Rifiuti Zero: il nuovo libro di Rossano Ercolini

Tutti noi abbiamo un’idea sbagliata dei rifiuti in Italia. Se pensiamo alle immagini dei cassonetti incendiati, degli scioperi dei netturbini che lasciano le strade sommerse di sacchi, se pensiamo alla tragedia della Terra dei fuochi e delle discariche fuori legge sparse in tutto il Paese dovremmo disperarci. Ma in realtà noi italiani siamo migliori di quello che crediamo… e ci raccontiamo. Lo dimostra la realtà di Rifiuti Zero, movimento civico e filosofia di vita che nasce da una realtà internazionale ma di cui Rossano Ercolini è il principale artefice in Italia. Grazie a uno sforzo «dal basso»di molte associazioni, il nostro Paese ha raggiunto un livello di raccolta differenziata superiore a quella di Inghilterra, Francia, e persino Danimarca e Olanda. Quindi si può vivere senza mandare tonnellate di rifiuti in inceneritori o in discarica, azzerando l’inquinamento che da essi deriva e non immettendo microplastiche nei mari? La risposta è sì, e questo libro ci indica un modello in dieci passi: dalla corretta raccolta differenziata porta a porta, al compostaggio che trasforma in fertilizzante il nostro umido, dal riciclo dei materiali al dare una seconda vita a molti nostri oggetti ed elettrodomestici, da una bolletta che premi con incentivi i cittadini virtuosi a una accorta politica degli imballaggi che li riduca all’origine o li renda compostabili.

Questa rivoluzione silenziosa è già in atto. Va verso un nuovo mondo pulito, e dipende da una nuova collaborazione responsabile e lungimirante fra cittadini, istituzioni e produttori. Perché mai come nel caso dei rifiuti, si può dire che il futuro del mondo è nelle nostre mani.

Rossano Ercolini, toscano, maestro elementare, è ideatore e responsabile del progetto «Passi concreti verso Rifiuti Zero». Si occupa attivamente di gestione dei rifiuti da 34 anni, in particolare il suo impegno è andato alla divulgazione dei rischi ambientali derivanti dagli inceneritori e a promuovere lo stile di vita a spreco zero. Per queste sue battaglie ha ricevuto nel 2013 il prestigioso Goldman Environmental Prize, il Nobel alternativo per l’ambiente, è stato ospite del presidente Obama e ha conquistato fama mondiale. Attualmente è presidente del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e dell’associazione Zero Waste Europe. Presiede anche l’associazione Diritto al Futuro, ed è tra i principali fondatori della Rete Nazionale Rifiuti Zero. Oltre a numerosi articoli sull’argomento, ha pubblicato nel 2014 per Garzanti Non bruciamo il futuro.

Castel Gandolfo: l’80% è a un soffio

Poco più di due anni fa il Comune di Castel Gandolfo scelse di puntare forte sulla raccolta differenziata, abbandonando i cassonetti stradali e passando ad una raccolta porta a porta spinta. Il 14 marzo 2016 veniva assegnato il nuovo servizio di raccolta Porta a Porta progettato internamente al Comune alla ditta appaltatrice Tekneko. Contestualmente la Direzione Esecuzione del Contratto, quindi il compito di controllare che il contratto venisse eseguito correttamente, veniva affidata ad ESPER.
Il servizio, completamente domiciliarizzato prevede 3 passaggi settimanali per l’umido, due per il secco residuo e uno per le frazioni riciclabili (carta, vetro e lattine, plastica). Alle raccolte standard l’amministrazione ha voluto affiancare una raccolta trisettimanale dei tessili sanitari (pannolini e pannoloni) per utenze registrate ed aventi diritto al servizio.
Al fine di agevolare il conferimento di alcune tipologie di rifiuti da parte dell’utenza e rendere più efficienti e flessibili i servizi attivati sul territorio, il Comune di Castel Gandolfo è dotato di un Centro di Raccolta dove i cittadini possono conferire tutte le frazioni valorizzabili più alcune tipologie specifiche di rifiuti (RAEE, Pile, sfalci e potature, oli vegetali esausti).
I risultati non si sono fati attendere: ad oggi il Comune veleggia costantemente sopra quota 70% e i dati di ottobre 2018 segnano quota 79%. Un risultato che porta Castel Gandolfo fra i Ricicloni d’Italia, nell’eccellenza assoluta della Regione Lazio.

Ma la percentuale di raccolta differenziata non è il solo successo ottenuto: la quantità di rifiuti prodotti procapite ha registrato una diminuzione record. Dopo un trend di crescita costante dal 2010 (in controtendenza con i dati nazionali), ed una produzione ampiamente sopra la media nazionale (762kg/abitante anno contro i 513 di media regionale e i 496 nazionale), è scesa sotto tutte le medie di riferimento, raggiungendo i 480 kg/abitante anno nel 2018


2015
2018 *
% Raccolta differenziata 2,74%* 79,04%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (%) 97,26%* 21,96%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) 6.863.250 1.104.570
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) per Abitante anno 741,96* 122,5
Produzione rifiuti (differenziata + indifferenziata) kg/abitante.anno 762,84* 480

*dati normalizzati ad agosto 2018

“Nel nostro territorio siamo il Comune con le migliori performances di raccolta più alte, e ne siamo estremamente soddisfatti – ci dice il sindaco Milvia Monachesi –  È una cosa che ci qualifica molto. Un risultato del quale dobbiamo ringraziare innanzitutto i nostri cittadini, veri protagonisti di questo successo, ma anche l’amministrazione tutta, a partre dall’Assessore De Angelis, l’azienda Tekneko che gestisce il servizio e la ESPER. È un risultato che si è raggiunto solo il contributo di tutti. Il risultato raggiunto però non è una ragione sufficiente per fermarsi. Possiamo senza dubbio crescere ancora. E ci sono dei punti su sui faremo meglio, in particolare sulla lotta all’abbandono di rifiuti”.

