioni normali in un avvio del servizio – dice – . Risolto il problema dell’organico, subito al lavoro per l’isola ecologica”.
Il contratto col nuovo gestore è stato firmato il 26 febbraio 2016. Il servizio doveva partire entro trenta giorni dalla firma. Come mai questo ritardo?
Per nuovo servizio si intendono tante cose, come l’inizio della campagna di comunicazione, dell’acquisto di attrezzature, dei monitoraggi, del censimento delle utenze. Si intende un’attività che inizia, per cui non possono essere impiegati meno di tre mesi per un comune grande come Fonte Nuova. Ho espresso anche un parere in merito.
Queste attività, indagini territoriali, consegne dei kit, non dovevano essere fatte prima dell’inizio del servizio?
L’importante è che il servizio funzioni bene. Dobbiamo inoltre ricordarci il ricorso che era pendente. La norma dice che quando si aggiudica un appalto ci sono 35 gg per la firma del contratto e poi c’è la consegna del servizio. Questo lasso di tempo che come minimo dura 50-60 gg serve all’azienda per fare tutte queste attività. Con un ricorso pendente il comune si è ritrovato ad avere la sospensiva a luglio. L’azienda in questo caso, con le pressioni ricevute a Fonte Nuova, ha fatto dei preordini senza avere la certezza dell’aggiudicazione dell’appalto, cioè senza la certezza che il ricorso venisse annullato. Dopo questa certezza l’azienda ha sbloccato gli ordini ed iniziato la distribuzione dopo ferragosto, porta porta tra l’altro e geo-referenziando tutte le utenze. Questo lavoro servirà anche a scoprire tutte le evasioni-elusioni di quelle utenze che hanno sempre conferito nei cassonetti stradali ed ora non potranno più farlo.
Perché sono stati mantenuti in strada i cassonetti dell’indifferenziato mentre nel contratto si stabiliva che dovevano essere tolti contestualmente alla partenza del servizio?
Ci sono delle utenze che sono state raggiunte ma che non sono state trovate. Tecnicamente si lascia sempre una settimana, anche se già da oggi si inizia la rimozione dei contenitori, con l’obiettivo di toglierli tutti entro domenica. Entro due giorni sarà completato il giro delle utenze che non hanno ricevuto il kit. E si cercherà di definire la situazione dei condomìni, ognuno dei quali ha una richiesta particolare che deve essere valutata. Di solito si lascia ad accordi con l’azienda stabilire dove mettere i contenitori, se il mezzo deve entrare etc. C’è qualcuno che è restio a prendersi i contenitori, quando li prendi vieni censito.
Dietro a questo ritardo emerge quindi anche un problema di cittadini che evitano il censimento?
Questo problema c’è in ogni comune. Anche se stiamo notando un’accelerazione positiva in questi ultimi due giorni, quando si è visto che il servizio è stato avviato. Si è notato anche un aumento degli ingombranti nelle postazioni stradali. La gente sta svuotando le cantine.
E’ corretto affermare che anche per i condomìni per cui è prevista la consegna del kit comune, previo accordo tra tutti, c’è la possibilità di richiedere i kit singoli?
L’accordo prevedeva la consegna la consegna dei contenitori condominiali per quei fabbricati formati da quattro utenze in su. Così si sta procedendo. Questa è una modalità progettuale di qualche anno fa perché ora c’è in tanti comuni la tariffazione puntuale, si cerca di far pagare al cittadino ciò che produce. Questo implica che bisogna misurarlo e questa asticella si sta spostando sempre più verso l’alto, in alcuni progetti si parla di 8, 10, 12 utenze per fabbricato. Nel contratto è prevista questa possibilità, ma anche il contrario. Cioè può avvenire che alcune utenze chiedano il kit condominiale.
I disservizi di questi giorni erano previsti o c’è una responsabilità?
Queste situazioni fanno parte di un avvio del servizio. Si è deciso di non rimuovere i cassonetti dalla strada. Per l’azienda questo è un aggravio perché sta svolgendo due servizi, quello stradale e il porta a porta. Sta accadendo che lo svuotamento di tutti i contenitori stradali non avviene la mattina quando si fa il pap ma durante la tarda mattinata, primo pomeriggio. Ho chiesto all’azienda di avere il tracciato dei mezzi, perché tutti sono rilevati per Gps. So che i mezzi sono passati in tutte le strade. Può succedere banalmente che il secchio non è stato messo al posto giusto o è stato esposto mezz’ora dopo che il mezzo è passato. Ora non c’è più il cassonetto stradale che è sempre lì ad aspettare. Ora c’è un operatore con produttività di circa 500 prese al giorno. Tra poco andrà tutto a regime.
I cittadini che differenziano male a che tipo di sanzioni vanno incontro?
Con l’amministrazione abbiamo predisposto il nuovo regolamento di igiene urbana. E così come ci sono sanzioni per l’azienda se produce un disservizio, ci sono quelle per il cittadino che differenzia male. Abbiamo disposto per il momento una procedura di monitoraggio tramite adesivi in modo da informare il cittadino dell’errore fatto, non possiamo utilizzare strumenti sanzionatori subito. Il regolamento è già stato definito e sarà a breve pubblicato sul sito.
Si può affermare quindi che il contratto ha una perfetta esecuzione e che, ad oggi, non c’è inadempimento di nessuna delle due parti?
L’unica cosa che non va in questo momento, la questione spinosa, è il centro comunale di raccolta. Superata questa criticità dell’impianto dell’organico, la prima cosa sulla quale lavorerò è quella del centro comunale di raccolta, che in un comune servito dal servizio porta a porta è necessario. Sicuramente il servizio di queste isole ecologiche itineranti, che ho chiesto a compensazione di questa mancanza, non può sopperire. Cercheremo di accelerare l’iter in regione.
 