“Sono molto soddisfatto per i risultati che stiamo ottenendo – ribadisce l’assessore De Angelis – Rappresentano il frutto di un serio lavoro dell’Amministrazione Comunale e di una visione avanzata della raccolta differenziata. Il lavoro sinergico con l’azienda gestore e il DEC ci porta ad investire e cercare sempre nuovi obiettivi per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini, che meritano tanto rispetto e considerazione perché con il loro operato meticoloso garantiscono risultati eccellenti di raccolta differenziata. Vogliamo migliorare ancora i servizi aggiuntivi come lo spazzamento e sfalcio stradale per far sì che il decoro della nostra città rimanga una priorità ed un fiore all’occhiello”.
Anche Diego Simonetti, responsabile per Tekneko del cantiere di Castel Gandolfo esprime piena soddisfazione per i risultati raggiunti: “Un risultato che premia un lavoro di squadra tra amministrazione azienda e cittadini. Sono onorato di rappresentare questa splendida azienda in un Comune così virtuoso.  Un grazie di cuore ai miei ragazzi che mi seguono diligentemente”.

Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER e responsabile della DEC sottolinea “la piena disponibilità riscontrata in amministrazione e azienda gestore” e come ESPER “abbia cercato di rendersi disponibile oltre a quello che era il nostro mandato, mettendosi a disposizione dell’Amministrazione con la propria esperienza pluriennale nell’affiancamento di Pubbliche Amministrazioni che cercassero una via sostenibile nella gestione dei rifiuti, individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie”.

La prossima sfida? Tutti gli interessati concordano: la tariffazione puntuale. (SC)

Differenziata dell’umido in tutta Italia entro il 2020. Lo prevede un nuovo emendamento

Entro il 2020, i rifiuti organici dovranno essereraccolti in modo differenziato su tutto il territorio nazionale. Lo prevede un emendamento M5s, a firma unica Alberto Zolezzi, approvato in commissione Ambiente della Camera al ddl di delegazione europea. L’emendamento interviene sull’articolo 15 del ddl che recepisce la direttiva Ue 851 del 2018 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

La VIII commissione, nel corso di una seduta notturna, ha esaminato gli emendamenti di sua competenza depositati in XIV commissione, dove dovranno tornare per essere riapprovati. Sempre sull’articolo 15, un altro emendamento Zolezzi ha aggiunto un criterio di delega per “prevedere che i rifiuti aventi analoghe proprietà di biodegradabilità e compostabilità, rispettanti gli standard europei per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione siano raccolti insieme ai rifiuti organici, assicurando la tracciabilità di tali flussi e dei rispettivi dati, al fine di conteggiare il relativo riciclo organico negli obiettivi nazionali di riciclaggio dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggi”. Un’altra proposta M5s approvata ha previsto che dovranno essere predisposti standard uniformi su tutto il territorio nazionale anche su “sistemi di misurazione puntuale e presuntiva dei rifiuti prodotti”.

Ancora un emendamento Zolezzi ha poi modificato il criterio di delega che prevedeva l’assegnazione alle regioni della funzione di individuazione delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e di recupero, tenendo conto della pianificazione territoriale di area vasta. Con la modifica apportata, le regioni dovranno invece individuare le zone “non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e di recupero, tenendo conto della pianificazione nazionale e di criteri ambientali oggettivi, come ad esempio il dissesto idrogeologico, la saturazione del carico ambientale, l’assenza di adeguate infrastrutture d’accesso”.

Fonte: E-Gazette

Biglietti del bus in cambio di plastica. Istanbul imbocca la via del riciclo

La notizia non è una novità assoluta, ma comunque desta curiosità.

A Istanbul  sono stati installati i distributori automatici Smart Mobile Waste Transfer Machines  che prendono come pagamento le bottiglie di plastica usate, emettendo in cambio crediti utilizzabili per il trasporto pubblico. L’iniziativa dell’amministrazione di Istanbul è stata per ora avviata solo in una stazione della si potranno avere biglietti in cambio di bottiglie di plastica e lattine. Il progetto permette ai pendolari di Istanbul che usano spesso i mezzi di ricaricare le loro tessere di abbonamento ai mezzi pubblici depositando nella apposita macchina bottiglie in plastica o lattine.

I vantaggi per gli utenti saranno ovviamente economici: una bottiglietta di plastica da 330 ml accrediterà sulla propria card due centesimi turchi, una bottiglia da mezzo litro ne accrediterà tre, mentre una da 1,5 litri 9 centesimi. Un biglietto costa 2,6 lire turche, quindi ci vorranno 28 bottiglie da un litro e mezzo per averne uno gratuitamente. Le lattine di alluminio invece valgono di più della plastica: 9 centesimi turchi in cambio di una lattina da mezzo litro.

La Turchia è il terzo paese d’Europa per produzione di rifiuti, ma sta all’ultimo posto in fatto di riciclo. Istanbul ospita circa 15 milioni di persone e produce in media 17.000 tonnellate di rifiuti domestici ogni giorno, di cui 6.000 tonnellate vengono trasformati nei centri di raccolta e riciclaggio della IBB. Proprio per ovviare a questo problema, l’Istanbul Metropolitan Municipality (IBB) ha deciso di imboccare la strada dell’incentivazione economica per chi raccoglie separatamente plastica e lattine.

La soluzione non è nuova, dicevamo in apertura: già nel 2012 Pechino aveva imboccato la stessa strada. Fra il 2012 e il 2014 sono infatti state installate 2200 macchinari per la raccolta che hanno raccolto oltre 18 milioni di bottiglie*, dando in cambio, sulla base della qualità e della quantità delle bottiglie conferite piccoli pagamenti o bonus per l’acquisto di biglietti della metropolitana e credito telefonico. Numeri enormi, ma che confrontati con i 21 milioni di abitanti di Pechino, danno adito a qualche dubbio sul successo dell’iniziativa.