Vittorio Moriconi

RASSEGNA STAMPA – Avviata la differenziata Controllati i sacchetti…

LAMPEDUSA. Sono scattati i controlli per la raccolta differenziata sulla più grande delle Pelagie.
Ieri mattina i vigili urbani di Lampedusa con in testa il comandante Piera Macaluso unitamente all’ingegnere Salvatore Genova direttore dell’esecuzione del contratto di igiene urbana e direttore tecnico della
Esper, hanno controllato e contravvenzionato diversi titolari di bar e rosticcerie che avevano lasciato i rifiuti sulla centrale via Roma e sulle due
piazze principali dell’isola.
“Abbiamo controllato minuziosamente i sacchi dei rifiuti che erano stati lasciati per strada e sulle piazze dell’isola, risalendo così a coloro i quali li avevano lasciati – ha detto il direttore Salvatore Genova – bisogna seguire le norme che riguardano la raccolta differenziata minuziosamente, solo così potremo avere un servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti efficiente e anche un risparmio per la collettività. Rifaremo i controlli tutti i giorni”.
In Via Roma si sono viste scene da panico dal momento che prima di ieri, raramente erano stati fatti dei controlli per i rifiuti e da sempre e come da
abitudine, montagnole di rifiuti indifferenziati, vengono lasciati ai margini dei marciapiedi o peggio ancora delle due piazze centrali dell’isola. I netturbini,
un po per quieto vivere ma anche un po per abitudine, non hanno mai protestato con coloro i quali da sempre lasciano i rifiuti per strada senza
considerare minimamente le regole legate agli orari per il conferimento e tanto meno, a differenziare i rifiuti. A Lampedusa come in buona parte dei
comuni del resto della Sicilia la raccolta differenziata è fondamentale per riuscire ad avere un servizio migliore e un costo per la raccolta di gran lunga inferiore che dei rifiuti indifferenziati.

 

Fonte: La Sicilia

RASSEGNA STAMPA – CHI BUTTA PAGA!