Resta comunque il valore educativo dell’iniziativa, in una nazione che ad oggi è la meno riciclona d’Europa. (SC)

* https://www.eco-business.com/news/two-innovators-helping-to-improve-recycling-in-china/

Toscana: cresce la differenziata; Capannori è l’eccellenza

La Regione Toscana ha appena pubblicato i dati certificati riguardo all’andamento della raccolta differenziata a livello regionale.

È salita di quasi 3 punti rispetto al 2016 la percentuale di raccolta differenziata e la produzione di rifiuti non differenziati è calata in modo sostanziale. Nel dettaglio, la percentuale della raccolta differenziata a scala regionale di attesta al 53,9%, con un incremento di 2,9 punti rispetto all’anno precedente. La produzione di rifiuti urbani è stata pari a 2,24 milioni di tonnellate in diminuzione del 2,9% rispetto all’anno precedente (- 67.000 tonnellate) con il dato pro capite che è passato da 617 a 600 kg/abitante (pur sempre un quantitativo molto elevato in confronto ai 497 kg/abitante anno medi a livello nazionale). Molto positiva la sostanziale diminuzione, pari a circa 98.000 t, della parte non differenziata dei rifiuti.

“I dati certificati – commenta l’assessore Federica Fratoni – ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta e le risorse messe a disposizione dalla Regione pari a 30 milioni di euro saranno utili a spingere in avanti le performance, così da raggiungere nei tempi stabiliti l’obiettivo che siamo posti di 70% di raccolta al 2020. Nei dati mi preme sottolineare – prosegue Fratoni – il calo dell’indifferenziato e quello della stessa produzione generale pro capite, a dimostrazione che la raccolta differenziata porta come effetto indotto la diminuzione di rifiuti”.*

Maglia nera della Toscana il Comune di Abetone Cutignano con duemila abitanti e 12 % di differenziata ma anche altri comuni ben più conosciuti, ad esempio Orbetello, sono fermi al 15% ed i peggiori capoluoghi rimangono Grosseto (34%) e Massa (32%).

A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale (implementata con la collaborazione di ESPER) che, quando ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.

 

*fonte: e-Gazette

 

Lanuvio: il Comune più organico d’Italia

Lanuvio è un Comune dei Castelli Romani di poco più di 13.500 abitanti. Nel giugno 2016 la percentuale di raccolta differenziata del Comune era estremamente bassa e si attestava sul 16%, ben lontano da quanto prescritto dalla normativa nazionale ed europea. Con il supporto tecnico di ESPER, Lanuvio ha imboccato la via della raccolta porta a porta, arrivando già alla fine dell’anno a superare abbondantemente quota 50% (novembre 2016 69,4%). Oggi la percentuale di raccolta differenziata è stabilmente fra il 70 ed il 75%, a fronte di una media provinciale di 42,34% e una regionale del 42,37% .

RD_annua

RD_mensile

E se da una parte crescono le percentuali di raccolta differenziata, dall’altra è sensibile il calo di produzione generale dei rifiuti: se nel 2015 ci si assestava sui 432 kg/abitante all’anno, i dati del 2018 proiettati su base annua sono calati fino a raggiungere i 336 kg/abitante all’anno.
Se i dati esposti testimoniano l’impegno ed il grande lavoro dell’Amministrazione Comunale e della cittadinanza di Lanuvio, analizzandoli ulteriormente si scopre che il vero capolavoro è la gestione dell’organico. La diffusione del compostaggio domestico è elevatissima: al di fuori del centro urbano tutte le utenze sono tenute al compostaggio domestico a fronte di una riduzione del 10% della parte variabile della TARI.
Il risultato di tale politica è eccellente: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno.
L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata: il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”, la cui cerimonia ufficiale di premiazione si terrà venerdì 9 novembre 2018 alle ore 9.30 nell’ambito di Ecomondo, il prestigioso Salone Internazionale della green economy, della trasformazione delle materie seconde e dei rifiuti, dell’efficientamento energetico, delle soluzioni e tecnologie volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire lo sviluppo dei territori in chiave sostenibile.

Ne parliamo con Mario Di Pietro, Assessore all’Ambiente di Lanuvio

Di_Pietro

Partiamo dal premio ricevuto. Lanuvio è a tutti gli effetti una eccellenza nazionale…
Sì. Lo siamo. Ed è una soddisfazione immensa.
A Lanuvio abbiamo fatto delle scelte che, soprattutto nel momento in cui abbiamo deciso di compierle, ovvero appena prima di una campagna elettorale, potevano risultare “forti”. Considerate che siamo un Comune dei Castelli Romani con una superficie di circa 44 km quadrati, quindi con una prevalenza forte di abitazioni nelle zone meno urbanizzate, in campagna. Su circa 6.000 utenze registrate nel nostro Comune, più di un terzo sono nella zona definita “case sparse”. In questa zona il servizio di raccolta ha ovviamente delle frequenze e delle modalità differenti rispetto al centro urbano. Bene abbiamo deciso che in questa zona tutti avrebbero fatto il compostaggio domestico. All’inizio sembra una scelta un po’ forte, però ci abbiamo creduto e l’abbiamo ragionata e condivisa innanzitutto con l’ing. Salvatore Genova, direttore tecnico di ESPER che per noi è stato sempre un punto di riferimento importante. Abbiamo valutato i pro e i contro e ci siamo imbarcati in questa avventura.