In tre comuni del milanese inizierà a breve una piccola ma significativa rivoluzione nell’ambito della raccolta dei rifiuti. Canegrate, Magnago e San Giorgio su Legnano partiranno con la sperimentazione della tariffa puntuale dal prossimo giugno, superando la vecchia concezione basata esclusivamente sui metri quadri a disposizione delle utenze.
La nuova tariffazione sarà composta da tre voci: la prima sarà una quota fissa basata sulla metratura dell’immobile, la seconda verrà calcolata sul numero di conferimenti prefissati in base al numero di occupanti per quanto riguarda le utenze domestiche, e sui metri quadri occupati per le attività commerciali. La terza voce, invece, consisterà in una quota variabile sulla base del rifiuto indifferenziato effettivamente conferito e, qualora venisse superato il numero di quelli preassegnati, il costo verrà addebitato all’utente. Infine rimarrà invariata l’addizionale provinciale.
Con la tariffazione puntuale i tre comuni e AEMME Linea Ambiente, la società incaricata della raccolta, vogliono adeguarsi alle principali realtà europee e superare l’ormai obsoleto metodo presuntivo (basato sulla metratura) che non dà alcun incentivo alla cittadinanza per ridurre la produzione di rifiuti. Con il nuovo metodo si vuole andare incontro alle esigenze del cittadino, permettendo un pagamento più equo in base all’effettiva produzione di rifiuti, incoraggiando quindi la popolazione a tenere un comportamento più rispettoso nei confronti dell’ambiente.
Dall’inizio del mese di giugno i 29mila abitanti dei tre comuni riceveranno direttamente a casa, attraverso degli incaricati di AEMME Linea Ambiente, dei sacchetti dotati di transponder elettromagnetico che, attraverso un lettore di cui saranno dotati i mezzi di raccolta, saranno in grado di associare istantaneamente l’utente al contenitore. I sacchetti dotati di microchip trasmetteranno quindi in tempo reale il codice utente, la data, l’ora del ritiro, il veicolo e il suo posizionamento (tramite GPS) e l’operatore incaricato della raccolta. Grazie a questi sacchetti “personalizzati” si eviteranno possibili errori dal momento che verranno associati esclusivamente all’utente in questione.

fonte: ricicloni.it

Lampedusa: cresce la RD, si bonifica l’Isola

Gli interventi sono stati tanti: rimozione degli olii esausti, bonifica dei siti di
conferimento e delle carcasse di auto abbandonate. Allo stesso tempo, le percentuali di raccolta differenziata crescono vertiginosamente. E’ stretta la collaborazione tra Amministrazione e cittadini. I risultati sono già visibili: sono sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola

Dal mese di marzo di quest’anno l’Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha intrapreso una forte azione per cambiare la spinosa situazione relativa alla gestione dei rifiuti nelle isole.
Grazie al supporto tecnico della ESPER e del Suo Direttore Tecnico, Ing. Salvatore Genova, sono state messe in campo numerose iniziative volte a migliorare il servizio di igiene urbana a beneficio di cittadini e turisti.
E’ attivo il Centro di Raccolta Comunale sito in contrada Taccio Vecchio: tutti i cittadini e le utenze commerciali possono utilizzarlo giornalmente, secondo gli orari di apertura, per conferire tutte quelle tipologie di rifiuti che non possono essere raccolte a domicilio o nei contenitori stradali.

Sono, inoltre, sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola.
Il dato medio di raccolta differenziata è aumentato esponenzialmente: o nel 2015 era pari a 11,85% o nei primi mesi del 2016 è pari a 26,26% con un picco ad aprile del 39,90%.
Nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, sono state inraprese numerose attività volte ad una migliore gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali. L’Amministrazione comunale ha disposto la rimozione degli olii esausti conferiti in modo errato da parte dei fruitori del porto, pescatori e diportisti presso l’area portuale. Inoltre, è stata effettuata la bonifica dei relativi siti.

E’ iniziato da tempo un importante percorso di gestione dei temi ambientali, e in questo contesto è stato ridato il giusto decoro urbano all’area portuale. La Capitaneria di Porto ha strettamente collaborato con l’Amministrazione e si è impegnata a vigilare affinché siano rispettate le corrette modalità di conferimento da parte di tutti i fruitori del porto.
E’ stato, inoltre, disposto il recupero di circa 35 carcasse di automobili e 10 di moto disseminate su tutto il territorio del Comune di Lampedusa.

L’Amministrazione continuerà nell’attività di pulizia del territorio per mantenere il decoro urbano che l’isola merita, ma è determinante la collaborazione di tutti i cittadini affinché diventino sentinella a tutela dell’ambiente.
Questi risultati sono sicuramente incoraggianti, ma per proseguire in questo percorso virtuoso è fondamentale il supporto delle istituzioni e, in particolare, della Regione che dovrebbe fare la sua parte, appaltando il prima possibile le gare per le tanto attese infrastrutture e attrezzature.

RASSEGNA STAMPA – Lampedusa, proseguono le attività di pulizia dell’isola

Dal mese di marzo di quest’anno l’Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha intrapreso una forte azione per cambiare la spinosa situazione relativa alla gestione dei rifiuti nelle isole

Proseguono gli interventi di pulizia sull’isola di Lampedusa: rimozione degli olii esausti, bonifica dei siti di conferimento e delle carcasse di auto abbandonate. Allo stesso tempo, le percentuali di raccolta differenziata crescono vertiginosamente. E’ stretta la collaborazione tra Amministrazione e cittadini. I risultati sono già visibili: sono sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola.

Dal mese di marzo di quest’anno l’Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha intrapreso una forte azione per cambiare la spinosa situazione relativa alla gestione dei rifiuti nelle isole. Grazie al supporto tecnico della ESPER e del suo direttore tecnico, Salvatore Genova, sono state messe in campo numerose iniziative volte a migliorare il servizio di igiene urbana a beneficio di cittadini e turisti.

E’ attivo il Centro di Raccolta Comunale sito in contrada Taccio Vecchio: tutti i cittadini e le utenze commerciali possono utilizzarlo giornalmente, secondo gli orari di apertura, per conferire tutte quelle tipologie di rifiuti che non possono essere raccolte a domicilio o nei contenitori stradali. Sono, inoltre, sensibilmente diminuiti i fenomeni di abbandono ed è migliorato il decoro urbano dell’isola.

Il dato medio di raccolta differenziata è aumentato esponenzialmente:
nel 2015 era pari a 11,85%;
nei primi mesi del 2016 è pari a 26,26% con un picco ad aprile del 39,90%.

Nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, sono state inraprese numerose attività volte ad una migliore gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali.

L’Amministrazione comunale ha disposto la rimozione degli olii esausti conferiti in modo errato da parte dei fruitori del porto, pescatori e diportisti presso l’area portuale. Inoltre, è stata effettuata la bonifica dei relativi siti. E’ iniziato da tempo un importante percorso di gestione dei temi ambientali, e in questo contesto è stato ridato il giusto decoro urbano all’area portuale. La Capitaneria di Porto ha strettamente collaborato con l’Amministrazione e si è impegnata a vigilare affinché siano rispettate le corrette modalità di conferimento da parte di tutti i fruitori del porto.

E’ stato, inoltre, disposto il recupero di circa 35 carcasse di automobili e 10 di moto disseminate su tutto il territorio del Comune di Lampedusa. L’Amministrazione continuerà nell’attività di pulizia del territorio per mantenere il decoro urbano che l’isola merita, ma è determinante la collaborazione di tutti i cittadini affinché diventino sentinella a tutela dell’ambiente.

Questi risultati sono sicuramente incoraggianti, ma, come tende a sottolineare anche l’Amministrazione, per proseguire in questo percorso virtuoso è fondamentale il supporto delle istituzioni e, in particolare, della Regione che dovrebbe fare la sua parte, appaltando il prima possibile le gare per le tanto attese infrastrutture e attrezzature.