La risposta della cittadinanza è stata da subito buona?
Senza dubbio siamo stati agevolati dal fatto che chi fa la scelta di abitare nelle case sparse, sia che venisse dal centro urbano, sia che abitasse nella zona da generazioni, ha un rapporto con la natura molto più stretto e vede il compostaggio come un’azione ordinaria. Tanti fra l’altro hanno ancora l’animale da cortile e quindi già smaltivano autonomamente i propri scarti organici. Certo non è stato facile e scontato: come tutte le imposizioni, inizialmente c’è stata qualche resistenza. Anche perché da subito abbiamo chiarito che non si trattava di una scelta a cui non avremmo dato seguito: con gli uffici e con gli ispettori ambientali abbiamo da subito effettuato controlli e verifiche per far sì che il compostaggio avvenisse realmente, così da giustificare pienamente gli sconti in bolletta previsti. Dobbiamo dare atto all’azienda gestore del progetto di averci sempre seguiti.
Abbiamo fatto un’ottima campagna di sensibilizzazione e di comunicazione, e devo dire che dopo le prime resistenze, la cittadinanza ha dimostrato di crederci e di condividere il progetto. Tutto ciò ha portato ad avere pressoché da subito un riscontro positivo. Anche perché l’avere un mastello in meno da gestire è un vantaggio per chi, come chi abita in case sparse, spesso deve trasportarlo per lunghi tratti dall’abitazione al cancello.
La somma di tutti i fattori espressi fasi che nel Comune di Lanuvio 2.169 abbiano intrapreso la via del compostaggio domestico.

Lanuvio però non è solo compostaggio.
Nell’ultimo anni in effetti ci siamo assestati su livelli di raccolta differenziata molto alti. Vista l’esperienza estremamente soddisfacente che alcuni Comuni del territorio avevano fatto altrettanto prima di noi, abbiamo deciso di affidarci per la progettazione del nuovo servizio di raccolta alla ESPER. Ma la progettazione non è tutto: ci abbiamo messo del nostro e ci teniamo a far bene.
Mediamente stiamo fra il 73 ed il 75% di raccolta differenziata. Valori reali, veri, che non gonfiamo e non vogliamo gonfiare con escamotage che abbiamo visto utilizzare altrove. Quello della gestione rifiuti è un settore delicato, che riguarda diretamente il futuro nostro e dei nostri figli. Ci teniamo a far bene e ce la mettiamo tutta per ottenere i buoni risultati che tutti oggi possono apprezzare.

Nel breve volgere di due anni e mezzo siete passati dal 16% del giugno 2016 a sfiorare il 75%. Ma non finisce qui: si passerà alla tariffazione puntuale?
Certo. Ci siamo già attivati a proposito. Nel prossimo consiglio comunale del 30 ottobre si voterà il regolamento TARIP e saremo pronti a partire con la tariffazione puntuale dal 1 gennaio 2019. Anche in questo passo abbiamo scelto di chiedere un supporto tecnico ad ESPER, in continuità con quanto fatto in precedenza. Siamo il secondo comune dell’hinterland che parte con la tariffazione puntuale dopo Ariccia, che però partì a lavorare sul tema rifiuti molti anni fa. In pochissimi anni abbiamo recuperato molto terreno. E mi sento di rispondere a tutti quelli che ci rimproveravano di aver preso il riferimento di Ariccia, a loro dire troppo ambizioso, che se ancora non abbiamo superato le loro performances, è questione di giorni. Con il passaggio a Tariffa Puntuale e il meccanismo incentivante ad essa connesso, supereremo certamente i “maestri”. E questo è un motivo d’orgoglio per me e per l’Amministrazione intera. Siamo riusciti a dare al cittadino un servizio puntuale e preciso, sia sotto il profilo della raccolta che sotto quello dello spazzamento, considerando anche il nuovo centro Comunale di Raccolta aperto tutti i giorni. Abbiamo fatto molto, ma siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare. Non è un problema. Ci piacciono le sfide. Soprattutto quando le vinciamo. (S.C.)

A Fiumicino decolla anche la raccolta differenziata

La città laziale, nota destinazione turistica, è da qualche mese stabilmente all’80% di raccolta differenziata. Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’ambiente del Comune di Fiumicino

Di Sergio Capelli, Attilio Tornavacca, Salvatore Genova, Andrea Cappello ESPER

Agli annosi problemi relativi alla raccolta ed alla gestione dei rifiuti urbani della Capitale, fa ormai da contraltare una gestione sempre più virtuosa nei centri della provincia Romana.  Il Comune di Fiumicino, che conta circa 80.000 abitanti residenti, è ormai da qualche anno simbolo di questa rinascita green pur a fronte delle complessità determinate dei flussi turistici, dalle attività aeroportuali.

Partiamo da quello che è il dato finale. A Settembre 2018 il Comune di Fiumicino ha raggiunto nel mese di agosto l’80,3% di Raccolta Differenziata, percentuale ormai consolidata dallo scorso febbraio. In una Provincia che veleggia al di sotto del 50% (i dati ISPRA certificano un 42,3% alla fine del 2016), al pari di quella regionale (42,4% nel 2016) il risultato ottenuto dal Comune di Fiumicino acquista un valore ancora maggiore. Un risultato che lo pone nella élite italiana dei Ricicloni. Il percorso per l’eccellenza parte però da lontano. Per la precisione dal 2014 quando il Comune, procedendo con il supporto tecnico di ESPER ad una riorganizzazione del progetto esistente, estese il porta a porta a tutto il territorio comunale.