Fonte: Agrigentonotizie.it

Ezio Orzes: “Ecco come stiamo progettando la nuova raccolta rifiuti a Marsala”

Marsala si prepara al nuovo servizio di raccolta rifiuti. In autunno scade il contratto con Aimeri e si dovrà predisporre una nuova gara d’appalto per la raccolta. Il Comune si è costituito in Aro, che vuol dire più autonomia nelle decisioni legate alla raccolta, e l’obiettivo è quello di ridurre i costi. Ezio Orzes, progettista della Esper, la società specializzata nella progettazione dei servizi legati ai rifiuti, che sta predisponendo il nuovo piano dei rifiuti per il Comune di Marsala. Una delle vostre caratteristiche è che non lavorate con i privati, ma solo con i comuni.
La nostra è una società specializzata nella progettazione dei servizi di questo tipo. Ha una lunga esperienza maturata in 10 anni di attività. Una caratteristica della nostra società è che noi non lavoriamo per i gestori dei servizi, lavoriamo solo per i comuni. Abbiamo fatto una scelta di campo molto chiara. Sembra poca cosa, ma in realtà è fondamentale. Noi lavoriamo per comuni ma anche per consorzi di comuni, quindi gestendo grosse gare d’appalto.

Il comune o il consorzio vi chiama e vi chiede “aiuto” per fare una gara a puntino.
Esatto. Facciamo la progettazione.

E se vi chiama il privato e vi chiede aiuto per partecipare ad una gara?
Noi diciamo no.

Perché vi siete importi un codice etico. E i singoli esperti della società lavorano con i privati?
Assolutamente no. Non ci sono collaboratori della Esper che hanno incarichi di consulenza per ditte private. Questa è una cosa fondamentale. Se una volta lavori per i comuni e una volta lavori per chi partecipa alle gare, e continui a fare questo in giro per l’Italia, non sai da che parte del tavolo stai seduto.

Quindi vi odiano quelli che partecipano alle gare?
Non credo. Noi progettiamo servizi e regole che tendono a tutelare al massimo i comuni che rappresentiamo. Da quello che succede in giro invece notiamo che qualche volta le gare d’appalto non gestite bene cedono il coltello dalla parte del manico ai gestori.

Da quanto tempo sta seguendo la situazione dei rifiuti a Marsala?
Dal mese di gennaio.

Quattro mesi in cui siete stati in città, avete fatto osservazione sul campo, avete richiesto dati, li avete analizzati, e siete arrivati a quale conclusione sulla raccolta dei rifiuti a Marsala?
Oggi abbiamo a Marsala un servizio che costa molto e che produce risultati scarsi. Siamo al 38% di raccolta differenziata, che è di molto al di sotto dell’obbiettivo minimo del 65%.

Quali sono i nodi critici?
Questo affidamento è stato fatto con una modalità diversa rispetto a quella che proponiamo. Il comune ha definito degli obbiettivi di massima e poi ha lasciato ai proponenti presentare un loro progetto.

Che poi non era stato propriamente il comune di Marsala ma l’Ato Tp1 e magari non rispettando le diverse esigenze.
Naturalmente se sono i proponenti a presentare le proposte lo fanno cercando di tutelare al massimo i loro interessi. Noi stiamo proponendo di definire nel dettaglio la prossima gara.

In questi giorni avete fatto degli incontri con la città. Perché questa intenzione?
E’ una scelta dell’amministrazione comunale quella di portare avanti un percorso di condivisione. Serve anche a noi per affinare anche il progetto.

E’ la prima volta che lavora in Sicilia?
No. Amo la Sicilia, quando è possibile vengo. Abbiamo ad esempio redatto il piano d’intervento per il comune di Ragusa che è stato approvato all’unanimità in consiglio comunale. Si è partiti con una opposizione anche abbastanza articolata.

E lei spera nello stesso risultato a Marsala.
Sarebbe un segnale di grande maturità. E’ un progetto che se portato avanti può davvero vincere tutta la città.

In questi giorni ci sono stati incontri nelle commissioni in consiglio comunale. Che tipo di osservazioni le hanno fatto i consiglieri?
Una preoccupazione per i costi. Ma il nostro progetto permetterà una riduzione dei costi rispetto all’attuale servizio intorno all’8, 10%. Poi tante domande sul metodo che noi proponiamo.

E che metodo è?
Tende a responsabilizzare progressivamente anche i cittadini oltre che avere un controllo sul gestore. Il modello che proponiamo tende ad identificare ogni singola utenza che avrà a disposizione un chip che consente di calcolare i automatico il conferimento del rifiuto.

Oggi la raccolta rifiuti è divisa per giorni, e cambia anche da zona a zona, a Marsala. Come cambierebbe invece la raccolta secondo il vostro schema?
Oggi la raccolta è abbastanza difforme nel territorio. In alcune aree c’è una raccolta porta a porta, in altre aree una raccolta di prossimità, con più condomini che conferiscono negli stessi contenitori. E questo non giova alla qualità del rifiuto. Noi proponiamo la fornitura di un kit di contenitore per ogni utenza. Ci saranno dei contenitori piccoli e impilabili.

Voi avete lavorato anche a Napoli, ma lì la situazione non è delle migliori.
In realtà abbiamo lavorato in un quartiere di Napoli, Colli Aminei. Non tutta Napoli. E’ stata fatta una progettazione sperimentale in quartiere molto critico che però ha superato il 70% di differenziata.

Quindi quanti raccoglitori ci saranno a Marsala?
Un raccoglitore per l’indifferenziato, per l’organico, carta, vetro, plastica e lattine. Avevamo ipotizzato la raccolta assieme di plastica e lattine, perchè nel Nord Italia ci sono impianti che dividono i due materiali a costi ridotti, qui non ci sono questi impianti e quindi i costi di selezione supererebbero i costi della raccolta monomateriale. Quindi faremo così.

Ogni bidone è chippato. Quindi se il cittadino sbaglia a mettere la spazzatura che succede?
Viene fatta una segnalazione bonaria, l’operatore metterà un adesivo nel contenitore per segnalare la difformità. Se questo viene ripetuto si arriva anche alla contravvenzione. Su queste cose però non servono i vigili urbani e le sanzioni serve di più una campagna di comunicazione molto attenta, coinvolgere la gente e le scuole.

Se si mette un contenitore chippato per ogni frazione e per ogni utenza i costi potrebbero ancora aumentare.
I costi non aumenteranno perchè ci sarà una riduzione consistente del costo dello smaltimento del rifiuti indifferenziato. Se la bottiglia di plastica si mette nell’indifferenziato diventa un costo, se si getta nel differenziato è una risorsa. Bisogna dire che gli imballaggi li paghiamo, ad esempio le bottiglie di plastica che compriamo. E sugli imballaggi c’è una tassa che il cittadino inconsapevolmente paga, una tassa trattenuta dal consorzio nazionale sugli imballaggi e viene restituita ai comuni quando questa bottiglia va in una delle piattaforme gestita dai consorzi. Quindi l’unico modo per far tornare questo costo è, nell’esempio della bottiglia, gettarla nel rifiuto differenziato. Se la si mette nell’indifferenziato la si paga due volte.

Come lo si fa capire ai marsalesi? Perchè al di là delle inefficienze della raccolta rifiuti c’è spesso un comportamento ostinatamente incivile da parte dei cittadini che gettano rifiuti in maniera selvaggia, come i materassi e le lavatrici gettate nel centro storico.
Sono alcuni cittadini. Accadono anche nel nord Italia. Bisogna ridurre il numero dei cittadini che si comportano in maniera poco virtuosa. Questo metodo di raccolta responsabilizza i cittadini, perchè ogni contenitore è collegato all’utente che è responsabile di quello che mette dentro. E questo fa anche capire chi butta i rifiuti bene e chi in mezzo alla strada.

La comunicazione dell’Ato e dell’Aimeri negli ultimi anni è stata molto disastrosa, la classica campagna pubblicitaria che non parla a nessuno. Quale potrebbe essere il vostro piano sulla comunicazione?
Avrà un costo importante nell’appalto. Siamo sui tre euro ad abitante per il primo anno e un euro e mezzo per gli anni successivi. E’ importante non smettere di comunicare i risultati che si ottengono. Il cittadino si vedrà premiato nella bolletta anche perché ha compreso meglio come differenziare.