Proprio dal 2014 parte la crescita delle percentuali di RD del Comune di Fiumicino. Il dato di Partenza non era particolarmente lusinghiero: nel 2012 si era al 4%, nel 2013 ci si assestava su un 11,29%[1].

graficoRD

L’inserimento progressivo della raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale ha dunque portato nel 2017 al raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata ben al di sopra degli obiettivi nazionali (65%). Ma alla crescita della raccolta differenziata ha fatto eco una sostanziosa riduzione dei rifiuti prodotti dalle utenze fiumicinesi, con un abbattimento di oltre 200 kg/anno pro capite fra il 2012 e il 2016 (da 749,4 a 542,3 kg/anno pro capite).

produzione

Tali risultati sono stati conseguito a seguito dell’introduzione di un servizio di raccolta porta a porta con le seguenti frequenze:

 

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 2/7 2/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 1 – Frequenze raccolta porta a porta pre-2018

Frequenze che dal febbraio 2018 sono state ottimizzate riducendo ad un solo passaggio settimanale la raccolta del secco residuo.

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 1/7 1/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 2- Frequenze raccolta porta a porta 2018

Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’Ambiente del Comune di Fiumicino.
ass.cini

Dal 2014 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata, siamo riusciti a ridurre drasticamente il volume del Rifiuto Secco Residuo, di una quota pari all’80% circa. In questo modo abbiamo ridimensionato il numero dei rifiuti che finiscono in discarica, con un enorme beneficio ambientale. In base a ciò, si è resa necessaria una razionalizzazione del calendario di raccolta: la quantità di rifiuti raccolti non giustificava un passaggio bisettimanale. Abbiamo valutato un passaggio a settimana per il secco residuo più che sufficiente, ed i risultati ci stanno dando ragione: dopo i primi mugugni la cittadinanza si è facilmente adeguata ai nuovi calendari di raccolta. Non dobbiamo comunque dimenticare che i cittadini (le sole utenze domestiche ndr) hanno a disposizione due centri comunali di raccolta, uno a Fiumicino e uno a Fregene dove possono conferire alcune tipologie di rifiuti. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo anche predisposto delle Postazioni Ecologiche Mobili: contenitori scarrabili che, posizionati periodicamente in varie zone del Comune di Fiumicino, permettono ai cittadini di smaltire gratuitamente alcune tipologie di rifiuti

L’aumento della raccolta differenziata e la contestuale diminuzione dei rifiuti mandati a smaltimento, oltre ad un evidente beneficio ambientale, ha certamente liberato delle risorse economiche…

Le risorse liberate ci hanno permesso di implementare ulteriori servizi per i cittadini. A partire dalla raccolta, a richiesta, di pannolini e pannoloni: i cittadini che ne avranno bisogno (vuoi per il lieto arrivo di un bebè, vuoi per l’utilizzo di tessili sanitari legati a patologie), avranno a disposizione due passaggi settimanali dedicati alla raccolta di questo tipo specifico di rifiuti, che andranno a sommarsi al passaggio settimanale del residuo. Non solo: sono a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio ed un servizio di ritiro del verde. Ovviamente, per evitare utilizzi impropri da parte del servizio, abbiamo dovuto mettere dei limiti quantitativi: 2 mc a conferimento (5 mc/anno) per gli ingombranti e due sacchi da 120 litri per il verde (conferibili contestualmente alla frazione organica. Qualora i cittadini avessero quantità superiori da smaltire, potranno farlo presso il CdR o le Postazioni Ecologiche Mobili”.

Oggi più della percentuale della raccolta differenziata conta la qualità e la pulizia del materiale raccolto. Qual è la situazione?

Oggi abbiamo una qualità del materiale raccolto buona, ancora migliorabile per quanto la plastica e le lattine, ma non è stato un risultato semplice ed immediato. Inizialmente abbiamo avuto vari problemi di conferimenti impropri. Siamo dunque corsi ai ripari: abbiamo formato gli operatori che effettuano il servizio per organizzare il controllo del materiale. Qualora nel sacco semitrasparente del residuo risultino chiaramente presenti ingenti quantitativi di materiali riciclabili, il sacco viene contrassegnato con un apposito adesivo e non ritirato. Così facendo abbiamo abituato la cittadinanza ad una differenziazione corretta dei propri rifiuti. Un’altra azione intrapresa ha riguardato il contrasto all’utilizzo di sacchi neri non trasparenti che non garantiscono il controllo delle frazioni conferite, fondamentale per avere un’ottima qualità merceologica.

adesivo

1 – Sacchetto segnalato come non conforme

 

Fiumicino ha un tessuto urbanistico complesso: si va dalle abitazioni monofamiliari a condomini di dimensioni titaniche. Come gestite queste differenze?

La gestione delle case monofamiliari o dei palazzi con poche unità abitative, come potete immaginare, non crea particolari difficoltà. Dobbiamo però far fronte anche a condomini di grandissime dimensioni, in particolare in Parco Leonardo. La scelta di non utilizzare contenitori condominiali, in questo caso ha reso ancor più ardua la sfida. Il rischio era quello di trovarsi, nei giorni di conferimento, di fronte ad enormi mucchi di mastelli, con conseguenti difficoltà in fase di ritiro da parte dei cittadini ed un’altissima probabilità di scambio dei mastelli stessi fra condomini. Abbiamo optato, su consiglio di ESPER, per l’installazione di rastrelliere con posti pre-assegnati così da consentire da una parte ad ogni cittadino di ritrovare con facilità il proprio mastello, dall’altra di preservare il decoro urbano nei giorni di conferimento.

rastrelliera2 – Fiumicino, Rastrelliere per conferimento rifiuti nei complessi di grande dimensione

 

Il decoro urbano è senza dubbio importantissimo. A maggior ragione per una città come Fiumicino che ospita stabilimenti balneari e che ha corposi flussi turistici. Come riuscite a preservarlo?

Abbiamo dovuto porre molta attenzione sul tema, in particolare per quel che riguarda il lungomare. Gli stabilimenti balneari avevano la necessità di posizionare i propri contenitori per la raccolta il più possibile in prossimità della strada e dei marciapiedi per ragioni logistiche. D’altro canto l’amministrazione aveva la necessità (anche nell’interesse degli stabilimenti stessi) di evitare assembramenti di cassonetti a vista, sia per evidenti ragioni estetiche e di decoro, sia per evitare conferimenti impropri da parte di passanti, che avrebbero potuto creare problemi ai titolari dei cassonetti stessi. Abbiamo dunque stabilito con un’ordinanza che gli stabilimenti balneari dovessero dotarsi di strutture che nascondessero i contenitori alla vista dei passanti e impedissero loro l’accesso. Sono nate così quelle che chiamiamo “Ecobox”. Ogni stabilimento ha scelto e realizzato la propria, spesso con risultati estetici molto gradevoli.

ecobox1

4- Esempio di Ecobox in graticcio di bambù

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5 – Esempio di Ecobox in legno e muratura

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6 – Esempio di Ecobox in graticcio di Bambù

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7 – Ecobox

 

Nel 2019 scadrà l’attuale contratto per i servizi di Igiene Urbana. L’attuale ha portato risultati apprezzabili. Quali gli obiettivi per il futuro?

Senza dubbio il prossimo passo è quello di predisporre una nuova gara per l’appalto dei servizi di igiene urbana in cui sarà posta particolare attenzione all’obiettivo strategico dell’amministrazione comunale dell’introduzione della tariffazione puntuale quale sistema equo ed incentivante per continuare ad aumentare le performance del sistema. Abbiamo messo a gara la progettazione del prossimo servizio ed il servizio di Direzione dell’esecuzione del contratto e con determinazione 152 dello scorso 10 maggio abbiamo aggiudicato tali servizi ad ESPER. L’attività di direzione dell’esecuzione del contratto da parte dei tecnici di ESPER è iniziata e proseguita fin dal 2014. I risultati raggiunti sono scaturiti anche grazie ad un accurato controllo del servizio ed alla individuazione di migliorie al servizio da parte dei tecnici del Comune e di ESPER. Riteniamo quindi che il gruppo di lavoro che sta redigendo i nuovi atti di gara sia all’altezza degli ambiziosi obiettivi che l’amministrazione si è posta anche grazie al qualificato e quotidiano supporto tecnico garantito da ESPER soprattutto per quanto riguarda il tema dell’ottimale introduzione della tariffa puntuale.

 

[1] Dati ISPRA

C’è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?

Andrea Cappello – Tecnico ESPER

Le dinamiche europee in tema di incenerimento si presentano in una certa misura anche nel contesto italiano: un eccesso di capacità per alcune regioni, principalmente si tratta delle regioni del Nord dove il ricorso alle discariche è stato progressivamente ridotto, che genera importanti movimentazioni di rifiuti da altre regioni. Alcune di queste si trovano peraltro ad affrontare una difficoltosa transizione nello strutturare il comparto impiantistico, cercando di limitare il ricorso alle discariche. Si tratta di una tendenza in continua crescita. In alcune regioni del Nord-Italia il fenomeno è più evidente: ad esempio la Lombardia. C'è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?I 13 impianti lombardi hanno un eccesso di capacità e per essere alimentati devono bruciare rifiuti provenienti da fuori, in prevalenza dal Lazio e dalla Campania. Da un lato emissioni di CO2 derivanti dai trasporti e dall’altro gli effetti diretti di impianti altamente impattanti sia per quanto riguarda le emissioni in aria che per i residui dei processi di incenerimento. Inoltre, un eccesso di capacità può determinare nel tempo un abbassamento generalizzato delle tariffe corrisposte dagli impianti di incenerimento creando un potenziale contrasto all’interno del mercato del riciclo incidendo sui prezzi di trattamento dei rifiuti.

Tornando al Nord-Italia, possiamo valutare direttamente se e quali effetti ha prodotto fino ad oggi la presenza degli inceneritori sulle politiche del riciclo di questa area geografica che si avvia complessivamente al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. A tal fine viene rappresentata su mappa un’elaborazione effettuata sulla base dei dati delle raccolte differenziate dell’anno 2016 forniti dall’ISPRA. A questi viene sovrapposto uno strato geografico con la localizzazione degli impianti di incenerimento e la loro potenzialità autorizzata. L’analisi della mappa ci mostra di una evidenza: le più virtuose gestioni italiane a livello consortile, tra quelle premiate da Legambiente nel rapporto denominato “Comuni ricicloni”, sono tutte caratterizzate dall’assenza di impianti di incenerimento. Si tratta di consorzi di comuni con elevati livelli di raccolta differenziata (dal 70% all’85%) e bassi livelli di rifiuto residuo pro-capite (inferiore a 100 kg/ab.anno). Tra tutte, le esperienze virtuose dei due consorzi pubblici della provincia di Treviso, Contarina e il Bacino Sinistra del Piave, rispettivamente all’86% e all’84,3 di raccolta differenziata con soli circa 50 kg per abitante di rifiuto residuo raccolto annualmente.

C'è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?A seguire troviamo le esperienze di AET2000 in Provincia di Udine con il 78,3% di raccolta differenziata, Mantova Ambiente con l’82,8%, Ambiente Servizi SPA in Provincia di Pordenone con il 68,7%, il Consorzio dei Comuni dei Navigli in Provincia di Milano con il 74,6%. Si tratta di consorzi pubblici con popolazione amministrata superiore a 100.000 abitanti, tutti con una produzione di rifiuto residuo molto bassa ed elevate raccolte differenziate.