In maniera pragmatica come si farebbe la campagna di comunicazione?
Contano tutti gli strumenti con cui il cittadino “dialoga” con il servizio. Quindi lettere, istruzioni, calendario a casa con i giorni dell’esposizione. Poi verranno moltiplicati i momenti di incontro con i cittadini e con le utenze specializzate, con i condomini che devono avere una informazione specializzata, e anche con le utenze non domestiche. Il confronto diretto è una cosa fondamentale. Altra cosa su cui si deve investire è la comunicazione nelle scuole. A volte si considera banale, ma la forza della comunicazione nelle scuole sta nella coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Se formi bene i giovani cittadini è come se metti dei piccoli carabinieri nelle case.

Nelle scuole non solo si deve fare comunicazione sulla differenziata, ma soprattutto la stessa raccolta differenziata. Nelle scuole marsalesi non ci sono cestini differenziati, e i bambini non conoscono, in maniera pratica, la differenziazione del rifiuto.
Ci sono dei progetti nelle scuole in cui ci sono i raccoglitori per la raccolta differenziata e ogni classe è a turno responsabile di una frazione. Si possono mettere in concorrenza i veri istituti per cpire che raccoglie di più la plastica, o l’alluminio.

Che succede se il vostro piano non passa?
Perderà la città. Oggi proponiamo qualcosa di possibile, di cui si sono visti i risultati in molte parti d’Italia. E’ la cosa giusta che serve alla città. Spero che prevalga il buonsenso piuttosto che l’appartenenza politica.

C’è chi dice che Marsala dovrebbe ancora ragionare in ambito comprensoriale e non in Aro perchè in questo modo si possono gestire meglio, su scala, le risorse e progettare impianti comuni.
Il servizio che c’è oggi è stato progettato in ambito comprensoriale. Sarebbe una cosa senza senso, perchè Marsala ha un’entità particolare e ha il titolo per determinare le scelte che riguardano il futuro del territorio.

Un altro punto del vostro piano è la tariffazione puntuale. Cos’è e come funziona?
Il sistema che noi proponiamo porterà a una riduzione dell’8-10% rispetto a quanto si è pagato nel 2015. Ci sarà la possibilità dei cittadini di essere premiati in base a come conferiscono i rifiuti.

Come?
Questo metodo prevede una quota fissa, e una quota variabile calcolata sul numero degli svuotamenti del contenuto del rifiuto indifferenziato. Meno indifferenziato produci più risparmi.

Attualmente ci sono i cosiddetti premi all’isola ecologica. Si portano i rifiuti e vengono pesati e registrati e poi i più virtuosi ottenevano una premialità. Anche se la cosa non funzionava per il verso giusto, con ricevute pazza, e spesso maggiorate a discrezione dell’operatore. Non sarà così?
Questi chip messi in ogni contenitore consentono di individuare la produzione di ogni rifiuto di ogni utenza.

Quali sono i vostri obbiettivi?
Il 65% di raccolta differenziata per il primo anno. E il 70% a partire dal secondo anno. Se il primo anno questo obbiettivo non verrà raggiunto saranno applicate delle penalità all’azienda. Se il primo ano l’azienda raggiunge un obbiettivo che è il 70% c’è una premialità. Il risparmio sul conferimento in discarica andrà una parte al Comune, e una parte all’azienda che gestisce il servizio che però sarà costretta a riportare una parte di questi soldi agli operatori sul territorio.

Non è che poi non si presenta nessuno a partecipare a questa gara?
Una gara per oltre 90 milioni di euro per sette anni, vorrei vedere che non ci sia concorrenza.

Quando arriverà il vostro piano in consiglio comunale?
C’è la gara da fare, e l’attuale servizio è in scadenza a settembre, e bisognerà arrivare con il servizio affidato.

Fonte: TP24.it

Lampedusa: sequestrata discarica abusiva segnalata da ESPER

Una operazione di controllo e prevenzione territoriale, condotta nell’ambito delle attività straordinarie di bonifica rifiuti, ha permesso di individuare sequestrare, già prima di Pasqua, una area adiacente il Centro Comunale di Raccolta nella quale erano stati indebitamente conferiti rifiuti ingombranti.