Questi ambiti territoriali estremamente virtuosi sono caratterizzati dal fatto di aver incentrato le proprie politiche industriali sul riciclo, sulla riduzione del rifiuto residuo e sulla prevenzione. Spesso le pianificazioni sono state rimodulate nel tempo: in alcuni casi per modifiche impiantistiche necessarie ad una migliore valorizzazione delle frazioni da avviare a riciclo oppure per riorganizzazioni dei sistemi di raccolta. Negli ultimi anni infatti i sistemi di raccolta hanno raggiunto rese di intercettazione molto elevate con raccolte domiciliari ottimizzate con l’obiettivo di ridurre i costi ma mantenendo i servizi. Senza disponibilità di grandi impianti di incenerimento occorre ridurre la dipendenza dal rifiuto residuo e per far ciò si è agito anche disincentivando i conferimenti da parte delle utenze attraverso lo strumento della tariffazione puntuale. Questo strumento in molti di questi consorzi viene applicato a completamento di esperienze di raccolta già ben strutturate e dove la partecipazione dell’utenza risulta molto elevata.

In molti casi gli obiettivi vengono rivisti al rialzo con programmi continui di miglioramento entro una visione di lungo periodo. E’ ad esempio il caso di Contarina che al 2022 ha posto un obiettivo di produzione pro-capite del rifiuto residuo prodotto pari a soli 10 kg annui, un record a “rifiuti zero” a livello mondiale. Questa flessibilità è fortemente limitata in contesti le cui pianificazioni sono incentrate sul recupero energetico o sull’incenerimento. E’ questo il principale elemento che ha determinato una “geografia dell’incenerimento”, che ci rappresenta di una immobilità nell’implementare politiche virtuose in tali ambiti territoriali. Grandi investimenti ultra-decennali, rigidi contratti con gli enti locali a garanzia di un minimo quantitativo di rifiuto corrisposto e difficoltà nel programmare nuovi obiettivi ma soprattutto visioni di lungo periodo: determinanti che spesso agiscono da freno nel far propendere gli amministratori locali verso una gestione più coraggiosa. Anche ammettendo che attraverso la movimentazione di grandi quantitativi di rifiuti tra le regioni italiane in qualche modo si possa ridurre questa rigidità certamente il controsenso ambientale che abbiamo provato ad illustrare non viene risolto.

Fonte: Eco dalle Città

Puliamo il Mondo 2018: lotta senza quartiere contro i rifiuti abbandonati

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre si torna in piazza con Legambiente per la 26esima edizione di Puliamo il Mondo, la storica campagna di volontariato ambientale sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla promozione dell’economia circolare. In piazza e non solo, perché sono molti e diversi i luoghi in cui i volontari si daranno appuntamento in tutta Italia per una lotta senza quartiere contro i rifiuti abbandonati: strade, parchi, canali e altri spazi pubblici da sottrarre al degrado.

L’obiettivo di questa edizione italiana di Clean up the world – che Legambiente coordina e organizza in Italia dal 1993 – è di rendere migliore il nostro territorio grazie alla pulizia dell’ambiente e alla valorizzazione dei beni comuni, ma anche sotto il profilo della condivisione, della coesione sociale e della vivibilità. All’iniziativa hanno aderito giovani e anziani, italiani e non, amministratori locali, dipendenti di imprese, ragazzi e personale delle scuole, comunità di migranti e numerose associazioni impegnate per l’integrazione sociale.

 

“Nel 2017 abbiamo raggiunto un grandissimo risultato – spiega il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – oltre 600mila volontari in tutta Italia con ben quattromila località pulite in 1.600 comuni. Sono state realizzate numerose attività tra i nostri circoli locali e le associazioni che si occupano di migranti, comunità straniere, richiedenti asilo politico, detenuti, disabilità, salute mentale, discriminazione basata sull’orientamento sessuale, insieme a scolaresche, gruppi scout e non solo. Anche quest’anno puntiamo a mettere insieme chi vuole salvare l’ambiente, le città e le periferie dai rifiuti e dal degrado e chi cerca di ricostruire ogni giorno relazioni di comunità e dialogo”.

 

Per questo, venerdì 28 a Roma l’iniziativa di pulizia prevista nei pressi di Porta Maggiore sarà anche l’occasione per presentare alla stampa gli esponenti e le ragioni delle associazioni che hanno aderito alla campagna e promosso insieme a Legambiente una grande mobilitazione per l’abbattimento delle barriere culturali e sociali.

 

Tra le tante le iniziative in programma ci sono, solo per qualche esempio, gli appuntamenti campani organizzati dal Circolo La Gru di Scampia il 29 settembre alle 9 alle porte di Melito in via Frateli Cervi e il 30 settembre alle 9 in Largo Battaglia per pulire “Il giardino dei cinque continenti e della nonviolenza” con la rete Pangea. In Emilia-Romagna, appuntamento a Bologna alle ore 9 in Via Burgatti, per la pulizia dell’area dei Parti di Caprara, in collaborazione con il Comitato Rigenerazione No Speculazione. In Lombardia, il Circolo Zanna Bianca di Milano, dalle 10 di domenica 30, farà Puliamo il Mondo nella zona sud del quartiere Gratosoglio, in collaborazione con altre realtà associative del territorio compreso il centro che accoglie i migranti Opera San Francesco. In Molise il circolo Campobasso organizza la pulizia venerdì 28 alle 16 presso la casa di riposo Pistilli. Nel Lazio, in provincia di Frosinone, Legambiente Anagni il 29 e il 30 settembre sarà con il CAI di Colleferro e un gruppo di ragazzi nel comune di Carpineto Romano. In Piemonte, sono diverse le attività di pulizia legate al progetto VisPO: il 28 mattina ad Avigliana, sabato 29 sulle rive del Chiusella da Gravò a Rueglio e a Settimo per la pulizia del parco pluviale del Po, il 30 a Carmagnola. In Puglia, i cittadini sono invitati a fotografare i siti inquinati presenti sui territori di Bitonto, Corato, Molfetta, Terlizzi e inviare le immagini ai Circoli di Legambiente per la realizzazione di una mappa interattiva volta a sensibilizzare le istituzioni dell’AroBA1 alla bonifica dei siti e al controllo del territorio. In Sicilia, venerdì 28 a Marina di Ragusa il Circolo di Ragusa con 109 bambini dell’ultimo anno di materna, prima e seconda elementare, ripuliranno la piazza Padre Pio di fronte alla scuola. In Toscana, venerdì 28 a Firenze l’appuntamento è alle 9.30 presso il Fontanello per la pulizia del Parco dell’Anconella. In Veneto, a Vicenza, venerdì 28 dalle 11.00 alle 13 si puliranno i tratti percorribili lungo il fiume Bacchiglione dietro il liceo scientifico Quadri che collaborerà all’iniziativa; domenica, il circolo di Legambiente Venezia promuove un pomeriggio di pulizia e raccolta rifiuti della pineta di San Nicolò del Lido di Venezia. In Sardegna, a Cagliari l’appuntamento è il 30 settembre in vico II Sant’Avendrace per l’iniziativa di volontariato Parco pulito 2018 sul colle di Tuvixeddu.

 

Per la promozione di Puliamo il mondo e la sensibilizzazione dei cittadini all’iniziativa Legambiente si avvale dal 1995 della preziosa collaborazione della Rai. Quest’anno, domenica 30 settembre, la Tgr Speciale Puliamo il Mondo in onda su Rai3 racconterà il grande fine settimana dalle ore 8.54 alle 12.00 dallo studio di Torino, con tanti servizi e collegamenti in diretta dagli appuntamenti di Roma (Viale Kant, parco dell’Aniene), Milano (Piazza d’Armi), Camerino (provincia di Macerata – Zona rossa) e Palermo (Foro Italico).

 

 

Puliamo il mondo 2018 – Con il patrocinio di:

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, ANCI (Associazione Unione Comuni Italiani), UPI (Unione Provincie Italiane), Federparchi, Unep (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite). Puliamo il Mondo rientra tra le iniziative realizzate nell’ambito del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

#PuliamoilMondo

www.legambiente.it

www.puliamoilmondo.it

 

L’ufficio stampa Legambiente 0686268399 – 353

UE, al voto risoluzione anti-plastica: riprogettazione, riutilizzo, riciclo

La lotta alla plastica è ormai costantemente nelle agende politiche di gran parte delle nazioni mondiali.
Dopo l’approvazione di un ambizioso pacchetto di azioni “verso un’economia circolare”, la UE porterà a votazione giovedì 13 settembre una nuova risoluzione che mette al centro del mirino il “problema plastica”.
I numeri sono inquietanti:

La plastica è un materiale importante e prezioso, che ricopre un ruolo utile nella società e nell’economia. Tuttavia, il modo in cui oggi si produce e si utilizza la plastica è insostenibile e finanziariamente impraticabile. La plastica è sviluppata per durare per sempre, ma spesso viene ancora progettata per essere smaltita dopo l’uso. La raccolta della plastica finalizzata al riciclaggio, inoltre, rimane molto bassa. Su circa 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica prodotti nell’UE ogni anno, meno del 30 % è raccolto per il riciclaggio. Tutto ciò ha conseguenze importanti:

1)  Una perdita per l’ambiente: i rifiuti di plastica hanno conseguenze disastrose soprattutto per gli ecosistemi marini, in quanto la plastica costituisce oltre l’80 % dei rifiuti marini. Tra 150 000 e 500 000 tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nei mari e negli oceani dell’UE ogni anno. In media, inoltre, ogni anno tra 75 000 e 300 000 tonnellate di microplastica sono rilasciate nell’ambiente dell’UE.

2)  Una perdita per il clima: secondo alcuni studi, il riciclaggio di 1 milione di tonnellate di plastica equivarrebbe a togliere dalle strade 1 milione di autovetture(1).

3)  Una perdita per l’economia: si stima che l’economia perda il 95 % del valore del materiale plastico da imballaggio, ossia una somma compresa tra 70 e 105 miliardi di EUR all’anno;

4)  Un potenziale impatto sulla salute: la microplastica e i suoi sottoprodotti possono entrare anche nella catena alimentare, con effetti sulla salute umana ancora non del tutto noti.

A fronte di un impatto così devastante, l’UE ha ben chiare in mente le azioni da intraprendere

Dalla progettazione in funzione del riciclaggio alla progettazione in funzione della circolarità: rendere riutilizzabili o riciclabili, entro il 2030, tutti gli imballaggi di plastica immessi nel mercato europeo. Ma non ci si ferma agli imballaggi: si punta a fare della “circolarità innanzitutto” un principio globale, da applicare anche agli articoli di plastica diversi dagli imballaggi, attraverso lo sviluppo di norme sui prodotti e una revisione del quadro legislativo sulla progettazione ecocompatibile

Creazione di un autentico mercato unico per la plastica riciclata. L’utilizzo della plastica riciclata nei nuovi prodotti resta basso: solo il 6 % circa, secondo i dati della Commissione. Si indicano azioni ritenute essenziali per creare un autentico mercato unico per la plastica secondaria fra cui l’esercitare pressioni per aumentare i contenuti riciclati e la promozione di una progettazione in funzione della circolarità negli appalti.

Prevenzione della produzione di rifiuti di plastica. Oltre l’80 % dei rifiuti marini è costituito da materiali plastici, di cui il 50 % derivante da plastica monouso. Queste cifre mostrano che vi sono motivi legittimi per intervenire riguardo ai prodotti monouso. Il relatore, pertanto, è favorevole a una normativa specifica sulla plastica monouso per ridurre i rifiuti marini. Sotto la lente d’ingrandimento anche le bioplastiche: troppe tipologie differenti dalle caratteristiche estremamente diverse. Si richiedono norme chiare e armonizzate sia sui contenuti biologici sia sulla biodegradabilità. – SC

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