Tra materassi e elettrodomestici di vario genere anche un notevole numero di vecchi serbatoi in amianto. Il sequestro, operato dagli agenti di Polizia Municipale del Comune di Lampedusa e Linosa, ha dato il via ufficiale alla “caccia ai rifiuti ingombranti e speciali” indebitamente conferiti sul territorio. A dare man forte all’attività della Polizia Municipale contribuisce la recente ordinanza con le previste sanzioni da cento a mille euro.

Nel caso specifico, l’area sottoposta a sequestro contava una rilevante quantità di amianto – in massima parte vecchi serbatoi d’acqua – frutto di una probabile dismissione illegale e a discapito della salute pubblica. L’attività di bonifica rientra nel processo di riorganizzazione del conferimento e smaltimento rifiuti voluto dall’Amministrazione Nicolini.

La stessa attività che ha prodotto l’incarico ad Esper quale direttore esecutivo di contratto. Sul sito internet del Comune di Lampedusa e Linosa è visibile il numero di telefono per le richieste di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti. Per quanti potranno invece recarsi autonomamente al Centro Comunale di Raccolta, personale addetto collaborerà al corretto conferimento degli ingombranti e dei rifiuti speciali nei predisposti moduli di raccolta.

Fonte: Agrigento Web

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, incontro a Lampedusa tra Amministrazione e Raggruppamento di imprese

Incontro tra il Comune di Lampedusa e Linosa e Rti Iseda per il raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata con il Dec di Esper

Rifiuti, incontro a Lampedusa tra Amministrazione e Raggruppamento di imprese

Incontro tra le parti, questa mattina a Lampedusa, sulla questione rifiuti per gli obiettivi previsti dal capitolato di gara. Questa volta, però, l’Amministrazione ha istituito una direzione esecutiva del contratto. Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) ha tenuto questa mattina la prima riunione operativa con le imprese Iseda, Seap e Sea presentando il quadro della attuale condizione igienico-sanitaria dell’isola e le criticità a cui il raggruppamento di imprese dovrà porre rimedio.

La riunione ha quindi avuto un inizio non privo di contrasti. A fronte degli obiettivi previsti dal capitolato di gara, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 30per cento nel 2008 e al 5per cento dal 2009 in poi, l’attuale quota è ferma al 14,5per cento (dato anno 2015). Malgrado gli sforzi e i solleciti dall’insediamento dell’attuale Amministrazione, nel 2012, il dato dell’allora 6per cento ha visto un incremento appena marginale.

Non sono quindi mancati scambi piccati con l’ad della capofila Iseda, Giancarlo Alongi. La prima cittadina ha colto l’occasione per ribadire che l’appalto non viene attualmente rispettato e che sulle isole non sono presenti le dotazioni previste, dai cassonetti ai punti di raccolta per farmaci e pile esauste.

«Ci sono degli obiettivi di razionalizzazione da perseguire – ha puntualizzato la sindaca – e quello che si chiede alle imprese è che operino in ottemperanza dell’appalto che hanno sottoscritto». L’intervento di Giusi Nicolini ha, infatti, sottolineato che la razionalizzazione in questione produrrebbe una riduzione della trasferenza e dei conseguenti costi attualmente gravi sulle spalle dei cittadini. Tasse che potrebbero essere quindi sensibilmente ridimensionate e rese più sostenibili per i cittadini delle isole pelagiche.

Dopo un avvio dei lavori stridente, la riunione si è sciolta con un impegno di collaborazione da parte dei rispettivi amministratori delegati presenti. Iseda, Seap e Sea si sono quindi impegnate a rispettare le direttive del Dec e le ordinanze del Comune di Lampedusa e Linosa. Presenti al tavolo tecnico anche alcuni familiari dei lavoratori che hanno colto l’occasione per ottenere spiegazioni dai responsabili d’impresa circa lo stato dei pagamenti salariali.

Fonte: Agrigento Notizie